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24 aprile 2018 0

La Virtus archivia la regular season con la vittoria sulla Tiber Basket Roma. Ora il pensiero a Matera

Di redazionecassino1
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Un test probante, allenante ed impegnativo, quello tra Virtus Cassino e Tiber Basket Roma, andato in scena al PalaDonati per l’ultimo turno del campionato nazionale di Serie B Girone D, e che ha visto vittoriosa la formazione di coach Luca Vettese per la 23° volta in questa stagione.

Una partita al cardiopalma e un antipasto-playoff, per i tifosi cassinati accorsi nella capitale e che hanno gremito gli spalti del palazzetto di via Attilj.

Un match che seppur nulla contasse in termini di classifica per entrambe le squadre, ha offerto al pubblico uno spettacolo di primissimo livello, una gara vera e dove le compagini sfidatisi sul parquet, sentivano il dovere di onorare l’impegno per concludere nel migliore dei modi una regular season positiva.

Ad avvalorare ciò, quintetti titolari, difatti, sia per coach Polidori che per coach Vettese: Dal Sasso, Bertoldo, Ricciardi, Galli e Valentini da una parte, Panzini, Del Testa, Carrizo, Bini e Bagnoli dall’altra.

La Virtus Cassino, fa capire subito agli avversari sin dalla palla a due, di voler migliorare il suo record di punti nella stagione regolare, e con i punti di Bagnoli, Carrizo e Del Testa, dopo soli 4 minuti di gara, piazza un break iniziale di 5-15, che costringe lo staff di casa a chiamare subito time-out.

Si riprende con il match, e la formazione in maglia bianca, realizza subito un tiro da tre punti dall’angolo con il giovane Galli sull’ottimo servizio dell’ex di giornata Bertoldo, a cui risponde ottimamente in layup Simone Bagnoli nel pitturato. Botta e risposta tra le due compagini, dal 5’ al 10’ del primo quarto, e i lupi virtussini riescono a mantenere il gap di 10 punti alla fine della prima frazione di gioco.

Dopo il mini-intervallo, Algeri e compagni non ci stanno e con un mini-parziale di 9-0 rientrano in partita, guidati dal veterano Padovani, che con una tripla dal mezz’angolo destro della metà campo offensiva, firma il 38-36 con cui si va negli spogliatoi.

Vettese scuote i suoi, e dall’intervallo lungo esce una Virtus vogliosa di portare i due punti a casa. La Tiber, però, “morde le caviglie” rossoblù nel caldo infernale del PalaDonati e a questo punto lo staff cassinate decide saggiamente di non rischiare i suoi punti forti in vista del girone infernale dei playoff. Escono, dunque, definitivamente dalla scena Carrizo, Bagnoli, il recuperato, seppur non ancora al 100%, Enzo Cena, Panzini e Del Testa, lasciando spazio a Banach, De Ninno e Pasquinelli, affiancati dalle ottime “chiocce” Petrucci e Bini. Sono proprio quest’ultimi a guidare alla vittoria le “V” rossoblù, sostenuti in maniera assolutamente decisiva da Fabrizio De Ninno, che con due canestri da 2 punti da assoluto campione, fa recapitare un messaggio allo staff tecnico benedettino in vista della post-season che inizierà questo fine settimana.

La Virtus nel terzo quarto trova poche soluzioni offensive, così come nel quarto periodo, ed allora decide di sciorinare una prestazione difensiva di rara bellezza per portare a casa la vittoria finale. L’asse Bini-Petrucci-Pasquinelli recupera ben 9 palloni, e Cassino riesce a mantenere le distanze alla fine del 3 quarto (50-53, ndc).

Nel 4° periodo, apre le danze sempre l’airone virtussino, Niccolò Petrucci, con una tripla dall’arco dei sei e settantacinque, al quale rispondono in rapida sequenza Dal Sasso e il centro Valentini, indiscusso MVP dei suoi con ben 17 punti. Al 34’, la Virtus conduce per 54-56.

Fino al 36’, entrambe le squadre fanno fatica a trovare la via del canestro, e al pubblico appare abbastanza chiaro l’arrivo di un finale al cardiopalma “punto a punto”.

A De Ninno replica Valentini con due liberi segnati, mentre alla schiacciata di Bini ribatte Bertoldo con una delle sue bombe da tre punti; la Tiber produce il massimo sforzo al 38’, ed il risultato è sempre in favore di Cassino, 61-62.

La formazione di Vettese non perde mai la leadership nel match, la testa e la calma, ed è forse proprio questa la nota positiva della calda domenica romana. Le formazioni in campo continuano a segnare rimanendo sempre ad un possesso di distanza l’una dall’altra, fino a trenta secondi dalla fine.

Banach sbaglia un comodo appoggio sotto canestro e dall’altra parte la Tiber, però, non riesce a capitalizzare il regalo del lungo cassinate. Palla sul ferro e i tifosi rossoblù possono allora festeggiare i 46 punti in classifica, insieme al 67-68 finale di giornata.

“Sono contento della prestazione dei ragazzi” commenta un soddisfatto Leonardo Manzari, direttore sportivo rossoblù, a fine gara.

“Negli spogliatoi abbiamo deciso di allenare le nostre menti e le nostre alchimie di gioco in vista dei playoff, e penso che lo abbiamo fatto nel migliore dei modi. Abbiamo conquistato una vittoria con i nostri ‘under’ in campo, tenendo botta al cospetto di una formazione che in casa aveva in attacco circa 90 punti di media realizzati. Aldilà delle percentuali non ottime al tiro, abbiamo difeso bene e siamo stati bravi a tenerli sempre a distanza di sicurezza fino al 40’. Tutti hanno portato un mattoncino alla vittoria finale, dal primo all’ultimo del roster, e spero che sia così anche nei playoff. Nei quarti di finale, adesso, ci aspetta Matera, una formazione che fino a due anni fa calcava palcoscenici ben diversi rispetto alla Serie B; una compagine dal grande blasone e che annovera tra le sue fila elementi di indiscusso valore come Ochoa, Migliori, Ravazzani, Terenzi, Dimarco, solo per citarne alcuni. Penso che sia stato, rispetto alla posizione conquistata in regular season, il cliente più scomodo per noi, ed il più difficile che potevamo desiderare. Adesso, dunque, è finito il momento di scherzare e di ridere. È arrivato il momento clou della stagione, e mi aspetto tanto dai miei ragazzi. Hanno fatto una meravigliosa regular season, superando una marea di difficoltà, ma i playoff sono un altro campionato, dove si azzera tutto quello che hai fatto di buono in stagione regolare. Sangue freddo, quindi, e testa ben proiettata ad una delle battaglie sportive più impegnative di tutta la stagione”.

La Virtus Cassino, così, mette in archivio da terza classificata, la quarta regular season nel terzo campionato nazionale italiano; adesso, sguardo rivolto ai playoff; primo avversario Matera… fuori i secondi!

 

15 settembre 2017 0

La Procura di Cassino archivia la denuncia contro Laura Boldrini

Di redazionecassino1

Cassino – La Procura della Repubblica di Cassino archivia la denuncia presentata da Niki Dragonetti nei confronti della Presidente della Camera Laura Boldrini. Nei giorni scorsi in un tweet la Presidente della Camera scriveva: “Europa, resistenza a cedere quote sovranità. Ma il traguardo va raggiunto o prevarranno disgregazione e populismo”. Parole che a giudizio dell’imprenditore cassinate, risultavano come un atto contrario alla Costituzione. Dragonetti, che è anche coordinatore provinciale del movimento dei Popolari per l’Italia, spiegava che nelle parole di Laura Boldrini si ravvisava il reato di istigazione a delinquere, poichè a suo giudizio “La cessione di sovranità dell’Italia in favore dell’Europa rappresenta indiscutibilmente la fine dell’Italia quale nazione libera e indipendente, ciò è esattamente quello che accadrebbe in caso di occupazione militare del Paese”. Secondo Dragonetti, le parole della presidente sarebbero punibili come reato di istigazione a delinquere perché la Boldrini con quelle frasi avrebbe chiesto agli italiani di compiere un atto anti-Costituzionale, perché la sovranità appartiene solo al popolo e non può essere certo delegata completamente a organi sovranazionali come la Ue”. Dopo l’iniziativa dell’imprenditore cassinate la Procura della Repubblica di Cassino aveva aperto un fascicolo.

Oggi la decisione che pone fine alla questione, infatti, il Procuratore della Repubblica di Cassino, dott. Luciano D’Emmanuele ha ritenuto: “In relazione al procedimento originato da denunzia presentata da privato cittadino, nei riguardi dell’onorevole Presidente della Camera dei Deputati, questa procura, espletate le formalità di legge ha ritenuto dopo l’esame analitico della denunzia, di chiedere, senza nessun’altra incombenza, l’archiviazione della notizia di reato per sua infondatezza”.

F. Pensabene

4 ottobre 2016 0

Molestie sessuali in seminario, il Gip di Cassino archivia il caso sul vescovo Antonazzo

Di admin

Cassino – Chiusa definitivamente la vicenda giudiziaria dai tratti scabrosi che riguardano il vescovo della diocesi di Sora Cassino Aquino e Pontecorvo  Gerardo Antonazzo. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GiP) di Cassino, accogliendo la richiesta della procura della Repubblica, ha archiviato il caso.

Ad Aprile la notizia dell’indagine che la procura stava svolgendo su presunte molestie sessuali del prelato ad alcuni seminaristi tutti maggiorenni. Ad innescarle è stata la lettera di uno dei seminaristi alla Procura. Dopo aver ascoltato diversi giovani seminaristi la Procura ha chiuso le indagini e chiesto l’archiviazione al Gip per difetto di querela. Richiesta accolta e caso chiuso.

Ermanno Amedei

19 settembre 2016 0

Addio zio Peppuccio. Scomparso a Coreno nel 2011, il Gip archivia il caso di Giuseppe Ruggiero

Di admin

Coreno Ausonio – Archiviato il caso sulla scomparsa di Giuseppe Ruggiero e Zio Peppuccio è scomparso definitivamente. L’anziano scomparì nel nulla il 15 maggio del 2011 in circostanze misteriose. Ipotizzando la sua morte in un luogo di montagna impervio, forse cadendo in qualche crepaccio, noinostante le ricerche compiute da centinaia di persone, nulla di lui, a parte il suo ciclomotore venne mai trovato. Il figlio Antonio e tutti i suoi parenti sostenendo che l’anziano padre non fosse morto in quei luoghi e ipotizzando che qualcuno lo aveva portato da qualche parte, si era opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura della Repubblica. Il questi giorni il gip di Cassino ha sciolto la riserva su quella richiesta di archiviazione accogliendola. Il caso, quindi, è chiuso ma l’amarezza per la famiglia è tanta e il figlio dello scomparso ha affidato lo sfogo ad una lettera aperta che riceviamo e pubblichiamo.

“Cari Amici, sono Tonino, il figlio di Giuseppe Ruggiero detto Zio Peppuccio e vi comunico che, mio padre scomparso una prima volta da Coreno Ausonio (FR) il 15 maggio 2011, e scomparso una seconda volta a cinque anni di distanza, ora (adesso) per l’indifferenza di tutti!

Con molto rammarico vi informo dell’archiviazione comunicatomi oggi dall’Avvocato Enrico Mastantuono del foro di Latina, (che ringrazio anche in nome della famiglia, per la sua vicinanza e completa dedizione verso la nostra “causa”) con la quale lo Stato Italiano attraverso i suoi rappresentanti, pone per sempre la parola fine sulla misteriosa vicenda di mio padre.

Il GIP ha scritto che non deve essere fatta alcuna investigazione suppletiva, data l’oggettiva impossibilità di giungere con adeguata certezza all’individuazione dell’autore del reato ecc. Ecc. .

In questo momento di grande frustrazione per noi, non ci sentiamo di aggiungere nulla a quello che ci è stato comunicato dal nostro Avvocato, sennonché stiamo valutando importantissime iniziative future, sia della famiglia che dell’Associazione Penelope, che a breve comunicheremo tramite una conferenza stampa.

L’amarezza per quest’ulteriore archiviazione, ha preso il sopravvento su ogni altro aspetto, in quanto, (nella camera di Consiglio tenutasi presso il Tribunale di Cassino il sette luglio scorso), chiedemmo una successiva attività investigativa, finalizzata quantomeno al ritrovamento dei poveri resti di mio padre.

La condizione in cui ci troviamo adesso, non certo consolatoria, fa presagire che il ritrovamento di mio padre possa avvenire soltanto per puro caso, domani come tra cent’anni, magari per una confessione in punto di morte di qualcuno: “MENO MALE CHE E’ SUCCESSO A “LORO”, E NON A NOI”!

Come mia madre, ha annunciato attraverso un video-appello nello scorso mese di maggio, la mia famiglia non cerca vendetta e, a questo punto, neanche giustizia. Se qualcuno adesso la desidera, deve solo sperare che quello che è successo a mio padre non capiti a nessun altro; la nostra famiglia – lasciata da sola di fronte a questo dramma – ha già dato!

Noi, gente mite, semplice e pacifica, volevamo soltanto una tomba su cui poter piangere mio padre; e come vedete, questo c’è stato negato. Ora, le sue misere ossa, potranno restare abbandonate per sempre sulla nuda terra, come quelle di un animale!

Siamo schifati di tutto quello che è successo in questi anni, e ribadisco che, questa non è una vergogna solo per noi: lo è per tutta la comunità di Coreno, l’intero territorio della valle dei Santi, la società civile, e l’Italia tutta; quella composta da galantuomini.

Finisco con una frase tratta dalla Lettera Aperta (in quella paginetta per chi volesse leggerla c’è scritto questo, ed altro) che il 09 maggio 2016 ho indirizzato a sette personaggi delle Istituzioni: dal Presidente della Repubblica Italiana a Papa Francesco, senza essere degnato tuttora di una qualsivoglia risposta – se non questa – comunicataci dal tribunale di Cassino:

…..Da rispettabile cittadino Italiano, ha sempre dato lustro alla Patria che tanto amava, ed ha pagato regolarmente le imposte (cosa che continua a fare tuttora) quindi, è stato gioco facile dimenticarlo. Questa persona cui è stato impedito di continuare a fare il nonno – è mio padre – e i requisiti come si vede li aveva tutti: per questo motivo, e all’insaputa dei più, sta bene nel posto in cui si trova”. 

Tonino Ruggiero – Rappresentante della famiglia e figlio dello scomparso, nonché vice Presidente di Penelope Lazio ONLUS, Associazione delle Famiglie e Amici delle Persone Scomparse.

Er. Amedei