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7 giugno 2018 0

Rapina alla Energas di Supino, dai domiciliari al carcere per due pontini

Di admin
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FORMIA – Ieri mattina, i carabinieri di Formia e di Itri, hanno arrestato, un 25enne formiano e un 37enne  di Itri,  entrambi  già sottoposti a regime degli arresti domiciliari, in esecuzione alla misura dell’ordinanza per la carcerazione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone.

Il Provvedimento scaturisce dalle risultanze investigative, che riconoscevano i prevenuti come autori della rapina avvenuta nel mese di gennaio alla Ernergas di Supino.

Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Cassino.

5 giugno 2018 0

Picchiano l’affittuario che non paga, a Veroli due fratelli condannati ad un anno di carcere

Di admin

VEROLI – Non riscuote l’affitto e prende a pugni il conduttore del suo locale. Per questo un 49enne di Veroli dovrà scontare la pena di un anno di carcere.

I carabinieri della stazione di Veroli, in ottemperanza ad un Ordine di Esecuzione per la Carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni penali del Tribunale di Frosinone, hanno arrestato l’uomo (già censito per reati contro la persona ed il patrimonio), a seguito di condanna, dovrà scontare in carcere la pena della reclusione di un anno in quanto si è reso responsabile del reato di lesioni personali aggravate in concorso commesse a Ferentino, nell’anno 2013, quando unitamente al fratello ha cagionato lesioni al conduttore di un proprio immobile che non gli aveva pagato il fitto.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato portato presso la Casa Circondariale di Frosinone.

Il 49enne raggiunge così il fratello arrestato per lo stesso motivo e per la stessa pena appena qualche giorno fa.

5 giugno 2018 0

Tentato suicidio e cellulari nel carcere di Cassino, il Sappe chiede la sospensione vigilanza dinamica

Di admin

CASSINO – “Ieri è successo che un detenuto straniero, ha tentato il suicidio nella sua cella del Reparto Isolamento”.

La denuncia è del SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che per voce del Segretario Nazionale per il Lazio Maurizio Somma ricostruisce gli eventi accaduti.

“Provvidenziale l’intervento degli uomini della Polizia penitenziaria che hanno salvato l’uomo, portato poi in Ospedale. Pochi minuti dopo, un altro ristretto si è procurato volontariamente dei tagli al corpo con una lametta ed il tempestivo intervento degli Agenti ha evitato più gravi conseguenze. Solo grazie alla professionalità e allo zelo del personale di Polizia Penitenziaria di Cassino, che pure lavora sotto organico e in grande affanno, si sono evitate due gravi tragedie”. Somma da anche notizia che “nella tarda serata di ieri, a seguito di una attenta e scrupolosa attività di contrasto al possesso ed all’uso di telefoni cellulari in carcere da parte di detenuti, due apparecchi smartphone sono stati rinvenuti e sequestrati al primo piano della Terza sezione detentiva dell’Istituto”. Il Segretario generale del SAPPE Donato CAPECE sollecita il neo Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ed i vertici nazionali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria a intervenire: “Quelli di Cassino sono gli ennesimi gravi eventi critici che avvengono in un carcere del Lazio, nel quale oggi sono detenuto quasi 6.400 persone rispetto ai circa 5000 posti letto. E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie”. “Il Governo, attraverso l’Amministrazione Penitenziaria ed il Ministero della Giustizia, anziché adottare interventi concreti per garantire ordine e sicurezza nelle carceri tutelando i poliziotti penitenziari”, aggiunge, “ha perso mesi preziosi per tentare di approvare una sciagurata riforma penitenziaria, l’ennesimo svuotacarceri, che minava proprio la natura stessa di pena e carcere, affidando il carcere ai detenuti e depotenziando anche il ruolo della Polizia Penitenziaria. A Cassino sono oggi detenute 265 persone rispetto ai 200 posti letto regolamentari, e 112 sono gli stranieri ristretti”, evidenzia Capece. Per il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria “lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti – lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività – è controproducente perché lascia i detenuti nell’apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti”. E la proposta è proprio quella di “sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”.

31 maggio 2018 0

Sovraffollamento, aggressioni e poche ferie: la Fns Cisl protesta davanti al carcere di Frosinone

Di admin
FROSINONE – “Oggi si è svolto un sit-in di protesta davanti al carcere di Frosinone per tornare a far sentire forte la voce del dissenso contro il sovraffollamento e le aggressioni ai danni degli agenti, ma anche per protestare contro i pochi giorni di ferie concessi al personale di Polizia Penitenziaria”.  Lo si legge in una nota di Massimo Costantino, Segretario Generale Aggiunto CISL FNS.  “Al personale con 25 anni di servizio spettano 20 congedi ordinari ma si intende dare loro solo 15 giorni.  Iniziative del genere si erano già svolte a Velletri e Roma ed avevano anche sortito i loro effetti: il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha infatti inviato dieci unità di polizia negli istituti di Frosinone e Velletri. La Fns Cisl Lazio sottolinea come la notizia sia positiva, ma non possiamo ritenerci soddisfatti in quanto dieci unità sono relativamente poche. Ed è qui che salgono in auge i due problemi principali: aggressioni e sovraffollamento. Nelle carceri laziali ci sono 1046 detenuti in esubero, a Frosinone 89 in più e a Cassino 72. Molti di questi detenuti hanno problemi psichiatrici nelle carceri e sono loro a creare maggiori problemi. Criticità che comunque esistono anche nelle REMS. Altro problema è quello legato alla vigilanza dinamica: in quei momenti di libertà avvengono gran parte delle aggressioni. In totale le violenze nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria nel Lazio si aggirano intorno ai 40 eventi: a Frosinone le aggressioni sono state due con sei agenti coinvolti, a Cassino due con due agenti vittime. A Frosinone e Viterbo sono state quattro le aggressioni avvenute in meno di un mese. Una situazione che per i sindacati non è più sostenibile. Alla manifestazione erano presenti il Segretario generale Fns Cisl Frosinone Angelo Massaro unitamente al segretario territoriale Leandro Patriarca e la responsabile sas Cristina Celani. Per la Fns Cisl occorre far il possibile affinché giungono più personale negli istituti e ciò è possibile solo scorporando il personale delle sedi extra moenia dagli istituti affinché sia assegnato personale effettivo”.
29 maggio 2018 0

Agenti aggrediti e sovraffollamenti, Sit-in davanti al carcere di Frosinone

Di admin

FROSINONE – “Domani davanti al carcere CC Frosinone si svolgerà dalle 10.30 un sit-in di protesta a cui parteciperanno tutte le sigle sindacali del comparto sicurezza”. Lo si legge in una nota di Massimo Costantino Segretario aggiunto Cisl FnS. “Protesta nata poichè al personale di Polizia Penitenziaria vengono concessi meno giorni di ferie rispetto a quanto previsto per Legge. Il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) dopo le proteste svoltosi davanti al carcere di Velletri, CR Rebibbia e quella Regionale svoltasi Venerdì scorso (25 Maggio) davanti al carcere di Regina Coeli, ha predisposto l’invio rispettivamnete di 10 unità di Polizia Penitenziaria per gli Istituti di Velletri e Frosinone. La Fns Cisl Lazio accoglie positivamente il segnale del DAP ma ciò è solo un paliativo e certo il numero è esiguo e non possiamo ritenerci soddisfatti, servono più unità. Da ricordare che nel Lazio aumenta il sovraffollamento e crescono le aggressioni nei confronti degli agenti penitenziari. La Fns Cisl rileva come il sovraffollamento è di 1.046 detenuti considerato che n. 6.303 risultano essere i detenuti reclusi nei 14 Istituti del Lazio, dato 30 aprile 2018, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di n. 5.257 . Il dato più preoccupante – riguarda gli istituti di Regina Coeli (con 366 detenuti in eccedenza); Velletri (+122),Latina (+ 48) e Viterbo (+175)”. Sovraffollati risultano anche gli istituti di Cassino (+72 detenuti); Frosinone (+89); Civitavecchia (+96); Rebibbia ( +46)e Rebibbia Nuovo complesso (+293); Rieti(+82). Sono inoltre da segnalare le innumerevoli aggressioni nei confronti del personale penitenziario, dovute anche alla chiusura degli Opg in ambito nazionale che ha portato molti detenuti con problemi psichiatrici nelle sezioni di osservazione psichiatrica delle carceri . Problematiche che si riscontra poi anche per le REMS dove il numero di richiesta di ricovero degli internati è sottodimensionata rispetto alle richieste – creando non pochi problemi sia al personale di polizia penitenziaria, che deve espletare se richiesto anche piantonamenti in luoghi esterni di cura se disposti dalla autorità giudiziaria , o in una sezione di istituti penitenziari in attesa di accettazione nelle Rems- Per la Fns Cisl Lazio occorre, altresì , rivedere la vigilanza dinamica all’interno degli istituti, semmai bloccarla nei casi di eventi critici causati da parte dei detenuti, poiché troppe sono le aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria . In totale le aggressioni dall’inizio dell’anno ad oggi si aggira intorno ai 40 eventi critici, quelli a noi noti, di cui 8 solamente a Regina Coeli con 10 agenti coinvolti. Viterbo Mammagialla ad oggi risultano circa 12 aggressioni. Al NC Rebibbia il dato è sempre di 10 aggressioni. CR Rebibbia aggressioni 2. Frosinone 2 aggressioni, 6 colleghi coinvolti Cassino, 2 aggressioni con due agenti coinvolti. In meno di un mese sono state 4 le aggressioni avvenute a Viterbo e Frosinone in data 18 aprile 2018, IIPP di Civitavecchia in data 7 Maggio 2018, NC Rebibbia domenica 20 maggio 2018. Non occorre dimenticare che il personale deve far fronte ad altri eventi critici quali atti di autolesionismo, suicidi e tentativi suicidi – il personale con professionalità e abnegazione in più dei casi riesce ad evitare il peggio”.

25 maggio 2018 0

Uccise la moglie Alessandra Agostinelli, Frocione va in carcere

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ALATRI – Dai domiciliari al carcere di Cassino. Si aprono le porte del San Domenico per Emiliano Frocione, il 31enne di Alatri responsabile delle morte della moglie Alessandra Agostinelli nel 2014. L’uomo era ai domiciliari in una struttura terapeutica a Sant’Elia Fiumerapido e questa mattina è stato arrestato dai carabinieri di Cassino in esecuzione dell’Ordinanza emessa dalla 1^ Corte di Assise di Appello di Roma, con la quale gli veniva sostituita la misura cautelare degli arresti domiciliari in comunità con quella della custodia in carcere.

Il provvedimento nasce dalle numerose violazioni commesse dall’uomo avverso il regolamento della struttura. Veniva difatti accertata, a suo carico, la commissione di svariati furti all’interno della struttura, nonché l’uso di sostanza stupefacente (hashish) e l’assunzione di un atteggiamento ostile e poco propenso a collaborare al previsto piano terapeutico – riabilitativo. In particolare, la decisione del Giudice scaturiva dall’esito dei controlli sanitari effettuati a carico dell’uomo, il quale non risulterebbe affetto da alcuna patologia.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Cassino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

22 maggio 2018 0

Arresti domiciliari troppo “lenti”, 36enne di Cassino va in carcere

Di admin

CASSINO – I carabinieri di Cassino hanno arresto un 36enne del posto, già censito per stupefacenti, associazione per delinquere, resistenza a Pubblico Ufficiale, reati in materia edilizia ed appropriazione indebita, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, con la quale è stata sostituita la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella della custodia in carcere.

L’uomo, durante il periodo della misura detentiva, alla quale era sottoposto in relazione al reato di spaccio di sostanze stupefacenti, ha violato più volte le prescrizioni impostegli. In particolare, in occasione dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine, aveva atteggiamenti aggressivi, minacciosi ed irriguardosi, inoltre, nonostante il divieto di incontrare altre persone, veniva più volte trovato in compagnia di individui estranei al proprio nucleo familiare.  Al termine delle formalità di rito l’uomo veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Cassino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

18 aprile 2018 0

Frosinone, Cisl Fns: Tre agenti feriti da detenuti durante rissa in carcere

Di admin

FROSINONE – “Apprendiamo che poco fa un detenuto straniero ha aggredito tre unità di polizia penitenziaria all’interno dell’istituto Casa Circondariale di Frosinone”.

E’ quanto si legge in una nota a firma di Massimo Costantino, segretario Generale Aggiunto CISL FNS. 

“Il personale era intervenuto per sedare una rissa tra due detenuti – Uno di questi ha preso a calci e pugni il personale aiutandosi anche con un manico scopa. Da quando apprendiamo per il personale di polizia penitenziaria è stato necessaria la visita presso l’ospedale della Città. Solo alcuni giorni fa segnalavamo il sovraffollamento nelle carceri del Lazio e le aggressioni nei confronti degli agenti penitenziari. Si rileva come al 31 marzo scorso erano 6.303 i reclusi, nei 14 istituti della Regione, rispetto ad una capienza di 5.257, dunque con 1.046 detenuti in più dei posti regolamentari. Frosinone (+89); ”Sono inoltre da segnalare – aggiunge Costantino – le innumerevoli aggressioni nei confronti del personale penitenziario, dovute anche alla chiusura degli Opg in ambito nazionale che ha portato molti detenuti con problemi psichiatrici nelle sezioni di osservazione psichiatrica delle carceri. Solidarietà  e vicinanza della Fns Cisl al personale coinvolto”.
12 aprile 2018 0

Corrispondenza tra bambini della parrocchia di S. Giovanni e i detenuti del carcere di Velletri

Di admin

VELLETRI – Fitta corrispondenza tra i detenuti del carcere di Velletri e i bambini delle diocesi. E’ una iniziativa nata nel 2015 in occasione dell’anno della Misericordia e, da allora, i bambini che frequentano il catechismo si scambiano messaggi con i circa 500 detenuti del carcere Lazzaria.

E’ un momento particolarmente sentito da chi vive in prigione e che spesso perde i contatti con la famiglia. L’iniziativa organizzata dalle catechiste della parrocchia di San Giovanni Battista, una delle quali è volontaria di Vol.A.Re. Onlus, una associazione impegnata proprio nel carcere veliterno. “Il tema di ques’anno – fa sapere una delle organizzatrici – è la matita per il suo significato. Ai bambini diciamo che siamo delle matite nelle mani di Dio. Nel carcere questa iniziativa è stata accolta con entusiasmo e anche ai detenuti sono stati consegnati dei fogli a forma di matita, come quelli usati dai bambini per scrivere i loro messaggi”.

Domenica scorsa, il parroco di San Giovanni, Padre Andrea, durante la messa ne ha letto alcuni. Ne abbiamo scelto uno di un bambino in cui si legge: “Ti dono una matita perché tu possa disegnare sul tuo viso un bel sorriso”.

E quello in risposta, scritto da Massimo, detenuto di lungo corso. “Ricordatevi ora e sempre che anche voi siete matite. Cercate di scrivere al meglio la vostra vita. Accogliete le parole dei vostri genitori;  voi siete il loro futuro e il nostro. Vi stimo molto per l’interesse che avete per noi detenuti e vi ringrazio a nome di tutti”.

Ermanno Amedei

9 aprile 2018 1

VIDEO – Telefono senza fili per i detenuti del carcere di Cassino

Di admin

CASSINO – Un telefono senza filo permette ad alcuni detenuti del carcere di Cassino di comunicare con parenti ed amici all’esterno delle mura.

A dire il vero il sistema è tutt’altro che discreto a meno che non si adoperi un linguaggio criptico e consiste nell’urlare dalle pendici della collinetta della Rocca Janula che affaccia, superando le mura di recinzione, sul padiglione più esterno dell’istituto di pena. Non è un fenomeno nuovo per la gente della zona che quasi quotidianamente assiste a “colloqui” ovviamente non autorizzati tra detenuti e amici o parenti.

A volte arrivano a decine dalla vicina Campania per dare coraggio e vicinanza a chi è stato da poco arrestato. Il padiglione in questione, infatti, sarebbe quello in cui sono detenute le persone da poco arrestate perché colpite da ordinanza di custodia cautelare.

Saltuariamente arrivano le pattuglie delle forze dell’ordine e identificano i “visitatori” ma il fenomeno è troppo frequente che servirebbe un presidio fisso.

Quindi, nel folclore di quelle conversazioni, resta celato il timore che possano arrivare all’esterno indicazioni di personaggi di spicco della malavita per i solidali ancora liberi.

Ermanno Amedei