Tag: accusa

3 luglio 2018 0

Il contratto d’affitto non era simulato, assolto tipografo dall’accusa di evasione fiscale

Di admin
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CASSINO – Alla fine la verità, anche quella giudiziaria emerge, ma prima bisogna finire sotto processo. È accaduto ad un imprenditore di Frosinone titolare della tipografia San Benedetto con sede a Castrocielo.

Il tipografo aveva preso in fitto d’azienda le grafiche Ponticelli e aveva stipulato un compromesso di acquisto del capannone. In seguito al fallimento delle Grafiche Ponticelli, l’imprenditore continua a pagare l’affitto al tribunale che amministra la proprietà fino a quando non fallisce anche la San Benedetto.

Nelle more arriva però una accertamento fiscale dell’agenzia delle Entrate che ritiene di scoprire un falso ritenendo simulato il contratto di affitto e di conseguenza avrebbe conteggiato evasioni fiscali nel 2008 per 300 mila euro ed altri 400mila euro nel 2009.

Per questo l’imprenditore, assistito dall’avvocato Armando Caporicci, venne rinviato a giudizio e finì sotto processo. Quel processo si è concluso oggi con l’assoluzione dato che la difesa è riuscita a dimostrare l’infondatezza delle accuse di falso in seguito alle quali sarebbe stata considerata l’evasione fiscale.

5 dicembre 2016 0

Costretto dai debiti ad evadere l’Iva, imprenditore di Cassino assolto dall’accusa di evasione

Di admin

Cassino – Non evasore di Iva, ma vittima della crisi. Per questo un imprenditore di Cassino che rischiava una pesante condanna, è stato assolto perché il fatto non sussiste. Secondo l’accusa, aveva evaso l’Iva per 290mila euro e per questo era finito sotto processo dinnanzi al tribunale Penale di Cassino. Una presunta evasione che, secondo gli investigatori, D.P.V. imprenditore cassinate operante nel settore degli autotrasporti, avrebbe commesso nel 2012. Nel corso del dibattimento, però, il suo avvocato difensore Gianluca De Meo, ha dimostrato che il mancato pagamento di quanto dovuto all’Erario a titolo di imposta sul valore aggiunto non ha rappresentato un’evasione bensì un “atto dovuto” da parte di un’azienda oberata di debiti ed in uno stato di forte crisi. Infatti a seguito della crisi del settore e del mancato rientro di consistenti crediti l’imprenditore non è riuscito a far fronte alle proprie pendenze con l’erario. In sede di arringa la Pubblica Accusa ha richiesto per l’imprenditore la condanna ad un anno e due mesi di reclusione, ma il Giudice, all’esito della discussione e degli elementi emersi in dibattimento, ha accolto la tesi difensiva mandando assolto l’imputato. Ermanno Amedei

20 maggio 2010 0

Niente trote nel Sangro, sotto accusa le piene. Pesca solo l’Airone

Di redazione

La pesca, nel fiume Sangro a Quadri (Ch), è diventata misteriosamente magra. Gli appassionati della zona, ma anche i tanti che vengono da fuori, sono certi che qualcosa non va. Da quando si è aperta la stagione, nessuno, a parte un airone, è riuscito a catturare anche solo una trota. “Eppure, gli anni passati, in questo perido – assicura un esperto pescatore di Quadri – almeno quelli che conoscono bene il tratto del Sangro che attraversa Quadri, riuscivano a prendere il massimo quantitativo di trote consentito. Oggi, ci siamo consultati e abbiamo scoperto che nessuno ha preso un solo pesce”. L’unico a centrare una grossa trota, non con l’amo ma con il suo becco, sarebbe stato un airone ha ha “bucato” e quindi ucciso, una grossa trota di circa 4 chili ritrovata sulle rive del fiume il giorno dell’apertura. Da allora la pesca non è stata solo sfortunata e magra ma addirittura “arida”. Improbabile pensare che i pesci siano diventati tanto furbi da non aboccare più all’amo; più facile credere che le due piene successive del fiume, verificatesi prima dell’apertura della pesca, abbiano spinto a valle tutto il pesce di ripopolamento versato dall’amministrazione provinciale nel Sangro. Sotto accusa sarebbe anche il periodo del ripopolamento, il mese di febbraio che, secondo i pescatori esperti, sarebbe stato tardivo. Infatti i svariati quintali di trote gettate, in quel periodo, non avrebbero avuto il tempo sufficiente per ambientarsi e resistere alle piene che solitamente si ripetono nel periodo tra marzo e aprile. Ovviamente, a giustificare lo strano fenomeno di pesca magra, potrebbero esserci altre spiegazioni. Quel che è certo è che tra i tanti pescatori, sorride solo l’airone. Se hai notizie da segnalare al giornale scrivi a ermadei@libero.it

20 aprile 2010 0

Una famiglia accusa: “Siamo troppo poveri e il Comune ci nega la residenza”

Di redazione

“Ci stanno negando il diritto alla residenza”, lo sostengono i coniugi Carcaterra che da circa un mese sono domiciliati in un appartamento a Piedimonte San Germano. Veronica e Rosario, seppur giovanissimi, sono genitori e nonni; dei loro tre figli la primogenita è diventata da poco mamma. Veronica racconta di essersi recata più volte in comune per chiedere il cambio di residenza da Cassino a Piedimonte ma sostiene di essere stata oggetto di rinvii pretestuosi da parte dell’amministrazione nel tentativo di prendere tempo. La sua sensazione, supportata anche da confidenze che le avrebbero fatto proprio nei corridoi del Comune, è che l’amministrazione sarebbe restia a concedere la residenza temendo poi di doversi occupare dell’indigenza della numerosa famiglia. “A noi la residenza serve per diversi motivi – spiega Veronica – dalla richiesta per il gratuito patrocinio per l’assistenza legale a mio marito, il bonus per la nascita di mio nipote che vive con noi, le utenze, l’iscrizione dei bambini alle scuole elementari. Ma poi non riusciamo a capire perché ci si debba negare un diritto. Abbiamo una casa, siamo italiani, a che titolo ci viene negata la residenza?” La loro storia per avere una casa somiglia a un’Odissea ma, e questo va detto, alla sfortuna della coppia si sono affiancati anche tanti errori commessi che hanno portato lui ad avere grossi problemi con la giustizia tant’è che attualmente è in regime degli arresti domiciliari. “Io non ho assolutamente negato la residenza a nessuno – replica il sindaco di Piedimonte San Germano Domenico Iacovella – La famiglia in questione sembra avere molta fretta che non è giustificabile da ciò che dicono. Il bonus per il neonato lo possono richiedere ugualmente eleggendo il domicilio, così come il gratuito patrocinio. Solo una settimana fa hanno perfezionato il contratto di affitto e sono andati subito i vigili per gli accertamenti di rito. E’ stata stilata una relazione che da venerdì è sulla mia scrivania ma io non ho avuto ancora il tempo per studiarla e decidere in merito; cosa che farò nei prossimi giorni. Prendo atto, però, – annota il sindaco – che la famiglia è la stessa che lo scorso anno ha occupato abusivamente un alloggio popolare proprio qui a Piedimonte, che in quella circostanza, dopo lo sfratto, sono stati sistemati in un albergo a nostre spese per circa cinque giorni pur essendo residenti altrove”. Er. Amedei