Categoria: Cisterna di Latina

14 giugno 2018 0

Arrestato dagli Agenti del Commissariato di Cisterna un cittadino bosniaco ricercato

Di redazionecassino1
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CISTERNA di LATINA –  Ieri, 13 giugno, gli uomini della Sezione Anticrimine del Commissariato di P.S. di Cisterna, in servizio di contrasto al fenomeno dei furti e delle rapine in edifici isolati nelle campagne tra Cisterna ed Aprilia, ha tratto in arresto, in Aprilia,  in esecuzione di O.C.C. emessa dall’A.G. di Roma, il cittadino bosniaco AHMETOVIC Tomas, classe ’73,  dovendo egli espiare la pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione per reati contro il patrimonio.

Lo stesso annovera moltissimi precedenti specifici e fa parte di consorzio criminale dedito alla consumazione di furti in appartamenti e in ville isolate in tutta l’Italia centrale.

Il soggetto ha gravitato a lungo in Roma ed ha usato come base di partenza per le sue attività il campo nomadi di Casal Lumbroso in zona Primavalle.

Da ultimo si è reso protagonista di  crimini nella zona ricompresa tra Aprilia e Nettuno, trovando protezione in una comunità rom nell’hinterland Apriliano.

8 aprile 2018 0

Appartamento dello spaccio a Cori, sgominata banda di pusher che rifornivano Velletri e Cisterna

Di admin

CORI – Un appartamento della frazione Giulianello di Cori (Lt) usato come centrale di spaccio: arrestati dalla Polizia di Stato 3 pusher albanesi.

Sono stati gli investigatori dei commissariati di Velletri e Cisterna di Latina ad arrestare 2 uomini, N.A., 41enne e D.A., 19enne ed una donna, M.A., di 37 anni, tutti di origini albanese che, dal loro appartamento in località Giulianello, rifornivano i giovani tossicodipendenti non solo della cittadina laziale ma anche dei paesi vicini.

I poliziotti, dopo alcuni giorni di appostamenti, hanno perquisito l’abitazione dove, abilmente occultati, sono stati trovati circa 50 grammi di cocaina -già divisa in singole dosi-, materiale per il confezionamento, sostanza cosiddetta “da taglio”, bilance elettroniche di precisione, cellulari dedicati allo spaccio e 350 euro in contanti .

I 3 albanesi, dopo agli atti di rito, sono stati condotti presso le strutture carcerarie di Roma e Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

21 marzo 2018 0

Cisterna di Latina, Antonietta Gargiulo è stata dimessa dal San Camillo per una località segreta

Di admin

CISTERNA DI LATINA – Antonietta Gargiulo è stata dimessa dal San Camillo. Questa mattina i medici hanno ritenuto che non avesse più bisogno di cure dell’ospedale Romano. La 39enne è stata ferita a colpi di pistola il 28 febbraio dal marito Luigi Capasso a Cisterna di Latina.

L’uomo ha ucciso le due figlie prima di suicidarsi. Antonietta può camminare e ha ricominciato a parlare dopo che i medici le hanno tolto il sostegno alla mascella.

Massimo riserbo sulla destinazione della donna. Non si sa se è rimasta in una clinica per la riabilitazione a Roma o se la famiglia, due sorelle ed un fratello, hanno preferito portarla a Napoli, sua città d’origine.In pochi, anche tra le persone più strette, l’hanno potuta avvicinare.

16 marzo 2018 0

Cisterna di Latina, la procura tenta di far chiarezza: carabinieri non hanno strumenti per rilevare corpi vivi

Di admin
CISTERNA DI LATINA – “Mi corre l’obbligo fare precisazioni su contenuti della trasmissione televisiva Chi l’ha visto. Si é parlato dell’esistenza di apparecchiature, per rilevare presenza di persone in luoghi in dotazione dell’Arma dei carabinieri e non utilizzate. Apparecchiature che ove utilizzate avrebbe rilevato presenza in vita della figlia maggiore di Capasso. Ciò non corrisponde a verità. Un Apparecchio del genere, che io sappia, non è in dotazione all’Arma e bisogna riaffermare che le due povere bambine erano già morte quando le forze dell’ordine si sono presentate in loco”. Lo ha detto il capo della procura di Latina Andrea De Gasperis in merito all’omicidio di Martina e Alessia Capasso avvenuto per mano del padre suicida Luigi Capasso il 28 febbraio scorso. La conferenza stampa che si è svolta questa magna in procura a Latina ha visto l’intervento oltre del capo della procura De Gasperis, anche il sostituto procuratore Giuseppe Bontempo che ha coordinato le operazioni la mattina del 28 febbraio a Cisterna di Latina, il maggiore dei carabinieri Pietro Di Miccoli e il maggiore Barbera. “Avvisati da un inquilino che sente spari, i carabinieri sono arrivati alle 6 meno dieci e al loro arrivo i testimoni riferiscono di aver sentito sei spari nel’appartamento poi più nulla. I carabinieri che presidiano l’area non sentono altri colpi se non alle 13.15 quando Capasso si spara in bocca”. A parlare è il solo procuratore Capo De Gasperis. “La piccola è stata attinta da tre colpi, la più grande da sei colpi. Tutte e due alla testa e in parti vitali e un’arma di quel tipo non dà speranza di sopravvivenza. Nulla hanno potuto fare i carabinieri che invece hanno operato come si doveva operare. Non si fanno sparatorie come nei saloon del far west ma si agisce con professionalità come è stato fatto in questo caso intervenendo in sicurezza dopo l’ultimo sparo. L’intervento dei carabinieri è stato tempestivo tanto che alle 11.30 il Gis partito da Livorno era già sul posto. Ci tenevo a dire queste cose per evitare inutili cacce alle streghe”. Anche la mamma delle piccole è stata attinta da tre colpi di cui uno alla mandibola, ma non è morta. “Non è morta perchè immediatamente soccorsa”. Inoltre lo stesso procuratore capo ha confermato che l’autopsia non è stata disposta sul corpo di Capasso né su quello delle bambine. “Non serviva – ha risposto – dato che la causa della morte era certa”.
15 marzo 2018 0

Cisterna di Latina, i troppi perché senza risposte di una tragedia disumana

Di admin

CISTERNA DI LATINA – Se è legittimo rinunciare a capire, o spiegandolo con l’irrazionalità della follia, il perché un padre uccide le sue figlie, restano comunque troppi i perché, di cui è invece auspicabile dare una risposta, in merito alla terribile e disastrosa vicenda di Cisterna di Latina.

Certamente con i “se” e con i “ma” non si vincono le guerre e, aggiungiamo noi, non si riportano in vita vittime innocenti. Spesso neanche servono per fare giustizia; possono servire per comprendere, però, eventuali e involontari errori per evitare di commetterli di nuovi in casi simili.

La vicenda purtroppo è nota a tutti; giornali e telegiornali non hanno risparmiato dettagli: un padre, Luigi Capasso, 44 anni carabinieri a Velletri, la mattina del 28 febbraio, aspetta Antonietta Gargiulo sotto casa, in via Collina dei Pini a Cisterna, moglie 39enne da cui si stava separando, e le spara quattro colpi con la pistola di ordinanza. Non la uccide ma la donna resta gravemente ferita. Le prende le chiavi di casa, sale al secondo piano dove dormono le figlie Alessia di 13 anni e Martina di 8 anni, e spara ancora prima di barricarsi in casa.

Erano circa le 5.30 di quello che sarebbe stato un lungo e tragico mattino.

La zona è stata evacuata dalle forze dell’ordine immediatamente accorse e i carabinieri del comando provinciale di Latina hanno gestito la trattativa con l’uomo nel tentativo di convincerlo a consegnarsi. Alle 8.30 circa, una aliquota dei carabinieri dell’antiterrorismo era già pronta ad intervenire e alle 11 circa, l’elicottero del Gis dei carabinieri è atterrato poco distante dal campo operativo. E qui cominciano i perché senza risposta. A gestire la situazione c’erano i vertici provinciali dell’Arma, i mediatori, gli specialisti e a coordinare tutto, il sostituto procuratore della Repubblica di Latina al quale, in quanto autorità giudiziaria, spettava il compito di decidere se e quando intervenire.

 

Che l’uomo avesse già sparato alle figlie, ormai lo si sapeva: lo aveva detto più volte lui nel suo delirio; non si sentivano nell’appartamento voci o lamenti delle due sorelline; i vicini avevano sentito nell’appartamento esplodere colpi di arma da fuoco. Ma anche la madre era stata attinta da tre colpi di pistola senza rimanere uccisa e l’intervento dei sanitari le ha salvato la vita.

Perché aspettare fino alle 13.15 circa per intervenire solamente dopo che l’uomo si è sparato?

Sul balcone che affaccia sulla parte opposta a via collina dei Pini, sotto gli occhi di tutti, Luigi Capasso, mani in tasca ma ancora armato della sua rivoltella, parlava con i mediatori che erano sul balcone a fianco.

Nel corso della puntata del programma “Chi l’ha visto” di ieri sera, si sostiene di avere informazioni in merito ai rilevamenti fatti da uno strumento utilizzato quella mattina che, grazie al calore emanato dai corpi, stabilisce quante persone sono vive in un determinato luogo. Nel servizio di “Chi l’ha visto?”, si sostiene che  nell’appartamento vi sarebbe stata, oltre a Luigi Capasso, un’altra persona viva. Alle 13.15, dopo che l’appuntato si è tolto la vita, i Gis sono entrati e hanno trovato solamente morti.

A quel punto comincia la lunga sequela dei “se” e dei “ma”.

“Se fossero intervenuti prima avrebbero potuto sperare di trovare agonizzanti una delle due sorelle e dare speranza di vita”, oppure “ma intervenire significava perdere la speranza di far arrendere l’uomo e mettere in pericolo la vita di chi doveva intervenire”.

Comunque la si pensi, alla fine la storia è stata tristemente scritta.

Forse l’autopsia sul corpo delle piccole avrebbe potuto fugare ogni dubbio sul fatto che, lo strumento che rilevava la seconda vita nell’appartamento si era sbagliato e che, invece sia vera l’ipotesi secondo cui le bambine siano morte nel momento in cui il padre ha loro sparato. Ma lo stesso sostituto procuratore che ha coordinato le operazione e che poteva disporre di affidare l’esame autoptico ha preferito evitare.

Ermanno Amedei

9 marzo 2018 0

Cisterna Latina, canzoni palloncini fumogeni e lacrime per Alessia e Martina – FOTO e VIDEO

Di admin

CISTERNA DI LATINA – Si sono conclusi i funerali di Alessia e Martina Capasso le sorelline uccise il 28 febbraio a Cisterna dal padre dopo che lo stesso aveva ferito la madre.

Al termine del rito funebre gli zii materni hanno letto poche righe per ringraziare la cittadinanza per la vicinanza dimostrata e hanno chiesto di continuare a pregare per le piccole e continuare a stare vicino alla loro sorella Antonietta.

La donna é ancora ricoverata in ospedale al San Camillo e solamente ieri é stata informata della sorte delle figlie. All’uscita delle bare dalla chiesa di San Valentino sono stati lasciati volare centinaia di palloncini e sono stati accesi fumogeni rosa che facevano da cornice a due grosse scritte “Alessia” e “Martina” con in mezzo una stella cometa. In sottofondo le canzoni che le due bambine amavano.

Poi feretri sono partiti in corteo per il cimitero che oggi resterá chiuso per l’occasione. Intanto dal piazzale della chiesa di San Valentino é cominciato il deflusso della migliaia di persone che hanno partecipato al rito.

Ermanno Amedei

9 marzo 2018 0

Cisterna Latina: “Dopo 50 anni di sacerdozio non mi abituo a bare bianche”. Le parole del sacerdote nell’omelia

Di redazione

L’omelia durante i funerali di Alessia e Martina è toccante e significativa. La tragica scomparsa delle due bambine appare inaccettabile. Le parole del sacerdote che sta celebrando i funerali arrivano fino al cuore. “Il sei maggio Alessia avrebbe ricevuto la cresima e Martina a settembre avrebbe cominciato il percorso parrocchiale”. Lo ha detto il parroco durante l’omelia. “Adesso é tutto finito. Ma é davvero tutto finito? In 50 anni di sacerdozio ho celebrato tanti funerali, morti uccise, suicidi o per lunghe malattie, giovani e anziani; qualcuno potrebbe dire sono abituato a funerali e morte. No, non sono abituato. Quando vedo una bara bianca, tanti perché affollano la mia testa. Sappiamo che umanamente parlando non ci sono risposte. Parliamo di cattiveria umana, follia ma restiamo insoddisfatti. La risposta sta nel perché abbiamo portato Alessia e Martina qua, non in stadio o palazzetto. Abbiamo portato Alessia e Martina qui, in chiesa dove loro hanno cominciato a muovere primi passi cristianità. É qui che troviamo risposte”.

9 marzo 2018 0

Cisterna di Latina, Migliaia di persone, palloncini, due colombe e tante lacrime per salutare Alessia e Martina

Di redazione

È il giorno del dolore più forte. E migliaia di persone sono lì a stringersi alla famiglia e ai parenti delle piccole Martina e Alessia Capasso, uccise dal papà Luigi. Oggi l’ultimo saluto. Davanti la chiesa tanti palloncini bianchi e rosa. Sono iniziati pochi istanti fa nella chiesa parrocchiale di San Valentino a Cisterna di Latina i funerali. Un applauso carico di commozione e dolore ha accolto i due feretri in bare bianche lungo il viale che porta alla chiesa. Oltre ai palloncini bianchi e rosa anche striscioni con messaggi strazianti per le piccole “Cisterna non vi dimenticherá”. Sono state fatte volare via anche due colombe bianche che poi si sono rifugiate sotto il portico della chiesa spaventate dalle migliaia di persone. Applausi e lacrime riempiono una mattinata che sa solo di amarezza e dolore per una famiglia distrutta.

9 marzo 2018 0

Cisterna di Latina: Questa mattina l’ultimo saluto alle piccole Alessia e Martina

Di redazione

Cisterna Latina- Questa mattina alle ore 11 verranno celebrati i funerali di Martina e Alessia Capasso, le due bambine uccise dal padre nella loro casa. Le bare lasceranno il cimitero alle 10.40 per dirigersi verso la chiesa parrocchiale di San Valentino di Cisterna di Latina dove saranno celebrati i funerali. Tutta la.comunità di Cisterna di Latina è in lutto. Negozi, scuole e uffici sono chiusi per il lutto cittadino. Tutti si sono fermati per salutare i due piccoli angeli. Davanti al cimitero intanto si é raccolta una piccola folla in attesa che escano le bare Presenti davanti all’ingresso dell’obitorio anche un picchetto di Polizia e Finazieri. Oggi mancherà la loro mamma a dare loro l’ultimo saluto perché purtroppo la signora Antonietta è ancora ricoverata in ospedale a causa delle gravi ferite che gli provocò l’ex marito prima di uccidere le bambine.

8 marzo 2018 0

Cisterna di Latina, Antonietta Gargiulo sa della morte delle figlie. Domani i funerali ma senza di lei

Di admin

CISTERNA DI LATINA – Antonietta Gargiulo, la 39enne ferita a Cisterna di Latina il 28 febbraio dal marito carabiniere Luigi Capasso da cui si stava separando e che ha poi ucciso le due figlie per poi suicidarsi, è stata informata della morte delle sorelline.

A comunicarle la tragica notizia sono stati alcuni familiari insieme ad un team di psicologi dell’ospedale San Camillo dove è ricoverata.

La donna sarà seguita costantemente dagli psicologi: da ieri non è più sedata e si trova ancora nella terapia intensiva. A quanto si appreso, la donna non si ricordava quanto accaduto.

Le sue condizioni generali comunque vanno meglio ma resta in prognosi riservata appunto in terapia intensiva. Considerate le sue condizioni la donna non potrà essere al funerale delle figlie in programma domani alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Valentino a Cisterna di Latina.