Categoria: il mondo spalle al muro

6 giugno 2018 0

Migranti, tramonta il trattato di Dublino. Chi si accollerà l’onere del problema?

Di admin
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IL MONDO SPALLE AL MURO – “Tramonta definitivamente il Trattato di Dublino ed il tentativo di modificarlo. Ormai sono sempre di più i paesi che non accettano la politica di accoglienza e ridistribuzione obbligatoria dei migranti in tutti gli Stati della UE.

La modifica proposta dalla presidenza di turno Bulgara e caldeggiata dalla Francia non passerà e tra qualche settimana, quando sarà l’Austria ad assumere la presidenza di turno, il trattato sarà definitivamente messo da parte.

Anche la Germania si è convinta in extremis. Meglio tardi che mai. È finita la stagione dello scaricabarile. Chi dovrà ora accollarsi l’onere del problema? Chi è stato colpevolmente assente fino ad oggi. Guarda caso, poche ore fa, l’Assemblea generale dell’Onu ha eletto l’ecuadoregna Maria Fernanda Espinosa Garces come il suo prossimo presidente. È un segnale?”

Max Latempa

28 maggio 2018 0

Il Mondo Spalle al Muro – Esiste ancora la libertà in Italia? Esiste ancora l’Italia?

Di admin

IL MONDO SPALLE AL MURO – Il presidente della Repubblica ha appena bocciato un governo retto da una maggioranza parlamentare perché il designato ministro dell’Economia, Paolo Savona, non e’ gradito ai mercati.

Il Capo dello Stato ci sta certificando che l’ Italia non è più nella posizione di poter decidere autonomamente il proprio destino ma che bisogna obbedire alla logica dell’Euro, delle agenzie di rating, delle banche speculatrici e delle nazioni europee che ci guadagnano.

Il primo colpo alla democrazia lo avemmo con la caduta del Governo Berlusconi, regolarmente eletto dagli italiani, costretto a dimettersi per la pressione dello spread sui titoli di stato venduti in stock dalle banche tedesche. Poi si sono succeduti tre governi non eletti dai cittadini ma graditi a Bruxelles, tanto da far partire, con la BCE del governatore Mario Draghi, l’acquisto massiccio di titoli di stato italiani per sostenere il prezzo degli stessi. Ora Il secondo colpo è stato addirittura preventivo, negando al professor Savona il ministero perché di posizioni scettiche verso l’attuale andamento di questa Europa.

L’Italia ha scelto un governo che vuole affrontare e risolvere i problemi del debito in maniera differente. Che non accetta le ricette dettate da altri. Quelle le abbiamo seguite per 18 anni. E il risultato è che oggi abbiamo la pressione fiscale più elevata d’Europa. Abbiamo tagliato fino ai limiti della sussistenza. Abbiamo perso aziende e produzione. Abbiamo aperto il nostro mercato a chiunque. Abbiamo perso settori strategici a vantaggio di gruppi stranieri. Abbiamo un mondo del lavoro ormai precario ed oltre cinque milioni di persone sotto il livello di povertà. Eravamo la quinta potenza mondiale. Oggi siamo il fanalino d’Europa. Dobbiamo continuare?

Donald Trump ha dimostrato che c’è un’altra strada da percorrere. Si può bloccare la devastante concorrenza della Cina. Si può bloccare la delocalizzazione. Si può arginare l’immigrazione selvaggia.

Non tutti i Presidenti sono coraggiosi, purtroppo.

Il popolo italiano sovrano ha il diritto di provare a cambiare il suo destino. Se ciò viene negato, possiamo dire addio in ogni caso a questa Europa.

di Max Latempa

8 marzo 2018 0

Il Mondo Spalle al Muro / Le 10 “vergogne” della politica Italiana: ecco perché hanno perso

Di admin

DALL’ITALIA – Le elezioni hanno dato l’esito scontato: nessuna maggioranza. Del resto, la cervellotica legge elettorale partorita da Renzi e compagni serviva proprio a questo, cioè a creare una fase di stallo in cui vincitori e vinti fossero equiparati nell’impotenza.

Certo, eventuali alleanze di governo improbabili sono sempre possibili e staremo a vedere questo circo cosa ci riserverà.

Almeno c’è da registrare, con successo, la punizione che la gente ha voluto infliggere ai partiti tradizionali. Non è cosa di poco conto.

Evidentemente gli elettori, anche se non tutti, hanno finalmente preso coscienza che non si può vivacchiare in parlamento per imposizione divina, qualunque cosa avvenga, recitando a turno il ruolo delle parti, ora al governo ora all’opposizione.

E di fatti gravi, negli ultimi anni, ne sono avvenuti. Ecco un riepilogo in dieci punti:

1) Crisi economica. Dal 2008 l’Italia ha subito in pieno la crisi economica mondiale senza che la politica ponesse un argine ma aspettando solo che la congiuntura internazionale riportasse una ripresa che invece in altre nazioni è arrivata molto prima.

2) Perdita di sovranità. I partiti hanno accettato senza condizioni il travaso di competenze verso Bruxelles, facendo credere ai cittadini che tutto ciò che provenisse dalla Ue fosse senza dubbio migliore. Nessun contrasto a questa Europa creata invece a pennello per multinazionali e banche. Ciò indica una probabile connivenza.

3) Cambio Lira/Euro. Prodi portò l’ Italia nell’Euro con un artifizio contabile. La gente ha subìto il raddoppio dei prezzi e un’inflazione non dichiarata che ha significato il depauperamento dei risparmi accumulati dalle famiglie. Unico vantaggio: i tassi stabili dei mutui, ma tanto le banche ne hanno concessi col contagocce.

4) Banche. Molte risorse sono state destinate a coprire le perdite che banche ballerine avevano accumulato concedendo prestiti agli amici dei politici o semplicemente rubando soldi ai risparmiatori. I governi hanno aiutato i banchieri a farla franca ed hanno sottratto ingenti risorse alla collettività.

5) Sanità. Chi ha avuto la sfortuna di recarsi in questi anni presso un qualsiasi Pronto Soccorso sa di cosa si parla. L’affollamento e le liste di attesa per un qualsiasi intervento non sono degne di un paese che invece investe 30 miliardi in buchi delle banche ed accoglienza di immigrati irregolari.

6) Immigrazione. Totalmente incontrollata, ha causato morti, tensioni, ingiustizie ed intolleranza. Troppa gente si è arricchita speculando sull’emergenza barconi che invece, guarda caso, tre mesi prima delle elezioni è stata risolta. Ma oggi ci sono sei-settecentomila immigrati che bivaccano per le nostre città senza un futuro, con tutte le conseguenze di ordine pubblico che sappiamo.

7) Lavoro. Il Jobs Act di Renzi ha solo creato una marea di lavoratori precari. E le piccole imprese non hanno avuto alcun vantaggio da ciò. I contributi previdenziali sono maggiori. Si preferiscono però i contratti a termine perché almeno i licenziamenti sono più facili. E’ solo un gran bel regalo alle multinazionali, però quelle che per forza di cose devono essere presenti sul territorio italiano. Le altre,invece, hanno delocalizzato da tempo lasciando solo macerie.

8) Pensioni. La legge Fornero è stata fatta talmente male che una volta applicata ci si è accorti della presenza di migliaia di esodati. Forse anche un bambino di 8 anni avrebbe saputo fare meglio.

9) Cambi di partito. Negli ultimi anni sono stati centinaia i parlamentari eletti in un partito e che poi hanno cambiato schieramento. Per non parlare dei politici, a tutti i livelli, coinvolti in truffe, raggiri, ruberie, droga, sesso, mafia,camorra, traffico di rifiuti, traffico di influenze, tangenti ed abuso d’ ufficio.

10) Legge elettorale. Fatta apposta per non schiodare mai dallo scranno. E’ l’esempio massimo della melassa dei partiti. Vergognoso il paracadute del proporzionale che ha salvato tutti i big sconfitti nell’uninominale e recuperati in parlamento con questo trucchetto.

Visti questi dieci punti però, non risulta ancora chiaro come mai, nonostante abbiano creato tutti questi disastri, il Pd abbia avuto comunque il 18% dei voti e Forza Italia il 14%. Mah…..

MAX LATEMPA

4 febbraio 2018 0

E se abolissimo l’INPS?

Di admin

IL MONDO SPALLE AL MURO – E se abolissimo l’ INPS? Detta così, a bruciapelo, potrebbe sembrare una proposta assurda. Ma non è così.

Partiamo dal presupposto che negli ultimi tempi, tra proposte elettorali di reddito di cittadinanza e reddito di inclusione, i partiti politici stanno trasmettendo il concetto che lo Stato debba accollarsi e garantire un livello di dignitosa sussistenza a tutti i cittadini.

Consideriamo inoltre il concetto che possa essere quantomeno immorale che lo Stato debba garantire di vivere in ricchezza ad una categoria di persone che, una volta andate in pensione, percepiscono assegni mensili superiori ai quattromila euro e fino a diverse decine di migliaia di euro. Lo Stato deve garantire una vecchiaia dignitosa, non ricca. Se poi, chi ha guadagnato tanto durante la sua carriera lavorativa sia riuscito a mettere da parte beni mobili ed immobili per garantirsi una vecchiaia d’oro, affari suoi.

Ecco, l’idea è che lo Stato dovrebbe concedere a tutti i cittadini, a partire dal compimento dell’età pensionistica, magari diversa a seconda dei lavori più o meno usuranti svolti, una sorta di reddito di cittadinanza fisso per tutti, diciamo di circa millecinquecento euro al mese, attuando una vera e propria gestione equa e democratica delle risorse.

Si eliminerebbero le differenze attuali, che prevedono la pensione su base contributiva e quindi tra chi è stato più fortunato perché i contributi glieli hanno pagati (nel caso dei dipendenti pubblici poi è lo stesso Stato che li ha pagati!) e chi, come le partite iva, se li è dovuti pagare da sé. Si eliminerebbero mille ingiustizie e mille polemiche. Si darebbe serenità a chi, prigioniero della precarietà, non riuscirebbe mai tra qualche decennio ad arrivare al cumulo dei contributi richiesti per legge. Si darebbe dignità al concetto di cittadinanza e si eliminerebbe la vergognosa disparità tra cittadini di serie A e serie B.

Già, ma la copertura finanziaria c’è?

Non sarebbe un problema. Innanzitutto non si dovrebbe più tenere in piedi l’Inps, e sono tanti soldi. Poi si eliminerebbero tutte le pensioni oltre i millecinquecento euro. Inoltre, non dovendosi più versare i contributi, una parte dei soldi prima destinati agli stessi potrebbero essere dati direttamente in busta paga al lavoratore, un’altra parte in tasse, ed un’ultima parte rimarrebbe all’azienda come risparmio. Nel caso dei dipendenti pubblici, con lo Stato datore di lavoro, sarebbe un grande risparmio. Con questa operazione i lavoratori avrebbero più soldi da spendere ed aumenterebbero i consumi e quindi di riflesso il gettito iva nelle casse dello Stato. L’economia ne trarrebbe un giovamento formidabile ed il costo del lavoro scenderebbe favorendo la competitività.

Ancora scettici?

Mettetevi nei panni di quei giovani che, di questo passo, la pensione non l’avranno mai. E di quei nipoti che non avranno i Nonni con la pensione di guerra.

E se invece rientrate proprio tra uno di questi giovani, incominciate a pensare di poter osare di ammettere che sia una buona idea.

MAX LATEMPA

30 dicembre 2017 0

Le Camere sono state sciolte, lo scempio è finalmente terminato

Di admin

DALL’ITALIA – Chissà se gli italiani ne avranno avuto abbastanza di tutti quei cialtroni, delinquenti, ignoranti e nullafacenti che hanno eletto con la qualifica di Onorevoli. Un Parlamento che si è distinto per l’assoluta incapacità di fare qualcosa di utile nell’interesse del Popolo. Non si ricorda alcuna legge degna di menzione, se non qualche ratifica di qualche direttiva comunitaria stabilita a Bruxelles.

Più che per meriti parlamentari, gli onorevoli saranno ricordati per le truffe o le figuracce portate alla luce da programmi come le Iene, Report o Striscia la Notizia. Ne emerge un quadro desolante ed incredibile. Come è possibile che l’ Italia stia ancora in piedi? Quanta forza di sopportazione è rimasta agli italiani?

Nella conferenza di fine anno, una vera e propria farsa, il governo fa i complimenti a sé stesso, dicendo che sono stati raggiunti traguardi eccezionali, che tutto ormai volge al meglio e che occupazione, pil ed ordinativi sono positivi. Ma nessun giornalista ha avuto voglia di rischiare il posto di lavoro ribattendo che il resto dell’ Europa fa meglio di noi e che la congiuntura economica positiva è stata sfruttata solo in minima parte dall’ Italia. L’occupazione creata è tutta precaria con scadenza 4-6 mesi. Una Nazione disegnata su misura per le multinazionali a cui il Governo ha fatto un ultimo favore, che andrebbe approfondito con l’intervento della magistratura: la web tax al 3% favorisce Amazon ed amici in maniera imbarazzante. Lo ha anche certificato l’Authority per i conti pubblici ma nessuno se n’è fregato.

Nessuno ha fatto notare che l’ unico vero dato da tenere sotto controllo, il debito pubblico, è in costante e continuo aumento. Cioè siamo sempre più indebitati e con le mani legate. La BCE, con le manovre di Mario Draghi, ci sta permettendo di tenere in piedi un sistema che se non ci fosse l’ Euro sarebbe già esploso.

Ora, questi personaggi che hanno aiutato le Banche truffatrici, le multinazionali ad evadere, che hanno difeso più i migranti che gli italiani, che hanno distrutto la classe media ed hanno mantenuto vitalizi e privilegi, si ricandidano. E se non vincono loro, vinceranno quegli altri che c’erano prima e che hanno fatto addirittura peggio. E se non dovesse vincere né l’uno né l’altro, si uniranno comunque per governare insieme.

Allora è finita? Si

Ma ci sono ancora tre mesi per capire se esista ancora qualcuno degno di essere nominato Onorevole della Repubblica Italiana.

di Max Latempa

12 novembre 2017 0

Operai Fiat/ Il lavoro per Caio, un sogno che passa per la Cina

Di admin

CASSINO – Caio è tornato al bar. E fra prosecchi, amici e social network fa di nuovo la vita di sempre. E’ felice.

Sempronio, il padre, è a casa invece che piange disperato. Pensava che otto mesi fa il figlio si fosse finalmente sistemato ed avrebbe così preso la sua strada. Quella bella tuta color crema e rossa, con il glorioso stemma dell’Alfa Romeo sulla schiena, era più di un semplice presente di speranza. Lui è entrato in Fiat negli anni 80 e vedere il figlio entrare nella stessa fabbrica era un motivo di orgoglio e serenità. Pazienza se il contratto interinale era solo per quattro mesi rinnovabile. Appena un anno fa Renzi e Marchionne promettevano addirittura 1800 assunzioni in più e lo stabilimento di Cassino ormai è un gioiello. Grandi investimenti e rosee prospettive. Ingenuamente pensava che Caio sarebbe stato addirittura stabilizzato con un contratto a tempo indeterminato direttamente da FCA. Sempronio è deluso ma soprattutto non sa che pesci prendere.

Tizio è al bar con Caio. Sono amici fin da quando erano piccoli. Stessa scuola, stesso bar. Stessa tuta per 4 mesi rinnovabili. Lui brinda si, ma il suo prosecco è meno spensierato. “Ci riprenderanno”, continua a dire a Caio e mentre lo dice cerca di convincersi veramente. Tizio non si è ancora calato nella realtà, quella fatta di una multinazionale che ti prende in prestito per 4 mesi rinnovabili e che non ha neanche il coraggio di dirti di rimanere a casa quando non gli servi più. “Ragazzi, il contratto non vi sarà rinnovato” è il messaggio sms che ha mandato una qualunque dirigente dell’ agenzia interinale. Inviato il 31 ottobre, addirittura dopo la fine del turno di lavoro. Tizio è sicuro che “quando il mercato cinese si riprenderà e lo Stelvio e la Giulia riprenderanno a marciare” sarà di nuovo in fabbrica a montare sedili. Brindano con i bicchieri made in China. Ma il suo prosecco non scende giù come due o tre anni fa. Adesso ci sono le rate della macchina, una fidanzata che sfiorisce con un paio di capelli bianchi, due genitori che non possono più mettergli in mano i 50 euro a settimana.

La Cina, da causa principale della deindustrializzazione occidentale per la globalizzazione selvaggia, ora addirittura diventa speranza. Dipende dalla Cina se al bar il prosecco può andare giù più o meno facilmente.

Caio è felice perché alla fine è calato nella realtà. E’ questo il mondo disegnato per lui. Forzare le cose è da folli. Come può illudersi di farsi una famiglia quando il lavoro nella maggiore multinazionale d’ Italia è regolato come quello dei Ragazzi che consegnano volantini pubblicitari? Del resto la famiglia è inutile al sistema. Non servono nuovi figli, ci sono gli extracomunitari che andranno a lavorare con quella tuta a qualsiasi prezzo e con qualsiasi contratto. Loro sono abituati al caporalato. Anche i cinesi sono extracomunitari, mica si lamentano. Loro fino a poco tempo fa non potevano neanche fare figli, per legge.

Caio ha capito che il suo futuro dipende da lui. Da quando riuscirà a staccarsi da quel prosecco. Se ci riuscirà. Magari diventerà un blogger o farà soldi con i tatuaggi. Nel frattempo, rimediare qualche soldo spacciando non è escluso. E poi, finchè c’è la nonna, qualche regalino salta fuori. Si può sempre organizzare qualche festa. Magari andare a fare il cameriere in Irlanda. E il miraggio di un posto statale. E quando avrà un gruzzoletto potrà comprarsi una macchina. Sarà una macchina giapponese o tedesca. Sorry Marchionne e Renzi, il mondo è globalizzato.

Al bar arrivano anche Costante e Gaia. Si sono sposati. Anche loro sono cresciuti con Tizio e Caio. Quanti ricordi felici tutti insieme. Ma loro hanno studiato e si sono laureati e per un po’ di tempo non si sono visti in giro. Oggi hanno portato a far vedere agli amici il loro figlio appena nato. Si chiama Libero. Di MAX LATEMPA

4 ottobre 2017 0

Dagli Usa all’Inghilterra fino alla Spagna. Il popolo è vivo e lotta

Di admin

DALL’ITALIA – Il popolo è vivo. Questa buona notizia ci permette di guardare con speranza al futuro, per noi, per i nostri figli, per la Terra.

Nell’ ultimo anno vi è stata una stupefacente reazione della gente, di tutte quelle persone che ancora sono in grado di alzare la testa, combattere e reagire. Ed è stata una scossa contagiosa, partita dagli Stati Uniti e diffusasi ora ovunque.

Il mondo era sotto una cappa asfissiante, prigioniero della cupola che governa la finanza, controlla la politica, gestisce con le multinazionali. In una parola: Estabilishment

Per noi italiani può andar bene la parola cricca, cioè un gruppo di soggetti che tendono a governare il mondo gestendo con le loro regole i tre aspetti fondamentali di quest’epoca: soldi, mercato, governo.

Sono quell’uno per cento che comanda sulla vita del restante 99% della popolazione. L’ oligarchia del ventunesimo secolo.

Ma in America, ad un certo punto, quel 99% ha fatto sentire la sua voce. E dopo la crisi che ha messo in ginocchio il ceto medio, da Seattle a New York, da Dallas a Milwakee è partita la lotta contro il potere consolidato e sempre più affamato.

Boscaioli, meccanici, pizzaioli, infermiere e poliziotti hanno votato Donald Trump. Il miliardario fuori da ogni schema, fuori da ogni logica di potere. Inviso persino al suo partito, quei repubblicani così vicini alle stesse lobbies della Clinton e di Obama. Loro comandavano il mondo ed hanno permesso crisi, guerre, scandali e povertà, immigrazione incontrollata.. Probabilmente le hanno favorite. Perché ognuno aveva un suo padrone. Invece Trump dice quello che pensa. Infischiandosene dell’ orrenda castrazione del politically correct. E la gente è stata con lui.

L’ onda lunga è arrivata poi in Europa: Brexit.

Tutti davano per scontata la sottomissione dei britannici ai giochetti dei fantocci europei. Sbagliato. La gente ha deciso di sconfessare i principali partiti politici e di fare quadrato in casa propria. Costerà loro 20 miliardi di euro. Nevermind, freedom first.

In Italia il PD ha preso un bello spavento alle elezioni amministrative. Dopo il tracollo alle urne ecco che improvvisamente e miracolosamente vengono bloccati i barconi dei migranti, una roba da fare dieci anni fa. La magistratura assesta qualche bel colpettino e tutti a fare poi lo scaricabarile sullo Ius Soli. Adesso si parla addirittura di tassare le multinazionali del web, dopo che Renzi per anni gli ha fatto finanche la pubblicità. Raddrizzare la rotta. Ma a guidare, per ora, sono sempre quelli che ci hanno portato sugli scogli.

In Germania la Merkel non sa più come comandare. Dopo le ultime elezioni, per rimanere in sella, dovrà chiedere aiuto ai nemici (si fa per dire) di prima. Il popolo gli ha già indicato la scritta exit, saprà leggere o no?

In Catalogna non ne vogliono sapere più del governo centrale. Basta con il Re, basta con Madrid.

Ovunque cresce dunque la sfiducia verso chi governa. Destra o sinistra. Non c’è differenza. E’ tutto un magna magna.

Troppe sono state le strade sbagliate prese in questi anni. Hanno giocato con il nostro futuro, la roulette della vita. Corrotti o incapaci, fate voi. Probabilmente entrambi. Sicuramente il popolo combatterà ancora per spezzare la catena della cricca.

Si tratterà di lottare con le armi della democrazia e di eleggere politici liberi ed onesti. Da qualche parte bisognerà pur trovarli e ricordare loro con forza, in ogni momento, che i governanti sono eletti dal popolo per fare gli interessi del popolo. Senza paura, perché il Popolo è ancora vivo!

MAX LATEMPA

6 agosto 2017 0

Matteo (Renzi) l’ondivago. Prima o poi arriverà il conto

Di admin

di Max Latempa

DALL’ITALIA – Vi sono persone che affermano tutto ed il contrario di tutto. A volte anche addirittura nell’ ambito della stessa discussione. Oppure, magari, a distanza di mesi.

Vi sono persone comuni che quando indossano la cravatta allo sportello o la tuta in fabbrica negherebbero l’evidenza pur di salvaguardare il posto di lavoro ed il loro tornaconto privato. Vendendo il cuore ed il cervello a chi gli paga lo stipendio.

Persone che assumono questo tipo di atteggiamento per svariati motivi e così si rendono ridicoli agli occhi di chi li ritiene incapaci di un confronto serio.

Quando però queste persone ricoprono ruoli di responsabilità, il loro atteggiamento non può essere accolto solo con un sorriso di beffarda incredulità o con un’alzata di spalle.

Se uno ricopre un ruolo di estrema responsabilità ha il dovere di mantenere una capacità di ragionamento ed una rettitudine morale di comportamento consoni al proprio livello. Non vi possono essere ragionamenti ondivaghi buoni per ogni circostanza. Né si può candidamente affermare il contrario esatto di quanto espresso in precedenza solo per una propria qualsiasi convenienza.

Tra le persone che ricadono in questa casistica vi è probabilmente Matteo Renzi.

Ci ha abituato a voli pindarici e cambiamenti di posizione degni di un trasformista.

Una tra tutte, la dichiarazione pubblica di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta del referendum da lui promosso. Invece è ancora lì a fare il segretario del PD ed a comportarsi da premier ombra.

L’ultimo ribaltone mentale lo ha esibito sui migranti. Per anni ci ha detto che bisognava accoglierli senza riserve, per via dei trattati del mare, perché l’ Italia è un paese civile, perché non potevamo girarci dall’altra parte, perché insomma era nostro dovere, anche nei confronti dell’ Europa. Nonostante da più parti vi fossero rimostranze e richieste per sapere fin dove avremmo dovuto fare la nostra parte, chi si azzardava a chiedere delucidazioni sull’entità dello sforzo richiesto agli Italiani è subito tacciato di razzismo e cinismo. Abbiamo subito ondate di centinaia di migliaia di immigranti non aventi diritto all’asilo, eppure la sola richiesta di maggiore tutela per le leggi e gli equilibri sociali ha scatenato i guardiani dell’ aberrante dogma del politically correct.

Matteo Renzi per mesi si è comportato più come un politico messo a tutela degli interessi dei migranti che di quelli degli italiani che lo hanno votato e gli hanno pagato lo stipendio.

Eppure sembrava molto evidente che, oltre alla voglia di solidarietà infinita, vi fosse anche qualche altro tipo di interesse, visto che queste operazioni sono costate quasi 5 miliardi all’ anno ai contribuenti.

Quando la magistratura ha iniziato ad indagare sul fiume di soldi che le ONG percepiscono per i salvataggi in mare e per l’ accudimento dei migranti e quando il malcontento popolare ha portato alla sconfitta del partito di Renzi alle elezioni amministrative, ecco il tocco da maestro dell’ incoerenza del Matteo buono per tutte le stagioni.

Nel suo libro uscito a luglio scrive che bisogna uscire “dalla logica buonista e terzomondista” per cui “abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi”. “Non possiamo accoglierli tutti noi“. Dobbiamo liberarci “da una sorta di senso di colpa” perché “non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio”. “Se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo” ma “non abbiamo il dovere morale di accoglierli”. Piuttosto, “di aiutarli a casa loro”.

Non c’è che dire, un applauso al salto mortale, per una capriola che neanche al circo si vede.

Poi l’ ex ministro Emma Bonino ha rivelato che fu proprio l’ Italia a chiedere ed ottenere a Bruxelles la deroga alla Convenzione di Dublino per garantirsi che, in cambio del comando delle operazioni di recupero nel Mediterraneo, tutti i migranti salvati dovessero essere portati solo nei centri di accoglienza posti sul suolo italiano. Una manna per tutti i paesi dell’ Europa!

Ma mentre succedeva questo, Renzi diceva agli italiani che l’ Europa avrebbe dovuto fare di più e che non poteva lasciare da sola l’ Italia in prima linea.

Tutto ed il contrario di tutto nel medesimo momento.

Non si sa se gli italiani presenteranno il conto a Matteo Renzi.

Di certo dovrebbe presentarglielo prima o poi la sua coscienza, Per tutti quei disperati che in questi anni sono partiti credendo che vi fosse una speranza e che invece o giacciono in fondo al mare o bivaccano nei giardinetti di una stazione. Per tutti quegli italiani che sono sotto la soglia di povertà e che hanno visto un fiume di miliardi dirottato verso persone non aventi diritto. Per tutti quegli imprenditori che si sono suicidati o hanno chiuso l’ azienda perché il carico fiscale li ha portati alla rovina. Per tutti i malati che passano file interminabili al Pronto Soccorso e che non ricevono cure tempestive a causa dei tagli alla sanità. E per altri mille motivi ancora.

18 giugno 2017 0

Il terribile segreto che i nostri politici non ci dicono

Di admin

di Max Latempa

Vi è un terribile segreto che i nostri politici non ci dicono. In realtà non è un segreto ma una situazione catastrofica che tutti noi conosciamo ma che da anni facciamo finta di non vedere e non voler risolvere. I nostri governanti, incapaci ed approfittatori ben oltre i limiti della decenza, in questa palude ci sguazzano ed invece di attuare politiche di contrasto applicano scorciatoie insensate agli occhi dei più ingenui, ma estremamente remunerative per loro sotto molteplici punti di vista.

Stiamo parlando del drammatico calo delle nascite, un fenomeno che da molti anni affligge l’ Italia rendendolo un paese a crescita zero, addirittura il saldo è negativo negli ultimi anni. Cioè le morti superano le nascite e la popolazione invecchia, in percentuale, sempre di più. Nel lungo periodo questo fenomeno demografico porta problemi gravissimi.

Innanzitutto dal punto di vista del bilancio dello Stato. Meno persone in età lavorativa devono sostenere un sempre maggiore numero di persone in pensione. Sempre più persone hanno necessità di assistenza medica. Inoltre una popolazione meno attiva spende meno e quindi genera un minore gettito fiscale.

Poi dal punto di vista del presidio del territorio. Il saldo della popolazione in questi anni si è mantenuto stabile solo grazie all’arrivo di milioni di stranieri che hanno via via preso il posto degli italiani in molte zone e settori. Oggi vi sono quartieri e settori commerciali interamente in mano a persone immigrate. L’italia ha perso una fetta di sé stessa e la voragine continua ad allargarsi.

Gli effetti dei fattori demografici si vedono nel lungo periodo. I partiti politici, i loro leaders e le pecore che gli vanno appresso, hanno avuto oltre 20 anni per affrontare e risolvere un problema così grave, magari come hanno fatto altri paesi del mondo occidentale. Perché questo è un problema che affligge di solito i paesi ricchi ed industrializzati, quelli cioè in cui fare un figlio è una sfida in termini di tempo, impegno e costi. Una disponibilità che moltissime famiglie del mondo occidentale, impegnate a tempo pieno nel lavoro ed impossibilitate a riservare ai figli il tempo necessario, non hanno.

E mentre nazioni come Germania, Francia e Gran Bretagna hanno impegnato sempre maggiori risorse di bilancio da riservare alle famiglie, con politiche di sostegno economico ed assistenziale realmente efficaci, in Italia il lassismo e l’ indifferenza della politica ha portato al disastro della crescita negativa, tanto che oggi ci dicono che l’ immigrazione è di vitale importanza e che nel prossimo futuro le pensioni saranno pagate solo grazie ai contributi degli immigrati.

Praticamente l’ incapacità di risolvere il problema ha potato i nostri politici a seguire la strada più facile ma distruttiva per il popolo italiano. La sistematica sostituzione del popolo italiano con genti di etnie e culture diverse. L’ importante è che gli immigrati paghino le tasse ed i contributi. Per gestire l’ accoglienza poi, le cooperative e le onlus, molto spesso gestite da amici dei politici, incassano milioni a palate, ed il cerchio è così completo.

Quest’ anno spenderemo quasi 5 miliardi di euro per l’ accoglienza dei migranti. In parlamento è in discussione anche la legge denominata Ius Soli, in quanto, dato che ci siamo, perché non diamo anche la cittadinanza ed il diritto di voto a questi futuri italcontribuenti. Così i partiti faranno anche bottino in cabina elettorale. Sai che risate invece se tra venti anni gli italcontribuenti si faranno un bel partito islamico e dovremo iniziare a contarci?

Il governo, per dare una parvenza di attività, ha partorito (almeno in questo caso l’ uso della parola ha una funzionalità) il bonus bebè, cioè una delle cose più inutili che ci siano.

Ha destinato 1 miliardo di euro alle famiglie che hanno un figlio o ne hanno adottato uno, fino a al terzo anno di età. Cioè 160 euro al mese a chi ha meno di 7 mila euro di reddito annuo, 80 euro al mese a chi ha un reddito fino a 25 mila euro all’ anno, zero euro a chi supera tale soglia.

Le domande sono state pochissime e meno della metà del miliardo è stato impiegato. E così il governo ha pensato bene di estendere ora il provvedimento anche alle persone straniere non aventi cittadinanza!

Invece di interrogarsi sui motivi del fallimento della legge, l’ hanno estesa anche a chi non ne avrebbe diritto e soprattutto dimenticando che essa avrebbe dovuto avere una valenza di protezione per la popolazione autoctona.

Ed allora i motivi li spieghiamo qui, cosicchè anche il politico più imbecille o l’ italiano più distratto non possa dire di non aver capito la portata dell’ errore.

La legge non riserva nulla alle famiglie che hanno un reddito lordo superiore ai 25 mila euro, cioè quasi sempre quelle in cui lavorano entrambi i genitori. Praticamente quelle che invece avrebbero bisogno di un reale contributo perché non saprebbero da chi farli accudire.

Non si fanno figli laddove c’è una famiglia che ha un reddito di poco sopra i 7 mila euro e non basteranno certo 80 euro al mese per coprire le spese della crescita di un figlio.

Non si fanno figli laddove c’è una famiglia che ha un reddito inferiore ai 7 mila euro perché si passa il tempo a cercare lavoro, non certo a fare figli. A parte le famiglie immigrate già a totale carico della comunità.

Inoltre al raggiungimento dei tre anni di età il contributo cessa. Come dire, arrangiatevi, tanto ormai è grande ed autosufficiente.

Tirando le somme. Cinque miliardi per gli immigrati, un miliardo per i neonati italiani (e neanche usufruibile).

Un popolo che paga per scomparire è un popolo stupido.

27 maggio 2017 0

Gli europei come un gregge di pecore

Di admin

di Max Latempa

Il fallimento politico, storico e morale della classe politica europea è da lungo tempo sotto gli occhi di tutti. Eppure la Merkel è sempre al suo posto, Renzi non ha lasciato la scena come aveva promesso, Macron ha preso il posto di Hollande di cui era ministro, gli altri valgono meno di zero e fanno a gara ad accodarsi. La Gran Bretagna è fuggita quando ha capito che i morti della prima e seconda guerra mondiale si stavano rivoltando nella tomba vedendo la Union Jack inglobata nel nascente Quarto Reich con sede a Bruxelles.

Cosa succede alla gente in Europa? Perché, nonostante i disastri evidenti in tema di globalizzazione, moneta unica, sicurezza ed immigrazione ed armonizzazione normativa alimentare e fiscale, le persone non riescono a liberarsi di questi politici inetti e lontani anni luce dalla figura del Pater Familias, cioè l’esempio anche giuridico di chi dovrebbe prendere decisioni coerenti e sensate nell’ interesse della collettività?

Eppure sempre più morti, spesso bambini, rimangono a terra nelle città europee colpite dalla nuova intifada, sempre più immigrati arrivano in maniera sospetta sulle nostre coste assorbendo fiumi di risorse economiche negate invece a milioni di cittadini aventi diritto (malati, portatori di handicap, famiglie meno abbienti, pensionati), sempre più aziende chiudono a causa della concorrenza sleale, sempre più multinazionali godono di favori fiscali negati ai comuni mortali, sempre più incomplete risultano le etichette sui prodotti che compriamo.

Mentre mettiamo le sanzioni alla Russia permettiamo alle bande libiche ed al Rais turco di tenerci in scacco. Mentre ci prostriamo all’ invasione cinese prendiamo le distanze da Donald Trump, l’ unico uomo al mondo che può permettersi di dire in faccia a chicchessia quello che pensa.

La melassa dei burocrati ha imprigionato la fiera e geniale Europa. Siamo ormai tutti soldatini ipnotizzati incapaci di distinguere dove ci stanno portando, come pecore guidate dal pastore prima al pascolo, poi alla tosatura, infine al macello.

Fior di esperti ci dicono che è necessario abbattere le frontiere, le differenze, i nazionalismi e le tradizioni. Poi ci trasformeremo in una società multirazziale, spersonalizzata, senza origini e tradizioni, senza radici ed individualità. Un popolo di pecore. Magari tanti greggi, ma ognuno con il suo pastore.

Basta guardarli in faccia gli europei di oggi. Una parte di essi hanno tratti asiatici o africani. Un’ altra grossa parte ha lo sguardo da pecora.