Categoria: Grazzanise

21 settembre 2017 0

Grazzanise: al 9° Stormo seminario sulla sicurezza in volo

Di admin
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GRAZZANISE – Si è concluso, presso il 9° Stormo “F.Baracca” comandato dal col. pil. Pasquale Di Palma, il seminario di Sicurezza Volo ricadente nell’ambito dell’accordo di collaborazione fra la nostra Aeronautica Militare e l’Aero Club d’Italia (AeCI): un’intesa finalizzata al miglioramento degli standard di sicurezza e ad una sempre maggiore sensibilizzazione sulle tematiche connesse alla Sicurezza del Volo (SV).

L’attività formativa – riservata ai piloti e agli operatori del settore dell’aviazione generale, commerciale, da diporto e sportivo (VDS) e agli appassionati del volo – ha permesso, a chi ne ha fatto richiesta, la possibilità di atterrare direttamente sulla pista della base Nato di Grazzanise.

Il seminario è stato aperto dal comandante Di Palma che, dopo aver ha dato il benvenuto agli oltre 120 partecipanti, ha ringraziato le autorità intervenute tra cui il gen. Giulio Cacciatore (direttore generale Ae.C.I), l’ing. Gennaro Bronzone (direttore Enac della  Direzione aeroportuale della Campania), il t.col. Filippo Conti (dell’Ispettorato Sicurezza Volo) e il cta Rosario Mangone (responsabile della funzione Safety di Enav-Caav di Napoli). Fra i relatori anche il prof. Michele Buonsanti (docente di Ingegneria meccanica presso l’Università di Reggio Calabria), che nel corso del suo intervento, in qualità di esperto dell’analisi di incidenti aeronautici, ha messo in evidenza tutti gli aspetti legati allo “Human Factor”.

Per il 9° Stormo, oltre al comandante, sono intervenuti il t.col. Ernesto Esposito ed il t.col. Giuseppe Esposito, rispettivamente ufficiale SV di Stormo e del Servizio Traffico Aereo, i quali, presentando alcuni briefing attinenti alla geografia ATS (Air Traffic System), hanno illustrato la regolamentazione aeronautica e l’analisi del fattore umano nelle dinamiche complesse del volo, con particolare riferimento alla prevenzione degli inconvenienti.

I lavori, che si sono protratti per un’intera giornata, sono stati chiusi dal medesimo col. Di Palma, che ha  evidenziato l’importanza della diffusione di un’adeguata cultura nel campo della Sicurezza del Volo, sottolineando lo stretto legame esistente con le associazioni che operano e volano nello stesso spazio aereo.

Il seminario ha suscitato notevole interesse da parte dei partecipanti per i quali è stata allestita anche una mostra statica degli assetti di volo presenti al 9° Stormo visitata.

Il 9° Stormo con i suoi assetti di volo su elicotteri HH-212 svolge operazioni di supporto alle Operazioni Speciali nonché di ricerca e soccorso di personale sia in Italia che nell’ambito delle missioni internazionali, fornendo il supporto aereo alle forze di superficie e intervenendo, in presenza di feriti, con l’attività di evacuazione sanitaria d’emergenza.

Il Reparto inoltre, attraverso gli Enti ATS dipendenti , assicura la regolare fornitura dei Servizi della Navigazione Aerea nello spazio aereo di giurisdizione e controlla nel contempo la sicura condotta dei voli sia civili che militari.

Raffaele Raimondo

5 maggio 2016 0

Infiltrazioni mafiose al comune di Grazzanise, in manette anche l’ex sindaco

Di admin

Grazzanise – Nelle prime ore della mattinata odierna, nella provincia di Caserta, i carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere stanno dando esecuzione a un ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 indagati (di cui 6 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) tra cui l’ex sindaco e l’attuale responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Grazzanise (CE) ed alcuni imprenditori casertani, emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, intestazione fittizia di beni e reati in materia di armi, tutti con l’aggravante del metodo mafioso.

In particolare, le indagini hanno consentito, tra l’altro, di acclarare per gli anni 2008 e 2009, le infiltrazioni della criminalità organizzata nel Comune di Grazzanise (CE) ed i rapporti intrattenuti, dall’allora primo cittadino, con soggetti legati al clan “dei Casalesi”.

11 febbraio 2014 0

Tragedia sfiorata a Grazzanise, tremendo tonfo della “colombaia” a Via Volturno

Di admin

Si deve rivolgere una speciale preghiera di ringraziamento a San Giovanni Battista, protettore dei grazzanisani, per essere usciti tutti illesi dopo il crollo di una casa a Via Volturno, nel centro antico del paese. Pochi minuti dopo le 18 di ieri, 10 febbraio, il terribile tonfo. Da tempo disabitata, la vetusta costruzione in “pietra pomice” a due piani, contrassegnata dal numero civico 23, all’improvviso s’è sbriciolata: il boato avvertito dai residenti negli stabili vicini; spezzate le travi del soffitto inferiore; pezzi di pareti rotolanti (the rolling stones) in un attimo hanno invaso l’intera carreggiata, raggiungendo perfino il marciapiedi sul lato opposto. Che sarebbe accaduto, in quel momento, se si fosse trovato a passare qualcuno? Sul posto sono rapidamente arrivati i comandanti della locale caserma dei Carabinieri, m.llo Luigi De Santis, e della Polizia municipale, ten. Giovanni Gaudiano, che hanno subito ordinato ai loro uomini di mettere in sicurezza l’area circostante. Presto sono giunti anche i Vigili del Fuoco del Turno C di Mondragone. Mentre si svolgevano i rilievi del caso, è stata inviata un’urgente comunicazione dell’Enel, perché occorreva staccare pericolosi fili scoperti e ripristinare l’erogazione di energia elettrica venuta a mancare nelle abitazioni del vicolo all’angolo del quale la casa caduta sorgeva dall’epoca precedente la seconda guerra mondiale. Certo, la proprietaria, signora Maria Antonietta Di Stasio, aveva presentato istanza al Comune per l’abbattimento e la ricostruzione. Aspettava l’esame tecnico della pratica. Ma, vecchia, stanca, indebolita dalle intemperie, la casa non ha voluto aspettar la ruspa. Per suo decoro ha preferito stramazzare da sola. Tre pareti andate giù senza scampo. Però, sulla quarta del primo piano, il capannello degli immancabili curiosi ha potuto vedere un crocifisso rimasto fermo, quasi attonito, là dove gli ormai defunti bisnonni lo avevano appeso al chiodo tanto tempo fa. I bambini chiamavano quella casa “la colombaia”, per le allineate finestrelle con piccoli davanzali in mattoni che facevano bella mostra sulle due facciate esterne. Da lassù i piccioni salutavano all’aurora il sole e in quei rettangolini s’infilavano la sera per ritrovare il nido. Ora gli svolazzanti e candidi abitanti sono i più tristi: dopo tanti anni felici trascorsi là, dovranno cercare un altro ricovero. Poveri piccioni! Dovrebbe resuscitare Lucio Dalla per dedicare ad essi, come già seppe stupendamente scriverla per le rondini di Bologna, una bella e struggente canzone! Raffaele Raimondo

17 agosto 2013 0

Nel cimitero di Grazzanise profanate le tombe dei parenti dei politici

Di redazione

La notte fra venerdì 16 e sabato 17 agosto 2013 è destinata al più lugubre dei ricordi per l’intera popolazione grazzanisana. Ignoti balordi, forse prezzolati, hanno fatto scempio di quattro tombe. Asportata la lapide del loculo ove riposa Italo Petrella, maresciallo dei CC; scoperchiata la bara; addirittura divelto l’involucro di zinco; i resti del defunto lasciati alla luce del sole. Spezzata la lastra marmorea di Marta M. Maddalena Petrella morta il 16 marzo del 2000. Ridotto in frantumi il granito del sepolcro dello studente di architettura Franco Parente. Violata perfino la sepoltura di F. Antonio Aurelio, autista 51enne folgorato sul posto di lavoro dai fili dell’alta tensione il 29 ottobre 1998. Ad accorgersi dell’orrendo plurisacrilegio il custode del vecchio camposanto, Giovanni Vitolo, che ha presto avvertito carabinieri e vigili urbani. Gli uomini del m.llo De Santis -comandante della locale stazione CC che rientra nel comprensorio affidato alla Compagnia di S.Maria C.V. agli ordini del cap. Vincenzo Càrpino- e il ten. della Polizia municipale Gaudiano insieme con l’operatore Caianiello, subito accorsi, hanno svolto i rilievi del caso, ma pare che sia stato difficile acquisire impronte digitali. Diffusasi la tremenda notizia dell’abissale gesto, una folla sgomenta s’è precipitata al cimitero …anche per verificare la scampata profanazione dei tumuli di altri cari estinti. In paese non si parla d’altro. ** Grave l’atto. “Gravissimo!” ha corretto rapidi altri. E’ ripiombato all’improvviso, proprio nei giorni di scìa del Ferragosto, un inimmaginabile “medioevo di formidabile attualità”. E, benché qualche leader storico si sia ostinato a negar l’evidenza, tutti a Grazzanise hanno immediatamente còlto i mirati obiettivi del macabro vandalismo perpetrato: le tombe profanate, infatti, sono state quelle dei familiari di primo, secondo o terzo grado di esponenti della politica locale. Italo, padre di Franco Petrella del comitato Senso Civico. Franco, cognato dell’ex sindaco Marcello Vaio, ora nello stato maggiore di Nuovi Orizzonti. Marta M. Maddalena, zia, e F. Antonio (cugino acquisito) di Mimì D’Elena fondatore della civica Campi Stellati. Profondi legami presto ricostruiti dalla gente. Ora ovviamente al vaglio degli inquirenti. Se tutto (o quasi) fosse confermato nel tempo, si potrebbe individuare nella data del 17 agosto 2013 un agghiacciante spartiacque nella cronaca-storia politico-amministrativa di un Comune adesso guidato dalla Commissione straordinaria Migliorelli-Quaranta-Auricchio subentrata alla dott.ssa Ciaramella inviata dal prefetto di Caserta, Pagano, subito dopo il crollo del civico consesso, a maggioranza svoltista, nel maggio 2012. E come si può pensare che un simile inqualificabile gesto concorra a determinare i destini, prossimi e remoti, della municipalità? Qui sta il nodo cruciale. Da qui potrebbero derivare inquietanti risvolti e, comunque, le più adeguate ponderazioni istituzionali (altrimenti detto, del Ministero dell’Interno nella sua articolazione periferica e perfino centrale). Certo, davanti ad un tale disastro assumono rilevanza anche i precedenti che, nella fattispecie, risalgono agli anni Ottanta, quando il cranio di Enrico Parente, primo sindaco eletto nel dopoguerra, fu scaraventato, in quel periodo di piombo, fra i viali del cimitero: c’erano allora molti cipressi, oggi ridotti a tre. Altra motivazione (il furto di rame e d’ottone) all’origine degli scempi nel camposanto della frazione Brezza, qualche mese fa, o di altri centri in date più lontane. Chi e perché sta barando con le bare? Il tempo risponderà! Uno dei curiosi, decidendo d’andare anch’egli a vedere gli orripilanti esiti del raid era esitante giacché indossava le bermuda. Indossa alfine scuri pantaloni e va. Allora c’è qualche speranza, se questo accade a Grazzanise. Raffaele Raimondo

14 agosto 2013 0

Il fiume più lungo del sud Italia umiliato tra bombe e rifiuti. Serve una bonifica per il Volturno

Di redazione

L’estate scoperchia residuati bellici ed altri ingombranti rifiuti gettati nel fiume più lungo dell’Italia meridionale. Il Volturno, purtroppo, soffre ancora di patologie più che croniche. E’ oltraggiato, negletto. Come abbandonati nell’alveo rimangono, dopo decenni dall’abbattimento del vecchio ponte in cemento (i pilastri), ferro (le spallette) e legno (il tragitto dalla sponda sud alla sponda nord), quei resti che in qualunque luogo civile sarebbero stati raccolti. Tutto ciò con una sola differenza: nelle stagioni dall’autunno alla primavera sono coperti dalle grosse portate fluviali o addirittura dalle piene; nel periodo estivo li si vede affioranti ben oltre la superficie dell’acqua (inquinatissima) che scorre verso il Tirreno. E così continua l’agonia del Volturno al cui capezzale di certo non vi sono assessori comunali, provinciali o regionali. Più volte, di questi tempi, sono stati segnalati (e poi rimossi dagli artificieri dell’Esercito) pericolosi ordigni inesplosi risalenti ai tremendi tempi dei bombardamenti anglo-americani del secondo conflitto mondiale. Il presidente provinciale dell’Ailps (Associazione italiana libera pesca e sport), il grazzanisano Franco Villano, negli anni scorsi ha invano fatto la bava alla bocca per chiedere adeguati interventi: finora è riuscito soltanto ad ottenere il transennamento dell’area a rischio da parte dell’ex sindaco Enrico Parente che, all’epoca, di conseguenza vietò le gare di pesca sportiva che il buon Villano appassionatamente organizzava e che dirottò a Torcino, vicino Capriati, o a lago Luna, nei pressi di Barignano. Addirittura v’è stato, nel decennio svoltista (2000-2010), un assessore di fede politica “verde”, Clemente Carlino, peraltro noto campione della specialità anche al di là dell’ambito Ailps, che si arrese di fronte alla somma che una sua idea-progetto rendeva necessaria. In seguito tutto è stato messo a tacere ed il silenzio, irresponsabile, di autorità e cittadini dura tuttora. Raffele Raimondo

5 agosto 2013 0

La misteriosa maledizione del “Segretario Comunale” a Gazzanise

Di redazione

Neppure un’occasione ufficiale per scattargli una fotografia. Neppure il tempo di saper bene della durata dell’incarico. E il subentrante, dr. Amedeo Rocco, già avrebbe confessato nei corridoi d’essere in “perifrastica attiva”, alias sul punto di andarsene, di tornare appieno nel suo nido di Grumo Nevano. Il clima rovente d’inizio agosto fa annotare sul taccuino anche quest’ennesima preoccupante novità che pare la “maledizione-segretario” presso il municipio di Grazzanise. Nella foto GRAZ Da dx La segretaria Zanni coi commissari Migliorelli e Quaranta. Insomma, a fronte della traumatica “svolta” nella direzione politico-istituzionale post-crollo de “La Svolta” parentiana, si starebbe materializzando un avvicendamento che aggraverebbe la discontinuità nella guida tecnica della macchina comunale, oltretutto atteso che il segretario, dal pensionamento di Tonino d’Abrosca mai più visto nelle stanze del palazzo di città, ricopre pure il vuoto lasciato dal responsabile dell’area amministrativa. La dr.ssa Zanni era subentrata – durante il Parente-ter, cioè “Pietro regnante, filius Henrichi.” – alla segretaria Spagna Musso che assicurava i necessari equilibri utili alla “corona”: non accadeva infatti, formalmente, alcunché di preoccupante …fatte salve un paio di querele a noi cronisti e non ai consiglieri comunali “denuncianti presunte illegittimità” di delibere giuntali. I guai so’ cominciati dopo, allorché la dottoressa dal doppio cognome, amante del diritto e della cultura, ha lasciato il campo. In seguito, come da certe indiscrezioni, la Zanni (ora occupata a Casapulla), masticando un crescendo di rimostranze (mai venute chiaramente alla luce del sole) verso l’impostazione che s’andava strutturando con l’arrivo della terna commissariale Migliorelli-Auricchio-Quaranta, giunse all’implosione. Altre lingue (di stampo politico svoltista) accrediterebbero, invece, la versione dell’insoddisfazione sostanziale, in merito alle prestazioni della medesima funzionaria, di quella maggioranza alla guida del Comune fino al maggio 2012. Riserva, tuttavia, mai esternata o gonfiata al punto da costringerla a far valigie. E’, sì, acqua passata, quella, ma vi si troverebbero, a ben scovare, le radici dell’instabilità che purtroppo perdura. Ora sotto a chi tocca! Chi sarà il nuovo segretario comunale? Certo dovrà esser nominato con corredo di scongiuri e scaramanzie. Altrimenti la maledizione persevererà… Raffaele Raimondo

7 giugno 2013 0

Il grazzanisano Zampone fra i cinque migliori comandanti di stazione

Di admin

Al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Montalto di Castro (Viterbo), MAsUPS Sebastiano Zampone, originario di Grazzanise, è stato attribuito lunedì scorso, 5 giugno, – nel corso della Cerimonia per il 199° Anniversario della Benemerita – il “Premio” che annualmente l’Arma conferisce soltanto a cinque comandanti di Stazione dell’intero territorio nazionale. La notizia è rimbalzata in paese, suscitando ammirazione ed entusiasmo. Comprensibile infatti, il “ritrovato orgoglio” cittadino grazie ad un sottufficiale che, per i suoi meriti di servizio, ha consentito alla comunità locale di assaporare, almeno per un giorno, una sorta di riscatto morale e civile rispetto alle vicende che purtroppo attualmente offuscano l’immagine di Grazzanise. Dunque, grande soddisfazione è stata avvertita all’apprendere che in Roma, all’interno della Caserma Hazon, sede del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – alla presenza del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e del Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli – il Ministro della Difesa in persona, Mario Mauro, ha consegnato l’ambìto riconoscimento al maresciallo Sebastiano Zampone, perché egli “Animato da altissima motivazione e spiccato senso del dovere, ha saputo infondere nel personale dipendente straordinarie motivazioni, riuscendo a conseguire ottimi risultati operativi (33 persone arrestate e 163 deferite in s.l. nel 2012), tra cui una brillante operazione conclusasi che consentiva di disarticolare un sodalizio criminale dedito alla commissione di “truffe” e “ricettazione” di veicoli di lusso – Operazione, convenzionalmente denominata “auto flop”, che si concludeva con numero otto arresti, il deferimento in stato di libertà di altri quattro indagati, nonché il sequestro di quattro veicoli. Grazie anche a questo brillante rendimento operativo ha rappresentato un punto di riferimento per i cittadini e le autorità locali. Si è inoltre distinto in occasione della cosiddetta emergenza neve del febbraio 2012, anche per il tempestivo intervento che permise la liberazione di un assessore comunale di Cellere (VT), poco prima sequestrato da un individuo del luogo, arrestato nel corso del blitz”. Insomma, un costante ed intenso susseguirsi di impegni istituzionali che in quest’anno 2013 hanno fatto brillare il nostro sottufficiale nell’area geografica di competenza del Comando interregionale Carabinieri “Podgora” dal quale dipendono i Comandi territoriali di ben cinque regioni: Lazio, Toscana, Umbria, Marche e Sardegna. Già in precedenza decorato con Medaglia di Bronzo al Valor civile e fregiato dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica, il MAsUPS Sebastiano Zampone ha così commentato la nuova circostanza di cui è stato protagonista: “Il Premio ricevuto assume per me una importanza particolare, in quanto essere stato prescelto, coi colleghi Sappada, Resciniti, Russo e Galgano, su una selezione di oltre 4600 Comandanti di Stazione che operano su tutto il territorio nazionale, mi colma di orgoglio sia come carabiniere che come cittadino di Grazzanise del quale vado fiero. Infatti, non perdo occasioni per ribadire le mie integre origini grazzanisane e di sostenere, con forza e orgoglio, la storia e i valori morali e cristiani del mio paese al quale sono intensamente legato”. Onore al merito, quindi, ed onore ad un uomo che sa difendere, con ammirevole passione, le proprie radici. RAFFAELE RAIMONDO

7 giugno 2013 0

“Con gli occhi dell’Aquila”, seconda mostra fotografica presso il la sede del 9° stormo di Grazzanise

Di redazione

A chiusura di un concorso centrato sul tema dei “contrasti”, si è conclusa la 2^ mostra fotografica organizzata presso il Circolo Ufficiali dell’aeroporto militare. Il comandante del 9° Stormo “F.Baracca”, colonnello-pilota Maurizio Cocci, dopo il verdetto della Giuria, ha consegnato diversi riconoscimenti, fra i quali il Premio Giuria Popolare al giovanissimo Filippo Zona ed una menzione speciale ad Orsola Adriana Zannone. Autori delle immagini esposte il personale ed i familiari del 9° Stormo, giunti alla fine di un itinerario didattico di due mesi guidato da esperti interni alla base. In effetti il percorso ha fatto perno sulle tipologie di “contrasti” nel campo della fotografia: contrasto cromatico, contrasto piccolo-grande, vecchio-nuovo, violento-indifeso, povertà-ricchezza, forme arrotondate-spigolose, ombra-luce; inoltre, ad ampliare il repertorio delle contrapposizioni, gli scatti hanno colto architetture diversamente datate, una vecchia macchina da scrivere ed un notebook, ma anche le marcate differenze tra le opere dell’uomo e quelle della natura. Nello stesso spazio espositivo, una speciale sezione, allegoricamente denominata “Con gli occhi dell’Aquila”, ha offerto all’attenzione dei visitatori le sorprendenti immagini relative alle missioni all’estero realizzate dal 9° Stormo: s’è potuto così apprezzare, in modo particolare, una significativa rassegna di ricordi dell’intervento che nel 2006 il 21° Gruppo Volo ebbe a compiere in Afghanistan nell’ambito della missione multinazionale “International Security Assistance Force” (ISAF). In quel periodo, il 9° Stormo, con i suoi elicotteri AB-212-ICO, adempiendo il compito principale di garantire attività aerea di trasporto tattico, evacuazione sanitaria e ricognizione al suolo, totalizzò ben 2.000 ore di volo. Pertanto, nel 2008, appunto a seguito dell’attività svolta in quella martoriata nazione, il Reparto del Cavallino Rampante ha ricevuto il premio “Targa di Loreto”. In quest’anno 2013, un distaccamento di “Fucilieri dell’Aria” è presente in Afghanistan, ancora una volta nel contesto ISAF, per garantire la protezione della “Forward Support Base” di Herat. Si tratta di un’azione specificamente connessa all’attuale missione del 9° Stormo che consiste nell’assicurare il supporto aereo e terrestre a Reparti/Enti di Forze Speciali (F.S.) o di Forze per Operazioni Speciali (F.O.S.), sia per le fasi di spiegamento che di ripiegamento nei vari teatri operativi. Tutto ciò accanto ad altre articolate incombenze corrispondenti al Combat S.A.R (Search And Rescue). Raffaele Raimondo

23 maggio 2013 0

Tragedia della strada a Grazzanise, un altro “lenzuolo bianco” sulla Provinciale 333

Di redazione

Strada provinciale 333, quasi al km14, ore 21 di mercoledì 22 maggio, schianto improvviso: un uomo investito da una Fiat Bravo il cui conducente, di Cancello ed Arnone, nulla ha potuto fare per salvarlo. Neppure il tempo di frenare ed il corpo del malcapitato è sbalzato da cofano sul parabrezza, finendo poi a terra ormai privo di vita. Tutto in un tremendo attimo. Immediatamente accorsi i carabinieri di Grazzanise agli ordini del comandante Luigi De Santis e, in pochissimi minuti, anche l’ambulanza del 118 è giunta sul posto. Ma ormai non c’era null’altro da fare che coprire con un pietoso lenzuolo il poveretto ed attendere l’arrivo del giudice e della scientifica. S’è verificato, insomma, senza scampo, l’incidente che ogni automobilista teme ogni volta che avvista, nelle ore notturne, uno o più extracomunitari che rientrano in una delle aziende agricole del Basso Volturno, procedendo a piedi o in bicicletta, al termine d’una dura giornata di lavoro e magari dopo aver trascorso qualche ora di svago davanti a un bar. Talora è la velocità delle auto a provocare il disastro; più spesso all’origine della tragedia c’è un senso di irresponsabilità delle stesse vittime della strada che poco o nulla fanno per rendersi visibili a sufficiente distanza. Sembra che stavolta l’investimento sia avvenuto proprio al centro della carreggiata. Ma ovviamente saranno i rilievi oggettivi a confermarlo, pervenendo all’attendibile o esatta ricostruzione della dinamica che ha provocato la morte dell’extracomunitario. L’autista cancellese, in viaggio sulla tratta Grazzanise-Castelvolturno, avrebbe detto d’aver visto d’un tratto l’uomo barcollante davanti ai fari e di non aver avuto il tempo di attivare alcuna manovra per evitare l’impatto. Certo, prima o poi verrà accertata l’identità dell’investito. L’autopsia dirà pure se, in quel fatale momento, fosse o no sotto l’effetto dell’alcool. Probabilmente i suoi connazionali faranno la colletta per permettere il rientro della salma nella disgraziata terra d’origine. In ogni caso, quest’ultimo tragico evento, come tanti altri simili già verificatisi, andrà ad aggiungere un’ennesima pagina al doloroso libro i cui capitoli si chiamano “povertà”, “immigrazione”, “pessima integrazione”, “incoscienza”, “disorientamento”, “sfruttamento”, “carne da macello”… Capitoli interrotti, qui o là, forse due-tre volte all’anno, da un paragrafo denominato “autentica solidarietà” o da un capoverso che esordisce affermando il “pieno rispetto dei diritti e dei doveri civili”. Raffaele Raimondo

16 maggio 2013 0

Due elicotteri AB – 212 impegnati “Star-Vega 2013” (SV-13), per addestramento dei piloti

Di redazionecassino1

Due elicotteri AB-212 e gli equipaggi del 9° Stormo “F.Baracca”, di cui è attuale comandante il col. pil. Maurizio Cocci, stanno prendendo parte da lunedì scorso, 13 maggio, “all’attività di volo della più importante esercitazione aerea dell’anno in Italia, la “Star-Vega 2013” (SV-13), uno degli eventi organizzati annualmente dall’Aeronautica Militare per mantenere addestrati i propri Reparti di volo e la struttura di comando e controllo alla pianificazione e condotta di una campagna aerea complessa”. L’esercitazione, che terminerà il 23 maggio, si va sviluppando “su uno scenario simulato che prevede la partecipazione delle forze aeree italiane ad un’operazione interforze e multinazionale svolta su mandato ONU in risposta ad una situazione di crisi internazionale”. Nel complesso sono cinque le basi aeree coinvolte nella “Star-Vega 2013” e dalle stesse danno il loro contributo tutti i principali Reparti operativi dell’Aeronautica Militare e velivoli di ogni specialità. “Da Decimomannu e Trapani velivoli di difesa aerea, ricognizione, guerra elettronica  e attacco, nonché elicotteri per la ricerca e soccorso; da Pisa e Pratica di Mare assetti da trasporto e rifornimento in volo; da Amendola velivoli a pilotaggio remoto Predator (UAV – Unmanned Aerial Vehicle)”. Inoltre è prevista anche la partecipazione di un velivolo-radar Awacs della NATO, attivandosi dalla base aerea di Geilenkirchen, in Germania. Agli elicotteri del 9° Stormo è stato affidato il compito di intervenire dalla pista di Decimomannu, in Sardegna, per effettuare attività di addestramento nelle aree riservate all’esercitazione. L’intera attività addestrativa viene condotta attraverso un sofisticato sistema computerizzato di simulazione che è in dotazione al Reparto Sperimentale Standardizzazione al Tiro Aereo (RSSTA) di Decimomannu, che permette agli equipaggi di volo di addestrarsi alle diverse tipologie di missioni senza l’utilizzo di armamento. Tuttavia i velivoli operano all’interno di porzioni di spazio aereo riservate all’addestramento militare, nell’ambito di un piano preventivamente coordinato con gli Enti deputati alla gestione del traffico aereo civile. Alla “Star-Vega 2013”, per la quale comunque non è prevista alcuna attività di volo notturna, fino al 17 maggio “si affiancherà l’esercitazione della NATO “Ramstein Guard 4”, che il CAOC (Combined Air Operation Center) di Poggio Renatico (Ferrara) pianifica e conduce annualmente nell’area di propria competenza, nell’ottica di ricercare una sempre maggiore integrazione tra le componenti nazionali specializzate nel settore della guerra elettronica”.                                                                                                                                             

I due elicotteri rientreranno il 24 maggio a Grazzanise, dove ordinariamente il 9° Stormo, attraverso il GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili), “garantisce la manutenzione di 1° e 2° livello tecnico di tutta la linea AB-212 dell’Aeronautica Militare”. Nella base Nato grazzanisana, dal marzo 2012  è attiva “una pista semi-preparata in terra battuta (parallela alla pista in asfalto) che consente a C-27J e C-130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa di addestrarsi efficacemente. Tale attività riproduce l’ambiente e i requisiti operativi tipici delle attività fuori dei confini nazionali, a costi molto ridotti e in condizioni di massima sicurezza, all’interno di un aeroporto dotato di sistemi antincendio, infermeria h24 e una torre di controllo”. E’ rilevante infine che “dall’aprile 2012 il 9° Stormo assicura la funzione di “Host Nation Support” a favore del 2° NATO “Signal Battalion South”, che svolge funzioni di centro operativo mobile per le telecomunicazioni dell’Alleanza Atlantica”.