Categoria: Roccasecca

9 luglio 2018 0

Discarica illegale a Roccasecca, assolto l’ex sindaco Giorgi

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

ROCCASECCA – Assolto l’ex sindaco di Roccasecca. Giovanni Giorgi era sotto processo per gestione illecita di rifiuti e la vicenda riguardava la discarica realizzata durante la sua amministrazione nell’area dell’ex mattatoio. Per quella vicenda l’ex primo cittadino rischiava grosso.

A salvarlo è stato un provvedimento che l’ex primo cittadino prese per cautelarsi dopo il suo insediamento, quello di delegare in maniera ufficiale, le funzioni a cui non assolveva lui in prima persona, come ad esempio quella dei rifiuti.

Questa mattina, quindi, il processo penale presieduto dal giudice Perna, ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Sandro Salera e lo ha assolto con formula piena.

Ermanno Amedei

7 marzo 2018 0

Roccasecca, via allo “Sportello gratuito contro la violenza di genere”

Di redazionecassino1

ROCCASECCA – Nei giorni in cui si festeggiano le donne, diventa ancor più rilevante l’iniziativa dell’Adoc Frosinone che ha aperto a Roccasecca, in collaborazione con “Misericordie”, uno sportello d’ascolto dedicato alla violenza di genere ma rivolto anche all’intera famiglia, sito in Via Alcide De Gasperi 17 (I piano). L’associazione offre fondamentali servizi quali la consulenza e il sostegno psicologico alle vittime, il sostegno alla genitorialità, la consulenza legale. Tra le altre attività è possibile iscriversi a gruppi tematici rivolti alle donne per condividere esperienze e attività creative e ai laboratori creativi rivolti ai bambini dove divertirsi, socializzare e imparare a rispettare l’altro. La scelta di istituire lo sportello a Roccasecca è stata strategica e avvenuta al termine di un’indagine dalla quale è emerso che, in quella parte del territorio provinciale, non erano attivi punti di ascolto. Nello sportello operano, due psicologhe: una presente fisicamente nei locali dal lunedì al venerdì e l’altra addetta ai gruppi di mutuo-aiuto e di ascolto. Fa parte del gruppo degli operatori anche un avvocato che si occupa di dinamiche familiari e separazioni conflittuali. Ma l’attività contro la violenza sulle donne da parte dell’associazione guidata dal presidente Mario Pirri non si ferma a Roccasecca perché si sta già lavorando per l’apertura di altri centri di ascolto con l’obiettivo di arrivare a coprire l’intero territorio provinciale. Un’azione quanto mai necessaria in un’epoca in cui le violenze domestiche dilagano non solo contro le donne ma anche contro i minori. A testimonianza di ciò, sono già diversi i casi che gli esperti stanno seguendo e che riguardano problematiche a livello familiare e disagi psicologici derivanti da una condizione di fragilità: “E’ per tutti questi motivi – spiega il presidente Mario Pirri – che l’Adoc di Frosinone vuole essere vicina a chi subisce soprusi. Se le ferite fisiche a volte guariscono, quelle subite a livello psicologico non si rimarginano mai perché lasciano il segno per tutta la vita. Noi vogliamo essere a fianco di quelle donne e quei minori per tutto il percorso riabilitativo, pronti a combattere le prevaricazioni contro i più deboli. Lo slogan che abbiamo scelto per questa iniziativa è Famiglie in gioco: quando crescere è una sfida per tutti! perché quanto accade all’interno delle mura domestiche non coinvolge solo quella specifica famiglia ma l’intera società di cui facciamo parte. Ringrazio la responsabile di Misercordie l’avv. Angela Caprio che condivide e sostiene il progetto a Roccasecca”. Per dare la maggiore visibilità possibile all’iniziativa è stata creata la pagina facebook “Famiglie in gioco”, attraverso la quale vengono diffuse informazioni utili per il target di riferimento dello sportello. Per i contatti è a disposizione il numero 334 2390956 e la mail famiglieingioco.sportello@gmail.com. L’Adoc da mesi ha istituito anche uno sportello per denunciare i casi di malasanità.

21 febbraio 2018 0

Richiedente asilo ma spacciatore di marijuana, 22enne denunciato a Roccasecca

Di admin

ROCCASECCA – Ha visto gli agenti di polizia e ha gettato un sacchetto di cellophane.

Un gesto che non è sfuggito agli uomini del vice questore Alessandro Tocco che, con l’ausilio di Enduro, il cane poliziotto impiegato nel sevizio antidroga, hanno ritrovato il sacchetto.

A gettarlo era stato un 22enne nigeriano ospite di una cooperativa di accoglienza di cittadini richiedenti asilo di Roccasecca. Nella busta c’erano 26 bustine di marijuana pronte per la vendita al dettaglio.

Il “pusher” è stato denunciato e dovrà rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

12 febbraio 2018 0

Dopo l’accordo con Saxa Gres, soddisfatti i lavoratori oggi pomeriggio Zingaretti in visita

Di redazionecassino1

ROCCASECCA – Soddisfazione, gioia, ma soprattutto una maggiore serenità fra i trecentoventi lavoratori della Ideal Standard di Roccasecca che fin dalle prime ore di questo pomeriggio si sono radunati nel piazzale della loro fabbrica. L’accordo siglato al Mise in mattinata ha messo la parola fine alle loro preoccupazioni sul futuro occupazionale.

Decisivo il ruolo del ministro Calenda e del Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, nella soluzione della vicenda. Proprio Zingaretti nel pomeriggio ha voluto essere accanto ai lavoratori nello stabilimento accolto da questi con ovazioni e applausi. In molti hanno espresso la loro soddisfazione per il risultato raggiunto con l’accordo. “Un capolavoro di mediazione – ha voluto definirlo qualcuno visibilmente soddisfatto – che ci ha ridato speranza e ha evitato conseguenze drammatiche per noi e le nostre famiglie”.

In tanti su quel piazzale emozionati e soddisfatti accanto al presidente Zingaretti accolto da abbracci e strette di mano.

L’accordo prevede, infatti, l’acquisizione della ex Ideal Standard è stata possibile grazie alle risorse della Saxa Gres, un’operazione complessiva da 30 milioni di euro. Il prossimo 22 febbraio partirà il confronto per il trasferimento di tutti lavoratori (Ex art.47), che dovrà concludersi entro il 28 febbraio. Ora bisognerà attendere il 2019 per l’inizio della nuova produzione di sanpietrini che verrà realizzata proprio nello stabilimento di Roccasecca. Già nella scorsa settimana alcuni tecnici della Saxa Gres erano stati nel complesso di via Ortella per valutare e visionare gli impianti ritenuti idonei alla nuova produzione con gli “aggiustamenti” necessari ad avviare il nuovo processo produttivo. Anche il forno – secondo le indiscrezioni trapelate – in dotazione allo stabilimento dovrebbe adatto alla nuova nuova produzione.

Inizierà ora un periodo di fermo produttivo per adattare gli impianti, dove secondo le dichiarazioni di qualcuno si potrebbe tornare, in futuro, anche alla realizzazione di sanitari.

Un risultato, quello raggiunto con l’accordo di oggi, che oltre a ridare fiducia e serenità ai lavoratori, ha contribuito a salvaguardare un’eccellenza produttiva ultra cinquantennale del nostro territorio che non poteva andare perduta.

F. Pensabene

 

12 gennaio 2018 0

Ideal Standard, al Mise il ministero si presenta con investitore. Tavolo rinviato di 15 giorni

Di admin

ROCCASECCA  – “Ideal Standard esprime il proprio apprezzamento per l’incontro svoltosi oggi presso il MISE, con il coordinamento diretto del Ministro Calenda, che ha ipotizzato un percorso di gestione della vertenza, con il coinvolgimento di Invitalia a partire da oggi”. Lo si legge in una nota dell’azienda resa pubblica al mtermine dell’incontro che si è svolto questa mattina al Ministero delle Infrastrutture.

“Durante l’incontro, l’azienda ha appreso dal Ministro la notizia dell’interessamento di un potenziale investitore che, secondo quanto condiviso dalle Istituzioni, ha presentato ‘un piano solido e serio’ su Roccasecca. L’azienda è disponibile a valutare le condizioni per supportare il percorso presentato dal Ministro e si riserva di dare un giudizio più approfondito nell’incontro che il Ministro stesso ha fissato fra quindici giorni per condividere con azienda e parti sociali l’avanzamento delle trattative con il potenziale nuovo investitore”. Questa mattina, davanti al Mise c’era una folta rappresentanza dei lavoratori dello stabilimento di Roccasecca, quei 500 che rischiano il posto di lavoro.

11 gennaio 2018 0

Ideal Standard, Uiltec: la speranza è che domani al Mise le istituzioni convincano l’azienda

Di admin

ROCCASECCA – “Hanno ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento di Roccasecca i rappresentanti della Multinazionale Marengo e Patriarca che, assistiti da Unindustria, hanno incontrato i sindacati nel confronto che chiude la fase dei 45 giorni sul territorio aprendo, da lunedì, quella dei 30 giorni che vedrà la Regione Lazio entrare a pieno titolo nella vertenza per convincere l’azienda a ritirare la procedura di dismissione”.

Lo si legge in una nota della Uiltec.

“Abbiamo ribadito – spiega nella nota il segretario della Uiltec Uil Alessandro Piscitelli – la nostra ferma opposizione ad una procedura sbagliata e falsificata nei numeri. Il sito di Roccasecca è sempre stato competitivo, non ha mai fallito i propri obiettivi di produzione, non è mai stato in perdita e per di più ha sempre rappresentato un punto di riferimento all’interno del gruppo risolvendo le inefficienze degli altri stabilimenti. Va da sé che i presupposti per chiudere non ci siano affatto”. Atteso per domani un nuovo incontro presso il MISE: “La speranza – sottolinea Piscitelli – è che il ministro Calenda e il governatore Zingaretti possano convincere i vertici della Multinazionale a sospendere la procedura di chiusura del sito. Al nostro fianco, oltre a loro, ci sarà anche il presidente Piero Grasso e soprattutto la forza del territorio rappresentata dai lavoratori, dalle famiglie, dalla chiesa, dagli studenti, dai sindaci e da tutta la politica che ha espresso solidarietà davanti ai cancelli dello stabilimento roccaseccano. Le istituzioni possono e devono giocare un ruolo fondamentale per evitare che questa scelta diffonda nuova povertà in un territorio già provato e vada a danneggiare la stessa Ideal Standard perché, inevitabilmente, la delocalizzazione andrà ad abbassare la qualità della produzione”. Il segretario della Uiltec lancia il guanto di sfida: “Siamo determinati ad inseguire l’Ideal Standard in tutti i mercati e spiegare agli acquirenti che i prodotti non avrebbero più la stessa qualità. Non siamo disponibili a raccogliere le provocazioni di chi è stato incaricato di chiudere lo stabilimento che dovrà invece ritenersi responsabile degli eventi che potrebbero accadere. Ci auguriamo che dal confronto al MISE possa venire fuori una soluzione positiva e che l’azienda possa accogliere le istanze di Ministero e Regione. Noi sindacati saremo a disposizione per fare in modo che la produzione possa continuare”.

11 gennaio 2018 0

Ideal Standard, Quadrini (Fi): alta tensione in vista dell’incontro al Mise di domani

Di admin

ROCCASECCA –  “L’Ideal Standard ha confermato la propria presenza all’incontro indetto dal MISE per domani, venerdì 12 gennaio. Mi auguro che l’occasione sia propizia per valutare eventuali proposte fatte e la possibilità che altre forze imprenditoriali manifestino interesse per il sito produttivo di Roccasecca”.

Lo dichiara in una nota il consigliere provinciale capogruppo di FI e presidente della XV Comunità Montana Gianluca Quadrini, che conferma la propria vicinanza ai lavoratori e alle rispettive famiglie in questo momento molto delicato.

“La procedura di licenziamento collettivo da parte del Gruppo Ideal Standard ha lasciato davvero sconcertati. Si tratta di un sito dove viene realizzato un prodotto di qualità grazie anche ai lavoratori che, credendo nel progetto industriale, nel passato hanno fatto enormi sacrifici. La mia solidarietà ai lavoratori dello stabilimento di Roccasecca che rischiano di restare senza lavoro e pertanto non vanno abbandonati. Questo territorio sta subendo, con la scusante della crisi e della globalizzazione, una vera e propria desertificazione del tessuto produttivo. Sono profondamente rammaricato della decisione riguardante la chiusura della fabbrica Ideal Standard di Roccasecca con il licenziamento di tutti gli operai. I nostri cittadini Ciociari non vanno assolutamente lasciati soli”.
24 dicembre 2017 0

Chiusura Ideal Standard, manifestazione ieri pomeriggio a Roccasecca e sulla Casilina

Di redazionecassino1

Roccasecca – Una manifestazione in difesa del posto di lavoro, della dignità dei lavoratori dell’Ideal Standard e la serenità delle loro famiglie, si è svolta ieri pomeriggio a Roccasecca. In migliaia si sono radunati nella piazza della stazione ed hanno percorso le strade del paese, passando per via Piave, via Risorgimento per giungere fino in via Casilina dove si è tenuto un sit in per dire un chiaro e forte “no” alla chiusura dello stabilimento. Come si ricorderà nelle scorse settimane la direzione della fabbrica, che produce sanitari e ceramiche, aveva comunicato ai sindacati la volontà di sospendere la produzione e chiudere lo stabilimento di Roccasecca, suscitando sconcerto e preoccupazione nelle oltre cinquecento famiglie della zona. Un ennesimo schiaffo ad un territorio e ai suoi lavoratori, già fortemente provati dalla crisi occupazionale che da anni lo investe e che si era  accentuato nelle scorse settimane con i cinquecento licenziamenti allo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano. A febbraio, quindi, tutti a casa. La Ideal Standard non vuole sentire ragioni. Era durato solo una decina di minuti l’incontro di giovedì presso la sede di Unindustria a Frosinone tra i rappresentanti della società e le organizzazioni sindacali. La procedura di mobilità per i circa 300 operai della fabbrica di ceramica e sanitari di Roccasecca è stata già avviata e non si torna indietro. Arrivederci, senza grazie, dopo 54 anni di storia.Una posizione che ancora una volta non ha lasciato margini di trattativa, sebbene la società, ad oggi, non abbia voluto spiegare le ragioni che hanno portato, in maniera appartemente repentina, alla decisione di chiudere lo stabilimento ciociaro. La Ideal Standard  si è limitata in un comunicato telegrafico a fare riferimento a non meglio precisati “problemi strutturali”. Quali? Nessuno ha avuto l’onore di saperlo. La società, finora, si è sottratta al tavolo convocato presso il Mise, il solo forse che potrebbe chiarire questi aspetti. Oltre al danno anche la beffa per i lavoratori, visto che dall’ultimo bilancio disponibile della società, quello riferito al 2016, emerge una situazione produttiva tutt’altro che in affanno. Una situazione che ha avuto, a Roccasecca un impatto negativo anche su tutto l’indotto. Un Natale,quello del 2017, per i lavoratori dell’Ideal Standard e per molti altri del basso Lazio, impegnati in difesa e salvaguardia del lavoro e della produzione. Nei giorni scorsi  i dipendenti della multinazionale hanno dato vita ad un presidio permanente.

F. Pensabene

30 novembre 2017 0

Chiude la Ideal Standard di Roccasecca, sindacati: Duro colpo per 500 famiglie

Di admin

ROCCASECCA – Cessa l’attività all’Ideal standard di Roccasecca. La decisione è stata comunicata dai vertici societari della multinazionale alle segreterie nazionali dei sindacati, ai quali, è stato annunciato che saranno avviate tutte le procedure per arrivare alla chiusura del sito industriale. Un colpo mortale all’economia del territorio che coinvolge, tra dipendenti diretti e quelli dell’indotto, circa 500 famiglie. I segretari generali di Ugl Chimici, Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uiltec Uil Valente, Valeriani, Chiarlitti e Piscitelli annunciano battaglia contro una decisione inspiegabile: “Le nostre preoccupazioni – spiegano i rappresentanti sindacali – espresse nei mesi scorsi per la mancata presentazione del piano industriale, erano purtroppo fondate. Si tratta di un provvedimento assurdo perché il sito di Roccasecca produceva ricchezza anche grazie ai sacrifici fatti dai lavoratori che hanno rinunciato a parte dello stipendio per garantire la produzione. La fabbrica di Roccasecca ha sempre lavorato bene sfornando prodotti di qualità e le commesse non sono mai mancate, tutto ciò ci lascia attoniti”. C’è preoccupazione dunque per il futuro delle famiglie e per l’ordine pubblico visto che la scelta della società ha messo in subbuglio i lavoratori: “Faremo tutto quanto nelle nostre possibilità – sottolineano i segretari generali – affinché la multinazionale riveda la sua decisione. Sarebbe l’ennesimo colpo mortale per l’intero territorio che ha già subito quello inferto dalla FCA qualche settimana fa. La nostra sarà una battaglia in tutte le sedi a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie”.

17 agosto 2017 0

Roccasecca: Mao in chiesa, la questione finisce in Regione Lazio

Di redazione

Roccasecca- Le gigantografie di Mao esposte per una importantissima mostra internazionale nella Chiesa di San Tommaso continuano a far discutere. Questa volta, l’eco dei burrascoso dibattito tra favorevoli e contrari alla scelta della location arriva in Regione Lazio. Nonostante la pausa estiva e il Ferragosto appena trascorso, la vicenda tiene i riflettori accesi su di sé. “E’ di queste ore la notizia di una mostra allestita nella chiesa di San Tommaso D’Aquino a Roccasecca, dove vengono riprodotte immagini del dittatore cinese Mao Zedong, finanziata dalla Regione Lazio. Già solo questi due elementi sono sufficienti per inoltrare un’interrogazione al presidente Zingaretti per avere chiarimenti nel merito”.

E’ quanto dichiara il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini.

“Punto primo – sottolinea Righini – è inaccettabile che in un luogo di culto venga allestita una mostra dedicata ad un sanguinario dittatore, che fra le sue vittime ha avuto primi fra tutti i cristiani dopo l’avvento, nel 1949, della Repubblica popolare. Un esempio vale su tutti, quello di padre Filippo Ye Yaomin, morto a gennaio del 2015 all’età di 105 anni e considerato l’ultimo degli ‘anziani’, cioè i preti ordinati prima dell’avvento della dittatura comunista. Padre Ye, dopo essere stato condannato perché ‘controrivoluzionario’ a un campo di lavoro, dove ha pascolato maiali per 25 anni, è stato sepolto vivo dalle guardie rosse. Quindi parliamo di fatto recentissimo che però affonda le sue cause negli anni ’60, quando era Mao a comandare. Secondo poi risulta incomprensibile come la Regione Lazio abbia potuto non solo patrocinare ma addirittura finanziare un simile evento, in un periodo di vacche magre per le finanze regionali e con eventi di maggior spessore tenuti in sospeso che maggiore dignità avrebbero per poter usufruire di un contributo pubblico per la loro realizzazione”.

“Tutto questo è inammissibile – conclude Righini – alla ripresa a settembre dei lavori d’aula esigo una spiegazione da Zingaretti che non può pensare, ormai a scadenza della legislatura, di governare la Regione come fossimo in Cina”.