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26 novembre 2018 0

La Bristol-Mayers Squibb vende azienda di Anagni

Di admin
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ANAGNI – “La Bristol-Mayers Squibb di Anagni mette in vendita il proprio stabilimento. La decisione è stata comunicata ufficialmente dalla società ai sindacati e alle maestranze”. Lo si legge in una nota di Uiltec. “Da tempo il sito produttivo anagnino era alle prese con un sotto dimensionamento. Nella prima decade di dicembre, le nuove società interessate all’acquisto della fabbrica, effettueranno dei sopralluoghi per poi avanzare le proprie eventuali offerte. La notizia ha ovviamente messo in fibrillazione i 700 dipendenti della storica azienda farmaceutica importante per il territorio ciociaro e anche le organizzazioni sindacali. “Si tratta della fine di un’epoca – ha sottolineato nella nota il segretario generale della uiltec Frosinone Mauro Piscitelli – e la decisione da parte dell’azienda di vendere non ci lascia tranquilli. Speriamo che sia una cessione in grado di garantire i livelli produttivi, la continuità e soprattutto i livelli occupazionali che sono stati mantenuti fino a questo momento”.

7 novembre 2018 0

Azienda di trattamento rifiuti speciali sequestrata a Piedimonte

Di admin

PIEDIMONTE – i Carabinieri di Piedimonte San Germano, insieme a personale della Polizia Provinciale e dell’Arpa Lazio, nonché personale Spresal dell’Asl di Cassino e dell’Ufficio tecnico comunale di Piedimonte San Germano, hanno proceduto al controllo di un noto stabilimento produttivo per il trattamento di rifiuti speciali ed in particolare della triturazione di vecchi pneumatici.

Nel corso dell’ispezione effettuata, gli operanti hanno accertato che lo stabilimento in questione risultava posto all’interno di un grandissimo piazzale ove erano depositati senza alcuna protezione ed in modo incontrollato pneumatici fuori uso, su di un’area stimata in 2mila metri quadri circa. Su un’altra porzione del piazzale invece vi erano stoccate delle M.P.S. (materie prime secondarie), contenute in Big Bags di circa 2 metri cubi di capacità, mentre un’altra zona dello stesso era adibita a deposito incontrollato di rifiuti speciali, costituiti da materiale di tipo plastico, legnoso, ferroso ed inerti. Inoltre, i militari hanno riscontrato che il piazzale non era dotato di nessun impianto fognario per il trattamento delle acque di prima pioggia, cosicchè le acque percolanti scolavano direttamente nel sottosuolo con possibilità di inquinamento delle falde acquifere. All’interno del capannone invece gli i militari hanno accertato che lo stoccaggio di circa 600 Big Bags contenenti rifiuti speciali di varia natura, ove alcuni di essi presentavano evidenti lacerazioni che avevano provocato la presenza di cumuli di polveri sulla pavimentazione, derivanti dalla triturazione dei pneumatici. I lavoratori erano sprovvisti inoltre di dispositivi di protezione individuale, i carrelli elevatori privi di segnalatori luminosi/acustici e gli  estintori non posizionati nei previsti punti antincendio.

Per questo i carabinieri hanno proceduto al sequestro dell’intera area dello stabilimento, risultato avere un’ area complessiva di circa 7mila metri quadrati.

Il legale rappresentante dello stabilimento, è stato deferito in stato di libertà in quanto ritenuto responsabile di “scarico al suolo non autorizzato di acque meteoriche percolanti su depositi incontrollati di rifiuti” e “mancato rispetto delle norme per la gestione degli impianti di trattamento rifiuti non pericolosi in procedura semplificata”, nonché sulla normativa inerente la sicurezza sul lavoro.

11 settembre 2018 0

Cassino, una piccola ma fiorente azienda di famiglia dello spaccio: investigatori a caccia del magazzino

Di admin

CASSINO – Casa tinteggiata di fresco, ben arredata, bottiglie di prosecco in mostra; certamente non nababbi ma campavano bene i tre della famigliola arrestata oggi dai carabinieri di Cassino nel quartiere San Bartolomeo perché sospettati di essere spacciatori di marijuana e cocaina.

La loro piccola azienda di famiglia, composta dalla madre Antonietta di 54 anni, i figlio Alessio Alfredo di 19 anni e la figlia Francesca di 21 anni, tutti e tre Di Silvio, ricavata in un alloggio Ater, non permetteva sfarzi ma permetteva loro una vita dignitosa. La ricostruzione fatta dai militari comandati dal capitano Ivan Mastromanno è stata possibile grazie a mesi di appostamenti all’ingresso di un cancello della palazzina popolare dove consumatori clienti fissi, alcuni anche da un anno, si recavano per comprare poche dosi per volta di stupefacente.

Arrivavano dal pontecorvese, altri dalla valle dei Santi, molti da centro di Cassino ed era gente in larga parte conosciuta come assuntori. Al blitz di stamattina oltre ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cassino, hanno partecipato anche i loro colleghi della Compagnia di Pontecorvo, oltre ad una unità cinofila di Roma Ponte Galeria. Da eseguire c’erano le tre ordinanze di Custodia cautelare, di cui due in carcere ed una, Francesca, con sottoposizione agli arresti domiciliari poiché madre di una bambina in tenera età. Provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Cassino, Dott. Gabriele Montefusco, a richiesta del Pubblico Ministero, Dott. Roberto Bulgarini Nomi.

L’alloggio nel quartiere San Bartolomeo era considerato un vero e proprio minimarket della droga, dove i clienti si recavano a qualsiasi ora del giorno e senza alcun preventivo accordo, sicuri di ricevere lo stupefacente per il proprio fabbisogno personale.

Nessuna telefonata o comunicazione telefonica per preavvisare l’arrivo dei clienti. Gli spacciatori ormai sanno che il telefono è la loro principale fonte di guai con le forze dell’ordine. La gente arrivava e comprava quello che trovava. Uno dei tre li aspettava sotto e, presa l’ordinazione, si allontanava per prendere la merce dal nascondiglio.

I consumatori, seppur di vecchia data, non li conoscevano direttamente se non per i pochi attimi necessario al passaggio di mani di droga e soldi, solitamente non più di 50 euro per volta. Ad incastrarli, però, sono state le foto segnaletiche che hanno permesso il loro riconoscimento.

E poi l’efficacia del nascondiglio del magazzino. Gli investigatori si dicono certi che esiste un posto in zona, non molto lontano, occultato tra la palazzina e i garage, in cui i tre nascondevano il grosso dello stupefacente che spacciavano ma che nonostante l’intervento dei cinofili, non è stato ancora trovato. Ma le ricerche continuano.

Ermanno Amedei

3 agosto 2018 0

Ruba telone da camion nell’azienda in cui lavora, arrestato dipendente infedele

Di admin

FIUGGI – Ruba un telone per coprire autocarri ma finisce nella rete dei controlli dei carabinieri della stazione di Fiuggi. È accaduto nella città termale quando i militari comandati dal colonnello Fabio Cagnazzo e coordinati sul campo dal maresciallo Raffaele De Somma hanno ricevuto una segnalazione di furto perpetrato presso un noto autosoccorso stradale di Anagni e che l’autore del furto si era dato alla fuga lungo la via Anticolana a bordo di un fuoristrada. I carabinieri, quindi si sono posizionavano lungo la via indicata al fine di intercettare il mezzo segnalato.

Poco dopo, infatti, è transitato il veicolo in questione che, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato all’interno della località boschiva denominata “Quarto di Anagni” dove il conducente si era diretto nel tentativo di eludere il controllo dei militari.  La conseguente perquisizione veicolare ha permesso di rinvenire un telone per autocarro del valore di circa 500 euro, asportato poco prima da un veicolo presente nel deposito giudiziario. Nel corso delle attività che hanno condotto all’arresto dell’uomo, i militari hanno accertato che lo stesso era un dipendente dell’attività suddetta e che approfittando delle relazioni di lavoro aveva perpetrato il furto per il quale è stato arrestato. Per questo il 55enne dovrà rispondere del reato di furto aggravato.

24 luglio 2018 0

Sulla strada della corruzione nel frusinate, Astral: “Azienda è parte lesa”

Di admin

FROSINONE – “Con riferimento alla misura cautelare personale disposta dal GIP del Tribunale di Frosinone nei confronti di un nostro funzionario, nell’ambito di una inchiesta su presunte vicende di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, nonché per frode nelle pubbliche forniture, l’Astral S.p.A. sta da tempo fornendo la massima collaborazione agli inquirenti ed ha attuato i conseguenti provvedimenti di competenza. La Società continuerà ad adoperarsi affinché si possa giungere, al più presto, alla massima chiarezza, a tutela dell’immagine dell’azienda stessa che è, in ogni caso, parte lesa”.

Lo dichiara in una nota Antonio Mallamo, Amministratore Unico dell’azienda pubblica preposta alla manutenzione della rete stradale della Regione Lazio, in merito all’operazione in corso in queste ore da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, attivati dalla Procura della Repubblica di Frosinone, per un filone di indagini su presunti reati contro la pubblica amministrazione.

30 giugno 2018 0

Sequestrati dal Nas ad un’azienda agricola 150 kg di prodotti fitosanitari pericolosi

Di redazionecassino1

CISTERNA di LATINA – L’incessante attività di controllo dei Carabinieri del N.A.S. di Latina, finalizzato a tutelare la salute pubblica nel campo del corretto utilizzo degli agro farmaci sulle colture edibili,consentiva di sottoporre a sequestro oltre 150 kg di prodotti fitosanitari di varie tipologie e formulazioni,  per un valore di oltre 5.000 euro, pronti per essere illecitamente utilizzati in un’ azienda agricola del territorio comunale di Cisterna di Latina (LT).

Infatti i prodotti sequestrati non potevano essere commercializzati né  utilizzati perché con etichettatura di sicurezza non  conforme alla vigente normativa e con autorizzazione, all’impiego sulle colture, revocata dal Ministero della Salute. Inoltre i prodotti, pericolosi per la salute degli operatori e per l’ambiente, erano depositati in locali privi dei requisiti di profilassi e di sicurezza previsti dalle specifiche norme a tutela dei lavoratori e dell’ambiente.

Il responsabile dell’azienda agricola sarà inoltre sanzionato con una cifra complessiva che supera i  6.000 euro.

28 giugno 2018 0

Sequestrati dai Nas in un’azienda agricola di Sabaudia 90 litri di prodotti fitosanitari

Di redazione

Un controllo dei Carabinieri del N.A.S. di Latina, finalizzato a tutelare la salute pubblica a garanzia del corretto utilizzo degli agro farmaci sulle culture di un’ azienda agricola sita nel territorio comunale di Sabaudia (LT), ha portato a sottoporre a sequestro oltre 90 litri di prodotti fitosanitari di varie tipologie e formulazioni,  per un valore di oltre 3.000 euro. Infatti i prodotti sequestrati non potevano essere commercializzati né utilizzati perché con etichettatura di sicurezza non conforme alla vigente normativa e con autorizzazione, all’impiego sulle colture, revocata dal Ministero della Salute. Il responsabile dell’ azienda agricola sarà inoltre sanzionato con una cifra complessiva che supera i 5.000 euro. Immagine d’archivio

24 marzo 2018 0

Azienda (dello spaccio) di famiglia a Cassino, scoperta coppia di pusher e loro aiutanti. Caccia ai clienti

Di admin

CASSINO – Ancora arresti per droga a Cassino. A finire in manette su ordine di custodia cautelare in carcere sono stati M.A., 24 enne di Cassino, mentre ad essere sottoposta al regime degli arresti domiciliari è la moglie D.R.A., di anni 22. La coppia, nonostante di giovanissimi, già vantano vari pregiudizi penali per analoghi reati.

Nel corso dei vari servizi effettuati i Carabinieri hanno proceduto al controllo di numerosissimi giovani, ed a volte anche persone mature, che si recavano all’interno dell’abitazione degli arrestati per l’acquisto dello stupefacente. Le persone intercettate dai Carabinieri venivano sottoposte a perquisizioni personali con cui si rinvenivano piccole dosi di droga che servivano per i il loro fabbisogno personale. Nel corso delle indagini sono state segnalate alla Prefettura di Frosinone, ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/1990, sei tossicodipendenti e sottoposto a sequestro di due grammi di eroina e grammi di 0,355 di cocaina.

Nella tarda mattinata di ieri i Carabinieri di Cassino comandati dal maggiore Ivan Mastromanno sono arrivati presso l’abitazione dei due giovani per eseguire la misura cautelare nonché effettuare una perquisizione domiciliare al fine di rinvenire ulteriori elementi probatori delle attività illecite poste in essere dai due.

L’atto di polizia giudiziaria ha consentito di rinvenire, all’interno di un borsellino da donna, la somma contante di 1.445 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento delle attività illecite per cui provvedevano a sottoporla sequestro.

Mentre i Carabinieri stavano ultimando le operazioni di perquisizione presso l’abitazione dei suddetti coniugi, hanno individuato anche altri due spacciatori di droga ovvero tale  L.M. 42enne di San Giorgio a Liri, già censito, che è stato arrestato in flagranza di reato mentre R.L., 36enne da Sant’Ambrogio sul Garigliano, celibe, già censito, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino.

I due, ignari di quanto stava accadendo, sono giunti a bordo di un’autovettura sotto il palazzo di residenza dei due spacciatori proprio quando i Carabinieri scandagliavano i locali alla ricerca di droga. Il loro fare sospetto, subito ha attirato l’attenzione degli inquirenti i quali, appena uno di loro ha lasciato l’auto per salire proprio nell’appartamento in questione, è stato fermato, identificato e sottoposto a perquisizione al termine della quale i militari operanti hanno rinvenuto vari ovuli per un totale di 13,234 grammi di sostanza stupefacente del tipo eroina, nonché la somma contante di 285 euro ritenuta provento dello spaccio. Nel frangente, anche R.L., autista dell’autovettura, è stato fermato, perquisito e quale correo, è stato denunciato.

L.M. e D.R.A., al termine dell’operazione di polizia, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni di Cassino e San Giorgio a Liri, in regime di arresti domiciliari mentre il M.A. è stato associato presso la Casa Circondariale di Cassino, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

22 marzo 2018 0

Filettino, sequestrata dal N.A.S. un’azienda agricola per accumulo incontrollato di rifiuti e violazioni ambientali

Di redazionecassino1

FILETTINO – I Carabinieri del NAS di Latina, diretti dal Cap. Egidio Felice, unitamente al personale dei Carabinieri Forestali del Comando Provinciale di Frosinone e con l’ausilio di personale della Stazione Carabinieri di Filettino, nell’ambito di attività congiunta nel settore degli allevamenti, finalizzata principalmente a tutelare il benessere degli animali allevati, la corretta conduzione aziendale, il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale,  effettuava  un controllo presso un’ azienda agricola-allevamento posto nell’ambito del territorio comunale di Filettino (FR). Il personale ispettivo ha subito rilevato la presenza, nell’insediamento zootecnico, di accumuli incontrollati (su terreno non impermeabilizzato) di materiali e rottami vari mischiati con fanghi di letame e carcasse, velli ed altri resti di ovi-caprini e suini, per cui l’intero insediamento veniva sottoposto a sequestro preventivo ai sensi dell’art.321 del Codice di Procedura Penale al fine di impedire che la libera disponibilità dell’azienda possa aggravare o protrarre i danni all’ambiente. Inoltre nel prosieguo dell’attività ispettiva veniva notata la presenza di un frigorifero congelatore contenente oltre 100 kg. di prodotti carnei (una mezzena e diversi quarti di ovino) provenienti dall’attività di macellazione clandestina effettuata dallo stesso titolare dell’allevamento in locali non riconosciuti idonei sanitariamente a tale scopo. I prodotti carnei sono stati quindi sottoposti a sequestro ai sensi dell’art.354 del C.P.P. ed il titolare dell’attività sarà denunciato, per tutti i fatti predetti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone. Il controllo ispettivo dell’intera azienda consentiva oltretutto di rilevare una pessima gestione degli animali allevati, alcuni allo stato brado. Infatti, molti capi  ovi-caprini non risultavano essere correttamente identificati ed iscritti presso l’anagrafe zootecnica nazionale e per tale motivo, grazie all’intervento del personale sanitario medico-veterinario dell’ASL di Frosinone – l’intero allevamento è stato sottoposto a blocco di movimentazione degli animali in attesa delle operazioni necessarie per la corretta identificazione. Il valore complessivo dell’azienda agricola sequestrata supera i 300.000 euro, mentre il titolare oltre alle denunce penali, sarà sottoposto a specifiche prescrizioni gestionali dell’allevamento impartite dal personale medico-veterinario dell’ASL FR che vigilerà sull’ottemperanza delle medesime. Nell’occasione  è anche intervenuto personale delle Stazioni Carabinieri forestali di Filettino ed Anagni che hanno riscontrato l’abbandono incontrollato di rifiuti (costituiti da rottami metallici di vario genere), nonché la illecita combustione di materiale plastico, su di un terreno agricolo di proprietà privata. Anche la detta area è stata sottoposta a sequestro da parte dei militari v intervenuti. Il proprietario è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria.

foto repertorio

13 dicembre 2017 0

Ideal standard, l’azienda diserta il tavolo ministeriale. Sindacati confermano lo sciopero

Di redazionecassino1

Roma – “E’ saltato l’incontro fissato per il prossimo venerdì 15 Dicembre al Ministero dello Sviluppo Economico tra i vertici dell’Ideal Standard e i rappresentanti del Governo, della Regione Lazio e delle Organizzazioni Sindacali”.

Lo si legge in una nota congiunta di Ugl Chimici, Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uiltec Uil.

“L’azienda ha infatti comunicato al Mise, a mezzo pec, che “a causa di sopraggiunti improrogabili impegni, non ci sarà possibile prendere parte alla riunione in data 15 dicembre 2017”. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato all’azienda la propria disponibilità ad aggiornare l’incontro nei giorni successivi al 15 dicembre, ma i rappresentanti aziendali hanno rinviato l’incontro senza specificare una data. I segretari generali di Ugl Chimici, Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uiltec Uil Valente, Valeriani, Chiarlitti e Piscitelli condannano fermamente l’irresponsabile comportamento della multinazionale confermando la giornata di sciopero per venerdì” “Invitiamo – sottolineano le organizzazioni sindacali nella nota – tutti coloro che avrebbero dovuto prendere parte alla manifestazione di Roma a intervenire davanti ai cancelli dello stabilimento per presidiarlo e far sentire la propria voce”. Poi l’appello alle istituzioni: “Chiediamo ai sindaci e ai rappresentanti politici e istituzionali del territorio di essere presenti a fianco dei lavoratori in questa giornata di mobilitazione”. “Anche il Ministero dello Sviluppo Economico, in una nota ufficiale “considera del tutto irresponsabile il comportamento dei vertici di Ideal Standard i quali, anziché avviare un serio confronto con le Istituzioni e con le Organizzazioni Sindacali, agiscono unicamente secondo principi che nulla hanno a che fare con le ragioni dell’industria. Il MiSE si attiverà, in accordo la Regione Lazio, per avere una chiara risposta sul futuro dello stabilimento di Roccasecca e, per questa ragione, chiede che il tavolo di confronto si riapra presto e alla presenza dei vertici mondiali di Ideal Standard”. Da parte dei sindacati provinciali arriva l’invito al Mise, alla Regione Lazio e a tutte le istituzioni per fare fronte comune affinché proprio da Roccasecca possa nascere una sinergia capace di contrastare la spregiudicatezza delle multinazionali”.