Tag: Carmelo Finocchiaro

17 gennaio 2012 0

Dubbio della Federcontribuenti negli attentati contro Equitalia: “Carenza investigativa o stragismo?”

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: Bombe a mano, tritolo, polveri esplosive od orticanti, vetri infranti, lettere minatorie e serrande divelte. A leggere la cronaca c’è da immaginarsi bande armate libere di scorrazzare per le strade d’Italia. La linea di fuoco è netta e il bersaglio preciso: Equitalia. Abbiamo servizi di video sorveglianza quasi in ogni città, di certo, ce ne sono nei pressi delle sedi Equitalia prese di mira, eppure, dagli inquirenti, che man mano effettuano i rilievi, non arrivano svolte nelle indagini. Devono esserci delle riprese video, devono avere le nostre questure indirizzi dove andare a cercare i responsabili. ” Ormai lo stillicidio di attentati ”, dice il Presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, ” non puo’ non portare all’identificazione dei responsabili. Vogliamo che le autorità inquirenti facciano chiarezza e il Parlamento affronti la questione. Il movimento che è impegnato a cambiare il sistema della riscossione in Italia lo chiede con fermezza ”. Non è possibile rendere invisibili le giuste ragioni dei contribuenti onesti, consentendo senza colpevoli il continuo fiorire di notizie sugli attentati. Alla politica chiediamo un impegno preciso per risolvere le questioni che riguardano Equitalia, non è piu’ sostenibile questo sistema di riscossione. A meno chè questi attentati facciano parte di quella strategia oscura che spesso torna nel nostro Paese.

16 gennaio 2012 0

Liberalizzazioni? Cominciamo a liberare le “rotaie”

Di admin

DallUfficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: Carmelo Finocchiaro, numero uno di Federcontribuenti, intende domandare al governo cosa intenda per liberalizzazioni e come intende applicare questo processo in aree da sempre monopolizzate. Un esempio per tutti, Trenitalia. «In Italia, se vuoi viaggiare attraverso le ferrovie non hai scelta, devi sottostare alle regole e ai tariffari dell’unico operatore esistente, Trenitalia». Se nel cielo numerose sono le compagnie che lo attraversano, se tra gli autobus e pullman numerose sono le società che percorrono le nostre autostrade, su rotaie, un marchio viaggia. Trenitalia. Uno dei casi eclatanti, riguarda il treno del Leonardo Express che collega Fiumicino a Termini e che applica tariffe definite da Federcontribuenti, « un furto nei confronti degli utenti ». Il prezzo del biglietto per questo tratto è di 14 euro per sola andata, se paragonato ai 4 euro che si pagano con il collegamento in pullman si intravede la penalizzazione causata dal monopolio su rotaia di Trenitalia. Un business non più accettabile specie considerata la qualità dei treni. Sporchi e invivibili e se si può a tutto ciò anteporre le ” Frecce ” va detto che i costi di questi treni di ultima generazione sono fuori la portata delle famiglie italiane. Prezzi impraticabili. Trenitalia è il vero ostacolo alle liberalizzazioni delle rotaie. Ricordate il caso Arenaway? Il primo gestore privato fatto fallire per l’opposizione dell’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Questo è per Federcontribuenti l’esempio di una liberalizzazione urgente da fare.

29 dicembre 2011 0

Ennesimo suicidio nel Padovano, Federcontribuenti: “Monti continua ad ignorarci”

Di admin

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: La conta dei suicidi non si ferma nemmeno in queste giornata. La scorsa notte si è ucciso un padre di famiglia, un artigiano. Il padovano si sveglia così, sconvolto da altre lacrime. R.S., 54 anni, viveva e lavorava a Campodarsego, titolare di una ditta individuale di pitture edili. È stato trovato dai familiari poco prima dell’una di notte: con una corda al collo fissata alla grondaia di casa. Un biglietto di poche righe, l’ultimo saluto ai suoi cari. Gli investigatori subito individuano nel calo di lavoro, nella difficoltà nel recuperare i crediti, le cause dell’estremo gesto. Si chiude così il disastroso 2011? Sarà questo l’ultimo suicidio, figlio di una pericolosa e mal gestita situazione economica? Di chi è la responsabilità di questa nuova morte se non di chi è chiamato a governare la nazione? «Presidente Monti, lo sente questo gravoso peso, questa colpa sul cuore? » Il presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, ha chiesto a più riprese un incontro, sempre rimandato, sempre negato, eppure, voleva solo raccontare queste vite spezzate, spiegarne le cause e tentare un percorso rapido e condiviso. Girare gli occhi dall’altra parte e insistere su strade illogiche e controproducenti, questa è la sensazione che si ha nei confronti di chi ignora questa situazione. E allora ecco il racconto di un altro cittadino italiano il quale, secondo Equitalia, è debitore di 80 mila euro. ” Abbiamo ricevuto la prima cartella esattoriale con un importo di circa 50 mila euro che abbiamo rateizzato; sono già due anni che paghiamo a rate. Poi ci è arrivata una seconda cartella d’ altrettante 50mila euro. Abbiamo dovuto licenziare 5 dipendenti sempre pagati e retribuiti regolarmente da anni e chiudere l’azienda. Le cartelle continuano a piovere su di noi e stiamo pensando di abbandonare l’Italia, sinceramente la voglia di combattere ci sta venendo meno. Gli studi di settore sono ingiusti, all’inizio fatturavamo bene poi nell’arco degli anni il fatturato si è dimezzato ma, secondo loro, dovevamo pagare comunque, senza avere la possibilità di un dilazionamento che ci avrebbe fatto salvare l’azienda e il posto di lavoro dei nostri dipendenti, ora disoccupati. Ci stanno rendendo la vita difficile, ci hanno ipotecato la casa, tutte le auto e il furgone aziendale. Chiaro che io voglio pagare è stiamo pagando ma in questi periodi è molto dura, volevamo un pò di respiro e pagare i tassi giusti e non perdere la casa acquistata con sacrifici di anni lavorando più di 16 ore al giorno 7 su 7 giorni. ” Omettiamo al momento il nome per difendere quel poco di diritto alla privacy che è rimasto in Italia. Qualcuno lo definisce il ” gioco delle parti”, cioè quando i rappresentati di due opposte fazioni si rilanciano a turno la patata bollente. Se immaginiamo un ring dovremmo dire che nei due angoli siedono Equitalia e la Federcontribuenti e che l’arbitro non è imparziale considerato che questo è un dipendente dello stesso ministero che incoraggia Equitalia. ( Giustizia Tributaria ) Cosa si chiede ad Equitalia: di fare soldi, con ogni mezzo. Cosa si propone la Federcontribuenti: di tutelare i cittadini e difenderne i diritti oltre che ad invitare il governo a varare riforme e Leggi tali a garantire giustizia sociale e rilancio dell’economia. Su cosa si fonda Equitalia: su un imponente sistema di potere centralizzato. Su cosa si fonda la Federcontribuenti: sull’idea insana che i contribuenti vadano salvaguardati e non ingiuriati. Perchè se i contribuenti sono salvaguardati si difende l’economia nazionale che diventa prospera e rigogliosa e non una landa arida. Questi cittadini chiedono di poter pagare senza dover rinunciare al proprio diritto di vivere, chiedono, in momento così economicamente difficile, di vedersi aiutati e non calpestati. Ogni azienda che facciamo chiudere, ogni saracinesca che obblighiamo ad abbassarsi, ogni suicidio equivale ad un fallimento del governo e di chi lo amministra. Come si può parlare di riforme per lo sviluppo economico? Per sviluppo economico si intende proprio la tutela di questi piccoli imprenditori, dando a loro la possibilità di rientrare dai debiti con sistemi equi, stabilendo una riscossione idonea ai redditi di ognuno. La Federcontribuenti non dimentica il difficile momento che stanno vivendo gli impiegati di Equitalia che non hanno colpe, ma vengono visti come dei boia che non sono. Anche Equitalia è tempo faccia la sua parte, è tempo smetta di ubbidire ai comandi di uno Stato padrone ed imponga linee più morbide, giuste, democratiche. Questo incontro di pugilato deve giungere al termine e deve vedere come vincitore uno Stato di diritto e non di oppressione. «Non si chiede altro e non ci rassegneremo: continueremo a ricercare un modello politico – amministrativo in linea con i diritti e i bisogni di tutta la popolazione italiana, quella che paga e sovvenziona tutto e tutti, quella che può salvare la nostra economia e farci sentir fieri d’essere italiani». Le cartelle di questo cittadino verranno periziate per capire se c’è o meno usura, la Legge sulla riforma del sistema della riscossione ha iniziato il suo lungo viaggio al Senato, si continuerà incessanti ad indicare ai ”Fari spenti” il percorso da seguire per ristabilire il concetto di democrazia in Italia.

24 dicembre 2011 0

La Banca Popolare di Milano anticipa al 29 dicembre prossimo la conversione automatica delle obbligazioni fino a 2,71 euro

Di admin

Dall’ufficio stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: La Federcontribuenti ha costituito un’unita di crisi nella sua sede di Milano di cui è responsabile l’avv. Morini. Tutti i cittadini coinvolti potranno chiamare al numero 02 91322612 per sapere come difendersi da questo esproprio. Una banca, quella Popolare di Milano, non nuova alle pratiche scorrette. Gli obbligazionisti vengono spinti a comprare bond e poi, gli viene sottratto il 90% del ricavo. Queste obbligazioni dovevano scadere a giugno 2013, questa anticipazione, così improvvisa, è scorretta nei confronti degli obbligazionisti che saranno costretti a perdere denaro investito, oppure, a comprare nuove azioni con il rischio di ricadere nell’ennesimo sistema.

29 novembre 2011 0

Zamparini, intrappolato tra mafia ed Equitalia

Di admin

Dall’ufficio stampa Federcontribuenti riceivamo e pubblichiamo: Vittima del racket, costretto ad ”accontentare” la Cupola, feroce sostenitore della battaglia, nazional – popolare, contro Equitalia e fondatore di un ”Movimento per la gente”. Perchè così diretto e spietato contro Equitalia e tanto omertoso verso la mafia? Dall’inchiesta è emerso che i boss comandavano la gestione del centro commerciale che Zamparini sta realizzando allo Zen stabilendo chi sarebbe stato assunto e a chi sarebbero andati gli spazi commerciali. Non poteva ignorare queste cose, non si ignora la gestione di un progetto quando ci metti i soldi. Il boss Giulio Caporrimo, già condannato per mafia, voleva gestire il business dei biglietti dello stadio. Si lamentava che i biglietti della partita, ( regalati da chi? ) ,erano vicino agli “sbirri” e sempre lui decideva a chi ”donare ” i tagliandi omaggio. Giovanni Li Causi, anche lui arrestato, sceglieva le ditte che avrebbero realizzato il nuovo stadio di Palermo. E poi perchè la stampa parla di nuova cupola, perchè tanta attenzione nel ribadire il concetto di ”presunto reato ” è ingiusto nei confronti di quegli onesti commercianti che hanno avuto il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine, tra cui il titolare della pasticceria Costa di Palermo che si trova a pochi metri dal luogo in cui venne assassinato dalla mafia l’imprenditore Libero Grassi. E quanta evasione fiscale si nasconde in questa notizia? Matteo Inzerillo, nipote del boss Michelangelo La Barbera, indicato come uomo d’onore della famiglia di Passo di Rigano, lasciava il suo posto di lavoro all’Amat, l’azienda comunale del trasporto locale di Palermo, per incontrare i capimafia nel suo orario di servizio. Bisogna dire che l’amministrazione comunale ignorava l’appartenenza mafiosa? Se non cambiamo le regole del gioco, resteremo intrappolati nella ”presunzione ” senza incidere in questa lotta che non è mai cambiata, solo accantonata, indebolita, per mano di chi, come emerge dalle inchieste, ne risulta imputato. Non possiamo ridurci a dare notizie, dobbiamo tornare a commentarle, ad imprimere alle stesse una connotazione umana e morale, solo così la condanna verso tutto ciò che è illecito sarà pubblica e decisiva. Anche per tutto questo riteniamo sia opportuno per Zamparini e i suoi simpatizzanti rivedere il concetto di dovere civile e lotta sociale. Equitalia è un discorso serio, un malcostume molto più radicato, pieno di anfratti mai approfonditi e non deve diventare strumento di propaganda o semplice populismo. Non si tratta di essere contro Equitalia, si tratta di ridare dignità ai contribuenti, di garantirgli tutela, uguaglianza nei trattamenti, la possibilità di vivere del proprio lavoro senza dover cedere allo Stato più di quanto il reddito concederebbe. Si tratta di contrastare il fenomeno dell’usura che avviene, in barba ad ogni norma, attraverso l’aggio sulle cartelle esattoriali. Di salvare milioni di piccoli imprenditori e con essi l’economia nazionale. Equitalia è il boia, solo l’esecutore di una politica privata, per questo noi di Federcontribuenti oltre a contrastare Equitalia, a denunciarne i vizi e gli abusi, portiamo avanti la nostra idea di riforma fiscale e tributaria. Ma forse, alla mafia, o ad altri, fa comodo avere un Zamparini in trincea.

Carmelo Finocchiaro Presidente di Federcontribuenti

11 ottobre 2011 0

Ministro Tremonti: l’Italia ha bisogno di una legge che “umanizzi” Equitalia altro che condoni

Di admin

Dall’Ufficio Stampa Federcontribuenti riceviamo e pubblichiamo: La notizia della Corte dei Conti che boccia la riforma fiscale perchè priva dell’adeguata copertura finanziaria, rafforza la nostra idea che Lei Signor Ministro in questi anni non ha operato attraverso “manovre” giuste, anzi, lei si è fatto rappresentante esclusivo degli interessi delle grandi istituzioni finanziarie e non dell’Italia che produce e lavora. Le manovre fin qui fatte hanno avuto natura recessiva, spesso, dietro il cartello della lotta all’evasione, ha tolto le garanzie sia processuali che di diritto ai contribuenti italiani, e la vicenda dell’accertamento immediatamente esecutivo ne’ è una prova. La Corte dei conti ha bocciato la Vostra finanziaria perchè, secondo la magistratura contabile, è «doveroso interrogarsi sia sull’idoneità dei mezzi di copertura sia sul rischio di un conflitto nella destinazione delle risorse acquisibili». Tuttavia è ormai pratica usuale vedere il governo decretare senza tener conto delle sentenze delle alte figure istituzionali a difesa della giustizia e della democrazia. Ma oltre queste critiche, vogliamo darle atto che oggi lei sta mostrando una ferma opposizione all’ipotesi di un condono tombale eppur non basta davanti al dramma di una tassazione diventata insostenibile per il sistema Italia e per la sua competitività sia sul piano nazionale sia internazionale. Tassazione insostenibile anche per i singoli contribuenti. Ed è qui l’altro aspetto a cui Lei in questi anni non ha saputo dare una risposta adeguata. L’altro punto centrale riguarda la politica che lei ha voluto attuare attraverso Equitalia. Ma oggi Equitalia è diventato l’incubo degli italiani onesti. Certo in questo Paese serve un ente di riscossione serio, ma la serietà non si mostra con sole misure punitive soprattutto se queste riguardano solo i singoli cittadini o le piccole imprese, si è domandato che fine hanno fatto gli artigiani? Per Equitalia serve applicare il principio della “Human Governance”. Tutto cio’ costituirebbe un’altra grande rivoluzione perché darebbe forza ad un’Amministrazione efficiente ed efficace ma porterebbe anche ad un’Amministrazione umana. Equitalia deve osservare le regole dell’Human Governance se vuole ottenere dagli italiani quanto devono. Non è piu’ possibile vivere in un sistema che della riscossione ne ha fatto un metodo di ricatto costante verso i cittadini. Oggi è necessario adottare misure che consentono di pagare gli arretrati iscritti a ruolo, rendendo possibile questi pagamenti e soprattutto allegerendoli dei tassi di interesse che sappiamo essere illegali. Signor Ministro avete il dovere di muovervi verso una legge sulla ristrutturazione dei debiti con Equitalia, dove si allungano i tempi di pagamento e si rendono graduali le sanzioni sulla base della verifica della situazione finanziaria dei singoli contribuenti (imprese e persone fisiche) questa è l’unica via di uscita senza lasciare morti e feriti sul campo e “toglierebbero il fiato” a quel Partito del Condono che dietro alla disperazione della gente rafforza il suo consenso e si fa portavoce inappropriato di quel popolo di debitori di Equitalia “ammaliando” uomini e donne di questo Paese. Signor Ministro il sistema Italia ha bisogno di regole e misure strutturali che guardino allo sviluppo. L’ affidabilità delle politiche che lei vorra’ adottare devono garantire un rapporto equilibrato e paritario tra Stato e cittadino, basato sul dialogo, il consenso, la fiducia e il rispetto reciproco ve che la Legge deve essere uguale per tutti Questo chiede l’Italia, questo chiediamo a Lei. Il Presidente della Federcontribuenti Carmelo Finocchiaro