Tag: acquedotto

19 giugno 2017 0

Cassino: Acea, Sebastianelli “Va inserita discussione in consiglio comunale sulla questione Acquedotto”

Di redazione
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Cassino– Sulla vicenda Acea- Acquedotto cittadino, riceviamo e pubblichiamo una nota dal consigliere comunale Giuseppe Sebastianelli “Consiglio comunale “senza acqua”: si potrebbe scherzare, ma la vicenda è allarmante. Se- afferma Sebastianelli- nella campagna elettorale la difesa del nostro acquedotto comunale è stato il punto cardine e vincente come dimostrano i video riesumati in queste settimane, quello per cui il sottoscritto ha accettato di scendere in campo al fianco di D’Alessandro, il quale ha combattuto finché ha potuto come già gli ho riconosciuto definendolo “capitano coraggioso”, ora che il Comune è costretto a soccombere per decisione del Consiglio di Stato, l’argomento non è inserito all’ordine del giorno del Consiglio di domani, e l’Amministrazione è pronta a sedersi al tavolo delle trattative.

Ha un bel dire il sindaco che parlerà con le associazioni: senza l’inserimento del punto nell’odg, il presidente dell’assise non glielo permetterà, come fa con il sottoscritto quando provo a confrontarmi con i colleghi consiglieri su tematiche attuali, seppure non inserite nell’odg. Oltre le associazioni, il sindaco avrebbe dovuto conferire da tempo in Consiglio, magari indicendo un’assemblea in piazza. In democrazia, la forma è anche sostanza, infatti ho preso le distanze dalla maggioranza nel settembre del 2016, quando il sindaco ha ritirato la mia proposta di dichiarare “bene indisponibile” la linea adduttrice che non fa parte degli impianti da consegnare ad Acea.

Il sindaco e la maggioranza inoltre non si sono attivati per la costituzione di una società pubblica per la gestione dell’acquedotto. Al contrario, hanno aperto il dialogo con Acea, addirittura affidandole la manutenzione e dal primo luglio la gestione, senza riferire motivi e conseguenze al Consiglio.

Personalmente, l’ho invitato a riferire immediatamente su Acea. Mi fu risposto che ci sarebbe stato un consiglio straordinario, ma quello di mercoledì è un consiglio ordinario e il punto non è neppure inserito. Un presidente del consiglio che gioca solo per una squadra e non rappresenta gli interessi dei consiglieri comunali è lesivo della democrazia e poco trasparente per i cittadini.

Cittadini nel frattempo preoccupati: io non ci sto a farmi associare a questa maggioranza, io sono sempre stato coerente e il Consiglio comunale mi deve garantire di poterlo affermare davanti alla città. Sul tema acqua con altri pochi amici sono coerente – limpido mi viene da dire – da vent’anni.

Mi sembra che quando sono presi in castagna, questi consiglieri usino lo spot “chi insegue sempre non sarà mai primo”. Il sindaco si assuma le sue responsabilità e cessi questo atteggiamento ondivago. Spieghi perché ora tratta con chi gli ha affondato la nave, e spiana la strada ad Acea: la coerenza non è a tasso zero, ha tassi altissimi.

Chiedo dunque che l’argomento Acea sia inserito nell’Odg del Consiglio di mercoledì, che il Consiglio si tenga in piazza De Gasperi, per consentire la partecipazione di tutti i cittadini, e che la conferenza dei capigruppo spieghi perché a sua volta non ne ha chiesto l’inserimento”.

8 giugno 2017 0

Incontro fra D’Alessandro e i vertici di Acea per stabilire le modalità di consegna dell’acquedotto

Di redazionecassino1

Come da convocazione imposta dall’Ato 5, presso la segreteria tecnico operativa si è svolto, nel pomeriggio di ieri, l’incontro con i vertici di Acea alla presenza del Sindaco, Carlo Maria D’Alessandro, del Responsabile dell’Area Tecnica e del segretario generale per discutere delle sorti dell’acquedotto della città di Cassino.

“Abbiamo parlato delle modalità di consegna – ha detto il primo cittadino – che si effettuerà ufficialmente il 1 di Luglio. Quindi il promo semestre 2017 sarà fatturato ancora dal Comune di Cassino. Nell’ultima settimana di giugno e nella prima settimana di luglio saranno effettuate le letture dei contatori, mentre entro il 30 settembre dovrà essere definiti, attraverso la costituzione di un’apposita commissione formata dai rappresentanti del Comune, di Acea e dell’Ato, sia il ristoro relativo ad Acqua Campania che un piano di rientro del debito che l’ente ha accumulato dal 2006 fino ad oggi per non aver versato i canoni di depurazione. Attualmente risultano accantonate le somme relative al 2016 e parte del 2015. Mentre dal 2006 a parte del 2015 nulla risulta essere stato accantonato dalle precedenti amministrazioni. Purtroppo questo costituisce un debito forte da parte del Comune, di cui dobbiamo prendere atto, causato sempre dall’inerzia di chi in qualche modo ci ha preceduto.

Inoltre ho chiesto l’impegno di Acea per aprire uno sportello polifunzionale dedicato all’utenza al centro di Cassino in grado seguire da vicino tutti i processi e le eventuali criticità che riguarderanno il passaggio al nuovo gestore. E’ un atto fondamentale anche perché la nostra città è un punto di riferimento per il Lazio Meridionale e quindi Acea non può sottrarsi ad allestire un ufficio distaccato facile da raggiungere con tutti i mezzi anche dai comuni limitrofi. In ultima istanza ho chiesto la redazione di un piano di investimenti che dovrà essere pronto prima della consegna dove Acea dovrà prendere un impegno serio e concreto sugli interventi da realizzare sulla rete idrica della città di Cassino. Un aspetto importantissimo quest’ultimo su cui non transigeremo.

Nell’incontro è stata comunque manifestata da entrambe le parti la volontà di risolvere tutti i contenzioni in essere tenendo ben presente che quello che conta è riuscire a garantire un servizio adeguato a tutti cittadini”. Ha concluso il Sindaco Carlo Maria D’Alessandro.

 

30 maggio 2017 0

D’Alessandro: “Abbiamo cercato in tutti i modi di salvare l’acquedotto”

Di redazionecassino1

“E’ del tutto evidente che per quanto concerne la vicenda Acea nessun rilievo può essere mosso alla mia Amministrazione che fin dal suo insediamento ha cercato in tutti i modi di salvare l’acquedotto del Comune di Cassino dalla multinazionale romana. Purtroppo ancora una volta paghiamo l’inerzia del passato e le altrui dimenticanze.

Abbiamo cercato di far valere il ristoro da Acquacampania come un diritto acquisito inalienabile se non previa corresponsione di un equo indennizzo. Cosa che nessuno aveva mai fatto in tutto l’iter della vicenda giudiziaria”. Lo ha dichiarato il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro.

L’ovvietà di tale ineludibile conclusione è stata nel corso del giudizio rafforzata anche nei tentativi che Acea ha posto in essere per ottenere un’utenza da Acquacampania senza tuttavia conseguirla, aggirando il rapporto tra la società campana ed il Comune di Cassino che come noto è di ristoro specifico.

Per tutelare questo diritto e nella speranza di far comprendere ad Acea che senza una sua utenza la consegna non serviva a nulla, ho dovuto assumere l’ordinanza del 10 settembre 2016 in cui evidenziavo questa circostanza e sollecitavo la stessa Acea a munirsi di fonti di approvvigionamento.

Su questa ordinanza è giunta proprio oggi la sentenza del Consiglio di Stato n. 2532 del 23 marzo la quale pure ha condiviso che senza l’approvvigionamento idrico la mera consegna degli impianti rappresenterebbe una formalità inidonea alla gestione del servizio; però la pronuncia, da quanto è dato comprendere, ad una prima lettura sembrerebbe in modo paradossale individuare nel Comune di Cassino il soggetto obbligato ad approvvigionare Acea.

Anche chi non conosce bene i rapporti all’interno dell’Ato sa bene che tale conclusione è errata perché sono Acea quale gestore e Ato gli obbligati nei confronti dei comuni e non viceversa.

Ci auguriamo che la sentenza possa costituire l’occasione per una riflessione seria sulla vicenda perché paradossalmente nel cassare la mia ordinanza si da ragione al comune dove dice che senza l’approvvigionamento idrico la consegna è inefficace e che quindi il buon senso faccia mettere la parola fine alla vicenda con una soluzione che parta dalle contrapposte posizioni e ne consideri i punti di contatto e garantisca i servizi ed i diritti della cittadinanza di Cassino”. Ha concluso il Sindaco D’Alessandro.

 

9 settembre 2016 0

L’acqua non è tutta uguale. Acea e Acquedotto Pugliese, le due diverse gestioni

Di admin

A Monteroni, in provincia di Lecce, il servizio idrico costa circa 300 euro l’anno. Pressappoco lo stesso pagano i cittadini di Santa Maria di Leuca. Punte estreme della Penisola, dove il prezioso liquido arriva dopo aver percorso interamente i 245 chilometri dell’acquedotto Pugliese. Significa che l’acqua che sgorga in irpinia, a Caposele, e attraverso un’opera d’arte ingegneristica la cui realizzazione è iniziata agli inizi del 1900, e perfezionata nel corso del secolo, l’acqua arriva a dissetare un’intera Regione, la Puglia povera di sorgenti. C’è di più. A Caposele, tranquilla cittadina di circa 3.500 abitanti, dove nasce il fiume Sele e inizia  l’acquedotto Pugliese, viene riconosciuta da tutti i pugliesi, un senso di gratitudine per tutta l’acqua, circa 4mila litri al secondo, che serve per dissetare una terra che altrimenti sarebbe arida e assetata. Su una lastra di marmo davanti all’impianto di captazione a Caposele, i pugliesi hanno scritto: “Avremmo dato tutto per ottenere una fonte, ci bastò semplicemente chiedere e dalla generosità di Caposele sgorgò la nostra Pirene. Nel ricordo indelebile di un legame costruito sull’acqua e la giustizia, la puglia pose grata. (6 luglio 2012)”. Ma la gratitudine per la comunità irpina non è solamente morale, ma anche materiale. Come è giusto che sia, in quelle zone ricche di acqua e non solo a Caposele ma manche in tutti i comuni del circondario, il servizio idrico costa ai residenti alcune decine di euro l’anno. Dai 20 ai 30 euro senza considerare i consumi. A Caposele (il nostro Settefrati) l’Acquedotto Pugliese (la nostra Acea), nel 2012 ha riqualificato a proprie spese la piazza principale. Dimenticavamo un altro particolare, il milione e duecentomila euro che ogni anno, l’acquedotto pugliese elargisce come ristoro alle casse comunali di Caposele. Non vi sforzate a trovare somiglianze con la gestione idrica sul nostro territorio. Non ce ne sono. A Settefrati, comune da cui Acea capta acqua per i suoi acquedotti, fuori dall’impianto c’è scritto solamente “divieto di accesso”.

Ai settefratesi, così come a qualsiasi comunità che ospita sul proprio territorio sorgenti Acea,  pagano il servizio idrico circa 350 euro l’anno, più o meno come i residenti a Santa Maria di Leuca, pur “dormendo” sopra le sorgenti. Nessuna piazza, nessun ristoro, nessuna gratitudine, anzi, a loro spese devono provvedere ad assicurare la percorribilità della strada che porta alla sorgente. E Cassino? Uguale. Persa, a quanto pare, anche l’ultima speranza di conservare la gestione del servizio idrico, dovrà consegnare al gestore privato, Acea, le chiavi dell’acquedotto comunale. Eppure da Cassino, così come da Caposele, parte un acquedotto, quello campano, che disseta Napoli, quindi fuori regione, e che, quella stessa acqua, viene rivenduta nel Lazio alle isole Pontine. Mandiamo giù tutto. Permettiamo supinamente che i privati gestiscano beni primari come l’acqua. Una condizione che gli irpini non hanno accettato. Certamente loro hanno avuto una classe politica, diversa dalla nostra, che non ha svenduto il loro diritto a bere la loro acqua senza pagarla a “litro d’oro”.

Ermanno Amedei               

9 settembre 2016 0

Acea-Il Consiglio di Stato respinge l’istanza cautelare del comune di Cassino

Di redazione

È stata respinta l’istanza cautelare proposta dal comune di Cassino in Consiglio di Stato. Si parla del caso Acea e quindi la consegna dell’ acquedotto cittadino ad Acea per il quale negli ultimi mesi la città è finita in una polemica infinita. Il comune di Cassino, come ultimissima possibilità, si era opposto alla consegna, presentando un ricorso legato agli atti firmati dal commissario prefettizio, il dottor Ernesto Raio. Il Consiglio di Stato ha però ritenuta, ad un primo esame, l’insussistenza dei presupposti per l’invocata pronuncia cautelare.  Non risultano, dunque, immediatamente apprezzabili, ictu oculi, vizi nei verbali.  Condannato inoltre il Comune al pagamento delle spese della fase cautelare in favore di Acea ATO 5.

11 maggio 2010 0

Esplode una conduttura idrioca dell’acquedotto Valle del Liri, casa inondata

Di redazione

Esplode una conduttura idrica dell’acquedotto Valle del Liri e allaga una casa in via Porchio a Cervaro. Il fatto è accaduto oggi pomeriggio e sul posto sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Cassino e i tecnici dell’acquedotto che hanno provveduto prima a fermare il flusso dell’acqua e poi ad aggiustare la falla. La conduttura dell’acqua è quella per l’agricoltura. ermadei@libero.it

12 marzo 2010 0

Intervento sull’acquedotto, scuole chiuse per mancanza d’acqua

Di redazione

Venti ore di lavoro ininterrotto; tanto ci hanno messo gli operai della Sasi, l’azienda che gestisce l’erogazione idrica in 39 comuni del chetino, ha riparare la falla che si era aperta nella conduttura a Fara San Martino. Disagi in tutti i centri e, soprattutto a Lanciano dove i presidi delle scuole superiori hanno preferito mandare a casa gli alunni. I bagni, infatti, non erano più praticabili. Chiusi bagni in tutti gli uffici pubblici e privati. Un intervento necessario, però, che non poteva essere riparato ma che, nonostante la velocità con cui è stato risolto, ha creato grossi disagi.