Tag: finanza

21 febbraio 2018 0

Operazione “Dusty Trade” della Guardia di finanza. Tredici arresti per corruzione e spaccio di cocaina

Di redazionecassino1
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LATINA – Dalle prime luci dell’alba circa 50 finanzieri del Comando Provinciale di Latina, stanno eseguendo nella provincia pontina un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Latina, Dott.ssa Mara Mattioli, su richiesta dei Sostituti Procuratori Dott.ssa Luigia Spinelli e Dott. Giuseppe Bontempo, nei confronti di 13 soggetti tra pubblici funzionari, commercialisti, imprenditori e faccendieri per la commissione di reati contro la pubblica amministrazione e per lo spaccio di cocaina. L’attività investigativa, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, si è sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, intercettazioni telefoniche ed ambientali, consentendo di far emergere un diffuso e collaudato sistema di mercimonio della funzione pubblica trasversale a più uffici. Al centro delle indagini due commercialisti apriliani ed un funzionario dell’Agenzia delle Entrate che, attraverso la loro fitta rete di contatti e conoscenze, hanno messo in piedi un insidioso sistema clientelare volto a raggiungere i propri interessi in cambio di somme di denaro, regalie e cocaina. Tra i soggetti coinvolti, spicca la figura di un giudice della Commissione Tributaria Provinciale di Latina, anch’esso tratto in arresto, il quale ha ottenuto danaro e l’assunzione lavorativa di un parente. Le investigazioni, inoltre, hanno consentito di individuare tre funzionari, due impiegati presso l’Agenzia delle Entrate di Latina ed uno presso l’INPS di Pomezia, i quali hanno ricevuto, in diverse occasioni, retribuzioni in cambio di informazioni che sarebbero dovute rimanere riservate. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle pontine, infine, hanno consentito di individuare quattro spacciatori, operanti sul territorio apriliano, i quali hanno fornito, in varie occasioni, sostanza COMANDO PROVINCIALE DI LATINA GUARDIA DI FINANZA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LATINA stupefacente di tipo cocaina ad uno dei pubblici funzionari corrotti, a volte quale compenso per le sue attività. Su tali soggetti sta operando il reparto specializzato dei “baschi verdi” di Formia con l’ausilio delle unità cinofile. Sono oltre una dozzina le perquisizioni complessivamente in corso di esecuzione in diversi uffici e abitazioni dislocate tra Latina, Formia e Aprilia. La lotta alla corruzione della funzione pubblica garantisce equità e meritocrazia. In questa direzione va l’operazione “Dusty Trade”, che attesta l’impegno della Procura della Repubblica e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina al contrasto di tutte quelle condotte di infedeltà per il buon andamento della Pubblica Amministrazione.

19 febbraio 2018 0

Formia, vendevano sul web divise della Guardia di finanza. Merce sequestrata e denunciate due persone

Di redazionecassino1

LATINA – In adesione all’indirizzo operativo e alle specifiche direttive impartite dal Comando Provinciale di Latina, finalizzate alla prevenzione e alla repressione anche di quei traffici illeciti che si realizzano attraverso l’uso del web, le Fiamme Gialle del Gruppo di Formia individuavano sul noto sito di annunci online “Subito.it”, una inserzione relativa alla vendita di un’uniforme del Corpo.

I Finanzieri, effettuati i dovuti riscontri sulla veridicità dell’annuncio, e monitorata la sua pubblicazione on-line, interessavano la competente Procura della Repubblica di Cassino, nella persona del P.M. Emanuele De Franco, che disponeva l’esecuzione di una perquisizione presso il domicilio dell’inserzionista. A casa di un sessantottenne formiano venivano, così, rinvenute e sequestrate le mostrine originali (riproducenti le Fiamme Gialle) che sono apposte al bavero delle giacche delle uniformi del Corpo e le prove della spedizione della divisa ad un acquirente siciliano.

La spedizione veniva, quindi, tracciata elettronicamente e l’acquirente, un siciliano di 34 anni, identificato e segnalato alla Procura di Cassino che emetteva un nuovo decreto di perquisizione a suo carico. L’uniforme venduta online, una volta a destinazione, veniva intercettata dai militari della Tenenza di Acireale (CT) che la sottoponevano a sequestro unitamente ad altra (completa di mostrine, camicie, cravatta e cinturoni) rinvenuta presso quella medesima abitazione.

Il Codice Penale e il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza contengono norme che puniscono severamente chi illegittimamente fabbrichi, detenga o commercializzi uniformi militari e segni distintivi di Corpi di polizia, tenuto conto della particolare delicatezza dei beni in questione; beni che, in un’epoca caratterizzata da una generalizzata allerta per terrorismo e da un incremento esponenziale dei tentativi di truffa, occorre viepiù tutelare, neutralizzando qualsiasi possibile fonte di loro illecito utilizzo.

13 novembre 2017 0

Operazione antidroga “Smoke snake” della Guarda di finanza di Caserta, arrestate 26 persone

Di redazionecassino1

Caserta – Un’importante operazione di servizio in materia di stupefacenti. In particolare, su disposizione della Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, dalle prime luci del mattino oltre 100 finanzieri della Compagnia di Marcianise e degli altri Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, coadiuvati dalle unità cinofile,  hanno dato esecuzione all’ordinanza con cui il G.l.P. del Tribunale partenopeo ha disposto l’arresto di 26 soggetti, di cui 21 ristretti in carcere e 5 agli arresti domiciliari, fortemente indiziati di far parte di un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico  internazionale di ingenti quantitativi di droga (eroina, cocaina e marijuana) al fine di rifornire diverse piazze di spaccio nelle province di Napoli e Caserta.

Le indagini sono iniziate nel maggio 2016 quando i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Marcianise mettevano sotto stretta osservazione una rete di spaccio operante nelle zone di Marcianise, Capodrise, Macerata Campania e Portico di Caserta. Acquisito così un completo e ampio quadro probatorio atto a ricostruire nel dettaglio l’intera filiera criminale del traffico e della distribuzione dello stupefacente, rilevata la pericolosità dei soggetti indagati e la loro assiduità nell’attività delinquenziale, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha disposto l’arresto nei confronti di n. 26 soggetti (19 italiani e 7 albanesi).

In concomitanza con l’esecuzione delle misure cautelari personali, il P.M. procedente ha anche disposto d’urgenza il sequestro, finalizzato alla successiva confisca, di tutti i beni nella disponibilità degli indagati, il cui possesso non è risultato giustificato rispetto ai minimi redditi leciti dagli stessi dichiarati. In esecuzione di tale provvedimento cautelare patrimoniale le Fiamme Gialle hanno bloccato le disponibilità liquide riconducibili a ben 65 rapporti finanziari, un appartamento e una cantina siti in Casandrino, 2 ditte di autotrasporto site in Napoli e in Mugnano, 1 internet point di Acerra, 2 panifici siti a Casandrino e a Grumo Nevano e una Fiat 500 XL intestata ad un prestanome, per un valore complessivo allo stato quantificabile in oltre mezzo milione di euro.

26 ottobre 2017 Non attivi

Guardia di finanza: controlli in materia di “lavoro nero” nel settore dell’edilizia

Di redazionecassino1

 

Caserta – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, confermando il costante impegno nella repressione del fenomeno del sommerso da lavoro, in data odierna ha effettuato, unitamente a personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta, numerose ispezioni presso cantieri edili siti in Caserta e comuni limitrofi.

In particolare sono state sottoposte a controllo 15 imprese con cantieri attivi a Caserta, San Nicola La Strada, Macerata Campania e Portico di Caserta. In sei casi è stato accertato l’impiego di lavoratori irregolari. Complessivamente sono stati controllati 44 lavoratori, di cui 8 sono risultati completamente “in nero” e altri 2 irregolarmente assunti.

Per 3 aziende è scattato il provvedimento di sospensione, in quanto la manodopera irregolare era superiore alla percentuale soglia prevista dalla legge per far scattare il provvedimento cautelativo.

21 ottobre 2017 Non attivi

Badante italiana indagata dalla Guardia di finanza per circonvenzione di incapace

Di redazionecassino1
Fondi – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Latina in relazione alla fattispecie di reato di circonvenzione d’incapace cui all’art. 643 c.p. hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore di 1.310.00,00 euro disposto dal Tribunale del capoluogo su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Luigia Spinelli. L’indagine si è sviluppata a seguito di una denuncia sporta da un familiare di un’anziana persona di Fondi (LT), a conoscenza delle disponibilità patrimoniali della vittima.Il soggetto, un uomo di oltre 90, ritenuto nel 2011 incapace di intendere e di volere dalla ASL di Latina che gli aveva riconosciuto lo stato d’infermità e l’accompagnamento, aveva compiuto una serie di atti dispositivi del proprio patrimonio a favore della propria badante di origini italiane. Le mirate indagini di polizia giudiziaria condottedai militari della Compagnia di Fondi mediante escussionii in atti di persone informate sui fatti e con accurata ricostruzione della situazione patrimoniale e finanziaria hanno evidenziato come dai conti correnti dell’uomo fossero state prelevate cospicue somme a beneficio della donna e come la stessa si fosse fatta intestare, quale unica beneficiaria, due polizze vita per un controvalore complessivo pari ad euro 1.310.000,00. La Procura della Repubblica di Latina valutate le evidenze sanitarie e le risultanze delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Fondi, richiedeva all’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari l’emissione di un provvedimento cautelativo sulle due polizze al fine di salvaguardare gli interessi della vittima e degli eventuali legittimi eredi beneficiari. Il Giudice ritenute fondate le motivazioni addotte a sostegno della richiesta disponeva di appore il vincolo cautelare sulle due polizze vita.
6 ottobre 2017 0

La Guardia di finanza sequestra una villa all’ex consigliere regionale Nicola Ferraro

Di redazionecassino1

Casal di Principe (CE) – Personale della Questura e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta – in esecuzione di un nuovo decreto emesso dalla Seconda Sezione Penale, Collegio D, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – ha sottoposto a sequestro, una villa di pregio sita ad Arienzo, in provincia di Caserta, per un valore di circa 800.000 euro, di proprietà dell’attuale moglie di FERRARO Nicola [nato a Casal di Principe (CE) il 23.03.1961], già esponente politico di rilievo regionale (ex consigliere della Regione Campania eletto nelle fila dell’Udeur in data 03.04.2005) e imprenditore nel settore del trattamento dei rifiuti, attualmente detenuto in quanto condannato, in data 16.04.2015, con sentenza passata in giudicato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso.

FERRARO, infatti, è stato riconosciuto dal giudice penale come imprenditore e politico colluso, almeno dal 2000 in poi e comunque già prima della sua elezione al Consiglio della Regione Campania avvenuta nel 2005, con i reggenti del “clan dei casalesi”, fazioni Schiavone e Bidognetti, al raggiungimento dei cui scopi ha asservito sia la propria attività imprenditoriale, anche quale amministratore della ECOCAMPANIA s.r.l., ora fallita, che quella politica, ricevendone in cambio sostegno elettorale ed un appoggio determinante per la sua stessa affermazione imprenditoriale.

Già durante gli accertamenti economico – patrimoniali svolti in occasione della precedente misura di prevenzione era stata acquisita, con riferimento all’ultimo ventennio, copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie nonché numerosi altri atti pubblici che hanno interessato nel tempo il suo nucleo familiare, riscontrando così che gran parte delle attività e dei beni entrati nella disponibilità del proposto e dei propri stretti congiunti era stata acquistata con proventi ottenuti grazie alla stretta contiguità dell’ex consigliere regionale al “clan dei casalesi”.

In tale contesto è emerso che la villa di prestigio oggi sequestrata – di oltre 400 mq comprensiva di piscina nonché di un muro di cinta dell’altezza di 3 metri e di spessore di 50 cm. che perimetra l’intera superficie circostante pari a circa 2.000 mq. – è stata edificata nel periodo 1997-1998 quando l’attuale moglie di FERRARO Nicola, già legata a quest’ultimo da una relazione sentimentale, non poteva assolutamente disporre delle necessarie risorse finanziarie, evidentemente fornitele dal suo compagno.

L’esecuzione del sequestro di oggi, che si aggiunge a quello già effettuato nel mese di giugno scorso, porta a un valore superiore ai 4 milioni di euro i beni complessivamente sottratti alla disponibilità del FERRARO per la successiva confisca e l’acquisizione al patrimonio dello Stato.

25 settembre 2017 0

Tre docenti universitari Laziali tra gli arrestati dalla Guardia di Finanza

Di admin

LAZIO – Tre docenti universitari di Diritto Tributario romani sono tra i sette indagati arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza di Firenze nel corso dell’indagine per corruzione.

Uno dei tre è titolare della cattedra all’Università di Cassino, il secondo a Tor Vergata e il terzo all’università di Foggia. Altri laziali sono tra i 59 indagati. Gli investigatori precisano che gli Atenei sono estranei all’indagine.

Una notizia che scuote gli ambienti universitari.

Ermanno Amedei

24 luglio 2017 0

Guardia di finanza, Latina: Arrestato noto imprenditore di Fondi per estorsione e appropriazione indebita

Di redazione

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Latina hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Latina Dott. Pierpaolo BORTONE su richiesta del Pubblico Ministero Dott.ssa Luigia Spinelli, nei confronti di un noto imprenditore fondano attivo nel commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi per le fattispecie di reati di cui agli artt. 629 c.p. (estorsione) e 611 c.p. (violenza o minaccia per costringere a commettere un reato). Le indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Fondi hanno preso il via da una prima attività di verifica fiscale volta all’accertamento del rispetto degli adempimenti amministrativo-contabili. Dall’esame della documentazione rinvenuta e dai successivi approfondimenti investigativi, le Fiamme Gialle fondane hanno riscontrato che nel periodo compreso tra il 2013-2017, l’imprenditore ha indotto sistematicamente i tre dipendenti della società, con l’implicita prospettiva di licenziamento, ad accettare gravose condizioni di lavoro, come, ad esempio, prestare la propria attività lavorativa per otto-dieci ore al giorno a fronte di un contratto part-time in base al quale gli venivano retribuiti la metà delle ore prestate od, ancora, dover accusare proprie colleghe per addebitare ingiustamente loro gravi mancanze sul luogo del lavoro. Gli stessi sono stati altresì indotti a rinunciare alla 13^ e 14^ mensilità nonché alla retribuzione di ferie e permessi e alla mancata corresponsione degli assegni familiari, degli 80 euro mensili introdotti dal D.L. 66/14 (meglio noto come “bonus Renzi”) e dei crediti d’imposta spettanti dalla liquidazione IRPEF. Emblematico il caso di un dipendente il quale risulta avere prestato la propria attività lavorativa ininterrottamente per circa 4 anni senza godere dei previsti giorni di ferie e riposi settimanali. Due dei tre dipendenti vittime sono poi stati comunque licenziati dall’imprenditore mentre il terzo in precedenza si era licenziato. Il Tribunale di Latina ha ritenuto fondate le conclusioni cui è giunto l’Ufficio del Pubblico Ministero ritenendo configurabile il reato di estorsione nella condotta dell’imprenditore, nella fattispecie imponendo ai dipendenti condizioni retributive e di lavoro particolarmente gravose, dietro la minaccia del licenziamento.