Tag: diventa

26 novembre 2018 0

Castro dei Volsci, torna il “Paese diventa Presepe”

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

CASTRO DEI VOLSCI – Il 23, 26 e 30 Dicembre 2018 ed il 1 e 6 Gennaio 2019 a Castro dei Volsci (Fr), il paese natale di Nino Manfredi, torna l’ appuntamento con “Il Paese diventa Presepe“, manifestazione di richiamo nazionale giunta ormai alla sua 24esima edizione.

Da 24 anni, infatti, il Natale in Ciociaria è caratterizzato dal tradizionale evento che si svolge ogni anno in quello che da ottobre 2016 è stato riconosciuto “Uno dei Borghi più belli d’Italia’’.

Oltre cento figuranti che animano una quarantina di scene e fanno rivivere, in questa piccola Betlemme nostrana, scorci di vita quotidiana di una comunità contadina ciociara tipica dei primi anni dell’Ottocento.

Tutta la rappresentazione è inserita all’interno dello scenario naturale del centro storico dove vicoli, archi, stradine, cantine, stalle, angoli caratteristici e locali in disuso rivivono grazie al Presepe e sono resi ancora più suggestivi da luci e fiaccole romane.

Durante il caratteristico percorso è d’obbligo l’assaggio delle tradizionali frittelle, delle salcicce, delle pizze fritte, dei fagioli con le cotiche, dei dolci annaffiati da buon vino locale.

Per la realizzazione di questo originale presepe nulla è lasciato al caso: tutto è curato con estrema cura, fino a rendere ogni piccolo particolare importante e caratteristico.

Vengono allestiti scenari che ripropongono e fanno rivivere gli antichi mestieri, sono ricreate scene di vita contadina e artigianale, fino alla mangiatoia in cui è deposto il Bambino, un vero neonato con tanto di mamma e papà accanto.

 

Per i camperisti sarà in funzione un’area sosta camper attrezzata in località San Sosio.

Il giorno 6 Gennaio, in occasione dell’arrivo dei Re Magi, in considerazione dell’affluenza prevista sarà attivo un servizio navetta gratuito per raggiungere il centro storico.

 

4 luglio 2018 0

A Cassino la “Palpatina” al seno della cowgirl de La Brunella diventa gesto benaugurante

Di admin

CASSINO – Un gesto di buon auspicio che a Cassino sembra si stia diffondendo velocemente. Sono in tanti che, in particolar modo, nottetempo, si concedono una palpatina al seno della cowgirl de “La Brunella”.

Errico, il proprietario della braceria di Via Gaetano Di Biasio, trova ogni mattina, evidenti “indizi” che dimostrano le attenzioni per il manichino che sta all’ingresso del locale.

“Trovo ogni mattina la camicetta scomposta solo all’altezza del seno. E’ evidente che più di qualcuno si concede la palpatina. Ci piace pensare che la toccatina alla cowgirl sia diventato un gesto benaugurante per iniziare o concludere una serata – dice Errico – E che in tanti, non solamente nostri clienti, si fermino per richiamare, in questo modo, l’attenzione della fortuna”.

Se Milano ha le “Palle” del suo Toro, Napoli i “cornetti”, pare che Cassino abbia il seno della Cowgirl de La Brunella.

Ermanno Amedei

4 giugno 2018 0

VIDEONOTIZIA – Palazzina popolare diventa centro commerciale della droga, affari per 8mila euro al mese

Di admin

FROSINONE – Avevano il controllo di un’intera palazzina di case popolari in via Bellini a Frosinone e che adoperavano come centro di spaccio della droga. Le forze dell’ordine, su ordine del tribunale di Roma che ha accolto le richieste della DDA di Roma, ha fatto irruzione nello stabile sgominando una associazione a delinquere composta da 13 persone capeggiate da un gruppo di albanesi.

Gli acquirenti, provenienti anche da Province limitrofe a Frosinone, sapevano che, in ogni momento del giorno e della notte, potevano liberamente e senza preavviso recarsi in quel palazzo e acquistare qualsiasi tipo di sostanza stupefacente.

La più gettonata era la cd mini dose di cocaina cotta, ossia cocaina in forma di crack da fumare, del peso di 0.30 grammi venduta al prezzo di 20 euro; la dose era addirittura reclamizzata dall’associazione che, a caratteri cubitali, ne aveva scritto sulle mura del palazzo il peso ed il prezzo.

Il gruppo infatti, in quel periodo era in concorrenza con altre piazze di spaccio, come il così detto “Casermone” e quelle gestite dagli “intoccabili”, successivamente smantellate dalla note operazioni di polizia, e pertanto cercava di fare prezzi concorrenziali e di renderli noti agli assuntori.

L’organizzazione della vendita, oltre che il marketing pubblicitario, prevedeva la predisposizione di turni per gli associati addetti al ruolo di vedetta, con il compito di indirizzare gli acquirenti e dare l’allarme in caso di arrivo di forze dell’ordine, ed altri addetti alla vendita, al confezionamento delle dosi ed alla tenuta della contabilità.

L’associazione, a cui partecipavano anche due sorelle di nazionalità italiana e soggetti di nazionalità rumena, quasi tutti dimoranti nello stabile, si riforniva di sostanza stupefacente da due albanesi, padre e figlio operanti nella Capitale, anch’essi colpiti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Uno degli appartamenti del palazzo di edilizia residenziale pubblica era stato destinato a base per il confezionamento delle dosi di droga e punto vendita, protetto da una porta blindata, ulteriormente rinforzata da una catena, per consentire la minima apertura necessaria solo allo scambio dose/soldi.

Nonostante i ripetuti interventi degli agenti della Squadra Mobile, che in flagranza hanno arrestato in diverse circostanze gli addetti allo spaccio, smantellando momentaneamente l’appartamento adibito a punto vendita, gli associati si sono sempre riorganizzati, modificando le modalità di vendita, che in seguito sono avvenute all’interno dell’androne delle scale, con le dosi occultate in cassetti nascosti dietro finti battiscopa o, all’interno dei contatori delle utenze del palazzo.

Il via vai di tossicodipendenti era continuo, giorno e notte, e la vendita avveniva anche alla presenza dei bambini del quartiere, che prendevano lo scuolabus la cui fermata era situata proprio davanti al palazzo ove avveniva lo spaccio, o che si recavano nella limitrofa scuola elementare e materna.

Per quest’ultima circostanza, agli associati è stata contestata l’ulteriore aggravante specifica, prevista nelle ipotesi in cui lo spaccio avvenga in zone limitrofe ad istituti scolastici.

Spesso, l’enorme affluenza creava anche problemi di viabilità, perché alcuni acquirenti si recavano ad acquistare le dosi addirittura a bordo di tir, che lasciavano parcheggiati in mezzo alla via pubblica.

Gli approvvigionamenti dagli associati di Roma erano continui; difatti, per minimizzare i rischi e le eventuali perdite causate da interventi delle forze di polizia, i viaggi di rifornimento erano quotidiani, effettuati con mezzi appositamente modificati, con la realizzazione di vani segreti ove occultare lo stupefacente, i cui quantitativi variavano tra i 100 ed i 500 gr al giorno.

Nell’occasione dell’arresto in flagranza di uno dei corrieri, un’auto dell’associazione è stata sequestrata ed è stato scoperto un cassetto ricavato dal vano dell’airbag lato passeggeri, capace di contenere fino a mezzo chilo di cocaina.

Grazie al mercato della mini dose di cocaina cotta, formata da 0.30 gr, da ogni etto di cocaina l’organizzazione criminale ricavava più di 350 dosi, che vendute a 20 euro ciascuna, fruttavano al dettaglio oltre 7.000 euro.

Il fatturato dell’organizzazione, quindi, era notevole, riuscendo a vendere tra le 300 e le 500 dosi di droga al giorno, per un ricavo medio giornaliero che oscillava tra i 6.000 e gli 8.000 euro, con punte massime che sfioravano i 10.000 euro nei fine settimana o in occasione delle festività di fine anno.

23 maggio 2018 0

“La stozza cassinese” diventa junior all’Istituto Comprensivo “Pio Di Meo”

Di redazionecassino1

La “Stozza cassinese” entra nella scuola e diventa un progetto didattico. Grazie all’impegno dell’Associazione culturale “Vecchia Cassino” nasce “La Stozza Cassinese Junior”, che vedrà protagonisti i bambini della classi quarta e quinta della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Cassino Primo “Pio Di Meo”.

Il prossimo 26 maggio la manifestazione, che ogni anno nel mese di giugno si svolge in località Sant’Antonio a Montecassino, andrà in scena nel plesso scolastico di via Verdi.  La “Stozza” è un momento conviviale che vede insieme vecchi cassinati e non condividere antiche  tradizioni.  La manifestazione nell’intento dei promotori vuole ricordare quanto accadeva nella Cassino pre bellica, quando i giovani gustavano pasti semplici e frugali, come la ‘La Stozza’: un panino, che in passato costituiva la colazione, il pranzo, la merenda dei ragazzi.

Mangiare la ‘Stozza’ rappresentava un rito, perché all’interno c’era di tutto dalla frittata con le cipolle a quella con le zucchine, dai broccoli e salsicce ai peperoni. A Montecassino ogni anno di giugno l’associazione ripropone la “Stozza”. I partecipanti preparano panini enormi che vengono giudicati da una speciale giuria denominata “I saggi per gli assaggi”.

Per la prima volta, con gli obiettivi di promuovere la conoscenza dei prodotti agroalimentari del territorio; l’adozione di corretti comportamenti alimentari e nutrizionali e l’interdisciplinarità dell’educazione alimentare, informando i bambini sugli aspetti storici culturali e antropologici del territorio sarà proposta la “Stozza Junior”. I bambini delle classi quarta e quinta prepareranno una ‘stozza’, che sarà giudicata da una giuria presieduta  dalla dirigente Maria Rosaria Di Palma. L’evento si svolgerà dalle ore 9.00 alle ore 12.00 di sabato prossimo.

Il progetto coinvolgerà alunni, docenti e genitori. “Ringrazio – sottolinea il presidente dell’associazione culturale Antonio Marzocchella – la dirigente Maria Rosaria Di Palma e tutti i docenti dell’Istituto comprensivo Cassino Primo per il privilegio concessoci di avviare una collaborazione in tal senso. Sabato la dirigente e il corpo docente ci ospiteranno nell’istituto intitolato a Pio Di Meo, socio fondatore della nostra associazione. E’ stato Pio a valorizzare più di venti anni fa la Pasquetta Epifania, altra tradizione che cerchiamo di tramandare alle nuove generazioni” afferma Marzocchella, che conclude: “I bambini, sin dalla più tenera età, necessitano di una educazione al cibo che li aiuti a capire quali siano le scelte più giuste e sane alla loro crescita, pur nel rispetto delle antiche tradizioni popolari del nostro territorio”.

7 maggio 2018 0

Diventa infermiere, fisioterapista o assistente farmacia in Romania e accedi subito al mondo del lavoro

Di admin

ATTUALITÁ – La concreta possibilità di realizzarsi a livello lavorativo passa purtroppo sempre per piccoli grandi ostacoli. Tuttavia ci possono essere delle opportunità che lasciano spazio ad una bella iniezione di fiducia e di ottimismo, soprattutto dopo aver iniziato un percorso di studi che consente immediatamente di lavorare. Ed oggi intendiamo presentarvi un progetto davvero interessante, parliamo dei nuovo corsi di UniversitaRomania.Eu. Nel dettaglio: in Romania possono essere intrapresi i corsi di studio in scienze infermieristiche, fisioterapia e assistente tecnico di farmacia. Si tratta di corsi di durata triennale per i quali non è previsto il test di ingresso per l’ammissione e che consentono di entrare immediatamente nel mondo del lavoro. Il passaggio è semplice e ve lo illustriamo: durante il triennio di formazione si possono effettuare degli stage in Europa, per esempio in Francia ed in Belgio, ma non solo. L’arricchimento formativo passa dunque per l’inserimento in un contesto lavorativo reale, a contatto diretto con il vasto panorama del settore. Una vera e propria esperienza professionale, dunque,  in grado di mettere lo studente in una condizione di piena ricerca di grandi possibilità, una vetrina ed insieme una formazione di livello pratico che segue quella teorica. Per coloro che invece scelgano di studiare scienze infermieristiche la possibilità di lavorare subito dopo la conclusione del percorso si trasforma in un vero e proprio contratto di lavoro presso strutture sanitarie in Germania.  Per i neo infermieri viene erogato anche un corso di lingua tedesca come azione propedeutica all’assunzione. A ciò si aggiunge l’importante possibilità di ottenere anche un alloggio per alcuni mesi. Da non sottovalutare poi l’aspetto della retribuzione che è in linea con il modello tedesco e si aggira tra i 2500 a 4000 euro. Una proposta che non può che incuriosire quanti sono alla ricerca di un lavoro nell’ambito delle professioni sanitarie e che spesso si lasciano prendere dalle inibizioni dell’incertezza. Cerchiamo di capire adesso come si articola il percorso di studi per le professioni sanitarie di cui abbiamo parlato. Innanzitutto bisogna essere in possesso del diploma di scuola media superiore per iscriversi ai corsi in Romania. Contattando UniversitaRomania.Eu verranno chiariti tutti i dubbi relativi agli aspetti burocratici e gli esperti consulenti sapranno spiegarvi tutti i passaggi per iniziare questo percorso. Inoltre, nota da tenere fortemente in considerazione, per gli studenti italiani è previsto un piano di inserimento che prevede la collaborazione di un interprete di lingua italiana durante le ore di lezione. Anche i libri di testo utilizzati sono integrati da testi in lingua italiana e a ciò si aggiunge la possibilità di seguire un corso in lingua rumena. Infine le presenze minime sono di otto settimane per anno scolastico e a tal fine è stato studiato un sistema di comunicazione a distanza per arricchire il percorso percorso di preparazione, senza che lo studente debba trasferirsi in maniera definitiva in Romania.

Al termine del corso triennale è agevolmente percorribile la via del riconoscimento in Italia dei titoli conseguiti. Un passaggio automatico per la qualifica di infermiere;  la possibilità di scegliere di fare una prova di esame o un tirocinio presso una struttura ospedaliera come stabilito dal Ministero della Salute, invece, per fisioterapista e assistente tecnico di farmacia. Per coloro che intendano saperne di più, possono contattare UniversitaRomania.Eu, tenendo presente che proprio tra breve tempo, ovvero il 30 giugno 2018, scade il termine per iscriversi ai corsi di scienze infermieristiche, fisioterapia e assistente tecnico di farmacia. Pronti a scoprire di più sulla formazione professionale in Romania?

Approfondisci l’argomento: collegamento alla pagina con i dettagli sui corsi

27 aprile 2018 0

La morte diventa “social” con “l’urna digitale”, un’app trasforma il telefono in cimitero

Di admin

ATTUALITA’ – Le nuove tendenze della “morte” esposte al TanExpò di Bologna. “L’urna digitale”, cioè un’urna per le ceneri dotata di un tablet connesso ad internet, è stato il prodotto del settore funebre che più ha incuriosito alla fiera bolognese riscuotendo anche l’interesse del settimanale Cronaca Vera che ha dedicato all’innovazione tutta italiana, ben due pagine illustrate.

Tra interi padiglioni che esponevano lussuosissimi “carri funebri” la cui promozione si affidava al pur sempre efficace binomio “donne e motori”; tra centinaia di bare, di ogni dimensione, materiale e prezzo; tra tutti gli accessori che servono per mantenere “fresca” la salma; lo stand dell’urna digitale era quello tra i più visitati e non poteva essere diversamente se ad essere promosso è un oggetto che rende “social” anche la morte.

In definitiva, però, come spiega Cosetta Meschiari, una delle titolari di iRip, la società che ha lanciato l’urna, “E’ come avere un camposanto a portata di mano, o meglio, sul proprio telefono cellulare”. Il sistema è geniale e semplice. L’urna è dotata di un tablet collegato ad internet, che riceve messaggi e fiori “virtuali” grazie ad una app ideata da due giovani di Finale Emilia e di Comacchio.

Scaricando quell’app, il parente della persona deceduta, in qualsiasi parte del mondo si trovi, può decidere di inviare un messaggio o un disegno floreale che comparirà sul tablet.

Vi piaccia o meno, questa è l’idea e sul numero 2382 del settimanale Cronaca Vera, il sistema dell’urna digitale è illustrata nel dettaglio.

4 aprile 2018 0

Il parcheggio del cimitero inglese diventa area di cantiere all’insaputa dei britannici

Di admin

CASSINO – I lavori di costruzione del marciapiede.sulla Strada Provinciale per San Angelo a Cassino procedono senza le dovute accortezze e precauzioni.

Oggi, il piazzale posto dinanzi al cimitero inglese, di proprietà della Commissione per i Cimiteri di Guerra Britannici, è stato invaso dai mezzi d’opera della ditta incaricata dei lavori.

Ma oltre ai mezzi la ditta ha scaricato un camion di sabbia da costruzione e alcuni metri cubi di cigli in travertino.

Il tutto parrebbe senza l’autorizzazione dell’ente britannico deputato alla custodia dei caduti e alla perpetuazione della memoria.

Ci troviamo di nuovo dinanzi ad una mancanza delle più elementari regole.di educazione e di buon senso. Dopo la vicenda dei polacchi con l’Albaneta e di via Di Biasio per il monumento ai tedeschi, di nuovo Cassino è vittima della superficialità… ancora Cassino che “inzacchera” la memoria.

20 marzo 2018 0

Cassino, rimossa la stele ai tedeschi. Diventa monumento ai soldati caduti nel 1944

Di admin

CASSINO – “Quello che doveva essere la stele a ricordo dei paracadutisti tedeschi che combatterono a Cassino durante la seconda guerra mondiale, è stata rimossa.

Il monumento doveva essere inaugurato domenica scorsa ma l’ondata di sdegno per l’iniziativa promossa dall’associazione “Albergatori parco di Montecassino e Linea Gustav” l’ha travolta costringendo gli organizzatori ad annullarla.

La stele posto sul marciapiede in via Di Biasio, questa mattina è stata sostituita e al suo posto sono rimaste alcuni grossi basamenti in pietra su cui sono state poste tre targhe con testo in italiano, inglese e tedesco che recitano: “In memoria e monito di tutti i soldati caduti nel 1944 durante la sanguinosa battaglia di Cassino e delle vittime civili di quella terribile guerra”.

E chiude citando con il nome in tedesco l’Associazione Paracadutisti Tedeschi di Nagold.

19 febbraio 2018 0

La Polizia al convegno “M’ama o non m’ama? – Quando l’amore diventa violento”

Di redazionecassino1

FROSINONE – M’ama o non M’ama? – Quando l’amore diventa violento”, è il titolo del convegno a cui ha partecipato la Polizia di Stato, sempre impegnata in campagne di sensibilizzazione contro la violenza di genere.In particolare il Direttore Tecnico Capo Psicologo dr.ssa Cristina Pagliarosi ha analizzato la qualità relazionale all’interno del rapporto di coppia, basato sull’ambivalenza che lega la donna al compagno violento.

Non è raro che la vittima rifiuta l’aiuto nella speranza del recupero della “luna di miele”, oltre che credendosi responsabile dei maltrattamenti che l’uomo le rivolge.

La situazione diventa ancora più difficile quando si  alternano   manifestazioni di amore e di maltrattamento: la donna è disorientata perché la speranza blocca la sua azione protettiva.

In ottica di prevenzione, sottolinea l’esperta della Polizia di Stato, è necessario promuovere, per i nostri figli, uno stile educativo basato sulla qualità della relazione e sul proprio diritto a vivere una vita di qualità.

10 gennaio 2018 0

Stalker tra donne a Terracina, l’amica la respinge e lei ne diventa l’incubo: denunciata 36enne

Di admin

TERRACINA – Gli Agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina, dopo una complessa attività investigativa, hanno dato esecuzione alla Misura cautelare personale nei confronti di una terracinese di anni 36, che prevede il divieto di avvicinamento alla parte offesa ed ai suoi prossimi congiunti, in quanto resasi responsabile del reato di atti persecutori (stalking).

La vittima anch’essa una coetanea del luogo, legata alla “stalker” da un pregresso rapporto di amicizia, si era rivolta alla Polizia di Stato dopo che per circa due anni era stata costretta a subire reiterati atti persecutori.

La vicenda ha avuto inizio circa due anni fa, periodo in cui la “stalker” dichiarava alla propria amica di nutrire nei suoi confronti un forte interesse sentimentale che andava ben oltre la loro amicizia.

Quest’ultima, legata ad un giovane da una relazione sentimentale, manifestava il proprio disinteresse nei confronti dell’amica che, da quel momento, attuava una serie di condotte persecutorie che generavano un perdurante stato di ansia alla vittima stessa ed al fidanzato.

La “stalker”  in preda ad un forte sentimento di gelosia minacciava l’incolumità della coppia prospettando “raid punitivi” dai quali avrebbero avuto gravi conseguenze.

Contestualmente iniziava la messa in atto di comportamenti insistenti ed intrusivi finalizzati a perseguire le proprie vittime a cui si aggiungevano i pedinamenti che generavano un forte stato di pressione psicologica e di “controllo”. In alcuni casi la destinataria della Misura cautelare giungeva fin sotto l’abitazione del “rivale in amore” ove si appostava ed in una circostanza,  non vedendolo giungere, citofonava per verificarne la presenza.

Frattanto ai numerosi messaggi inviati sia telefonicamente che con social network, nei quali la “stalker” continuava a dichiarare il proprio interesse sentimentale, seguivano minacce anonime che grazie all’attività investigativa sono state ricondotte alla stessa indagata.

L’attività investigativa consentiva di dare riscontro alle numerose querele presentate dalla vittima. In particolare venivano effettuati servizi con personale ed auto di copertura ed eseguiti accertamenti tecnici grazie ai quali è stato possibile verificare i pedinamenti della “stalker”.

La vicenda aveva l’epilogo sperato con l’accoglimento delle richieste della Polizia giudiziaria, fatte proprie e formulate dal P.M. Dott. Gregorio Capasso, che il G.I.P. del Tribunale di Latina Dott.ssa Laura Matilde Campoli disponeva nei confronti dell’indagata per i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.

Alla stessa è fatto divieto di avvicinarsi all’abitazione ed ai luoghi frequentati dalla vittima e dai prossimi congiunti con l’obbligo di mantenere una distanza minima di 500 mt ovunque si trovino e con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo.