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26 agosto 2017 0

La frana dimenticata di Sant’Antonino a Cassino continua a mettere paura

Di admin
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CASSINO – “Un grande movimento franoso, per un fronte di circa 200 metri, si è verificato più di vent’anni fa, e continua a scendere, a poche centinaia di metri dallo scollinamento tra Cassino Sant’Antonino e San Michele“. Lo scrive in una nota Bruno della Corte, presidente dell’associazione Il Sole Splende per Tutti.

“La frana cancellò completamente, risucchiando nel canale, tutto il giardino e le strutture pertinenti  al  B&B “Villa Forletta” travolgendo anche mezzi agricoli. Sul posto arrivarono i vigili del fuoco ed i geologi del Comune di Cassino che ordinarono lo sgombero della famiglia che abitava e attualmente abitano nel B&B stesso. La casa infatti, pur non avendo subito danni, è stata sfiorata dallo smottamento che potrebbe rimettersi in moto da un momento all’altro. Il timore è infatti che la terra franando possa investire un’altra casa e una chiesa del 1274 che si trova solo 100 metri più in basso sulla strada che da S.Antonino porta a Cassino; chiesa che è patrimonio storico in quanto all’interno sono custoditi affreschi tutelati dai beni culturali. L’odissea della Signora Maria, proprietaria dell’immobile, ad oggi non è ancora finita. Privata della sua attività, dopo stressanti battaglie durate 20 lunghi anni, è ancora  in attesa di una risoluzione di agibilità, nonostante gli  innumerevoli e dettagliati documenti prodotti, il coinvolgimento di associazioni, politici e addirittura Striscia La Notizia che ne ha fatto notizia televisiva nazionale. Oggi si può pensare che una famiglia debba aspettare dallo Stato un risanamento all’agibilità della propria casa per lunghi vent’anni? E’ inascoltato il grido di dolore della Signora Maria, mentre a Sant’Angelo frazione di Cassino, che ha avuto un caso analogo, si è materializzato subito l’intervento di messa in sicurezza e l’agibilità dell’immobile, forse perché la proprietaria è parente a qualcuno che conta? Resta solo il grande dispendio di soldi pubblici che sono finiti nel calderone della messa in sicurezza, ma di sicurezza, la Signora Maria, ha perso memoria”.

5 luglio 2010 0

“Alatri dimenticata”, Rossi: Il nuovo stadio comunale, opera abbandonata

Di redazione

“A meno di un anno dalle prossime elezioni c’è tutto un fiorire di iniziative per la città di Alatri,- lo scrive in una nota stampa Giulio Rossi fondatore del gruppo Facebook “Alatri abbandonata” – c’è chi scopre o si ricorda di “amarla” o di averla “nel cuore”, chi vuole raggiungere virtualmente gli alatresi “sparsi nel mondo”, certificarne la denominazione d’origine controllata o l’appartenenza al centro storico, piuttosto che alle diverse contrade, chi la vuole soltanto “migliorare” o chi addirittura andare “oltre”. Con il gruppo “Alatri abbandonata” io voglio semplicemente richiamare l’attenzione degli amministratori e dell’opinione pubblica sui numerosi problemi che presenta la nostra città. Questa volta l’invito è rivolto a prendere atto delle ignobili condizioni in cui si trova attualmente il nuovo stadio situato in località Chiappitto. Si è detto di tutto a proposito di quest’ultimo: che è un’opera faraonica ed inutile, che ha indebitato oltre misura le casse comunali e che l’amministrazione non può permettersi di accendere altri mutui per finanziare opere molto più importanti, ma che comunque si sta adoperando per ultimarne i lavori e renderlo finalmente agibile. Non voglio entrare nel merito di queste questioni, sposando l’una o l’altra causa, ma semplicemente far notare che, mentre si discute se sia veramente una cattedrale nel deserto, la struttura sta subendo un lento ma inesorabile degrado. Mi auguro che il Comune di Alatri non passi alla storia o non entri nel guinnes dei primati per aver perso la battaglia o, sarebbe più opportuno dire, essere stato letteralmente soffocato dalle erbacce. Presenti su tutto il territorio, le erbe infestanti non potevano certo mancare qui e stanno efficacemente svolgendo la loro funzione: insidiare l’anello della pista d’atletica. Se non si interviene immediatamente questo verrà danneggiato e saranno ancora polemiche tra i politici ed altre spese a carico della collettività. Forse in questo caso i cartelloni elettorali non ancora rimossi svolgono davvero la funzione di nascondere questo scempio. Signor Sindaco, Assessori competenti, che vogliamo fare?”