Tag: dom Pietro Vittorelli

9 febbraio 2013 0

L’Abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli, insieme ai Vescovi del Lazio, in “visita ad limina” dal Papa

Di admin

Nei giorni 7, 8 e 9 febbraio i Vescovi della Conferenza Episcopale del Lazio, tra cui il nostro Ordinario diocesano, l’Abate Dom Pietro Vittorelli, si sono recati in Vaticano per la “Visita ad limina” (Ad limina apostolorum), cioè all’incontro che, ogni cinque anni, i vescovi di tutto il mondo hanno con il Pontefice per illustrare quali siano le particolarità che contraddistinguono la loro Regione ecclesiastica e le loro diocesi dal punto di vista religioso, sociale e culturale, quali siano i nodi maggiormente problematici dal punto di vista pastorale e culturale e come interviene la Chiesa particolare su questi problemi.

Nei giorni 7 e 8 i Vescovi sono stati ricevuti nelle sedi delle Congregazioni dai dicasteri pontifici, dove hanno presentato la relazione quinquennale sullo stato delle proprie diocesi.

Questa mattina, 9 febbraio, sono stati ricevuti dal Santo Padre Benedetto XVI, al quale hanno illustrato ognuno le peculiarità della propria diocesi. Il Pontefice ha ascoltato con molto interesse tutti. L’Abate Vittorelli ha spiegato, tra l’altro, l’impegno della chiesa diocesana a favore dei poveri, della famiglia e dei giovani, sette dei quali, tre monaci e quattro seminaristi, si avviano all’ordinazione sacerdotale e quando ha dato le cifre dei visitatori ogni anno dell’abbazia, il Papa ha subito affermato l’importanza di Montecassino, fulcro della fede cristiana.

Il Santo Padre si è poi interessato alla salute dell’Abate e gli ha porto gli auguri per una completa guarigione. L’incontro è terminato alle ore 12,00.

2 gennaio 2013 0

Il primo Te Deum del padre abate di Montecassino dopo la malattia

Di redazione

Questo il Te Deum pronunciato dal Padre Abate di Montecassino, don Pietro Vittorelli, il 31 dicembre. Il primo dopo il suio ritorno in abbazia e dopo la lunga malattia che gli ha tristemente caratterizzato il 2012. “Carissimi FRATELLI E SORELLE, essere insieme in questo fine anno 2012 per il RINGRAZIAMENTO A DIO dei doni che ci ha fatto, E’ GIÀ UN DONO…. Abbiamo davvero tanti motivi per cantare il nostro Te Deum… ognuno conosce quelli più profondi e veri del proprio cuore, ma vogliamo farlo coralmente come Chiesa, come famiglia di Dio per dare forza al nostro GRAZIE. Il primo, più grande grazie vogliamo dirlo perché ci è stato dato un Salvatore, perché Dio non ha disdegnato di farsi uomo, bambino inerme e debole per farsi compagnia all’uomo nelle sue situazioni contingenti. In una situazione mondiale di disagio esistenziale, in cui sembra si sia perso il senso del vivere, il significato della convivenza, dove ognuno machiavellicamente vede solo il suo interesse personale, sapere che un Dio che ci ama gratuitamente e che è venuto a salvarci dal non senso e dalla disperazione perché ha riempito il tempo di significato, non solo ci consola, ma ci dà speranza, la speranza cristiana. È un grazie che non finiremo mai di esprimere e vogliamo farlo con le parole della Benedizione: ti benedico Dio, Padre del cielo e della terra, perché ci hai dato il Figlio tuo primogenito, il Signore Gesù Salvatore. Ma alla fine di un anno tra consuntivi, bilanci e preventivi si fa evidente lo scorrere del tempo… “è già passato un anno” diciamo…. Ecco miei cari… voglio fare con voi una breve riflessione sul TEMPO. Il tempo, vedete, è una categoria umana… per Dio non esiste il tempo, esiste l’eterno, un concetto che ci sfugge perché il rapporto è sempre con il contingente. Tuttavia per noi credenti la nostra è storia di salvezza che si svolge in un tempo preciso, ha un inizio ed una fine ed è sempre historia salutis, storia di salvezza: scaturisce dall’incontro tra Dio e l’uomo, tra il temporale e l’eterno. Che cosa è il TEMPORALE ? È tutto ciò che fa la nostra storia personale per cui noi siamo questo e non quello, ma soprattutto sono le relazioni che costruiamo nel tempo tra cui c’è la relazione con Dio. Il tempo dell’uomo è nelle mani di Dio: “nelle tue mani, Signore, sono i miei tempi” (Sal 31,16); per questo sale da lui la preghiera: “insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” (Sal 90,12). Dio si mostra come provvidenza, predisponendo ogni cosa a suo tempo per il bene dell’uomo, e che di conseguenza è prerogativa dell’uomo saggio l’accorgersi di tutto questo (Sir 39,16.33-34). Il tempo come dono per giungere alla sapienza del cuore! Oh sì, il mondo sarebbe un po’ diverso! Ma questo tempo è minacciato dal cuore dell’uomo che ha perso Dio nell’orizzonte della sua vita, o che volontariamente lo ha tolto, lo ha cancellato e vive relazioni egoiste, peccato, inganno, sopraffazione, violenza, guerra. Quest’anno abbiamo assistito all’abbrutimento di tutti questi aspetti: guerre fratricide (Siria, Egitto, sud Sudan, Nigeria) per nominare quelle che fanno notizia. Ma guardiamo alle guerre più vicine, alla situazione della nostra Italia dilaniata da egoismi, sopraffazioni, corruzioni. Non ci sono soluzioni senza rispetto dell’uomo, senza rispetto dei valori fondamentali che regolano ogni vera relazione. E l’ETERNO, che cosa sarà mai? Dice un autore: l’eternità non è definibile senza ricorrere al tempo, l’eternità ama le opere del tempo, è un segmento del tempo ed è definita da ciò che nel tempo si realizza. Ecco, intessiamo la nostra vita in questo tempo che ci è dato di azioni di eternità e l’eternità è già in mezzo a noi. È il mio augurio per ognuno di voi presente, per tutte le vostre famiglie, perché in questo tempo di recessione e di crisi provocata dall’egoismo di pochi, non perdiamo la speranza… il Signore non abbandona. “Tutti noi stiamo sul ciglio di una strada ma qualcuno alza gli occhi verso le stelle” (Oscar Wilde). Solo lui è venuto a salvarci. Coltiviamo pensieri di pace, di benevolenza, di rispetto e il Signore benedirà il nostro tempo che ne ha tanto bisogno. E diciamo insieme con fiducia e con fede: PROCEDAMUS”.

9 dicembre 2012 0

Dopo sei mesi di lontananza prima celebrazione dell’abate Vittorelli per la festa dell’Immacolata Concezione di Maria

Di admin

Ieri mattina a Montecassino l’abate Vittorelli ha celebrato una Messa solenne per la festa dopo sei mesi di lontananza per malattia. L’Abate Dom Pietro Vittorelli ha pronunciato una intensa omelia: Cari Fratelli e Sorelle, Celebriamo oggi l’Immacolata Concezione della Madre di Dio, di Maria di Nazareth e subito dopo cogliamo la sorpresa di fronte al mistero, anche una misteriosa resistenza, tutta umana, che ci coglie: il nostro peccato! Pensare a Maria senza peccato, ci sembra apparentemente un’esagerazione, un eccesso imprevisto e imprevedibile.

Nelle settimane in cui invochiamo la venuta del Signore Gesù Cristo, alla fine di ogni storia, ci ricordiamo che Dio è intervenuto molte volte nel succedersi degli eventi in vista della salvezza di tutta l’umanità. Fin dalle origini dell’umanità Dio si è mostrato sempre come “Amore e Misericordia” soprattutto di fronte al peccato degli uomini e fin dagli albori ha promesso che il destino degli uomini sarebbe stato la salvezza e non la perdizione.

L’uomo, sappiamo, è nato nel bene e nel male, nella salvezza e nella perdizione, ma Dio vuole che dalla storia esca un’unica parola per il futuro dell’umanità, questa parola è “il bene e l’amore”, anzi per la grazia di Dio ci sarà una vittoria definitiva del bene sul male, della vita sulla morte, dell’amore sull’odio.

Potremmo fare molti giochi, acrobazie, spericolatezze, per spiegare questo mistero della fede, l’Immacolato concepimento della Vergine Maria, ma forse è più utile stupirci di questo modo di fare di Dio che non vale solo per Maria, ma per tutti gli uomini “ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità predestinandoci a essere suoi figli (EF 1,4).

Prima della nostra stessa esperienza di vita, unico è lo sguardo di Dio su di noi, questo suo desiderio che fa dell’Altissimo “Dio per noi “ (Rm 8,31). Maria la Madre di Dio, a cui in un giorno qualunque della sua giovane vita l’angelo portò il suo grande Annuncio: “Ecco concepirai un figlio” (Lc1,31), risplende come “stella”, secondo l’inno dei Primi Vespri per indicarci come “Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo (EF 1,3) ci ha pensati per essere qualcosa di preciso e di bello nel suo grande progetto non solo “della Creazione del mondo” (Ef 1,4) ma soprattutto della sua ricreazione attraverso il lavoro di trasformazione del mondo a cui ciascuno è chiamato a collaborare.  Il Vangelo dell’Annunciazione è la rivelazione di questa vocazione di Maria e del compimento in Lei della promessa fatta da Dio all’umanità fin dal principio. Annuncio dell’angelo a Maria, o meglio parola di Dio rivolta alla Vergine di Nazareth, questa parola che arreca gioia grazia e benedizione giunge alle orecchie del suo cuore come un saluto: “Rallegrati, Donna riempita di amore da Dio!”, e diventa subito una precisa attestazione: “Il Signore è con te!”.

Ecco, qui è chiara la verità di quest’umile donna di Nazareth invitata alla grande gioia, suscitata dall’azione di Dio, dalla salvezza che egli le vuole donare. Maria è turbata, è impaurita e misteriosa, si pone l’interrogativo che nasce dalla povera interrogazione umana: “come è possibile? Non conosco uomo”. Ma la Parola di Dio diventa promessa che si realizza immediatamente: “concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù, egli sarà il Figlio dell’Altissimo, il Figlio di David, il Santo!” Sì, infatti “la Parola è viva ed efficace” (Eb 4,12), compie prontamente ciò che annuncia. Anche Maria per lungo tempo non conobbe il pensiero che Dio aveva fatto per Lei, e da quando lo conobbe non poté che passare la vita intera a “meditare nel suo cuore tutte queste cose” (Lc 2,19.51).

La certezza che Dio l’aveva pensata e voluta per essere Madre amante e amata del Figlio, fu la sua forza e la sua fortezza davanti ad ogni timore e paura.

Tutta la storia dell’umanità è il racconto degli infiniti interventi di Dio in cui egli parla e desidera rivelarsi agli uomini perché egli ci ama.

In questo senso è davvero una storia salvata da sempre e per sempre. Non dimentichiamolo però: il Dio che parla e che ama ha bisogno di uomini e donne capaci di ascoltarlo, disposti ad essere amati da questo amore  che salva.

Maria si lascia conquistare dal pensiero di Dio su di Lei con un docilità che l’ha resa talmente trasparente alla Grazia, da esserne completamente ripiena e compenetrata.

Ben diversa forse è la nostra storia, eppure una festa come quella di oggi lungi dal renderci la Madre del Signore lontana ed estranea ce la rende più vicina e più amica: anch’io sono stato pensato per.

Lasciamo che il pensiero di Dio ci renda secondo “il pensiero di Cristo” (1Cor 2,16) e con questo profondo sentimento continuiamo ad attenderlo con crescente e sempre più ardente desiderio per questo Avvento 2012.

30 settembre 2012 0

L’abate Vittorelli a Montecassino per ordinare tre monaci, l’omelia della cerimonia

Di admin

“Non posso iniziare questa omelia senza una riflessione insieme sul mio tempo e sul mio spazio dopo l’immenso patrimonio di messaggi, lettere, telefonate e preghiere che da tutto il mondo giungevano a me e a Montecassino come segno di un affetto che travalicava il tempo e lo spazio ma giungeva al cuore. Ogni volta che in un modo o nell’altro ne raggiungevo uno prendevo più forza e coraggio per essere più forte e per avere fiducia in Dio e prendevo con convinzione il mio oggi come l’oggi di Dio. Grazie per tutto questo, grazie per tutti voi che in un attimo mi avete reso padre, madre e fratello quando proprio ne avevo bisogno. Ringrazio uno per tutti: il Cardinale Martini che con uno slancio squisitamente paterno mi ha visitato a Brissago 27 giorni prima della sua morte; un incontro che ricorderò volentieri per l’amore che ha raccolto in un solo gesto, in un solo apparire per essere segno del Padre, per dire lui come tutti voi, Pietro ci siamo, sei con noi, non ti arrendere, non ti fermare. I sentimenti che vorrei esprimere sono qui eccessivi per dire a tutti e a ciascuno la mia gratitudine che però, state certi, avete ricambiata in preghiera per voi e per i vostri cari. Scusatemi ancora un poco se dopo la Messa non mi avvicinerò per un saluto personale, ma sono ancora in terapia ed ho bisogno di concentrazione, ma credetemi: neppure uno rimarrà tradito con il ricordo della mia preghiera che scenderà fecondo su ciascuno di voi. Grazie, grazie e grazie ancora” Così ha esordito l’Abate Pietro nella sua omelia, con la voce a tratti rotta dalla emozione, tanto da suscitare un lungo caloroso applauso. Poi ha commentato le letture liturgiche collegandole alla scelta di Don Anselmo Preiti, Don Francesco Sotgiu e Don Giovanni Pischedda di diventare a pieno titolo monaci a Montecassino, con la Professione solenne. “Il nome di Gesù – ha detto – non è il segno di uno steccato e di una divisione ma rimanda a un’esistenza di servizio e di fede per la salvezza dei fratelli. Cari Anselmo, Francesco e Giovanni, – ha concluso – sono tante le parole che in questo giorno davvero straordinario vorrei donarvi, ma sento che per ora devo fermarmi per dire a tutti quanto amore siete riusciti a raccontare per Montecassino, per noi e per me che prendo tale dono come il dono unico di Dio”.

13 agosto 2012 0

Un videomessaggio dell’Abate Vittorelli in occasione della festa della Madonna Assunta

Di admin

Le condizioni di salute dell’Abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli, ancora in cura presso un centro specializzato, migliorano gradatamente e fanno sperare in un recupero completo che tutti speriamo prossimo. Pur impegnandosi ogni giorno con grande buona volontà nel seguire le terapie riabilitative, non cessa di interessarsi e di seguire da vicino la “sua” Chiesa, abbazia e diocesi, e il territorio, come ha dimostrato recentemente prendendo parte attiva all’impegno comune di istituzioni, formazioni professionali, sociali e politiche per scongiurare la chiusura del Tribunale di Cassino e alla soddisfazione comune per il lieto epilogo della vicenda. In occasione della festa della Beata Vergine Assunta, Patrona di Cassino, pur trovandosi lontano e impedito a partecipare di persona, ha voluto ugualmente far giungere un suo pensiero alla numerosa popolazione che da più di due mesi è in apprensione e prega per lui. Lo ha fatto attraverso un videomessaggio, registrato qualche giorno fa, che verrà trasmesso dalle televisioni locali, e di cui alleghiamo il testo e una foto. Carissimi, Saluto tutti e ciascuno di voi con animo grato e sincero. Il pensiero va alla Comunità Monastica, ai sacerdoti e all’Intera Comunità Diocesana di cui sento viva la preghiera che si innalza al Signore per la mia salute. Sperimento nella doppia veste di medico e paziente la fragilità dell’uomo e al tempo stesso la sua grandezza: fragilità , perché è sufficiente un attimo per cancellare tuo malgrado gli impegni in agenda. Grandezza: perché sperimenti che il desiderio tenace di guarire ti spinge a non arrenderti e alimenta il coraggio di insistere per una piena ripresa. Comprendo ancora meglio il dolore, le debolezze, i momenti di sconforto che possono impadronirsi del cuore di chi soffre: a costoro va il mio pensiero. E ad essi rivolgo l’invito caloroso a non arrendersi. Ma comprendo ancora di più la forza, e quindi la necessità, della preghiera. È di grande consolazione sapere che oltre gli attestati di stima e di affetto, non sono mai venute meno le vostre preghiere. Preghiere che il Santo Padre ha assicurato, appresa la notizia della mia malattia. Al Papa Benedetto XVI rivolgo grato il mio pensiero e riconfermo la ma filiale devozione ed incondizionata obbedienza. Nel ringraziare di nuovo tutti voi, vi chiedo di accompagnarmi con la vostra preghiera, soprattutto nella prossima solennità dell’Assunzione di Maria Vergine. + Pietro Vittorelli Abate e Ordinario di Montecassino

29 giugno 2012 0

Celebrazioni ecumeniche in abbazia con il Coro di Westminster, presiede l’Abate Rota. In preghiera per l’Abate Vittorelli

Di admin

A causa della malattia che ha colpito l’Abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli, i tre giorni 29 giugno, solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e onomastico dell’Abate, il 30, suo 50° compleanno, e il 1° luglio, che dovevano essere giorni di festa con la storica partecipazione in abbazia del Coro dell’Abbazia anglicana di Westminster, si sono trasformati in giorni di preghiera e di amicizia, anzi di unità fraterna tra la chiesa di Montecassino e quella anglicana di Londra. Non sarà una “festa” ma un doppio momento di preghiera comune, ecumenica, per impetrare da Dio il dono della guarigione dell’Abate Pietro e far sentire a lui tutto l’affetto sincero, la leale devozione e la stima non solo della “sua” chiesa di Montecassino, ma anche della chiesa “sorella” di Westminster. Il programma sarà mantenuto nella sua parte religiosa esattamente come era stato previsto, purtroppo senza la partecipazione dell’Abate Vittorelli, che tuttavia sarà sicuramente presente spiritualmente. Il prestigioso Coro dell’Abbazia anglicana di Westminster sarà a Roma a cantare insieme al Coro della Cappella “Sistina”, ed è la prima volta, il 28 e 29 giugno per la festa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, Patroni della città di Roma. Poi il Coro, guidato dal Dean dell’Abbazia di Westminster Dr. John Hall, divenuto sincero amico di Dom Pietro Vittorelli, verrà a Montecassino. Sabato 30 giugno, nella Basilica cattedrale, alle ore 17,00, si svolgerà una solenne Celebrazione dei Vespri ecumenici, che sarà presieduta da D. Giordano Rota, Abate Presidente della Congregazione Cassinese e Amministratore Apostolico della Badia della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni e dal Dean dell’Abbazia di Westminster Dr. John Hall, con la partecipazione del Coro dell’Abbazia di Westminster. Il giorno seguente, domenica 1 luglio, alle ore 10,30, nella Basilica di Montecassino sarà celebrata una solenne Messa Pontificale presieduta da D. Giordano Rota, Abate Presidente della Congregazione Cassinese, alla presenza del Dean John Hall e del Capitolo dell’Abbazia di Westminster. La Celebrazione eucaristica sarà animata dal Coro dell’Abbazia di Westminster.

Dunque Montecassino avrà comunque il privilegio di ospitare il celebre Coro di Westminster Abbey e sarà certamente un evento storico, un’occasione per rafforzare ulteriormente il legame di vicinanza spirituale e di amicizia nato nel marzo 2011 con l’accensione della Fiaccola benedettina a Londra nell’Abbazia di Westminster. Un evento che si deve all’Abate di Montecassino e al suo governo “illuminato” dell’abbazia e della diocesi e che lui dovrà fare il sacrificio di vivere a distanza. È rincuorante sapere che le sue condizioni di salute continuano a migliorare e che è uscito dalla terapia intensiva. Ora dovrà continuare ad attenersi scrupolosamente alle prescrizioni dei medici curanti e affrontare il non breve periodo di recupero e ripresa, per poter tornare a guidare la sua amata chiesa particolare di Montecassino.

21 giugno 2012 0

Malore del Padre Abate di Montecassino, migliorano le condizioni di Don Vittorelli

Di redazione

A tre settimane dal malore che ha costretto il Padre abate di Montecassino don Pietro Vittorelli, alle cure ospedaliere, sembrano lentamente migliorare le sue condizioni. Ne da notizia l’ufficio stampa della Diocesi. “Le notizie sulle condizioni di salute dell’Abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli sono rassicuranti. I medici curanti sono fiduciosi nella ripresa, visto che il miglioramento è lento ma progressivo. È giunta al segretario Dom Antonio Potenza una lettera dalla Nunziatura Apostolica, scritta in data 14 giugno, a firma del Nunzio Apostolico Adriano Bernardini che, avendo ricevuto la lettera con cui in data 6 giugno si comunicava la malattia dell’Abate Vittorelli, dice in risposta: “La ringrazio sentitamente per la suddetta comunicazione e sono lieto che le condizioni del Rev.mo P. Abate vadano via via migliorando e che l’organizzazione degli impegni pastorali della diocesi e la vita della comunità monastica prosegua ordinatamente”. Infatti, grazie all’impegno forte e leale del Vicario generale della diocesi e del Priore dell’abbazia, a cui si sente unita tutta la comunità ecclesiale, il programma pastorale va avanti su tutti i fronti, e l’Abate lo segue con interesse e attenzione, per quanto gli è possibile”.