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22 luglio 2010 0

Ventiquattro comuni aderiscono al tavolo di crisi per la vertenza latte

Di redazione
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24 i comuni che, ad oggi, hanno sottoscritto l’adesione al tavolo di crisi permanente per la vertenza del latte ciociaro. Sono infatti pervenute le adesioni dei comuni di S.Giovanni Incarico e Villa S.Stefano a firma dei sindaco Giovanni Iorio e Antonio Salvati, Intanto, purtroppo, non ci sono novità significative e non arrivano neppure risposte o segnali per la vertenza del prezzo del latte. Si doveva tenere una riunione proprio oggi che sembra non sia stata neppure convocata.Le parti, quindi, non si sono trovate in Regione, per provare ad avviare una mediazione tra le richieste della Coldiretti e la risposta della Centrale del Latte di Roma. La situazione continua ad essere davvero esplosiva – commentano dall’entourage del direttore provinciale della Coldiretti, Gianni Lisi – la trattativa si è arenata poiché alle richieste di Coldirteti per un prezzo per litro pari a 39,90 i responsabili della Centrale hanno risposto picche dimostrando davvero poco tatto per la categoria. Oggi il prodotto, che viene venduto al consumo ad oltre 1 euro e 60, viene pagato agli allevatori con poco più di 35 centesimi. “Qualcuno – commenta amareggiato Lisi – ha interesse affinche’ la questione quote latte continui ad esistere pure per indebolire il potere negoziale degli allevatori nella fase di contrattazione del prezzo del latte con l’industria. Riaprire la trattativa sul prezzo e chiudere una partita che dura da oltre 2 mesi tra allevatori e industriali significherebbe ridare dignità al settore. Gli industriali non vogliono riconoscere un giusto compenso per il latte ciociaro e laziale ma continuano a “spacciare” come Made in Italy quello importato dall’estero per fare mozzarelle e formaggi. Le offerte di portare il prezzo a 37,40 hanno dimostrato subito che tra la nostra proposta e quella della Centrale esiste un baratro. D’altronde la Regione, tramite l’assessore all’agricoltura, ha provato a mediare proponendo 38 centesimi e 50 a litro ma anche questa ipotesi alla Centrale non è piaciuta e si attendeva una riunione per scongiurare nuove proteste. Se non si chiude questa vertenza – chiosa ancora Lisi – si potrebbero perdere anche i finanziamenti legati alla promozione, alla sicurezza alimentare e alla provenienza certa a km0 che Coldiretti ha proposto riscontrando condivisione e la Regione Lazio sembra sia d’accordo ad attuare. “Siamo pronti a scendere di nuovo in piazza come ieri per le quote latte – ha aggiunto Lisi – ed avere l’appoggio dei rappresentanti istituzionali del territorio non può che farci piacere oltre che contribuire a far comprendere agli industriali che la partita è di tutti, consumatori compresi, che vogliono sapere il latte che acquistano da dove arriva”. Il settore in Ciociaria ha subito un tracollo imponente:nel 2003 le stalle attive in provincia di Frosinone erano 1.100 e consegnavano 650 quintali al giorno grazie a 83.000 capi; oggi non sono neppure 1.000 le aziende attive e consegnano circa 402 quintali ma continuano a muovere però un indotto davvero considerevole dando lavoro in modo consistente ed in moltissimi casi rappresentano l’unico introito familiare.