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13 Febbraio 2019 0

Un esemplare di gatto selvatico “immortalato” nel Parco dei Monti Aurunci

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true }); FROSINONE – “Esemplare di gatto selvatico europeo avvistato nel Parco dei Monti Aurunci“. Lo si legge in una nota del Parco dei Monti Aurunci. “L’avvistamento, avvenuto in questi giorni, durante il monitoraggio lupi, è da ritenersi un evento eccezionale per il Parco dei Monti Aurunci e non solo. Il gatto selvatico, generalmente sempre fugace e guardingo, è stato ripreso da una fototrappola posizionata in una zona di alta montagna, nel cuore della catena degli Aurunci, a un’ora e mezza di cammino a piedi dalla prima abitazione”.

“ll gatto selvatico (Felis Silvestris) – hanno spiegato nella nota i Guardia Parco Antonio Tedeschi

 Paolo Perrella – è un predatore prevalentemente notturno, ma può trovarsi in attività, a compiere spostamenti, anche di giorno.

Le sue abitudini, il suo carattere particolarmente elusivo, unito ad una vista, udito ed odorato sensibilissimi, rendono particolarmente difficile il suo avvistamento (ecco perché è stato filmato con fototrappola). Vive nelle zone montuose di latifoglie e tende ad evitare i luoghi frequentati dall’uomo. Gli esemplari di gatto selvatico sono caratterizzati dalla striatura dorsale e dalla grossa coda ad anelli. Raramente è stato avvistato sugli Aurunci, per questo – hanno concluso – quello di questi giorni è un evento veramente eccezionale”.
27 Gennaio 2019 0

Foto trappole nel Parco Monti Aurunci per studiare i lupi, pronti per la mappatura dei branchi

Di admin
FROSINONE – “Il Lupo al centro di un’importante ricerca nel territorio del Parco dei Monti Aurunci, nelle province di Latina e Frosinone e più precisamente nei territori di Fondi, Itri, Campodimele, Lenola, Pontecorvo e Pico. A promuovere lo studio è stato proprio il Parco dei Monti Aurunci”. Lo si legge in una nota del Parco Monti Aurunci. “Il Presidente del Parco, Marco Delle Cese ha sottoscritto due importanti convenzioni, a titolo gratuito, con l’associazione Wolf Aurunci e con l’associazione Ambiente Natura e Vita. Una ricerca che arriva alla vigilia del Piano Nazionale di Monitoraggio del Lupo che sarà avviato dall’Ispra e presentato a dicembre scorso. Il progetto, che sarà attivo per i prossimi 3 anni, rientra nelle finalità istituzionali dell’Ente rivolte alla conservazione e alla valorizzazione del suo patrimonio culturale. Il parco dei Monti Aurunci, infatti, sin dalla sua istituzione e dopo il recupero naturale della specie (scomparsa dalla catena degli Aurunci agli inizi del 1900 e riapparsa negli anni 70), ha avviato una serie di progetti e ricerche volti a migliorare la conoscenza del patrimonio naturalistico presente del comprensorio con l’obiettivo di calibrare in maniera adeguata le conseguenti azioni e strategie di conservazione. Lo studio avverrà con l’installazione di foto trappole e con l’individuazione dei branchi attraverso la tecnica dell’ululato indotto (wolf howling) preregistrato tramite strumentazione oppure a voce. Uno studio di fatto già partito e favorito, in questo periodo invernale, dalla neve che permette di isolare le piste lasciate dai lupi lungo i tragitti nel territorio del Parco”. “Si tratta – ha spiegato nella nota il presidente del Parco Marco Delle Cese – di un passo fondamentale per il rilancio del patrimonio naturalistico. Avere informazioni di dettaglio sulle specie che vivono nel Parco è la missione principale dell’Ente, per questo abbiamo avviato le collaborazioni con le associazioni del territorio che ringrazio”. “Un’attività di ricerca sulla biodiversità, con il monitoraggio e l’osservazione dei Lupi – ha aggiunto il direttore del Parco Giorgio De Marchis –  nella quale saranno impegnati i tecnici del Parco e i volontari delle associazioni.  Lo studio assume particolare importanza ed è propedeutico al piano nazionale di Monitoraggio del Lupo che sarà redatto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale su incarico del Ministero dell’Ambiente”. Le Foto sono state gentilmente concesse da Marcello De Meo
5 Gennaio 2019 0

Aquila reale avvistata nel Parco dei Monti Aurunci a Formia,

Di admin

FORMIA – “L’inconfondibile sagoma, la maestosa apertura alare e la suggestiva planata. L’aquila reale è apparsa sulle cime del Parco dei Monti Aurunci a Formia” Lo si legge in una nota del Parco dei Monti Aurunci.

“L’avvistamento c’è stato il Primo Gennaio 2019 in località Valliera/Vallaroce. L’esemplare è stato notato mentre volava su monte Sant’Angelo a circa 1500 metri di altitudine mentre era “infastidito” da una poiana. L’avvistamento e le foto sono di Marcello De Meo e Raffaele Bianco dell’associazione Wolf Aurunci. L’aquila reale ha una lunghezza compresa tra i 70 e i 120 centimetri, mentre il peso può arrivare anche a 6-7 Kg. L’apertura alare supera i due metri. Nel Lazio è presente come nidificante sui monti Reatini, Ernici, Simbruini, Meta, Mainarde, Velino e Lucretili”. “I luoghi, la natura e l’ambiente del Parco dei Monti Aurunci non finiscono di stupire. Vedere l’aquila reale planare sulle cime della catena degli Aurunci è stato uno spettacolo, un avvenimento che ci ha emozionato e allo stesso tempo inorgoglito – ha dichiarato nella nota il presidente del Parco dei Monti Aurunci Marco Delle Cese – Grazie a quanti ogni giorni lavorano per tutelarne le peculiarità del Parco e al mondo delle associazioni, dei tanti volontari, che s’impegnano per la natura e per conservarla in ogni sua forma”. “L’avvistamento dell’esemplare di Aquila Reale è un avvenimento eccezionale. L’aquila reale, infatti, è un rapace dalle dimensioni e dalla velocità impressionante, che in Italia è stanziale sull’arco alpino e appenninico, con avvistamenti in Sicilia e Sardegna. Nel Lazio ci sono pochissimi esemplari. Ma ora anche il Parco degli Aurunci potrà vantare avvistamenti di questa specie. Per questo saranno avviati specifici punti di osservazione al fine di studiarne la permanenza sulle cime degli Aurunci”, ha aggiunto il direttore del Parco Giorgio De Marchis.
3 Gennaio 2019 0

Il rifugio Faggeto rinasce nel cuore del Parco dei Monti Aurunci

Di admin
CAMPODIMELE – “Il rifugio Faggeto a 1136 metri a Campodimele, nel cuore del Parco dei Monti Aurunci, è tornato a vivere”. Lo si legge in una nota del Parco dei Monti Aurunci. “Il rifugio ha riaperto le porte negli ultimi giorni del 2018 con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per tutti gli escursionisti. Il primo gruppo di escursionisti “Svalvolati in the wild” di Terracina lo ha raggiunto partendo da Pico e lasciandolo scendendo verso Itri, tracciando un primo segmento del progetto “alta via degli Aurunci”, un collegamento tra sentieri e rifugi, che l’Ente Parco ha intenzione di realizzare nel 2019″. “Il 29 dicembre abbiamo dato corso come Asd Svalvolati into the Wild Terracina al progetto di percorrere una via di cresta e pernottare in uno rifugio del Parco Regionale dei Monti Aurunci” hanno detto nelle nota gli escursionisti che hanno  partecipato alla due giorni nel Faggeto ha preso parte: Ivano Giuliani, Giulio Colandrea, Pino Coratti, Angelo Di Girolamo, Daniele Cervelloni, Sara Simoneschi e Andrea Tomeucci. “Siamo partiti da Pico dal Rifugio Ranucci lungo il sentiero 906 e dopo un primo tratto di sottobosco corredato dalla caratteristica di sentiero letterario con segnavia e bacheche che riportano frasi del romanzo La Pietra Lunare di Tommaso Landolfi, scrittore di Pico, abbiamo percorso tutta la Serra Pontecorvo, costellata di Karren e formazioni carsiche affioranti. Bellissimo l’affaccio sulla innevata catene delle Mainarde, sul monte Meta e sul monte Marsicano, nel Parco Nazionale del Lazio, Abruzzo e Molise. Dopo quattro ore di cammino siamo finalmente arrivati al rifugio Faggeto non prima di esserci imbattuti in un barbagianni che ha spiccato il volo da un pozzo carsico delimitato da staccionata ed irritato dal nostro passaggio”. Il gruppo ha pernottato nel Rifugio Faggeto. “Attrezzata la cucina, il camino ed il termocamino per rendere caldo e più accogliente il nostro riparo, – hanno aggiunto – abbiamo cenato cucinando una bella amatriciana e carni alla brace. Emozionante il cielo stellato e la policromia dell’alba. Il 30 dicembre sveglia alla 7 del mattino e partenza dal rifugio Faggeto per il monte omonimo e da qui discesa verso il monte Fragoloso e lo stupendo bosco e cuspidi del monte Revole dal quale poi nel tardo pomeriggio abbiamo fatto ritorno al rifugio di Tozze e ad Itri con sosta per una birra di commiato presso il bar di località Taverna. Grandi emozioni e luoghi di una bellezza antica ed incontaminata”. “Il Rifugio Faggeto è il cuore pulsante di tutti i sentieri, è raggiungibile da diversi punti dell’area Parco: da Itri, da Esperia, da Pontecorvo, da Pico e Campodimele. Un tracciato per escursionisti e appassionati di montagna che vogliono immergersi nella natura in un luogo incantevole, tra colori ed emozioni uniche”, ha affermato il direttore del Parco dei Monti Aurunci Giorgio De Marchis. “Ridare piena fruibilità alle strutture immerse nella splendida area del Parco è l’obiettivo che ciò siamo posti, con la riapertura del Rifugio Faggeto – ha aggiunto il presidente del Parco Marco Delle Cese -, un primo grande obiettivo è stato raggiunto a pieno. Ora lavoriamo per la realizzazione all’Alta via degli Aurunci. Ringrazio quanti si sono adoperati per la riapertura del Rifugio, in primis il direttore dell’Ente Parco Giorgio De Marchis“.
17 Dicembre 2018 0

Parco degli Aurunci, approvato il Bilancio e la gestione Delle Cese De Marchis

Di admin
CAMPODIMELE – “Il Consiglio comunitario del Parco dei Monti Aurunci ha dato l’ok, all’unanimità, al bilancio di previsione 2019. Ok anche pluriennale 2019-2021”. Lo si legge in una nota del Parco Nazionale degli Aurunci. “Un bilancio perfettamente equilibrato e perfettamente in regola che volge lo sguardo agli investimenti utili e necessari allo sviluppo del Parco dei Monti Aurunci. Attenzione a quella che sarà l’attività a tutela delle aree naturalistiche e lo sviluppo delle risorse scientifiche e di ricerca all’interno delle aree di interesse. Ma anche un’attenta valutazione e azione di promozione delle peculiarità turistiche, delle tradizionali locali, ambientali e culturali che lo splendido Parco del mondo dei Monti Aurunci offre. Area naturale che abbraccia due province Latina e Frosinone, che dall’entroterra ciociaro e pontino si allunga fino alla costa marittima del sud pontino. Al consiglio della comunità del Parco hanno preso parte i rappresentanti dei comuni di Fondi, Itri, Formia, Lenola, Esperia, Pico e Campodimele. Piena coesione dei Comuni che, nonostante le diverse appartenenze politiche, hanno approvato e dato piena fiducia alla gestione Delle Cese – De Marchis. “Quello approvato per il 2019 è un bilancio equilibrato, con il pieno parere favorevole del revisore contabile. Un bilancio realistico che pone al centro dell’attività amministrativa la mission del Parco: tutelare i luoghi e promuovere la cultura ambientale, con un occhio sempre vigile al funzionamento della macchina amministrativa. Ringrazio i Comuni che hanno preso parte alla votazione che è stata unanimamente favorevole, nonostante le singole e diverse realtà politiche. Un grazie particolare al direttore del Parco, il dottor Giorgio De Marchis, sempre attento a quelle che sono le reali esigenze per la corretta gestione della macchina organizzativa e amministrativa dell’ente Parco. Dopo l’approvazione del bilancio 2019 la comunità del Parco si è data appuntamento a gennaio per il piano di assetto”. Lo ha dichiarato il presidente del parco Marco Delle Cese.
12 Dicembre 2018 0

Festa della Montagna ad Esperia, Delle Cese (Parco Aurunci): all’insegna di ambiente e tradizioni

Di admin

ESPERIA – “Tutto pronto: sabato 15 dicembre la sezione C.A.I di Esperia in collaborazione con il Parco dei Monti Aurunci e il comune di Esperia, in occasione della Festa nazionale della Montagna, ha organizzato un’intera giornata dedicata alla cultura della montagna Aurunca ed in particolar modo di quella esperiana”.

E’ quanto si legge in una nota del Parco dei Monti Aurunci.

“Un programma ricco di eventi. In particolare ci sarà una visita guidata con la professoressa Valeria Zamparelli al Museo del Carsismo a cui seguirà, nella Cappella Lauretana, una dimostrazione dei prodotti locali, una mostra fotografica delle attività montane della sezione C. A. I., infine un momento conviviale animato dalla musica del territorio Aurunco.  Appuntamento alle ore 16 nella sezione CAI di Esperia superiore in via Guglielmo”. “Quello di sabato prossimo è un appuntamento molto importante perché oltre alla promozione delle cultura delle nostre montagne e il rispetto dell’ambiente ci sarà un ricco programma riservato alle tradizioni. L’artigianato locale, la musica popolare e l’arte culinaria. Una collaborazione con la sezione CAI e con il comune di Esperia sempre proficua e rivolta alla promozione del territorio Aurunco e alla cultura ambientale”. Lo dichiara nella nota il presidente del parco dei monti Aurunci Marco Delle Cese.
23 Novembre 2018 0

I cambiamenti climatici si abbattono anche sui monti Aurunci

Di redazionecassino1

Il surriscaldamento climatico e la sopravvivenza di alberi e foreste, le devastanti ondate di maltempo che negli ultimi anni si abbattono nell’area degli Aurunci, ma anche e soprattutto la piantumazione di nuovi alberi condivisa con i piccoli alunni della scuola dell’infanzia Arcobaleno e con gli studenti dell’istituto Tecnico per Geometri Tallini. La festa dell’albero 2018 organizzata dal Parco Naturale dei Monti Aurunci in collaborazione con il comune di Formia e Legambiente si è tenuta il 21 novembre a Formia nella Frazione di Penitro.

Nella scuola Arcobaleno alla presenza dei piccoli alunni dell’Infanzia sono state piantumate due canfore donate dai vivai Barretta. La mattina è proseguita con il convegno – dibattito all’Istituto per Geometri Tallini con gli studenti che hanno interagito con i relatori. C’è stato il saluto della dirigente scolastica Rossella Monti, la quale ha ringraziato il presidente del Parco dei Monti Aurunci Marco delle Cese, il sindaco di Formia Paola Villa, il direttore del parco Giorgio De Marchis e il presidente di Legambiente del Sud Pontino Edoardo Zonfrilli per aver coinvolto l’istituto nella festa dell’albero. Nell’area verde del Tallini è stato piantumato un Leccio, proveniente dal vivaio del Parco.

“La festa dell’albero all’interno di questo istituto – ha spiegato il presidente del Parco Marco Delle Cese – ha un significato importante, qui si formano i professionisti della tutela ambientale e della tutela paesaggistica. Non a caso abbiamo scelto il Tallini di Penitro, con il quale già in passato c’è stata collaborazione sull’ingegneria naturalistica. Siamo a disposizione della Città di Formia per collaborare con i nostri tecnici e i nostri professionisti. Solo se le istituzioni tutte si alleano c’è la tutela ambientale, procedere in ordine sparso vuol dire non tutelare la natura e favorire forme d’illegalità ambientale. Ciò non avverrà perché tra il parco e il comune c’è salda alleanza. Per questo – ha concluso – ringrazio il sindaco Villa e il presidente di Legambiente Eduardo Zanfrillo, sempre attento al territorio”.

“Siamo qui – ha spiegato il direttore del parco De Marchis – perché oltre a tutelare una vasta area che è patrimonio di tutto il Parco siamo convinti che,  con la collaborazione delle associazioni, dei comuni e delle istituzioni scolastiche, contribuiamo a diffondere la cultura ambientale. Abbiamo messo in relazione l’albero e il cambiamento climatico perché il ciclo naturale non funziona, e gli equilibri si alterano pericolosamente. In queste zone non conoscevamo gli uragani e la siccità, ora ci dobbiamo fare i conti. Ma il surriscaldamento climatico mette a dura prova soprattutto le montagne del Parco che arrivano anche a 1200-1300 metri e oltre 1000 metri nascono i faggi, ma le faggete con il surriscaldamento del clima rischiano di scomparire.  Se il riscaldamento continuerà a crescere con questi ritmi, un grado e mezzo ogni 10 anni, le nostre faggete rischiano di scomparire perché il limite di vivibilità non sarà più 1000 metri, ma  sarà 1300 metri. Quindi l’impegno e la consapevolezza di tutti nella tutela ambientale vuol dire anche piantare alberi in chiave scientifica. E questo vuole essere il nostro apporto a quanti si impegnano per favorire la crescita della cultura ambientale sul territorio”.

Intervento del sindaco Paola Villa: “La Giornata Nazionale dell’albero è stata una giornata estremamente bella ed importante, bella perché ci ha dato l’occasione di piantumare due nuovi alberi all’interno del giardino della scuola dell’Infanzia di Penitro, giardino ripristinato proprio dalla nostra Amministrazione prima dell’inizio della scuola. I due alberi regalati dai vivai Barretta, che ringrazio, cresceranno e faranno ombra ai piccoli alunni che oggi hanno partecipato divertiti ed estasiati all’evento della piantumazione. è stata una giornata importante perché ci ha permesso di trattare con i ragazzi dell’istituto geometri Tallini, temi essenziali  come i cambiamenti climatici che stanno influenzando sempre più tutte le nostre aree  e come proprio per questo sia necessario per le Amministrazioni locali avvalersi delle competenze dei tecnici dei Parchi, come quello dei Monti Aurunci per riuscire a pianificare nuovi piani di gestione per quanto riguarda il verde verticale. La mia Amministrazione è felice che questo evento si sia svolto in collaborazione con Legambiente e il Parco dei Monti Aurunci, soprattutto perché  sin dall’inizio del mio insediamento c’è stato un contatto diretto con il Direttore del Parco dei Monti Aurunci De Marchis, e da subito abbiamo iniziato a collaborare e pianificare attività. Esprimo la mia soddisfazione in merito e mi auguro che questa collaborazione duri a lungo in quanto Formia tra gli undici comuni del Parco è il comune più grande, e spero che nasca una sorta di sinergia come non c’è stata negli anni precedenti. Vorrei inoltre ringraziare il Presidente Marco Delle Cese che proprio durante la giornata di oggi ha espresso la sua volontà di voler operare insieme al Comune di Formia perché si attuino i contratti di Fiume”.

14 Maggio 2018 0

Escursionista ferito sui Monti Aurunci, salvato dal Soccorso Alpino di Cassino

Di admin

AUSONIA – Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Lazio è intervenuto nel pomeriggio di oggi sui monti Aurunci, in provincia di Latina, per recuperare un escursionista precipitato lungo il pendio di un sentiero.

L’uomo, di 34 anni orginario di Formia ma residente a Itri, era impegnato in un’escursione quando, in un tratto impervio del sentiero, è scivolato lungo il pendio. Raggiunto da una squadra della stazione di Cassino del Soccorso Alpino è stato stabilizzato e medicalizzato dal medico della squadra. A causa del politrauma e della dinamica dell’incidente, considerato lo stato psico-fisico del paziente, è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza del 118 della Regione Lazio.

Il ferito è stato dunque caricato a bordo dell’elicottero tramite verricello dal tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e trasporato all’ospedale di Latina. Sul posto, oltre ai tecnici del CNSAS Lazio, anche i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali e alcuni uomini della Protezione Civile locale.

Nella stessa giornata i tecnici della stazione del Soccorso Alpino di Cassino sono stati impegnati in altri due interventi durante una gara di trail in svolgimento poco distante dal luogo dell’incidente, sempre sui Monti Aurunci.

9 Gennaio 2018 0

Progettualità per il rilancio del Parco dei Monti Aurunci, sentieri e bike park

Di admin

CAMPODIMELE – “La nuova direzione del Parco nei primi mesi dall’insediamento ha messo in campo le condizioni per il rilancio dei settori dell’ente che vivevano uno stato di blocco progettuale e di iniziativa dovuti all’incertezza per la non definizione del vertice amministrativo”.

Lo si legge in una nota dell’Ente Parco Monti Aurunci.

“Sono tantissimi i progetti in campo – ha dichiarato nella stessa nota il Presidente dell’ente regionale, Michele Moschetta – che rendono operativo e vivo il Parco che deve essere prima di tutto delle persone che vivono nel suo territorio e dei turisti e dei visitatori che possono godere delle sue bellezze naturali, storiche o monumentali”.

“Un primo focus ha evidenziato le criticità e le potenzialità del Parco. In particolare sotto il primo aspetto deve essere sottolineato il numero di immobili di proprietà o in gestione che sta rappresentando un problema via via più grave a fronte della progressiva riduzione dell’afflusso di risorse destinate alla manutenzione. Un tema che deve essere affrontato e risolto condividendolo con le strutture della Regione Lazio”, ha innanzitutto affermato nella stesssa nota il direttore Giorgio De Marchis.

“Inoltre, anche grazie a manifestazioni di grande impatto mediatico come l’Instameet sul monte Redentore del 9 settembre 2017, si è posta l’attenzione sulla crescente domanda di fruizione dei sentieri del Parco proveniente non solo dai residenti, ma anche da molte persone residenti fuori dalla regione, addirittura dall’estero. In questa dimensione l’ente sta studiando un progetto di integrazione dei sentieri con la fruizione, mediante il rilancio del sistema dei rifugi che a breve vedrà la riapertura al pubblico del Rifugio di Monte Faggeto”, ha annunciato il direttore.

“E’ in corso intanto la realizzazione di un “bike park” nell’area tra i comuni di Pico e Campodimele. Grande attenzione è stata posta dal Parco alla lotta agli incendi, mettendo a disposizione mezzi e uomini del servizio dei Guardia Parco nelle attività di prevenzione e spegnimento degli incendi che hanno potuto usufruire a partire dall’estate del 2017 degli invasi realizzati nel parco nei comuni di Campodimele e Itri”, ha sottolineato De Marchis. A proposito di ambiente, ha inoltre ricordato: “Nel corso dell’autunno è continuata l’intensa azione di promozione ed educazione ambientale ad opera degli addetti del parco che sono stati protagonisti, tra gli altri, della straordinaria manifestazione “Ripiantiamo la vita” che ha consentito la distribuzione di oltre tremila piante per ottanta scuole, associazioni e enti pubblici della Regione”.

23 Marzo 2017 0

Il Parco dei monti Aurunci fra storia, ambiente e turismo escursionistico unico

Di redazionecassino1

Un territorio di indubbio valore paesaggistico, naturalistico e soprattutto escursionistico è quello offerto dai monti Aurunci. Un mondo disseminato di importanti attrattive paesaggistiche di indubbia bellezza per gli amanti del turismo escursionistico, e non solo, quello offerto dai ‘pozzi della neve’ dell’Antiappennino Laziale con vette che raggiungono i 1.500 metri e attraversato da grotte e doline. I “Pozzi della neve” rappresentavano un’importante risorsa economica del passato. Fino ai primi del ‘900, infatti, servivano a fornire ghiaccio e ad alimentarne il commercio; ora che il ghiaccio possiamo farlo comodamente in casa, non si usano più, ma i ‘pozzi della neve’ resistono al tempo ed oggi sono diventati ambita meta di escursionisti. Attraversando grotte e doline, sui monti Aurunci, è possibile trovare ‘pozzi della neve’ risalenti a 400 anni fa, conservati benissimo a testimonianza della presenza dell’uomo su queste montagne. Un commercio di cui si trova traccia in un documento del 1631 degli Statuti di Gaeta in cui si riportano le norme sulla vendita di ghiaccio: tra i maggiori trasportatori di questa risorsa, figuravano i pastori, i quali si impegnavano a garantirne la fornitura alla città di Gaeta, dal 1 maggio a tutto il mese di ottobre. I blocchi di ghiaccio venivano trasportati dai ‘pozzi’ a valle, durante la notte e a dorso di muli, percorrendo le vie della neve, come sono chiamate ancora oggi. Pratica avvenuta fino agli inizi del ‘900”. Oggi le vie della neve offrono paesaggi unici, sia per la bellezza della natura sia per le testimonianze di quanto l’uomo è riuscito a fare per adattarsi e sfruttare quei luoghi. Dalle vette alla Piana di Campello dove le doline sono lo specchio di come l’uomo si sia adattato a sfruttare al meglio il territorio, terreni fertili e versanti ‘terrazzati’ per la coltivazione di grano, ma con scarsa acqua superficiale. Le doline, dunque, erano ottime per le coltivazioni, occorreva però recuperare l’acqua, adottando una tecnica simile a quella utilizzata per la costruzione dei pozzi della neve, ma con qualche variante progettuale. Buchi circolari nel terreno, rivestiti con pareti costruite a secco, alternando strati di rocce più grandi a quelli di rocce più piccole in modo da renderle impermeabili. Esse si trasformavano in cisterne per la raccolta dell’acqua piovana che, dalle pendici dei monti, scorreva verso il centro della dolina prima di insinuarsi nel terreno e continuare il suo viaggio fino alle valli dell’entroterra o fino a mare. Ancora oggi gli Aurunci garantiscono acqua a tutto il territorio limitrofo e a una delle città costruite dai romani, Minturnae, con la sorgente di Capodacqua nota già all’epoca. Queste cisterne oggi sono l’habitat naturale e perfetto per due ospiti di particolare interesse, due anfibi: i tritoni e le salamandre che qui vi si riproducono a conferma della biodiversità di questi monti.

Particolare importanza rivestono, infatti, la biodiversità e particolari habitat di questi luoghi. 

“Il Parco Naturale degli Aurunci, nel Lazio – racconta Daniele Ruggieri, Guida Ambientale Escursionistica nel Parco Naturale Aurunci, – ha avviato negli anni precedenti studi e importanti campagne di ripopolazione di pipistrelli. Di estremo interesse è la grotta denominata Fosso di Fabio dove troviamo interessanti conformazioni calcaree e alcuni esemplari di pipistrelli”. Le guide ambientali escursionistiche permettono di andare alla scoperta di tutte queste piccole meraviglie. Sono vere e proprie le sentinelle del territorio, specializzate in tanti rami importanti che spaziano dalla geologia alla biologia, dall’archeologia all’intero mondo della natura.

Un mondo vicino a noi, spesso poco conosciuto dalla maggior parte della popolazione, ma che racchiude bellezze naturali, storico-ambientali di notevole pregio, la scoperta di borghi e paesi che circondano il cassinate dal lato del mare. Una parte del nostro territorio che vale la pena di visitare soprattutto con l’inizio della primavera e l’estate. Un turismo diverso che aiuta il benessere fisico e la scoperta di un paesaggio unico.

F. Pensabene

foto di repertorio