Tag: governo

18 settembre 2018 0

La puntura di Ultimo… alla Lega e alla tenuta del Governo Giallo Verde

Di admin
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LA PUNTURA DI ULTIMO – “Nell’alleanza di governo giallo verde, la Lega rappresenta per molti versi motivo d’imbarazzo. Un passato di governo nel centrodestra pone la Lega complice di tante nefandezze, sempre condannate dai cinque stelle.

I fondi elettorali illegittimamente recepiti, mai restituiti e poi spariti, con relativa condanna della magistratura, sono un caso eclatante. Ultimamente vi è un senatore della Lega che dà lezioni di economia e spesso è stato accostato al ruolo di sottosegretario, Armando Siri, che vanta un curriculum di bancarotta, casa pignorata e 150 mila euro di multe impagate.

Oggi, questo senatore, ci spiega come sarà la politica economica della Lega. Salvini, con i successi in tema migranti, si sta giocando tutti i jolly e sta salendo nei consensi. Ma quanto ancora il M5S potrà sopportare?”.

Ultimo

2 giugno 2018 0

C’è una parte di Roccasecca nel neo ‘Governo Conte’ la consorte del ministro Tria è originaria della città di San Tommaso

Di redazionecassino1

CASSINO – Nel pomeriggio di ieri hanno giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il neo Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ed i ministri del nuovo governo. Proprio fra i componenti della compagine di governo spicca il nome del prof. Giovanni Tria, non solo come titolare di un ministero di rilevante importanza, quello dell’Economia.

Il professor Tria è particolarmente familiare a Roccasecca per le origini della sua consorte. I coniugi Tria, infatti, sono conosciuti nella piccola cittadina della Ciociaria la consorte del neo ministro, infatti, è originaria di Roccasecca dove ha una abitazione nel centro. Giovanni Tria è presidente della Scuola nazionale dell’amministrazione e professore ordinario di economia politica all’università di Tor Vergata e nella prossima Legislatura si appresta a ricoprire un ruolo essenziale nel governo italiano ed in Europa.

“Rivolgo i migliori auguri a tutti i Ministri del nuovo governo ed in particolare al Ministro Tria al quale auguro di contribuire alla crescita del nostro paese e del nostro territorio che conosce molto bene”. Ha fatto sapere il sindaco Giuseppe Sacco.

27 novembre 2017 0

Contratti Fca, preoccupazione di Ciacciarelli che chiede intervento di Governo e Regione

Di redazione

Una situazione quella della crisi occupazionale che preoccupa non poco il mondo della politica. Pasquale Ciacciarelli (Fi) chiede un intervento immediato al governo, alla Regione Lazio e al ministero del lavoro “La situazione occupazionale di FCA e dell’ intero indotto- afferma Ciacciarelli- è sempre più precaria. I frutti di una politica occupazionale basata sul lavoro interinale sono evidenti. Ebbene, i 300 interinali che hanno visto rinnovarsi lo scorso mese il contratto di lavoro sembrerebbero destinati a raggiungere i 532. Un vortice che sta assorbendo non soltanto lo stabilimento FCA ma l’intero indotto. Mi riferisco ad alcune aziende, la cui attività è strettamente legata alle produzioni FCA, costrette a mandare a casa decine di interinali. Un clima di instabilità, di diffusa disillusione dei nostri ragazzi che vede cadere ed infrangersi le aspettative di vita di centinaia di famiglie. Ritengo- prosegue- che dinanzi ad un simile scenario la Regione Lazio ed il Governo centrale, mi riferisco al Ministero del Lavoro ed al Ministero dello Sviluppo Economico, debbano intervenire prontamente. Bisogna scongiurare che il territorio sprofondi in una fase di stallo, di paralisi occupazionale con gravi conseguenze di ordine sociale. Ritengo che il problema occupazionale non possa essere risolto con misure tampone quali i contratti interinali che non offrono alcuna garanzia di continuità al lavoratore. E’ necessario uno sguardo a lungo termine, ad ampio raggio, che permetta di risolvere il problema alle fondamenta. È impensabile aggiungere stanze ad un edificio che presenta crepe fin dalle fondamenta. Le odierne criticità sono da imputare in modo particolare al blocco del turn over che impedisce il ricambio generazionale, e che vede allontanare l’età del pensionamento da lavoratori desiderosi di godere dei frutti della pensione ed è qui che bisogna intervenire. Se si vuol puntare sulla competitività del territorio, si deve necessariamente investire sulle politiche giovanili”.

29 giugno 2017 0

Gaeta: Ecco la squadra di governo e la.composizione del consiglio comunale

Di redazione

Archiviati i risultati elettorali, che hanno visto affermarsi sui competitors, il sindaco Cosimo Mitrano, ecco elencati di seguito i nomi di coloro che compongono la Squadra di governo: Angelo Magliozzi( Vicesindaco) assessore al Turismo, Finanziamenti Europei, Lavori Pubblici, Patrimonio, Marketing Territoriale. Italo Taglialatela assessore alla Polizia Municipale, Protezione civile, Piano emergenza Comunale, Sicurezza urbana. Trasporti. Assetto idrogeologico. Mauro Fortunato si occuperà di Politiche ambientali e di sviluppo sostenibile. Aree verdi e parchi. Arredo Urbano. Demanio Turistico. PUA. Attività produttive. SUAP. Antonella Vaudo invece Politiche ed istruzione dell’infanzia. Pinacoteca Comunale. Politiche Giovanili. Mobilità sostenibile. Sanità. Lucia Maltempo assessore al Personale. Politiche cimiteriali. Pubblica Istruzione. Politiche del Welfare. Pari Opportunità. DELEGATI Luigi Ridolfi Sport ed impiantistica sportiva, Maria Pia Alois Cultura

I consiglieri comunali sono: Pina Rosato, Luigi Coscione, Gianna Conte, Cristian Leccese, Marco Di Vasta, Gennaro Dies, Katia Pellegrino,Luigi Marzullo, Linda Morini,Pietro Salipante, Pasquale De Simone. Gruppi di opposizione:Massimo Magliozzi, Franco De Angelis,Luigi Gaetani,Luigi Passerino,Emiliano Scinicariello.

21 giugno 2017 0

Piedimonte San Germano: Ferdinandi presenta la squadra di governo

Di redazione

Questa mattina nella sala consiliare “Bruna Bellavista” del comune di Piedimonte San Germano, il neo eletto sindaco Gioacchino Ferdinandi ha presentato la sua squadra di governo, ovvero ha comunicato i nomo dei quattro assessori. Leonardo Capuano sarà vicesindaco e assessore con delega alla manutenzione, rifiuti, cultura e politiche giovanili. Marialisa Tomassi sarà assessore con delega alla pari opportunità, ambiente, politiche sociali e scuola. Vincenza De Bernardis sarà assessore al patrimonio, al trasporto pubblico locale, alle politiche del lavoro e alla sicurezza. Valerio D’Alessandro sarà assessore allo sport, personale, commercio e attività produttive. Le materie non ancora assegnate saranno demandate ai consiglieri comunali e rese note lunedì prossimo alle ore 18.00 quando si svolgerà il primo consiglio comunale. Nella foto, Ferdinandi con alcuni dei consiglieri e candidati dell’ultima tornata elettorale.

6 giugno 2017 0

Piedimonte al voto. Ferdinandi: “Basta minestroni, la città vuole un governo nuovo”

Di redazionecassino1

Piedimonte San Germano – Continua serrato e senza sosta il dibattito politico-programmatico a Piedimonte San Germano in vista dell’imminente voto dell’11 giugno prossimo per il rinnovo del Consiglio comunale. Il candidato Sindaco Gioacchino Ferdinandi, della lista n. 2 Piedimonte#ORA, è salito di nuovo sul palco con tutta la sua squadra, al gran completo, nessun assente. Domenica sera piazza Sturzo era gremita di cittadini, simpatizzanti e amici che insieme hanno voluto dare il massimo sostegno nel corso di un comizio incentrato soprattutto sui programmi e le proposte che questa squadra ha per il futuro della città. Uno scrosciante applauso ha accompagnato la salita sul palco del trentacinquenne avvocato che in queste ultime settimane ha dimostrato di avere le carte in regola per andare ad amministrare nel migliore dei modi Piedimonte San Germano. “Una campagna elettorale in cui, almeno da parte nostra, – ha subito sottolineato Ferdinandi in apertura di discorso – è regnata la proposta ed è stato dato spazio alle soluzioni da mettere in campo per il nostro paese. Ricordo a qualcuno che abbiamo fatto quasi venti tappe del Tour della Proposta per presentare ai cittadini il nostro programma elettorale e lo abbiamo fatto in tempi non sospetti, al contrario delle menzogne che si vanno raccontando oggi su qualche palco. In parte ci siamo dovuti anche difendere da attacchi infondati, dalle bugie e dalla macchina del fango, ma mai siamo andati sopra le righe, cosa che non è accaduta in particolar modo nella lista del mio competitor, dove c’è stata poca proposta, e scarsa credibilità. Per noi questo è un danno a Piedimonte, dobbiamo scongiurare che non andrà a governare chi ha fatto poco o niente per questo territorio, chi ha pensato prima ai fatti propri e forse, dopo, al bene comune”. E poi subito una stoccata al candidato Urbano, che alla stessa ora stava tenendo un comizio in località Ruscito e nel quale ha cercato in ogni modo di trovare giustificazioni assieme ad un suo candidato che, a quanto sembra, sarebbe in procinto di aprire l’ennesimo impianto di trattamento di rifiuti ospedalieri, pericolosi e non, proprio a quattro passi da Piedimonte, in via Cerro Antico, La Fiotech Srl. “Quella politica ad alto livello come l’hai definita – ha detto Ferdinandi riferendosi ad Urbano – ti è servita personalmente, ti è servita per farti eleggere in provincia, a farti nominare presidente dell’Ater, a farti poi eleggere in regione, ed ancora per portare a casa un vitalizio da circa 3000 euro al mese e a vita. L’ho già detto due giorni fa nel comizio a Ruscito: vigileremo su tutti i titolari di autorizzazioni per lo smaltimento, stoccaggio o trattamento di rifiuti. L’ho già detto ai tuoi candidati Caporusso ed Ermelinda Costa e glielo ribadisco: riteniamo che il nostro territorio ha altre prospettive di sviluppo, ha altre caratteristiche ma di certo non saranno i rifiuti a renderlo migliore. La nostra politica è lontana anni luce da questo indirizzo che voi continuate a sponsorizzare. Chi all’interno della propria lista ha candidati interessati a questo tema, lo dica con chiarezza, ed abbia rispetto per questa comunità. Ma purtroppo – ha aggiunto Ferdinandi – siete bravi solo a dire che noi creiamo allarmismi. Noi allarmismi non ne facciamo e saremo attenti e determinati alla tutela della salute dei cittadini e del territorio dove viviamo”. Parole forti quelle del candidato Sindaco che hanno entusiasmato i presenti. Il trentacinquenne avvocato è poi passato ad un punto fondamentale del programma, il sociale, anche questo argomento che ha destato forti polemiche. “Questa piazza – ha continuato Ferdinandi – ospita importanti Enti, gli uffici del Consorzio dei Comuni del Cassinate per i Servizi Sociali, una struttura che gestisce importanti prestazioni in ventisei Comuni della parte meridionale della provincia di Frosinone. E’ strategico e fondamentale, in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, trovare un dialogo forte e concreto magari convocando tavoli tecnici e attraverso i quali si potranno stringere e rafforzare tutte quelle sinergie necessarie ai bisogni della popolazione anziana, dei minori a rischio disagio e dei portatori di handicap. Queste per noi sono priorità. A chi oggi si scaglia contro gli ex assessori dicendo che sono i responsabili del taglio al sociale voglio dire, una volta per tutte, che non è leale e non è serio. Continuano ad omettere e specificare che questo taglio deriva da un debito nei confronti della Rsa di 336mila euro e che 90mila sono stati già messi in bilancio per l’anno 2017, proprio per iniziare ad estinguere questo passivo”. Una stoccata è stata data anche al candidato Delicato, l’uomo dei volantini. “Di questa nostra unione ho la certezza – ha detto Ferdinandi – è una squadra viva, forte e credibile, ma che viene addirittura attaccata da Lucio Delicato mi sorprende e mi fa pensare che dall’altra parte c’è un forte senso di debolezza. All’amico Lucio voglio solo fare una domanda: sei lo stesso che nel 2004 fece girare un volantino con su disegnato un pentolone? Ti ricordi chi c’era dentro: Mario Riccardi che girava dall’alto il brodo, un minestrone con dentro Ettore Urbano, Oreste Gentile e Gioacchino Costa. Oggi in quel pentolone, oltre a Riccardi, Gentile, Urbano e Costa ci sei anche tu. Quando si suol dire cuocere nel proprio brodo. Non avete dignità e credibilità avete negli anni detto e fatto il contrario di tutto e oggi avete anche il coraggio di venire a farci la morale a noi. Una cosa ve la riconosco – ha sottolineato Ferdinandi – quella di esservi messi tutti insieme nello stesso pentolone e senza vergogna”. Il candidato Sindaco di Piedimonte#ORA ha chiuso il suo comizio ricordando un primo cittadino di Piedimonte, il dottor Mario Aceti. “Un grande uomo, un grande sindaco che all’epoca aprì un ciclo e governò questo paese per ben 25 anni. Fu lui a dare lo slancio a Piedimonte e fu anche grazie al suo interessamento e determinazione che la Fiat scelse Piedimonte come sede. Una persona che già all’epoca aveva una marcia in più, semplice, umile e di alto spessore umano. Spero – ha concluso Gioacchino Ferdinandi -, e non solo perché sono di Ruscito come lui, di riuscire ad aprire un nuovo ciclo e ad essere ricordato per aver fatto cose buone per il mio paese”.

7 novembre 2012 0

Anche Singapore dice stop al segreto bancario. D’Agata: “L’Italia si attivi per le verifiche antievasione”

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

La lotta all’evasione fiscale a livello mondiale inizia a dare i suoi frutti e a far cadere importanti muri che impedivano l’accertamento di capitali illeciti o sfuggiti al fisco dei paesi di provenienza.

Dopo la Svizzera che ha iniziato a stringere accordi con alcuni stati per favorire l’emersione di fondi provenienti da fonte illecita o comunque evasi dal fisco di provenienza, cade un’altra barriera: Singapore.

Il piccolo stato asiatico era di fatto considerato un vero e proprio paradiso fiscale – finanziario. La sua forza era basata su un sistema finanziario innovativo e agile cui si univa un segreto bancario inespugnabile dove poter affidare asset in massima sicurezza.

Con una vera e propria marcia indietro attraverso una nota ufficiale inviata agli amministratori delegati di tutte le istituzioni finanziarie autoctone e straniere stanziate nella città stato indonesiana, l’Autorità monetaria di Singapore ha, infatti, pubblicato una circolare che rappresenta un vero e proprio stop all’accoglienza dei capitali non regolarizzati, per impedire nuove ondate di capitali illegali.

A onor di cronaca, il documento non fa altro che fare seguito gli annunci del Mas dell’anno scorso che esplicitavano la volontà di adeguamento alle normative del Gafi andando a irrigidire ulteriormente la legge detta Cdsa – Corruption, Drug Trafficking and Other Serious Crime.

La circolare è molto dura e chiara: oltre a invitare le istituzioni finanziarie a censire la provenienza degli asset dei clienti, l’Autorità monetaria di Singapore invita le banche a chiudere i conti di tutti gli utenti poco trasparenti. In caso di violazione delle nuove regole, il Mas prenderebbe seri provvedimenti nei confronti dei soggetti inadempienti.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, se anche in questo paese la pacchia dovrebbe essere finita per i piccoli e i grandi evasori, è corretto che il governo italiano avvii immediatamente tutte le procedure per le verifiche antievasione ed antiriciclaggio anche nel paradiso fiscale asiatico, magari chiedendo ufficialmente all’autorità una lista dei titolari di capitali di origine italiana, anche per evitare che i soliti furbetti del quartierino spostino i propri denari in altri paesi che ancora non si adeguano alla normativa internazionale.

4 maggio 2012 0

La categoria B e C del Cocer della Guardia di Finanza stigmatizza l’operato del Governo e del Ministro della Difesa

Di admin

Dai delegati B e C del Cocer della Guardia di Finanza riceviamo e pubblichiamo: Signor  Ministro,  dopo che è stato annunciato al Paese che c’è un esubero di personale nelle Forze Armate e che, nemmeno tanto gradualmente, bisogna procedere ad una drastica riduzione, finalmente ci si accorge che esiste una rappresentanza militare a cui illustrare le decisioni già prese. Ai rappresentanti  del personale in divisa a questo punto si cerca di scaricare  l’ingrato compito: spiegare  al personale che oltre alle pensioni, ai blocchi degli stipendi, allo scippo delle somme sul riordino delle carriere, dall’oggi al domani forse un nutrito gruppo di colleghi non indosserà più la divisa. Un cinismo politico che non può trovarci complici. Questo, scusi l’ardire,  è colpire alle spalle  i servitori dello Stato.  Se Pasolini fosse ancora tra noi non li chiamerebbe più figli del proletariato ma conierebbe una definizione ancora più bassa.

Questa è l’amara  istantanea degli uomini in divisa oggi, oggetto di scherno e rabbia da parte di chi protesta contro il potere. In senso metaforico si può dire che siamo gli eunuchi dello Stato privati del diritto di essere cittadini tra i cittadini  con la negazione dei principi stabiliti dalla carta costituzionale di cui si vuol dare l’interpretazione più restrittiva possibile se si tratta di Forze Armate. Non venga strumentalizzato artatamente  questo  pensiero. Non siamo nostalgici di un mondo che abbiamo lasciato alle spalle  né  integralisti che non si rendano conto del cambiamento che è avvenuto nel mondo. E’ il linguaggio dei  SERVI  di  questo Paese che vede costretta  a fare i conti con una classe DIRIGENTE – cito le parole del Presidente del Consiglio – inetta e disamorata del proprio Paese che ha portato l’Italia  sul baratro del disastro economico/finanziario.  Questo sfascio avrà pur dei responsabili?  Chi   sta  pagando il  prezzo della riscossa è proprio la forza operosa di questa Italia.   I contribuenti onesti  che ieri come oggi stanno facendo a costo di enormi sacrifici la loro parte. Ma c’è un limite  oltre il quale non si può andare . E’ troppo oneroso risollevare l’Italia da questo pantano confidando sempre nel prelievo nelle tasche dei soliti noti  e soprattutto ridurre le spese dello Stato facendo tagli  senza verificare le conseguenze che questi creano al patrimonio umano.

Qualsiasi imprenditore sa che il PATRIMONIO UMANO è la maggiore risorsa di un’azienda. Soltanto  gli uomini dell’alta finanza, si affidano a meri calcoli ragionieristici  per fare quadrare i conti anche se questi vanno a discapito degli uomini. Uno Stato, però, non può fare questo. Esso fonda la propria  esistenza proprio sul popolo e quindi sul patrimonio umano che mai potrà essere rottamato come una carcassa di autovettura. Tagliamo, riduciamo i costi,  ma non sugli uomini. Via i privilegi, via le auto blu, via anche la corsa agli armamenti  ma via anche i tanti generali senza truppa o le sovrapposizioni e doppioni di compiti e competenze tra le varie forze di polizia e/o forze armate. In tempi di vacche grasse tutto passava inosservato oggi anche i cappellani militari fanno notizia se sono un costo. Presidente Monti, il suo Governo invita i cittadini a segnalare dove intervenire per fare tagli. I delegati Cocer  firmatari del presente documento sono pronti a dare il proprio contributo ed essere auditi nelle sedi competenti per fare la propria parte, Signor Ministro della Difesa  provi a crederci, possiamo farlo senza toccare il personale e di conseguenza le famiglie.

E’ noto  a tutti che nonostante una chiara lettera del Signor Presidente del Consiglio sulla necessità di  contenere i costi, le amministrazioni militari prevedono feste ad ogni piè sospinto. Dal Santo d’Arma e/o di Corpo, alla festa d’Arma e/o Corpo, con tanto di cerimonie ad ogni cambio di comandante. Un continuo brindare  che costa alle tasche dei contribuenti cifre assolutamente insostenibili. Ma tant’è la Festa è sacra. Non si tocca. Meglio tagliare gli uomini che lo champagne. Volete limitare i costi della rappresentanza  militare prevedendo  limitazioni di bilancio. Noi del Cocer della Guardia di Finanza diciamo che siamo pronti  a fare un passo in più. Siamo pronti ad autofinanziare la rappresentanza stessa. A condizione che essa sia esterna all’amministrazione. Come un  normale sindacato di categoria.

E’ opportuno che il Parlamento ascolti il popolo. Non si governa senza popolo e noi siamo popolo che il parlamento ha il dovere di ascoltare. E’ giusto che i rappresentati scelgano liberamente i propri rappresentanti,  che ognuno si doti dell’organizzazione che più gli aggrada e che lo Stato intervenga con norme ben precise per limitare lo spazio di manovra negli ambiti previsti dalla Costituzione. Ci ascolti Signor Presidente del Consiglio e Signor Ministro della Difesa e vedrete che non ne sarete delusi. I DELEGATI COCER DELLA CATEGORIA “B” e “C” DELLA GUARDIA DI FINANZA

13 aprile 2012 0

L’A.S.La COBAS: “Il governo Monti si è attrezzato per i giochi di prestigio!”

Di admin

Dall’A.S.La COBAS riceviamo e pubblichiamo: Abbiamo visitato il sito del ministero del Lavoro per capire quanti sono gli esodati, ma dopo una attenta lettura dei vari comunicati ministeriali ci siamo resi conto che con un artifizio linguistico non sono piu’ chiamati esodati ma “Salvaguardati”.

Purtroppo questi giochi non bastano a toglierli dalla condizione di lavoratori cui è stata tolta la serenità perché, d’un tratto, si sono ritrovati senza salario e pensione.

Avevano, infatti, sottoscritto accordi con le proprie aziende che prevedevano un congruo indennizzo per licenziarsi su base volontaria. Quei soldi sarebbero dovuti bastare per vivere in maniera dignitosa sino al conseguimento dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico. Poi, tali requisiti, una volta firmato l’accordo, sono stati stravolti. E l’età pensionabile inasprita. Otterranno l’assegno svariati anni più tardi rispetto al previsto, anche 5 o 6. Frattanto, avranno esaurito l’indennizzo.

E il ministero per prenderli per il “CULO” li chiama “salvaguardati”.

MA SALVAGUARDATI DA CHI?

Intanto il Governo fa sapere che solo 65mila andranno in pensione con le vecchie regole, mentre gli altri (circa 300mila) dovranno apettare anni.

La Fornero ne conta 65mila perchè ha preso in considerazione solamente gli esodati delle grandi aziende. Ma ci sono anche molti ex lavoratori di piccole, medie – ma anche grandi – imprese di cui non si è tenuto conto.

Non si sono presi in considerazione quei lavoratori che hanno sottoscritto accordi di esodo privi dell’ufficialità e dei criteri previsti dalla nuova disciplina, successiva all’accordo stesso, quali il coinvolgimento dei sindacati nazionali o del ministero del lavoro per conferirgli validità. Occorre appurare quanti siano con precisione. Non si può lasciare a piedi nessuno

I giochi di prestigio per trasformare gli esodati in salvaguardati non ha prodotto per i Lavoratori e Le Lavoratrici alcun risultato favorevole , in quanto circa 300mila persone rimarranno nel “limbo”

Pensionati A.S.La COBAS