Tag: centrale

28 maggio 2018 0

La puntura di Ultimo… alla Banca Centrale Europea

Di admin
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LA PUNTURA DI ULTIMO – “Fino ad oggi non c’era piú da preoccuparsi dello spread, eppure il debito pubblico italiano ha continuato ad aumentare.

Lo spread è stato basso perché la Banca Centrale Europea ha acquistato titoli italiani e dato fiducia ai mercati.

Perché ora, con un governo M5S-Lega, non dovrebbe più farlo? La BCE è usata come strumento di ricatto? E chi stabilisce che le politiche economiche attuate siano giuste per tutti i paesi? Siamo cittadini sovrani o sudditi?”

Ultimo

21 agosto 2017 0

Iniziati i lavori di demolizione del camino della centrale nucleare del Garigliano

Di redazionecassino1

Sessa Aurunca–Sogin ha iniziato oggi la demolizione del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tubolare in cemento armato alta 95 metri, con un diametro che varia dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità.

La tecnica di demolizione adottata è la frantumazione controllata. Questa tecnica ha previsto l’installazione di una piattaforma, ancorata all’esterno nel terreno, che sosterrà appositi macchinari che smantelleranno gradualmente la struttura partendo dall’alto con la caduta dei materiali di risulta all’interno del camino stesso. I detriti saranno rimossi periodicamente per evitarne l’accumulo alla base. Per gli ultimi 30 metri verrà utilizzato un mezzo meccanico cingolato.

Il camino verrà completamente smantellato entro la fine dell’anno. I lavori produrranno 920 tonnellate di materiale, di cui 900 di cemento e 20 di metallo, che verranno smaltiti presso operatori autorizzati per il loro recupero e riutilizzo. Al termine, nello stesso punto verrà realizzato un nuovo camino di 34 metri, un’altezza 3 volte inferiore all’attuale, sufficiente per lo scarico degli effluenti aeriformi derivanti dalle successive operazioni di decommissioning.

Le attività finalizzate allo smantellamento del camino sono state avviate nel marzo 2014 per consentire l’apertura del cantiere e la sua demolizione come struttura convenzionale. Dopo i collaudi di sistemi e macchinari, l’impermeabilizzazione delle aree e il consolidamento delle strutture, Sogin ha infatti decontaminato, tramite scarifica, le pareti interne. Tale operazione è stata svolta da un robot di tecnologia italiana movimentato in remoto all’interno del cono.

“La demolizione del camino – ha dichiarato Luca Desiata, Amministratore Delegato di Sogin – è la fase finale di un progetto rilevante nel programma di smantellamento della centrale del Garigliano. Un’attività – ha aggiunto Desiata – caratterizzata da soluzioni progettuali e tecnologiche tutte italiane, che confermano l’eccellenza del know-how di Sogin nel decommissioning nucleare”.

19 maggio 2017 0

Stazione Termini in tilt, incendio alla centrale che regola il traffico dei treni

Di admin

Roma –  Almeno due ore di Caos alla Stazione Termini di Roma dove, oggi pomeriggio alle 19 circa, il cortocircuito alla centralina che regola la circolazione dei treni in entrata e in uscita dalla stazione, ha mandato il principale snodo ferroviario del Paese.

A quanto si apprende il fumo provocato dal cortocircuito ha fatto scattare il dispositivo di sicurezza. Sul posto è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza l’impianto. Nessuno è rimasto ferito. Intanto, però, i disagi provocati dai ritardi sono stati enormi e hanno riguardato i viaggiatori di tutti i treni, dai regionali alle Frecce.

 

27 febbraio 2017 0

Centrale a Biomasse a Villa Latina, residenti sono sulle barricate

Di admin

Villa Latina – I residenti della Contrada Bianchi a Villa Latina è sulle barricate contro la costruzione in zona diq eullo che sembra essere una centrale a biomasse. Al momento sembrano esserci solo indiscrezioni ma i residenti sono certi che i lavori iniziati il 14 febbraio all’interno di un’area recintata e forte, solamente di una Scia come atto autorizzativo, sia una centrale a biomasse.

Da rappresentanti del comitato spontaneo che si è costituito appena qualche giorno fa, apprendiamo che la documentazione dell’impianto non risulta ancora essere stata depositata ne al Comune, ne allo sportello unico della Comunità Montana, ne al Genio Civile (autorizzazione sismica e calcoli strutturali). “Creazione del comitato spontaneo di cittadini – si legge nella nota redatta dagli stessi rappresentanti – serve per avere voce e per dare risposte alla cittadinanza in merito a questa vicenda visto che dal Comune in questi giorni non sono state fornite notizie e si chiama  “Comitato per la salvaguardia e la tutela del territorio di Villa Latina”.

“In primo luogo – si legge nelle nota – ci si chiede per quale motivo in un territorio come quello di Villa Latina, e più in generale della Valle di Comino che gode di ottima fama a livello naturalistico e paesaggistico, dove le principali eccellenze sono dovute alle risorse del territorio (siano esse agro-pastorali che enogastronomiche) si debba realizzare una centrale che brucia ceppato legnoso per produrre energia elettrica; inoltre quest’attività è interamente impiantata da una società privata su terreni privati che quindi ne guadagnerebbe unicamente gli introiti oltre agli incentivi statali. Il 23 febbraio è stata sequestrata parte dell’area del cantiere dalla Polizia locale per irregolarità: è stato scavato un canale di drenaggio in prossimità della platea di fondazione.

Sono state avviate procedure di indagini sulle irregolarità e sulla documentazione consegnata riscontrando difformità dalla Scia”. Il sindaco di Villa Latina avrebbe preso posizione a favore dell’impianto e, in un articolo su un locale della zona “si parla di materiale pulito, centrale controllata, posti di lavoro e acqua calda”. A questo il comitato ha replicato con un comunicato stampa in cui si legge; “Ci rattrista apprendere le parole del primo cittadino solamente dall’articolo di un giornale e non tramite un confronto, anche formale, con la popolazione; inoltre le sue dichiarazioni evidenziano la stessa linea propagandistica profusa al Comitato dalla Committenza; sembra di ascoltare un imprenditore che vuole vendere un prodotto senza preoccuparsi dei rischi; inoltre i mezzi promozionali utilizzati, offerta di posti di lavoro e acqua calda, dimostrano solamente una logica politica, e patetica, ormai agli sgoccioli.

Villa Latina è un territorio prevalentemente agricolo che basa la sua sussistenza sullo sfruttamento agro-pastorale del terreno; la Valle di Comino in generale offre un’opportunità turistica legata alla storia millenaria ed al paesaggio naturalistico. Perché rischiare di contaminare queste eccellenze? Chiediamo a tutti i cittadini della Valle di mobilitarsi e di sensibilizzare i propri amministratori in tal senso perché oggi il problema è a Villa Latina ma domani potrebbe essere di qualche altro Comune vallivo”.

20 dicembre 2016 0

A caccia di droga nelle fognature, centrale dello spaccio “richiusa” dalla polizia a Frosinone

Di admin

Frosinone – Sono stati sorpresi dagli agenti mentre confezionavano decine di dosi di cocaina. Era una vera centrale dello spaccio della droga quella smantellata dalla quadra mobile e dal reparto Volanti a Frosinone. Gli agenti hanno fatto irruzione in nell’appartamento di una casa popolare in via Bellini da dove, secondo le indagini svolte, arrivava buona parte della dose che riforniva i tossicodipendenti della zona. Impegnati nel “confezionamento” erano due albanesi, gli stessi che a marzo, nello stesso appartamento, vennero arrestati insieme ad un rumeno perché, anche in quella circostanza, stavano preparando dosi da spacciare.

I malviventi, facendo tesoro della pregressa esperienza, hanno tentato di rendere la vita più difficile ai poliziotti perché, dopo aver occupato abusivamente un appartamento attiguo al precedente, lasciato libero dopo la morte del legittimo assegnatario, avevano applicato al portone una grata rinforzata, a prova di sfondamento, per avere il tempo di disfarsi della droga in caso di irruzione delle forze dell’ordine.

Lo stratagemma in parte ha funzionato perché, mentre gli agenti forzavano la grata e sfondavano il portone d’ingresso, i due spacciatori hanno avuto il tempo di disfarsi delle dosi di cocaina già pronte, scaricandole nel water, e del bilancino di precisione gettandolo dalla finestra.

I due albanesi però non hanno fatto i conti con la scaltrezza dei poliziotti, che si erano posti in osservazione nella parte retrostante del palazzo ed hanno visto uno dei due mentre lanciava il bilancino.

Inoltre, prevedendo la reazione degli spacciatori, gli investigatori hanno aperto i tombini di raccolta delle acque nere del palazzo e, azionando più volte lo scarico del bagno dell’appartamento incriminato, hanno visto affiorare, a più riprese, numerosi dosi di cocaina, 79 in tutto, dimostrando così la loro “provenienza”.

Sul tavolo dell’appartamento perquisito è stato rinvenuto altro materiale idoneo al confezionamento delle singole dosi, tra cui il bicarbonato per il taglio della droga, il pentolino ed il fornello per cuocere la cocaina, le buste di plastica già tagliate in piccoli cerchi per confezionare la “polvere bianca”, rotoli di carta tipo scottex nonché il nastro adesivo per sigillare le confezioni.

Nelle loro tasche avevano oltre mille euro, sequestrati perché ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Gli elementi a carico degli arrestati non sono però finiti lì perché, grazie al cane dell’unità cinofila antidroga, intervenuta da Napoli, sul davanzale del pianerottolo antistante l’appartamento, nascosti in un vaso di fiori, sono stati trovati 4 involucri, confezionati con la carta tipo scottex e chiusi con lo stesso nastro adesivo rosso trovato sul tavolo degli arrestati. Ogni involucro conteneva 10 dosi di cocaina già pronte per la cessione.

Il p.m. di turno della Procura di Frosinone, dott.ssa Maria Pia Ticino, ha disposto che gli arrestati venissero associati al carcere del Capoluogo, in attesa di vagliare le ulteriori richieste, alla luce degli atti dell’arresto.