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8 agosto 2018 0

A Vico nel Lazio il Comune “salva” il centro stranieri dalla chiusura, il sindaco: “E’ una risorsa”

Di admin
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VICO NEL LAZIO – “Simo l’unico comune che non chiude i Cas (centro accoglienza speciale) gestito da onlus, anzi, chiedimao che restino aperti perché gli stranieri, se ben gestiti ed integrati, sono una risorsa per la comunità”.

Lo dichiara Claudio Guerriero, sindaco di Vico nel Lazio che già ha fatto ben parlare di se per il bell’esempio di integrazione.

“L’associazione che gestisce la struttura nel nostro comune voleva chiuderla perché erano rimasti solamente 8 stranieri dei 25 iniziali. Il numero si era ridotto dopo la valutazione sulle richieste di status di rifugiati ed altri erano andati via. Siamo stati noi a chiedere di mantenerlo aperto per non perdere una risorsa del paese nel settore del volontariato. Per questo l’associazione ha chiuso il centro di Giuliano di Roma portando a Vico i sei stranieri che erano lì e che sono stati da noi integrati come gli altri per lavori di pubblica utilità, pulizia ambientale, giardinaggio, sotto forma di volontariato. Loro si sentono utili, e non danno problemi di alcun genere. Molti degli stranieri, dopo il loro percorso, chiedono di rimanere a Vico perché si sentono ormai parte integrante del tessuto sociale. Sono questi gli esempi – conclude il sindaco – che dovrebbero essere presi quando si parla di problemi legati all’immigrazione o alla gestione degli immigrati”.

Ermanno Amedei

16 luglio 2018 0

Nudo sul balcone in centro a Cassino, denunciato giovane brasiliano

Di admin

CASSINO – Sul balcone, in pieno centro a Cassino, mostrando ai passanti le sue parti intime. La segnalazione non ha tardato ad arrivare ai carabinieri della compagnia di Cassino che sono prontamente intervenuti.

Protagonista dello “spettacolo”, che avveniva anche mentre passavano minorenni, è stato un 28enne cittadino brasiliano, già noto per reati di oltraggio, violenza e percosse a Pubblico Ufficiale.

La sua esibizione, quindi, è stata interrotta e per lui, i carabinieri, hanno fatto scattare la denuncia per atti osceni in luogo pubblico.

Foto repertorio

7 luglio 2018 0

Il primo Bancomat Bitcoin del Lazio e del centro Italia si trova a Cassino

Di admin

ATTUALITÁ – Da Pisa fino a Napoli per oltre 550 km il primo Bancomat Bitcoin che si incontra, si trova a Cassino e sui forum di settore Bitcoin come Bitcointalk messaggi di complimenti per l’iniziativa, e qualcuno dice: “finalmente!”.

Cassino rientra tra le 31 grandi città italiane ad avere un bancomat per le criptovalute, più del 70% delle installazioni sono nel Nord Italia, attraverso il bancomat è possibile acquistare Bitcoin in maniera semplice e veloce.  Tra i 3430 bancomat al mondo che offrono questo servizio possiamo dire con orgoglio che a Cassino siamo al passo con i tempi.

Il Bancomat consente non solo di acquistare la criptovaluta più quotata, il “Bitcoin (BTC)“ ma anche altre criptovalute come Ethereum e Litecoin ed in futuro Dash e Zcash Il progetto, molto ambizioso, è portato avanti dalla società NEW COMMUNICATION esperta del mercato delle criptovalute e fintech ( finanza tecnologica) anche attraverso il sito www.bancomatbitcoin.it. Per chi non li conoscesse ancora, i Bitcoin sono la moneta digitale per eccellenza e attualmente rappresentano il 42% del mercato delle cosiddette “criptomonete”, grazie alla sua capitalizzazione per 96 miliardi di euro con una crescita costante trovando oggi diffusione anche al di fuori della rete, divenendo un vero e proprio mezzo di pagamento per negozi fisici e online, B&B ed ecommerce on-line Il Bancomat, di facile utilizzo, permette ai clienti di acquistare moneta virtuale facilmente, basta infatti scaricare un App per iOS o Android per il Wallet Bitcoin tra queste Bread Wallet, Airbitz, Copay , BitPay avvicinarsi al bancomat e seguire le istruzioni di acquisto sullo schermo. Tutto avviene secondo gli standard di legge attraverso il riconoscimento dell’utente KYC (know your customer), anti riciclaggio (AML-  Anti money laundering) e antiterrorismo con una connessione diretta dei database OFAC. I vantaggi di un Bancomat per Bitcoin sono svariati, e consentono di sfruttare al meglio le funzionalità di questa tecnologia: -Immediato: la tecnologia bancomat è completamente immediata e veloce, le transazioni degli svariati wallet ed exchange Bitcoin richiedono ore, sui bancomat tutto è invece istantaneo. -Semplice: i bancomat concorrenti richiedono un wallet di terze parti, mentre svariate soluzioni risultano essere integrate. -Cash: i Bancomat accettano il denaro contante, mentre invece gran parte degli altri exchange necessitano di costosi e lenti bonifici. Il bancomat è sempre attivo 24/24 presso Area Varlese, via Ausonia 2, Cassino
4 giugno 2018 0

VIDEONOTIZIA – Palazzina popolare diventa centro commerciale della droga, affari per 8mila euro al mese

Di admin

FROSINONE – Avevano il controllo di un’intera palazzina di case popolari in via Bellini a Frosinone e che adoperavano come centro di spaccio della droga. Le forze dell’ordine, su ordine del tribunale di Roma che ha accolto le richieste della DDA di Roma, ha fatto irruzione nello stabile sgominando una associazione a delinquere composta da 13 persone capeggiate da un gruppo di albanesi.

Gli acquirenti, provenienti anche da Province limitrofe a Frosinone, sapevano che, in ogni momento del giorno e della notte, potevano liberamente e senza preavviso recarsi in quel palazzo e acquistare qualsiasi tipo di sostanza stupefacente.

La più gettonata era la cd mini dose di cocaina cotta, ossia cocaina in forma di crack da fumare, del peso di 0.30 grammi venduta al prezzo di 20 euro; la dose era addirittura reclamizzata dall’associazione che, a caratteri cubitali, ne aveva scritto sulle mura del palazzo il peso ed il prezzo.

Il gruppo infatti, in quel periodo era in concorrenza con altre piazze di spaccio, come il così detto “Casermone” e quelle gestite dagli “intoccabili”, successivamente smantellate dalla note operazioni di polizia, e pertanto cercava di fare prezzi concorrenziali e di renderli noti agli assuntori.

L’organizzazione della vendita, oltre che il marketing pubblicitario, prevedeva la predisposizione di turni per gli associati addetti al ruolo di vedetta, con il compito di indirizzare gli acquirenti e dare l’allarme in caso di arrivo di forze dell’ordine, ed altri addetti alla vendita, al confezionamento delle dosi ed alla tenuta della contabilità.

L’associazione, a cui partecipavano anche due sorelle di nazionalità italiana e soggetti di nazionalità rumena, quasi tutti dimoranti nello stabile, si riforniva di sostanza stupefacente da due albanesi, padre e figlio operanti nella Capitale, anch’essi colpiti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Uno degli appartamenti del palazzo di edilizia residenziale pubblica era stato destinato a base per il confezionamento delle dosi di droga e punto vendita, protetto da una porta blindata, ulteriormente rinforzata da una catena, per consentire la minima apertura necessaria solo allo scambio dose/soldi.

Nonostante i ripetuti interventi degli agenti della Squadra Mobile, che in flagranza hanno arrestato in diverse circostanze gli addetti allo spaccio, smantellando momentaneamente l’appartamento adibito a punto vendita, gli associati si sono sempre riorganizzati, modificando le modalità di vendita, che in seguito sono avvenute all’interno dell’androne delle scale, con le dosi occultate in cassetti nascosti dietro finti battiscopa o, all’interno dei contatori delle utenze del palazzo.

Il via vai di tossicodipendenti era continuo, giorno e notte, e la vendita avveniva anche alla presenza dei bambini del quartiere, che prendevano lo scuolabus la cui fermata era situata proprio davanti al palazzo ove avveniva lo spaccio, o che si recavano nella limitrofa scuola elementare e materna.

Per quest’ultima circostanza, agli associati è stata contestata l’ulteriore aggravante specifica, prevista nelle ipotesi in cui lo spaccio avvenga in zone limitrofe ad istituti scolastici.

Spesso, l’enorme affluenza creava anche problemi di viabilità, perché alcuni acquirenti si recavano ad acquistare le dosi addirittura a bordo di tir, che lasciavano parcheggiati in mezzo alla via pubblica.

Gli approvvigionamenti dagli associati di Roma erano continui; difatti, per minimizzare i rischi e le eventuali perdite causate da interventi delle forze di polizia, i viaggi di rifornimento erano quotidiani, effettuati con mezzi appositamente modificati, con la realizzazione di vani segreti ove occultare lo stupefacente, i cui quantitativi variavano tra i 100 ed i 500 gr al giorno.

Nell’occasione dell’arresto in flagranza di uno dei corrieri, un’auto dell’associazione è stata sequestrata ed è stato scoperto un cassetto ricavato dal vano dell’airbag lato passeggeri, capace di contenere fino a mezzo chilo di cocaina.

Grazie al mercato della mini dose di cocaina cotta, formata da 0.30 gr, da ogni etto di cocaina l’organizzazione criminale ricavava più di 350 dosi, che vendute a 20 euro ciascuna, fruttavano al dettaglio oltre 7.000 euro.

Il fatturato dell’organizzazione, quindi, era notevole, riuscendo a vendere tra le 300 e le 500 dosi di droga al giorno, per un ricavo medio giornaliero che oscillava tra i 6.000 e gli 8.000 euro, con punte massime che sfioravano i 10.000 euro nei fine settimana o in occasione delle festività di fine anno.

29 maggio 2018 0

Minorenne gioca in centro scommesse, chiesta sospensione della licenza

Di admin

ATINA – I carabinieri della stazione di Atina, dopo aver indagato in seguito ad una denuncia-querela, hanno chiesto all’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane di Frosinone la sospensione della licenza per l’esercizio di scommesse sportive gestita da una 33enne, residente in Sora, titolare di una nota agenzia  di scommesse.

Le indagini svolte dai militari hanno consentito di accertare che la donna, il 21 aprile, aveva permesso ad uno studente di 16 anni, di giocare reiterate scommesse all’interno del proprio esercizio in violazione alle norme in materia di scommesse.

Ermanno Amedei

17 maggio 2018 0

VIDEO – Frosinone, centro di spaccio a due passi dalla scuola: due arresti e una denuncia

Di admin

FROSINONE – Erano le 16,30 di ieri pomeriggio quando il reparto volanti della Questura di Frosinone effettuava un blitz nella zona bassa della città dove ormai da diverso tempo era stata segnalata un’intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti nelle immediate vicinanze di una scuola.

Gli uomini della squadra volanti da giorni attenzionavano la zona con passaggi frequenti e attività di osservazione verificando l’effettiva attività illecita che si concentrava soprattutto durante gli orari di uscita dei bambini. Invero era proprio in quegli orari specifici che approfittando del continuo flusso di genitori e parenti che si apprestavano a prendere i propri figli che i tre individui intensificavano lo “smercio” con l’intenzione di passare in questo modo inosservati.

Tuttavia gli “uomini” delle Volanti circondavano tutta la zona e decidevano di interrompere il traffico illecito proprio alle ore 16,30 durante l’uscita dei bambini, penetrando all’interno del plesso in questione e bloccando i malviventi.

Si tratta di un 27enne originario di un paese limitrofo, di un 20 enne egiziano residente nel capoluogo e di un 22 enne marocchino cittadino comunque italiano.

I primi due venivano tratti in arresto in quanto nel raid venivano rinvenuti con l’ausilio delle unità cinofile diverse dosi di cocaina e di hashish già confezionate e pronte alla vendita mentre il terzo veniva denunciato in stato di libertà.

Durante l’operazione nell’immediatezza del blitz venivano fermati due acquirenti, un 25 enne e un 20 enne che avevano appena acquistato. I Due pertanto venivano segnalati al Prefetto.

L’attenzione del reparto volanti della Questura di Frosinone è sempre costante nella lotta allo spaccio di stupefacenti cercando con un’azione pregnante ed incisiva di contrastare la domanda e l’offerta monitorando in modo stringente ogni angolo della città, salvaguardando le fasce più deboli.

 

16 maggio 2018 0

Sesso e massaggi, scoperto centro in cui si prostituivano donne sposate: cinque arresti

Di admin

POMEZIA – Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare,  emessa dal GIP del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 5 persone, di nazionalità italiana e domiciliate nel Comune di Pomezia, ritenute responsabili dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Gli arrestati, quattro uomini e una donna, sono accusati di aver trasformato delle abitazioni, una in Pomezia, Via dei Castelli Romani e l’altra a Roma in Via Antonio Pacinotti, prese in locazione e pubblicizzate come centri massaggi, in luoghi in cui veniva svolta da giovani donne, sia italiane che dell’est Europa, anche sposate all’insaputa dei mariti, l’attività di prostituzione. I clienti infatti potevano richiedere, oltre ai massaggi, che venissero eseguite dalle donne anche delle prestazioni sessuali.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia, è scaturita dalla denuncia presentata da una giovane ragazza che, dopo aver risposto ad un’offerta di lavoro online come “segretaria”, recatasi all’appuntamento con i gestori dei centri massaggi, aveva scoperto che in realtà sarebbe stata assunta per eseguire delle prestazioni sessuali.

L’indagine ha permesso di dimostrare l’attività di sfruttamento della prostituzione per i gestori dei centri massaggi, due uomini di 42 e 32 anni entrambi residenti a Pomezia che sono stati tradotti presso il carcere di Velletri, gli stessi si facevano consegnare dalle giovani donne il 60% di quello che veniva da loro guadagnato ed organizzavano la loro attività. Gli altri tre arrestati invece, due uomini di 50 e 65 anni ed una donna di 41 anni, favorivano l’attività di prostituzione delle giovani, portando nelle abitazioni quello di cui avevano bisogno e gestendo gli appuntamenti e la contabilità, sono stati portati presso i loro domicili in regime di arresti domiciliari.

14 maggio 2018 0

Cade il cornicione in pieno centro a Cassino e travolge due giovani davanti al bar

Di admin

CASSINO – Cade il cornicione e ferisce due giovani seduti davanti al bar sottostante in pieno corso della Repubblica a Cassino.

I vigili del fuoco e ambulanze sono dovuti intervenire oggi pomeriggio, i primi con l’ausilio dell’autoscala per mettere in sicurezza una porzione di un cornicione del palazzo, gli operatori del 118, invece, per soccorrere due giovani che erano seduti davanti al bar, rimasti feriti, uno al braccio e uno alla testa.

La porzione di malta che si è staccata, infatti, ha sfondato la copertura in plastica del bar prima di centrare i due ragazzi. I vigili urbani hanno circoscritto la porzione di marciapiede con il nastro bianco rosso, mentre i pompieri hanno rimosso il resto della muratura che rischiava di cadere.

10 maggio 2018 0

Un centro di lavorazione dei rifiuti, nel cuore del Cesanese del Piglio

Di admin

PIGLIO – “Piglio poggia armoniosamente su un costone, alle pendici del Monte Scalambra” così recita il portale del turismo di Piglio. E così realmente si offre agli occhi del turista: un bellissimo borgo, ricco di storia e contornato di verde”.

Lo si legge in una nota del Comitato “Terra Madre” di Piglio. “La vita scorre placida, come nella maggior parte di questi piccoli paesi del centro Italia che resistono strenuamente al progressivo invecchiamento della popolazione e all’ abbandono dei centri storici a favore di case più confortevoli. Qualche volta un “vandalo in casa”, qualcuno che non riconosce la bellezza paesaggistica, il diritto alla salute ed alla sopravvivenza economica, appare all’ orizzonte di questi paesi e si avventa funesto e con appetito rapace. Vandalo in casa non è una nostra definizione. E’ di Antonio Cederna, fondatore di “Italia nostra” e strenue difensore della tutela del patrimonio artistico, storico e naturale. I “vandali in casa” erano per Cederna coloro che ignoravano le implicazioni sul paesaggio e sulle comunità per perseguire interessi economici che poca coincidenza hanno con gli interessi delle persone. E “I vandali in casa” ,dei quali saggiamo l’ opera oggi, sono a Piglio, nel bel paese appoggiato armoniosamente sugli Ernici. Scendendo verso valle si incontra un’area di produzione del Cesanese del Piglio, vino a denominazione di origine controllata e garantita, dove i filari si avvicendano l’ uno all’ altro creando un panorama non meno affascinante di quello delle decantate Langhe piemontesi. E qui trova un centro di trasferenza dei rifiuti attivato in emergenza nel 1998. Accoglieva, per non più di 24 ore, prima dell’avvento della raccolta differenziata, circa 36,000 tonnellate di immondizia, mentre oggi ha ridotto notevolmente la sua attività. Periodicamente l’ autorizzazione ad operare era rinnovata dalla Provincia finché, nel 2014, l’ atto di richiesta dell’ennesimo rinnovo non fu corredato dal progetto di un variazione sostanziale dell’impianto. In realtà qualcosa di totalmente diverso rispetto alla struttura originaria. Un vero centro di lavorazione dei rifiuti. Ora si chiedeva di poter procedere alla lavorazione 50,500 tonnellate di rifiuti all’ anno, con una permanenza del rifiuto protratta fino a 72 ore. E tra i rifiuti trattati anche batterie, pneumatici, rifiuti ingombranti. Si sono alternate varie Conferenze dei Servizi, alle quali ha partecipato l’ amministrazione del Comune di Piglio, tentando di opporsi alla realizzazione di questo nuovo impianto. Nel gennaio 2018 la Provincia di Frosinone ha concesso l’ autorizzazione alla società richiedente. A nulla è valsa la presenza, a meno di 50 metri dalla struttura, di un fosso di acqua chiara, denominato “Gricciano” e classificato come pubblico. A nulla è valsa la cornice di vigneti Docg. A nulla è valso appartenere a “La strada del Cesanese”, percorso con vocazione turistica che si snoda tra sei comuni (Acuto, Affile, Anagni, Paliano, Serrone e, naturalmente, Piglio). Ma, ancor più, a nulla e’ valsa l’ assenza un piano dei rifiuti regionale che evidenzi la reale necessità di un tale impianto per sostenere le esigenze della Regione Lazio in tema di rifiuti. La speranza risiede nella richiesta di sospensiva presentata al Tar ed in attesa di essere discussa. E risiede anche nel senso di appartenenza della comunità pigliese e nella sua capacità di reazione a difesa di quello che è uno dei nostri beni comuni più preziosi: la nostra terra.

Ed una domanda rimane sospesa per chi ha autorizzato questo impianto. VOLENDOCI AFFIDARE ALLA VOSTRA VALUTAZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE, CONVINCENDOCI CHE NON INFLUIRÀ SULLA NOSTRA SALUTE, CHE FOSSE NECESSARIA LA SUA ATTIVAZIONE, SIETE CONVINTI DELLA SUA OPPORTUNITÀ?

OPPORTUNO agg. [dal lat. opportunus, der. di portus -us «porto», col pref. ob-; propr. «che spinge verso il porto», detto del vento]. – Che viene a proposito, che è adatto alle condizioni del momento, alle necessità o al desiderio. (“Vocabolario on line” Treccani)

“Tra le persone civili ed i vandali odierni nessun compromesso è possibile”“

26 aprile 2018 0

Furto al centro commerciale Carrefour di Frosinone, rubati telefonini

Di admin

FROSINONE – Si indaga sul furto avvenuto questa notte nel centro commerciale Carrefour di Frosinone. A lanciare l’allarme è stato questa mattina il personale di sicurezza del centro commerciale.

I soliti ignoti malfattori sono entrati entrati da una finestra della zona di carico e scarico merce. Una volta all’interno hanno arraffato circa 25 telefonini di marca Apple e Wico prima di allontanarsi.

Il valore della refurtiva è ancora da quantificare seppure coperto da assicurazione. Del caso se ne stanno occupando gli uomini del colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale dei  carabinieri di Frosinone.