Tag: droga

13 giugno 2018 0

Sorpreso a spacciare droga, un arresto e una segnalazione ad Anagni

Di admin
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ANAGNI – Un 24enne è stato arrestato ad Anagni, sorpreso a spacciare droga. Stamattina i carabinieri della compagnia di Anagni hanno arrestato B.K., 24enne di origini albanesi ma domiciliato nella Città dei Papi, nella flagranza del reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Il giovane è stato sorpreso mentre cedeva sostanze stupefacenti ad un giovane del luogo, è stato sottoposto a perquisizione personale e domiciliare, nel corso delle quali sono stati trovati 10 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi, un bilancino di precisione, materiali vari utilizzati per il confezionamento delle dosi nonché, la somma contante di 150 euro quale provento dell’attività illecita.

Contestualmente è stato segnalato alla Prefettura di Frosinone un 33enne del luogo, per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti poiché trovato in possesso di un grammo della stessa sostanza. Sia lo stupefacente che il materiale rinvenuto, sono stati sequestrati. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia in attesa del rito direttissimo.

13 giugno 2018 0

Getta la droga tra l’erba ma i carabinieri la ritrovano, denunciato 39enne

Di admin

CASSINO – Ha tentato di disfarsi di alcuni grammi di droga ma il suo gesto non è sfuggito ai carabinieri della compagnia di Cassino che lo hanno fermato per controllo.

Per questo, i militari comandati dal capitano Ivan Mastromanno, hanno denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, un 39nne di origini campane ma residente in Abruzzo, già censito per reati in materia di stupefacenti, minacce, furto e guida in stato di ebbrezza.

L’uomo, nel corso del controllo nei pressi dello svincolo autostradale A1, con un movimento fulmineo ha estratto dalle tasche dei pantaloni due involucri in plastica lanciandoli nel terreno erboso adiacente. A causa dell’alta e folta vegetazione, i militari sono riusciti a recuperare solo uno dei due involucri in plastica, che conteneva 3,617 grammi di marijuana, sottoposta a sequestro. La successiva perquisizione personale e veicolare ha dato esito negativo;

12 giugno 2018 0

La mafia di Latina, il clan gestiva dalla droga alla compravendita dei voti-VIDEO

Di admin

LATINA – Venticinque persone sarebbero, secondo la Squadra Mobile di Latina e della Direzione Distrettuale Antimafia, il nocciolo di una organizzazione mafiosa autoctona, scollata da quelle solitamente conosciute e radicate in altri territori. L’operazione è stata eseguita questa mattina e ha visto l’esecuzione di 25 misure cautelari. ad altrettante persone, uomini e donne, ritenuti responsabili a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose.

L´inchiesta, che si è avvalsa anche delle dichiarazioni del primo collaboratore di Giustizia di quel territorio, ha ricostruito l´organigramma e le numerosissime attività illecite di un agguerrito gruppo criminale, individuato in un ramo della nota famiglia Rom dei Di Silvio, operante da diversi anni in questo territorio, facente capo a DI SILVIO Armando detto Lallà.

Tra i soggetti destinatari della misura cautelare vi sono ben 7 donne, una delle quali figura tra i vertici del clan. Il gruppo ha evidenziato una struttura solidissima a geometria variabile, imperniata cioè non soltanto sui legami familiari, bensì alimentata con l´innesto di criminali già affermati, in precedenza organici a gruppi rivali.

Gli appartenenti all´associazione criminale sono risultati impegnati in modo pervicace nella gestione di numerosissime estorsioni e di un vasto traffico di stupefacenti; in particolare, le richieste di denaro, molto spesso mascherate con operazioni di recupero crediti, venivano rivolte con modalità particolarmente violente e vessatorie ad imprenditori e commercianti ma anche a numerosi professionisti, costretti a versare cospicue somme di denaro in modo seriale.

La sistematicità delle richieste estorsive rivolte a diversi esponenti del Foro Pontino divenne talmente preoccupante alla fine del 2016 da indurre i responsabili dell´Ordine degli Avvocati a pubblicare una lettera a tutti gli iscritti, esortandoli a denunciare tali circostanze, collaborando con le Forze di Polizia. Come accade tipicamente nelle organizzazioni mafiose, negli episodi estorsivi veniva speso il nome dei DI SILVIO per amplificare il potere di intimidazione, ovvero il riferimento alla destinazione del denaro richiesto al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie, o ancora richiamando episodi cruenti risalenti alla guerra criminale del 2010, quando le famiglie Rom si imposero sui altri gruppi criminali.

Particolarmente significativa del pesante clima di intimidazione imposto dai DI SILVIO alla città, l´episodio estorsivo commesso dalle donne del clan, DE ROSA Sabina e DI SILVIO Sara Genoveffa, moglie e figlia di Armando DI SILVIO, ai danni della titolare di un negozio di casalinghi, peraltro in stato di gravidanza, da cui pretendevano di appropriarsi della merce a proprio piacimento, corrispondendo un prezzo del tutto arbitrario, e di gran lunga inferiore a quello effettivo.

Il modus operandi del clan DI SILVIO ha mostrato forti analogie  con le mafie tradizionali anche in relazione alla capacità di gestione delle campagne elettorali di diversi candidati alle consultazioni amministrative del 2016 nei comuni di Latina e Terracina, per il tramite di alcuni affiliati ovvero intervenendo anche direttamente. Alcuni uomini del clan, infatti, tra cui un sorvegliato speciale, in violazione dell´art.76 del Codice Antimafia, hanno gestito la propaganda elettorale in favore di alcuni candidati, provvedendo, dietro compenso, all´affissione dei manifesti elettorali, e potendo in tal modo imporre la prevalenza di quelli dei candidati sponsorizzati, grazie alla propria caratura criminale.

Le indagini hanno fatto emergere anche molti casi di compravendita di voti in occasione dello stesso periodo elettorale, in cui esponenti del clan hanno costretto, dietro minaccia, numerosi tossicodipendenti ad esprimere la propria preferenza in favore di alcuni candidati alle elezioni comunali di Latina, ricevendo in cambio un compenso in denaro da parte dei committenti ovvero di loro intermediari.

È emerso, dunque, uno spaccato preoccupante di spartizione criminale delle attività elettorali, attraverso la quale i DI SILVIO riuscivano a monopolizzare la propaganda di molti candidati, spesso imponendo i propri servizi altre volte vendendo i consensi degli elettori residenti nelle zone della città ricadenti sotto il loro controllo. Secondo quanto dichiarato dal collaboratore, i manifesti elettorali venivano tenuti nascosti in una stalla non lontana dall´abitazione del capoclan, nel quartiere Campo Boario mentre in un´intercettazione, Gianluca DI SILVIO, figlio di Armando, affermava di essere stato pagato per acclamare un candidato nel corso di un comizio elettorale insieme ad altri soggetti.

È stato, infine, accertato come DI SILVIO Armando ponesse in essere condotte di fittizia intestazione di beni, come nel caso di un terreno ubicato in località Borgo Isonzo, acquistato alla fine del 2016 ed intestato fittiziamente dapprima ad ARCIERI Federico ed al momento della stipula definitiva all´indagato COPPI Daniele, al fine di eludere le disposizioni di Legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

10 giugno 2018 0

Droga e soldi sequestrati ad Arce, coppia di 36enni in manette

Di admin

ARCE – Questa mattina ad Arce i carabinieri della locale stazione hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare, rivenendo diverse dosi di cocaina.

In particolare, i militari all’interno di un barattolo un involucro in plastica, hanno trovato 30 grammi di cocaina suddivisa in dosi, per un valore commerciale di 2mila euro circa e diverso materiale per il confezionamento delle dosi stesse, nonché 480 euro quali provento dell’attività di spaccio. Sono scattate quindi le manette per un uomo ed una donna del luogo, che rispondo ai nomi di M. S. e L. P., entrambi 36enni e con precedenti specifici in materia di stupefacenti, in quanto resisi responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo veniva tradotto presso la Casa circondariale di Cassino e lei sottoposta al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

7 giugno 2018 0

Con la moglie, la sorella e il cognato a trasportare droga, arrestati a Frosinone – LE FOTO

Di admin

FERENTINO – Le due coppie arrestate a Ferentino LEGGI perchè trovate in possesso di droga, sono sono due coniugi e due convivente, peraltro legate da vincoli di parentela (la donna sposata è infatti la sorella dell’uomo convivente), tutti italiani, eccezion fatta per un albanese, residenti a Ferentino e di età compresa tra i 25 ed i 18 anni.

Si tratta di Jessica di Rauso, 19 anni, Roberto di Rauso, 25 anni, Balliu Myftar, 26 anni, e Carola Riggi, 19 anni.

 

Due pattuglie in abiti civili dell’Arma, che si trovavano all’interno dell’area di servizio “Prenestina” dell’autostrada A1 in rientro dalla capitale, avevano notato tre dei prevenuti muoversi con atteggiamenti sospetti e ripartire di tutta fretta in direzione sud. Gli operanti hanno deciso quindi di procedere ad un controllo, ma l’auto sospetta, una volta affiancata, dopo un primo accenno a fermarsi, ripartiva a folle velocità. Ne scaturiva l’immediato inseguimento da parte dei militari dell’Arma e di una pattuglia della Polizia Stradale, allertata nel frattempo, nel corso del quale l’auto dei malviventi cercava di speronare e far uscire di strada le vetture delle Forze dell’Ordine. Queste, grazie anche ad un ingorgo causato da un incidente, all’altezza dello svincolo di Anagni, sono riusciti finalmente a bloccare l’auto in fuga impedendo sul nascere il tentativo di dileguarsi a piedi dei predetti. Le perquisizioni personali e veicolare consentivano di rinvenire 14 pacchetti di cocaina che erano stati occultati sotto il sedile anteriore del lato passeggero ed alcuni grammi di hashish, nascosti nel portaoggetti. Le successive perquisizioni domiciliari svolte presso le abitazioni dei fermati, permettevano altresì di scovare nell’appartamento della coppia sposata, dove la seconda donna arrestata era in attesa del rientro del marito, altra sostanza stupefacente, vari bilancini di precisione ed addirittura un frullatore utilizzato per “tagliare” la droga. Nel complesso venivano sequestrati 50 grammi di hashish ed addirittura quasi 400 grammi di cocaina che, al dettaglio, una volta mescolata ad altre sostanze, avrebbe fruttato un introito di oltre 90mila euro.

Al termine delle formalità di rito, i due uomini venivano tradotti presso la Casa Circondariale di Frosinone, una donna presso la Casa Circondariale di Rebibbia e l’altra posta agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo da celebrarsi nella mattinata odierna.

I quattro verranno proposti per l’applicazione di idonee misure di prevenzione.

5 giugno 2018 0

Pretende dai genitori i soldi per la droga e li minaccia con un coltello, arrestata 44enne di Cassino

Di admin

CASSINO – I carabinieri della Compagnia di Cassino hanno arrestato una 44enne, già censita per danneggiamento, rapina ed in materia di sostanze stupefacenti per il reato di tentata estorsione continuata ed aggravata.

La donna, già in regime degli arresti domiciliari, trovandosi in forte stato di agitazione pretendeva dai propri familiari conviventi la somma di circa 100 euro necessaria all’acquisto di sostanze stupefacenti. Al rifiuto delle reiterate richieste, la 44enne ha minacciato di morte, mediante un grosso coltello, i propri genitori e la sorella, i quali pertanto hanno richiesto l’intervento dei militari che l’hanno bloccata, assicurandola alla giustizia.

Al termine delle formalità di rito, la donna è stata tradotta presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia, a disposizione dall’Autorità Giudiziaria.

4 giugno 2018 0

VIDEONOTIZIA – Palazzina popolare diventa centro commerciale della droga, affari per 8mila euro al mese

Di admin

FROSINONE – Avevano il controllo di un’intera palazzina di case popolari in via Bellini a Frosinone e che adoperavano come centro di spaccio della droga. Le forze dell’ordine, su ordine del tribunale di Roma che ha accolto le richieste della DDA di Roma, ha fatto irruzione nello stabile sgominando una associazione a delinquere composta da 13 persone capeggiate da un gruppo di albanesi.

Gli acquirenti, provenienti anche da Province limitrofe a Frosinone, sapevano che, in ogni momento del giorno e della notte, potevano liberamente e senza preavviso recarsi in quel palazzo e acquistare qualsiasi tipo di sostanza stupefacente.

La più gettonata era la cd mini dose di cocaina cotta, ossia cocaina in forma di crack da fumare, del peso di 0.30 grammi venduta al prezzo di 20 euro; la dose era addirittura reclamizzata dall’associazione che, a caratteri cubitali, ne aveva scritto sulle mura del palazzo il peso ed il prezzo.

Il gruppo infatti, in quel periodo era in concorrenza con altre piazze di spaccio, come il così detto “Casermone” e quelle gestite dagli “intoccabili”, successivamente smantellate dalla note operazioni di polizia, e pertanto cercava di fare prezzi concorrenziali e di renderli noti agli assuntori.

L’organizzazione della vendita, oltre che il marketing pubblicitario, prevedeva la predisposizione di turni per gli associati addetti al ruolo di vedetta, con il compito di indirizzare gli acquirenti e dare l’allarme in caso di arrivo di forze dell’ordine, ed altri addetti alla vendita, al confezionamento delle dosi ed alla tenuta della contabilità.

L’associazione, a cui partecipavano anche due sorelle di nazionalità italiana e soggetti di nazionalità rumena, quasi tutti dimoranti nello stabile, si riforniva di sostanza stupefacente da due albanesi, padre e figlio operanti nella Capitale, anch’essi colpiti dal provvedimento di custodia cautelare in carcere.

Uno degli appartamenti del palazzo di edilizia residenziale pubblica era stato destinato a base per il confezionamento delle dosi di droga e punto vendita, protetto da una porta blindata, ulteriormente rinforzata da una catena, per consentire la minima apertura necessaria solo allo scambio dose/soldi.

Nonostante i ripetuti interventi degli agenti della Squadra Mobile, che in flagranza hanno arrestato in diverse circostanze gli addetti allo spaccio, smantellando momentaneamente l’appartamento adibito a punto vendita, gli associati si sono sempre riorganizzati, modificando le modalità di vendita, che in seguito sono avvenute all’interno dell’androne delle scale, con le dosi occultate in cassetti nascosti dietro finti battiscopa o, all’interno dei contatori delle utenze del palazzo.

Il via vai di tossicodipendenti era continuo, giorno e notte, e la vendita avveniva anche alla presenza dei bambini del quartiere, che prendevano lo scuolabus la cui fermata era situata proprio davanti al palazzo ove avveniva lo spaccio, o che si recavano nella limitrofa scuola elementare e materna.

Per quest’ultima circostanza, agli associati è stata contestata l’ulteriore aggravante specifica, prevista nelle ipotesi in cui lo spaccio avvenga in zone limitrofe ad istituti scolastici.

Spesso, l’enorme affluenza creava anche problemi di viabilità, perché alcuni acquirenti si recavano ad acquistare le dosi addirittura a bordo di tir, che lasciavano parcheggiati in mezzo alla via pubblica.

Gli approvvigionamenti dagli associati di Roma erano continui; difatti, per minimizzare i rischi e le eventuali perdite causate da interventi delle forze di polizia, i viaggi di rifornimento erano quotidiani, effettuati con mezzi appositamente modificati, con la realizzazione di vani segreti ove occultare lo stupefacente, i cui quantitativi variavano tra i 100 ed i 500 gr al giorno.

Nell’occasione dell’arresto in flagranza di uno dei corrieri, un’auto dell’associazione è stata sequestrata ed è stato scoperto un cassetto ricavato dal vano dell’airbag lato passeggeri, capace di contenere fino a mezzo chilo di cocaina.

Grazie al mercato della mini dose di cocaina cotta, formata da 0.30 gr, da ogni etto di cocaina l’organizzazione criminale ricavava più di 350 dosi, che vendute a 20 euro ciascuna, fruttavano al dettaglio oltre 7.000 euro.

Il fatturato dell’organizzazione, quindi, era notevole, riuscendo a vendere tra le 300 e le 500 dosi di droga al giorno, per un ricavo medio giornaliero che oscillava tra i 6.000 e gli 8.000 euro, con punte massime che sfioravano i 10.000 euro nei fine settimana o in occasione delle festività di fine anno.

24 maggio 2018 0

Spacciatore incallito a Cassino, continua a vendere droga anche ai domiciliari

Di admin

CASSINO – E’ agli arresti domiciliari a Cassino ma continuava a spacciare droga direttamente dalla sua abitazione. A scoprirlo sono stati gli agenti della polizia giudiziaria del Commissariato di Cassino in collaborazione con le unità antidroga della Squadra Cinofili della Polizia di Stato di Fiumicino. Nel corso delle loro attività è stata perquisita l’abitazione di un 25enne di origini campane, noto alle forze dell’ordine, poiché sottoposto agli arresti domiciliari a Cassino, per reati connessi alle sostanze stupefacenti.

La misura restrittiva, però, non aveva evidentemente scoraggiato il soggetto, che si era organizzato all’interno della propria abitazione, per proseguire la proficua attività di spaccio. Difatti la perquisizione, svolta con l’ausilio del cane antidroga, consentiva il rinvenimento ed il sequestro di 70 grammi di hashish, di un bilancino di precisione e di un coltello, ancora sporco di hashish, poichè usato per ricavare le single dosi dal panetto di droga.

In sequestro è caduta anche la somma di 1500 euro trovata in suo possesso e ritenuta provento dello spaccio. Infatti, ogni grammo di hashish viene normalmente ceduto sul  mercato locale ad una cifra che si aggira tra i 10 ed i 15 euro, pertanto la quantità di droga sequestrata avrebbe fruttato altre 1000 euro circa .

Considderata la reiterazione della condotta illecita, il magistrato di turno dott.ssa Siravo, ha disposto che il giovane tratto in arresto fosse condotto in carcere, visto che nemmeno gli arresti domiciliari lo avevano fatto desistere dalla sua attività di spaccio.

14 maggio 2018 0

Un chilo di droga per la festa della mamma, arrestato a Roma 18enne diretto a Firenze

Di admin

ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma Viale Libia, in servizio con i militari dell’Esercito impiegati nell’operazione “Strade Sicure” del Raggruppamento Lazio-Umbria-Abruzzo, hanno arrestato un 18enne nigeriano trovato in possesso di 1Kg di marijuana, presso lo stazionamento autobus “Tibus”, in largo Guido Mazzoni.

Il 18enne, in attesa di partire con un bus per Firenze, è stato notato aggirarsi con fare sospetto nel piazzale e tra le pensiline dello stazionamento e poi fermato per controllo. Il ragazzo ha tentato di  eludere riferendo di essere in ritardo e, alle richieste di verificare il suo bagaglio, ha risposto dicendo che si trattava di un regalo per la “Festa della Mamma”. Nella borsa, però, occultato in una scatola di scarpe, i Carabinieri hanno trovato oltre 1 kg di marijuana, suddiviso in due involucri di cellophane.

Il 18enne è stato ammanettato e portato presso la Stazione dei Carabinieri di Roma Viale Libia dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo.

10 maggio 2018 0

Droga dal Marocco attraverso la Spagna, 10 arresti e 28 indagati tra Roma e Frosinone

Di admin

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro, nelle province di Roma, Frosinone e Torino, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere per 10 persone, 7 di origine marocchina, un algerino, un italiano ed un albanese che avevano dato vita ad un traffico internazionale di droga, prevalentemente hashish, importata dal Marocco, tramite la Spagna, e quindi distribuita nelle principali piazze di spaccio romane, ma anche in altre province italiane.

Uno degli arrestati, un cittadino marocchino, era domiciliato a Frosinone e già arrestato dalle forze dell’ordine locali perchè coinvolto in altre operazioni antidroga.

L’operazione, convenzionalmente denominata “NADIR 2”, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia e con il fondamentale contributo della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.). Il gruppo criminale trattava consistenti quantitativi di sostanza stupefacente, hashish, marijuana e cocaina, adottando raffinate tattiche sia per occultare la droga, utilizzando “autovetture deposito” parcheggiate in luoghi strategici sia per lo spaccio, sotterrando quantitativi di media rilevanza in parchi e aiuole, per poi prelevarne le singole dosi in modo tale da ridurre il “danno” in caso di intervento delle forze dell’ordine.

Le cessioni agli acquirenti finali, effettuate dai pusher dell’organizzazione, erano dedicate soprattutto ai consumatori delle zone della movida al Pigneto; San Lorenzo; Trastevere; Campo de’ Fiori; Lungotevere, ma anche alle tradizionali piazze di spaccio nei quartieri di Tor Bella Monaca, Centocelle, Borghesiana e Alessandrina. Nella gestione dello spaccio a San Lorenzo, nel giugno 2016, gli indagati cittadini marocchini, dopo una violenta rissa, misero in fuga una banda di pusher tunisini che volevano insediarsi nella “loro” piazza di spaccio. Altrettanto violenta era la disciplina esercitata nel gruppo nei confronti di chi sbagliava che subiva interrogatori da parte dei capi, violenze fisiche per ogni supposta infedeltà o mancanza di cautela nella gestione dei propri compiti.

L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro ha consentito di accertare responsabilità nei confronti di 28 persone che sono state indagate, di eseguire ulteriori 38 arresti in flagranza per spaccio nonché il sequestro sull’intero territorio italiano di complessivi 16 KG. di hashish, 4 KG. di marijuana e 7 KG. di cocaina. Sempre nel corso delle indagini, sono stati individuati rapporti di alcuni indagati con esponenti di spicco del clan camorristico “Polverino-Orlando” di Marano di Napoli, giunti a Roma per vari summit; sono stati inoltre arrestati, in Spagna, 2 pericolosi latitanti, colpiti da ordini di cattura internazionali per reati connessi agli stupefacenti, uno dei quali, italiano, trovato in possesso di circa 200 kg di hashish e 3 kg di cocaina presso la sua villa-bunker in Andalusia.