Tag: furbetti

7 novembre 2016 0

Controlli e prime sanzioni per gli esercizi di ristorazione “furbetti della raccolta differenziata”

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Cassino – Giro di vite per i “furbetti della raccolta differenziata” in particolare per gli esercizi commerciali di ristoro, gastronomici, ristoranti, bar che non rispettano le disposizioni sulla raccolta differenziata dei rifiuti prodotti. Sono scattate, quindi, serrate operazioni di controllo sulla gestione della raccolta differenziata sulle attività che operano in questi settori in centro a Cassino. L’assessore all’Ambiente, Dana Tauwinkelova ha spiegato:“Il mercoledì giorno di raccolta della sezione indifferenziata i proprietari e gestori di negozi e attività gastronomiche o alimentari del centro hanno iniziato a smaltire tutta l’immondizia senza distinzione. Così con gli agenti della polizia municipale e gli addetti della società che gestisce il servizio nel nostro comune abbiamo effettuato alcuni controlli già la settimana scorsa rilevando diverse trasgressioni. Sono state elevate le prime sanzioni nei confronti dei gestori delle attività commerciali o di ristorazione che hanno tenuto comportamenti irregolari. Questo è solo l’inizio di un percorso volto al controllo del rispetto delle norme che regolano la raccolta differenziata e che riguarderà anche le abitazioni”. “Un processo iniziato per volontà della Comunità europea al quale si sono dovuti adeguare tutti i comuni, ma che ha portato benefici in termini economici e ambientali. Se la differenziata viene effettuata seguendo i criteri giusti – ha proseguito l’assessore Tauwinkelova – il risultato è tangibile ed evidente a tutti, se qualche furbetto crede che sia più facile eludere le regole senza pagarne le spese ha fatto i conti con l’amministrazione sbagliata”. “I controlli e le verifiche proseguiranno costantemente e a tappeto in particolare nei giorni destinati alla raccolta della frazione indifferenziata per verificare come viene effettuata e chi infrange abitualmente le norme. Nella fattispecie, inoltre a chi mischierà l’indifferenziato con il differenziabile oltre all’applicazione della sanzione non sarà nemmeno ritirato il materiale. Questo è un impegno valido non solo per i cittadini ma anche e soprattutto per chi gestisce le attività commerciali tra le quali bar e ristoranti del centro. Infine rinnovo ancora l’invito a non utilizzare sacchi di plastica neri perché non sono ispezionabili e quindi non a norma” ha concluso l’assessore all’ambiente Dana Tauwinkelova.

28 aprile 2010 0

Acqua e riufuti, Taviano: “Troppi furbetti a gestire i servizi pubblici”

Di redazione

Il recentissimo episodio dei camion di rifiuti bloccati a Colfelice in quanto risultati ad alto tasso di radioattività, e la diatriba sulla c.d. privatizzazione del servizio idrico contro la quale si sta operando una raccolta di firme tra i cittadini di Cassino, pone in grande risalto il problema della qualità e, soprattutto, dell’efficienza sotto il profilo gestionale dei servizi pubblici che l’art. 117 della Costituzione affida agli enti locali. Nonostante servizi pubblici come quello idrico e quello dello smaltimento dei rifiuti non possano non essere definiti sevizi essenziali in quanto attinenti a beni fondamentali come la vita e la salute dei cittadini, il nostro ordinamento, e questa è una grave lacuna, non fornisce alcuna distinzione tra servizi pubblici essenziali e servizi pubblici non essenziali, dando una definizione di servizio essenziale solo nella legge n. 146/90 sulla regolamentazione del diritto di sciopero, nella quale definisce servizi pubblici essenziali quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati quali la vita, la salute, la libertà, la sicurezza, la libertà di circolazione, l’assistenza e la previdenza sociale, l’istruzione e la libertà di comunicazione. Nella tassativa elencazione sopra riportata non v’è chi non veda come tra i servizi essenziali ce ne siano molti che la Costituzione affida agli enti locali come la salute, la libertà di circolazione (leggi trasporti pubblici locali), l’assistenza sociale; servizi che attengono a beni primari che però il legislatore ordinario recentemente ha svilito, l’esempio più eclatante è quello della privatizzazione della gestione del servizio idrico, ad una questione dai contenuti decisamente meno nobili e cioè se il servizio pubblico abbia o meno una rilevanza di carattere economico, con tutto ciò che ne consegue in termini di redditività di una gestione non più legata ad una efficienza del servizio ai consociati nell’ottica del pareggio di bilancio e quindi con l’imposizione di un prezzo politico del servizio in quanto destinato anche alle fasce economicamente più disagiate della popolazione, ma ad una efficienza legata al profitto del gestore nell’ottica del massimo rendimento economico con il minimo costo. Purtroppo è tipica del nostro Paese una gestione “politica” dei servizi pubblici legata a dinamiche clientelari che nulla hanno a che vedere né con un beneficio per la collettività, né con una corretta gestione dei servizi sotto il profilo economico-amministrativo, ed i risultati sono quelli che fino ad oggi stiamo vedendo: pessima qualità dei servizi con costi abnormi. Fino a quando i servizi pubblici non saranno gestiti con l’ottica di rendere veramente un servizio alla collettività e considerando che i soldi ingurgitati dagli enti gestori non servono per assicurare laute prebende ai politici “trombati” alle elezioni, ma sono soldi di tutti che servono per tutelare beni costituzionalmente garantiti, avremo sempre i furbetti che cercheranno di smaltire in discarica rifiuti radioattivi o delinquenti che avvelenano le acque nascondendovi lastre di amianto per smaltirle illegalmente. L’auspicio è che anche loro siano ghiotti di pesce! Paolo Andrea Taviano Magistrato