Tag: detenuti

18 aprile 2018 0

Frosinone, Cisl Fns: Tre agenti feriti da detenuti durante rissa in carcere

Di admin
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FROSINONE – “Apprendiamo che poco fa un detenuto straniero ha aggredito tre unità di polizia penitenziaria all’interno dell’istituto Casa Circondariale di Frosinone”.

E’ quanto si legge in una nota a firma di Massimo Costantino, segretario Generale Aggiunto CISL FNS. 

“Il personale era intervenuto per sedare una rissa tra due detenuti – Uno di questi ha preso a calci e pugni il personale aiutandosi anche con un manico scopa. Da quando apprendiamo per il personale di polizia penitenziaria è stato necessaria la visita presso l’ospedale della Città. Solo alcuni giorni fa segnalavamo il sovraffollamento nelle carceri del Lazio e le aggressioni nei confronti degli agenti penitenziari. Si rileva come al 31 marzo scorso erano 6.303 i reclusi, nei 14 istituti della Regione, rispetto ad una capienza di 5.257, dunque con 1.046 detenuti in più dei posti regolamentari. Frosinone (+89); ”Sono inoltre da segnalare – aggiunge Costantino – le innumerevoli aggressioni nei confronti del personale penitenziario, dovute anche alla chiusura degli Opg in ambito nazionale che ha portato molti detenuti con problemi psichiatrici nelle sezioni di osservazione psichiatrica delle carceri. Solidarietà  e vicinanza della Fns Cisl al personale coinvolto”.
12 aprile 2018 0

Corrispondenza tra bambini della parrocchia di S. Giovanni e i detenuti del carcere di Velletri

Di admin

VELLETRI – Fitta corrispondenza tra i detenuti del carcere di Velletri e i bambini delle diocesi. E’ una iniziativa nata nel 2015 in occasione dell’anno della Misericordia e, da allora, i bambini che frequentano il catechismo si scambiano messaggi con i circa 500 detenuti del carcere Lazzaria.

E’ un momento particolarmente sentito da chi vive in prigione e che spesso perde i contatti con la famiglia. L’iniziativa organizzata dalle catechiste della parrocchia di San Giovanni Battista, una delle quali è volontaria di Vol.A.Re. Onlus, una associazione impegnata proprio nel carcere veliterno. “Il tema di ques’anno – fa sapere una delle organizzatrici – è la matita per il suo significato. Ai bambini diciamo che siamo delle matite nelle mani di Dio. Nel carcere questa iniziativa è stata accolta con entusiasmo e anche ai detenuti sono stati consegnati dei fogli a forma di matita, come quelli usati dai bambini per scrivere i loro messaggi”.

Domenica scorsa, il parroco di San Giovanni, Padre Andrea, durante la messa ne ha letto alcuni. Ne abbiamo scelto uno di un bambino in cui si legge: “Ti dono una matita perché tu possa disegnare sul tuo viso un bel sorriso”.

E quello in risposta, scritto da Massimo, detenuto di lungo corso. “Ricordatevi ora e sempre che anche voi siete matite. Cercate di scrivere al meglio la vostra vita. Accogliete le parole dei vostri genitori;  voi siete il loro futuro e il nostro. Vi stimo molto per l’interesse che avete per noi detenuti e vi ringrazio a nome di tutti”.

Ermanno Amedei

9 aprile 2018 0

VIDEO – Telefono senza fili per i detenuti del carcere di Cassino

Di admin

CASSINO – Un telefono senza filo permette ad alcuni detenuti del carcere di Cassino di comunicare con parenti ed amici all’esterno delle mura.

A dire il vero il sistema è tutt’altro che discreto a meno che non si adoperi un linguaggio criptico e consiste nell’urlare dalle pendici della collinetta della Rocca Janula che affaccia, superando le mura di recinzione, sul padiglione più esterno dell’istituto di pena. Non è un fenomeno nuovo per la gente della zona che quasi quotidianamente assiste a “colloqui” ovviamente non autorizzati tra detenuti e amici o parenti.

A volte arrivano a decine dalla vicina Campania per dare coraggio e vicinanza a chi è stato da poco arrestato. Il padiglione in questione, infatti, sarebbe quello in cui sono detenute le persone da poco arrestate perché colpite da ordinanza di custodia cautelare.

Saltuariamente arrivano le pattuglie delle forze dell’ordine e identificano i “visitatori” ma il fenomeno è troppo frequente che servirebbe un presidio fisso.

Quindi, nel folclore di quelle conversazioni, resta celato il timore che possano arrivare all’esterno indicazioni di personaggi di spicco della malavita per i solidali ancora liberi.

Ermanno Amedei

26 gennaio 2018 0

Regina Coeli, agenti aggrediti da gruppo di detenuti: tre feriti

Di admin

ROMA – Attimi di tensione, poco dopo le 16 di mercoledì, nella seconda sezioni del carcere di Regina Coeli di Roma dove, quando cinque agenti si sono trovati a fronteggiare una ventina di detenuti. Tutto sarebbe nato da una prima aggressione subita da un agente ad opera di un carcerato. In soccorso al collega sono arrivati tre dei quattro penitenziari di un vicino corridoio che hanno lasciato sedici detenuti con un solo agente. Alcuni dei sedici, intenzionati a dare man forte al detenuto primo aggressore, hanno assalito l’unico agente rimasto a sorvegliarli con l’intenzione di costringerlo ad aprire il cancello. Immobilizzato per alcuni alcuni minuti l’agente avrebbe aperto il varco permettendo ad un folto gruppo dei suoi aggressori, di dare sostegno all’altro detenuto. Una volta liberato, però, l’agente è riuscito a dare l’allarme. In pochi minuti sono arrivati i rinforzi e l’ordine è stato ristabilito. Tre agenti, sono stati però costretti alle cure ospedaliere dell’ospedale Santo Spirito per prognosi di alcuni giorni.

3 maggio 2017 0

Detenuti nel Lazio, sovraffollamento in crescita. La denuncia di Fns Cisl

Di redazione

Sono 990 i detenuti in sovraffollamento su un totale di 6.228 detenuti reclusi nei 14 Istituti del Lazio. Il dato è relativo al 31 marzo 2017 e lo fornisce in una nota stampa Massimo Costantino Segretario generale della Fns Cisl Lazio. Il sovraffollamento è rapportato ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di 5.238. “Preoccupa – sostiene Costantino – il sovraffollamento negli istituti di: Viterbo (+181); Cassino (+130); Frosinone (+48); Civitavecchia ( +119); CCF Rebibbia ( +65); NC Rebibbia ( + 233); CC Regina Coeli (+279); Velletri (+174) , CC Latina (+ 52) NC Rieti( +48). La sentenza Torregiani aveva lo scopo di ridurre il sovraffollamento nelle carceri, ma dobbiamo evidenziare come l’annoso problema della macchina della giustizia, oberata dai numerosi e processi penali non ha risolto il problema. Pur apprezzando le nuove normative in tema di esecuzione penale, istituendo il nuovo Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità(DGMC), i risultati tardano ad arrivare. Preoccupa il fatto che le carceri della regione siano diventate dei contenitori esplosivi di “detenuti per ordine e sicurezza” con casi complicati e soggetti con gravi problemi di salute anche mentali. Criticità amplificate anche da un assorbimento di personale, per garantire in alcuni casi il servizio di piantonamento, che seppur espletato, egregiamente, dalla Polizia Penitenziaria, previsto, qualora disposto dall’Autorità Giudiziaria, riguarda anche soggetti ricoverati presso le REMS, in modo particolare dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, nella provincia di Frosinone. E’ noto il deficit qualitativo dell’attività lavorativa nell’ambito degli Istituti Penitenziari, dove il lavoratore si trova ad essere, in molti casi, attore di disagi operativi. Questi sono causati dal sovraffollamento, dall’inadeguatezza edilizia delle strutture penitenziarie e dalla crescente carenza di risorse umane, determinata sia dalla fuoriuscita di personale per raggiunto diritto alla quiescenza che dal mancato turn-over. Per la Fns Cisl Lazio occorre la necessità di adeguare alle esigenze reali le dotazioni organiche del personale di polizia penitenziaria”.

10 gennaio 2017 0

Lite tra detenuti a Cassino, con lametta tunisino taglia il volto ad un italiano

Di admin

Cassino – Con un colpo di lametta, un detenuto tunisino ha sfregiato il volto di un detenuto di Frosinone. L’episodio sarebbe avvenuto domenica pomeriggio nel carcere di Cassino durante la così detta ora d’aria.

La lite è ancora al vaglio degli agenti della penitenziaria che sono prontamente intervenuti per evitare il peggio.

Il medico del penitenziario ha suturato la ferita al detenuto aggredito con ben 15 punti. L’aggressore che sarebbe stato portato in isolamento si sarebbe già reso protagonista di altri episodi come l’incendio della sua stessa cella appena 40 giorni fa.

Ermanno Amedei

16 dicembre 2016 0

Cus – Cassino: Calcio a 5 fra le mura del “San Domenico”, fra Ateneo e detenuti

Di redazionecassino1

Dopo la sonora batosta rimediata lo scorso anno con un secco 13 a 1 a favore dei detenuti, quest’anno gli universitari si sono presentati in gran forma e si sono presi la rivincita: la partita di calcio a cinque tra le mura del carcere San Domenico di Cassino si è conclusa con la vittoria dell’ateneo capitanato dal rettore Giovanni Betta con un 3 a 2. Ad aprire le danze è stato il presidente del Cus Cassino che ha portato in vantaggio l’ateneo. Il primo tempo, disputato contro i detenuti-papà si è concluso in parità. Poi nel secondo tempo, nonostante ai genitori hanno dato il cambio i detenuti più giovani, cioè i non papà, l’ateneo ha messo a segno altre due reti a dispetto dell’unico gol segnato dai padroni di casa. Dunque quest’anno la squadra dell’Università che ha visto in campo oltre al rettore Giovanni Betta anche il suo vicario Raffaele Trequattrini, il presidente del centro universitario sportivo Carmine Calce e i rappresentanti degli studenti, è uscita a testa alta e, se pur di misura, ha portato a casa la vittoria approfittando della stanchezza dei detenuti che prima della sfida con l’ateneo avevano già sulle gambe la fatica di una partita tra di loro che ha visto contrapposti i genitori e i non papà, il tutto sotto gli occhi emozionati delle loro mogli e soprattutto dei loro piccoli. A vincere, difatti, così come ogni anno, è stata ovviamente la solidarietà ed è stata l’occasione per uno scambio di auguri con i detenuti e le loro famiglie, soprattutto ai loro bimbi omaggiati dal presidente del Cus Cassino con magliette e altri regali. «Queste iniziative – spiega il professor Carmine Calce – dimostrano che il Cus di Cassino non è sensibile solo allo sport, ma intende favorire anche eventi culturali e sociali. È un modo originale – conclude Calce – per farci gli auguri di Natale e far trascorrere delle belle giornate all’insegna dello sport ai detenuti della casa circondariale di Cassino. Non si tratta di eventi fini a se stessi: il Cus in questi anni con altre inziative analoghe tra cui la maratona e le gare di atletica ha visto emergere tanti talenti». «L’iniziativa – aggiunge la direttrice Irma Civita Reale – nasce da una profonda collaborazione con l’Università di Cassino e abbraccia diversi settori, non ultimo quello sportivo. Non si tratta dunque di iniziative estemporanee, ma che hanno invece una continuità per un rapporto duraturo. Lo sport – evidenzia la direttrice della struttura – dà dei valori positivi e aiuta a vivere bene con gli altri». L’evento che si è svolto mercoledì pomeriggio nella Casa Circondariale di Cassino, è andato in scena contemporaneamente in tutte le altre strutture italiane in occasione della campagna di sensibilizzazione nazionale “Non è un mio crimine ma una mia condanna: i diritti dei grandi cominciano dai diritti dei bambini”, in collaborazione con “l’Associazione bambini senza sbarre”. L’iniziativa, col patrocinio del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha permesso dunque di portare all’attenzione il tema cruciale del diritto al mantenimento del legame affettivo tra figli e genitori detenuti, del diritto di questi ultimi alla genitorialità all’accoglienza in carcere dei 100mila bambini che ogni anno, ogni giorno incontrano il genitore, secondo quanto previsto dalla “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.

5 dicembre 2016 0

Aggressione con lametta in carcere, detenuti in aumento a Cassino e a Frosinone

Di admin

Frosinone – La popolazione carceraria di Cassino è aumentata di 102 unità nell’ultimo mese; 49 in più nel carcere di Frosinone ma, nel Lazio, complessivamente in tutte le case circondariali, la popolazione è cresciuta nell’ultimo mese di 83 unità. I dati forniti da Cristina Celani, segretario responsabile Fns cisl del carcere di Frosinone fanno emergere che se in altre strutture carcerarie della Regione i detenuti sono diminuiti nell’ultimo mese, nei due carceri della provincia di Frosinone sono aumentati sensibilmente. Un sovraffollamento che ha inevitabili ripercussioni, secondo il sindacato, sulla sicurezza interna. Ieri, un detenuto arrivato dal Carcere di Regina Coeli trasferito per motivi di ordine e sicurezza poiché aveva aggredito violentemente un Sovrintendente, ha tentato di aggredire l’ispettore di sorveglianza nel carcere di Frosinone con una lametta. Per contenere le intemperanze dell’uomo ed evitare il peggio è stato necessario sguarnire di personale altre sezioni. C’era in corso lo svolgimento della partita di rugby ed erano aperti i seggi interni per le elezioni. “C’è necessità di correttivi per una maggiore consistenza effettiva del personale di polizia penitenziaria”. Dice la sindacalista. “Purtroppo dobbiamo evidenziare il grave disagio che vive il personale gravato da turnazioni estenuanti e da episodi gravi ormai all’ordine del giorno”. Ermanno Amedei

14 novembre 2016 0

Zuffa tra detenuti in carcere a Cassino, ferito agente della Penitenziaria

Di admin

Cassino – Nel corso di una lite tra due detenuti ne ha fatto le spese un agente della penitenziaria.

E’ accaduto ieri sera in carcere a Cassino. Nella lite nata per futili motivi, i due si sono azzuffati in cella e per sedare la lite, è intervenuto un agente della penitenziaria che è rimasto ferito da un colpo di gabello che nella concitazione del momento ha ricevuto ad un piede.

La lite è stata sedata, ma l’operatore è stato costretto a ricorrere alle cure ospedaliere.

Ermanno Amedei

7 novembre 2016 0

Protesta dei detenuti, a Cassino con le scodelle contro le inferiate per sostenere l’indulto

Di admin

Cassino – Protesta rumorosa quello dei detenuti del carcere di Cassino che, così come accade in altri istituti penitenziari, stanno mettendo in atto una forma di protesta per sostenere la proposta di indulto presentata dai Radicali.

Anche ieri sera, così come nelle sere precedenti, dal carcere San Domenico di via Sferracavalli si sono sentiti i frastuoni provocati dalla popolazione penitenziaria che batteva contro le grate blindate delle celle, oggetti metallici come scodelle o pentole.

Dal di fuori del carcere il frastuono della protesta ha incuriosito i residenti abituati al silenzio di quel luogo.