Categoria: Castel Volturno

17 marzo 2017 0

Cocaina sottovuoto, i carabinieri ne trovano 15 confezioni in un casale disabitato a Castel Volturno

Di redazione
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I Carabinieri della Stazione di Castel Volturno (CE), nel corso di un servizio finalizzato contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti su quel territorio, presso uno stabile disabitato, a seguito di perquisizione locale, hanno rinvenuto occultati dietro un armadio in una camera da letto, 15 involucri di plastica sottovuoto, contenenti cocaina, per un peso complessivo di kg. 1,133, nonché ulteriori 4 panetti di hashish, singolarmente termosaldati in pellicole di plastica, per un peso complessivo di gr. 395.

Lo stupefacente rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. Indagini in corso da parte dei Carabinieri della Compagnia di Mondragone.

29 aprile 2016 0

Rapinavano turisti fingendosi appartenenti alle forze di polizia, 13 arresti e 2 ricercati

Di admin

Roma – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, a conclusione di una complessa attività d’indagine denominata “Fake cops”, hanno arrestato 13 rapinatori, quasi tutti di nazionalità iraniana. Altri due sono tuttora ricercati.

Agli indagati è stata applicata un’ordinanza che dispone misure cautelari detentive, emessa dal Tribunale di Roma. Dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine ai danni di turisti, attuate sempre fingendosi appartenenti alle forze di polizia e simulando controlli antidroga, con successiva ricettazione dei preziosi derubati.

Gli sviluppi investigativi hanno consentito di individuare in totale 29 indagati, con base logistica a Castel Volturno (CE), che colpivano in tutta la Penisola e alloggiavano durante la preparazione delle scorribande presso camping, residence o alberghi a ridosso dei grossi centri urbani prediligendo Roma, Milano, Venezia e Firenze, utilizzando sempre documenti e distintivi falsi.

Le indagini hanno inoltre permesso di accertare come molti degli indagati erano giunti clandestinamente in Italia, seguendo la rotta “Turchia-Grecia-Italia”.

4 dicembre 2015 0

Rapinatori seriali a Castel Volturno arrestati dalla polizia

Di admin

Castel Volturno – La Polizia ha arrestato quattro persone trovate con armi da fuoco e refurtiva proveniente da numerose rapine in abitazione, commesse nei giorni scorsi a Castel Volturno e nei comuni limitrofi.

La Polizia per fermare le rapine che spesso si sono trasformate anche in sequestri di persona e sono sfociate anche in atti di violenza ha messo a punto un mirato servizio di controllo e gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Caserta e del Commissariato di P.S. di Castel Volturno hanno individuato e proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di Emanuele Manzocca, 25enne nato a Napoli, Memedoski Omer, 35enne nato in Macedonia a Kumanovo e in Italia senza fissa dimora, Nicola Russo 32enne nato a Teano e la 58enne Leonide Luise nata a Napoli.

L’operazione è scattata quando i poliziotti hanno intercettato e bloccato a Castel Volturno l’auto di Nicola Russo, noto pregiudicato, che viaggiava insime alla convivente Luise Leonide e a Memedoski Omer, anche lui noto per numerosi precedenti per reati predatori.

Durante il controllo i tre assumevano un atteggiamento sospetto. Cosa che, confermando i riscontri investigativi già sviluppati sulla base di notizie provenienti da attendibili fonti confidenziali, convincevai poliziotti ad effettuare una perquisizione nell’abitazione di Russo.

Dopo aver maldestramente tentato di depistare i poliziotti, indicando un’abitazione diversa dalla propria ed affermando di non essere in possesso delle chiavi di ingresso, i poliziotti, i cui sospetti si dimostravano fondati, hanno individuato la casa e lì hanno sorpreso Emanuel Mazzocca mentre dormiva vestito sul divano con accanto un fucile ad aria compressa. All’interno dell’abitazione venivano rinvenuti numerosi oggetti che, dalle immediate attività di indagine, sono risultati essere proprio il provento di diverse rapine recentemente commesse nel territorio, nonché alcuni bossoli di cartucce per pistola di calibro 9×21.

Contestualmente alle stesse operazioni, gli uomini della Polizia di Stato individuavano, proprio di fronte all’abitazione di proprietà di Russo, all’inizio di un piccolo vialetto antistante, occultata in un cespuglietto di rovi, una borsa, identica ad una già trovata all’interno dell’abitazione, con all’interno armi, munizioni, passamontagna e guanti. In particolare, soprattutto, veniva individuata una pistola e diverse munizioni di calibro corrispondente a quello del munizionamento rinvenuto all’interno dell’abitazione.

Precisamente, gli operatori rinvenivano e sottoponevano a sequestro nr. 1 pistola Beretta modello 98FS calibro 9×21, con matricola abrasa, completa di caricatore e rifornita di cartucce, nr. 1 fucile a canne mozze calibro 16, modificato artigianalmente, nr. 4 passamontagna di lana, nr. 6 guanti in lana.

Nel corso delle successive attività investigative, diverse persone rimaste vittime di rapina riconoscevano negli oggetti recuperati all’interno dell’abitazione parte di quanto loro sottratto.

In particolare i poliziotti, avendo notato che i tre uomini fermati calzavano scarpe griffate, assolutamente non in linea con il resto del vestiario indossato e della stessa tipologia di quelle rubate ad una delle vittime, decidevano di sottoporle alle procedure di individuazione mostrandole alla vittima, che le riconosceva proprio come parte di quanto sottrattogli.

Pertanto, concluse le attività investigative, gli uomini della Polizia di Stato procedevano al fermo nei confronti dei tre soggetti e, dopo gli atti di rito, li conducevano presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Sono tuttora in corso indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed a cura della Squadra Mobile della Questura di Caserta, finalizzate a verificare l’eventuale responsabilità dei fermati in altre rapine commesse nei giorni scorsi nel territorio, avvenute in particolare simulando l’appartenenza alle forze di polizia o attirando le vittime all’esterno delle abitazioni staccando il contatore dell’energia elettrica. Fatti criminali che, in ogni caso, non si sono più ripetuti sin dalla data dell’arresto.

8 maggio 2015 0

Bimbo di 4 anni aggredito dal pitbull di famiglia a Castel Volturno

Di admin

Nel corso del pomeriggio odierno in Castel Volturno, si è consumata una tragedia. Un bambino di soli 4 anni è stato aggredito dal cane di famiglia, riportando gravi ferite al volto. Ad accompagnare il bambino presso il pronto soccorso della locale clinica sono stati i genitori. Il fanciullo per le gravi ferite al volto (trauma cranico facciale con completo sfacelo volto, frattura scomposta pluriframmentata ossa nasali proprie, multiple aree di addensamento parenchimale polmonare bilaterale) è stato trasferito presso l’ospedale Santobono di Napoli ed ivi ricoverato in prognosi riservata. I primi accertamenti effettuati da carabinieri del locale comando stazione hanno permesso di accertare che verso le ore 15.00 il bambino, mentre si trovava nel cortile dell’abitazione familiare, era stato improvvisamente aggredito dal cane razza “pitbull” di proprietà dei genitori. L’animale ora è stato affidato a personale A.S.L. – servizio veterinario di Caserta.

11 aprile 2015 0

Affittano la villa di un frusinate per prostituirsi, denunciate in 4

Di admin

I carabinieri del Comando Stazione di Castel Volturno Pinetamare hanno denunciato 4 donne, due italiane e due rumene, dell’età compresa tra i 26 ed i 38 anni, per esercizio di casa di prostituzione. I carabinieri hanno accertato che le donne avevano stipulato un contratto d’affitto di 800 € al mese di una villetta in località Ischitella, di proprietà di un 49enne professionista della provincia di Frosinone, all’interno del quale esercitavano l’attività di prostituzione.

Nel corso della perquisizione domiciliare i carabinier hanno rinvenuto e sequestrato 10 telefoni cellulari utilizzati per gestire l’attività di prostituzione illecita. L’abitazione, una villetta su due livelli, è stata sequestrata.

I contatti/prenotazioni con i clienti avvenivano sia attraverso i telefoni cellulari che attraverso una bacheca incontri su internet. Il costo della prestazione sessuale era di 50 euro. I carabinieri nella sola giornata di ieri, hanno identificato diversi frequentatori.

15 maggio 2014 0

Negozio della droga scovato dai finanzieri a Castel Volturno, 4 persone arrestate

Di admin

I Finanzieri della Compagnia di Mondragone hanno concluso un’articolata operazione antidroga che, nel suo complesso, ha consentito l’arresto di 4 responsabili, nonché il sequestro di oltre 2,5 Kg. di sostanza stupefacente, di cui 2,1 Kg. di eroina e circa 400 grammi di cocaina, 4 contenitori di oppio, 2.000 euro in contanti frutto dell’illecita attività e ben 13 telefoni cellulari.

L’attività di polizia giudiziaria ha avuto origine da un controllo effettuato circa tre settimane fa, in Castel Volturno (CE), nel corso del quale è stata tratta in arresto una coppia incensurata di pusher, lui di nazionalità tunisina e lei rumena, ma residenti a Roma, trovata in possesso di oltre 100 grammi di cocaina purissima.

Le Fiamme Gialle, in considerazione dell’elevato quantitativo di droga rinvenuto nascosto nelle parti intime della donna, hanno immediatamente intuito che in zona doveva esserci un punto di smercio all’ingrosso. La conferma è arrivata dopo una lunga attività di appostamento e osservazione posta in essere nella zona di Via Porchiera, dove i predetti coniugi erano stati precedentemente fermati.

Infatti, I militari della Guardia di Finanza, attraverso una serie di riscontri effettuati anche con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo, hanno accertato una costante presenza in zona di autovetture intestate a soggetti residenti in diverse località d’Italia e, in particolare, nel Lazio. Il rituale era sempre lo stesso: le auto percorrevano via Porchiera, si fermavano presso un negozio di abbigliamento e dopo circa 30/40 minuti ripartivano frettolosamente imboccando la S.S. Domitiana in direzione Nord.

A questo punto l’attenzione dei Finanzieri si concentrava sulla predetta attività commerciale e sui probabili avventori “forestieri”, nei confronti dei quali venivano simulati controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali, attraverso i quali veniva constatato che, in realtà, nessuno di loro effettuava acquistavi di capi di abbigliamento. Con il fondato sospetto che il commercio di abiti fosse solo una copertura per celare l’illecito traffico di sostanze stupefacenti, i militari decidevano di effettuare le perquisizioni del negozio e dell’adiacente abitazione del titolare, O.M., nigeriano incensurato di 47 anni, che si concludevano con esito negativo.

Le Fiamme Gialle non si arrendevano e decidevano di approfondire le indagini, portandosi in un casolare abbandonato, poco distante, che permetteva di osservare da ottima posizione ciò che accadeva al negozio. Alcuni giorni di appostamento e i Finanzieri notavano che il nigeriano, prima della visita di ogni “cliente”, anche in orario notturno, dopo aver comunque controllato dal balcone che non vi fosse alcun soggetto in zona, si recava sistematicamente nel giardino di casa, vigilato da un cane da guardia di grossa taglia.

La svolta è avvenuta quando i Finanzieri hanno sottoposto a controllo di polizia un ragazzo di 31 anni di Tivoli, che poco prima si era recato presso il negozio di vestiti di O.M., trovandolo in possesso di 27 grammi di eroina occultati all’interno dell’autovettura e, per questo, tratto in arresto. I Finanzieri sono ritornati decisi a casa del nigeriano e hanno cominciato ad ispezionare il giardino dove, dopo alcune decine di minuti, hanno rinvenuto, a circa 30 cm. di profondità, una busta di cellophane contenente 10 involucri di circa 300 grammi di eroina dello stesso tipo di quella trovata in possesso del giovane precedentemente arrestato.

Nonostante le insistenze del cittadino extracomunitario, nel frattempo anch’egli tratto in arresto, nel sostenere di non essere in possesso di altro stupefacente, i militari della Guardia di Finanza, avendo il sospetto che la zona fosse in realtà disseminata di involucri di droga, dopo aver messo in sicurezza il cane da guardia in modo che non potesse nuocere, si sono attrezzati di zappe e vanghe e hanno iniziato a scavare nel giardino rinvenendo un ulteriore grande bussolotto di eroina di 300 grammi circa.

A questo punto, i Finanzieri hanno deciso di ispezionare l’intera area di circa 50 metri quadri, continuando a scavare per due giorni interi, al termine dei quali sono stati dissotterrati ulteriori 1,8 kg. di eroina e circa 300 grammi di cocaina. L’operazione di servizio condotta dalla Guardia di Finanza ha consentito di porre fine all’illecito traffico e di salvaguardare l’integrità psico-fisica di quanti fanno uso di sostanze stupefacenti, spesso non consapevoli dei devastanti ed irrimediabili danni indotti dal consumo di droga.

17 aprile 2014 0

Oltre 100 grammi di cocaina purissima sequestrata, arrestata coppia di pusher a Castel Volturno

Di admin

La Compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone, nell’ambito delle attività finalizzate alla prevenzione e repressione del traffico di sostanze stupefacenti, ha tratto in arresto, in Castel Volturno (CE), una coppia di pusher e sequestrato oltre 100 grammi di cocaina purissima.

Una pattuglia delle fiamme gialle, durante un servizio di controllo economico del territorio, ha notato un’autovettura di colore scuro dapprima sostare in una traversa, nella zona c.d. “destra volturno”, per poi immettersi rapidamente sulla S.S. Domitiana, percorrendola ad alta velocità in direzione Roma.

La manovra ha destato molti sospetti nei confronti dei militari, che, immediatamente, si sono posti all’inseguimento del veicolo, arrestandone la corsa dopo pochi chilometri.

Un primo esame dei documenti di riconoscimento degli occupanti ha permesso di identificare un uomo di nazionalità tunisina, A.B. di 24 anni, incensurato, in compagnia della moglie, D.A.L. di 35 anni, rumena, anche lei priva di precedenti di natura penale.

I coniugi, residenti a Roma, hanno motivato la loro presenza in Castel Volturno dicendo di essere venuti a fare visita a dei parenti. A precise domande dei militari, però, i predetti non sono stati in grado di fornire né un indirizzo né alcun punto di riferimento valido per risalire alla residenza degli asseriti familiari.

Nella circostanza, la donna, in particolare, mostrando evidenti segni di nervosismo, ha iniziato ad inveire contro i militari, sostenendo che la pattuglia non aveva alcun titolo per procedere al controllo di polizia, in quanto loro erano incensurati e l’autovettura era perfettamente in regola.

Tali giustificazioni non hanno però convinto i finanzieri, che hanno condotto i coniugi in caserma per procedere agli opportuni approfondimenti investigativi. Dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo sulle generalità fornite dalla coppia sui presunti parenti è emerso, infatti, che non esisteva alcun familiare in zona. I militari hanno quindi deciso di effettuare un’approfondita ispezione dell’autovettura, che ha permesso di riscontrare come talune parti interne fossero state diverse volte smontate e rimontate, proprio in corrispondenza di punti “strategici” ideali per occultare oggetti di piccolo volume.

A questo punto, i militari hanno iniziato ad ascoltare in stanze separate i coniugi, i quali hanno fornito motivazioni completamente diverse sui motivi del loro viaggio da Roma a Castel Volturno, rafforzando il convincimento dei militari operanti che la loro presenza sul “litorale domitio” fosse in realtà motivata da scopi illeciti. I finanzieri, quindi, hanno proceduto ad effettuare una perquisizione personale, anche con l’ausilio di un militare di sesso femminile, a seguito della quale, con grande stupore, hanno scoperto che la donna nascondeva nelle parti intime oltre 100 grammi di cocaina, avvolta in una busta di cellophane, con elevato grado di purezza, probabilmente destinata al mercato della Capitale.

Entrambi i coniugi sono stati arrestati e condotti rispettivamente nelle carceri di S. Tammaro e quello femminile di Pozzuoli.

La vendita della droga, dopo essere stata “tagliata” e immessa sul mercato dello spaccio, avrebbe fruttato un illecito guadagno di circa 30.000 euro.

L’operazione di servizio testimonia il consolidato impegno della Guardia di Finanza sul territorio casertano, rivolto alla prevenzione e repressione di reati di grave pericolosità sociale, quali quello dello spaccio di sostanze stupefacenti.

17 aprile 2014 0

Sequestrato arsenale “dei casalesi” a Castel Volturno

Di admin

L’incessante attività di contrasto al clan “dei casalesi” condotta dalla Squadra Mobile di Caserta – che nei giorni scorsi aveva portato all’arresto di 4 affiliati responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso – questa mattina ha permesso il sequestro di un micidiale ed efficientissimo arsenale ed all’arresto del suo insospettabile custode. Infatti, gli investigatori, a seguito di perquisizione presso l’abitazione di NOVIELLO Emilio, nato a Castel Volturno (CE) il 25.09.1961, res. in quel comune domitio, in via Fiume Po, hanno sequestrato due pistole – un revolver cal. 38 ed una semi-automatica cal. 7.65 -; un fucile d’assalto marca SIG, un mitra Skorpion cal. 7.65, un mitra HeKler & Koch cal. 9, del tipo in dotazione alle forze di polizia speciali, ed un fucile da caccia a pompa, oltre a centinaia di cartucce. Le armi erano nascoste nel garage dell’abitazione, accuratamente occultate sotto decine di pedane in legno e tra l’attrezzatura dello stabilimento balneare gestito dal NOVIELLO Emilio, che annovera lievi precedenti per contrabbando di tabacchi ed invasione di terreni. L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di armi comuni, da guerra e clandestine. Verosimilmente le armi sono riconducibili al clan BIDOGNETTI, storicamente egemone nel comprensorio.

21 febbraio 2014 0

La Dia mette le mani sul tesoro di Setola, il boss arrestato a Mignano Montelungo

Di admin

Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha dato esecuzione ad un provvedimento di confisca antimafia di beni e consistenze economiche emesso dal Tribunale di S.M.Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione – su richiesta del Direttore della D.I.A. Arturo DE FELICE. L’attività si inquadra nell’ambito della strategia investigativa avente come obiettivo la sistematica aggressione dei patrimoni illecitamente costituiti da parte di persone appartenenti ad organizzazioni camorristiche. Nella fattispecie i beni confiscati sono riconducibili a Giuseppe SETOLA, anche se intestati apparentemente a suoi familiari e conoscenti.

SETOLA, arrestato nel gennaio 2009 dopo un periodo di latitanza, condannato a diversi ergastoli, si trova attualmente in regime di “carcere duro” in base all’art. 41 bis . Lo stesso, già considerato elemento di primo piano del clan dei Casalesi nella fazione capeggiata da Francesco BIDOGNETTI, alias Cicciotto ‘e mezzanotte, è tristemente noto perché autore di numerosi ed efferati omicidi che hanno insanguinato il litorale di Castel Volturno1 e paesi limitrofi, come quello di Umberto BIDOGNETTI, padre del collaboratore Domenico, avvenuto in data 2 maggio 2008.2

Ma l’evento criminale più efferato di cui Giuseppe SETOLA è stato protagonista è sicuramente la strage di Castel Volturno, episodio che ebbe risonanza internazionale sia per l’efferatezza dell’atto, che per il coinvolgimento di cittadini africani uccisi in modo del tutto casuale. Il raid stragista provocò dapprima l’uccisione dell’esercente di una sala giochi, con una sessantina di proiettili davanti al suo negozio nella popolosa Baia

Verde di Castel Volturno e, poco dopo, di sei cittadini africani contro i quali vennero esplosi in poco meno di trenta secondi, con almeno sette armi da guerra di modello e calibro diverso ben 125 colpi. La peculiarità della condotta del “Gruppo Setola” indusse la magistratura ad indicare fra le aggravanti contestate agli autori degli omicidi, oltre a quella “tipica” del metodo mafioso e del fine di agevolare il clan “dei casalesi”, anche quella di avere agito con finalità di discriminazione ed odio razziale, essendo emerso che la strage denotava un odio indiscriminato del gruppo di Setola basato su un pregiudizio razziale, in ordine al quale si voleva asservire il gruppo di extracomunitari stanziatosi sul litorale domizio alla volontà del clan. La Magistratura individuò nel comportamento del gruppo capeggiato da Giuseppe SETOLA anche la finalità terroristica della strage, poiché l’intento sotteso al fatto omicidiario era suscitare paura nella collettività, con l’obiettivo, indiretto, di indebolire la fiducia della cittadinanza nello Stato.

Le indagini patrimoniali eseguite dalla DIA di Napoli, hanno permesso di accertare la presenza di numerosi beni nella disponibilità di Giuseppe SETOLA e dei parenti fra cui il fratello, Pasquale SETOLA, anche attraverso interposte persone. Tali beni sono stati ritenuti dal Tribunale sammaritano di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati sia dal predetto che dai prossimi congiunti o persone a lui vicine, giungendo alla conclusione – alla luce anche delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia DIANA Alfonso, Domenico, BIDOGNETTI, Gaetano VASSALLO – che gli stessi siano meri prestanome di Giuseppe SETOLA.

La decisione del Tribunale di S.M. Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione – presieduto dalla dott.ssa Corinna FORTE, si è basata anche sugli accertamenti di natura patrimoniale supportati dalle investigazioni eseguite nella fase delle indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia. Esse hanno dimostrato che il Giuseppe SETOLA reimpiegava i proventi di attività criminose, perpetrate in ragione della sua appartenenza al clan dei CASALESI, in acquisti di beni immobili e di attività commerciali, attribuendo fittiziamente i beni al fratello Pasquale (suo complice in altri gravissimi reati ed illeciti), ad altri familiari e conoscenti per non apparire titolare in proprio e per non correre il rischio di sequestri e di successive confische ad opera dell’A.G., cercando di eludere, in tal modo, le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

Il valore dei beni in Confisca, che comprende beni immobili, rapporti finanziari ed aziende, è stimato in circa 5 milioni di euro.

19 dicembre 2013 0

Per conto dei “casalesi pretendevano il “pizzo” anche sulla raccolta abusiva di pigne: arrestati dalla Squadra Mobile di Caserta

Di admin

Nel corso della notte, ad epilogo di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, la Squadra Mobile di Caserta, coadiuvata da personale del Commissariato di P.S. di Castel Volturno, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli per il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’organizzazione di stampo mafioso denominata clan “dei casalesi”, nei confronti delle persone di seguito elencate, organiche alla fazione Bidognetti:

1. BITONTO Luigi, nato a Napoli il 31.07.1976 res. ad Afragola (NA), d.f.d. a Castel Volturno (CE), inteso O’ mullunaro, pregiudicato; 2. BITONTO Salvatore , fratello di Luigi, nato a Formia (LT) il 02.09.1985 res. ad Afragola (NA), inteso O’ mullunaro, pregiudicato; 3. DE LUCA Antonio Luigi, nato a Torino il 20.10.1980, ivi res., d.f.d. a Castel Volturno (CE), inteso O’ Torinese, pregiudicato; 4. TAURINO Carlo, nato a Cercola (NA) il 17.07.1974, dom. a Pescopagano di Castel Volturno (CE), pregiudicato.

La misura restrittiva è l’epilogo di un’indagine condotta dalla Squadra Mobile-Sez. di Casal di Principe congiuntamente al citato Commissariato di P.S., che svelava l’esistenza di un gruppo costituito da pregiudicati, gravitanti negli ambienti della criminalità comune locale, reclutati nelle file del clan “dei casalesi-fazione BIDOGNETTI” per la riscossione di ratei estorsivi sul litorale domitio ed in particolare nel comprensorio di Castel Volturno (CE). In particolare, secondo quanto appurato dagli investigatori, gli indagati, presentandosi “…per conto di quelli di Casale…” , avevano ad un disoccupato di Castel Volturno (CE) il pagamento di somme di denaro sulla raccolta, abusiva, delle pigne che questi aveva effettuato nella pineta di Castel Volturno (CE), perché interessati a far subentrare un loro referente. Poi, la vittima, anche a seguito di una violenta aggressione subita dal gruppo malavitoso, mai denunciata, era stata costretta ad allontanarsi dalla sua abituale dimora, non disponendo del denaro necessario per pagare “la tangente”. Inoltre, è stato accertato che il gruppo era capeggiato dal citato TAURINO Carlo, fratello di TAURINO Ciro, cl. ’72, che il 2 Luglio 2013, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla D.D.A. di Napoli, era stato arrestato per una serie di condotte estorsive aggravate dal metodo mafioso, poste in essere in concorso con CIRILLO Luigi, cl. ’41, padre di CIRILLO Alessandro, alias ‘O Sergente, feroce killer dell’ala stragista facente capo a Giuseppe SETOLA. Proprio TAURINO Carlo, al momento dell’irruzione di questa notte da parte dei poliziotti, tentava inutilmente di sfuggire all’arresto lanciandosi dal balcone della sua abitazione, sita al primo piano dello stabile dove risiedeva, procurandosi una frattura scomposta alla gamba destra. Inoltre, nel corso della successiva perquisizione nella sua dimora, i poliziotti sequestravano due fucili da caccia di provenienza furtiva, con matricola abrasa, uno dei quali era stato modificato e trasformato in una micidiale arma a canne mozze. Pertanto TAURINO Carlo è stato arrestato anche per la detenzione delle suddette armi.