Tag: bloccare

29 maggio 2017 0

Fiotech, Grossi al sindaco: “Se vuoi puoi ancora bloccare l’impianto”

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Cassino – “Il Sindaco dice delle inesattezze, a proposito dell’impianto smaltimento rifiuti Fiotech”. Lo dice l’ambientalista Edoardo Grossi, componente della consulta dell’Ambiente di Cassino. L’intervento di Grossi arriva a margine del comunicato stampa diffuso dal sindaco D’Alessandro (leggi) con il quale prendeva le distanze da ogni responsabilità in merito alle autorizzazioni concesse, in epoche precedenti alla sua amministrazione, all’azienda per trattare rifiuti ospedalieri.

“Il Sindaco può fermare  eccome l’impianto – continua Grossi –  com’è successo in altri comuni italiani, in base all’art. 191 del TFUE (Principio di Precauzione). Basta avere il coraggio di pensare più alla salute dei cittadini e non all’interesse di pochi”. Per dare forza a quanto dice indica casi simili. “Non solo Anzio; sono numerosi i comuni italiani che hanno bloccato impianti in base al principio di Precauzione. Lo stesso comune di Sant’Elia ha emesso una ordinanza di divieto di coltivazione in base all’articolo 191 del TFUE, ancora prima di conoscere le analisi”.

9 marzo 2017 0

La Ciociara versione porno, il prefetto di Frosinone pronta a bloccare pellicola

Di admin

Frosinone – “Mi auguro che ci sia un blocco di questa pellicola altrimenti sarebbe uno scempio”. Lo ha dichiarato il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli a proposito del rifacimento in versione hard del film “La Ciociara”. “Qualora ci dovessero essere la necessità, siamo pronti ad intervenire con una interpretazione un po’ estensiva di motivi di ordine e sicurezza pubblica per impedire che questo scempio possa essere attuato. Non sono Ciociara, ma quando parli con le persone che hanno ricordi di queste cose ti rendi conto di quanto sia stato doloroso, in particolare per donne che neanche ne parlavano. In Prefettura ci sono ancora i lasciti economici che le donne non hanno ritirato perché la vergogna era superiore al bisogno. Di fronte a questo tipo di realtà come fare a non reagire? Bene hanno fatto i rappresentanti politici del territorio ad animarsi su questo fronte mi auguro che ottengano come effetto finale di riuscire a non far pubblicare la pellicola”.

28 maggio 2010 0

Per Tremonti sono i disabili a «bloccare la competitività»: complimenti Ministro!

Di redazionecassino1

«Due milioni e settecentomila invalidi in Italia pongono la questione se un Paese così può essere competitivo»: sono parole pronunciate dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel presentare la Manovra Finanziaria Correttiva, contenenti uno stigma tanto grave da caratterizzarsi come uno dei più rilevanti danni recenti per le persone con disabilità. L’invalido, infatti, sarebbe un “parassita” che blocca la competitività e tale affermazione “razzista” non può che moltiplicarsi presso l’opinione pubblica, enfatizzata da certi organi d’informazione. La realtà è che questa Manovra “mette le mani nelle tasche degli italiani” e pur trovando assai poco in quelle delle persone con disabilità, quel poco intende riprenderselo con decisione inversamente proporzionale alla prudenza usata nei confronti degli evasori fiscali. E il modo scelto per farlo è il più subdolo, passando cioè il “fiammifero acceso” alle Regioni e decretando sostanzialmente la fine delle già timide politiche regionali sulla non autosufficienza, la domiciliarità e il contenimento del disagio sociale. Vediamo il perché, anche analizzando passo dopo passo varie dichiarazioni del ministro Tremonti Su una cosa ha ragione il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: migliaia di famiglie italiane hanno vissuto “al di sopra delle loro possibilità”. Sono quelle che si sono dovute fare carico, pressoché integralmente, di familiari con grave disabilità. Ne hanno dovuto affrontare i costi assistenziali, rinunciare alla carriera lavorativa, dedicare tutto il proprio tempo per colmare le lacune di un sistema assistenziale che è una sorta di “colabrodo”. Sono famiglie che si sono progressivamente impoverite. Questo ci si augurava si considerasse nell’elaborare le misure per contrastare una crisi che già colpirà soprattutto i più deboli. E invece, non una parola in loro favore, nella conferenza stampa di presentazione della nuova Manovra Finanziaria, da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro Tremonti. Anzi, le parole di quest’ultimo sono illuminanti e pericolose, forse ancora più dannose delle stesse politiche che si vogliono adottare nella Manovra “fantasma” (nessuno ne ha ancora visto il testo). «Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi – ha osservato il Ministro – e 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo». Ebbene, il grave stigma che la frase esprime rappresenta uno dei più rilevanti danni alle persone con disabilità. L’invalido sarebbe un “parassita” che blocca la competitività. L'”untore” che causa i danni al Paese con le spese che comporta. Un’affermazione “razzista” che non può che moltiplicarsi, enfatizzata da certa stampa, presso l’opinione pubblica. La persona con disabilità, dunque, già esclusa dal contesto in cui vive, è anche additata come la “causa delle disgrazie della collettività”. Come l’ebreo nella Germania degli anni Trenta. Invitiamo in questo senso il ministro Tremonti a ripetere la tesi della competitività condizionata negativamente dalla disabilità al suo omologo tedesco, il ministro federale delle Finanze Wolfgang Schäuble, in carrozzina dal 1990 (nella foto). Certo, non ci aspettavamo sensibilità dal ministro di un Governo che ha sforbiciato del 40% il Fondo per le Politiche Sociali, che ha abrogato il Fondo per le Non Autosufficienze, che taglierà le gambe alle politiche sociali (oltre che educative, ambientali, sanitarie) regionali, che non ha dimostrato attenzione, al di là degli spot, per le fasce più deboli della popolazione. E tuttavia – pur non potendolo pretendere – ci aspettavamo che Tremonti conservasse la lucidità dell’economista. Dovrebbe sapere, il Ministro, quale sia l’indotto dell’invalidità civile. In termini più immediati, quanta gente sopra agli invalidi “ci campi”. Medici, operatori, aziende di ausili e non, una milionata di badanti, patronati sindacali, servizi di trasporto. Senza contare il giro d’affari attorno al contenzioso relativo al mancato riconoscimento dell’invalidità: 400.000 cause giacenti. Medici legali, consulenti di parte o di ufficio, patronati sindacali, avvocati, per un giro d’affari di oltre due miliardi di euro. Se questo non genera competitività – un valore assoluto per la schiera degli economisti di cui Tremonti fa parte – sicuramente genera qualcosa di molto simile.Questa Manovra “mette le mani nelle tasche degli italiani”. Nelle tasche delle persone con disabilità trovano ben poco, ma quel poco – questo Governo – intende riprenderselo. E tanto sono timide e prudenti le misure contro i ladri evasori fiscali, quanto sono decise e indiscutibili quelle contro gli invalidi. Nel modo più subdolo: passando il “fiammifero acceso” alle Regioni, chiudendo rubinetti la cui portata era già largamente limitata. In forza di legge e con la brutalità dei tagli, si decreta sostanzialmente la fine delle politiche regionali – quelle poche e timide – per la non autosufficienza, per la domiciliarità, per il contenimento del disagio sociale. «Una stagione – commenta amaro Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – finita prima ancora di nascere: sono queste le politiche per la famiglia che ci attendono negli anni a venire». (Ufficio Stampa FISH)