Categoria: Ortona

12 gennaio 2015 0

Orco ad Ortona, 45enne abusa per anni di bimba di 5 anni. La procura di Lanciano ordina l’arresto

Di admin
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Violenza sessuale su due ragazzine, per questo, la procura della Repubblica di Lancianoha fatto eseguire una ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione di residenza nei confronti di D.A. L., di anni 45, di Ortona. Le sue vittime avevano una età inferiore ai 14 anni.

Le indagini, coordinate dal Procuratore Capo Francesco Menditto, dal Sostituto Procuratore Rosaria Vecchi e condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria Polizia di Stato della Procura di Lanciano, hanno consentito di accertare come l’indagato, nel periodo 2006-2014, profittando del suo ruolo di convivente della madre di una bambina di appena 5 anni abbia sottoposto la stessa a subire atroci atti di abuso sessuale, protrattisi negli anni fino al raggiungimento dell’età adolescenziale, quando la ragazzina ha cominciato a mostrare evidenti segni di disagio lanciando il suo grido di aiuto, e inducendo così la madre ad interrompere la sua relazione con quell’uomo, mettendolo alla porta. Nel prosieguo delle serrate attività investigative, condotte da questa Procura con l’ausilio di CT specializzato in psicologia infantile, si aveva modo di accertare che la ragazzina non era stata l’unica vittima delle attenzioni morbose dell’indagato, rivolte anche ad un’altra bambina, minore di anni 14, che frequentava la sua abitazione poiché fidanzatina dell’altro figlio della sua convivente.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano, Francesco Marino, ha ritenuto sussistente il grave quadro indiziario a carico dell’indagato, applicando allo stesso la misura cautelare degli arresti domiciliari, con obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione se non con l’autorizzazione della locale A.G. e con divieto di comunicare con persone diverse da quelle con lui conviventi.

5 giugno 2014 0

Lavori per messa in sicurezza “illegali”, la Forstale sequestra area di 2mila metri ad Ortona

Di admin

Il Comando Stazione Forestale di Ortona (CH) ha sequestrato un’area, di circa 2.000 mq., oggetto di lavori di messa in sicurezza da parte della Provincia di Chieti, nella località Stazione di Tollo, del Comune di Ortona (CH); la sottostante strada, di collegamento con la Contrada Lazzaretto, aveva subito importanti danneggiamenti durante i nubifragi dello scorso anno ed era stata da poco riaperta al transito. I lavori condotti non hanno però tenuto conto della sicurezza della scarpata a monte della strada, rimodellata verticalmente e con movimenti terra e rocce da scavo non previsti né autorizzati.

Terre e rocce da scavo (per una quantità pari a circa 12.000 metri cubi) che sono state depositate in una seconda area, di circa 5.000 mq., in località Arielli del Comune di Ortona (CH), anch’essa sottoposta a sequestro. Qui l’accumulo di materiale ha infatti determinato un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica a causa della presenza, a ridosso del sito, dell’area golenale del Fiume Arielli, la cui naturale espansione (in caso di esondazione, ipotesi che abbiamo visto non essere così remota nel nostro territorio e contemplata dal vigente Piano Stralcio Difesa Alluvioni) è ora inibita dal deposito.

Un lavoro dunque condotto con superficialità oltre che nel mancato rispetto delle norme vigenti: in ambedue i cantieri insistono vincoli ambientali derivanti dalla vicinanza alla costa, dalla Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico operante dagli anni 70 sul tratto di costa Ortonese e dalla presenza del Fiume Arielli.

Un ulteriore sequestro è stato effettuato nel Comune di Poggiofiorito (CH), in questo caso si tratta di un’area agricola di 14.000 mq. caratterizzata dalla presenza di terreni saldi, arbusti, con evidenti funzioni protettive, e bosco. L’area è stata stravolta da ingenti lavori di sbancamento e ricarichi di terreno, da realizzazione di strade all’interno del bosco e disboscamento per oltre 2000 mq.. Il tutto per realizzare un impianto di un vigneto, senza minimamente tener conto della necessità di autorizzazioni degli Enti preposti, ovvero di valutazioni utili alla salubrità dell’ambiente.

L’attività posta in essere, finalizzata al contrasto di reati su zone tutelate a livello paesaggistico ed idrogeologico, è tesa alla garanzia del rispetto delle zone costiere e rurali, che troppo spesso sono oggetto di lavori condotti in modo superficiale se non proprio a spregio delle norme vigenti, con una inevitabile perdita per l’ambiente e per la sicurezza del territorio.

28 gennaio 2014 0

Sequestrate dalla Forestale due discariche abusive ad Ortona e ad Orsogna

Di admin

Nel corso dell’ultima settimana il personale del Comando Stazione Forestale di Ortona (CH) ha intensificato il contrasto alle discariche abusive ed alla gestione illegale di rifiuti. Ed i risultati non si sono fatti attendere: sono 2 le discariche sequestrate dai Forestali, entrambe di rifiuti speciali non pericolosi (materiali di risulta provenienti dal settore edilizio come calcinacci, mattonelle o dal settore agricolo come i paletti di sostegno dei vigneti) e pericolosi (eternit, fusti di olii usati, vernici, prodotti utilizzati nell’agricoltura). Entrambe le aree sono di proprietà privata, una in località “Licini” nel comune di Ortona ed un’altra in località “Colle Pascuccio” nel comune di Orsogna. I proprietari sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

L’analisi territoriale ha evidenziato come su queste superfici (di oltre 500 mq), caratterizzate da uliveti e vigneti, siano state depositate, nel tempo ed in modo progressivo alcune centinaia di metri cubi di rifiuti, messi alla rinfusa, non catalogati e né stoccati, in assenza di qualsiasi autorizzazione prevista dalle normative di settore. Oltre alla evidente degradazione del sito, si evidenzia come i rifiuti corrosi dall’azione degli agenti atmosferici, risultino potenzialmente lesivi per l’ecosistema, il terreno e le falde acquifere sottostanti. Anche per questo motivo, sui rifiuti speciali pericolosi rinvenuti (amianto, oli minerali), sono state effettuate opere di caratterizzazione, in collaborazione del personale dell’Arta di Chieti, intervenuto durante le operazioni di sequestro.

Che la creazione di discariche abusive sia un malcostume radicato sul nostro territorio, lo dimostra una terza attività illecita di gestione dei rifiuti scoperta, pressoché contemporaneamente alle precedenti, dal personale Forestale dei Comandi Stazione di Ortona e Lanciano sempre ad Orsogna. In questo caso il legale rappresentante di una Società è stato deferito all’Autorità giudiziaria.

L’attività posta in essere si inserisce nella specificità operativa del Corpo Forestale dello Stato per il contrasto degli illeciti ambientali nelle zone rurali.

29 ottobre 2013 0

La Forestale sequestra due aree per abusi edilizi e violazioni in materia di rifiuti, due persone denunciate

Di redazionecassino1

 Le sponde del fiume Foro, importante ecosistema fluviale della nostra Provincia, sono state oggetto di un’attenta attività di perlustrazione da parte del personale del Comando Stazione Forestale di Ortona, in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato di Chieti, nel corso della quale sono stati accertati abusi edilizi e paesaggistici e violazioni al Testo Unico Ambientale in materia di rifiuti, tali da indurre il GIP di Chieti a disporre il sequestro preventivo di due aree nel Comune di Ortona.

Nel primo caso, i forestali hanno scoperto un magazzino di oltre 150 mq con relative pertinenze, in corso di ultimazione, costruito in assenza dei necessari titoli autorizzativi urbanistico – edilizi e paesaggistici.

Nel secondo, le indagini hanno condotto ad un’area abusivamente adibita a parcheggio di roulotte e barche ed a discarica di rifiuti speciali. I rifiuti, in evidente stato di abbandono incontrollato e corrosi dall’azione degli agenti atmosferici, erano composti da rottami ferrosi, pneumatici, elettrodomestici, carcasse di autoveicoli, barche in disuso, materiale plastico e lastre di eternit. Inoltre, sul luogo è stato rinvenuto un automezzo ricercato dalle Forze di Polizia, poiché era stato oggetto di un provvedimento di sequestro emesso dal GIP del Tribunale di Pescara, ma sottratto all’esecuzione dal possessore, che rifiutava di dichiarare il luogo in cui fosse detenuto.

Il proprietario del magazzino ed un soggetto che usufruiva dell’area adibita a parcheggio abusivo sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati urbanistico – edilizi e paesaggistici e, per quanto riguarda il secondo, anche per gestione non autorizzata di rifiuti.

Proseguono le attività di controllo nelle aree limitrofe all’asta fluviale del Foro, dove, già nel mese di maggio scorso, il Comando Stazione di Ortona aveva sequestrato un’area, tutt’ora sottoposta alla misura cautelare reale, per tagli abusivi ed illeciti edilizi.

Particolarmente importante appare l’azione di prevenzione e repressione svolta dal Corpo Forestale dello Stato nelle zone fluviali, precluse all’attività edilizia ed alla modifica dello stato dei luoghi, non solo perché di particolare pregio ambientale, ma anche in quanto ricomprese nel Piano Stralcio Difesa Alluvioni a pericolosità idraulica molto elevata.

 

 

 

 

17 ottobre 2013 0

Discarica abusiva di rifiuti speciali sequestrada dalla Forestale ad Ortona

Di admin

Convalidato dal GIP del Tribunale di Chieti il sequestro di una discarica abusiva di rifiuti speciali, eseguito nei giorni scorsi dal Corpo Forestale dello Stato in località Madonna della Croce, zona rurale del Comune di Ortona. Nel corso di un’attività operativa a tutela dell’ambiente, il personale del Comando Stazione di Ortona ha sottoposto a sequestro un’area di 35 mila metri quadrati, nella quale erano depositati rifiuti solidi speciali di varie tipologie, per un quantitativo superiore a cinquecento metri cubi: rifiuti provenienti dal settore edilizio, rottami ferrosi, pneumatici, carcasse di autoveicoli, container, materiale plastico e materiali riconducibili ad espianti di vigneti. Sono state deferite alla Procura della Repubblica di Chieti due persone, proprietarie del terreno, e sono ancora in corso accertamenti tesi ad individuare i soggetti che, a vario titolo ed a più riprese, hanno concorso alla realizzazione e gestione della discarica. Si elude la normativa di settore, che impone a chiunque gestisca rifiuti o siti di deposito specifiche autorizzazioni, si determina un potenziale rischio di inquinamento del suolo e delle falde acquifere sottostanti, causato dall’azione degli agenti atmosferici sui rifiuti abbandonati in modo incontrollato, si creano desolanti spettacoli che, forse più di ogni altra cosa, sviliscono il bene ambiente.

16 ottobre 2013 0

Assalto armato al portavalori in centro ad Ortona, arrestato dai carabinieri un componente della banda

Di admin

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Chieti e del Comando Provinciale di Bari, hanno tratto in arresto, all’alba di oggi, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal GIP Paolo DI GERONIMO del Tribunale di Chieti, LANGIANESE Marcello, 51enne di Modugno (BA), ritenuto responsabile di rapina aggravata, porto e detenzione di armi, esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico e ricettazione. Secondo quanto accertato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Chieti, al comando del Cap. Emanuele MAZZOTTA, il LANGIANESE Marcello, unitamente ad almeno altre 6 persone – allo stato non identificate – faceva parte del gruppo armato che realizzò l’assalto al portavalori, appartenente alla Società di vigilanza “AQUILA”, verificatosi la sera del 7 novembre 2011 nel centro abitato di Ortona (CH). L’assalto al blindato avvenne con le modalità tipicamente impiegate in tali genere di reati, connotato dall’impiego di più uomini e mezzi, uno dei quali costituito da un autocarro Fiat Iveco 190 che, provenendo dalla direzione contrapposta, rispetto al portavalori, lo andava a speronare frontalmente arrestandone la marcia. Immediatamente dopo, altri complici, travisati ed armati di fucili e kalashnikov, sopraggiungevano a bordo di autovetture di grossa cilindrata impedendo alle guardie giurate qualsiasi tipo di reazione, sparando più colpi in direzione del portavalori. Mentre due rapinatori bloccavano entrambi i sensi di marcia, puntando le armi in direzione dei veicoli che sopraggiungevano, un malvivente saliva rapidamente sulla parte superiore del blindato tentando – con l’utilizzo di una mola a disco – di aprirsi un varco dall’alto mentre, contestualmente, altri complici riuscivano a penetrare all’interno del furgone dopo aver disarmato e costretto le guardie a scendere dal blindato. Dopo essersi impossessati di svariati sacchi custoditi nel caveau del portavalori, per un totale di 2.400.000,00 Euro in denaro contante – lasciando sul posto altri sacchi contenenti circa 650.000,00 Euro – i rapinatori fuggivano a bordo dei potenti mezzi con i quali erano sopraggiunti, facendo perdere le proprie tracce, non prima di aver sottratto anche le pistole in uso a due delle tre guardie giurate aggredite. L’indagine dei carabinieri abruzzesi, coordinata dal Sost. Proc. della Repubblica di Chieti, dr.ssa Marika Ponziani, convenzionalmente denominata “AVAST!”, oltre a ricostruire la dinamica degli eventi e dei mezzi utilizzati, anche attraverso l’ analisi dei transiti autostradali, ha consentito di accertare la piena responsabilità del LANGIANESE Marcello, quale conducente del mezzo Fiat Iveco 190, risultato poi essere stato rubato a Massafra il 15 giugno del 2011. L’arrestato è stato associato all’Istituto Penitenziario di Bari, ove rimarrà ristretto in attesa di essere interrogato dai magistrati teatini.

12 ottobre 2013 0

Centro antiviolenza in ospedale a Ortona, per le donne più facile chiedere aiuto

Di admin

L’ospedale della donna da oggi offre una cura anche per le ferite dell’anima. Quelle che fanno male più dei lividi e segnano più delle botte. Al “Bernabeo” di Ortona è stato attivato uno sportello del Centro antiviolenza, già presente in città e gestito dalle operatrici di “Donn.è”, associazione di promozione sociale impegnata in azioni finalizzate a sensibilizzare, prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. Per la prima volta in Abruzzo all’interno di un nosocomio viene istituzionalizzata un’attività a supporto delle donne maltrattate, e che apre una prospettiva nuova sotto il profilo sanitario e sociale. Il servizio è stato inaugurato questa mattina nel corso di un evento al quale hanno preso parte Francesco Zavattaro, Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Gemma Andreini, Presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo, Nadia Di Sipio, consigliera comunale di Ortona impegnata nelle politiche di genere, Francesca Di Muzio, Presidente di “Donn.è”, numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e cittadine, a partire dal sindaco Enzo D’Ottavio, e tantisime donne. Lo sportello, ubicato al quarto piano, è attivo il martedì (dalle ore 9 alle 12) e il giovedì (dalle 15.30 alle 18.30), ma in altre giornate o altri orari è possibile contattare le operatrici del Centro per telefono (rete fissa 085 9190028, rete mobile 342 1696355) Così l’ospedale di Ortona, che da tempo ha scelto un’identità ben connotata e orientata alla medicina di genere, come ha sottolineato Zavattaro, si arricchisce di un servizio importante e di grande valore sociale, che va a completare un’offerta già articolata, e che vede nella chirurgia del seno, nella medicina della riproduzione e nel centro di diagnostica senologica l’espressione di una scelta aziendale orientata all’alta specializzazione. E che la violenza sulle donne sia anche un problema di salute, lo confermano i dati dell’unità operativa di Chirurgia maxillo-facciale della Asl, che attribuisce a tale causa il 30 per cento dei traumi trattati ogni anno. Lo sportello è a disposizione delle donne vittime di abusi, violenze, maltrattamenti e gravi violazioni dei diritti umani fondamentali, alle quali vengono forniti gratuitamente ascolto, accoglienza, informazioni, consulenza legale e psicologica, accompagnamento e mediazione linguistica per le straniere, nel rispetto assoluto della riservatezza.

La sinergia tra l’Azienda sanitaria e “Donn.è” nasce dalla comune volontà di offrire alle donne maltrattate e oggetto di soprusi la possibilità di chiedere un aiuto qualificato all’interno dell’ospedale, luogo nel quale è più agevole recarsi, dov’è più facile confondersi tra la folla degli utenti, e in definitiva presentarsi allo sportello per chiedere aiuto comporta un po’ meno coraggio. Senza dimenticare che, purtroppo, per molte il passaggio in ospedale si rende necessario per curare traumi e ferite procurati da compagni o mariti violenti che, dopo averle picchiate, sono costretti ad accompagnarle in ospedale e restano fuori ad aspettare. Quella, allora, può costituire una buona occasione di contatto per agganciare la vittima della violenza: mentre l’autore se ne sta in sala d’attesa, medici opportunamente formati intervengono per curarne le lesioni e segnalano il caso alle operatrici di “Donn.è”, che nell’immediato parlano con la vittima affinché non si senta sola, né giudicata, offrono supporto, condivisione, e si propongono come punto di riferimento, se la donna lo vorrà, in un percorso di uscita dalla situazione violenta. Lo sportello, quindi, configura un sistema a rete che si prende cura della donna vittima di soprusi, facilitando la richiesta di aiuto e l’individuazione di modalità di riscatto da una condizione di maltrattamenti e di stalking. Un ruolo aggiuntivo, per l’ospedale, che diventa luogo nevralgico per la rilevazione e l’intervento sulla violenza domestica, un ponte tra la vittima e i vari servizi preposti all’assistenza. Ecco perché è fondamentale la fase della formazione, già avviata per informare gli operatori dell’ospedale, e in particolare dell’area emergenza, su attività e modalità di intervento dello Sportello antiviolenza, affinché le donne possano essere correttamente indirizzate e supportate.

12 ottobre 2013 0

Centro antiviolenza in ospedale a Ortona, per le donne più facile chiedere aiuto

Di admin

L’ospedale della donna da oggiAggiungi un appuntamento per oggi offre una cura anche per le ferite dell’anima. Quelle che fanno male più dei lividi e segnano più delle botte. Al “Bernabeo” di Ortona è stato attivato uno sportello del Centro antiviolenza, già presente in città e gestito dalle operatrici di “Donn.è”, associazione di promozione sociale impegnata in azioni finalizzate a sensibilizzare, prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. Per la prima volta in Abruzzo all’interno di un nosocomio viene istituzionalizzata un’attività a supporto delle donne maltrattate, e che apre una prospettiva nuova sotto il profilo sanitario e sociale. Il servizio è stato inaugurato questa mattina nel corso di un evento al quale hanno preso parte Francesco Zavattaro, Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Gemma Andreini, Presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo, Nadia Di Sipio, consigliera comunale di Ortona impegnata nelle politiche di genere, Francesca Di Muzio, Presidente di “Donn.è”, numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e cittadine, a partire dal sindaco Enzo D’Ottavio, e tantisime donne. Lo sportello, ubicato al quarto piano, è attivo il martedì (dalle ore 9 alle 12) e il giovedì (dalle 15.30 alle 18.30), ma in altre giornate o altri orari è possibile contattare le operatrici del Centro per telefono (rete fissa 085 9190028, rete mobile 342 1696355) Così l’ospedale di Ortona, che da tempo ha scelto un’identità ben connotata e orientata alla medicina di genere, come ha sottolineato Zavattaro, si arricchisce di un servizio importante e di grande valore sociale, che va a completare un’offerta già articolata, e che vede nella chirurgia del seno, nella medicina della riproduzione e nel centro di diagnostica senologica l’espressione di una scelta aziendale orientata all’alta specializzazione. E che la violenza sulle donne sia anche un problema di salute, lo confermano i dati dell’unità operativa di Chirurgia maxillo-facciale della Asl, che attribuisce a tale causa il 30 per cento dei traumi trattati ogni anno. Lo sportello è a disposizione delle donne vittime di abusi, violenze, maltrattamenti e gravi violazioni dei diritti umani fondamentali, alle quali vengono forniti gratuitamente ascolto, accoglienza, informazioni, consulenza legale e psicologica, accompagnamento e mediazione linguistica per le straniere, nel rispetto assoluto della riservatezza.

La sinergia tra l’Azienda sanitaria e “Donn.è” nasce dalla comune volontà di offrire alle donne maltrattate e oggetto di soprusi la possibilità di chiedere un aiuto qualificato all’interno dell’ospedale, luogo nel quale è più agevole recarsi, dov’è più facile confondersi tra la folla degli utenti, e in definitiva presentarsi allo sportello per chiedere aiuto comporta un po’ meno coraggio. Senza dimenticare che, purtroppo, per molte il passaggio in ospedale si rende necessario per curare traumi e ferite procurati da compagni o mariti violenti che, dopo averle picchiate, sono costretti ad accompagnarle in ospedale e restano fuori ad aspettare. Quella, allora, può costituire una buona occasione di contatto per agganciare la vittima della violenza: mentre l’autore se ne sta in sala d’attesa, medici opportunamente formati intervengono per curarne le lesioni e segnalano il caso alle operatrici di “Donn.è”, che nell’immediato parlano con la vittima affinché non si senta sola, né giudicata, offrono supporto, condivisione, e si propongono come punto di riferimento, se la donna lo vorrà, in un percorso di uscita dalla situazione violenta. Lo sportello, quindi, configura un sistema a rete che si prende cura della donna vittima di soprusi, facilitando la richiesta di aiuto e l’individuazione di modalità di riscatto da una condizione di maltrattamenti e di stalking. Un ruolo aggiuntivo, per l’ospedale, che diventa luogo nevralgico per la rilevazione e l’intervento sulla violenza domestica, un ponte tra la vittima e i vari servizi preposti all’assistenza. Ecco perché è fondamentale la fase della formazione, già avviata per informare gli operatori dell’ospedale, e in particolare dell’area emergenza, su attività e modalità di intervento dello Sportello antiviolenza, affinché le donne possano essere correttamente indirizzate e supportate. Attività del Centro Antiviolenza Donn.è Il centro, attivo dallo scorso febbraio, garantisce servizi totalmente gratuiti per le donne, rispetto della riservatezza delle stesse e gestione riservata dei dati sensibili; è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00, nel pomeriggio è possibile contattare dalle 15.30 alle 18.30 il numero 3421696355.

Diverse le attività svolte: accoglienza, ascolto e informazione; consulenza psicologica; consulenza legale; accompagnamento presso tribunali, strutture sanitarie e servizi presenti sul territorio; attivazione di azioni positive ed interventi di rete.

Il centro, ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi, segue circa tredici casi di vittime di violenza, fisica e Psicologica, e stalking, perpetrata da coniugi, ex coniugi, compagni o ex fidanzati, sia in presenza di figli minori che maggiorenni.

Le donne sono attualmente prese in carico dalle psicologhe che lavorano nell’area psicologica per accompagnarle in un percorso di consapevolezza di uscita dalla violenza,

attraverso colloqui personalizzati ed individuali.

A ogni vittima viene fornita una consulenza gratuita finalizzata a prendere coscienza di sé e a decidere di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza anche con il supporto del legale. L’area legale ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi ha fornito consulenze specifiche per ogni caso preso in carico, informando le donne sui propri diritti e sul percorso giudiziario da poter intraprendere nel caso in cui la donna lo volesse.

10 ottobre 2013 0

Truffe online delle finte vendite su internet, cinque persone denunciate dai carabinieri

Di admin

Cinque persone di età compresa tra i 19 e i 31 anni sono state identificate e denunciate dai Carabinieri della Stazione di Torino di Sangro con l’accusa di truffa aggravata. Si tratta di persone ed episodi non collegati tra di loro ma che hanno un denominatore comune, la finta vendita online di prodotti di vario genere. L’indagine dei militari è scaturita, infatti, dalla denuncia di una decina di persone della zona che si sono rivolte agli uomini dell’Arma dopo essere incappati in questi truffatori ed aver pagato anticipatamente materiale informatico, telefoni cellulari ed in un caso addirittura un caravan, senza però mai riceverli. Bisogna dire che gran parte delle truffe online sono caratterizzate dalla mancata spedizione del prodotto. Il venditore riceve i soldi dall’acquirente, tramite bonifico, ricariche telefoniche, contanti o assegno via posta, ma non effettua alcuna spedizione postale della merce. Tramite queste truffe i venditori incassano per un breve periodo numerose vendite ed alla fine scompaiono improvvisamente nel nulla. I Carabinieri della Stazione di Torino di Sangro hanno calcolato che i cinque denunciati avevano incassato somme per un totale di 3500 euro. Per prendere tempo i truffatori tendevano a rispondere alle prime lamentele degli acquirenti asserendo d’aver effettivamente spedito la merce e incolpando il sistema postale del ritardo della consegna. Le cinque persone identificate e denunciate dai Carabinieri operavano da varie parti d’Italia, Marche, Veneto, Calabria, Toscana ed in un caso anche in provincia di Teramo. I falsi annunci di vendita erano stati inseriti sul sito “subito.it” ed il pagamento avveniva mediante una ricarica su carte postepay.

7 settembre 2013 0

Ruba gasolio dai camion delle immondizie, 46enne in manette ad Ortona

Di redazione

Serata movimentata per i Carabinieri della Stazione di Ortona, che, nel corso di un servizio perlustrativo in contrada Villa Torre, con intuito e perspicacia, scorgevano un uomo che, con fare sospetto, si aggirava per il piazzale della società “Ortona Ambiente”. I militari, ormai insospettiti, si avvicinavano e lo vedevano asportare gasolio dagli autocarri adibiti alla raccolta dei rifiuti urbani. I Carabinieri decidevano a questo punto di intervenire e, dopo un breve inseguimento a piedi, riuscivano a bloccare e trarre in arresto il ladro, G.G., 46enne ortonese, noto alle Forze dell’Ordine. I successivi e celeri accertamenti sul posto permettevano poi di rinvenire e sequestrare l’auto utilizzata dal reo, una Fiat Panda, e ben sei taniche di gasolio da 20 litri. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato veniva tradotto presso la sua abitazione in attesa del rito direttissimo.