Tag: evasione fiscale

4 aprile 2016 0

Filettino, 4 persone denunciate per evasione fiscale di oltre 12 milioni di euro

Di admin
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Filettino – La Tenenza della Guardia di Finanza di Fiuggi ha individuato una società di Filettino operante nel settore delle compravendite immobiliari, che omettendo la presentazione delle dichiarazioni fiscali dal 2010 al 2013, ha frodato l’Erario per oltre 12 milioni di euro, denunciando 4 persone per reati tributari.

L’operazione di servizio condotta dalle Fiamme Gialle della città termale ha consentito di smascherare il sistema di frode posto in essere dalla società immobiliare di Filettino, consistente nell’acquisto, da una società capitolina, di diversi immobili di prestigio, situati nel centro di Roma e nella successiva rivendita, a prezzi raddoppiati, ad un’impresa milanese, con conseguente generazione di una plusvalenza non dichiarata al Fisco per oltre 11 milioni di euro e di un’evasione in materia di imposta sul valore aggiunto per oltre 1 milione di euro. I responsabili della società, successivamente a tali operazioni di compravendita, al fine di sottrarsi ad eventuali responsabilità di natura amministrativa e penale, dopo aver spogliato la stessa di tutti i beni mobili ed immobili posseduti, così da renderla una scatola vuota, hanno ceduto le quote societarie, dietro compenso, ad un “prestanome” di origini romane, privo di qualsiasi capacità imprenditoriale.

Inoltre, al fine di ostacolare le operazioni di verifica fiscale ed impedire la ricostruzione dei fatti di gestione, i responsabili della società hanno occultato tutta la documentazione amministrativo – contabile dell’impresa.

Gli accertamenti effettuati dai Finanzieri fiuggini, tuttavia, anche attraverso lo strumento delle indagini bancarie, hanno consentito di ricostruire i fatti e di accertare la responsabilità penale nei confronti di quattro persone – tutte domiciliate a Roma -, denunciate alla Procura della Repubblica di Roma, ove la società era precedentemente domiciliata, per i delitti di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, sottrazione fraudolento al pagamento delle imposte e occultamento delle scritture contabili.

31 marzo 2016 0

Evasione fiscale da nove milioni a Frascati, due arresti e sequestro di immobili

Di admin

Frascati – Una evasione fiscale da 9 milioni di euro è stata scoperta a Frascati dalla Guardia di Finanza di Roma che ha indagato, su mandato della procura di Velletri, sulle attività di una società di Frascati operante nella vendita di prodotti elettronici e telefoni cellulari. I due responsabili che secondo gli investigatori avrebbero sottratto al Fisco oltre 9 milioni di euro di IVA sono stati arrestati. Ad insospettire i militari è stato l’atteggiamento dell’amministratore della società il quale, alla richiesta di spiegare alcune operazioni commerciali, è “caduto dalle nuvole” confermando il sospetto della sua completa estraneità alla gestione dell’impresa ed, in buona sostanza, il suo ruolo di “testa di legno”. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle del Gruppo di Frascati hanno permesso di fare piena luce sugli affari della società, gestita da due uomini di Angri (Salerno), oggi incriminati per emissione di fatture per operazioni inesistenti ed omesso versamento delle imposte – che erano ricorsi al collaudato meccanismo consistente di dichiararsi, in occasione delle forniture di merce, “esportatore abituale” per evitare l’addebito dell’IVA, in realtà rivendendo sul territorio nazionale, a prezzi estremamente competitivi, la merce acquistata dagli ignari fornitori. La società era, quindi, destinata “a morire”, senza che l’Erario potesse in alcuna maniera riscuotere i consistenti crediti tributari vantati. Non ancora soddisfatti dello scellerato piano, gli autori della truffa, dopo il decesso del rappresentate legale “ufficiale”, si erano presentati in banca con un altro “prestanome” – un portatore di handicap – per ottenere un’ulteriore linea di credito funzionale alla prosecuzione dell’attività commerciale. Grazie agli elementi raccolti dai militari, la Procura della Repubblica di Velletri ha chiesto ed ottenuto dal Giudice delle Indagini Preliminari l’emissione di due provvedimenti restrittivi nei confronti delle menti della truffa, nonché il sequestro preventivo di 8 immobili, denaro contante e conti correnti, per un valore di oltre 9 milioni di euro, volto alla confisca c.d. “per equivalente”, istituto che consente di cautelare l’Erario in relazione alle imposte evase, alle pene pecuniarie ed agli interessi maturati.

4 aprile 2013 0

Import-export di auto, frode fiscale da oltre 8 milioni di euro: la Guardia di Finanza di Cassino denuncia tre imprenditori

Di admin

Due aziende del cassinate, operanti quali intermediarie per la commercializzazione di autovetture importate da altri paesi dell’U.E., sono rimaste completamente sconosciute al fisco per oltre 5 anni, occultando i propri risultati economici al fisco e sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Cassino. Tali aziende hanno svolto la propria attività omettendo i più elementari obblighi tributari ed in particolare non hanno istituito le scritture contabili e non hanno dichiarato gli ingenti ricavi derivanti dalla commercializzazione di autovetture nuove e usate provenienti, in larga parte, da altri paesi europei. L’operatività delle aziende è stata ricostruita grazie alla collaborazione del collaterale organo tedesco che ha comunicato le cessioni intra-comunitarie effettuate nei confronti delle società italiane verificate, rivelatesi vere e proprie intermediarie tra i cedenti stranieri e gli acquirenti finali italiani. Le medesime indagini svolte nel territorio nazionale dalle Fiamme Gialle hanno permesso di accertare l’effettivo volume d’affari ascrivibile ai contribuenti ed i redditi nascosti al fisco. Al termine delle attività ispettive, la Guardia di Finanza di Cassino, ha proposto alla competente Agenzia delle Entrate di procedere con i recuperi a tassazione di oltre 8 milioni di euro, contestando violazioni all’Iva di oltre 3 milioni di euro ed ha denunciato alle Procure della Repubblica di Roma e Cassino tre persone, responsabili di reati tributari.

12 marzo 2013 0

Froda il fisco per 15 milioni e intesta società a ultra ottantenne. Denunciato dalla Guardia di Finanza

Di admin

La Guardia di Finanza di Frosinone si è incuriosita di una anomala figura imprenditoriale: un ottantaseienne di Roma dimorante in una casa di riposo per anziani, che risultava titolare di molte imprese, tra cui una di Ferentino, operante nel settore delle pulizie industriali. In effetti le investigazioni, condotte dalla Brigata della Guardia di Finanza di Ceprano e coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino, durate circa un anno, hanno riservato parecchie sorprese. Innanzitutto molte delle imprese intestate all’ottantaseienne romano non avevano mai presentato dichiarazioni dei redditi; una di esse, operante nella capitale ed esercente l’attività di commercio al dettaglio di confezioni per adulti, oltre ad essere inadempiente agli obblighi di presentazione delle dichiarazioni fiscali, aveva fraudolentemente venduto i propri beni ed i crediti per poi trasferire fittiziamente la sede in Bulgaria, sparendo repentinamente dal territorio nazionale, rendendo vane le azioni legali dei creditori e pensando di farla franca anche con il fisco. Emergeva così, in maniera sempre più evidente, il reale artefice e beneficiario della frode: un romano di 64 anni che aveva fittiziamente intestato le proprie attività all’anziano prestanome e ad altra testa di legno molto più giovane di nazionalità Bulgara, quindi aveva trasferito fittiziamente beni e crediti ad altre sue società in modo da sfuggire agli accertamenti e perseverare nel nascondere tutti i proventi delle sue attività al fisco. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle sono stati estesi a tutte le attività del “vero” imprenditore risultato evasore totale in grado di nascondere, dal 2009 al 2011, ricavi per oltre 15 milioni di euro e iva dovuta per oltre 3 milioni di euro. L’accertamento analitico delle sue attività economiche è stato reso possibile grazie a controlli incrociati ed indagini bancarie su vasta scala. Sia il soggetto investigato che i suoi prestanome sono stati denunciati all’A.G. procedente per numerosi reati fiscali che vanno dall’omessa presentazione di dichiarazione dei redditi, all’occultamento di scritture contabili, nonché la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

28 febbraio 2013 0

Maxi evasione fiscale da 26 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza di Cassino, denunciato evasore totale

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La Guardia di Finanza di Cassino ha portato alla luce una rilevante evasione fiscale posta in essere da due società collegate, entrambe del cassinate, operanti nel settore del commercio di autoveicoli che, nel periodo tra il 2007 e il 2011, ha sottratto alle casse dell’Erario basi imponibili ai fini delle imposte dirette per oltre 26 milioni di euro, rendendosi altresì responsabile di violazioni in materia di imposta sul valore aggiunto per oltre 2,6 milioni di euro. Le Fiamme Gialle – hanno eseguito due complesse verifiche fiscali nel corso delle quali hanno fatto, ricorso anche alle indagini finanziarie (c.d. accertamenti bancari) nei confronti delle società e di tutte le persone che le hanno gestite individuando un articolato sistema fraudolento che ha consentito al soggetto verificato di conseguire consistenti e indebiti risparmi di imposta nel corso degli ultimi anni. In particolare, è stato appurato che l’amministratore di entrambe le società, un quarantaduenne di origini francesi e residente a Cassino, effettuava transazioni riferibili all’azienda attraverso i propri conti correnti personali, con ciò occultando al fisco gran parte delle risorse finanziarie correlate alle operazioni economiche delle sue imprese. Quale conseguenza dei fatti accertati, l’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino per i reati di dichiarazione infedele relativamente agli anni dal 2007 al 2010 e omessa dichiarazione dei redditi per gli anni 2010 e 2011, per i quali lo stesso è risultato un evasore totale.

7 febbraio 2013 0

La Guardia di Finanza di Ceprano scopre evasione fiscale di 16 milioni di euro

Di admin

Dopo circa sei mesi di indagini la Guardia di Finanza di Ceprano ha concluso una complessa ed articolata attività investigativa, coordinata dall’A.G. di Frosinone, che ha permesso di assestare un duro colpo all’evasione fiscale.

A finire nel mirino delle fiamme gialle sono stati alcuni operatori economici operanti nel frusinate, i quali intrattenevano rapporti d’affari – ritenuti sospetti – con una società operante nel settore della telefonia, con sede in Roma, amministrata da un cittadino inglese.

Lo sviluppo e l’approfondimento degli interessi economici gravitanti sul citato cittadino inglese, riconducibili a vari soggetti economici operanti sul territorio nazionale e con collegamenti in altri Paesi, anche extra europei come le Antille olandesi – noto paradiso fiscale -, hanno consentito di individuare la società in argomento, che negli ultimi anni ha effettuato un volume di vendite per importi considerevoli grazie ai numerosi clienti sparsi in tutta Italia, omettendo tuttavia, in maniera sistematica, di presentare le dichiarazioni fiscali.

Le investigazioni eseguite hanno consentito di ricostruire il volume di affari realizzato dalla società romana negli ultimi anni e di quantificare una base imponibile sottratta a tassazione per un ammontare complessivo di 16 milioni di euro e violazioni all’IVA per oltre 3 milioni di euro in termini di imposta evasa.

Il legale rappresentante della società è stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e di occultamento delle scritture contabili; nei suoi confronti, inoltre, è stata richiesta l’applicazione dell’istituto del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per valore equivalente all’imposta complessivamente evasa dei beni mobili ed immobili di proprietà.

E’ l’ennesima operazione di servizio svolta dagli uomini del Comando Provinciale di Frosinone a contrasto dell’evasione fiscale e dei fenomeni di illegalità tributaria che, in un momento particolarmente difficile dell’economia del Paese minano e limitano le possibilità di intervento pubblico in tutti i settori della vita sociale, provocando altresì una concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori onesti che, seppur con le difficoltà del momento, adempiono con serietà gli obblighi stabiliti dalla legge.

28 dicembre 2012 0

Lotta all’evasione: nei primi 11 mesi del 2012 accertato più di un miliardo di euro, scoperti 61mila lavoratori in nero

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Continua con successo la lotta all’evasione contributiva da parte dell’Inps. Nei primi undici mesi del 2012 è stato accertato più di un miliardo di euro per contributi non versati nel corso di oltre 73 mila ispezioni, che hanno portato alla scoperta di 61 mila lavoratori in nero. Andando nel dettaglio, il numero totale delle ispezioni effettuate, è passato dalle 65.828 periodo gennaio-novembre del 2011 alle 73.011 stesso periodo 2012, i lavoratori in nero e irregolari intercettati sono passati da 50.056 a 61.010 ed infine l’accertato lordo è passato da 862.617.441 euro, sempre analizzando il periodo gennaio- novembre 2011, a 1.030.402.583 di euro per lo stesso periodo del 2012. Le fattispecie più frequenti delle ispezioni effettuate riguardano la costituzione di falsi rapporti di lavoro in agricoltura per ottenere prestazioni a sostegno del reddito non dovute. In questi ultimi tre anni sono stati annullati quasi mezzo milione di contratti di lavoro fittizi. “L’azione di vigilanza dell’Inps continua a svolgersi con grande efficacia sul mercato del lavoro” – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – “dalla lettura dei risultati dell’attività ispettiva consolidati al 30 novembre 2012, rispetto alla stessa data del 2011, emerge un trend positivo per il numero delle ispezioni effettuate (+10,95), per il numero dei lavoratori in nero e irregolari(+21,9%) e per l’accertato lordo (+19,5).”

7 novembre 2012 0

Anche Singapore dice stop al segreto bancario. D’Agata: “L’Italia si attivi per le verifiche antievasione”

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

La lotta all’evasione fiscale a livello mondiale inizia a dare i suoi frutti e a far cadere importanti muri che impedivano l’accertamento di capitali illeciti o sfuggiti al fisco dei paesi di provenienza.

Dopo la Svizzera che ha iniziato a stringere accordi con alcuni stati per favorire l’emersione di fondi provenienti da fonte illecita o comunque evasi dal fisco di provenienza, cade un’altra barriera: Singapore.

Il piccolo stato asiatico era di fatto considerato un vero e proprio paradiso fiscale – finanziario. La sua forza era basata su un sistema finanziario innovativo e agile cui si univa un segreto bancario inespugnabile dove poter affidare asset in massima sicurezza.

Con una vera e propria marcia indietro attraverso una nota ufficiale inviata agli amministratori delegati di tutte le istituzioni finanziarie autoctone e straniere stanziate nella città stato indonesiana, l’Autorità monetaria di Singapore ha, infatti, pubblicato una circolare che rappresenta un vero e proprio stop all’accoglienza dei capitali non regolarizzati, per impedire nuove ondate di capitali illegali.

A onor di cronaca, il documento non fa altro che fare seguito gli annunci del Mas dell’anno scorso che esplicitavano la volontà di adeguamento alle normative del Gafi andando a irrigidire ulteriormente la legge detta Cdsa – Corruption, Drug Trafficking and Other Serious Crime.

La circolare è molto dura e chiara: oltre a invitare le istituzioni finanziarie a censire la provenienza degli asset dei clienti, l’Autorità monetaria di Singapore invita le banche a chiudere i conti di tutti gli utenti poco trasparenti. In caso di violazione delle nuove regole, il Mas prenderebbe seri provvedimenti nei confronti dei soggetti inadempienti.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, se anche in questo paese la pacchia dovrebbe essere finita per i piccoli e i grandi evasori, è corretto che il governo italiano avvii immediatamente tutte le procedure per le verifiche antievasione ed antiriciclaggio anche nel paradiso fiscale asiatico, magari chiedendo ufficialmente all’autorità una lista dei titolari di capitali di origine italiana, anche per evitare che i soliti furbetti del quartierino spostino i propri denari in altri paesi che ancora non si adeguano alla normativa internazionale.

15 ottobre 2012 0

Evasore fiscale, professinista “nascondeva” soldi a San Marino, la Finanza gli sequestra beni per 1,2 milioni

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Al termine delle indagini i finanzieri di frosinone hanno sequestrato ad un noto professionista ciociaro beni per un valore di 1.200.000 euro, tra i quali 5 immobili (2 ville e 3 appartamenti); 8 terreni; titoli per circa 380.000 euro e disponibilità finanziarie depositate sui conti correnti bancari per circa 180.000 euro. Il provvedimento è stato reso esecutivo in seguito ad indagini svolte sul conto del professionista che trasferiva soldi in istituti bancari di San Marino attraverso operazioni finanziarie via internet nascondendoli agli uffici doganali. A scoprirlo è stata la guardia di Finanza di Frosinone che ha indagato sui movimenti economici di un noto professionista ciociaro scoprendo che insieme alla coniuge, a partire dall’anno 2006, ha creato consistenti fondi di denaro, pari ad oltre 30 milioni di euro, presso Istituti di credito sammarinesi. Soldi mai dichiarati nelle dichiarazione dei redditi. Successivamente tali rilevanti fondi, ubicati presso la Repubblica di San Marino, sono stati utilizzati per effettuare investimenti mobiliari “on line”, impiegando così il denaro sottratto al fisco italiano.

30 luglio 2012 0

La Guardia di Finanza scopre evasione fiscale di una casa di cura per omesso versamento di ritenute alla fonte per oltre 7 milioni di euro

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Continua incessante l’azione delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Caserta alla lotta dell’evasione fiscale su tutto il territorio provinciale.

I militari della Compagnia di Caserta, nel corso di indagini coordinate dalla Dott.ssa Antonella Cantiello, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito una verifica fiscale nei confronti di una nota Casa di Cura, operante a Castel Morrone, al termine della quale hanno constatato che la stessa, dal 2008 al 2012, ha omesso di effettuare il versamento delle ritenute alla fonte operate nei confronti dei dipendenti della struttura sanitaria, per un importo di oltre 7 milioni euro.

La società verificata gestisce la casa di cura in Castel Morrone e opera in regime di convenzione stipulata con la Regione Campania – ASL Caserta, presso la quale la stessa risulta accreditata.

Nel corso delle operazioni, a seguito di un meticoloso esame e riscontro della documentazione fiscale, sono state ricostruite, per anni d’imposta, le ritenute alla fonte operate e non versate nei confronti dei circa 200 dipendenti.

Il responsabile, C.L. di anni 53 di Casal di Principe, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in quanto, pur avendo operato le ritenute fiscali sui lavoratori dipendenti, sulla base degli scaglioni di reddito da ognuno percepito e quelle a titolo di acconto in capo ai professionisti sulle certificazioni dei compensi, ha omesso i relativi versamenti mensili e quelli a saldo, in violazione all’art. 10-bis del D.Lgs. 74/00, per un importo complessivo di €. 7.155.325,00.

L’operazione di servizio condotta costituisce un’ulteriore conferma del controllo economico-finanziario esercitato dalla Guardia di Finanza sul territorio casertano.