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24 maggio 2018 0

Prende a pugni un carabiniere, straniero condannato ma non espulso: “E’ richiedente asilo”

Di admin
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FROSINONE – Ha picchiato un carabiniere e si è scagliato con un palo della segnaletica contro il collega.

L’aggressione subita ieri dalla pattuglia della stazione di Frosinone Scalo è stata punita questa mattina nel corso del processo per direttissima al 20enne nigeriano con una condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione oltre al provvedimento di espulsione dal territorio nazionale.

Il giovane, che è domiciliato a Veroli presso una parrocchia, è stato rimesso in libertà e l’espulsione non è stata possibile perfezionarla perché il 20enne è un richiedente asilo politico. La pattuglia è arrivata ieri presso l’ufficio postale per una lite in corso tra lo straniero e il direttore di filiale.

Poco ha impiegato il richiedente asilo per scaricare la sua violenza sull’occhio del militare che è rimasto a terra fino all’arrivo dell’ambulanza e dei colleghi che lo hanno soccorso arrestando il giovane.

Ermanno Amedei

21 maggio 2018 0

Terrorismo, inneggiava alla Jihad e si “interessava” a giubbotti esplosivi: espulso nordafricano

Di admin

CHIETI – I carabinieri del comando provinciale di Chieti hanno eseguito un provvedimento di “rifiuto di ingresso e soggiorno in area schengen” per motivi di sicurezza nazionale, nei confronti del cittadino marocchino Ouahbi Ahmed Taib, 34 anni, nato in Marocco e residente a San Salvo (Ch).

Il provvedimento scaturisce da un’attività di indagine svolta dai Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Chieti e coordinata dai Pubblici Ministeri Michele Renzo e David Mancini della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo de L’Aquila.

Attraverso l’attività’ informativa sviluppata sul territorio della provincia teatina, venivano acquisiti elementi di interesse nei confronti del cittadino marocchino Ouahbi Ahmed Taib, evidenziatosi per l’interpretazione estremistica e radicale della fede islamica e per aver espresso approvazione per gli attentati terroristici compiuti in Europa.

La successiva attività investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale de L’Aquila, consentiva di accertare la riconducibilità al predetto di due profili “facebook” sui quali, attraverso specifica attività tecnica, venivano individuati testi inneggianti al Jihad e immagini di chiara propaganda nei confronti dell’organizzazione terroristica denominata “stato islamico”.

In particolare, emergeva una foto avente sullo sfondo la basilica di Santa Maria Maggiore di Roma ed in primo piano un foglio recante la scritta in arabo vergata a mano  “da Roma preghiamo Dio che faccia vincere lo stato islamico”.

Le contestuali attività dinamiche documentavano inoltre che Ouahbi Ahmed Taib, emarginato dalla comunità islamica di San Salvo (CH) per la sua visione fondamentalista dell’Islam, aveva assunto un comportamento schivo e distaccato e trascorreva la maggior parte della giornata in casa, senza frequentare cittadini italiani e senza espletare alcuna attività lavorativa.

Il continuo accesso a siti web a sostegno del c.d. “stato islamico”, la consultazione di pagine relative alla realizzazione artigianale di giubbotti esplosivi e l’attività’ di proselitismo e propaganda in chiave jihadista svolta attraverso i social network, indicavano chiaramente la pericolosità’ sociale di Ouahbi Ahmed Taib che, trasferitosi nel frattempo in Marocco, veniva raggiunto da un provvedimento che non gli consente di entrare e soggiornare “in area Schengen” per motivi di sicurezza in materia di prevenzione del terrorismo.

(Foto repertorio)

20 febbraio 2018 0

In carcere a Frosinone per violenza sessuale, rumeno espulso a pena scontata

Di admin

FROSINONE – E’ stato scarcerato, per fine detenzione, ed accompagnato direttamente alla Frontiera dai poliziotti della questura di Frosinone.

L’uomo, 36enne romeno, era stato condannato per violenza sessuale. Per eludere la “cattura”, si era rifugiato nel paese nativo ma grazie alla collaborazione con la Romania, l’uomo è stato estradato in Italia al fine di dare esecuzione alla pena detentiva per quella violenza sessuale.

Scontata la pena detentiva, quando si sono aperti per lui i cancelli del carcere di Frosinone, vi ha trovato gli agenti che lo hanno accompagnato fino alla frontiera.

 

21 novembre 2017 0

Terrorismo, progettava accotellamenti: espulso 37enne marocchino

Di admin

DALL’ITALIA -Con un provvedimento firmato dal ministro dell’interno, Marco Minniti, è stata eseguita oggi l’espulsione di un cittadino marocchino, per motivi di sicurezza dello Stato. Si tratta di un 37enne segnalato a seguito di indagini investigative la scorsa estate perché aveva postato sui social contenuti di propaganda jihadista e aveva manifestato l’intenzione di voler raggiungere il Medio Oriente per unirsi allo Stato islamico. Inoltre, a seguito di approfondimenti informativi, è risultato che stava meditando, qualora non fosse riuscito a raggiungere un territorio di jihad, di realizzare in Italia “accoltellamenti”, anche per ritorsione al mancato rinnovo del permesso di soggiorno. Monitorato da mesi dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della Direzione Centrale di Polizia di Prevenzione e dalla DIGOS di Milano, questa mattina è stato sottoposto a perquisizione, all’esito della quale è stato rinvenuto un cartoncino su cui lo straniero aveva disegnato una bara, circondata dai nomi di diversi Paesi occidentali (tra cui l’Italia) e dell’Iran, e scritto la frase “Se Dio vuole questa sarà la vostra bara”. Per questi motivi il ministro dell’Interno Minniti ha firmato il decreto di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato ed è stato rimpatriato, con accompagnamento nel proprio Paese, con un volo decollato dalla frontiera aerea di Milano-Malpensa e diretto a Casablanca. Con quella di oggi sono 97 le espulsioni eseguite con accompagnamento nel proprio Paese, nel corso del 2017 e 229 quelle eseguite dal 1° gennaio 2015 ad oggi, riguardanti soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso.

28 agosto 2017 0

Marocchino espulso. Vicino agli ambienti di estremisti islamici

Di redazione

Con un provvedimento firmato dal ministro dell’interno, Marco Minniti, è stata eseguita oggi l’espulsione di un cittadino marocchino, per motivi di sicurezza dello Stato. Si tratta di un 37enne marocchino, detenuto per reati comuni, già inserito dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nel “1° livello di analisi (Alto)” per aver esternato il proprio compiacimento in occasione dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, ritenuto “una giusta risposta all’intervento militare della Coalizione internazionale nei Paesi di religione mussulmana”.

Il marocchino espulso aveva, altresì, aggiunto che non avrebbe avuto difficoltà né ad entrare nello Stato Vaticano per compiere atti violenti né ad avvelenare la rete idrica di Roma.

Inoltre, in carcere aveva fatto parte di un sodalizio attivo nel proselitismo estremista guidato da un altro jihadista tunisino legato all’ideologia dell’autoproclamato stato islamico. Insieme ad altri detenuti, nel giugno 2015, aveva anche organizzato una violenta spedizione punitiva nei confronti di un altro recluso.

Per questi motivi, è stato adottato il provvedimento di espulsione a firma del ministro dell’Interno ed è stato rimpatriato oggi con accompagnamento nel suo Paese di provenienza con un volo diretto in Marocco decollato dalla Frontiera aerea di Roma-Fiumicino.

Con questo rimpatrio, il 71° del 2017, risultano 203 le espulsioni di soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso eseguite con accompagnamento nel proprio Paese dal gennaio 2015 ad oggi.

7 giugno 2017 0

Inneggiava alla Jihad e all’Isis, tunisino espulso era pericoloso

Di admin

Cassino – Era in galera per reati generici ma nelle celle del carcere di Viterbo Sveva subito una preoccupante forma di radicalizzazione. Trasferito nel carcere di Cassino, quel percorso non si era interrotto, anzi, si era rafforzato.

Il 30enne Tunisino espulso ieri dalla Digos di Frosinone aggrediva anche fisicamente chi non professava la sua stessa religione e inneggiava alla Jihad e all’Isis ad ogni attacco terroristico compiuto in Europa.

Nessun dubbio sul da farsi, quindi, e il residuo di pena carceraria che gli rimaneva da scontare è stata trasformata in espulsione dal Paese. L’uomo, quindi, è stato scortato dagli agenti della questura di Frosinone fino in Tunisia dove è stato affidato alle autorità locali. Come lui nelle carceri Italiane ce ne saranno a centinaia e per questo la guarrdia non deve abbassarsi. Non cala, infatti, neanche il livello di guardia intorno agli obiettivi sensibili.

Oggi un tavolo tecnico in prefettura a Roma  ma la scorsa settimana allerte sono state inviate a tutte le prefetture compresa quella di Frosinone. Ma è con la prevenzione che si argina il fenomeno del terrorismo, prevenzione come quella odierna.

Ermanno Amedei

7 giugno 2017 0

Frosinone – Espulso un tunisino. Dalle indagini della Polizia è risultato essere radicalizzato

Di redazione

Nella mattinata di ieri, è stata eseguita, dall’Ufficio Immigrazione della Questura, l’espulsione di un cittadino tunisino. Lo stesso, già detenuto nella Casa Circondariale di Cassino, è stato oggetto di investigazioni da parte della DIGOS della Questura, in quanto soggetto radicalizzato nell’ islam estremista. Il tunisino, infatti, era stato trasferito preso la struttura cassinate da circa un anno, proveniente da Viterbo, dove aveva creato turbative all’ordine della vita carceraria. Nel periodo della sua detenzione, l’uomo si è radicalizzato in maniera estremista, inneggiando alle recenti stragi nei paesi nord europei.