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3 dicembre 2016 0

Morto in casa a Formia, il decesso di Lancella ancora avvolto dal mistero

Di admin
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Formia – Ancora avvolta nel mistero la morte di Giuseppe Lancella, il 52enne di Formia ma originario di Itri, trovato morto ieri mattina nella casa in via Giovenale.

Nell’abitazione che lui aveva preso in affitto, abitava anche Andrea T, 41enne originario del casertano ma che da tempo vive nel sud Pontino. I carabinieri hanno trovato il corpo esanime del 52enne con varie ferite. Sotto shock e ferito il 42enne che avrebbe tentato di tagliarsi la gola.

I carabinieri della compagnia di Formia comandati dal capitano David Pirrera che indagano sul caso lasciano aperte tutte le ipotesi, dall’omicidio all’incidente domestico dato che la persona deceduta è stata trovata sulle scale di casa come se fosse caduto.

Molto, sulla vicenda, dirà l’autopsia prevista per l’inizio della prossima settimana. Al momento il 42enne è in ospedale e non risulta essere colpito da nessuna misura cautelare.

 

1 agosto 2010 0

Campo concentramento “Le Fraschette” avvolto dalla vegetazione e discarica di pneumatici

Di redazione

Esattamente un anno fa il Comune di Alatri diffondeva la notizia che con un Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, datato 15 febbraio 2008 ed acquisito in data 13 luglio 2009, era stato decretato l’interesse storico ed artistico, ai sensi dell’art.10, comma 1, del D.Lgs. n.42/2004, dell’insieme di immobili nominato “Compendio Demaniale ex Campo di Concentramento Le Fraschette”. Nello stesso comunicato si affermava che il decreto avrebbe prodotto effetti di tutela sia per l’area, identificata catastalmente e graficamente dal medesimo provvedimento, che per gli immobili presenti nel suo interno, con l’obiettivo di proteggere e conservare i beni stessi secondo le disposizioni impartite dalla Parte Seconda del D.Lgs.42/04. Il decreto citato, infatti, prevede che lo Stato possa partecipare alle spese di restauro e valorizzazione fino al 50 per cento del totale della spesa. Per chi non lo ricordasse la costruzione del campo ad Alatri si dovette alle scelte dei vertici militari fascisti e ospitò anglo maltesi, abitanti della Venezia-Giulia, dalla Croazia, dalla Dalmazia e dalla Slovenia definiti “pericolosi” e nel dopoguerra è stato utilizzato come campo profughi per molti anni fino al suo completo abbandono. A proposito di abbandono il sopralluogo da me effettuato in data odierna (una semplice passeggiata!) ha evidenziato che gli immobili sono praticamente sommersi dai rovi e soprattutto, disseminati ovunque, in quello che una volta era il campo di calcio e quindi a bella vista, c’è una discarica abusiva di pneumatici, figuriamoci cosa potrebbe trovarsi negli anfratti. Ma l’ufficio tecnico comunale per presentare i progetti per ottenere i finanziamenti (?) o la polizia municipale quando avranno visionato il campo? O non è un loro compito sorvegliarlo? Anche questa è colpa della astità del territorio? Da Giulio Rossi fondatore del gruppo facebook “Alatri abbandonata”. ricevuto e pubblicato