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8 giugno 2013 0

Fiat Cassino, una estate di cassa integrazione e un autunno di incertezze

Di admin
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Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: A luglio la FIAT ha deciso otto giorni di cassa nelle prime due settimane e non si escludono altre 2 settimane dal 25 luglio per poi agganciarsi alla chiusura dello stabilimento per ferie collettive dal 5 al 25 agosto.

La situazione si sta facendo davvero preoccupante anche perchè ad oggi l’azienda , aldilà dei “falsi annunci” di Marchionne, non ha mai prodotto un piano industriale reale e concreto per lo stabilimento cassinate e per gli altri siti per la difesa dei posti di lavoro esistenti e la creazione di nuovi.

Se a questo aggiungiamo la recente sospensione del pagamento della cassa integrazione alla Fiat di Termoli da parte dell’azienda, a causa della mancanza di fondi da parte dell’INPS, situazione che a breve si potrebbe verificare anche a Cassino, il disagio delle tute blu di Piedimonte è ancora piu’ evidente

La Cig è ormai consuetudine nello stabilimento di Piedimonte, il rischio di vedere buste paga fortemente compromesse è alto.

A.S.La Cobas invita la Regione Lazio a rifinanziare la legge 46/2002 per il sostegno dell’indotto e alla Fiat a varare subito un piano industriale con nuove produzioni.

Le autorità politiche Nazionali e regionali devono intervenire con urgenza perchè questa attuale situazione di degrado economico e sociale puo’ sfociare in una vera e propria rivolta.

3 marzo 2013 0

Errori di calcolo sulle pensioni degli ex dipendenti FIAT di Cassino

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Da una indagine dell’A.S.La COBAS di Cassino,ex pensionati FIAT condotta su circa 500 pensionati, ex dipendenti FIAT di Piedimonte San Germano, collocati in pensione dal 2002 al 2012, è emerso che il 60% di questi erano vittima di errore di calcolo da parte dell’INPS nella somma accreditata a titolo di pensione.

Infatti attraverso una revisione contabile, è emerso che nei contributi figurativi dovuti per i periodi di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, effettuata dalla FIAT nell’ultimo decennio, non sono state considerate la tredicesima e il premio di risultato aziendale, nonché il valore dell’indennità sostitutiva delle ferie non godute alla fine del rapporto di lavoro.

Secondo l’interpretazione degli esperti dell’A.S.La COBAS , come previsto dall’art. 8 della legge 151 del 1981, invece, questi importi dovevano essere considerati nell’ammontare alla base di calcolo della retribuzione pensionabile.

Il Nostro convincimento trova conforto in due sentenze della corte di Cassazione: la prima è del 2004, l’ultima del 2010.

Gli arretrati spettanti agli ex dipendenti fiat vanno da una decina di euro al mese fino a più di un centinaio. Dipende dai casi. Senza considerare gli arretrati, che possono raggiungere cifre a tre zeri: 5mila, 10mila, 15mila euro. Soldi freschi potrebbero per finire nelle tasche di molti pensionati del Cassinate.

E non finisce qui, perché altri pensionati ex FIAT , che negli ultimi dieci anni di lavoro hanno trascorso un periodo in malattia o di infortuno, possono presentare domanda per la rivalutazione del proprio assegno mensile.

L’A.S.La COBAS di Cassino , con l’aiuto di consulenti e commercialisti, che collaborano con l’Associazione, è a disposizione del lunedi’ al venerdi’ dalla 10 alle 12, presso la sede di Cassino in Piazza Garibaldi per dare assistenza a tutti quei Lavoratori provenienti dalla Fiat e dall’indotto, oggi in pensione, che ne fanno richiesta.

A.S.La COBAS CASSINO

18 ottobre 2012 0

Dal primo gennaio 2013 miglia di lavoratori del cassinate potrebbero ritrovarsi senza lavoro e senza ammortizzatori sociali in deroga

Di admin

DallA.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Dal 1 gennaio 2013 migliaia di Lavoratori e Lavoratrici dei paesi del Cassinate potrebbero ritrovarsi senza lavoro e senza ammortizzatori sociali in deroga.

Infatti tutti i lavoratori in mobilità in deroga con scadenza al 31 dicembre di quest’anno dovranno aspettare il rifinanziamento del governo (se ci sarà!), per sperare ad una proroga almeno fino a giugno 2013.

A questi vanno aggiunti tutti quei lavoratori che negli anni passati hanno avuto accesso alla mobilità ordinaria ,ex dipendenti Fiat e dell’indotto in particolare, per raggiungere la pensione, che per effetto della manovra Monti vedranno slittare la loro pensione e rimarranno scoperti dalla mobilità. Tutto questo potrebbe provocare il collasso sociale !

L’A.S.La COBAS chiede al governo di avviare con urgenza la riforma degli ammortizzatori sociali perchè molti lavoratori si troveranno in condizioni insostenibili per un paese civile.

Il governo ha aumentato l’età per andare in pensione, senza tutelare i lavoratori che sono e andranno in mobilita’.

Quando si interviene con il solo obiettivo di fare cassa, senza avere alcuna preoccupazione per le fasce più deboli e delle aree più depresse, non c’è nulla di cui stupirsi se poi si arriva a delle simili aberrazioni.

12 ottobre 2012 0

Fiat Cassino, tagli alla mensa e condizioni di lavoro al limite della tollerabilità

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Allo stabilimento Fiat di Cassino si continua a togliere diritti e dignità a tutti,in particolare alle Lavoratrici di linea e alle addette alla mensa.

Infatti gli ultimi accordi siglati tra Fiat e FIM-UILM- UGL hanno di fatto cancellato la libertà di opinione e sindacale, impedendo il diritto di sciopero, discriminando le donne e riducendo lavoratrici e lavoratori a pura merce.

In fabbrica e sulle linee di produzione molte operaie denunciano condizioni di lavoro al limite della tollerabilità.

Studi scientifici dimostrano che le donne accusano più degli uomini danni da esposizione a ritmi e posizioni disagiate, a turni avvicendati a sovraccarico da stress.

Gli accordi , invece di prestare particolare attenzione alla salute delle lavoratrici, al contrario sono vergognosamente discriminatori nei confronti delle donne

La «modernità» della lotta delle donne per conquistare spazio e dignità nel lavoro e nella società è fortemente segnata dall’affermazione della libertà di scelta, ma nello fabbrica di Cassino non è più possibile scegliere liberamente il sindacato.

Quelle i che scelgono L’A.S.La COBAS o la FIOM, si vedono negare il diritto ad avere una propria rappresentante nei comitati aziendali per le pari opportunità, così come non possono essere assistite dal proprio rappresentante sindacale nella contrattazione delle clausole flessibili nel part-time o nella difesa individuale in caso di contestazioni disciplinari.

Il contratto nazionale, la libertà di scioperare, di iscriversi al sindacato, il diritto di esprimersi senza ricatti sugli accordi sindacali e anche di rigettarli sono conquiste di civiltà e dignità che nessuno ha diritto di cancellare e di toglierci.

Oggi , oltre alle operaie di linea, a subire sono sopratutto le Lavoratrici dipendenti della Compass Group Italia, società che gestisce la mensa FIAT, dove a seguito di una forte riduzione del lavoro, programmata dalla FIAT per il 2013, ha aperto una procedura di mobilità e licenziamento collettivo.

Nello stabilimento di Pidimonte SG si prevedono tagli per 39 unità e molte di queste sono donne che da gennaio prossimo si ritroveranno lontane dalla pensione e senza un posto di lavoro.

L’A.S.La COBAS invita tutti i Lavoratori e le Lavoratrici ad alzare la testa e adire basta a questi continui abusi di potere!

4 ottobre 2012 0

Fiat, l’A.S.La COBAS: “Sono stati consumati gravi strappi relativi alla democrazia in fabbrica”

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Negli ultimi due anni negli stabilimenti Fiat sono stati consumati gravi strappi relativi alla democrazia in fabbrica, alla rappresentanza sindacale, ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di sceglier liberamente il loro sindacato come nel caso dell’A.S.La COBAS e di altri sindacati di base.

Persino i tribunali hanno riconosciuto queste ragioni, ma nella. ” Fabbrica Italia” vige oggi un’altra regola, quasi fosse uno stato nello Stato.

Quello che è successo alla Fiat potrebbe ripetersi altrove e su questo punto non possono esserci distrazioni, amnesie, omissioni. Chi invoca, oggi e con grave ritardo, un piano chiaro per la Fiat ed una ritrovata unità sindacale, ha il dovere di chiedere la fine di ogni discriminazione, oggi verso la FIOM e i COBAS , domani verso chiunque altro.

I Nostri Governati anzichè bacchettare lo Statuto dei lavoratori, dedichino l’attenzione anche ai diritti violati o negati.

20 settembre 2012 0

Cassa integrazione per 50 dipendenti della CMA SRL di Cassino

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: La CMA SRL, azienda metalmeccanica di Cassino, che occupa 147 dipendenti ha comunicato ai sindacati territoriali, compreso l’A.S.La COBAS, che farà ricorso alla cassa integrazione ordinaria dal 24 settembre 2012 al 24 dicembre 2012 per 50 dipendenti.

Nella comunicazione dell’azienda, si parla di cig dovuta per una contrazione delle commesse.

A.S.La COBAS ha richiesto alla proprietà un incontro urgente per esperire l’esame congiunto previsto dalla legge 223/91 e intende conoscere i veri motivi che hanno determinato la richiesta di CIGO, visto che ad oggi l’azienda oltre ai propri dipendenti usufruisce di manodopera di lavoratori somministrati e pensionati .

La crisi sta riguardando ogni comparto ma la CMA di Cassino fino ad oggi era l’unica azienda che non aveva fatto ricorso agli ammortizzatori sociali .

Tuttavia ci sorperende il ricorso alla cassa da parte dell’azienda , visto che tutt’ora diversi dipendenti fanno lavoro straordinario compreso il sabato.

Ci auguriamo di incontrare al piu’ presto l’azienda per comprendere!

3 settembre 2012 0

Pubblico impiego, confermato lo sciopero per il 28 settembre

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Le cifre della spending review vengono confermate dal Governo e se entro il 2015 la riduzione dei dipendenti pubblici andrà da 3 milioni e 300 mila a 3 milioni, siamo in presenza di riduzione dell’organico di 300 mila unita.

A.S.La COBAS conferma la volontà di sciopero evidenziando che l’iniziativa di settembre parte dalla P.a. ma senza un cambio di passo e discontinuità occorrerà declinare l’azione del movimento sindacale, con una valutazione più generale sulle politiche del governo.

Invece di far pagare ai soliti noti si cominci a combattere i veri sprechi, come consulenze e le esternalizzazioni. Per essere davvero efficace la riforma deve partire dallo sblocco delle assunzioni nel pubblico impiego, dalla riorganizzazione e completa informatizzazione degli uffici pubblici, da una centralizzazione dei centri di spesa nella sanita’ e, per finire, dalla piena valorizzazione delle professionalita’ interne, anche attraverso percorsi di formazione permanente.

Oggi piu’ che mai vogliamo ribadire a gran voce che revisione della spesa non puo’ significare colpire duramente e ancora una volta i dipendenti pubblici, con gravi ripercussioni anche sui servizi al cittadino: confermiamo dunque lo sciopero del 28 settembre di tutte le categorie del pubblico impiego e nella stessa giornata terremo una manifestazione a Roma.

2 settembre 2012 0

Ceprano, i Lavoratori della ITM Italtractor pronti allo sciopero

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Nei giorni scorsi il licenziamento del capo del personale e il mancato rinnovo del contratto a 4 lavoratori aveva suscitato scalpore.

Ora i dipendenti della ITM Italtractor SPA di Ceprano lanciano l’allarme per la loro situazione lavorativa che potrebbe essere a un passo dal baratro.

L’Azienda dopo aver preavvisato il licenziamento al Responsabile del Personale dello stabilimento Cepranese ha fatto sapere che non intende rinnovare altri contratti di lavoro prossimi alla scadenza .

Praticamente per i circa 100 dipendenti questo significa che presto la forza lavoro potrebbe ridursi notevolmente o addirittura vedere la chiusura dello stabilimento.

È il regalo che ITM Italtractor ha pensato di fare ai propri dipendenti, ed in particolare al capo del personale, dopo anni di sacrifici e di duro lavoro.

E’ una situazione che i dipendenti definsicono assolutamente inspiegabile: «L’azienda si è sempre comportata in modo positivo con i lavoratori, all’insegna di una tradizione di rispetto delle persone e non comprendiamo questi licenziamenti improvvisi.

L’impressione è che si voglia giungere a un rapido repulisti dei contratti integrativi alleggerendo indennità come il lavoro domenicale che alla ITM è facoltativo, ma che oggi, sono diventate un fatto da non considerare più come straordinario.

Il problema non è economico, perché ITM non è più in crisi di altri.

I lavoratori di ITM sono pronti allo sciopero che utilizzeranno a sorpresa nelle prossime settimane con l’obiettivo di far conoscere la situazione alla clientela qualora non vi siano rassicurazioni da parte della proprietà sul mantenimento dei livelli occupazionali.

Nel frattempo l’A.S.La COBAS ha richiesto un incontro con la direzione generale di Bologna e nei prossimi giorni si riunirà in assemblea con il lavoratori.

29 agosto 2012 0

A.S. La COBAS: “Fiat, le aziende dell’indotto di Cassino soffocano!”

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: I dati di vendita delle auto prodotte nello stabilimento di Piedimonte San Germano continuano ad essere negativi e i piani per il futuro dello stabilimento sono cambiati più volte. Così, di rinvio in rinvio, l’indotto soffoca. Tutto l’automotive arranca e ormai pochissimi credono in una ripresa imminente.

Molte aziende non hanno più la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori e hanno deciso di chiudere la produzione .

Siamo in balia dei piani fumosi di Marchionne e delle sue non scelte!

Occorre trovare una soluzione che preveda ammortizzatori sociali in modo da traghettare gli operai al 2013.

A.S.La COBAS respinge eventuali licenziamenti e ha chiesto alla Regione Lazio di predisporre la cassa in deroga per tutto il 2013.

12 mesi di cassa integrazione per permettere alle imprese una riorganizzazione aziendale.

Le aziende che fanno ricorso agli ammortizzatori da metà 2008 non hanno gli strumenti per reggere tempi di crisi così lunghi.

La Lear , tra le aziende dell’indotto, è una multinazionale, ha spalle meno stretto di altre; lì un percorso è stato almeno avviato. Altre rischiano, invece, di non farcela.

Nell’automotive Cassinate il 60% delle imprese sta ricorrendo alla cassa integrazione coinvolgendo 15 mila lavoratori.

Bisogna intervenire al più presto , se no in 16 mesi rischiamo di portare l’indotto a un livello di indebolimento tale da rendergli difficile una ripresa una volta riavviata la produzione .

20 agosto 2012 0

Ferie di agosto, partono le prime misure della spending review

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Anche se il “bello” deve ancora arrivare, Province, esodati, sanità e per il pacchetto di misure più corposo bisognerà attendere i regolamenti attuativi e in molti casi ci potrebbero volere dei mesi ,già nella quiete ferragostana, sono entrate in vigore le prime misure del decreto sulla spending review. Si tratta di interventi “minori” che pure però segnano in qualche caso un importante cambiamento rispetto al passato.

La legge di conversione del decreto sulla spending review è entrata infatti in vigore proprio il giorno di Ferragosto e comincia quindi a produrre i suoi effetti, limitatamente alle misure direttamente applicabili.

Come noto il programma di interventi è vasto ed estremamente eterogeneo, si va dal taglio dei dipendenti pubblici alle auto blu, dai buoni pasto alla sanità.

Proprio sulla sanità si registrano le prime importanti novità, a cominciare dal fatto che sulle ricette rosse non dovrà più essere indicato il nome commerciale del farmaco prescritto ma solo il suo principio attivo. Il farmacista al quale presenteremo la ricetta sarà quindi tenuto a fornirci, laddove disponibile, il farmaco equivalente (e di minor prezzo).

I medici di base potranno comunque prescrivere un prodotto di marca, ma dovranno in questo caso giustificare in una breve nota scritta la scelta. Come pure, chi lo vorrà, potrà comunque continuare ad acquistare i farmaci di marca, pagando però in questo caso un costo aggiuntivo. Per evitare di generare inutile confusione, l’obbligo di prescrizione del generico non si applica nei casi di malattie croniche già in cura con altri farmaci.

Sempre in tema di sanità, lo sconto dovuto al Servizio sanitario nazionale dai farmacisti passa al 2,25%, mentre quello sulle spalle delle aziende farmaceutiche (e da queste versato direttamente alle Regioni) viene portato al 4,1%.

Novità di rilievo anche nel settore della pubblica amministrazione, dove a partire da oggi saranno nulli i contratti che violano l’obbligo di approvvigionarsi mediante gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip, la centrale d’acquisto che punta a diventare il principale veicolo di approvvigionamento per l’intera amministrazione.

Sempre per la pubblica amministrazione, scatta la riduzione automatica del 15% su tutti i canoni di locazione (passivi) stipulati o rinnovati.

Novità infine anche sul fronte del taglio egli enti inutili. Chiude infatti l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (Assi). E c’è da scommettere che non saranno in moltissimi a sentirne la mancanza.