Tag: finanziamenti

13 luglio 2018 0

Mass media “malati” di finanziamenti pubblici, i lettori tornino a pagare l’informazione

Di admin

ATTUALITA’ – L’editoria affonda, il giornalismo anche e l’informazione diventa la semplice ricopiatura o “copia e incolla” di comunicati. In poche settimane la chiusura del quotidiano “La Provincia” nel Frusinate e dell’agenzia stampa regionale Omniroma, ampliano lo spaccato già drammatico sull’editoria, ma i motivi di chiusura delle due testate mostrano quale è il vero male del settore: i finanziamenti pubblici. In un caso, infatti, non erano arrivati, mentre in un altro, non erano stati sufficienti.

La sopravvivenza di un’azienda, quindi, non è legata così come dovrebbe essere ai “clienti” che ne comprano il prodotto o il sevizio, ma a “rubinetti” che si aprono o si chiudono a seconda di logiche spesso di convenienza se non addirittura legate ad amicizie o vicinanze politiche. Può essere mai sano un sistema editoriale che radica in questo le sue fondamenta? Può mai essere credibile la linea editoriale di un giornale che sopravvive in base al flusso di finanziamenti decisi dalla politica (la stessa che il giornale deve controllare per criticarne l’operato se occorre)? Decidetelo voi ma sappiate che non esiste un ufficio pubblico, al cui interno lavorano impiegati pubblici, preposti a vagliare in maniera indipendente le richieste di sostegno alle aziende editoriali. Per accedere a questi aiuti, bisogna passare per la segreteria di un esponente politico che ti indirizza al “rubinetto”. Poi si deciderà di aprilo o meno, ma già l’idea di dover bussare alla porta di un politico appare malsana.

Il principio di dover garantire la pluralità dell’informazione, che avrebbe ispirato i finanziamenti all’editoria, potrebbe essere ugualmente valido e rispettato se si contribuisse alle spese di gestione, anche e pur solo tecnologica, delle piccole realtà editoriali; dalle spese per la gestione dei server, domini, o ammodernamenti di apparati tecnologici.

Noi del Il Punto a Mezzogiorno crediamo che così come un commerciante o un artigiano a fine serata deve fare i conti con ciò che i clienti gli hanno permesso di mettere in cassa, alla stessa maniera i giornali devono vivere della “vendita” dell’informazione ai lettori e, al massimo della pubblicità. Già questa, la vendita della pubblicità, un tempo veniva considerata un compromesso a volte poco accettabile ma regolato o controllato dal fattore “vendite dei giornali”: se i lettori trovavano la linea del giornale sbilanciata, lo punivano non comprandolo più.

Oggi che l’informazione è gratis sui siti internet e che i giornali che si reggono lo fanno solamente grazie ai finanziamenti pubblici e pubblicità, viene meno quel fattore di controllo che faceva bene al giornalismo stesso ma soprattutto permetteva una informazione intellettualmente onesta. Con questo sistema l’informazione passa; arriva al lettore e ne condiziona il pensiero, ingannandolo quando l’informazione è falsa o raccontata in maniera tale da lasciar credere cose diverse da quelle che in realtà sono.

Tutto, quindi, è diventato come la Rai. Piaccia o non piaccia, credibile o non credibile, l’informazione della Tv di Stato continuerà a ricevere i finanziamenti derivanti dal Canone Rai il cui pagamento, però, non è una scelta dell’ascoltatore, ma un obbligo. Ci si chiede perché la privatizzazione in Italia ha toccato tutti i settori, anche quelli più strategici come la telecomunicazione, l’energia, i trasporti, finanche l’acqua e la Sanità, ma non l’informazione della Tv di Stato.

Quindi la domanda è legittima: i finanziamenti pubblici all’editoria sono un mezzo per garantire la pluralità dell’informazione o per esercitare un controllo su di essa da parte della politica?

Ecco perché l’informazione deve essere un servizio pagato dal lettore. Il lettore, così come compra il pane, i servizi telefonici, quelli delle pay tv, deve pagare l’informazione e, così come per le altre cose, interrompere il contratto quando il servizio non lo soddisfa.

Con gli abbattimenti dei costi grazie ad internet, basterebbero pochi euro al mese da ciascun lettore per sostenere il settore dell’editoria conservandolo indipendente dalle forze politiche. Pensate, a Il Punto a Mezzogiorno che, nel suo piccolo, mediamente fa quattromila visitatori unici al giorno, basterebbe che ciascuno di quei 4mila desse un euro al mese per dare la possibilità a chi attualmente lavora con impegno, ma comunque in forma volontaria, a percepire uno stipendio che darebbe la possibilità di dedicare al giornale più tempo per aumentare la copertura di notizie. Ed è questa l’unica strada per contrastare anche le fake news. Se pubblicassimo articoli “bugiardi” solo per calamitare click, come ritorsione il lettore potrebbe decidere di non “comprare più informazione da questo negozio”.

Per questo, chi volesse contribuire <strong>gratificando il nostro lavoro</strong>, può farlo con versamenti, lo ripetiamo, fosse anche solo di <strong>un euro</strong>, sostenendo Il Punto a Mezzogiorno con una donazione volontaria.

Grazie <strong>Il Punto a Mezzogiorno</strong>

Puoi farlo con Bonifico intestato a Ermanno Amedei codice Iban: IT65Q0760105138282904282908

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Ermanno Amedei

9 aprile 2018 0

La puntura di Ultimo… a chi mente sui finanziamenti regionali persi a Cassino

Di admin

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Dichiarare ai cittadini il falso è reato? A Cassino da qualche giorno Giunta ed opposizione si sfidano sul tema dei finanziamenti regionali persi. La maggioranza dice di non aver potuto partecipare ai bandi regionali perché era necessaria la compartecipazione alle spese da parte del Comune per l’attuazione dei progetti e, vista la disastrosa situazione delle casse municipali, non vi è la possibilità.

L’opposizione, bandi alla mano, ribatte che molti progetti erano invece a costo zero. Si è trattato semplicemente di incapacità o altro. Non è una diatriba politica e basta. Qui qualcuno sta mentendo spudoratamente ai cittadini e la cosa può essere risolta andando effettivamente a vedere cosa prevedono i bandi della Regione Lazio.

Parliamo di importanti progetti riguardanti i rifiuti, la qualità dell’aria, la viabilità. Cose che fanno la differenza nella qualità della vita delle persone, quindi per la salute. Mentire su ciò è lecito? La Magistratura ne è al corrente? Ora si. Vediamo cosa succede”.

Ultimo

5 aprile 2018 0

Consales: “D’Alessandro perde anche i finanziamenti per il “centro di conferimento collettivo’ in via Agnone”

Di redazionecassino1

CASSINO – Con la perdita del finanziamento riguardante le isole ecologiche concesso dalla Regione Lazio va in fumo anche l’ultima speranza di vedere lo spostamento del centro di conferimento collettivo presso altri siti e in particolare nella località di via Agnone nei pressi del depuratore comunale. Questo è la prova certificata che questa amministrazione ha dormito in questi due anni e le promesse fatte nel corso della riunione al parco del Rondò servivano solo per prendere ulteriore tempo e non decidere nulla. Di fatto si è preclusa la possibilità di investire su tutte le infrastrutture propedeutiche al centro di conferimento collettivo e che potevano servire, eventualmente, per dotare delle opere di urbanizzazione, l’area proposta nei giorni scorsi dalla minoranza consiliare nei pressi del depuratore comunale.

Come evidenziato negli art. 5 e 6 del bando il contributo era totalmente a fondo perduto per la copertura del 100% delle spese ammissibili, come ben descritto al punto 3 commae) realizzazione e allestimento area di gestione dell’isola ecologica-centro di raccolta (opere strutturali ed infrastrutturali, impiantistica accessoria, ecc.): spesa massima ammessa anche nella misura del 100% dell’importo complessivo dell’intervento, nel limite massimo del contributo complessivamente concedibile a ciascun soggetto proponente ai sensi di quanto disposto dal successivo articolo 6 del presente Bando;

Addirittura venivano coperte le spese di progettazione e la campagna di comunicazione/formazione che poteva coinvolgere tutta la cittadinanza per pubblicizzare il nuovo servizio da attivare.

La regione Lazio offriva un’altra opportunità che poteva essere seguita dall’amministrazionecomunale quella di acquisire un terreno privato. Al punto 3 commaa) acquisizione di terreni nell’area di cui eventualmente il soggetto proponente ancora non disponga, da destinare alla realizzazione del centro di raccolta e/o dell’isola ecologica prevista nel progetto presentato nella misura massima del 30% dell’importo complessivo del progetto;

Nemmeno questa strada è stata seguita dalla giunta D’Alessandro.

 

Poteva essere sfruttato anche l’incentivo che veniva dato alle amministrazioni pubbliche che stavano già progettando ed eseguendo isole ecologiche con altri contributi pubblici o privati. Come è bene evidente all’art 6 del bando comma 2 L’incentivo riconosciuto è cumulabile con altri contributi o finanziamenti pubblici o privati, fino alla concorrenza massima del 100% delle spese sostenute per la realizzazione dell’iniziativa.

Quindi anche questo terzo aiuto importantissimo non è stato sfruttato. Al di là dell’isola ecologica e del centro di conferimento ancora bloccati e al palo da due anni, il finanziamento poteva essere sfruttato per dotare un quartiere periferico di questo importante servizio permettendo ai cittadini di avere a pochi metri un punto di raccolta che poteva aiutare le famiglie a migliorare la raccolta differenziata.

Ma la cosa ancora più grave è aver perso l’occasione del secondo bando per progettare eco isole con il compostaggio di comunità. Aree periferiche dove magari non è possibile usufruire dello spazio per le compostiere domestiche ma che avrebbero permesso a numerosi cittadini di conferire l’organico anche nei giorni come il week end lungo di pasqua, dove il servizio è stato sospeso, e nello stesso tempo usufruire dello sconto sulla tariffa. Allargando in questo modo gli incentivi già previsti per le compostiere domestiche. Penso ai quartieri di San Bartolomeo, Caira, San Michele-Sant’Antonino-Selvotta, Sant’Angelo, Panaccioni, Andridonati, Solfegna Cantoni, San Pasquale, Colosseo solo per fare alcuni esempi. Poteva essere sfruttato il finanziamento a fondo perduto di 600.000 euro previsti da questo bando e potenziare in maniera diffusa la raccolta differenziata porta a porta. Purtroppo resterà un sogno per i cittadini di Cassino vedere sia realizzati questi progetti e sia vedere ridotte le proprie bollette nei prossimi anni.

Riccardo Consales

Foto di repertorio

5 aprile 2018 0

L’amministrazione D’Alessandro perde 800mila euro di finanziamenti regionali per la raccolta differenziata

Di redazionecassino1

CASSINO – Il sequestro e la conseguente chiusura dell’Isola ecologica di via Pescarola infiamma le polemiche fra l’amministrazione D’Alessandro e i consiglieri di opposizione Petrarcone, Salera, Terranova e l’ex assessore all’ambiente Riccardo Consales. Proprio l’opposizione denuncia la perdita di 800 mila euro di finanziamenti regionali per la raccolta differenziata, impedendo ai cittadini di vedere abbassata la TARI.

I consiglieri si scagliano sull’operato dell’Amministrazione in un comunicato in cui fanno il punto sulla questione.

“L’onda lunga di questa campagna elettorale nefasta per il centrodestra di Cassino sembra non finire più. E purtroppo l’assenza totale in questi mesi del sindaco, della sua giunta e dei suoi consiglieri (impegnati nelle cene elettorali per il proprio candidato alla camera dei deputati) si sta dimostrando ancora più negativa per i cittadini di Cassino. Purtroppo per noi infatti il Comune di Cassino ha perso due finanziamenti che erano stati messi a bando lo scorso luglio 2017 dalla regione Lazio per la costruzione di isole ecologiche e per il compostaggio di comunità. Una vera iattura che complessivamente ci è costata la perdita complessiva per il comune di Cassino di 800.000 euro. Fondi che oltre a potenziare la raccolta differenziata vanno a colpire ancora una volta le casse comunali. Ma andiamo con ordine il 26/07/2017 la giunta Zingaretti dopo anni difficili mette a bando risorse cospicue per potenziare la raccolta differenziata emanando due bandi distinti. Il primo riguardante la costruzione di isole ecologiche con a servizio anche centri del riuso: un bando molto articolato dove si prevede anche l’aiuto economico di parziale cofinanziamento di acquisto di terreni non di proprietà del comune, e che prevede anche la copertura di qualsiasi infrastruttura presente nelle isole ecologiche, da l’informatizzazione degli ecocentri fino ad arrivare ai cassonetti intelligenti e a scomparsa. In particolare un punteggio alto è dato a quelle amministrazioni che stanno già procedendo con la progettazione delle isole ecologiche. Su questo punto fa ancora più male constatare che il comune di Cassino avrebbe avuto anche questi requisiti se solo avesse avuto un interesse politico per queste azioni previste dal bando. Questa è la dimostrazione che in questi mesi la costruzione del centro di conferimento collettivo e della nuova isola ecologica non sono state una priorità per l’amministrazione D’Alessandro.

L’altro bando prevedeva due interventi volti al potenziamento del compostaggio domestico e del compostaggio di comunità. Su questo bando avremmo avuto la disponibilità di un totale di  600.000 euro. Si potevano richiedere in particolare altre compostiere domestiche ma soprattutto più di una compostiera di comunità che potevano essere messa a disposizione di interi quartieri oppure per  i rifiuti organici prodotti nelle mense scolastiche. Ma l’obiettivo di questo bando era quello di abbassare la tassa sui rifiuti dei cittadini coinvolti nel progetto. Quindi oltre al finanziamento sono andati in fumo migliaia di euro per i cittadini.

Purtroppo osservando le determine n. G01404 del 06/02/2018 e n. G01332 del 05/02/2018 della regione Lazio, riguardanti l’approvazione delle graduatorie dei progetti,  sono presenti numerosi comuni della regione Lazio che hanno sfruttato questa occasione ma inesorabilmente manca del tutto il nostro comune. Per la precisione circa 84 comuni per il primo bando e 135 comuni per il secondo bando. Al 99,9 % tutti finanziati.

Per il primo tutti i comuni hanno avuto un finanziamento di 200.000 euro e per il secondo in base alla popolazione avevamo diritto ad un finanziamento di 600.000 euro. Un fatto gravissimo viste le numerose polemiche nate in queste settimane sulla mancata costruzione dell’isola ecologica e del centro di conferimento previste dal contratto. Un altro obiettivo mancato!! In campagna elettorale avevano promesso di far arrivare Cassino i finanziamenti europei e invece non riescono nemmeno a prendere quelli regionali”.

 

Riccardo Consales

I Consiglieri comunali

Giuseppe Golini Petrarcone

Enzo Salera

Edilio Terranova

foto di repertorio

21 febbraio 2018 0

Cassino, truffa il collega aprendo a suo nome due finanziamenti: denunciato 47enne

Di admin

CASSINO – Truffa con sostituzione di persona è il reato contestato dagli agenti del Commissariato di Cassino Settore Anticrimine, ad un 47enne residente nella Città Martire.

Le indagini degli inquirenti diretti dal vice questore Alessandro Tocco hanno permesso di smascherare il malintenzionato che aveva aperto due finanziamenti, fornendo i documenti di un suo collega di lavoro e sostituendo  la fotografia  con una propria fototessera .

Anche la firma apposta sulle richieste è risultata falsa.

Inoltre, con la stessa modalità, altri 3 tentativi sono stati “bloccati” dal sistema, poiché mancati di adeguata certificazione.

30 giugno 2016 0

Sicurezza per 3 arterie di collegamento. Il Cosilam presenta alla Regione Lazio i progetti

Di redazione

Il primo progetto riguarda “Strada di accesso allo stabilimento Weber di Aquino”. L’opera prevede l’adeguamento della viabilità limitrofa, inserendo percorsi a senso unico al fine di garantire la sicurezza dell’area stessa ed evitare che i mezzi pesanti possano transitare contemporaneamente su una stessa strada in senso opposto. Gli interventi interesseranno complessivamente un tratto stradale di circa 1700 metri e prevedono il completo rifacimento dell’arteria di collegamento rendendola più agevole e sicura per i trasporti. Il secondo progetto presentato questa mattina riguarda “Strada di accesso allo stabilimento Sanpellegrino S.p.A. di Castrocielo”. L’intervento riguarda la messa in sicurezza di un tratto di strada di penetrazione nell’area a destinazione industriale in località “Strada Romana” a completamento dell’esistente. Il tratto di strada ha una lunghezza complessiva di circa 800 metri e sarà oggetto di ampliamento che risulta  essere di vitale importanza sia per il transito di numerosi mezzi pesanti per l’accesso ai fondi agricoli ed industriali che ricadono nell’area che per quello previsto a seguito dell’espansione cui la zona sarà interessata per la presenza del gruppo San Pellegrino. L’obiettivo fondamentale dell’intervento in progetto risulta mirato ad agevolare il transito dei mezzi pesanti all’interno dell’area a destinazione industriale. Il terzo progetto riguarda, invece, la “Strada di accesso all’impianto di depurazione di Villa Santa Lucia” e prevede l’ampliamento della strada, dalla lunghezza complessiva di circa 1050 metri, con il conseguente adeguamento. L’arteria di collegamento, infatti, svolge un importante ruolo in quanto consente ai mezzi pesanti dirette al depuratore o in uscita dallo stesso di raggiungere le principali arterie stradali presenti nell’area limitrofa. L’obiettivo fondamentale dell’intervento in progetto risulta mirato ad agevolare il transito dei mezzi pesanti al fine di agevolare il raggiungimento del depuratore consortile. L’importo complessivo dei tre progetti presentati in Regione ammonta a circa 2 milioni e 800 mila euro. “Si tratta di tre progetti particolarmente importanti che sono stati più volte sollecitati dalle aziende e dai sindaci dei Comuni interessati – ha affermato il Presidente Pietro Zola – Si tratta di progettualità che consentiranno di creare le giuste condizioni per un incremento produttivo sul territorio. Ci auguriamo che la Regione Lazio accolga i nostro progetti e decida di finanziarli”.

9 ottobre 2009 0

Sora, finanziamenti regionali per rete stradale e edilizia scolastica

Di redazione

Due nuovi finanziamenti in arrivo per migliorare la rete stradale e l’edilizia scolastica comunale di Sora. Il primo contributo pari a €71.000,00 circa è stato concesso con Legge Regionale n.26/2007 art.37 sulla base di una progettualità preliminare che riguardava la sistemazione di diverse strade e marciapiedi redatta dall’Ufficio Tecnico su indirizzo della Giunta Comunale e che dovrà ora essere affinata sulla base del finanziamento concesso. Il secondo contributo pari a €240.000,00 concesso con Legge Regionale n.12/1981 riguarda le due scuole dell’infanzia di Spinelle e Carnello, che da tempo necessitano di importanti lavori di manutenzione straordinaria, che potranno finalmente essere realizzati.

4 febbraio 2009 0

Denunciata per finanziamenti ottenuti senza diritto

Di redazione

Truffa ai danni dello Stato e della Regione Lazio, quersto il reato per il quale una imprenditrice di Ceprano (Fr) è stata denunciata dalla guardia di Finanza di Frosinone. Si tratta dell’amministratrice di una cooperativa che, secondo gli inquirenti, avrebbe conseguito indebitamente contributi regionali e statali per un totale di 45mila . L’azienda beneficiava della legge 215/92 che concede, alle imprese che hanno una prevalente partecipazione femminile, finanziamenti per l’acquisto di impianti ed attrezzature finalizzate all’avvio dell’attività. I beneficiari di queste agevolazioni hanno l’obbligo di realizzare il programma di investimenti e non possono cedere o alienare i beni oggetto dell’agevolazione per cinque anni. I controlli della Gdf di Ceprano hanno accertato che la cooperativa non versava i contributi sociali obbligatori all’Inps nè le ritenute dei lavoratori all’erario. Inoltre, l’impresa aveva da tempo cessato la propria attività commerciale.