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22 dicembre 2012 0

Le redazioni di Ciociaria, Latina e Cassino Oggi tornano al lavoro. Le ragioni dell’editore Palombo

Di redazione
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Sciopero dei giornalisti e poligrafici revocato, ieri sera, a Latina Oggi, Ciociaria Oggi e Cassino Oggi, dopo che il comitato di redazione e i sindacati da una parte e l’editore Armando Palombo dall’altra hanno raggiunto un accordo per il pagamento delle mensilità arretrate. Con le redazioni che tornano al lavoro, l’editore, però, ha voluto fare chiarezza dal suo punto di vista, con una nota stampa che riceviamo e integralmente pubblichiamo.

“In relazione al comunicato sindacale di Associazione Stampa Romana (Asr), Cgil, Cisl e Uil, settore poligrafici, pubblicato in data odierna riteniamo sia doveroso intervenire, cosa che fino ad oggi si è volutamente evitato, per rispetto nei confronti del personale tutto e dei lettori per fornire alcune precisazioni di merito nella vicenda che riguarda la Nuova Editoriale Oggi srl che edita Latina Oggi, Ciociaria Oggi e Cassino Oggi.

I fatti, inequivocabili, dicono che dal 4 giugno 2012, data di ingresso di Armando Palombo nella compagine sociale della Nuova Editoriale Oggi srl (N.E.O.), l’azienda ha versato ai dipendenti quattro mensilità, cui andrebbe aggiunta quella che è pronta ad essere corrisposta e che sarebbe quindi la quinta.

Se si considerano i sette mesi che hanno contrassegnato la presenza del nuovo socio, i dipendenti della N.E.O. srl, alla data del 31 dicembre 2012, con la nuova gestione si troverebbero così in arretrato di una sola mensilità, oltre alle due mensilità + la tredicesima accumulate dalla precedente gestione e che, per chiari accordi con le parti sociali, saranno inserite e recuperate con il nuovo Piano Industriale.

Circa le vicende degli ultimi giorni, è doveroso chiarire che, come da accordo assunto innanzi al Prefetto di Latina il 20-11-2012, è stata corrisposta una mensilità in data 3 /12/2012 , ciò in rispetto di una clausola preliminare richiesta per l’avvio del tavolo di trattativa per gli ammortizzatori sociali. In data 14 dicembre, ossia 11 giorni dopo il pagamento della mensilità richiesta nell’accordo preliminare, inaspettatamente, i lavoratori (giornalisti e poligrafici) delle redazioni di Ciociaria Oggi e Cassino Oggi hanno indetto uno sciopero ad oltranza invocando il pagamento immediato di un’altra mensilità, non concordata sul tavolo istituzionale del Prefetto di Latina, sia per il personale dipendente che per i collaboratori esterni. A tale protesta non ha aderito la redazione di Latina Oggi e alcuni dipendenti di Frosinone, e, soprattutto, non è stata riconosciuta dall’Asr che, di contro, ha invocato il pericolo di “condizionamenti esterni”. Il 12/12/12, data concordata sul tavolo istituzionale convocato dal Prefetto di Latina, Stampa Romana non si presenta presso la Regione Lazio dove si doveva decidere dell’avvio degli ammortizzatori sociali, facendo così rimandare la riunione. In data 18 dicembre 2012 la trattativa sugli ammortizzatori sociali innanzi a Fieg e Fnsi è saltata per il mancato accordo sul Piano Industriale nonché sulla reiterata richiesta del personale di Ciociaria Oggi e Cassino Oggi di versare immediatamente una ulteriore mensilità non prevista però dall’accordo chiuso il 20/11/12 dal Prefetto di Latina. Il giorno seguente, 19/12/2012, c’è stata la dichiarazione di sciopero di una parte anche del personale giornalistico di Latina Oggi. Nel corso di una lunga e complessa trattativa durata l’intero pomeriggio e parte della serata del 19 dicembre l’editore Armando Palombo, si è impegnato a corrispondere un’altra mensilità alla data del 31 dicembre prossimo sia per i dipendenti che per i collaboratori. A quel punto, l’Asr non si è opposta all’uscita in edicola del giornale seppure in foliazione ridotta e parte del personale si è impegnato a realizzare il prodotto andato in edicola questa mattina. Latina Oggi esce e, contrariamente a quanto concordato, Ciociaria Oggi e Cassino Oggi no. Nonostante tutto, l’editore Armando Palombo conferma ad oggi l’impegno al pagamento di una mensilità entro il 31/12/2012 e un’altra alla quarta settimana di gennaio 2013, ossia dopo l’incasso delle vendite del mese precedente previsto da contratto di distribuzione alla data del 25 gennaio 2013.

Non va trascurato, anzi è di estremo rilievo, che il socio al 49% ha fatto il suo ingresso all’interno della N.E.O. srl sapendo che avrebbe ereditato un debito di circa 16 milioni di euro derivante dalla precedente e dissennata gestione societaria (ex Gruppo Ciarrapico), una gestione che non ha esitato, con mezzi che oggi sono formalmente al vaglio della Magistratura, a produrre fatture per operazioni inesistenti con relativi decreti ingiuntivi per importi complessivi pari ad oltre 600mila euro, decreti ingiuntivi dei quali, all’atto dell’acquisto del 49 % delle quote, Armando Palombo non aveva notizia, neppure dalla Procura della Repubblica di Roma, né dal Tribunale di Roma, che hanno sovrainteso al passaggio delle quote azionarie. Quei decreti ingiuntivi, sconosciuti alla nuova compagine sociale, sono divenuti esecutivi 30 giorni prima dell’arrivo del nuovo socio ed hanno dato luogo a pignoramenti per oltre 600mila euro presso i distributori dei giornali.

Se l’azienda avesse avuto la disponibilità corrente di quelle somme, oggi non ci sarebbero mensilità arretrate da pagare ai dipendenti, ne di questa, ne della passata gestione. Tutti i dipendenti della N.E.O. sono inoltre consapevoli, o dovrebbero esserlo, del fatto che l’11 maggio scorso, con tre istanze di fallimento per circa 3 milioni di euro arrivate al capolinea, l’azienda sarebbe fallita senza l’intervento di Armando Palombo con una anticipazione di circa 400 mila euro e l’impegno al rateizzo delle restanti quote del credito fallimentare. Per chiarezza, a quella data (11 maggio 2012) Palombo non era ancora entrato nella N.E.O. srl.

Va da sé che di fronte a tali fatti il senso di responsabilità di tutti i dipendenti della N.E.O. dovrebbe prevalere sul nervosismo e sulle scelte azzardate. In ballo non ci sono soltanto 53 posti di lavoro (senza contare gli oltre 100 collaboratori e tutto l’indotto che può ruotare intorno a tre giornali), ma il patrimonio insostituibile di tre quotidiani (Latina Oggi, Ciociaria Oggi e Cassino Oggi) leader dell’informazione (libera) nei rispettivi territori. Un patrimonio cresciuto nell’arco di 25 anni grazie all’attaccamento al lavoro e alla professionalità di decine di giornalisti e poligrafici che hanno dimostrato di saper resistere ad ogni genere di attacco esterno ed anche alle insidie interne di una gestione che ha lucrato sul lavoro dei giornalisti lasciandoli al loro destino con un debito spaventoso che potrà essere affrontato soltanto con la determinazione del nuovo partner societario.

Armando Palombo in questa fase così delicata della trattativa e del percorso che dovrebbe portare alla concessione degli ammortizzatori sociali fa appello alla maturità e al senso di responsabilità delle associazioni sindacali, dei dipendenti e dei collaboratori delle testate per far si che tutti insieme si possa continuare a produrre quel tassello di democrazia che sono i nostri quotidiani nei territori di Latina e Frosinone, nel segno di una effettiva libertà di espressione che ha accompagnato questa nuova gestione in totale discontinuità con quella precedente e che crediamo sia il bene più importante da tutelare a beneficio dei lavoratori e delle migliaia di lettori che ci seguono”. Armando Palombo

18 dicembre 2012 0

“Ciociaria Oggi”: lettera aperta del presidente Unione Cinquecittà, Di Nota, alla proprietà

Di redazionecassino1

Gentilissimo dott. Palombo,

in qualità di presidente dell’Unione Cinquecittà, ente che abbraccia i comuni di Aquino, Colle San Magno, Piedimonte San Germano, Roccasecca e Villa Santa Lucia, volevo esprimere, anche a nome dei miei colleghi sindaci, la preoccupazione e il rammarico per le sorti future di una storica testata giornalistica come “Ciociaria Oggi”.

Senza volere entrare nel merito delle Sue ragioni, certamente motivate, volevamo unicamente rappresentarLe il nostro timore per il destino di una testata che costituisce, insieme con gli altri giornali locali, patrimonio comune di un intero territorio, voce libera che ha dato spazio e attenzione a tutti noi, nel rispetto di un unico principio di fondo: fare informazione, vera, autentica, corretta, dalla parte dei cittadini.

In questi anni di impegno politico e amministrativo abbiamo avuto, grazie al giornale e insieme agli altri organi di informazione locali, la possibilità di far conoscere il nostro operato, i nostri progetti, le nostre idee per la crescita della comunità.

Ciociaria Oggi è stata specchio fedele della nostra terra, grazie alla capacità di tanti professionisti e professioniste che, ora, giustamente combattono per il loro sacrosanto diritto al lavoro.

Va proprio a loro il nostro pensiero in questo momento, alle loro famiglie. Abbiamo imparato a conoscerli e apprezzarli, con loro si è stabilito un rapporto di stima e rispetto. Questo patrimonio di capacità e di umanità non può essere disperso: questo è l’invito che ci sentiamo di rivolgerLe, a nome dell’intero circondario dei comuni dell’Unione Cinquecittà.

Non ci muovono interessi di sorta in questo appello, lo avremmo fatto per qualunque altro giornale, convinti come siamo che l’informazione, corretta e libera, sia il fondamento di una società che possa guardare con maggiori “garanzie” al futuro.

Per cui Le rivolgiamo l’invito a non far naufragare questo progetto, a poter continuare a trovare in edicola il “nostro” Ciociaria Oggi.

Agli amici giornalisti, infine, la nostra solidarietà e vicinanza: costituite l’autentica ricchezza del giornale, siamo certi che alla fine una soluzione si possa trovare, con la speranza che anche queste poche righe siano servite a tale, non rinviabile, finalità.

Essere informati è un diritto. Ciociaria Oggi, e tutti gli altri organi di informazione del territorio, ne rappresentano la possibilità. Vanno, pertanto, tutelati e salvaguardati.

 

Piedimonte San Germano, 18 dicembre 2012

 

Il Presidente

Dott. Antonio Di Nota

18 dicembre 2012 0

Petrarcone: “Siamo vicini al personale di “Ciociaria Oggi”

Di redazionecassino1

“Esprimo a nome personale e dell’intera Amministrazione Comunale di Cassino massima solidarietà al personale di ‘Ciociaria Oggi‘ e ‘Cassino Oggi’ che dalle 15 di oggipomeriggio ha intrapreso una forma estrema di protesta, iniziando uno sciopero ad oltranza per vedersi riconosciuti i propri diritti. Purtroppo la crisi che da tempo sta investendo il nostro Paese ha delle gravi ripercussioni anche nel campo dell’editoria con conseguenze maggiori proprio per le redazioni locali. Spiace constatare le gravi difficoltà in cui versa attualmente quella che possiamo definire una testata storica della nostra provincia e del nostro territorio, i cui collaboratori hanno sempre svolto con grande puntualità e professionalità il proprio lavoro. Siamo vicini, quindi, al personale di ‘Ciociaria Oggi’, primo e più longevo quotidiano della nostra provincia, nella speranza che la situazione possa risolversi in maniera positiva, anche per tutti coloro, in questi ultimi anni, hanno lavorato e collaborato nella redazione di Cassino, fornendo sempre un’informazione completa all’interno del nostro territorio.” È quanto emerge in una nota a firma del sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone.

 

17 dicembre 2012 0

Ciociaria Oggi, giornalisti e poligrafici in sciopero anche contro… Stampa Romana

Di redazione

“Alle 15 del 17 dicembre 2012, come annunciato- si legge in una nota redatta dai giornalisti, poligrafici e fotografi di Ciociaria Oggi e Cassino Oggi – il personale di Ciociaria Oggi e Cassino Oggi ha intrapreso un’estrema forma di protesta, iniziando uno sciopero ad oltranza affinché vengano saldate da parte della proprietà le spettanze maturate ed inevase. A scioperare sono l’intero corpo redazionale e il personale poligrafico e di segreteria, contrariamente a quanto affermato in una nota di Stampa Romana che fa riferimento ad un piccolo gruppo della redazione di Frosinone, tacciando peraltro il personale di essersi lasciato plagiare da presunti manovratori occulti. L’unico sindacato di categoria sostiene che sia stata riconosciuta parte degli arretrati grazie al lavoro di mediazione portato avanti dal sindacato stesso, ma ad oggi un solo stipendio è stato corrisposto negli ultimi quattro mesi (il saldo del mese di giugno 2012). Le condizioni di estrema precarietà si estendono ai locali delle singole redazioni, oggetto di continue ingiunzioni di sfratto per morosità e sovente private di servizi necessari allo svolgimento delle mansioni lavorative. A rendere ulteriormente complesso il lavoro quotidiano si aggiunge il crescente e giustificato malumore dei collaboratori esterni che hanno maturato fino a 25 mesi di spettanze disattese. L’ineluttabilità di questa forma di protesta è di tutta evidenza e pertanto ci amareggia profondamente constatare che la causa non sia sposata nella sua totalità e nella sostanza da chi dovrebbe invece tutelarci costringendoci ad indire lo sciopero con il sostegno dei soli sindacati del personale poligrafico (Cgil, Cisl e Uil) e del gruppo intra-aziendale. Lo sciopero andrà avanti ad oltranza e qualora nel periodo di protesta dovesse andare in edicola un prodotto difforme da quello che fino ad oggi è stato confezionato, i redattori, i grafici, le segretarie, i collaboratori, ne prendono sin da ora le distanze”.

16 dicembre 2012 1

Ciociaria Oggi alle battutte finali, in silenzio si rischia di perdere il giornale dalle mille battaglie sociali

Di redazione

Per 25 anni ha rappresentato l’informazione in provincia di Frosinone. Chiacchierata, alcune volte maledetta dai nemici, osannata dagli amici, Ciociaria Oggi è stata a lungo il giornale preferito nelle edicole ciociare raccontando, giorno dopo giorno la storia dell’intera provincia, di ciascuno dei suoi 91 comuni, radicata com’era con corrispondenti che coprivano fino al più piccolo dei paesini di montagna. Miglia le vertenze sindacali seguite e, magari, risolte anche con il contributo della ribalta pubblica proprio grazie alle pagine del giornale che oggi, però, sembra destinato ad una fine ingloriosa e paradossalmente, sopita in un clamoroso silenzio. Pochi, sanno che dietro quelle pagine ci sono giornalisti, poligrafici, fotografi, segretarie, lavoratori come quelli di qualsiasi altra azienda che, però, non hanno una Ciociaria Oggi che permette loro di lanciare un grido di aiuto. In un settore, quello dell’editoria locale, in cui si affrontano i problemi di tutti, vengono invece ignorati quelli al proprio interno.

Martedì in giornale potrebbe non essere in edicola chiudendo così una storia importante dell’informazione di un  intero territorio. Quali le cause? Le conoscerà certamente il nuovo editore, Armando Palombo, che dedicandosi all’editoria ha rilevato le quote di un giornale stremato anche da indagini giudiziarie, dando speranze di rilancio che, però, nei fatti e nella sostanza non è mai arrivato. Una sconfitta per tutti, anche per lui.

Ermanno Amedei

Questo il comunicato redatto dai lavoratori di Ciociaria Oggi

Da martedì Ciociaria Oggi potrebbe non essere più in edicola. Giornalisti, grafici, fotografi, segretarie e personale amministrativo del quotidiano, dopo aver avuto mesi e mesi di pazienza, hanno deciso di dire basta e scioperare a partire dalle 15.00: non hanno più intenzione di lavorare gratis. Troppi, infatti, i mesi di stipendio arretrati non corrisposti dall’imprenditore pontino Armando Palombo, che a maggio ha rilevato le quote della Nuova Editoriale Oggi Srl dopo che erano state sequestrate dalla Procura della Repubblica per un’indagine riguardante i fondi per l’editoria.

Il nuovo editore, che ha deciso di darsi ai giornali nonostante non avesse alcuna esperienza nel mondo editoriale, ha affidato la gestione diretta dei quotidiani Ciociaria Oggi e Latina Oggi al figlio Andrea, consigliere comunale di Latina appena 32enne, che ancor prima di concludere l’affare ha convocato tutti i giornalisti della testata per avvertirli di un imminente cambio di rotta, parlando di premi di produttività, redazioni nuove e all’avanguardia, estensione su altre province, collaborazioni con le tv, creazione di siti internet e tanto altro, salvo poi non corrispondere neanche gli stipendi e chiudere le redazioni già esistenti.

Ora come ora il futuro di Ciociaria Oggi, storico quotidiano della provincia di Frosinone, è davvero incerto. E’ per questo che tutto il personale giovedì scorso ha deciso di adottare una forma di protesta forte. Quella dello sciopero ad oltranza, il primo dopo 25 anni di onorata attività, in attesa che vengano pagati almeno un paio di stipendi (deve ancora essere saldata addirittura la 13esima 2011), che venga stabilito un piano di rientro dei compensi arretrati e che ci siano impegni scritti sulla regolarità delle retribuzioni a partire dal prossimo anno. <<Se questo non avverrà – dicono i giornalisti – siamo pronti a far chiudere il giornale. Perché dovremmo continuare a lavorare gratis mentre i ricavati delle vendite e delle pubblicità finiscono nelle tasche dell’editore?>>.

Per venerdì prossimo, inoltre, è stato fissato un incontro pressola Regione Laziocon l’obiettivo di ottenerela Cassaintegrazione, ma se prima non si sblocca la situazione dei compensi arretrati le parti sindacali sono pronte a disertare il tavolo. Sono settimane che l’azienda promette di fornire il piano di rilancio industriale, propedeutico alla firma dell’ammortizzatore sociale, ma ad oggi non è ancora stato presentato: esisterà? Difficile da credere, visto che in pochissimo tempo è stata chiusa la redazione di Sora, sta per essere chiusa la redazione di Fiuggi (per la quale è arrivato lo sfratto, in quanto nell’ultimo anno è stata pagata solamente una mensilità d’affitto) e i lavoratori della redazione di Cassino sono stati lasciati al freddo e al buio a causa del mancato pagamento delle bollette dell’elettricità e costretti a lavorare presso internet point, saldati di tasca propria: in pratica pagano per lavorare!

Ben 7 i giornalisti che in poche settimane hanno presentato le dimissioni per giusta causa solo per poter accedere all’istituto della disoccupazione, visto che non riuscivano più ad andare avanti e neanche a comprare il pane quotidiano. Qualcuno, addirittura, ha perso la casa che aveva deciso di comprare perché non ha potuto continuare a pagare le rate del mutuo! D’altronde sono ben cinque mesi e mezzo di stipendi non pagati, oltre alla 14esima 2011-2012, alla 13esima 2012 e addirittura al saldo della 13esima 2011. Senza considerare i vari rimborsi bloccati e quelli trattenuti e non ancora erogarti, come l’Irpef. E gli scatti di anzianità e di livello non considerati affatto. E i telefonini aziendali inutilizzabili a causa delle bollette non pagate. E le lampadine fulminate da mesi nella redazione centrale di Frosinone, nei cui bagni non esiste più neanche la carta igienica, acquistata solo grazie a una “colletta” del personale.

Per i poligrafici lo sciopero è stato indetto all’unanimità dai sindacati Cgil, Cisl e Uil mentre i giornalisti lo hanno proclamato come gruppo intra-aziendale, senza l’appoggio e la copertura dell’Associazione Stampa Romana, il cui segretario ha deciso (non è dato saperne il motivo) di non intraprendere l’unica iniziativa a questo punto ormai possibile. E’ per questo che sabato mattina l’Ufficio Personale della Neo Srl ha inviato una lettera intimidatoria a tutti gli aderenti allo sciopero minacciando che “eventuali assenze individuali saranno considerate dall’azienda assenze ingiustificate con la conseguenza che l’azienda adotterà i previsti  provvedimenti disciplinari” e diffidando “i lavoratori che hanno sottoscritto il comunicato ad adottare forme di astensioni collettive dal lavoro in violazione delle normative vigenti ed in particolare senza la proclamazione da parte delle organizzazioni sindacali presenti in azienda a cui devono fare riferimento”.

La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere. Nel pomeriggio un nuovo comunicato all’azienda. “La presente per confermare lo sciopero già indetto per il giorno 17 dicembre e per diffidare l’azienda da ulteriori condotte antisindacali, rispetto alle quali tutti i firmatari dello sciopero si riservano di adire le vie legali. Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione Italiana (articolo 40) e assumere atteggiamenti atti ad impedire, ostacolare o scoraggiare la partecipazione dei lavoratori a tale iniziativa costituisce  condotta antisindacale”. Quindi il chiarimento delle normative, le quali stabiliscono che per scioperare non occorre obbligatoriamente l’intervento dei sindacati: “Per sciopero s’intende ogni astensione collettiva dal lavoro di lavoratori subordinati promossa dai sindacati – ma è concepibile anche uno sciopero proclamato da gruppi intra-aziendali o interaziendali, senza alcun intervento del sindacato – avente per finalità di ottenere, esercitando una pressione sui datori di lavoro, miglioramenti della situazione economica e delle condizioni di lavoro”. Infine, per chiarire ogni dubbio, la sentenza della Cassazione Civile, Sezione Lavoro, numero 23552 del 17 dicembre 2004: “[…] privi di rilievo l’apprezzamento obiettivo che possa farsi della fondatezza, della ragionevolezza e dell’importanza delle pretese perseguite dallo sciopero, nonché la mancanza sia di proclamazione formale sia di preavviso al datore di lavoro sia di tentativi di conciliazione sia d’interventi dei sindacati, mentre il fatto che lo sciopero arrechi danno al datore di lavoro, impedendo o riducendo la produzione dell’azienda, è connaturale alla funzione di autotutela coattiva propria dello sciopero stesso.”.

Sciopero confermato, quindi, per oggi. Ad oltranza e con manifestazioni di piazza. E non è escluso che la copia di domani di “Ciociaria Oggi” sia l’ultima ad arrivare nelle edicola…

24 settembre 2012 0

Ciociaria Oggi, giornalisti in sciopero fino al recupero della dignità

Di redazione

 Il corpo redazionale di Ciociaria Oggi, a seguito dei gravi fatti riportati nel comunicato precedentemente inviato alle Associazioni sindacali, alla Proprietà e agli organi di Stampa, indice lo stato di Sciopero che si protrarrà fino a quando non saranno ripristinate la funzionalità della redazione centrale e il decoro delle condizioni di lavoro. Intanto incassano la solidarietà dei sindacati. L´Associazione Stampa Romana e la Cgil-Cisl-Uil dei poligrafici di Latina e Frosinone esprimono solidarietà ai giornalisti e i poligrafici di Ciociaria Oggi, costretti a rinunciare all´uscita del giornale e a scioperare per l´inagibilità della sede di Frosinone, posta sotto sequestro su istanza dell´affittuario, in credito di molte mensilità. “E´ il triste e speriamo momentaneo epilogo di una situazione che stava degenerando da qualche settimana – affermano i sindacati dei giornalisti e dei poligrafici -. La crisi delle due testate edite dalla Neo, Latina e Ciociaria Oggi, si trascina da molto tempo e sembrava a una svolta dopo il passaggio delle quote di minoranza della cooperativa da Giuseppe Ciarrapico ad Armando Palombo”. Er. Am.

24 settembre 2012 5

Editoria in crisi, giornalisti di Ciociaria Oggi in strada. Drammatico appello della redazione

Di redazione

Momenti difficili per i redattori, i poligrafici e i giornalisti di Ciociaria Oggi, lo storico e più rappresentativo giornale della provincia di Frosinone. Questa mattina hanno trovato gli uffici della redazione centrale al 18esimo piano del grattacielo De Matteis a Frosinone, chiusi da sigilli apposti dal proprietario dei locali che rivendica diverse mensilità di affitto. una situazione paradossale che vede il maggiore dei giornali provinciali costretto a stoppate le pubblicazioni. Un settore, quello dell’editoria, in piena crisi, sempre attento a raccontare le crisi degli altri, e poco quelle proprie.  Tutta l’amarezza del corpo redazionale e la cronaca di quanto accaduto, sono espressi un un comunicato che integralmente riportiamo.   Da: Redattori e Poligrafici di Ciociaria Oggi A: Direttore Alessandro Panigutti A: Direttore Editoriale Gianluca Trento A: Editore N.E.O. sig. Armando Palombo A: Associazione Stampa Romana A: CGIL Cisl e Uil sigg. Giuseppe Di Pede, Pasquale Legnante, Angelo Astuti   In data  24 settembre 2012 i redattori di Ciociaria Oggi hanno avuto la spiacevole “sorpresa” di trovare la redazione centrale di Frosinone del quotidiano succitato chiusa a seguito di sfratto esecutivo. L’evento, paventato da più parti e da parecchi giorni, non è stato scongiurato da alcun intervento dell’Azienda, che non ha operato alcun tentativo di evitare le estreme conseguenze, visto che nessun dirigente era presente al momento del provvedimento. I redattori, compatti, si sono riuniti ai piedi del grattacielo L’Edera, di piazzale De Matthaeis a Frosinone, sperando in una soluzione positiva del grave problema. Dinanzi alla proposta di disperdersi nei vari uffici di corrispondenza per produrre un giornale rabberciato e incompleto, peraltro in presenza di problemi tecnici di variegata natura, la redazione di Ciociaria Oggi, con il personale poligrafico, ha opposto un fermo rifiuto. Il  problema fa infatti seguito a gravissime insolvenze da parte della proprietà. La precarietà economica cagionata da tali ingiustificate mancanze ha di fatto reso ancor più penosa l’ipotesi di trasferimenti momentanei. Il corpo redazionale intende salvaguardare la propria dignità, la propria deontologia professionale ed il prodotto che fino a ieri ha confezionato con straordinario spirito di sacrificio. A tal fine intende ribadire la propria buona volontà qualora venissero ripristinate le condizioni indispensabili per recarsi sul posto di lavoro. Ribadisce invece il più fermo rifiuto a forme di coercizione e  ricatti di varia natura tesi a sfruttare ulteriormente la buona volontà e la disponibilità dei lavoratori. Il corpo redazionale inoltre sottolinea che non si riconosce in un prodotto che eventualmente dovesse andare in edicola con contenuti difformi da quelli che hanno sempre caratterizzato la testata. In fede Il corpo redazionale di Ciociaria Oggi