Tag: attivita

11 Gennaio 2019 0

Polfer, bilancio 2018 un anno di attività

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

ROMA – La rete ferroviaria italiana, con le sue stazioni, i treni, le linee ferrate e le altre infrastrutture, costituisce l’ambito operativo di competenza della Polizia Ferroviaria, alla quale è affidata la tutela della sicurezza degli utenti del trasporto, attraverso l’attuazione di servizi di prevenzione e repressione dei reati all’interno degli scali ferroviari, di scorta a bordo treno e di pattugliamento lungo le linee ferrate.

In questo particolare ambito, il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio attua i propri dispositivi di controllo in tutta la Regione attraverso l’azione del proprio personale che effettua costanti servizi di pattugliamento del “territorio ferroviario”, sovente anche in sinergia con le Questure ove hanno sede gli uffici periferici della Specialità, al fine di garantire sicurezza agli utenti che si avvalgono del sistema ferroviario sia per i propri spostamenti e sia per fruire dei servizi offerti nelle stazioni, divenute veri e propri luoghi di aggregazione sociale.

Nel corso dell’anno 2018 le attività di prevenzione e contrasto dei reati, specie di quelli di carattere “predatorio” quali rapine, borseggi, furti, scippi, svolte dalle donne e dagli uomini della Specialità nella nostra Regione si sono concretizzate in 165 persone arrestate, 776 persone denunciate, 505 contravvenzioni elevate, per un totale di 151.243 persone identificate.

L’azione di contrasto al fenomeno dell’abusivismo, è stata realizzata attraverso l’effettuazione di 125 servizi di controllo straordinario del territorio ed ha consentito di individuare e sanzionare i soggetti sorpresi ad esercitare attività commerciali senza le previste autorizzazioni nonché quegli utenti che, anche imprudentemente, contravvengono alle norme che regolano il trasporto ferroviario.

Il contrasto ai furti di rame è stato realizzato attraverso 189 controlli ai centri di raccolta e recupero dei metalli e 3.056 servizi di pattugliamento delle linee ferroviarie.

Il dispositivo, integrato da mirate attività di polizia giudiziaria, ha permesso di conseguire il recupero di circa 2.366 Kg. di rame di provenienza furtiva, l’arresto di 3 persone e la denuncia in stato di libertà di 4 soggetti.

Non di minore rilevanza è stata l’attività connessa ai numerosi servizi di ordine pubblico che hanno interessato le aree di stazione; sono stati 727 i servizi predisposti in occasione di eventi e/o manifestazioni che hanno visto numerose persone utilizzare il trasporto ferroviario per i loro spostamenti.

Per quanto concerne le attività di Polizia Giudiziaria sono da annoverare, tra le più importanti compiute nel corso del 2018 dal personale del Compartimento, quella che, nel mese di aprile, ha consentito al personale della Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale di trarre in arresto quattro cittadini stranieri che rapinavano i viaggiatori dopo aver somministrato loro delle bevande addizionate con sostanze soporifere.

Lo stesso personale, nel mese di agosto, ha concluso una attività di indagine che ha permesso di sgominare una associazione a delinquere, finalizzata alla commissione di una serie di furti e rapine a bordo di treni notturni viaggianti tra la Calabria ed il Lazio, permettendo l’emissione da parte dell’Autorità giudiziaria di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti cittadini italiani.

           Oltre alle attività di prevenzione e repressione dei reati, la Specialità Polizia Ferroviaria, come tutta la Polizia di Stato, proprio in virtù del sentimento di vicinanza al cittadino propria dell’Istituzione, opera anche a tutela delle persone in difficoltà; in particolare, nel corso dell’anno 2018, sono stati rintracciati 182 minori, poi riaffidati alle cure delle proprie famiglie o ai Centri di accoglienza.

Di non minore rilevanza è l’opera di soccorso, prestata occasionalmente dal personale della Specialità verso gli utenti ferroviari colti da malore; per tale scopo un rilevante numero di personale della Polizia Ferroviaria è abilitato all’utilizzo del defibrillatore; infatti proprio per garantire questo tipo di salvaguardia, da alcuni anni sono presenti, presso le articolazioni territoriali della Polizia Ferroviaria del Lazio, 6 defibrillatori automatici al cui utilizzo sono stati addestrati 110 dipendenti della Specialità.

Nel più ampio quadro della sicurezza e della educazione alla legalità, particolarmente rivolta ai giovani, sono continuate le iniziative tese ad accrescere la cultura della sicurezza in ambito ferroviario.

Tra queste è proseguita l’iniziativa denominata “Train to be cool”, attraverso la quale, con l’impiego di operatori specificatamente formati per dialogare con gli alunni delle scuole medie inferiori e superiori, sono stati realizzati incontri formativi presso le scuole esponendo ai ragazzi, con l’ausilio di interessanti audiovisivi, i comportamenti pericolosi per la propria ed altrui incolumità personale nel contesto ferroviario.

In tale ambito, nel corso del 2018 il personale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio ha incontrato complessivamente 6528 alunni, che hanno interagito con elevato interesse, raggiunti attraverso 41 visite ad istituti scolastici di tutte le province del Lazio.

 

9 Gennaio 2019 0

Dopo i litigi nella maggioranza il reparto manutenzione del Comune in attività in campo Miranda

Di redazionecassino1

CASSINO – Ci sono voluti mesi per assopire, ma sono in pochi a crederci, la litigiosità in seno alla maggioranza D’Alessandro. Del resto le vicende degli ultimi tempi non lasciano certo margini ad illusioni sulla tenuta della maggioranza che da oltre due anni amministra Cassino. Dimissioni del Primo cittadino, surroga del consigliere dimissionario Evangelista, rimpasti di assessorati, riunioni di maggioranza che definire ‘turbolenti’ è un eufemismo, insomma uno scenario complessivo non certo edificante per Cassino. Poi gli accordi di partito sembravano aver appianato i malumori tanto che nella relazione di fine anno D’Alessandro annunciava la nomina, proprio di Franco Evangelista a nuovo assessore alla manutenzione e ambiente del Comune. Sembra che la nuova nomina abbia sortito gli effetti. Sono infatti ripresi i lavori di sistemazione di strade e giardini. Questa mattina, inoltre, è ripresa la sistemazione di campo Miranda. I lavori sono iniziati con il taglio delle erbacce e la rimozione dei rifiuti intrappolati da queste nonostante il maltempo. Ma Franco Evangelista ha assicurato che domani i lavori riprenderanno fino al termine e con il ripristino dell’illuminazione adeguata.

Speriamo che i cambiamenti nella compagine amministrativa possano far ritrovare alla città l’attenzione ed il decoro che merita!

F. Pensabene

 

11 Dicembre 2018 0

Immigrazione: Prosegue l’attività di monitoraggio della Polizia di Stato: sette espulsioni

Di redazionecassino1

FROSINONE – Proseguono i controlli dell’Ufficio Immigrazione per contrastare l’immigrazione irregolare e garantire, altresì , l’allontanamento dal territorio nazionale di coloro che non hanno i requisiti previsti dalla legge.

Altri sette provvedimenti di espulsioni hanno colpito altrettanti stranieri.

Espulso un cittadino indiano, per il quale il Giudice di Pace ha convalidato il provvedimento prefettizio.

L’uomo è stato accompagnato, con volo diretto, nel Paese d’origine.

Aveva scontato la pena detentiva in seguito a condanna per violenza sessuale.

Per altre sei persone, originarie rispettivamente della Nigeria , dell’Egitto,  del Gambia, del Marocco –due- e  del Senegal,   l’espulsione è invece scattata in quanto prive del permesso di soggiorno.

Inoltre, quattro di loro hanno a carico anche reati in materia di stupefacenti.

I controlli dell’Ufficio Immigrazione proseguiranno per contrastare l’immigrazione irregolare, e garantire, altresì , l’allontanamento dal territorio nazionale di coloro non hanno i requisiti previsti dalla legge o la cui presenza costituisca pericolo  per l’ordine e per la sicurezza pubblica.

 

24 Ottobre 2018 0

blitz della Polizia Locale presso le attività del quartiere: 320 mila euro di sanzioni. Chiusi due ristoranti ed un bar

Di admin

ROMA – Una vasta operazione è stata eseguita nella giornata di ieri da parte della Polizia Locale, Gruppi V Prenestino e Casilino, nella zona di Via dell’Omo, via della Vaccheria Gianni e altre aree limitrofe, con controlli mirati sulle attività commerciali del quartiere. Decine gli esercizi di somministrazione di generi alimentari e bevande, nonché depositi di abbigliamento e accessori  sottoposti ad accertamenti a 360° in materia amministrativa, igienico-sanitaria, edilizia, ambientale e fiscale.

Durante le verifiche, effettuate in collaborazione con agenti del Pics (Pronto Intervento Centro Storico) specializzati nel settore ambientale,  personale  di Aequa Roma ed alcuni ispettori dell’ INPS,  sono state riscontrate irregolarità per un totale di sanzioni pari a circa 320.000 euro, comminate ai titolari degli esercizi, perlopiù  di nazionalità cinese. Numerosi gli illeciti accertati: mancanza di regolare etichettatura o tracciabilità degli alimenti, mal conservazione e promiscuità dei cibi, occupazioni di suolo pubblico non autorizzate, irregolare smaltimento delle sostanze inquinanti ed evasione dei tributi locali. In un locale rilevati anche alcuni abusi edilizi, per i quali verrà informata l’Autorità Giudiziaria. Gravi anche le condizioni igienico-sanitarie riscontrate dagli operanti all’interno di due attività (presenza di insetti, blatte, escrementi di topi), a seguito delle quali si è reso necessario l’intervento di personale della Asl.  Disposta immediatamente la chiusura di un bar e di un ristorante della zona. Un altro esercizio è stato chiuso per illeciti nella gestione contributiva dei dipendenti. Ispettori INPS hanno accertato la mancanza dei requisiti assicurativi e contributivi di numerosi lavoratori, procedendo, in alcuni casi, alla denuncia dei titolari delle attività.
22 Ottobre 2018 0

Spaccio di droga a Ferentino, sospesa l’attività a tre bar

Di admin

FERENTINO – In seguito all’arresto di 5 persone di Ferentino, i carabinieri della locale stazione e quelli della compagnia di Anagni comandata dal maggiore Camillo Meo, hanno sospeso l’attività per tre bar di Ferentino.

Le attività poste in essere da quei militari, avrebbero accertato, secondo quanto riferito dagli investigatori, che in svariati casi gli incontri per la cessione dello stupefacente agli acquirenti, per lo più giovani tossicodipendenti locali, avvenivano all’interno o nelle immediate adiacenze di “bar” di quel Comune, tant’è che in alcuni casi gli indagati erano soliti dare appuntamento ai loro acquirenti presso quegli esercizi definendoli l’ “Ufficio”. A seguito dell’esecuzione delle Ordinanze, i militari del suddetto Comando proponevano, per i motivi sopra indicati, alla Questura di Frosinone la sospensione della licenza di Pubblica sicurezza per i tre Bar di Ferentino, il Bar Sandy (sospensione per 30 giorni), Bar Cippitelli (sospensione per 15 giorni) e Bar Franca (sospensione per giorni 10), individuati dalle persone arrestate quali luoghi di abituale ritrovo per i loro traffici illeciti.

Questa mattina, gli operanti, collaborati dai militari della Compagnia di Anagni, hanno dato esecuzione all’Ordinanza di sospensione che accoglieva integralmente le risultanze investigative dimostranti come i locali fossero un ritrovo abituale di persone pregiudicate e/o dedite all’uso di sostanze stupefacenti.

19 Ottobre 2018 0

Rapinavano attività commerciali, arrestate a Latina sette persone

Di admin

LATINA – Nella primissima mattinata di stamattina, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri di Latina hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Latina dott.ssa Campoli su richiesta del Sostituto Procuratore dott. Valerio De Luca, a carico di sette persone pluripregiudicate, tra cui due donne, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi.

Le indagini condotte in collaborazione dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Latina, partendo da episodi diversi, sono pervenute allo stesso gruppo criminale, consentendo di contestare ben 6 rapine commesse da commandi a composizione variabile, ai quali prendevano parte, di volta in volta, due o tre degli indagati, tra i quali si trovava spesso una donna, la quale assicurava la sorveglianza rispetto all’eventuale presenza delle Forze dell’Ordine e agevolava la fuga dei complici con l’utilizzo di un’autovettura “pulita”.

Gli obiettivi delle rapine, tutte commesse nel periodo da luglio a novembre 2017, erano Sale Slot, ristoranti e tabaccherie.

Oltre alle rapine vengono contestate ai componenti della banda molteplici attività criminali, tra cui lo spaccio di sostanze stupefacenti; l’estorsione commessa ai danni di un consumatore di cocaina, concretizzatasi con l’appropriazione della sua casa popolare, per saldare pregressi debiti di droga, costringendo la vittima all’indigenza; la detenzione ed il porto di armi in occasione degli assalti negli esercizi rapinati.

22 Settembre 2018 0

Ristoranti e pizzerie nel mirino del Nas di Latina, chiuse sei attività

Di admin

LATINA – Pizzerie, ristoranti e depositi all’ingrosso ed al minuto di alimenti e bevande sono stati passati al setaccio dai carabinieri del Nas di Latina che, nel corso dei controlli hanno disposto la chiusura di sei attività elevando sanzioni per 12mila euro. Gli uomini del capitano Egidio Felice hanno operato a Fondi, dove, presso un ristorante hanno riscontrato irregolarità per le quali si è arrivati alla chiusura dell’annesso locale deposito di alimenti e bevande che era tenuto in gravi condizioni igienico strutturali e di pulizia e con l’imposizione, da parte del personale medico-ispettivo dell’ASL successivamente intervenuto, di prescrizioni atte a sanare le carenze rilevate e finalizzate alla ripresa dell’attività di deposito.

A Terracina sono state rilevate analoghe pessime condizioni di pulizia ed igienico strutturali in un deposito  di alimenti e bevande annesso ad un SUPERMERCATO. Il titolare oltretutto aveva attivato tale deposito senza aver informato l’Autorità mediante la presentazione della prevista D.I.A. sanitaria. Inevitabile la chiusura e la sospensione dell’attività di deposito fino all’ottemperanza delle prescrizioni correttive imposte dal personale ispettivo dell’ASL intervenuto a richiesta dei militari del N.A.S. di Latina.

Un ristorante pizzeria di Roccagorga è stato protagonista di  varie situazioni illecite. Infatti i militari del N.A.S.,  oltre a rilevare gravi condizioni di igiene e pulizia nel deposito alimenti e nelle celle frigorifere annesse, hanno rinvenuto oltre 15 Kg di carni ovi-caprine la cui provenienza non era stata dimostrata al fine di poterne comprovare la salubrità. Il deposito e le celle frigorifere sono state quindi oggetto di provvedimento di chiusura con prescrizioni dettagliate da parte del personale ispettivo dell’Asl Latina, mentre le carni clandestine sono state sottoposte a sequestro amministrativo in attesa del provvedimento di distruzione da parte dell’Autorità.

Nel prosieguo dei controlli, a Sezze i militari del N.A.S. hanno sottoposto a chiusura per gravi carenze strutturali, un deposito all’ingrosso di alimenti e bevande. Di fatto il titolare, nonostante il degrado in cui versavano i locali, continuava incurante l’attività di deposito di alimenti, omettendo di  effettuare i necessari interventi manutentivi per garantire la  pulizia e la salubrità degli stessi. Il deposito rimarrà chiuso  fino all’ottemperanza delle prescrizioni imposte dal personale ispettivo dell’Asl Latina.

Ulteriori controlli effettuati a LATINA, hanno comportato la chiusura di un ristorante Pizzeria. Infatti i militari del N.A.S., al termine di accurata ispezione, accertavano che , contrariamente a quanto dichiarato  nelle procedure di autocontrollo HACCP,  il titolare utilizzava, nelle cucine e nel proprio ciclo produttivo, acqua non proveniente dalle condotte comunali ma contenute in appositi serbatoi e per le quali non esibiva alcun certificato analitico che ne accertasse la potabilità e la salubrità. Il personale ispettivo dell’Asl impartiva nel contempo dettagliate prescrizioni correttive imponendo la sospensione dell’attività fino al conseguimento delle certificazioni analitiche sulla potabilità delle acque utilizzate

Analogamente alla vicenda riscontrata a Latina,  un controllo ad un altro esercizio di ristorante pizzeria posto nell’ambito del comune di Aaprilia si è conclusa con la sospensione dell’attività produttiva. Il titolare aveva infatti collegato l’impianto idrico della cucina con un pozzo artesiano da cui prelevava tutte le acque necessarie per le preparazioni culinarie. Il medesimo non era però in grado di  garantire, agli ispettori del N.A.S. di Latina, la salubrità e potabilità di tali acque, certificando, in autocontrollo, l’effettuazione di apposite analisi chimico-fisiche da parte di Laboratorio autorizzato per le analisi delle acque, motivo per il quale, al fine di scongiurare un potenziale grave danno alla salute degli avventori del pubblico esercizio, veniva adottato il predetto provvedimento restrittivo temporaneamente e fino al ripristino delle condizioni di sicurezza igienica, venute a mancare in assenza di certificati analitici che attestino la potabilità delle acque utilizzate. Per il grave illecito il titolare al titolare è stata comminata altresì una sanzione amministrativa di 2.000 euro.

1 Settembre 2018 0

Ventotene; il Nas chiude alcune attività di ristorazione, multati i titolari e sequestrate merci per 50mila euro

Di redazionecassino1

VENTOTENE – L’approssimarsi del termine della stagione estiva non vede sminuire l’impegno dei  Carabinieri del N.A.S. di Latina nell’ambito dei controlli inerenti la sicurezza alimentare e sanitaria. E’ recente infatti il sinergico impiego degli ispettori dei Carabinieri del N.A.S. di Latina, dei militari della Stazione Carabinieri di Ventotene  e dei funzionari dell’ASL Latina che, supportati da un elicottero del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, hanno espletato dodici ispezioni a varie attività di ristorazione, sanitarie e socio-assistenziali poste sul  territorio dell’isola di Ventotene (n.8 attività ristorative, nr. 1 deposito di alimenti e nr. 3 attività di tipo sanitario e socio-assistenziale).

All’esito di tali controlli veniva:

a)      sottoposta a chiusura un’attività di ristorazione con annessa attività di  laboratorio, adibito anche alla preparazione e commercializzazione di conserve alimentari e marmellate, che oltre ad essere privo di qualsiasi autorizzazione presentava anche gravi carenze igienico-strutturali e la mancanza di procedure di autocontrollo. Sequestrati oltre 500 barattoli e vasetti di conserve alimentari e marmellate di vario genere e formato, nonché 40  litri circa di liquori a base di erbe, tutti confezionati in loco senza che fosse garantita la sicurezza igienica e la tracciabilità degli ingredienti utilizzati;

b)      avviata procedura sanzionatoria per altre tre attività di ristorazione per carenze igieniche-strutturali e per l’inadeguatezza delle procedure di autocontrollo per le quali venivano imposte attività prescrittive da parte dei funzionari del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’ASL di Latina.

Ulteriori controlli sono stati eseguiti dai Carabinieri del N.A.S. su alcuni furgoni coibentati utilizzati per il trasporto degli alimenti nel corso delle procedure di traghettamento verso l’isola di Ventotene. Tale attività ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro 20 kg circa di prodotti ittici, destinati alla vendita sulle isole ponziane, privi della documentazione necessaria per la loro tracciabilità e garanzia di salubrità.

Per gli illeciti rilevati durante l’operazione, venivano contestate a carico dei trasgressori violazioni amministrative per un importo complessivo che supera i 17.000 euro (13.000 euro solo per la struttura ristorativa chiusa), mentre il valore dell’attività chiusa e dei prodotti alimentari sottoposti a sequestro supera i 50.000 euro.

29 Maggio 2018 0

L’ex 007 Mary Pace torna in attività: Italia senza copertura contro il terrorismo

Di admin

SGURGOLA – Mary Pace torna al lavoro. L’ex 007 di Sgurgola sostiene di essere prossima a rimettersi in gioco in una veste nuova, quella dell’istruttrice di agenti segreti.

“Una necessità – sostiene lei – che nasce dai gravissimi danni, in tema di sicurezza nazionale, cagionati dagli ultimi deplorevoli Governi”.

Come noto, Mary Pace vanta una prestigiosa ed ineguagliabile collaborazione operativa, per oltre 45 anni, con i Servizi Segreti, sia italiani sia esteri, essendo peraltro salita agli onori della cronaca per aver sostenuto, dandone prova, di aver fornito, nel 2003 alla DIGOS e nel 2010 alla CIA, le esatte coordinate del rifugio di Osama Bin Laden.

“Bisogna porre rimedio all’incontrollata e pericolosissima presenza di cellule clandestine di jihadisti fondamentalisti, sul nostro territorio. Bisognerà porre mano a tutta la precaria ed inefficace strategia, fino ad oggi attuata, in tema di controterrorismo, spionaggio e controspionaggio. Non è materialmente ammissibile lasciare il nostro Paese esposto ad un livello così alto di rischio attentati terroristici. Per dirla in termini tecnici, ma volutamente criptici, attualmente l’Italia non è coperta da alcun ombrello e la possibilità di violenti acquazzoni, se non addirittura bufere, è sempre dietro l’angolo”.

19 Aprile 2018 0

Cassino, in tre rapinavano attività commerciali nel basso Lazio, arrestati da Carabinieri

Di redazionecassino1

CASSINO – La banda di rapinatori conosciuta come la banda della R6, dal modello della moto Yamaha che adoperavano per mettere a segno i colpo a tabaccherie o stazione servizio per poi dileguarsi, è stata finalmente sgominata dai carabinieri della compagnia di Cassino.

In manette sono finiti Giovanni Gelfusa, 37 anni, Stefano D’Alessandro, 32 anni e Luca Rafeli, di 36 anni. Tutti con precedenti e residenti tra Rocca D’Evandro e San Vittore del Lazio. Le indagini svolte dagli uomini del capitano Ivan Mastromanno hanno avuto inizio a seguito della commissione di alcune rapine a mano armata e sequestro di persona, commesse nella giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Cassino, da soggetti che durante le azioni delittuose giungevano sul posto a bordo di una moto di grossa cilindrata (Yamaha R/6), di colore bianco e rosso, con la quale poi si dileguavano.

I rapinatori colpivano attività commerciali la sera, in orario di chiusura, prevalentemente distributori di carburanti situati nel basso Lazio, sempre con il medesimo “modus operandi” consistente nel fatto che il soggetto che eseguiva materialmente la rapina mostrava alla vittima – senza tirarla fuori dalla cintola dei pantaloni – una pistola semiautomatica, di colore scuro, simile a quella in uso alle Forze dell’Ordine. Altra particolarità che legava i delitti tra loro, o meglio il filo conduttore era l’inflessione dialettale con cui si esprimevano i rapinatori, un accento locale ovvero alto casertano-basso Lazio.  A seguito delle rapine i militari del NORM della Compagnia Carabinieri di Cassino, unitamente a quelli della Stazione di Cervaro, si erano arrivate ed al termine di una intensa e serrata attività info-investigativa hanno identificato negli odierni arrestati tre giovani dimoranti tra Rocca D’Evandro (CE) e San Vittore del Lazio che si erano organizzati, con ruoli intercambiabili tra loro per rendere più difficoltosa l’identificazione, per commettere rapine in danno di commercianti della zona. Le articolate investigazioni svolte con numerosi servizi di osservazione, pedinamento dei sospettati ed attività tecniche di P.G., nonché di un sequestro di una felpa indossata da Rafeli Luca durante una rapina, ha permesso di conseguire gravi indizi di colpevolezza a loro carico.

Degli elementi raccolti, veniva redatta una dettagliata informativa di reato, nella quale si riportavano tutte le prove acquisite in relazione alle rapine consumate dal gruppo malavitoso nonché la richiesta dell’applicazione urgente di una misura cautelare in carcere, atteso il concreto pericolo di fuga, la pericolosità degli indagati e il pericolo di reiterazione di ulteriori gravi delitti.

Rapine consumate e scoperte:

1) in data 29.09.2017, intorno alle ore 19:45, in Cervaro rapina in danno di un’edicolante, ad opera di un giovane con il viso travisato da un casco integrale. Il rapinatore, entrato all’interno dell’esercizio, sotto la minaccia di una pistola che mostrava e che teneva nella cintola dei pantaloni, si faceva consegnare dalla vittima l’incasso consistente in euro 100,00. A termine dell’azione delittuosa  il rapinatore e il complice che lo attendeva all’esterno, con funzioni di “palo”, si allontanavano dal posto a bordo di una moto Yamaha R/6 di colore bianco e rosso;

2) in data 30.09.2017,  alle ore 15:30 circa, in Spigno Saturnia (LT), lungo la S.R. 630,  rapina in danno del gestore di distributore di benzina, ad opera di due giovani che sopraggiungevano nell’area di servizio a bordo di una moto Yamaha R/6 di colore bianco e rosso. Mentre l’autista rimaneva in sella alla moto con il motore acceso, il passeggero – con volto travisato dal casco integrale e occhiali scuri – scendeva e si avvicinava al benzinaio e sotto la minaccia di una pistola, che mostrava e che teneva nella cintola dei pantaloni, si faceva consegnare il marsupio contenente la somma in contanti di euro 1.932,00;

3) in data 06.10.2017,  alle ore 19:50 circa, in San Vittore del Lazio, rapina in danno del gestore di un distributore di carburante ad opera di un giovane armato di pistola che affrontava la vittima, mentre si apprestava ad allontanarsi dal luogo di lavoro, a bordo della propria autovettura. Il rapinatore, con una mossa fulminea, entrava nell’auto e sotto la minaccia della pistola, costringeva la vittima a recarsi in una località isolata posta poco distante, facendosi consegnare l’intero incasso (circa 4.000,00 euro), il portafogli contenente carte di credito e documenti vari, nonché prelevava dall’autovettura alcune borse contenenti tabacchi, biglietti “gratti e vinci”, per un valore complessivo di circa 10.000,00 euro;

4) in data 10.11.2017,  verso le ore 23:45, rapina ai danni del gestore di un bar sito in Rocca D’Evandro (CE). Un soggetto con il volto travisato da passamontagna si presentava presso e con fare agitato, dopo aver spento le luci del locale, si faceva consegnare dal proprietario l’incasso della giornata, consistente in circa 200,00 euro, dileguandosi a piedi;

5) in data 29.11.2017, verso le ore 17:45 circa,  rapina in danno di un gestore di un distributore di benzina posto lungo la S.R. Casilina. Anche in quest’evento, un giovane con il viso travisato da un cappello e una sciarpa, sotto la minaccia di una pistola  che teneva nella cintola dei pantaloni, costringeva la vittima  ad entrare nell’attiguo bagno e qui gli sottraeva il portafogli contenente l’incasso giornaliero di euro 1.500,00), il telefono cellulare I-Phone del valore di circa 400,00 euro, dandosi poi alla fuga dopo aver chiuso a chiave la porta del bagno con all’interno il gestore;

6) in data 07.12.2017, verso le ore 20:00, rapina all’interno di un supermercato sito in una nota frazione di Cassino. Un giovane con il volto parzialmente travisato dal cappuccio della felpa e da una sciarpa, sotto la minaccia della pistola che teneva nella cintola dei pantaloni, si faceva consegnare dalle cassiere la somma di euro 300,00, allontanatosi subito dopo a piedi.

Nel corso delle investigazioni i militari operanti acquisivano, inoltre, gravi indizi di colpevolezza in merito ai reati di “rapina aggravata e continuata, sequestro di persona, estorsione, truffa e porto illegale di armi”  commessi dal Gelfusa Giovanni e dal  D’Alessandro Stefano in danno di un giovane barista di Mignano Montelungo (CE). I Carabinieri accertavano che i predetti, dal mese di maggio 2017 e fino al mese di marzo 2018, in concorso tra loro, si rendevano responsabile dei predetti reati in quanto si proponevano di aiutare il giovane che si trovava in difficoltà economiche, ad ottenere un finanziamento di 20.000,00 presso una fantomatica società finanziaria. Il Gelfusa simulando tale interessamento gli “spillava” prima  la somma di euro 1.000,00 poi, non contento, chiedeva l’ulteriore somma di euro 450,00 che la vittima però,  accortosi di essere stato truffato, non consegnava anche perché non aveva disponibilità economiche. Successivamente venivo affrontato e malmenato brutalmente dai predetti al fine di ottenere altre somme di danaro. In un’occasione veniva rapinato della somma di 200 euro e di alcuni documenti personali che lo stesso aveva appena ricevuto dal suo datore di lavoro.

Il P.M., Dott. Roberto Bulgarini Nomi., condividendo le risultanze delle attività di indagine, ravvisando il pericolo di fuga (ma anche il pericolo di reiterazione dei gravi delitti e la pericolosità dei soggetti) ha emesso nei confronti di Gelfusa Giovanni, D’Alessandro Stefano e Rafeli Luca un decreto di “Fermo di Indiziato di Delitto” eseguito dai militari operanti nella mattinata odierna, disponendo altresì l’associazione dei tre arrestati presso Casa Circondariale di Cassino.