Tag: cautelari

27 novembre 2018 0

Operazione Mazzancolle e caffè a Formia, eseguite tre misure cautelari

Di admin
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FORMIA – I militari della NORM della Compagnia Formia e della Stazione Carabinieri di Scauri, coordinati da Roberto Bulgarini Nomi– Sostituto procuratore dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino hanno portato a termine un’importante indagine finalizzata al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nel sud-pontino. Alle prime luci dell’alba, i militari hanno dato esecuzione a tre misure cautelari personali, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari Salvatore Scalera presso il Tribunale di Cassino, a carico di tre persone residenti a Minturno che, sulla scorta dei plurimi e gravi indizi di reità raccolti dalla P.G., sono ritenuti responsabili di traffico continuato di sostanze stupefacente. In particolare, Domenico Massimiliano Castaldi, 38 enne, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, è stato associato alla casa circondariale di Cassino, D’Acunto Paola, 36 enne, è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, mentre nei confronti di D’Acunto Giuliana, 42 enne, destinataria della misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.., è stata tratta in arresto in flagranza di reato in quanto, nel corso delle operazioni dell’esecuzione dell’ordinanza, presso la sua abitazione, sono stati rinvenuti 107 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish. Il nome dell’operazione prende spunto dal soprannome (Mazzancolle) con cui viene chiamato in paese il principale indagato, Domenico Castaldi e dalla professione esercitata in passato dallo stesso (caffè), ovvero di rappresentante di vendita di caffè. L’operazione denominata “Mazzancolle e caffè”, dal soprannome di uno degli indagati, avviata a seguito dell’arresto in flagranza di reato, operato in Marina di Minturno il 29.12.2014, a carico di Domenico Massimiliano Castaldi. In tale circostanza lo stesso fu trovato, presso la sua abitazione e nelle sue pertinenze, in possesso di circa 700 grammi di hashish, 10 di cocaina, materiale atto al taglio ed al confezionamento dello stupefacente nonché una somma ingente di denaro in contanti, nascosta insieme alle sostanze stupefacenti rinvenute, in particolare vennero trovati 222.000 Euro divisi in banconote di vario taglio, il tutto provento dell’attività di spaccio posta in essere dal Castaldi. A seguito dell’arresto si avviava pertanto un’intensa attività investigativa, protrattasi fino al mese di febbraio 2018, sviluppata mediante costanti servizi di osservazione, controllo e pedinamento accompagnati da perquisizioni personali, veicolari e locali e supportati da indagini tecniche che hanno consentito di ricostruire le dinamiche del traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish tra i comuni di Minturno, Gaeta, Formia ed Itri, ove erano presenti diversi soggetti acquirenti che si rifornivano costantemente da Castaldi. Nel corso dei colloqui captati, al fine di eludere eventuali investigazioni, il linguaggio si presentava costantemente ermetico e criptico così la richiesta di stupefacente, talvolta, diventava un “cioccolata o panetto”, in riferimento all’hashish, mentre le dosi di cocaina erano indicata come “pacchi” o “cialde”, in riferimento alla professione del Castaldi. Nel corso dell’indagine, inoltre, è stata tratta in arresto in flagranza di reato, per detenzione di sostanze stupefacenti, la moglie di Domenico Castaldi, ovvero Paola D’Acunto. La stessa, infatti, in data 21 dicembre 2017, a seguito di servizi di pedinamento ed osservazione, è stata controllata a bordo della propria autovettura, in via Petrosi, in Scauri di Minturno, e trovata in possesso di 15,5 grammi di sostanza stupefacente di tipo cocaina. Successivamente, a seguito di perquisizione domiciliare i militari dell’Arma rinvenivano un ulteriore grammo e mezzo della medesima sostanza nonché vario materiale idoneo al taglio ed al confezionamento degli stupefacenti. Giuliana D’Acunto, all’esito delle indagini, risulta aver contribuito materialmente all’attività di spaccio posta in essere dalla sorella Paola. Quest’ultima infatti ha potuto contare sull’appoggio morale e materiale della sorella Giuliana, la quale ha effettuato cessioni e trasporti di sostanza stupefacente. Risulta, infine, indagato il padre di Domenico, ovvero Carlo Castaldi, 72 enne, il quale è accusato del reato di favoreggiamento reale, in quanto, a seguito dell’arresto del figlio, ha aiutato lo stesso ad assicurare il profitto dell’attività di spaccio, ovvero i 222.00 euro sequestrati, sostenendo falsamente di essere il proprietario del denaro, intentando un’azione giudiziaria per restituzione dell’ingente somma riuscendo, infine, ad ottenerla. Per tale motivo il G.I.P. del Tribunale di Cassino ha chiesto il sequestro preventivo della suddetta somma di denaro. Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del NORM della Compagnia di Formia e della Stazione di Scauri, con l’ausilio dell’unità cinofili per la ricerca delle sostanze stupefacenti, del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia, hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Tribunale di Cassino. Presso le abitazioni degli indagati i Carabinieri hanno rinvenuto, oltre alla sostanza stupefacente presso l’abitazione di D’Acunto Giuliana, anche alcune somme di denaro che venivano sottoposte a sequestro preventivo. Come disposto dall’ordinanza, infatti, i militari dell’Arma hanno provveduto, sempre in mattinata, a sequestrare, presso i conti correnti intestati a Domenico Castaldi ed agli altri indagati, il denaro ivi depositato, in particolare la somma totale di 48.000 euro, tra contanti e denaro depositato presso i conti correnti bancari e postali.

16 aprile 2018 0

calcio e bancarotta fraudolenta a Latina, 13 misure cautelari

Di admin

LATINA – Questa mattina, nell’ambito di un’operazione congiunta, personale della Squadra Mobile della Questura di Latina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, con l’apporto specialistico del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e patrimoniali, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Latina Dott.ssa Laura Matilde Campoli, su richiesta dei Sostituti Procuratori Dott.ssa Luigia Spinelli, Dott. Claudio De Lazzaro e Dott. Giuseppe Bontempo nei confronti di 13 persone (7 in carcere, 5 ai domiciliari e 1 obblighi di firma), ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato dalla transnazionalità, al trasferimento fraudolento di valori, alla bancarotta fraudolenta, nonché di innumerevoli reati tributari e societari.

Le indagini di polizia giudiziaria e quelle patrimoniali hanno evidenziato il ruolo di un commercialista pontino, quale promotore ed organizzatore di una complessa associazione per delinquere, composta da una rete di fiduciari che, attraverso la costituzione di società schermo, sia in territorio svizzero che in quello italiano, hanno movimentato ingenti capitali sovente utilizzati per acquisizioni immobiliari, per illecito arricchimento personale, oltre che per il finanziamento occulto della società sportiva U.S. Latina Calcio, già militante nel campionato nazionale di serie “B”.

L’attività ispettiva di polizia economico-finanziaria sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, audizioni di testimoni ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha inoltre consentito di disvelare un articolato sistema di frode attuato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, e di effettuare sequestri per equivalente nei confronti di alcuni indagati per un valore complessivo di oltre 40 milioni di euro.

L’attività investigativa, avviata nell’aprile del 2015 e nell’ambito della quale sono state effettuate anche due rogatorie internazionali con l’autorità giudiziaria svizzera, ha inoltre consentito di raccogliere gravi indizi di reato in ordine ad un sofisticato sistema di riciclaggio internazionale attuato attraverso la strumentale costituzione in territorio elvetico di 4 società anonime, aventi tutte sede legale a Lugano (CH), presso una fiduciaria svizzera, operante nel settore della consulenza e gestione di patrimoni.

Attraverso tali persone giuridiche elvetiche sono state costituite in Italia altrettante società a responsabilità limitata, partecipate al 100% dalle società svizzere, aventi per oggetto sociale la gestione di beni immobili propri, tutte iscritte presso la camera di commercio di Latina ed amministrate da soggetti residenti nel capoluogo pontino.

Le indagini patrimoniali, condotte da specialisti del Servizio Centrale Operativo e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno corroborato il quadro indiziario a carico degli indagati, in ordine al reato associativo ed alle ipotesi di riciclaggio e reimpiego di beni di provenienza delittuosa; consentendo di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine ad ulteriori ipotesi di intestazione fittizia di beni nonché di addivenire al sequestro di ingentissimi patrimoni illecitamente accumulati in evidente sproporzione con i redditi dichiarati dagli indagati. Si tratta di 20 fabbricati di civile abitazione, di cui 2 ville; 19 immobili commerciali, magazzini ed autorimesse; 3 appezzamenti di terreno; 8 veicoli; 7 società e 1 quota societaria, per un valore complessivo stimato in 25 milioni di euro circa.

Lo sviluppo di numerose segnalazioni per operazioni sospette e l’analisi dei flussi finanziari condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina con il qualificato apporto del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ha permesso di ricostruire l’ingente provvista generata in Italia, successivamente trasferita in territorio estero (elvetico).

La costituzione di società italiane, con capitale interamente partecipato da quelle estere, ha consentito il rientro in Italia, a mezzo bonifici bancari, delle somme depositate in Svizzera a favore delle società italiane a titolo di “finanziamento soci”.

Le predette società, a loro volta, hanno utilizzato i capitali illecitamente costituiti all’estero per l’acquisizione di beni immobili e di partecipazioni societarie, reimpiegando le somme provento di reato.

Gli indagati, infatti, programmavano il riciclaggio e reimpiego dei capitali di provenienza illecita in Italia, che avveniva nell’ultima fase tramite la cessione delle quote delle società anonime svizzere in favore di soggetti fiduciari a prezzi irrisori rispetto all’effettivo patrimonio immobiliare accumulato dalle persone giuridiche, e costituito con i proventi dell’imponente evasione fiscale e previdenziale.

16 gennaio 2018 0

Falsi incidenti per frodare le assicurazioni, 20 misure cautelari

Di admin

CASERTA – Da questa mattina, nella provincia di Caserta, i Carabinieri del Nucleo Investigativo stanno eseguendo un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 20 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla frode assicurativa, alla falsa testimonianza, alla corruzione in atti giudiziari e all’evasione dell’iva .

L’indagine ha consentito, tra l’altro, di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale, composto principalmente dai titolari di un’agenzia di infortunistica stradale, i quali, grazie alle false attestazioni di periti assicurativi compiacenti, sono riusciti a simulare incidenti stradali con danni a persone e cose, ottenendo dalle compagnie assicurative indennizzi per diversi milioni di euro.

(Foto repertorio e non riferita all’indagine)

2 agosto 2017 0

Risse tra egiziani a Cassino, eseguite otto misure cautelari – IL VIDEO

Di admin

CASSINO – Otto misure cautelari sono state eseguite questa mattina dagli agenti del commissariato di Cassino per reati che vanno dal tentato omicidio all’estorsione.

L’operazione segue le indagini svolte sulle furibonde risse tra cittadini egiziani che si contenevano il mercato degli autolavaggi a Cassino. Gli uomini del vice questore Alessandro Tocco, hanno lavorato sugli episodi che hanno visto due gruppi di egiziani scontrarsi violentemente in spiazza Restagno prima, e in viale Garigliano poi. Circostanze che hanno visto diversi giovani finire in ospedale e poi trasferiti a Roma in condizioni gravi. I controlli agli autolavaggi hanno fatto emergere gravi irregolarità tali da chiuderne diversi.

Le indagini, invece, hanno permesso di ricondurre le responsabilità ai violenti arrestandone otto.

Ermanno Amedei

 

8 giugno 2017 0

Spaccio di droga in centro, quindi misure cautelari a Fondi

Di admin

Fondi – Quindici ordinanze di misure cautelari sono state eseguite questa mattina dai carabinieri di Terracina a Fondi nel corso di una operazione antidroga svolta con il supporto di unità Cinofili di Roma Santa Maria di Galeria. I provvedimenti restrittivi, suddivisi in 9 custodie cautelari in carcere, 2 custodie cautelari agli arresti domiciliari e 4 persone sottoposte ad obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di Latina, Dott. Pierpaolo Bortone, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, Dott.ssa Luigia Spinelli, nei confronti di altrettanti soggetti accusati, del reato di traffico di sostanze stupefacenti.

Dal mese di marzo 2016, la Tenenza Carabinieri di Fondi, muovendo da alcuni spunti investigativi rivenienti da altra attività di indagine – incrociati anche con le specifiche denunce di avventori, commercianti e residenti del centro storico, in particolare nella zona del Corso Appio Claudio – ha raccolto interessanti elementi informativi in capo a due gruppi di criminali operanti nel territorio del Comune di Fondi, impegnati nella gestione della piazza di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare “eroina”.

Un attento monitoraggio dei soggetti finiti sotto la lente degli investigatori ed il successivo sviluppo dei riscontri venuti in rilievo hanno consentito, grazie anche al portato probatorio delle indagini tecniche frattanto effettuate, la piena enucleazione di identità, ruoli e schemi dei soggetti attinti dalle misure cautelari personali, molti dei quali risultavano gravati da precedenti o pendenze penali, anche per reati specifici,  nonché la fedele ricostruzione delle dinamiche di spaccio, delle rotte e dei canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti.

Fondamentale è risultata la rapida comprensione del linguaggio criptico e dei particolari codici di comunicazione tra gli indagati.

Ad esempio, per meglio definire la quantità di stupefacente necessaria al fabbisogno della piazza fondana, venivano utilizzate frasi convenzionali quali “stasera siamo a cena in 10, 15 o 20?”. Mentre i luoghi in cui i soggetti si incontravano per scambiarsi lo stupefacente erano quattro, tutti ricompresi nel territorio comunale, ed erano convenzionalmente noti come “kiwi” (via Fosso di Lenola), “ulivi” (via Fianca), “fontana” (località campo Boario) e “fiume” (località via Goffa).

Sorprendente, per altri versi, si è invece dimostrata la capacità di “mutua assistenza” messa a sistema dagli indagati che, al bisogno, nella prospettiva di ovviare alla temporanea indisponibilità di stupefacente, si rifornivano reciprocamente della sostanza occorrente, dimostrando capacità gestionali e dinamiche imprenditoriali degne di migliori propositi.

Molti i riscontri obiettivi raccolti durante il periodo oggetto d’indagine. Tra questi, oltre alla denuncia in stato di libertà di alcuni soggetti del luogo, anche l’arresto di tre dei destinatari delle odierne ordinanze di misure cautelari, tra cui una donna di 45 anni e due uomini di 42 e 30 anni, colti nella flagranza del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché attività di sequestro di sostanza stupefacente del tipo eroina e di metadone.

Nel corso delle operazioni di perquisizione effettuate nell’ambito del medesimo quadro operativo, i militari operanti, inoltre, hanno arrestato uno dei destinatari della misura cautelare in carcere anche nella flagranza del reato di detenzione  sostanza stupefacente, poiché sorpreso in possesso di circa 28 grammi di marijuana e di oltre 6 grammi di cocaina.

12 novembre 2009 0

Misure cautelari ignorate, arrestati un uomo e una donna

Di redazione

Non si ferma l’azione di contrasto alla criminalità posta in essere dai carabinieri della compagnia di Giulianova (Te). Dopo gli arresti per evasione (dagli arresti domiciliari) eseguiti nei giorni scorsi nei confronti di GENOVESI Gabriele, 44enne di Alba Adriatica e CACCIAPUOTI Giuseppe, 41enne di Mosciano Sant’Angelo, sono stati intensificati i controlli e l’attenzione soprattutto nei confronti di personaggi di etnia Rom residenti nella giurisdizione. Nel pomeriggio di ieri, i militari della Stazione di Roseto degli Abruzzi (Te) hanno arrestato in flagranza di reato DI ROCCO Loreta, 26enne di Giulianova, di etnia ROM, già nota per fatti di giustizia, la quale, sebbene sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione disposta dal GIP del Tribunale di Teramo, andava tranquillamente in giro per Cologna Spiaggia, una Frazione di Roseto degli Abruzzi. I Carabinieri, pertanto, l’hanno arrestata. Nella tarda mattinata, invece, i Carabinieri di Mosciano Sant’Angelo in collaborazione con quelli del dipendente NORM, hanno tratto in arresto GUARNIERI Gervasio, 39enne di etnia ROM, residente in Mosciano Sant’Angelo, ben noto per fatti di giustizia, in esecuzione di Ordinanza di Custodia in Carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Teramo. Il provvedimento è scaturito dalle ripetute violazioni alla Sorveglianza Speciale con Obbligo di Soggiorno a cui era sottoposto dal febbraio scorso, violazioni sistematicamente segnalate alla competente A.G. che ha poi emesso l’ordine di cattura. L’Arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo a disposizione dell’A.G. mandante.