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15 marzo 2018 0

Cassino, ristoratore pestato dopo banchetto: Antonio Morelli torna in libertà

Di admin
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CASSINO – Antonio Morelli è tornato in libertà. Il 42enne residente a Pignataro Interamna era agli arresti domiciliari dal 21 febbraio quando i carabinieri di Cassino lo hanno arrestato con l’accusa di estorsione continuata e aggravata insieme ad altri due uomini.

I fatti che gli vengono contestati risalgono al 22 luglio dello scorso anno quando i militari dovettero intervenire per una rissa in un locale del cassinate dove era in corso un banchetto a cui partecipavano i tre indagati. Dalle indagini svolte dai militari i tre si sarebbero resi responsabili del violento pestaggio del ristoratore, del ferimento di alcuni dipendenti intervenuti in difesa dell’uomo e del danneggiamento del locale.

Il suo legale, Maurizio Suarato, ha fatto ricorso al tribunale della Libertà chiedendone la scarcerazione e la sua richiesta è stata accolta.

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21 febbraio 2018 0

Cassino, per non pagare banchetto finisce con il pestaggio del ristoratore: tre arresti

Di admin

CASSINO – Estorsione continuata e aggravata, lesioni personali gravi in concorso. Per questi reati sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri della compagnia di Cassino comandata dal capitano Ivan Mastromanno tre uomini di etniua rom residenti in città.

Ai domiciliari su ordine di custodie cautelari emesse dal gip del tribunale di Cassino sono finiti ai domiciliari Guglielmo Morelli 30 anni nato a Santa Maria Capua Vetere, residente a Cassino, già noto per reati di violenza e minaccia a P.U., ricettazione, danneggiamento e minacce, rapina ed altro; Angelo Morelli, 21 anni nato a Santa Maria Capua Vetere, residente a Cassino, già noto per i reati di lesioni e minacce e guida senza patente; Antonio Morelli, 42 anni nato a Capua (CE), residente a Pignataro Interamna, già noto per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di monete.

I fatti a loro contestati risalgono alla notte del 22 luglio dello scorso anno , quando un gruppo di rom, si staccava dal banchetto che si stava svolgendo in un ristorante del cassinate e si presentava al bancone del bar dove, dopo aver consumato una ventina di caffè e altrettanti bicchierini di liquore (versandosi personalmente gli alcolici e qualcuno introducendosi anche dietro al bancone per prepararsi il caffè), hanno aggredito violentemente il proprietario che chiedeva loro il pagamento delle consumazioni. L’uomo è stato prima fatto oggetto di una gragnola di suppellettili e poi con spintoni, schiaffi e pugni è stato scaraventato a terra e colpito con due violentissimi calci alla testa. Inoltre, uno degli indagati, con una bottiglia cercava di colpire al capo la vittima.  I tre arrestati di oggi, che nell’occasione si sono dimostrati i più facinorosi, erano comunque spalleggiati da un folto gruppo di soggetti di etnia rom che durante la baruffa hanno causato anche diversi danni al locale, arrivando a scardinare una porta interna compresa di infissi, al fine di raggiungere la vittima che nel frattempo si era rifugiata nel retro del locale. Nel corso dell’aggressione, i rom hanno malmenato anche personale del ristorante che aveva cercato di proteggere il titolare e questi non riportava altre e più gravi lesioni, grazie all’intervento di uno dei cuochi che è riuscito a sottrarlo alla furia omicida del gruppo, chiudendolo in un bagno. A questo punto, gli aggressori, intuito che da lì a qualche minuto sarebbero giunte le Forze dell’Ordine, si dileguavano prima del loro arrivo.

Sul posto sono arrivate, infatti, diverse pattuglie, che non riuscivano nell’immediatezza dei fatti a rintracciare gli aggressori, quindi procedevano alle operazioni di sopralluogo e identificazione dei testi per poi procedere alla ricostruzione dei fatti. Nella circostanza i militari hanno appreso che i rom, oltre a non pagare le consumazioni al bar, non avevano nemmeno pagato il saldo del banchetto che si aggirava intorno alle 600/700 euro.

La vittima, accompagnata presso il locale pronto soccorso, è stata riscontrato affetto da frattura ossa nasali con prognosi di 15 giorni, mentre uno dei camerieri ha riportato una ferita del cuoio capelluto, con prognosi di 7 giorni, poiché attinto durante la gragnola di suppellettili.

Ad incastrare il gruppo violento anche alcuni commenti postati dai sospettati su “facebook”.

Il movente della grave aggressione va ricercato nel fatto che il ristoratore aveva negato il festeggiamento di banchetti presso il suo locale organizzati da appartenenti alla famiglia rom, sicuramente a seguito di esperienze negative, nonché aveva preteso ed ottenuto, comunque, per il banchetto poi svolto – prenotato con l’inganno da persone di cui la vittima si fidava – un sostanzioso anticipo  di circa 1.300 euro, con un saldo finale di circa 600/700 euro. Secondo gli investigatori , gli aggressori, per affermare la supremazia sulla collettività ed assoggettare gli inermi cittadini/commercianti alla loro volontà, misero in atto il grave assalto, ovviamente preordinato, poiché posto in essere alla minima reazione della vittima, per “lavare” il grave affronto.

A suffragio dell’attività condotta dai militari del NORM, il pubblico Ministero richiamava un analogo episodio accaduto in Cassino in data 05/06/2016, ove era coinvolto Morelli Angelo, in concorso con tale S.A., 30enne di Cassino, i quali, dopo aver effettuato una consumazione di euro 30, aggredirono un  ristoratore della città martire, procurandogli ferite giudicate guaribili in gg.. 3. L’evento fu denunciato presso il locale Commissariato di P.S.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari veniva rinvenuta una camicia, compatibile con quella indossata durante l’aggressione avvenuta nello scorso mese di luglio.

Al termine delle formalità di rito, i tre arrestati sono stati tradotti, in regime di arresti domiciliari, presso le abitazioni di residenza.

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14 dicembre 2016 0

Banchetto per il battesimo pagato con assegno rubato, denunciati mamma, papà e “re della truffa”

Di admin

Anagni  –  Hanno pagato il banchetto del battesimo del figlio con un assegno rubato innescando una indagine che ha portato la polizia a denunciarli per ricettazione e truffa, oltre a denunciare anche il re della truffa di Anagni.

Tutto è cominciato a novembre quando un ristoratore di Frosinone ha denunciato alla questura di aver ricevuto come pagamento per un banchetto, un assegno che all’incasso è risultato rubato.

Facile per gli agenti della squadra Volanti diretti dal vice questore Giuseppe Di Franco arrivare alla mamma 41enne e al papà 45enne di Anagni, i primi due denunciati. L’altro denunciato è stato il 54enne conosciuto ad Anagni come il “re della truffa” proprio per i suoi precedenti specifici e per la sua capacità di mettere a segno truffe ai danni di chi ancora non lo conosceva.

Secondo la polizia sarebbe stato lui a cedere alla coppia l’assegno in bianco utilizzato per truffare il ristoratore. Nella perquisizione domiciliare del 54enne gli agenti hanno trovato documenti d’identità, tessere sanitarie, assegni, certificati sanitari in bianco, documentazione bancaria intestata a diversi soggetti.

Dalla documentazione rinvenuta e dai successivi accertamenti compiuti dagli investigatori, è emerso che l’uomo è la “mente” di un ampio giro di assegni rubati che riusciva a procurarsi con modalità truffaldine e provvedeva poi a fornire ai suoi numerosi  “clienti”.

Sono in corso ulteriori accertamenti per risalire alla provenienza della documentazione sequestrata.