Tag: carburanti

13 gennaio 2013 0

Distributori di carburante, parecchi chiuderanno dopo il 2013

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Tra i problemi per cui i prezzi dei carburanti nel Nostro Paese sono più elevati della media europea, sta senza dubbio nel sistema di distribuzione, tant’è che secondo stime acclarate, una stazione di servizio su quattro ha una resa troppo bassa e nel prossimo futuro molte saranno costrette a chiudere, soprattutto nelle località meno transitate. Tale tendenza non è però un problema solo italiano anche perché dagli anni ’80 il numero di rifornitori di carburanti si sarebbe addirittura dimezzato in tutta Europa. In tutto il Belpaese sino al 2011 erano ben 22.900 le stazioni di servizio: un numero senz’altro abnorme rispetto agli altri stati europei come Germania (14.785), Francia (12.522), Spagna (9.226) e Gran Bretagna (8.921). Ciò, nonostante la tendenza alla chiusura cui facevamo riferimento secondo cui il saldo negativo vede una quarantina di pompe in meno di anno in anno, che dovrebbe accelerare nell’anno in corso. Si salvano da questo fenomeno solo quelle con annessi servizi di vario tipo, quali bar, tabacchini e negozi anche perché le compagnie petrolifere più importanti sono in perenne ricerca delle migliori postazioni, specie quelle vicine ai centri commerciali. Probabilmente, la differenza numerica con il numero d’impianti all’estero, va ricercata nel fatto che sono meglio organizzati e distribuiti sul territorio ed hanno scelto strategicamente la diversificazione delle proprie attività, tant’è che arrivano a realizzare il 70-80% del fatturato attraverso servizi diversi da quello della vendita dei prodotti petroliferi, mentre in Italia gli impianti che svolgono queste attività sarebbero ancora fermi al 15% del totale. Anche se vi è da dire che da quando è stato introdotto l’obbligo delle pompe self service qualcosa sta cambiando e si registra un’inversione di tendenza. Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, la realtà italiana dimostra che il sistema distributivo contribuisce sensibilmente a tenere alti i prezzi dei carburanti, mentre un avvicinamento agli standard europei potrebbe invertire tale tendenza unitamente ad una incentivazione all’apertura delle cosiddette “pompe bianche” ossia quelle stazioni di rifornimento non legate alle grandi compagnie petrolifere.

23 gennaio 2012 0

Distributori presi d’assalto in città e fuori, lunghe code per assicurarsi un pieno di benzina

Di redazionecassino1

La protesta degli autotrasportatori comincia a farsi sentire anche a Cassino. I distributori in città, per tutto il giorno, sono stati letteralmente presi d’assalto dagli automobilisti che cercano di fare il pieno di benzina o gasolio. Vere e proprie scene di isteria si sono registrate già da questa mattina per le lunghe file ai distributori. Non sono mancate anche liti per il rispetto delle code. Molti commercianti che avevano i loro negozi nelle vicinanze dei distributori sono stati anche aggrediti dagli automobilisti in fila per rifornire le auto, nel timore che potessero scavalcare le lunghe code. Una situazione caotica e di nervosismo che ha coinvolto anche i rifornimenti di carburanti  fuori città. Lungo la Casilina in direzione nord e sud lunghe code si son registrate per tutta la mattinata e nel pomeriggio. Sulla Casilina verso Roccasecca, sono molte  le auto ancora incolonnate da ore sia in un senso che nell’altro, ancora in queste ore. I disagi, dovuti alla protesta degli autotrasportatori comincia a ripercuotersi  anche nel  Lazio da questa notte, infatti, anche il casello della A1 di Cassino è stato bloccato dai TIR che bloccano l’entrata e l’uscita dei mezzi pesanti. Dilaga in tutta Italia, quindi la protesta dei Tir e lo Stato cerca finalmente di correre ai ripari. Dopo aver messo in ginocchio la Sicilia, i blocchi degli autotrasportatori si sono estesi nelle ultime ore a molte strade e autostrade, in particolare al Sud, rendendo critica sia la circolazione del traffico sia il rifornimento di beni di prima necessità come il carburante e i generi alimentari, rischiando di paralizzare anche l’industria, come sta accadendo alla Fiat di Melfi che ha annunciato di dover interrompere, a partire da domani, la produzione della “Grande Punto” nello stabilimento di Melfi, in Basilicata. Per Viabilità Italia, il Centro di coordinamento istituito presso il Viminale e riunito no stop per monitorare la situazione, l’iniziativa riguarda i soli mezzi pesanti ma gli incolonnamenti provocano code e rallentamenti anche alle autovetture.

8 gennaio 2012 0

Lo Sportello dei Diritti allerta gli automobilisti contro il rischio di diventare bersaglio del’ultimo trend in fatto di furti, quello della benzina e del gasolio dai serbatoi di carburante

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

La crisi e gli aumenti del prezzo del carburante hanno reso particolarmente appetibili benzina e gasolio. Ignoti tagliano o strappano il tubo del serbatoio del carburante delle auto, creando non pochi danni, per rubare qualche goccio di benzina mentre i convertitori catalitici delle marmitte vengono sottratti per il loro contenuto di metallo tra cui l’oro. Per i cittadini questo fenomeno rappresenta un nuovo duro colpo per le loro tasche già in crisi. Lo denuncia Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che parla di fenomeni che ormai si ripetono con frequenze preoccupanti nonostante l’impegno delle forze dell’ordine.

L’Italia detiene oggi il costo benzina/litro più caro d’Europa: 1,740 per litro in media mentre il gasolio è arrivato a 1,70 euro con punte sino a 1,705 euro a litro, con un’incipiente crisi internazionale in Medio Oriente – basti ricordare la minaccia iraniana per la chiusura alle petroliere dello strategico stretto di Hormuz – che potrebbe far schizzare i prezzi ancor più in alto, (secondo stime a 150 dollari al barile a fronte dei 100 di media nel corso del 2011) con conseguenze catastrofiche per l’economie come la nostra che dipendono a livello energetico quasi totalmente dagli idrocarburi.

Ora se in Italia non verranno introdotte misure atte a calmierare il prezzo dei carburanti la conseguenza sarà anche la concreta possibilità di aumenti dei furti di benzina e diesel. A meno che i prezzi dei carburanti non scendano drasticamente, nel 2012 troveremo più persone che svegliandosi troveranno i serbatoi vuoti e le loro automobili immobilizzate.

7 dicembre 2011 0

Stangata finale: solo per i carburati altri 250 euro in più a famiglia all’anno

Di admin

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: Chiamare decreto – salva Italia un provvedimento che vede, tra l’altro, l ‘aumento immediato delle accise sui carburanti è come definire uno spietato sicario della mafia uomo della provvidenza. Riteniamo per questo motivo ormai prossimo il totale tracollo economico della nazione. Le famiglie italiane non potranno reggere il peso che si vedono caricare dal governo, è il colpo finale. Le aliquote su benzina e diesel salgono rispettivamente a 704,20 euro (+8,2 cent al litro) e 593,20 euro per mille litri (+11,2 cent), significa che per uso privato le famiglie si sobbarcheranno circa 220 euro in più l’anno per le autovetture a benzina e circa 300 euro l’anno per quelle a diesel. Invece per il trasporto industriale gli aumenti non incideranno solo sulle imprese, ma, degenereranno in una speculazione che colpirà tutti i prodotti al consumo. Ci appare chiaro che puntano al tracollo finanziario per obbligarci a subire un permanente commissariamento della Ue con la definitiva morte della nazione Italia. Un Paese senza indipendenza economica è un paese ridotto in schiavitù.

3 settembre 2011 0

Inchiesta “caro carburanti”, i Giudici di Lecce aprono indagine

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Dopo la denuncia presentata da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, il 19 luglio scorso alla procura della Repubblica di Lecce per l’evidente “caro carburanti” nel bel mezzo di quest’estate arriva l’apertura di un fascicolo contro ignoti rubricato al registro generale con n. 4526/11 per il reato di “rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio” di cui all’art. 501 del codice penale. Come è noto, l’aggiotaggio, è un reato disciplinato dal suddetto articolo che stabilisce testualmente: “Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822”. L’iscrizione nel registro delle indagini, pur trattandosi di un atto dovuto, per Giovanni D’Agata lascia sperare che finalmente la magistratura potrà verificare ed eventualmente accertare eventuali anomalie a danno dei consumatori nella formazione dei prezzi di benzina e gasolio. In caso positivo, lo “Sportello dei Diritti” è già pronto a costituirsi parte civile per tutelare le ragioni dei consumatori contro un fenomeno, quello del “caro carburanti” che appare anche ai non addetti del settore assai torbido e di difficile comprensione specie alla luce dei contestuali ribassi a livello internazionale del costo del petrolio a barile.