Categoria: Attualità

28 luglio 2018 0

Tutto sui bitcoin, primo corso a Cassino tra curiosità e lungimiranza

Di redazione
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Cassino – Si è tenuto nel pomeriggio di ieri presso la sala del Symposio Cotest Caffè di via Tommaso Piano il primo corso per saperne di più sui bitcoin. Dedicato a chi desidera conoscere in maniera più approfondita la tematica della criptovaluta, e a chi invece già ha iniziato a prendere confidenza con il sistema anche praticando o solcando l’idea di qualche iniziale investimento alla luce dell’elevato valore della moneta digitale in questione. Relatore del meeting il consulente ed informatico, Stefano D’Agostino. Il cryptodrink, così battezzato, è stato un incontro, durante il quale si è parlato di Bitcoin, Blockchain e criptovalute. L’esperto relatore ha spiegato cos’è il Bitcoin e come funziona. Ha focalizzato l’attenzione sulle tecnologie attualmente in dotazione, sulle transazioni e ha fornito dati aggiornatissimi circa l’espansione del sistema e la risposta a livello di mercato. Si è poi parlato del mining e delle regole di base. A fine corso i presenti hanno potuto rivolgere ai tecnici tutte le domande e hanno espresso le curiosità su un mondo che sembra apparentemente così lontano, ma che invece presenta progetti di grande lungimiranza e concretezza. Oltre che sul discorso investimento, si è discusso anche della diffusione del bitcoin per i pagamenti. Attualmente in Italia la risposta è estremamente interessante nelle zone del Nord, in particolare del Trentino dove il sistema è fruibile nei modi più agevoli e naturali grazie alla presenza di meccanismi adeguati e alla risposta massiccia degli esercenti. Cassino attualmente rientra tra le 31 città italiane ad avere il bancomat per le criptovalute mediante il quale acquistare Bitcoin. N.C.

27 gennaio 2012 0

Retuvasa: Contaminazione pozzi Colleferro: HCH, una storia infinita.

Di redazionecassino1

Siamo alle solite, ma questa volta riteniamo la situazione ancor più inaccettabile. Si è verificata, infatti, l’ennesima contaminazione di alcuni pozzi, ora chiusi, a servizio dei due acquedotti di Colleferro gestiti da GDF Suez Retegas e Consorzio Servizi Acqua Potabile (CSAP) . Dalle analisi effettuate dalla Arpa Lazio nel mese di dicembre e pervenute alla Asl RMG  il 24 Gennaio si è riscontrata la presenza di isomeri dell’esaclorociclesano nell’acqua proveniente dal pozzo n. 6 a servizio idrico di Colleferro e dal pozzo “Stendaggi” a servizio del distretto industriale. Ulteriore contaminazione è stata rilevata con prelievo in una fontanella pubblica alimentata dal pozzo denominato “Sacco2” gestito da CSAP: si è riscontrata  la presenza di ferro e manganese quasi il doppio dei limiti di legge.  Per quanto riguarda l’esaclorocicloesano e l’ormai famoso isomero Beta, come la maggioranza delle popolazione di Colleferro  e della Valle del Sacco ricorderà, si tratta della sostanza oggetto di scandalo che dal 2005 si è scoperto essere presente nell’organismo di persone e animali. Ricordiamo che tale molecola è un derivato del lindano, conosciuto per le sue proprietà insetticide e altamente tossico per gli esseri viventi. Il nostro organismo accumula questa sostanza nelle parti grasse e nel sangue e non è in grado di degradarlo, se non con l’allattamento. Nel tempo questa sostanza si immagazzina nei tessuti adiposi e può provocare patologie. Dalle analisi sopracitate è emerso che il quantitativo di esaclorocicloesano nell’acqua del pozzo n. 6 supera il limite consentito del 30 % (limite di legge: 0,10 µg/l, quantità rilevata 0,13 µg/l); per il pozzo “Stendaggi” il valore riscontrato è stato di 0,15 µg/l. Questo dimostra, contrariamente a quanto ci è stato detto finora che l’acqua, nel caso specifico, non ha risposto ai parametri chimici consentiti dalla legge per l’utilizzo ad uso umano, secondo il Decreto Legislativo 31/2001, e chiediamo conferma se nei 40 giorni di tempo intercorsi tra il prelievo del campione e i risultati pervenuti, i cittadini ignari non abbiano assimilato, anche se in forma limitata nel tempo, sostanze che sono considerate tossiche.  Riteniamo lecito avere informazioni sulle responsabilità di chi ha permesso tali accadimenti. Cosa rischiamo in futuro: vista la presenza di sostanze chimiche nella falda di emungimento delle acque, anche altri pozzi in seguito potranno risultare inquinati? Cosa è successo all’intorno della zona pozzi vista anche la recente necessità di chiudere il pozzo n. 7 per inquinamento batteriologico?

Siamo certi siano state adottate tutte le misure precauzionali adatte nella concessione di nuove perforazioni del terreno, tenendo presente che siamo un Sito di Interesse Nazionale di bonifica? Ci piacerebbe sapere se i soggetti preposti a rilasciare le autorizzazioni per i nuovi emungimenti di acque lavorino di concerto oppure no. Le associazioni ambientaliste hanno da sempre sollevato questi problemi ma sono state tacciate di allarmismo. La cosa più vergognosa è il fatto che la popolazione non sia stata affatto informata dei rischi che poteva correre utilizzando l’acqua fornita e ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi non risultano comunicazioni ufficiali vista la delicatezza dell’area. A questo punto insistiamo a chiedere che le analisi chimiche delle acque vengano affrontate da un organo tecnico con protocolli adeguati, e che siano fornite alla popolazione acque di accertata salubrità cercando eventualmente altre fonti di approvvigionamento. Chiediamo, inoltre, che sia ricercata in brevissimo tempo e senza alcun dubbio la dinamica con la quale l’esaclorocicloesano migra nelle falde idriche di approvvigionamento. Visto che questa sostanza è entrata da tempo nel circuito alimentare risulta indispensabile che sia elaborato un campione statisticamente rappresentativo della popolazione, che una volta per tutte accerti quanti dei nostri concittadini hanno accumulato nel loro organismo il contaminante, e che siano conseguentemente avviati tutti i protocolli sanitari di prevenzione mirata ad individuare diagnosi precoci. La nostra richiesta ci sembra l’unica eticamente corretta, solidale anche con i cittadini indifferenti a questi problemi e in special modo nei riguardi dei bambini e dei più giovani che non sono consapevoli del rischio che corrono e che sono le vere vittime di questi disastri perpetrati nel tempo. Le nostre proposte restano ragionevoli a dispetto della rabbia per questo ennesimo esempio di leggerezza nell’amministrare il principale dei beni comuni: l’acqua.

20 gennaio 2012 0

Nel ventennale dalla scomparsa: Omaggio a Severino Gazzelloni. Concerto nel Palazzo della Provincia

Di redazionecassino1

“Un genio come Severino Gazzelloni rappresenta una gloria di tutto il territorio della provincia di Frosinone. Merita di essere celebrato per la sua arte e per le emozioni che ha saputo regalare attraverso lo strumento che lo ha reso celebre nel mondo, il flauto. Dopo un periodo in cui la figura del Flauto d’oro è stata poco valorizzata e si è tralasciata qualsiasi iniziativa legata al suo nome, la Provincia di Frosinone, in particolare il mio assessorato, ha deciso di porre rimedio. Abbiamo, con molto entusiasmo, deciso di accogliere la proposta culturale dell’associazione Assoflute, in collaborazione con le associazioni “Muse Eventi”, “Le Tre Torri” e la scuola di Musica “A. Rubistein”, e dare vita ad un concerto evento proprio dedicato al grande flautista, da ospitarsi nel Salone di rappresentanza del palazzo della Provincia”. A parlare così è Antonio Abbate, assessore provinciale alla cultura, che spiega la genesi dell’evento che andrà in scena il prossimo 22 gennaio, alle ore 17,30, a Palazzo Iacobucci. In quell’occasione, la sede della Provincia si trasformerà in un vero e proprio teatro per ospitare il Concerto “Omaggio a Severino Gazzelloni – Festival Flute Ensemble”, che vedrà l’esibizione di veri e propri talenti della musica e che metterà al centro della scena proprio il flauto, lo strumento del maestro di Roccasecca. Un evento che celebra in maniera significativa il ventennale della morte di Severino. Oltre alla partecipazione della pianista Sara Matteo, il concerto vedrà l’esibizione del Festival Flute Ensemble costituito dai flautisti Fabrizia Bruno, Civita Coviello, Emanuele Cristiani, Francesca Grosso, Marilisa Maselli, Francesca Milano, Francesco Polletta, Claudia Piccinini, Claudia Sartori, Alessia Valentini, del flautista Giampaolo Macrì, premiato nell’edizione 2011 del Concerto Internazionale “Borse di Studio S. Gazzelloni”, della flautista Francesca Bruno, in rappresentanza del Conservatorio “L. Refice” di Frosinone e dei concertisti Fabio Angelo Colajanni e Michele Marasco, . In programma musiche di J.B. De Boismortier, F. Doppler, C.W. Gluck, P.I. Tchaikovsky, G. Verdi. “Per me, che da sindaco di Roccasecca ho creato dal nulla il Festival Internazionale “Severino Gazzelloni”, inteso come una rassegna che si proponeva di valorizzare la figura del Flauto d’oro e dello strumento che suonava, anche attraverso la creazione delle Mastreclass, i corsi di perfezionamento per giovani flautisti che portavano a Roccasecca talenti da tutto il mondo – ha dichiarato Abbate –  la possibilità di poter ospitare a Frosinone il concerto voluto da Assoflute mi riempie di piacere e d’orgoglio, perchè si ritorna a parlare di musica e di flauto legandoli al nome di Gazzelloni, l’unica via per omaggiare questo genio della musica. Si tratta di un ritorno alle origini, sulla retta via che negli ultimi anni si era persa; prima fase di un progetto di promozione della figura del Flauto d’oro che vedrà la Provincia di Frosinone in prima fila. Il mio ringraziamento all’associazione Assoflute e a tutti i partners per l’allestimento di uno spettacolo i cui nomi in cartellone sono sinonimo di qualità e di eccellenza”. Dunque, ancora una volta, la Provincia di Frosinone e l’assessorato alla cultura di Antonio Abbate sono in prima fila per promuovere la tradizione artistica locale. Stavolta con l’omaggio ad un vero e proprio gigante della cultura del territorio, il celebre Gazzelloni. Il concerto, per la levatura degli artisti che si esibiranno, può senz’altro definirsi il concerto dell’anno, che conferma l’idea, ormai consolidata, di considerare palazzo Iacobucci come casa della cultura del territorio. “Visto che quest’anno ricorre il ventennale della morte di Severino Gazzelloni (1992-2012) – ha spiegato Fabio Colajanni – di comune accordo con il M° Marasco e l’amico Riccardi abbiamo ritenuto opportuno partire da Frosinone con gli eventi da noi programmati nel 2012 in onore del flautista roccaseccano”.

21 ottobre 2011 0

Agricoltura Lazio: la Giunta regionale approva il bando a sostegno del settore tabacco

Di redazionecassino1

 Via libera della Giunta regionale al bando pubblico a sostegno delle aziende che operano nel settore del tabacco nel territorio regionale. È stata infatti approvata oggi nella riunione presieduta da Renata Polverini la delibera che apre per la prima volta il bando pubblico per la raccolta delle domande relative alla misura 144 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013: ‘Aziende agricole in via di ristrutturazione in seguito alla riforma dell’organizzazione comune di mercatò. Il bando prevede l’assegnazione di contributi triennali alle imprese, per un importo massimo di 4500 euro nel 2011, 3000 euro nel 2012 e 1500 euro nel 2013. Nel Lazio sono coltivati a tabacco circa 800 ettari, di cui 600 ettari nella sola provincia di Viterbo e 200 ettari nella provincia di Frosinone, per una produzione totale di circa 23 mila quintali e un valore di quasi 5 milioni di euro. L’obiettivo del provvedimento è quello di incentivare la ristrutturazione delle aziende, sostenere l’orientamento delle stesse verso la diversificazione delle attività svolte, in modo da permettere un’integrazione del reddito aziendale e contrastare i fenomeni di abbandono delle aree rurali. La misura 144, insieme a quella per la ‘produzione integratà del tabacco, completa il quadro degli interventi messi in atto dalla Giunta Polverini negli ultimi mesi per sostenere le aziende del settore tabacchicolo. La raccolta delle domande dovrà concludersi entro il 30 novembre, per consentire ai tabacchicoltori laziali di non perdere le risorse dell’annualità 2011.

18 ottobre 2011 0

Incontro di calcio Frosinone – Latina, la Questura detta le regole: tolleranza zero senza la tessera del tifoso

Di redazionecassino1
Tolleranza zero nei confronti dei tifosi ospiti sprovvisti di tessera del tifoso. queste le indicazioni che la Questura del Capoluogo ha emanato per l’incontro di calcio in programma domenica prossima. E’ iniziato il countdown per l’atteso evento calcistico previsto per la prossima domenica alle ore 15.00.Lo stadio Matusa di Frosinone accoglierà l’incontro di calcio più sentito dell’anno, quello tra Frosinone e Latina . E’ stato avviato tutto l’apparato organizzativo per assicurare l’adozione di ogni idonea misura necessaria a garantire le condizioni di sicurezza sia per i tifosi che per la città in genere. Sarà favorito l’accesso all’impianto sportivo dei tifosi ospiti muniti di tessera del tifoso prevedendo per gli stessi un percorso presidiato dalle Forze dell’Ordine. Rafforzata l’attività preventiva di filtraggio che sarà attuata utilizzando uno schema di impiego del personale ad anelli concentrici che consentirà di bloccare i tifosi sprovvisti della relativa tessera e respingerli dall’area destinata all’evento.  E’ stata infatti emessa dal Prefetto di Frosinone, su proposta del Questore, un’ordinanza che dispone “l’inibizione alla trasferta per i tifosi ospiti non in possesso della tessera del tifoso”. Questa mattina in Questura si è tenuta una prima riunione per delineare gli aspetti tecnico operativi della gestione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica.  Tutte le forze di Polizia, utilizzate ciascuna nel settore di competenza, hanno assicurato la più ampia disponibilità e professionalità per lo svolgimento ordinato e regolare dell’evento. Prosegue intanto l’attività di monitoraggio ed informativa fondamentale per la definizione di tutti i dettagli operativi che saranno valutati anche nei prossimi incontri in programma in Questura.
15 ottobre 2011 0

Black Bloc violenti tentano di offuscare la grande manifestazione di ‘Indignados italiani’

Di redazionecassino1

Scene di guerriglia urbana a Roma, dove le forze dell’ordine sono dovute intervenire con pesanti cariche contro gli incappucciati, una frangia violenta che si è mescolata ai manifestanti degli indignati, rovinando una manifestazione grande, pacifica, colorita con simboli dell’indignazione popolare, nel cuore di Roma. Neppure una statua della Madonna è stata risparmiata dalla rabbia degli incappucciati, resisi responsabili delle violenze scoppiate a via Labicana. Gruppi  di ragazzi con felpa nera, caschi neri e bastoni, hanno preso di mira e frantumato una statua della Vergine, a via Labicana, mandando in frantumi il gesso. Sul selciato il volto deturpato della statua fatta in pezzi. Barricate a viale Manzoni nel corso della manifestazione degli Indignati a Roma. Alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme dai teppisti. Molti i manifestanti che scappano dopo essere stati minacciati dal blocco dei violenti. Circa quattrocento teppisti, violenti e stupidi hanno cercato lo scontro per rubare la scena alla manifestazione pacifica di decine di migliaia di cittadini, di manifestanti che volevano portare in piazza la loro indignazione. Un manifestante gravemente ferito mentre appiccava fuoco ad un petardo che ha perso alcune dita di una mano: è stato trasportato all’Umberto I dove si cercherà di sistemare l’arto. Chiusi i musei del centro storico a Roma. Pietre e bombe carta e altri oggetti vengono lanciati dai manifestanti incappucciati in via Emanuele Filiberto, a pochi passi da via Labicana e via San Domenico Maggiore. Una vera e propria sassaiola all’indirizzo delle forze dell’ordine schierate con furgoni e blindati. Sono stati dati alle fiamme altri cassonetti, mentre altri manifestanti si sono dispersi dandosi alla fuga per le vie limitrofe. Questi solo alcuni degli episodi che si son visti a Roma, ma va sottolineato anche l’impegno dei manifestanti pacifici in aiuto alle forze dell’ordine per bloccare i violenti nel corteo degli Indignati. A piazza San Giovanni alcuni manifestanti hanno bloccato dei violenti. In molti hanno applaudito più volte all’entrata in azione dei mezzi speciali con idranti. Anche le cariche vengono accolte da sollievo e applausi. Non va neppure sottaciuta l’assenza delle Forze dell’Ordine che han lasciato, nella parte iniziale degli scontri, l’iniziativa ai violenti, più impegnate a  blindare i Palazzi del potere ed il centro della Capitale. Resta comunque il fatto che non saranno pochi violenti ad offuscare il senso pacifico e politico della grande manifestazione degli Indignados italiani. In casi come questi trova sempre più valore il famoso  detto secondo cui: “la madre dei cretini, purtroppo, è sempre incinta”. Un  dato importante è sicuramente quello dei manifestanti pacifici che a mani alzate, in piazza San Giovanni,  gridano ‘Basta violenza’, dissociandosi dalla frangia violenta che ha messo Roma a ferro e fuoco. Il video dell’assalto al blindato dei carabinieri foto F. Pensabene

15 ottobre 2011 0

All’ “Ottobrata Romana”, rassegna del turismo ‘Plen air’, anche uno stand del Parco dei Monti Aurunci

Di redazionecassino1

Si svolgerà sabato 15 e domenica 16 la “Ottobrata romana” la manifestazione dedicata ai nuovi itinerari turistici e gastronomici per chi intende effettuare le vacanze con i camper roulotte e caravan. Quest’anno toccherà anche il Parco dei Monti Aurunci e il Monumento Naturale di Montecassino che ospiteranno  anche uno stand espositivo. Si tratta di un appuntamento importante, quello romano, per quanto riguarda il  turismo in “Plen air” che si svolgerà sabato e domenica  lungo la Via Pontina.  E al quale l ‘Ente ha deciso di partecipare con un proprio stand per aprire l’area protetta anche a coloro i quali intendono organizzare gite o tour che non richiedono trasferimenti eccessivamente lunghi o dispendiosi con il camper, caravan o roulotte. Lo stand dell’Ente, che esporrà materiale informativo ed espositivo di artigianato locale e prodotti tipici, sarà anche una opportunità per far conoscere le aziende che lavorano con il Marchio Natura in Campo (dell’Arp, Agenzia regionale Parchi) e quelle che hanno aderito al Progetto del Marchio Parco dei Monti Aurunci.

15 ottobre 2011 0

‘Morti bianche’ situazione drammatica: 403 decessi nel 2011 contro i 381 del 2010. Frosinone al 2° posto nella classifica delle province con 11 decessi

Di redazionecassino1

Morti bianche, una piaga sempre aperta, nei primi tre trimestri i dati denotano una situazione drammatica, di emergenza, un fenomeno sempre più in crescita. A confermare l’allarme sono i dati elaborati dall’Osservatorio mestrino aggiornati alla fine di settembre 2011. Il bilancio parla chiaramente e i risultati sono drammatici: i decessi sono stati 403 contro i 381 rilevati nello stesso periodo del 2010 con un incremento, quindi, del  5,8 per cento. A quali regioni spetta la maglia nera? La Lombardia continua a tenere le fila delle stragi sul lavoro con 56 vittime (10 in più del mese di agosto), seguita dal Veneto (36), dall’Emilia Romagna (33), dal Piemonte (31), dalla Toscana (30), dalla Sicilia (29), dalla Campania (27), dal Lazio (26), dalla Puglia (23). Quattro i morti in Molise come in Valle D’Aosta, cinque in Basilicata, sette in Umbria, otto in Friuli Venezia Giulia, undici in Sardegna, dodici in Liguria e in Calabria, 13 nelle Marche, 15 in Trentino Alto Adige e 21 in Abruzzo.  Il monito del Presidente Napolitano dei mesi scorsi sembra essere caduto nel vuoto. La situazione più sconfortante considerando la popolazione lavorativa per macro aree è quella delle Isole (19,4), seguita dal Nord est (19,1), dal Sud (18,5), dal Centro (18,1) e dal Nord ovest che si rivela essere – nel male – quella più ‘virtuosa’ (15). Nella classifica provinciale per la prima volta ad indossare la maglia nera sono insieme Brescia e Torino dove nei primi nove mesi del 2011 le vittime del lavoro sono state 13; seconde sono Bolzano, Frosinone e Milano (11 decessi), terze sono invece Chieti e Bologna (9). A Napoli e a L’Aquila (8). Sette le vittime a Savona, Lecce, Padova e Roma; sei a Belluno, Macerata, Arezzo, Latina, Cagliari, Catania, Salerno, Varese e Bergamo. Dati che evidenziano l’emergenza in questo settore e confermano le denunce dei sindacati. Diversa la situazione quando si considerano le incidenze. Un triste primo posto viene assegnato, quindi, a L’Aquila (71,8), seguita da Aosta (70,9), da Belluno (67,7), da Chieti (64,2), da Frosinone (64,1).

7 ottobre 2011 2

Regione Lazio: un solo consigliere regionale su 71 è senza bonus da doppio incarico

Di redazionecassino1

Un solo consigliere regionale su 71 è senza bonus da doppio incarico, Antonio Cicchetti l’unico in Regione ad essere rimasto con un solo ruolo.  Unico nel Consiglio regionale del Lazio ad essere rimasto con un solo ruolo. Un ‘record’, quello del consigliere Antonio Cicchetti, il solo a non incassare il ‘bonus’ che spetta a chi ha un altro incarico. Unico, su settantuno. Lo riporta un quotidiano a tiratura nazionale.  Un incarico supplementare, però, l’aveva anche lui fino a poco tempo fa:  assessore alla Cultura. Poi la Polverini – riporta il quotidiano – ha dovuto far entrare in giunta l’Udc e l’ex nazional alleato Cicchetti è stato dimissionato. Così ora se ne sta lì, sull’isola deserta, a godersi la sola paga base. Paga che comunque ‘non è poco, anzi è quasi da far schifo, per usare le sue parole. Una indennità netta di 4.252,35 euro più 3.503,11 euro di diaria. Totale, 7.755 euro e 46 centesimi». Scusate se è poco!!

7 ottobre 2011 0

Giandomenico Valente, nuovo responsabile della parrocchia di S. Maria Assunta, allo Scalo

Di redazionecassino1

“Saluto con gioia e soddisfazione la notizia della nomina di Mons. Giandomenico Valente a nuovo responsabile della parrocchia dello Scalo di Roccasecca. Una nomina che sarà di sicuro portatrice di una nuova stagione di crescita religiosa, culturale e nel contempo civile e sociale, sia per i fedeli di Santa Maria Assunta che per l’intera città”.

A parlare così, è Pompeo Cataldi, ex assessore ai beni culturali e al turismo del comune di Roccasecca, che con Giandomenico Valente ha avuto un contatto diretto e una collaborazione quasi giornaliera nel periodo in cui il sacerdote era in servizio in città, pastore della comunità della Santissima Annunziata al Castello, circa venti anni fa.

“Don Giandomenico – continua Pompeo Cataldi – è una personalità di grande spessore, capace di unire l’esercizio puntuale e scrupoloso del ministero sacerdotale con l’entusiasmo che coinvolge i fedeli, in particolare i giovani. Ma, soprattutto, è un sacerdote capace di valorizzare le peculiarità storiche e tradizionali del luogo in cui esercita la sua missione.

Il suo incarico allo Scalo è una grande opportunità per la parrocchia più popolosa di Roccasecca, che costituisce quasi il 70% dei residenti. Sicuramente saprà promuoverne le ricchezze e saprà essere guida certa e sicura del gregge che gli è stato affidato.

Siccome lo conosco bene, sono certo che punterà molto sull’aspetto culturale, l’ha sempre fatto. Il mio entusiasmo per la sua nomina nasce proprio per questo motivo. Roccasecca, negli ultimi anni, è andata sempre più regredendo culturalmente e di conseguenza socialmente. Una figura come Mons. Giandomenico può essere l’occasione per invertire la rotta. A lui affido un compito: a partire dalla popolosa e più importante realtà della città, lo Scalo, operi per tutelare l’intero patrimonio storico, artistico, culturale e di conseguenza turistico di Roccasecca.

Confido nelle sue capacità organizzative e sulla sua sensibilità, affinché le ricchezze storico-culturali, in primis la tradizione tomistica, possano essere rilanciate per divenire collante di unità e di crescita dell’intera collettività. Lo invito, pertanto, a rivolgere le sue attenzioni e il suo impegno a tutta la comunità roccaseccana. Sono sicuro che è la persona più adatta per questa missione.

Ricordo e cito, in conclusione, tre episodi legati al suo arrivo a Roccasecca, parroco del Castello: l’accoglienza di circa 500 studiosi provenienti dall’Università Angelicum di Roma il 13 maggio 1987; l’inaugurazione di viale Paolo VI il 7 marzo 1989 e le annuali celebrazioni in onore di San Tommaso, sempre di livelli eccelso.

Ecco, da Don Giandomenco mi aspetto, ma sono sicuro che sarà così, un ritorno a quel modo di fare religione e,  insieme, cultura  nel nostro paese. Benvenuto di nuovo tra noi”.