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8 agosto 2018 0

A Vico nel Lazio il Comune “salva” il centro stranieri dalla chiusura, il sindaco: “E’ una risorsa”

Di admin
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VICO NEL LAZIO – “Simo l’unico comune che non chiude i Cas (centro accoglienza speciale) gestito da onlus, anzi, chiedimao che restino aperti perché gli stranieri, se ben gestiti ed integrati, sono una risorsa per la comunità”.

Lo dichiara Claudio Guerriero, sindaco di Vico nel Lazio che già ha fatto ben parlare di se per il bell’esempio di integrazione.

“L’associazione che gestisce la struttura nel nostro comune voleva chiuderla perché erano rimasti solamente 8 stranieri dei 25 iniziali. Il numero si era ridotto dopo la valutazione sulle richieste di status di rifugiati ed altri erano andati via. Siamo stati noi a chiedere di mantenerlo aperto per non perdere una risorsa del paese nel settore del volontariato. Per questo l’associazione ha chiuso il centro di Giuliano di Roma portando a Vico i sei stranieri che erano lì e che sono stati da noi integrati come gli altri per lavori di pubblica utilità, pulizia ambientale, giardinaggio, sotto forma di volontariato. Loro si sentono utili, e non danno problemi di alcun genere. Molti degli stranieri, dopo il loro percorso, chiedono di rimanere a Vico perché si sentono ormai parte integrante del tessuto sociale. Sono questi gli esempi – conclude il sindaco – che dovrebbero essere presi quando si parla di problemi legati all’immigrazione o alla gestione degli immigrati”.

Ermanno Amedei

25 luglio 2018 0

Ruba un autocarro a Cassino e scappa sull’A1, fermato ed arrestato dalla polizia stradale

Di admin

CASSINO – La veloce segnalazione del furto di un autocarro fatta dal proprietario e il tempestivo intervento degli agenti della sottosezione di polizia stradale di Cassino ha permesso l’arresto del ladro. E’ accaduto questa mattina poco dopo le 5, quando il proprietario del mezzo parcheggiato davanti alla sua abitazione ha visto che un uomo si era introdotto nell’abitacolo, mettendo in moto e scappando. Le segnalazione giunta gli agenti della Polstrada ha permesso loro di intercettare il mezzo in autostrada, direzione Napoli, nel comune competente di Mignano Monte lungo (ce) arrestando il ladro R.C. di 41 anni originario della provincia di Foggia, nonostante il tentativo di fuga e la reazione violenta dello stesso. Il mezzo, che presentava danni al blocco accensione, è stato riconsegnato al proprietario mentre per il malvivente si sono aperte le porte del carcere di Cassino

13 luglio 2018 0

Vigili d Fuoco: 41 anni dalla tragedia Asbit Supergas di Cassino. Ieri l’anniversario

Di redazione

Vigili del Fuoco – Commemorazione della morte dei Vigili del Fuoco deceduti il 12 luglio 1977 a Cassino a seguito dell’esplosione avvenuta nello stabilimento Asbit Supergas. Ieri, 12 luglio, è stato celebrato l’anniversario della tragica esplosione avvenuta nello stabilimento Asbit Supergas di Cassino, a seguito della quale persero la vita sei persone di cui quattro erano Vigili del Fuoco accorsi sul luogo dell’evento per prestare soccorso. In particolare, quel 12 luglio del 1977 la squadra dei Vigili del Fuoco in servizio presso il distaccamento di Cassino fu chiamata per contenere la fuga gas GPL che fuoriusciva dallo stabilimento Asbit Supergas sito, allora, in via Iannacone nel quartiere di San Bartolomeo del Comune di Cassino. Durante le operazioni di soccorso la squadra dei Vigili del Fuoco fu investita da una violenta ed imprevedibile esplosione causata dall’innesco del gas GPL rilasciato in ambiente; il calore e le forti pressioni conseguenti all’evento furono tragicamente fatali per 4 componenti della squadra dei Vigili del Fuoco e per il titolare e un dipendente dello stabilimento. L’unico superstite della squadra, il Vigile Mario Di Giorgio, oggi in quiescenza con la qualifica di Ispettore Antincendi Esperto, fu insignito della massima onorificenza, la Medaglia d’Oro al Valor Civile, assieme ai colleghi Mario Di Santo, Bernardo Germani, Antonio Valentino e Mario Passero, che, purtroppo, persero la vita nel fatale incidente. A questi ultimi è intitolata la Caserma dei Vigili del Fuoco di Cassino, nel cui piazzale sorge oggi una stele in ricordo del loro estremo sacrificio. Ieri, nel giorno della ricorrenza, tutto il personale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Frosinone si è schierato nelle varie sedi per osservare un minuto di silenzio accompagnato dal suono delle sirene a commemorazione dei colleghi caduti in servizio.

11 luglio 2018 0

Provoca incidente in autostrada e fugge, denunciato dalla Polstrada un 71enne

Di redazionecassino1

FROSINONE – Una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone,   in  servizio di vigilanza autostradale, interviene   su un  incidente avvenuto tra due autovetture.

Sul posto gli agenti constatano la presenza di un solo veicolo  con entrambi gli occupanti feriti.

Dopo aver provveduto ai primi soccorsi, i poliziotti raccolgono  tutti gli elementi utili al fine di ricostruire la dinamica del sinistro;  accertata la responsabilità di una Mercedes, il cui conducente si era dato alla fuga.

A seguito di un’intensa attività di indagine, coordinata dal responsabile dell’ufficio incidenti della Sottosezione Polstrada di Frosinone, si riesce ad identificare il fuggitivo, un 71enne nato e residente in provincia di Potenza.

Viene denunciato all’A.G. con l’ accusa di omissione di soccorso e lesioni colpose.

4 luglio 2018 0

Contrabbando di sigarette dalla Biellorussia, maxi sequestrati sull’A1 a Cassino

Di admin

CASSINO – Gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Cassino, nei pressi del Km 681, in direzione sud, hanno fermato e controllato un monovolume, il cui conducente è un 45enne di nazionalità bielorussa.

I poliziotti hanno notato un voluminoso carico occupante completamente sia il portabagagli che i sedili posteriori.

Dopo i necessari e tempestivi accertamenti, anche grazie alla collaborazione dell’interprete, è emerso che il carico trasportato, proviene dai paesi dell’Est Europa e diretto molto probabilmente a Napoli per l’illegale commercializzazione, è costituito da 47 chilogrammi di sigarette di nazionalità estera (24600 unità).

L’uomo, pertanto, è stato denunciato in stato di libertà e messo a disposizione dell’A.G. italiana, con il relativo sequestro dei tabacchi

26 giugno 2018 0

Arrestati dalla polizia, nel sud pontino, sei responsabili di alcune Onlus che gestivano C. A. S. per migranti

Di redazionecassino1

LATINA – La Polizia di Stato di Latina ha arrestato sei soggetti, responsabili di alcune Onlus operanti nella gestione di numerosi Centri di Accoglienza Straordinaria (C.A.S.) nel sud Pontino per i reati di falso, truffa aggravata, frode nelle pubbliche forniture e maltrattamenti nei confronti dei migranti.

I poliziotti della Squadra Mobile di Latina, in collaborazione con il Commissariato di Fondi, hanno effettuato accurati sopralluoghi all’interno di numerosi Centri di Accoglienza Straordinaria, riscontrando gravi situazioni di sovraffollamento e carenze di natura igienico-sanitaria.

Le indagini sono state effettuate anche sulla documentazione depositata dai responsabili delle Onlus per la partecipazione ai bandi di gara indetti per l’accoglienza dei migranti, facendo emergere gravi e sistematiche violazioni nell’esecuzione degli obblighi assunti dai gestori dei C.A.S. in sede di aggiudicazione delle gare.

Le intercettazioni hanno consentito di scoprire un insospettabile giro di guadagni illeciti in nome della solidarietà, tramite l’utilizzo dei fondi destinati all’accoglienza per fini personali.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 in Questura.

Foto di repertorio

22 giugno 2018 1

Latina, due rumeni arrestati dalla polizia per sfruttamento della prostituzione

Di redazionecassino1

LATINA – La Polizia di Stato – Questura di Latina, nel corso del pomeriggio di ieri 21 giugno, a conclusione di una proficua attività di polizia giudiziaria tesa al contrasto del dilagante fenomeno dello sfruttamento della prostituzione di giovani donne provenienti dall’est europeo, ha proceduto al fermo di indiziato di delitto di Melicianu Marian classe ‘84 – pregiudicato – e Bulmoaga Claudiu Nelu, classe ‘89, entrambi cittadini rumeni in Italia senza fissa dimora, giacché ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dello sfruttamento della prostituzione di alcune ragazze loro connazionali, tra le quali c. b. n. di anni 22.

Proprio la dettagliata denuncia raccolta dalla giovane donna dall’interno della stanza di degenza dell’Ospedale di Latina, luogo nel quale era stata ricoverata a seguito di un investimento verificatosi nel mentre si trovava ad adescare la clientela nel posto esatto ove era stata collocata dai suoi sfruttatori, indirizzava le attività degli investigatori della II Sezione della Squadra Mobile prima su Melicianu Marian, personaggio che con una falsa promessa lavorativa portava la vittima in Italia, impossessandosi anche dell’unico documento di riconoscimento della ragazza, poi sul suo fidato amico Bulmoaga Claudiu Nelu, con il quale il primo individuo condivideva la gestione di alcune donne immesse nel mondo della prostituzione.

La minuziosa ricostruzione dei fatti ha consentito di dimostrare che la p.o., unitamente ad altre giovani ragazze dell’est, erano costrette da almeno due mesi a vendere il proprio corpo in alcune strade ricadenti nel comune di Aprilia, controllate a vista dai due fermati, ai quali ogni ragazza al termine della serata era costretta a consegnare l’intera somma ricavato dalle prestazioni sessuali.

I malviventi sono stati sorpresi nei pressi dell’Ospedale di Latina, dove si erano recati proprio per portare via la malcapitata vittima appena dimessa dal nosocomio.

La donna, che si presenta con sembianze adolescenziali e già madre di una bimba di solo sette mesi lasciata in Romania, è stata temporaneamente collocata in una località protetta, in attesa delle formalità connesse al rientro in patria.

Una volta ultimate le formalità di rito i prevenuti, su disposizione dell’A.G. procedente, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Latina.

 

19 giugno 2018 0

Aggredisce il personale e si allontana dalla Comunità di recupero, arrestato dai carabinieri un 17enne

Di redazionecassino1

CASSINO – Nel corso della mattinata odierna,  personale dipendente del Comando Stazione Carabinieri di Cassino, traeva in arresto un minore di anni 17 (già censito per reati in materia di stupefacenti,  maltrattamenti in famiglia e ricettazione) in esecuzione dell’ordinanza di sostituzione della misura del collocamento in comunità con quella della misura della custodia in istituto Penale Minorile.

Il giovane, già  collocato presso una nota comunità terapeutica di  Cassino (a seguito del suo arresto avvenuto nel 2016 ed eseguito dai  Carabinieri di Roma Eur,  allorquando venne trovato in possesso di 25 grammi di hashish e di un bilancino di precisione),  evidenziava insofferenza alle regole della comunità terapeutica, rifiutava  di assumere la terapia farmacologica a cui era sottoposto nonché aveva minacciato ed aggredito ospiti e personale addetto del centro oltre che  cercato di allontanarsi arbitrariamente senza un giustificato motivo.

A seguito di tali violazioni, il GIP del Tribunale dei Minorenni di Roma ordinava il suo accompagnamento presso un istituto penale minorile di Roma per un periodo di giorni trenta, disponendo che, alla scadenza,  lo stesso venga nuovamente condotto in una comunità idonea nell’affrontare problematiche psicologiche e tossicologiche affette dal minore.

Al termine delle previste formalità di rito, il minore veniva  accompagnato presso l’istituto Penale Minorile di Casal del Marmo di Roma.

 

19 giugno 2018 0

Arrestato dalla polizia un quarantatreenne per maltrattamenti in famiglia

Di redazionecassino1

TERRACINA – Personale delle Volanti del Commissariato di Terracina, durante i servizi del controllo del territorio ha tratto in arresto un uomo per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

In particolare, intorno alle ore 14.30, l’attenzione degli agenti era stata attirata da alcuni passanti che in maniera animata indicavano il passaggio di un’autovettura con a bordo una donna alla guida ed un uomo che la picchiava ripetutamente. Gli operanti immediatamente provvedevano a bloccare la macchina ed a accompagnare i due soggetti presso gli uffici del locale Commissariato, dove la ragazza rilasciava una dettagliata confessione delle angherie e maltrattamenti che aveva subito nel corso del tempo.

Infatti, già dalla fine dello scorso anno, allorquando erano iniziate le difficoltà economiche della famiglia, a causa dello stato di gravidanza della giovane, il compagno aveva iniziato ad accusarla di pretendere troppi  per le visite mediche ed aveva iniziato a maltrattarla. In particolare, ricordava due episodi in cui l’uomo l’aveva picchiata; il primo perché in preda ai fumi dell’alcol, mentre il secondo per motivi di gelosia, specificando che quello avvenuto nella giornata di ieri era stato determinato sempre per questioni economiche riguardanti una particolare visita medica a cui doveva sottoporsi, considerato che oramai è al settimo mese di gravidanza.

La richiesta di ulteriore denaro, quindi, faceva andare su tutte le furie l’uomo che, con una reazione inaudita, iniziava a colpire la compagna ripetutamente e soltanto l’intervento degli agenti della volante permetteva di evitare conseguenze più gravi.

La donna, condotta presso l’ospedale di Terracina per le cure del caso, è stata riscontrata affetta da diverse contusioni al volto e sul corpo.

L’uomo, identificato per C.F. di anni 43, dopo gli accertamenti di rito è stato tratto in arresto per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, aggravati dall’aver agito nei confronti di una donna incinta, ed associato in regime di arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida che si terrà domani 20 giugno p.v.

FOTO REPERTORIO

 

12 giugno 2018 0

La mafia di Latina, il clan gestiva dalla droga alla compravendita dei voti-VIDEO

Di admin

LATINA – Venticinque persone sarebbero, secondo la Squadra Mobile di Latina e della Direzione Distrettuale Antimafia, il nocciolo di una organizzazione mafiosa autoctona, scollata da quelle solitamente conosciute e radicate in altri territori. L’operazione è stata eseguita questa mattina e ha visto l’esecuzione di 25 misure cautelari. ad altrettante persone, uomini e donne, ritenuti responsabili a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

L´inchiesta, che si è avvalsa anche delle dichiarazioni del primo collaboratore di Giustizia di quel territorio, ha ricostruito l´organigramma e le numerosissime attività illecite di un agguerrito gruppo criminale, individuato in un ramo della nota famiglia Rom dei Di Silvio, operante da diversi anni in questo territorio, facente capo a DI SILVIO Armando detto Lallà.

Tra i soggetti destinatari della misura cautelare vi sono ben 7 donne, una delle quali figura tra i vertici del clan. Il gruppo ha evidenziato una struttura solidissima a geometria variabile, imperniata cioè non soltanto sui legami familiari, bensì alimentata con l´innesto di criminali già affermati, in precedenza organici a gruppi rivali.

Gli appartenenti all´associazione criminale sono risultati impegnati in modo pervicace nella gestione di numerosissime estorsioni e di un vasto traffico di stupefacenti; in particolare, le richieste di denaro, molto spesso mascherate con operazioni di recupero crediti, venivano rivolte con modalità particolarmente violente e vessatorie ad imprenditori e commercianti ma anche a numerosi professionisti, costretti a versare cospicue somme di denaro in modo seriale.

La sistematicità delle richieste estorsive rivolte a diversi esponenti del Foro Pontino divenne talmente preoccupante alla fine del 2016 da indurre i responsabili dell´Ordine degli Avvocati a pubblicare una lettera a tutti gli iscritti, esortandoli a denunciare tali circostanze, collaborando con le Forze di Polizia. Come accade tipicamente nelle organizzazioni mafiose, negli episodi estorsivi veniva speso il nome dei DI SILVIO per amplificare il potere di intimidazione, ovvero il riferimento alla destinazione del denaro richiesto al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie, o ancora richiamando episodi cruenti risalenti alla guerra criminale del 2010, quando le famiglie Rom si imposero sui altri gruppi criminali.

Particolarmente significativa del pesante clima di intimidazione imposto dai DI SILVIO alla città, l´episodio estorsivo commesso dalle donne del clan, DE ROSA Sabina e DI SILVIO Sara Genoveffa, moglie e figlia di Armando DI SILVIO, ai danni della titolare di un negozio di casalinghi, peraltro in stato di gravidanza, da cui pretendevano di appropriarsi della merce a proprio piacimento, corrispondendo un prezzo del tutto arbitrario, e di gran lunga inferiore a quello effettivo.

Il modus operandi del clan DI SILVIO ha mostrato forti analogie  con le mafie tradizionali anche in relazione alla capacità di gestione delle campagne elettorali di diversi candidati alle consultazioni amministrative del 2016 nei comuni di Latina e Terracina, per il tramite di alcuni affiliati ovvero intervenendo anche direttamente. Alcuni uomini del clan, infatti, tra cui un sorvegliato speciale, in violazione dell´art.76 del Codice Antimafia, hanno gestito la propaganda elettorale in favore di alcuni candidati, provvedendo, dietro compenso, all´affissione dei manifesti elettorali, e potendo in tal modo imporre la prevalenza di quelli dei candidati sponsorizzati, grazie alla propria caratura criminale.

Le indagini hanno fatto emergere anche molti casi di compravendita di voti in occasione dello stesso periodo elettorale, in cui esponenti del clan hanno costretto, dietro minaccia, numerosi tossicodipendenti ad esprimere la propria preferenza in favore di alcuni candidati alle elezioni comunali di Latina, ricevendo in cambio un compenso in denaro da parte dei committenti ovvero di loro intermediari.

È emerso, dunque, uno spaccato preoccupante di spartizione criminale delle attività elettorali, attraverso la quale i DI SILVIO riuscivano a monopolizzare la propaganda di molti candidati, spesso imponendo i propri servizi altre volte vendendo i consensi degli elettori residenti nelle zone della città ricadenti sotto il loro controllo. Secondo quanto dichiarato dal collaboratore, i manifesti elettorali venivano tenuti nascosti in una stalla non lontana dall´abitazione del capoclan, nel quartiere Campo Boario mentre in un´intercettazione, Gianluca DI SILVIO, figlio di Armando, affermava di essere stato pagato per acclamare un candidato nel corso di un comizio elettorale insieme ad altri soggetti.

È stato, infine, accertato come DI SILVIO Armando ponesse in essere condotte di fittizia intestazione di beni, come nel caso di un terreno ubicato in località Borgo Isonzo, acquistato alla fine del 2016 ed intestato fittiziamente dapprima ad ARCIERI Federico ed al momento della stipula definitiva all´indagato COPPI Daniele, al fine di eludere le disposizioni di Legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.