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1 ottobre 2017 0

IV edizione della “Cavendish road”, una splendida giornata di sole, fra storia, natura e memoria

Di redazionecassino1
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Cassino – Si è svolta questa mattina la quarta edizione di “Alla riscoperta della Cavendish Road”. Partenza alle 8.30 dal Monacato a Caira alla volta di Montecassino. Il lungo serpentone si è mosso sulla strada costruita dai genieri neozelandesi durante il secondo conflitto mondiale, utilizzata poi durante la ricostruzione dell’Abbazia per il passaggio dei lavoratori e delle donne che fungevano da logistica per il trasporto degli attrezzi, per poi divenire un percorso religioso in occasione della Pentecoste. Il sentiero della Cavendish Road, rimasto incolto e abbandonato per lungo tempo, è stato ripulito e reso fruibile nuovamente nel 2013 con grande impegno da parte dell’Associazione Cassino Città per la Pace che organizza la tradizionale camminata. Oggi in migliaia hanno ripercorso quel sentiero carico di storia e dai panorami naturalistici unici. Una storia di sofferenza, di guerra e di morte, ma che oggi, e da qualche anno, ospita una marcia di pace nel ricordo dei tanti caduti per liberare Cassino e tutto il territorio dalla guerra fratricida che ha seminato morte, distruzione e povertà in tutta Europa. In molti oggi, complice anche il sole e la temperatura mite in questo primo giorno di ottobre hanno percorso quei sentieri con rispetto, riflessione, ma soprattutto di pace. Luoghi carichi, a chi ha vissuto gli anni del conflitto, emozione, ricordi e dolore, ma anche esperienze e significati fondamentali ai tanti giovani che li hanno scoperti per la prima volta e su cui si è costruita, a caro prezzo, la pace di questi anni. Vero motivo ispiratore di questa giornata. All’Albaneta il punto ristoro e poi la possibilità di continuare con visite storiche nei luoghi più significativi. Un momento di svago immersi nella natura e nella storia di questo territorio.

F. Pensabene

Foto A. Ceccon

 

22 settembre 2017 0

“Alla riscoperta della Cavendish Road”, il 1° ottobre torna la camminata tra storia e natura

Di redazionecassino1

Cassino – Il primo ottobre torna “Alla riscoperta della Cavendish Road”, la camminata tra storia e natura che si snoda tra la localià Monacato di Caira fino a Montecassino. L’organizzazione è a cura dell’Associazione Cassino città per la Pace e dell’Albaneta Farm di Daniele Miri che è locatario dell’area. Così come ha spiegato il Presidente Angelo Fardelli in conferenza stampa, “la risposta alla richiesta di autorizzazione da parte dell’Associazione Cassino città per la Pace all’Abbazia di Montecassino è stata che la stessa andava inoltrata all’Albaneta Farm. E’ stata quindi decisa una collaborazione, anche perché il fine era esattamente lo stesso e oltre all’autorizzazione necessaria, si è aperta una collaborazione attiva”. La Cavendish Road è un sentiero con una valenza storica notevole, essendo stato costruito dai genieri neozelandesi durante il secondo conflitto mondiale. Oltre ad aver rappresentato un punto strategico bellico, è stato poi percorso dalle donne che fungevano da “logistica” durante la ricostruzione, portando a mano gli arnesi, fino poi a rappresentare un valore religioso perché percorso dai pellegrini in occasione della Pentecoste. Completamente abbandonato e quasi invisibile perché coperto dalla vegetazione, è stato recuperato a partire dal 2012 su iniziativa dell’Associazione Cassino città per la Pace. “Io sono per la meritocrazia – ha spiegato Daniele Miri – è per questo che ho voluto questa collaborazione con chi ha riportato alla fruibilità il sentiero e lo ha fatto poi conoscere a migliaia di persone”. Infatti nelle precedenti tre edizioni, durante l’evento, la Cavendish Road è stata attarversata da circa 550 persone in media ad edizione e tutt’oggi è aperta a molti turisti che salgono da Caira a Montecassino. In collaborazione con la VDS Protezione Civile e il Cai, è sempre dedicata al compianto Gianni Di Luzio al quale è dedicato il Memorial. Angelo Fardelli e Daniele Miri, in occasione della conferenza stampa, hanno diramato il programma che prevede delle tappe durante il percorso con spiegazioni storiche, il pranzo presso l’Albaneta anche con opzione menu vegano, attività per bambini e ritorno con partenza per le 16.00. “La camminata è adatta a tutti – hanno spiegato Fardelli e Miri – invitiamo tutti a partecipare e ad approfittare di queste giornate con temperature miti e sole autunnale per riscoprire la storia, per godere della natura e per trascorrere una giornata in serenità”. Appuntamento 1 ottobre ore 8.30 località Monacato di Caira.

 

19 settembre 2016 0

Vicenda “Albaneta vs Cavendish Road”, tutto ha un prezzo ma la dignità non ha prezzo

Di admin

di Dante Sacco

Cassino – Tutto ha un prezzo. Ha un prezzo il pane, spesso citato nei Vangeli e dalla Chiesa. Ha un prezzo l’arte, sempre al centro di meditazioni extra sensoriali di intellettuali e fini ricercatori. Ha un prezzo la cultura, di cui in tanti si cibano e pochi ne mangiano. Ha un caro prezzo la ricerca delle cime più alte da dove uomini pavoni ed donne allodole vi planano per essere tra i primi spettatori coinvolti nella triste danza delle ovvietà. Tutto ha un prezzo. E se c’è un prezzo, dalla parte opposta c’è un costo e qualcuno che paga il conto. Non dispiace sentire il furore di chi reclama il possesso – terreno e ben lontano dalla paupertà monastica –di ettari di selve pressoché rinselvatichite dopo le fiamme delle bombe. Non dispiace sapere – se è fondato sulla verità e sacrosanta onestà – che i ruderi di un millenario monastero normanno verranno restaurati, rigenerati e/o confusi in un cieco ottimismo circense e carnevalesco. Ci dispiace davvero che il tempo passato e gli anni in cui la rabbia e la partigianeria delle nazioni e dei popoli avrebbe dovuto cedere il passo alla universale serenità tra gli uomini, oggi divengano motivo di una mediocre corsa all’oro. E’ chiaro che ogni azione ha un fondo connotato da una economia che deve necessariamente volgere a favore di chi fa le azioni.

E’ più che evidente che gli impegni economici debbano essere, soprattutto nell’ambito di gestioni private, tendenti al guadagno. Ma esiste una cosa che si chiama dignità dei luoghi, delle persone e delle comunità. Non può esistere un luogo come Montecassino se il luogo in se diventa chiuso o precluso alla memoria. In anni passati, seppur per motivi talvolta nobili, Montecassino ed il comprensorio storico militare ed archeologico e naturalistico di San Matteo, Colle San Comeo, Case D’Onofrio, Masseria Albaneta, Cavendish Road è stato quasi religiosamente sigillato; vigeva in esso un silenzio claustrale ritmato dalle attività agro silvo pastorali di alcuni coloni che ne mantenevano l’identitarietà dopo aver bonificato quelle terre dalle bombe e dopo aver seppellito i morti che vi giacevano insepolti. Poi un silenzio lungo settant’anni, interrotto dal pianto dei Polacchi che qui trovarono la forza di rinascere prima come Popolo ed infine come Nazione.

In tutti questi anni, di claustrale silenzio, di azioni agricole e di taglio boschivo, di celebrazioni e tumulazioni di generali e familiari di chi qui perse la giovinezza e la vita, in tutti questi anni l’ordine Benedettino, fatto di uomini, ha con dignità speso e prodigato il proprio tempo a mantenere sana l’integrità e la stabilità delle “omnes possessiones quas ipse habebat” ovvero di tutto ciò che era e sarebbe rimasto Patrimonio di San Benedetto. Ma del resto il tempo è fatto per gli uomini e scorre caduco in direzione opposta alle intenzioni dei predecessori. Così, per una gestione sicuramente economica e per una lecita azione commerciale, i rappresentanti dell’Ordine Benedettino, nell’ambito della libera azione di temporale diritto di possesso di un bene, hanno deciso di dare in locazione dei beni terreni senza stabilire almeno delle linee guida o prescrizioni in merito.

Del resto chi leggerà queste parole si chiederà dove chi scrive voglia arrivare. Ed allora, chiudendo non posso non ricordare che precludere le strade di accesso verso una proprietà privata può, qualora le viabilità fossero ad uso esclusivamente privatistico, non essere un problema per la collettività e per chi vorrebbe fruire di tali ambiti per motivi immateriali o semplicemente sentimentali. Ma trovo alquanto paradossale che gli uomini che compongono l’attuale Collegio dei Monaci Cassinesi presso l’Arciabbazia di Montecassino possano dimenticare che tra quelle mura vi sono le spoglie mortali dei Santi Benedetto e Scolastica da sempre oggetto di devoti pellegrinaggi di donne, uomini talvolta Santi, Regnanti e spesso di persone comuni spinti dal messaggio e dalla forza ecumenica di Benedetto e Scolastica. La stessa forza che li rende di fatto Patroni Spirituali e Morali dell’Europa senza frontiere e limitazioni. Così la distanza ed il silenzio claustrale che attanaglia la discussione pro e contro “Albaneta vs Cavendish Road”, cronologicamente successive alla fuoriuscita di alcuni membri del Collegio dei Monaci Cassinesi, crea una sorta di smarrimento morale e spirituale da parte di chi vorrebbe delle risposte dai millenari custodi – e non padroni – delle ossa sante di Benedetto e Scolastica.

Con la stessa dignità che spinse un tale Gregorio Vito Diamare, uomo ed Abate nato a Napoli, a non concedersi nè ai tedeschi tantomeno agli americani ed assolvere al suolo ruolo di Abate sotto il bombardamento del febbraio 1944. Del resto aveva ben ragione José Saramago quando scriveva che ”La dignità non ha prezzo, quando si iniziano a fare piccole concessioni, alla fine perde ogni significato”. E la dignità non ha prezzo. Dante Sacco

19 settembre 2016 0

Pedaggio per la Cavendish, l’ambasciata polacca scrive all’abate: “Fiducioso della sua buona fede, intervenga”

Di admin

Cassino – “Ho appreso con grande sconcerto la notizia che l’associazione Albaneta Farm ha preteso il pagamento del pedaggio per l’accesso alla Cavendish Road in occasione della quarta edizione della camminata storica organizzata dall’associazione “Cassino città per la Pace. Un onere che, oltre ad essere inaccettabile, ha costretto gli organizzatori a fermare i preparativi per la manifestazione”. Lo ha scritto in una lettera l’ambasciatore Polacco Tomasz Orlowski all’abate di Montecassino Dom Donato Ogliari. “La richiesta avanzata dall’associazione Albaneta Farm ci lascia davvero perplessi e ci conferma che i nostri timori nati l’anno scorso, quando nei pressi del cimitero militare polacco fu allestito il Villaggio di Natale, erano fondati. Rimani difficile non nutrire dubbi circa le buone intenzioni dell’imprenditore al quale Sua eccellenza mi aveva chiesto di dare fiducia. Dalle azioni di quest’ultimo non traspare certo la volontà di onorare la dignità dei luoghi dove in tanti hanno perso la vita lottando per la libertà di tutti noi, né quella di rispettare i vincoli apposti dalla Sovrintendenza di Belle Arti all’intera area. Eccellenza – si continua a leggere nella lettera – con questo ultimo gesto con il quale l’imprenditore di fatto congela questa edizione della camminata storica, siamo costretti a prendere atto che anche le Sue rassicurazioni in merito alla gestione – nel pieno rispetto del luogo di alto valore storico e patriottico, dell’area concessa in località Albaneta all’associazione Albaneta Farm, sono venute meno. Mentre lo Stato Italiano, per voce del Sovrintendente riconosce a Montecassino interessi culturali ad “imperitura memoria di quanti combattendo valorosamente, si sacrificarono per un ideale comune di libertà meritevoli della più rigorosa tutela e conservazione per un pubblico interesse” l’imprenditore con il benestare dell’abbazia continua la sua attività imprenditoriale ignorando il significato che il luogo riveste non solo per la Polonia e che noi non possiamo che considerare abusiva. Memore del nostro incontro e fiducioso della sua buona fede, Le sarei oltremodo grato se volesse intervenire con dovuta fermezza e con tutta la Sua autorevolezza per impedire il ripetersi di simili episodi”.

18 settembre 2016 0

Pedaggio per accedere all’Albaneta di Montecassino, la passeggiata sulla Cavendish Road rischia di saltare

Di admin

Cassino – “Alla riscoperta della Cavendish Road”, la manifestaziuone che ha contribuito a riscoprire quello che è un vero “monumento storico” quest’anno rischia di non svolgersi tanto che Angelo Fardelli, presidente dell’associazione che la organizza, la “Cassino città per la Pace”, ha annunciato di aver congelato l’appuntamento di domenica prossima a causa di una inaspettata richiesta di danaro, come pedaggio, giunta dall’affittuario delle terre dei Monaci Benedettini dell’Albaneta. L’annuncio arriva con un comunicato stampa che riceviamo e pubblichiamo. “La Cavendish Road fu costruita dai genieri neozelandesi durante il conflitto mondiale e fu percorsa dai cairesi e dalle famose “parrelle”, le donne di Caira che trasportavano le attrezzature, il cibo e l’acqua in testa per i loro uomini che ricostruivano Montecassino, ed è stato per decenni sentiero religioso in occasione della Pentecoste. Da oggi, per percorrere la Cavendish Road, si paga un dazio. A chiederlo all’Associazione Cassino città per la Pace che per il quarto anno consecutivo ha organizzato la camminata “Alla riscoperta della Cavendish Road”, è l’affittuario della strada e di altri beni storici e naturalistici appartenenti all’Abbazia di Montecassino. “Non possiamo cambiare lo scopo dell’iniziativa – spiega il Presidente dell’Associazione Angelo Fardelli – Siamo una Onlus e non ci muoviamo a scopo di lucro. Non possiamo quindi chiedere denaro alle cinquecento persone che anche quest’anno si sono iscritte, per pagare l’accesso ad un sentiero che da sempre rappresenta un monumento storico e naturalistico e che grazie alla nostra e ad altre associazioni del territorio, è stato riscoperto, ripulito e riportato alla luce”. Locandine pronte, richiesta di autorizzazione all’Abbazia inviata, evento già ampiamente pubblicizzato sui canali on line, inviti all’Ambasciata Polacca arrivati con tanto di risposta positiva, patrocini gratuiti dal Comune di Cassino, dal Consiglio regionale del Lazio, dalla Camera di Commercio, iscrizioni già effettuate, organizzazione e logistica pronte. “Abbiamo chiesto già cinque euro a persona per il pranzo, un primo un secondo e un contorno con una bottiglietta di acqua più l’assicurazione a persona. Si tratta di spese vive, reali, materiali. Collaboriamo con altre associazioni storiche e abbiamo ricevuto il contributo materiale di alcune attività commerciali che abbiamo ringraziato sulla locandina. L’organizzazione e la logistica sono complesse e necessitano di tanto impegno – spiega Angelo Fardelli – Pagare un pedaggio per arrivare al monumento Polacco al quale deporre dei fiori come facciamo da tre anni, ci sembra una richiesta assurda e che non ha ragione di esistere. Ringraziamo il Comune di Cassino per averci dato il patrocinio gratuito e lo invitiamo a ragionare su questa vicenda. Su quella strada c’è ancora a terra il sudore dei nostri genitori e dei nostri nonni che l’hanno percorsa per ricostruire Montecassino, oltre al sangue di chi ci ha lasciato la vita per dare un futuro a tutti noi. Non concepiamo assolutamente la richiesta di dover pagare. Credo che già noi cassinati abbiamo pagato abbastanza e queste iniziative, come la camminata lungo la Cavendish Road, servano proprio a rilanciare in ogni occasione il monito della pace”. L’Associazione si scusa quindi con tutti i cinquecento iscritti che anche quest’anno erano pronti per percorrere il sentiero immerso nei boschi che dalla località Monacato di Caira arriva fino a Montecassino. “Ci dispiace tantissimo, ma non possiamo pagare un pedaggio dopo che abbiamo ripulito il sentiero e da tre anni lo abbiamo riportato alla luce e fatto conoscere a tutti, compresi gli stesso cittadini di Cassino che non erano a conoscenza di un monumento di così grande valore storico. Per ora “congeliamo” la camminata”. L’evento è dunque sospeso. Il 9 ottobre, nessun dazio invece per percorrere il Tratturo dei pellegrini da Olivella a Valleluce con il patrocinio del comune di Sant’Elia Fiumerapido e pranzo a Olivella”.