Categoria: Campobasso

15 agosto 2018 0

Terremoto, scossa di magnitudo 4.7 in provincia di Campobasso

Di admin
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CAMPOBASSO – Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata registrata poco prima della mezzanotte con epicentro a Campobasso.

A seguito dell’evento sismico registrato dai sismograafi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle ore 23.48 del 14 agosto con magnitudo ML 4.7, sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile. L’evento sismico – con epicentro localizzato nel Comune di Montecifone in provincia di Campobasso – risulta avvertito dalla popolazione. Al momento non sono stati segnalati danni a persone o cose.

25 aprile 2018 0

Terremoto, scossa di magnitudo 4.2 in provincia di Campobasso. Protezione civile: non risultano danni o feriti

Di admin

CAMPOBASSO – “A seguito dell’evento sismico registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Campobasso alle ore 11.48 con magnitudo ML 4.2, sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile”. Lo si legge in una nota del Dipartimento di Protezione Civile. “L’evento sismico – con epicentro localizzato tra i comuni di Guglionesi, Montecilfone e Palata in provincia di Campobasso – risulta avvertito dalla popolazione. Al momento non sono stati segnalati danni a persone o cose”.

22 giugno 2017 0

Campobasso: Quadro della Virgo Fidelis in dono dal pittore Ciccone e consegna di attestati per alcuni militari

Di redazione

Nel corso di una breve cerimonia tenutasi presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, alla presenza degli Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri in servizio presso la sede, il pittore Michele CICCONE ha donato un quadro da lui dipinto a tutti i Carabinieri in servizio nella Provincia di Campobasso quale simbolo di apprezzamento e stima nei confronti dell’Istituzione. Il quadro che rappresenta la “Virgo Fidelis”, la Patrona dell’Arma dei Carabinieri dall’11 novembre 1949, data di promulgazione del Breve relativo di Papa Pio XII, che in tal senso aveva accolto il voto unanime dei cappellani militari dell’Arma e dell’Ordinario Militare per l’Italia. Il titolo di “Virgo Fidelis” era stato sollecitato in relazione al motto araldico dell’Arma “Fedele nei secoli”. All’artista campobassano, accompagnato dalla figlia Federica, in segno di riconoscenza, è stato a sua volta donato un piccolo bassorilievo della Patrona dei Carabinieri. Successivamente il Comandante Provinciale, Tenente Colonnello Marco BIANCHI, ha premiato i militari di seguito indicati distintisi particolarmente in attività di servizio, consegnando loro gli attestati concessi dal Comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, Generale di Brigata Michele SIRIMARCO. All’Appuntato Domenico ESTERO, in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria di Campobasso, è stato tributato un Elogio avente la seguente motivazione: “Addetto a sezione di polizia giudiziaria, evidenziando straordinarie competenze professionali nel campo informatico, perseverante impegno, spiccato senso del dovere e brillante iniziativa, assolveva il proprio delicato incarico con costante ed eccezionale rendimento. Realizzava funzionale piattaforma gestionale, partecipando attivamente a più ampio progetto ministeriale di informatizzazione degli uffici giudiziari, con unanime plauso dei vertici dell’autorità giudiziaria distrettuale, esaltando cosi il prestigio dell’Arma.”

Al Maresciallo Capo Domenico D’ALESSANDRO, in servizio presso la sezione di polizia giudiziaria di Campobasso, è stato consegnato un Vivo Apprezzamento per la seguente motivazione: “Desidero esprimerle un sincero e vivo apprezzamento per la qualità dell’impegno reso nell’incarico di addetto alla sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Campobasso. Il suo elevatissimo rendimento, frutto di notevole competenza, spiccato senso del dovere e operosa iniziativa, è stato molto apprezzato dai magistrati inquirenti ed ha accresciuto la loro stima e la loro considerazione nell’Arma dei Carabinieri”.

L’Appuntato Scelto Alessandro AIELLO, in servizio presso la Stazione di Campobasso, il 31 luglio del 2016, libero dal servizio, prestò soccorso a 3 giovani bagnanti in difficoltà che stavano per annegare in località Rio Vivo, per tale motivo è stato premiato con il seguente Apprezzamento: “Desidero esprimere il mio apprezzamento per il provvidenziale soccorso prestato a un ragazzo che, colto da uno stato d’ansia e consapevole di non saper nuotare, aveva chiesto aiuto per paura di annegare. La prontezza, l’efficacia e la generosità del suo gesto, compiuto libero dal servizio, ha consentito di salvare il giovane ed altri due amici dopo un tempestivo ricovero in ospedale, esaltando la funzione del carabiniere e accrescendo la riconoscenza e la considerazione della comunità per la nostra Istituzione”.

Il Capitano Vincenzo DI BUDUO e Marescialli Aiutanti Vincenzo DIGIGLIO e Carmine ZICCARDI, Comandante ed addetti al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, il Maresciallo Aiutante Giovanni BALDONI, il Maresciallo Capo Massimo TIRABASSO e l’Appuntato Scelto Massimo LEPORE, in servizio presso il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Campobasso, il 1° luglio 2014 sventarono una rapina in Matrice arrestando due pluripregiudicati armati e travisati che si accingevano ad assaltare l’ufficio postale il giorno del pagamento delle pensioni, pertanto sono stati premiati con il seguente Apprezzamento: “Desidero esprimerle un sincero apprezzamento per l’arresto di due pericolosi rapinatori per tentata rapina aggravata ai danni di un ufficio postale. La brillante operazione, frutto di complesse attività di monitoraggio e intervento, ed arricchito dal sequestro di un fucile a canne mozze, due repliche di pistole automatiche e materiale per il travisamento, ha consentito di attribuire agli stessi altri cinque delitti analoghi commessi in varie province, meritando un’ampia risonanza mediatica nonché’ il plauso incondizionato della popolazione molisana, e facendo crescere ulteriormente la considerazione e la fiducia nei Carabinieri”.

Il Maresciallo Aiutante Giuseppe DE FELICE, il Maresciallo Capo Giovanni DE MICHELI, il Brigadiere Pierluigi D’AMICO, il Vice Brigadiere Tommaso CAGNETTA e l’Appuntato Scelto Pasqualino TAGLIAFERRI, addetti al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, il 5 aprile 2017, nel corso di un’attività di polizia giudiziaria di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, in Campomarino, arrestarono un giovane del posto e denunciarono un minorenne sequestrando complessivamente ottantasei grammi di sostanza stupefacente già suddivisa in dosi e pronta per essere spacciata; ai citati militari è stato consegnato un Apprezzamento con la seguente motivazione: “Desidero esprimerle il sincero apprezzamento per l’arresto in flagranza di uno spacciatore e la denuncia in stato di liberta di un correo. La bella operazione conseguita dopo un’attenta e mirata attività investigativa ed arricchita dal sequestro di ottantasei grammi di eroina e hashish, già divisi in dosi, ha aumentato la percezione di sicurezza nel territorio ed accresciuto la considerazione e la fiducia della comunità nell’Arma dei Carabinieri”. Il Tenente Giorgio FELICI, il Maresciallo Aiutante Giovanni BALDONI, il Maresciallo Capo Massimo TIRABASSO, il Maresciallo Capo Luigi BOVE, il Maresciallo Capo Emiliano GENTILE, il Brigadiere Mauro MITRI, il Vice Brigadiere Gaetano GALESI, il Vice Brigadiere Leonardo D’AVETA, l’Appuntato Scelto Massimo LEPORE, l’Appuntato Scelto Giuseppe BALLI e l’Appuntato Scelto Sergio NEGRO, rispettivamente Comandante ed addetti al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Campobasso, il 3 maggio 2017, nel corso di attività di repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti in Campobasso con l’ausilio di unità cinofile, hanno tratto in arresto un pregiudicato molisano trovato in possesso di circa 140 grammi di cocaina e di 113 grammi di sostanza da taglio all’esito di perquisizione domiciliare; per tale ragione ai militari è stato consegnato il seguente Apprezzamento: “Desidero esprimerle un sincero apprezzamento per la bella operazione di servizio che ha condotto all’arresto in flagranza di uno spacciatore del luogo, trovato in possesso di 139,78 grammi di cocaina, alcuni dei quali già suddivisi in dosi, e di 113 grammi di sostanza da taglio, occultati all’interno della propria abitazione. Il lusinghiero risultato, arricchito dal sequestro di materiale atto al confezionamento e della somma contante di 2.380,00 euro, provento dell’illecita attività, contribuisce ad accrescere la stima e la fiducia della collettività nell’Arma dei Carabinieri”. Nel corso della medesima cerimonia, il Comandante Provinciale di Campobasso ha consegnato al Maggiore Nicolino PETROCCO, Comandante del Reparto Operativo, la medaglia d’argento al merito di lungo comando concessagli dal Ministero della Difesa.

17 gennaio 2016 0

Terremoto Molise, parla il consigliere Nazionale dei Geologi Domenico Angelone

Di admin

Domenico Angelone, Consigliere Nazionale dei Geologi, in merito al recente sciame sismico che sta interessando la provincia di Campobasso, in un comunicato stampa fa sapere che: “Lo spettro della faglia del Matese, il grande mostro storicamente capace di rilasciare energia per magnitudo anche superiori a 7, spinge il mondo scientifico a studiare la serie sismica in corso da giorni , con estrema attenzione e cautela”.

“A distanza di quasi 4 anni dal terremoto dell’Emilia, 7 anni da quello dell’Aquila e 14 anni da quello di San Giuliano di Puglia, torna la paura in Molise per lo sciame sismico che da alcuni giorni è in atto nel territorio della provincia di Campobasso distretto sismico Baranello-Vinchiaturo. Lo spettro della faglia del Matese, il grande mostro storicamente capace di rilasciare energia per magnitudo anche superiori a 7, spinge il mondo scientifico a studiare la serie sismica in corso ormai da giorni, con estrema attenzione e cautela”. Lo ha dichiarato poco fa Domenico Angelone, Consigliere Nazionale dei Geologi e già Presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise

“Come sempre accade nel nostro Paese, nel buio della perduta memoria si accendono i riflettori su un evento che, sebbene di poca rilevanza dal punto di vista energetico (M = 4.1), costituisce grande preoccupazione ed angoscia in quelle popolazioni – ha concluso Angelone – che ancora continuano a vivere il terremoto di 14 anni fa nel proprio animo. La devastazione fisica degli edifici e la perdita di vite umane sono evidenze che sovrastano per ovvi motivi quello che lascia davvero un evento calamitoso. Ricordo ancora che in Molise il 70 % delle scuole è a rischio sismico e ugualmente gli altri edifici pubblici.

Il nuovo approccio che gli eventi dell’Aquila hanno prodotto, inducono a considerare l’attività di sciame sismico come una normale attività di rilascio graduale dell’energia, che però non esclude il verificarsi di eventi di maggiore intensità e/o durata, non necessariamente nelle stesse aree epicentrali fino ad ora interessate, ma in un intorno coincidente con il distretto sismico di riferimento (Baranello-Vinchiaturo).

Considerato che non esistono ad oggi le condizioni per procurare un ingiustificato allarme, si invitano comunque gli amministratori locali a porre in essere tutte le procedure di verifica e protezione degli edifici sensibili”.

24 dicembre 2014 0

Scossa di Terremoto di magnitudo 4.1 in provincia di Campobasso

Di admin

A seguito dell’evento sismico registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nella provincia di Campobasso alle ore 12.40 con magnitudo 4.1, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Sistema nazionale di protezione civile.

Dalle verifiche effettuate, l’evento – con epicentro individuato tra i comuni di San Giuliano di Puglia, Bonefro e Santa Croce di Magliano in provincia di Campobasso– è risultato avvertito dalla popolazione, ma non sono stati segnalati al momento danni a persone o cose.

8 ottobre 2014 0

Clinica degli orrori in Molise, 13 persone arrestate per sequestro di persona e maltrattamenti

Di admin

Dalle prime ore della mattinata, 30 Carabinieri dei NAS di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia con il supporto dei colleghi dell’Arma territoriale hanno dato esecuzione nelle Province di Isernia e Campobasso a 13 ordinanze cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Isernia — Dott.ssa Elena Quaranta – su proposta del sostituto procuratore Dott. Federico Scioli, che hanno disposto gli arresti domiciliari per un medico neurologo/neuropsichiatra, titolare di una Residenza Sociale Assistenziale per anziani e malati psichiatrici della provincia di Isernia, e per infermieri ed operatori socio-sanitari per aver sottoposto i pazienti e gli ospiti in modo sistematico e continuato a maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci. L’esecuzione delle misure restrittive giunge a conclusione di una prolungata e articolata attività di indagine avviata dai Carabinieri del NAS di Campobasso un anno fa a seguito della segnalazione dì condizioni di costrizione fisica e psicologica imposta agli ospiti/pazienti della struttura assistenziale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia. Attraverso attività ed accertamenti tecnici i Carabinieri del NAS sono riusciti a provare in modo chiaro ed incontrovertibile le segregazioni e i maltrattamenti a cui venivano sottoposti gli ospiti da parte di infermieri ed operatori socio-sanitari della clinica. La residenza assistenziale autorizzata per assistenza socio-sanitaria agli anziani in realtà ospitava anche giovani (dai 25 ai 40 anni) affetti da malattie psichiatriche e neurologiche con una capacità ricettiva accertata – oltre 180 ospiti/pazienti – superiore a quella autorizzata. Gli anziani con un età media di circa 75/80 anni, alcuni dei quali affetti da patologie anche invalidanti come l’Alzheimer e, quindi, non autosufficienti e i malati psichiatrici venivano chiusi a chiave e sedati per tutta la giornata senza possibilità di uscire dalle loro stanze; fatti completamente denudare e messi in fila nel corridoio per accedere alle docce e servizi igienici in violazione della loro dignità; alcuni contenuti ai letti a mezzo di lacci per impedire loro qualsiasi movimento; percossi se non ottemperavano alle disposizioni impartite; fatti dormire alcuni su letti privi di materassi o su lenzuola sporche di escrementi in stanze insudiciate. Gli ospiti anziani e i malati psichiatrici vivevano in promiscuità pagando una retta mensile di 1.200,00 euro al titolare della struttura. Il vasto quadro probatorio ricostruito dai Carabinieri coinvolge a vario titolo 32 persone tra medici, fisioterapisti, operatori sanitari, sociali ed amministrativi della residenza assistenziale tutti indagati per le gravi condotte a danno di incapaci ed anziani indifesi. Isernia, 8 ottobre 2014.

29 marzo 2014 0

Operazione antidroga, dieci arresti e 19 denunce tra Molise e Abruzzo

Di admin

Dieci misure cautelari e 19 denunce a piede libero è il risultato dell’operazione che si è conclusa all’alba di oggi portata a compimento dai Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso. L’indagine è stata avviata a seguito di un esposto anonimo giunto al Nucleo Investigativo da una persona, forse un giovane assuntore di stupefacenti di Campobasso rimasto sconosciuto, il quale avendo preso coraggio anche grazie ai risultati delle operazioni antidroga svolte dal Nucleo negli ultimi anni, “Erba di Grace”, “Grido d’aiuto” e “Cono d’ombra” solo per citarne le più importanti, segnalava l’attività sospetta di un soggetto del capoluogo già noto alla cronaca giudiziaria per fatti di droga. In particolare l’anonimo riportava poche indicazioni su alcuni viaggi che il personaggio citato, aveva effettuato nella provincia di Chieti, per rifornirsi di numerosi panetti di “fumo”. Quei pochi elementi, fortunatamente, sono bastati agli uomini del Nucleo Investigativo, coordinati dal Capitano GISMONDI, per dare il via all’attività d’indagine. I militari, infatti, dopo aver individuato il potenziale spacciatore, lo hanno pedinato ed osservato continuamente, al fine di ricostruire il giro dei clienti, dei complici e, soprattutto, del fornitore originario di sostanza stupefacente. E nel volgere di poche settimane, infatti, gli uomini del Nucleo Investigativo hanno compreso che lo spacciatore aveva allestito un vero e proprio giro d’affari che gli garantiva ingenti guadagni come provento per la vendita di hashish, cocaina ed altre tipologie di droga, per i quali si riforniva proprio nella provincia di Chieti ed in quella di Napoli. Droga che a sua volta rivendeva, servendosi anche di suoi referenti sul posto, a clienti di Campobasso. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, col passare delle settimane, hanno portato alla luce l’esistenza di un nutrito gruppo di persone, quasi tutte residenti a Campobasso, Bojano (CB) e San Salvo (CH), alcune delle quali già gravate da precedenti specifici, che avevano fatto della vendita di stupefacenti la loro occupazione principale. L’attività investigativa, infatti, per la maggior parte degli indagati, ha dimostrato l’organizzazione di più viaggi settimanali verso la provincia di Chieti, di Napoli ed anche di Foggia, per il rifornimento di cocaina, eroina, cobret ed hashish. La droga, poi, veniva venduta ai clienti di Campobasso in tubetti o panetti, giorno per giorno, con più cessioni giornaliere, non di rado anche più volte allo stesso cliente nella stessa giornata. Ed ogni volta agli accordi per la cessione si giungeva tramite contatti brevissimi, parole in codice o, semplicemente, con degli squilli che segnalavano l’imminenza dell’incontro. Nel corso delle indagini, però, ad alcuni degli incontri hanno assistito anche i Carabinieri in borghese che, nel giro di alcuni mesi, hanno recuperato e sequestrato oltre uno chilo di droga, procedendo all’arresto in flagranza di 2 persone ed alla denuncia in stato di libertà di altre 4 persone. L’indagine condotta dai Carabinieri coordinati dal Capitano PETROCCO e dal Capitano GISMONDI, ha portato alla luce una spaccato sociale nel quale si è rilevato il coinvolgimento nell’attività illecita anche di soggetti normalissimi, studenti e operai, attratti dall’aspettativa di facili e lauti guadagni grazie alla vendita della droga purtroppo anche in favore di diversi minorenni. Dopo diversi mesi di indagini serrate fatte di pedinamenti e di osservazioni, sempre monitorando la vita quotidiana degli indagati, i militari del Nucleo Investigativo hanno raccolto tantissimi elementi probatori anche a carico dei fornitori principali, sulla base dei quali la Procura della Repubblica di Campobasso e quella di Vasto ha richiesto ai GIP dei rispettivi Tribunali, tutta una serie di misure cautelari coercitive e non. Il Giudice per le indagini preliminari di Vasto, concordando con le risultanze investigative fornite dai Carabinieri, nel mese di Gennaio 2014 ha disposto 2 misure cautelari in carcere per due indagati residenti a San Salvo (CH). Le due ordinanze furono eseguite dai militari del Nucleo Investigativo già il 18 Gennaio 2014. Il Giudice per le indagini preliminari di Campobasso, concordando con le risultanze investigative fornite dai Carabinieri, qualche giorno fa ha disposto ben 8 misure cautelari, tre in carcere, tre agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico e due obblighi di dimora, che gli uomini del Comando Provinciale di Campobasso hanno eseguito, come si diceva, proprio all’alba di oggi. Sul campo sono stati disposti quasi 80 militari e circa 25 automezzi, nonché 1 unità cinofila antidroga del Nucleo Cinofili di Chieti, ed il supporto aereo del 6° Elinucleo CC di Bari, che hanno eseguito contestualmente 20 perquisizioni locali. Per altre 19 persone, invece, si procede in stato di libertà: per 11 di loro, le contestazioni sono identiche a quelle degli indagati sottoposti a misura cautelare. Per gli ultimi 8 indagati, invece, la contestazione è quella di favoreggiamento personale, poiché hanno aiutato alcuni degli arrestati ad eludere le investigazioni, dichiarando ai militari di non aver mai acquistato o ricevuto da loro della sostanza stupefacente. Quella conclusasi oggi è un’operazione che, aggiungendosi alle altre belle operazioni antidroga portata a termine dal Nucleo Investigativo negli anni 2010 e 2012, “Erba di Grace”, “Grido d’aiuto” e “Cono d’ombra”, ha inferto al mercato della droga, soprattutto a quello di Bojano, un duro colpo ed ha dimostrato ancora una volta che il livello di guardia della società e delle Istituzioni rispetto al pericolo droga, deve essere necessariamente mantenuto sempre molto alto.

8 febbraio 2014 0

Deteneva nella propria abitazione un emporio della droga, 21enne arrestato a Campobasso

Di admin

Duro colpo inferto dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Campobasso al mercato della droga nel capoluogo. Nell’ambito dell’attività di contrasto agli illeciti in materia di sostanze stupefacenti, che in questa occasione ha visto interessato un quartiere a nord della città, nella serata di ieri 7 febbraio i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto in flagranza di reato P.F. 21enne del luogo, per detenzione con finalità di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari al termine di una scrupolosa attività info-investigativa, sviluppata anche grazie all’ottima conoscenza degli ambienti legati all’uso ed al consumo di stupefacenti, hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del suddetto, che ha consentito di rinvenire ben occultata ed in gran parte già confezionata per la vendita al dettaglio, gr.270 di sostanza stupefacente del tipo “Marijuana”, gr.12 di sostanza stupefacente del tipo “Hashish”, gr.4 di sostanza del tipo “Eroina”, un bilancino elettronico, nonché materiale per il confezionamento delle dosi, sottoposti a sequestro. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato associato presso la Casa Circondariale di Campobasso a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

19 ottobre 2013 0

124 rose bianche per ricordare le vittime del femminicidio

Di admin

Questa mattina alle ore 11.00, alla presenza di numerosi cittadini, una delegazione del CO.I.S.P. Segreteria regionale molise ha partecipato, su invito specifico della consigliera di parita’ regione Molise, Giuditta Lembo, alla deposizione di una corona di 124 rose bianche presso il cimitero del capoluogo molisano. Ogni rosa bianca simbolicamente ricorda ogni vittima del femminicidio che dall’inizio dell’anno ad oggi c’e’ stata in italia. Tale gesto simbolico e’ stato volutamente fatto coincidere con il funerale, che in contemporanea si svolgeva a Milano, per la scomparsa di Lea Garofalo, testimone di giustizia, anch’essa vittima di femminicidio e vittima di mafia che per un periodo della sua vita e’ stata anche nel molise. Erano presenti, altresi’, alcuni dei relatori che il giorno 25/11/2013 parteciperanno al convegno dedicato a questo tragico fenomeno del femminicidio. Del convegno che si terra’ presso l’universita’ degli studi del Molise si parlera’ in maniera compiuta durante la conferenza stampa indetta per il giorno 18/11/2013”.

4 ottobre 2013 0

“Io non mi suicido”. A 91 anni, imprenditore Molisano sul lastrico nonostante un credito dalla Regione di 6 milioni

Di admin

La crisi è devastante e ha messo letteralmente in ginocchi l’imprenditoria dll’intera Nazione. I paradossi di imprenditori che avanzano crediti dalle amministrazioni pubbliche, ma che falliscono per poche decine di migliaia di euro, sono frequenti così come frequenti le drammatiche scelte che, per questa situazione, portano al suicidio. A 91 anni, però, c’è stato chi ha detto: “Io non mi suicido e mi incateno”. E’ antonio Capussi, classe 1922, imprenditore edile che avanza dalla regione Molise circa 6 milioni di euro per aver costruito 80 chilometri di strade. Nonostante ciò, vista la crisi di liquidità causata dal mancato pagamento di quei lavori, le aste giudiziarie gli stanno portando via tutto quello che ha messo insieme in una lunga vita di lavoro. Pubblichiamo di seguito la sua lettera di denuncia. E’ stata emessa dalla Corte d’Appello di Campobasso la sentenza che farà la storia della Giurisprudenza italiana in negativo. Una sentenza che da una parte riconosce un diritto e poi nelle righe successive non lo liquida aprendo la strada alla dilapidazione dei beni di un poveraccio, un imprenditore controcorrente, che ha deciso di sfilarsi dalla spirale di orrore di tanti, troppi imprenditori, che in Italia hanno scelto e scelgono la via del suicidio. “Ho deciso di incatenarmi di nuovo. Le catene sono tutto quello che mi resta per rivendicare diritti calpestati. No, io non mi suicido come tanti altri imprenditori perché a 91 anni si apprezza pienamente il senso della Vita”. E’ ancora una volta un urlo di dolore quello lanciato da Antonio Cappussi, l’imprenditore 91enne che ha realizzato circa 80 chilometri di strade interpoderali che la Regione Molise non vuole pagare. “Si trincerano dietro i cavilli burocratici – continua Cappussi – pur ammettendo che quelle strade sono state realizzate, che costituiscono un arricchimento per la collettività, percorse ogni giorno da centinaia di automobili, mezzi agricoli, famiglie, lavoratori, gli stessi consiglieri e assessori regionali per venire a sedersi tra i banchi di Palazzo Moffa. Io, a 91 anni, tre ictus, sono costretto a combattere ancora, in prima linea, anche se le forze mi stanno abbandonando. Quelle strade la Regione fingeva di non vederle, finché non ha ammesso che sì, esistono, sono di pubblica utilità, ma io non sarei legittimato a rivendicane il pagamento. Capite? Una delibera della Giunta Regionale in cui si impegnano a pagare a Cappussi Antonio e alle ditte della famiglia a lui collegate, e loro dicono che non sarei titolato. Lo dicono alla Corte d’Appello di Campobasso che emette una sentenza che farà la Storia della Giurisprudenza in negativo, della mala-giustizia, anzi della negazione della giustizia! Certo è che l’ill.mo giudice Rita Carosella, relatore, non ha mai alzato la testa, nemmeno una volta per sbaglio, durante tutta l’udienza, e quando è rientrata in aula con 45 minuti di ritardo rispetto all’ora prevista, aveva le mani incrociate in una smorfia di costrizione. La Corte – prosegue il Cappussi – è rientrata in aula, tutti a testa bassa, la presidente dr.ssa Clotilde Parise, il consigliere dr. Giovanni Saporiti, il relatore dr.ssa Carosella. Ha parlato la Presidente Parise, ma sembrava che parlasse d’altro. Ha dato indicazioni al cancelliere, ma a noi, a mia figlia, a mio figlio, agli avvocati Cecchetti, Iazzetta e Sulmona, non ci ha nemmeno guardati. Sempre con lo sguardo rivolto ad una immagine invisibile nell’aula, che evidentemente vedeva solo lei, ha detto testualmente: “LA SENTENZA È LÀ, POTETE LEGGERLA!” Come? La sentenza è là? A 91 anni, tre ictus, le gambe che non mi sorreggono più – aggiunge l’imprenditore – il sangue che fatica a circolare, quattro ore in Tribunale attendendo il nostro turno, devo sentirmi dire che “la sentenza è là”. Ha parlato di “difetto di legittimazione” l’on. Giudice Parise, come se le ditte dei miei figli e di mia moglie non mi avessero delegato in tutto e per tutto, come se mi fossi svegliato una mattina e avessi deciso di fare causa alla Regione per conto di imprese sconosciute. Avete davanti un povero vecchio che non può morire tranquillo e in pace, a 91 anni, se non vede finalmente riconosciuto il proprio diritto, se non ottiene giustizia, se non restituisce tranquillità ai suoi tre figli e ai suoi sei nipoti. A quel vecchio, senza avere il coraggio di leggere la sentenza, parlano di legittimazione. Ma quale legittimazione? C’è una delibera in cui la Regione riconosce il suo debito e si impegna a pagarlo. Che altro c’è da discutere? Quale legittimazione? E perché in tutti questi anni, dal 2008, nessuno mi ha mia chiesto di esibire una delega, di dimostrare la legittimazione? Se la Regione si è impegnata a pagare a Cappussi Antonio in rappresentanza del gruppo di imprese familiari, perché a distanza di cinque anni non sarei legittimato? Perché? Ditemi perché, sono forse troppo vecchio e troppo ignorante per capire le ragioni?”

“Ma quello che fa contorcere le viscere e fa gridare allo scandalo – prosegue il racconto disperato di questo imprenditore battagliero – è il fatto che in quella sentenza la Parise ha riconosciuto un diritto “a parte le strade denominate Tizio, Caio e Sempronio, per le altre il Cappussi non è legittimato, le altre ditte dovevano presentare ricorso”. Caspita, se mi riconosci almeno quello strade, quantificate una per una dal CTU, fintantoché non si va in Cassazione, liquidamele in sentenza così che io possa fermare i creditori. E’ giusto no? E’ lampante signori miei. E invece no. Ebbene, pur stimando l’on. Giudice Parise, anche senza intaccare il timore referenziale che si porta verso la Magistratura e il Potere, questo “errore macroscopico”, fa nascere dei dubbi sul sistema giuridico italiano che permette tali obbrobri”. “Tutto questo – sottolinea il Cappussi – perchè la Regione vuole perdere tempo, nascondendosi dietro i cavilli. Presidente Paolo Di Laura Frattura, assessori Michele PETRAROIA, Pierpaolo NAGNI, Vittorino FACCIOLLA, Massimiliano SCARABEO, consiglieri Nicola CAVALIERE, Salvatore CIOCCA, Vincenzo COTUGNO, Domenico DI NUNZIO, Cristiano DI PIETRO, Antonio FEDERICO, Angiolina FUSCO PERRELLA, Nico IOFFREDI, Nunzia LATTANZI, Patrizia MANZO, Salvatore MICONE, Filippo MONACO, Vincenzo NIRO, Carmelo PARPIGLIA, Nicola Eugenio ROMAGNUOLO, Giuseppe SABUSCO, Francesco TOTARO, vi sentirete davvero così orgogliosi di aver avuto la meglio su un povero vecchio appigliandovi alle parole, ai cavilli burocratici, alle sottigliezze lessicali, agli arzigogoli mentali, ai pretesti fumosi, ai sofismi intellettuali, ai ghiribizzi mentali, scappatoie giuridiche, appigli astratti, trovate dell’ultimo minuto, scuse, giustificazioni, stratagemmi, sotterfugi, espedienti, accorgimenti per negare ciò che è dovuto? Davvero vi sentireste orgogliosi di vincere, di vedermi in mezzo ad una strada sapendo che ho ragione, che non mi avete pagato quelle strade? Quello che fate è moralmente inaccettabile!” “L’altro giorno – spiega l’imprenditore – il Tribunale di Campobasso ha EMESSO in favore mio e di tutte le ditte familiari a me collegate, UN SECONDO DECRETO INGIUNTIVO CONTRO LA REGIONE MOLISE PER 8 MILIONI DI EURO. Grazie al Cielo c’è una Giustizia lassu’….Bypassando i “cavilli” messi in campo dall’avv. Pelusi e dell’avv. Fimmanò, professionisti che i molisani pagano a caro prezzo, il giudici ci ha dato ragione, ancora una volta. Ma intanto proseguono le vendite all’asta di tutti i nostri beni e per fortuna che ci sono persone che hanno dei valori, che ragionano col cuore, che non fanno gli avvoltoi lucrando sulle disgrazie altrui. I molisani ancora una volta hanno dimostrato di vivere secondo ideali altissimi. Al Tribunale di Campobasso, ai Sigg. Giudici, al Presidente del Tribunale, chiedo di mettere da parte la burocrazia e di mettersi una mano sul cuore”. “Da una parte avanzo 8 milioni di euro – l’invocazione dell’anziano molisano – dall’altra fate sì che mi vendano tutto…Però il giudice delle Vendite non può parlare con quello Fallimentare e insieme non possono parlare con quello Civile. I loro uffici sono tutti ad un tiro di schioppo, piani, stanze differenti, ma ognuno segue la sua strada, come se ognuno stesse su un diverso pianeta di galassie lontane. Che sistema è questo, scusate? Un sistema di Pulcinella, che violenta il buon senso e permette che un imprenditore finisca sul lastrico. Gli avvocati mi dicono che non posso far saltare in aria le mie strade. Perché no? E’ forse giusto che con una mano mi porgono 8 milioni di euro e con l’altra mano mi denudano e mi umiliano?” ANTONIO CAPPUSSI – classe 1922 imprenditore che non si suicida