Tag: Italia

13 dicembre 2018 0

La puntura di Ultimo… a chi sperava che l’Italia si piegasse

Di admin
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LA PUNTURA DI ULTIMO – “Chi pensava che il Governo italiano sarebbe naufragato di fonte al muro contro muro con Bruxelles, se ne faccia una ragione. Chi sperava che lo spread avrebbe piegato una Nazione da troppo tempo abituata a dire sempre di si ai burocrati corrotti, si vada a nascondere. La manovra sarà modificata certo, fatte salve però le prerogative del Governo. La Commissione Europea si è dovuta ammorbidire ultimamente. Ad accordo fatto, gli italiani dovranno ricordare chi in Italia ha remato contro e chi invece ringraziare. Tra questi ultimi, al primo posto, i gilet gialli francesi”.

Ultimo

31 ottobre 2018 0

102esimo Giro d’Italia, partirà da Cassino la 6° tappa. D’Alessandro e Di Mambro alla presntazione ufficiale

Di redazionecassino1

La 102sima edizione del Giro d’Italia farà tappa a Cassino. La tappa è stata confermata, oggi, alla presentazione ufficiale della corsa rosa, avvenuta a Milano e trasmessa in diretta televisiva sulle reti Rai. Presenti all’evento il sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro e il consigliere comunale con delega allo Sport, Carmine Di Mambro.

La carovana arriverà in citta il 16 maggio per la tappa numero 6 della corsa ciclistica.

“Il Giro d’Italia è sicuramente una vetrina di livello mondiale per la nostra città – ha detto il primo cittadino D’Alessandro – dobbiamo prepararci al meglio ed offrire alle migliaia di persone che si riverseranno nelle strade della nostra città un’accoglienza come si deve. Saranno inoltre organizzati una serie di eventi ed iniziative collaterali per intrattenere gli ospiti nelle giornate di arrivo e partenza della tappa del giro. Cercheremo di coinvolgere il più possibile la città in questo contesto. Non sarà la soluzione a tutti i problemi, ma può segnare una svolta e dare vita ad un sistema virtuoso fatto di sinergie tra istituzioni e territorio in grado di dare risalto alle e valore alle eccellenze della nostra città.

La partenza della tappa Cassino-San Giovanni Rotondo è un grande risultato, frutto di un impegnativo lavoro di squadra. Il Giro d’Italia siamo certi che darà alla città il lustro che merita”.

“Questo è un grandissimo risultato per la nostra amministrazione – ha detto invece Carmine Di Mambro – Il Giro d’Italia è una delle corse ciclistiche più importanti a livello mondiale, seguita da ogni parte del globo. Un evento sportivo intercontinentale, una vetrina importantissima, di eccellenza non solo per la nostra città, ma per l’intero territorio del Lazio Meridionale. Ora dobbiamo dare il massimo per mettere in campo un’organizzazione impeccabile sotto tutti i punti di vista con lo scopo di creare più vantaggi possibili sia sotto l’aspetto economico che turistico a Cassino e il suo hinterland.  Ci giochiamo una partita importante, fondamentale, attraverso il quale potremmo sicuramente nuovo impulso ai processi di crescita sul territorio”. Ha concluso Carmine Di Mambro.

26 ottobre 2018 0

Il 102° Giro d’Italia 2019 farà tappa a Cassino

Di redazionecassino1

CASSINO – La città di Cassino è tra le tappe del prossimo Giro d’Italia. È stata ufficializzato in questa ore, infatti, il passaggio della carovana rosa, giunta alla sua centoduesima edizione. La corsa ha tappe partirà l’11 maggio da Bologna e dopo dieci giorni in Emilia Romagna, tra cronometro, tappe pianeggianti e per velocisti il giro toccherà le altre regioni italiane. La data della tappa che coinvolgerà la città di Cassino sarà resa nota il prossimo 31 ottobre data in cui si svolgerà, presso il centro di produzione TV RAI di Via Mecenate a Milano la presentazione ufficiale del 102^ Giro d’Italia. In attesa di conoscere le località e i percorsi protagonisti della prossima Corsa Rosa, RCS Sport  ha invitato, lo stesso giorno, a partire dalle 14,30 i rappresentanti dei Comuni coinvolti a partecipare al workshop “Il Giro d’Italia incontra le città di tappa”. All’evento propedeutico alla presentazione della corsa rosa parteciperanno il Sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro e il consigliere comunale delegato allo Sport, Carmine Di Mambro. “Non è stato facile mettere tutti i tasselli al loro posto, ma ora che abbiamo ricevuto la conferma ufficiale, siamo doppiamente felici: Cassino ospiterà la partenza di una tappa del prestigioso Giro d’Italia – ha detto il primo cittadino D’Alessandro – Un grande risultato, dicevamo, frutto, come nella migliore tradizione sportiva, di un grande lavoro di squadra. Ringrazio, pertanto, Mauro Vegni, direttore organizzativo del Giro, il consigliere con delega allo Sport Carmine Di Mambro per l’impegno di questi mesi, Antoine Tortolano e tutta l’amministrazione comunale per aver sostenuto e supportato questa nostra iniziativa. Nei prossimi giorni, in conferenza stampa, illustreremo alla città i dettagli di questo importante evento sportivo che, ne sono certo, sarà una significativa occasione di crescita turistica ed economica per la nostra città.” “Questo è un grandissimo risultato per la nostra amministrazione. – ha detto Carmine Di Mambro – Il giro d’Italia è una delle corse ciclistiche più seguite nella nostra nazione, in Europa e nel mondo. Un fenomeno sportivo intercontinentale insieme al tour de France. Stiamo parlando quindi di una vetrina di eccellenza per la nostra città ma per tutta la provincia di Frosinone. Per tutto ciò che c’è di bello e di valore sul territorio. Questo grandissimo evento non potrà che far bene a Cassino e segnare una “tappa” importante, o meglio fondamentale verso il rilancio economico e sociale”.

16 agosto 2018 0

Terremoto: Paura nel centro Italia. Epicentro a Montecilfone

Di redazione

Ha tremato ancora la terra nel Centro Italia. Erano le 20.19 quando non solo i sofisticati sistemi di rilevazione, ma tantissimi cittadini hanno avvertito una scossa molto forte e piuttosto lunga. L’epicentro ancora una volta in Molise come nelle scorse ore, questa volta a Montecilfone, piccolo centro in provincia di Campobasso. Magnitudo registrata di 5.2. Tanta paura con gente che si è riversata in strada spaventata. La scossa è stata avvertita nitidamente in buona parte del centro Italia, anche a Torino di Sangro, Napoli, Gaeta, Latina, Roma, Frosinone, Cassino, cassinate, e nel territorio pugliese.

24 luglio 2018 0

Automobili senza copertura assicurativa, nel 2017 in Italia erano 2,8 milioni

Di admin

ATTUALITA’ – Uno dei problemi principali del settore assicurativo, che si ripercuote anche sui rischi nella circolazione su strada, è il numero degli autoveicoli che circolano senza l’obbligatoria copertura assicurativa  per la responsabilità civile auto. I numeri riguardanti l’anno 2017 mostrano come la tendenza a evadere il pagamento sia in diminuzione, anche se riguarda ancora 2,8 milioni di veicoli, un numero consistente.

Rispetto al 2016, il calo è stato di 100.000 unità, e la concentrazione maggiore di tali mezzi risulta essere al sud Italia, dove le polizze assicurative spesso costano molto di più rispetto ad altre regioni del nostro Paese. Il record negativo viene registrato nella provincia di Napoli, dove un veicolo su sei risulta essere sprovvisto dell’obbligatoria assicurazione.

Ania specifica che tale numero non tiene conto di quei mezzi che risultano fermi e non utilizzati all’interno di box o aree private, per cui non c’è l’obbligo del versamento della polizza assicurativa. Oltre a queste sono escluse anche le auto in corso di vendita nei concessionari, depositi giudiziari, ma anche le moto che hanno un’assicurazione stagionale in quanto vengono utilizzate solamente nel periodo primaverile ed estivo.

Visti i numeri consistenti sono allo studio nuove soluzioni per contrastare questo fenomeno negativo. Dallo scorso anno vengono utilizzati sistemi di controllo automatizzati delle targhe in circolazione grazie all’analisi che viene eseguita dalle telecamere montate su più di 200 auto della Polizia di Stato. Questi sistemi permettono di catturare delle immagini delle targhe dei veicoli, che vengono confrontate immediatamente, grazie alla rete, con il database online delle coperture assicurative presso la Motorizzazione, e chi risulta non in regola viene fermato e sanzionato. Inoltre, in questi casi, è previsto anche il fermo del dispositivo.

Una spinta alla diminuzione di questo fenomeno può provenire anche dai costi in calo relativi al premio dell’assicurazione auto, che dal 2012 al 2017 sono scesi del 25%, inoltre per risparmiare ulteriormente ci si può affidare a UnipolSai, leader delle RC Auto in Italia, che propone polizze per ogni genere di esigenza, permettendovi le massime garanzie a un prezzo contenuto e coprendo in modo completo per ogni genere di sinistro su strada.

Tornando ai metodi di controllo, un esempio dell’efficacia dei controlli attraverso telecamere è rappresentata dall’operazione “Mercurio Insurance”, che ha portato alla verifica di 400.000 mezzi, con 2419 veicoli che sono stati sequestrati. Inoltre, sono stati compiuti 12 arresti e 45 denunce, mentre va sottolineato come il 40% di coloro che sono stati pizzicati senza assicurazione aveva dei precedenti a livello penale, inoltre, nella maggior parte dei casi, la mancata presenza dell’assicurazione si accompagna alla mancata revisione del mezzo.

Il vero problema però sono i pericoli che questi veicoli generano circolando su strada, soprattutto nel caso in cui siano coinvolti in un incidente. Nel caso di danni, a rispondere è il Fondo per le vittime della strada, creato appositamente per tale scopo, ma che non risulta essere un sistema che gode di una perfetta salute, visti i conti perennemente in rosso e le tantissime richieste che vengono presentate. Tale fondo viene finanziato grazie all’aliquota del 2,5% applicata a ogni premio RC Auto e i massimali al momento sono di 5 milioni per danni a persona e 1 milione per danni a cose.

11 luglio 2018 0

La bomba demografica è innescata, Italia Longeva: “Nel 2050 un italiano su tre avrà più di 65 anni”

Di admin

ROMA – «La popolazione italiana, in continua crescita negli ultimi cento anni, oggi diminuisce, e al contempo invecchia, più velocemente che mai: nel 2050 saremo due milioni e mezzo in meno, come se la città di Roma sparisse dalla Penisola».

Lo si legge in una nota di Italia Longeva a conclusione della due giorni di lavori sulla Long-Term Care che si sono svolti presso il Ministero della Salute, in Via Ribotta.

«Ma il dato ancor più rilevante è che gli over65, oggi un quarto della popolazione, diventeranno più di un terzo, vale a dire 20 milioni di persone, di cui oltre 4 milioni avranno più di 85 anni. La “bomba dell’invecchiamento”, pronta a esplodere già dal 2030 se non adeguatamente gestita, innescherà tra l’altro un circolo vizioso: l’aumento della vita media causerà l’incremento di condizioni patologiche che richiedono cure a lungo termine e un’impennata del numero di persone non autosufficienti, esposte al rischio di solitudine e di emarginazione sociale; così crescerà inesorabilmente anche la spesa per la cura e l’assistenza a lungo termine degli anziani, ma anche quella previdenziale, mentre diminuirà la forza produttiva del Paese e non ci saranno abbastanza giovani per prendersi cura dei nostri vecchi. Infatti, oggi tre lavoratori hanno sulle spalle un anziano, domani saranno solo in due a sostenerlo.

Questi sono solo alcuni dei dati emersi dalle proiezioni sociodemografiche e sanitario-assistenziali al 2030 e al 2050 elaborate dall’ISTAT per Italia Longeva – Rete nazionale sull’invecchiamento e la longevità attiva, e presentate oggi al Ministero della Salute nel corso della terza edizione degli Stati Generali dell’assistenza a lungo termine, la due giorni di approfondimento e confronto sulle soluzioni sociosanitarie a supporto della Long-Term Care.

“I dati presentati si riferiscono a semplici proiezioni della situazione attuale – avverte il presidente dell’ISTAT, prof. Giorgio Alleva– e pur non trascurando un rilevante margine di incertezza, non vi è dubbio che il quadro prospettico sollevi una questione di sostenibilità strutturale per l’intero Paese”.

Il quadro epidemiologico

Nei prossimi dieci anni 8 milioni di anziani avranno almeno una malattia cronica grave: ipertensione, diabete, demenza, malattie cardiovascolari e respiratorie. “Curarli tutti in ospedale – commenta il prof. Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – equivarrebbe a trasformare Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna e Firenze in grandi reparti a cielo aperto. È evidente, quindi, che le cure sul territorio non rappresentano più un’opzione, ma un obbligo per dare una risposta efficace alla fragilità e alla non autosufficienza dei nostri anziani, che si accompagnerà anche a una crescente solitudine. Le stime ISTAT per Italia Longeva ci dicono che, nel 2030, potrebbero arrivare a 4 milioni e mezzo gli ultra 65enni che vivranno da soli, e di questi, 1 milione e 200mila avrà più di 85 anni”.

Assistenza, cura e sostenibilità

Il potenziamento dell’assistenza domiciliare e della residenzialità fondata sulla rete territoriale di presidi sociosanitari e socioassistenziali, ad oggi ancora un privilegio per pochi, con forti disomogeneità a livello regionale, non è più procrastinabile anche in funzione di equilibri sociali destinati a scomparire, con la progressiva riduzione di persone giovani all’interno dei nuclei familiari. Se oggi ci sono 35 anziani ogni 100 persone in età lavorativa, nel 2050 ce ne saranno quasi il doppio: 63. “Le famiglie – commenta ancora Bernabei – pilastro del nostro welfare, saranno sempre meno numerose, pertanto i servizi sociosanitari, che già oggi coprono solo un quarto del fabbisogno, dovranno essere integrati sempre più dal supporto di badanti, da nuove forme di mutualità e, probabilmente, da un ritorno allo spirito di comunità. C’è poi la disabilità – aggiunge Bernabei – che nel 2030 interesserà 5 milioni di anziani, e diventerà la vera emergenza del futuro e il principale problema di sostenibilità economica nel nostro Paese. Essere disabile vuol dire avere bisogno di cure a lungo termine che, solo nel 2016, hanno assorbito 15 miliardi di euro, dei quali ben tre miliardi e mezzo pagati di tasca propria dalle famiglie”.

 Questo nuovo quadro impone delle risposte anche da parte del legislatore, per ciò che attiene una rimodulazione dei diritti delle famiglie con persone disabili. “Nei prossimi 50 anni – afferma il prof. Tito Boeri, presidente dell’INPS – le generazioni maggiormente a rischio di non autosufficienza passeranno da un quinto a un terzo della popolazione italiana. Non è pensabile rispondere a una domanda crescente di assistenza di lungo periodo basandosi pressoché interamente sul contributo delle famiglie. Ci vogliono politiche di riconciliazione fra lavoro e responsabilità famigliari che modulino gli aiuti in base allo stato di bisogno, ad esempio sembra opportuno rimodulare i permessi della L. 104/92 in base al bisogno effettivo di assistenza.”

Disuguaglianze

Al Nord, un over65 ha il triplo delle possibilità di essere ospitato in una residenza sanitaria assistenziale rispetto a un cittadino del Sud, e ha a disposizione circa il quintuplo di assistenza domiciliare, in termini di ore e di servizi. “Fatalmente – commenta ancora Bernabei – questa disparità riguarda anche il trend di crescita dell’aspettativa di vita libera da disabilità, che è quasi appannaggio esclusivo degli anziani del Settentrione”. Ma i dati poco incoraggianti sulla disponibilità di posti letto nelle strutture sociosanitarie pubbliche e private, e sul numero di ore dedicate alle cure domiciliari, mostrano un’offerta disomogenea nelle varie regioni, con un divario che va oltre le disuguaglianze Nord-Sud.

Il banco di prova della Long-Term Care

“Dobbiamo evitare che l’Italia diventi un enorme ma disorganizzato ospizio – conclude il prof. Bernabei – nel quale resteranno pochi giovani costretti a lavorare a più non posso per sostenere milioni di anziani soli e disabili. E a questo scopo prevenire le malattie non basterà. Visto il numero di over85, bisognerà far fronte alla inevitabile perdita di autonomia, investendo in reti assistenziali, competenze e tecnologia – la famosa tecnoassistenza che propugniamo da anni –: in altre parole, scommettere su una Long-Term Care matura e moderna, che si rivelerà il vero banco di prova per il futuro del Paese. Se perdiamo questa partita, i numeri, che grazie all’ISTAT già conosciamo, ci schiacceranno. E sarà vana qualsiasi altra riforma della sanità, del lavoro o della previdenza sociale”».

7 luglio 2018 0

Il primo Bancomat Bitcoin del Lazio e del centro Italia si trova a Cassino

Di admin

ATTUALITÁ – Da Pisa fino a Napoli per oltre 550 km il primo Bancomat Bitcoin che si incontra, si trova a Cassino e sui forum di settore Bitcoin come Bitcointalk messaggi di complimenti per l’iniziativa, e qualcuno dice: “finalmente!”.

Cassino rientra tra le 31 grandi città italiane ad avere un bancomat per le criptovalute, più del 70% delle installazioni sono nel Nord Italia, attraverso il bancomat è possibile acquistare Bitcoin in maniera semplice e veloce.  Tra i 3430 bancomat al mondo che offrono questo servizio possiamo dire con orgoglio che a Cassino siamo al passo con i tempi.

Il Bancomat consente non solo di acquistare la criptovaluta più quotata, il “Bitcoin (BTC)“ ma anche altre criptovalute come Ethereum e Litecoin ed in futuro Dash e Zcash Il progetto, molto ambizioso, è portato avanti dalla società NEW COMMUNICATION esperta del mercato delle criptovalute e fintech ( finanza tecnologica) anche attraverso il sito www.bancomatbitcoin.it. Per chi non li conoscesse ancora, i Bitcoin sono la moneta digitale per eccellenza e attualmente rappresentano il 42% del mercato delle cosiddette “criptomonete”, grazie alla sua capitalizzazione per 96 miliardi di euro con una crescita costante trovando oggi diffusione anche al di fuori della rete, divenendo un vero e proprio mezzo di pagamento per negozi fisici e online, B&B ed ecommerce on-line Il Bancomat, di facile utilizzo, permette ai clienti di acquistare moneta virtuale facilmente, basta infatti scaricare un App per iOS o Android per il Wallet Bitcoin tra queste Bread Wallet, Airbitz, Copay , BitPay avvicinarsi al bancomat e seguire le istruzioni di acquisto sullo schermo. Tutto avviene secondo gli standard di legge attraverso il riconoscimento dell’utente KYC (know your customer), anti riciclaggio (AML-  Anti money laundering) e antiterrorismo con una connessione diretta dei database OFAC. I vantaggi di un Bancomat per Bitcoin sono svariati, e consentono di sfruttare al meglio le funzionalità di questa tecnologia: -Immediato: la tecnologia bancomat è completamente immediata e veloce, le transazioni degli svariati wallet ed exchange Bitcoin richiedono ore, sui bancomat tutto è invece istantaneo. -Semplice: i bancomat concorrenti richiedono un wallet di terze parti, mentre svariate soluzioni risultano essere integrate. -Cash: i Bancomat accettano il denaro contante, mentre invece gran parte degli altri exchange necessitano di costosi e lenti bonifici. Il bancomat è sempre attivo 24/24 presso Area Varlese, via Ausonia 2, Cassino
29 maggio 2018 0

L’ex 007 Mary Pace torna in attività: Italia senza copertura contro il terrorismo

Di admin

SGURGOLA – Mary Pace torna al lavoro. L’ex 007 di Sgurgola sostiene di essere prossima a rimettersi in gioco in una veste nuova, quella dell’istruttrice di agenti segreti.

“Una necessità – sostiene lei – che nasce dai gravissimi danni, in tema di sicurezza nazionale, cagionati dagli ultimi deplorevoli Governi”.

Come noto, Mary Pace vanta una prestigiosa ed ineguagliabile collaborazione operativa, per oltre 45 anni, con i Servizi Segreti, sia italiani sia esteri, essendo peraltro salita agli onori della cronaca per aver sostenuto, dandone prova, di aver fornito, nel 2003 alla DIGOS e nel 2010 alla CIA, le esatte coordinate del rifugio di Osama Bin Laden.

“Bisogna porre rimedio all’incontrollata e pericolosissima presenza di cellule clandestine di jihadisti fondamentalisti, sul nostro territorio. Bisognerà porre mano a tutta la precaria ed inefficace strategia, fino ad oggi attuata, in tema di controterrorismo, spionaggio e controspionaggio. Non è materialmente ammissibile lasciare il nostro Paese esposto ad un livello così alto di rischio attentati terroristici. Per dirla in termini tecnici, ma volutamente criptici, attualmente l’Italia non è coperta da alcun ombrello e la possibilità di violenti acquazzoni, se non addirittura bufere, è sempre dietro l’angolo”.

28 maggio 2018 0

Il Mondo Spalle al Muro – Esiste ancora la libertà in Italia? Esiste ancora l’Italia?

Di admin

IL MONDO SPALLE AL MURO – Il presidente della Repubblica ha appena bocciato un governo retto da una maggioranza parlamentare perché il designato ministro dell’Economia, Paolo Savona, non e’ gradito ai mercati.

Il Capo dello Stato ci sta certificando che l’ Italia non è più nella posizione di poter decidere autonomamente il proprio destino ma che bisogna obbedire alla logica dell’Euro, delle agenzie di rating, delle banche speculatrici e delle nazioni europee che ci guadagnano.

Il primo colpo alla democrazia lo avemmo con la caduta del Governo Berlusconi, regolarmente eletto dagli italiani, costretto a dimettersi per la pressione dello spread sui titoli di stato venduti in stock dalle banche tedesche. Poi si sono succeduti tre governi non eletti dai cittadini ma graditi a Bruxelles, tanto da far partire, con la BCE del governatore Mario Draghi, l’acquisto massiccio di titoli di stato italiani per sostenere il prezzo degli stessi. Ora Il secondo colpo è stato addirittura preventivo, negando al professor Savona il ministero perché di posizioni scettiche verso l’attuale andamento di questa Europa.

L’Italia ha scelto un governo che vuole affrontare e risolvere i problemi del debito in maniera differente. Che non accetta le ricette dettate da altri. Quelle le abbiamo seguite per 18 anni. E il risultato è che oggi abbiamo la pressione fiscale più elevata d’Europa. Abbiamo tagliato fino ai limiti della sussistenza. Abbiamo perso aziende e produzione. Abbiamo aperto il nostro mercato a chiunque. Abbiamo perso settori strategici a vantaggio di gruppi stranieri. Abbiamo un mondo del lavoro ormai precario ed oltre cinque milioni di persone sotto il livello di povertà. Eravamo la quinta potenza mondiale. Oggi siamo il fanalino d’Europa. Dobbiamo continuare?

Donald Trump ha dimostrato che c’è un’altra strada da percorrere. Si può bloccare la devastante concorrenza della Cina. Si può bloccare la delocalizzazione. Si può arginare l’immigrazione selvaggia.

Non tutti i Presidenti sono coraggiosi, purtroppo.

Il popolo italiano sovrano ha il diritto di provare a cambiare il suo destino. Se ciò viene negato, possiamo dire addio in ogni caso a questa Europa.

di Max Latempa

24 maggio 2018 0

Lavoro in Italia, Inps: aumentano assunzioni e licenziamenti, il rapporto è però positivo

Di admin

DALL’ITALIA – Il quadro del lavoro disegnato dai dati trimestrali dell’Inps in Italia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è in chiaro scuro: Aumentano le assunzioni ma anche le cessazioni. Una rapporto, però che fa segnare un +393.000.

Tutto quanto segue è il contenuto di una nota di Inps.

LA DINAMICA DEI FLUSSI

Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-marzo 2018 sono state 1.743.000: sono aumentate del 15,2% rispetto allo stesso periodo del 2017. In crescita risultano tutte le componenti: contratti a tempo indeterminato +5,0%, contratti a tempo determinato +12,1%, contratti di apprendistato +18,6%, contratti stagionali +31,4%, contratti in somministrazione +18,0% e contratti intermittenti +51,9%. Nei primi tre mesi dell’anno le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (51.000) hanno registrato un forte incremento rispetto al periodo gennaio-marzo 2017 (+73,0%). In contrazione risultano invece i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo (-19,0%).

Le cessazioni nel complesso sono state 1.350.000, in aumento rispetto all’anno precedente (+14,5%): a crescere sono le cessazioni di tutte le tipologie di rapporti a termine, soprattutto i contratti a tempo determinato e in somministrazione, mentre diminuiscono quelle dei rapporti a tempo indeterminato (-6,6%). La pubblicazione dei dati sui flussi relativi al primo trimestre 2018 è integrata da quattro nuove tavole (che saranno aggiornate ogni trimestre) finalizzate ad arricchire le informazioni disponibili con ulteriori importanti caratteristiche delle attivazioni e delle cessazioni dei rapporti di lavoro. In particolare viene resa disponibile la serie storica trimestrale (2014-2018) dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati con incentivazioni. Confrontando il primo trimestre di ciascun anno si osserva che nel 2014 l’incidenza dei rapporti incentivati (considerando sia assunzione che trasformazioni) risultava pari al 25%; essa ha raggiunto nel 2015 il 58% mentre successivamente è progressivamente diminuita passando dal 44% del 2016 al 22% del 2018. Nel primo trimestre 2018 su un totale di 548.000 nuovi rapporti a tempo indeterminato (incluse le assunzioni in apprendistato) i rapporti agevolati risultano circa 126.000, di cui 23.000 dovuti all’esonero strutturale giovani.

LA CONSISTENZA DEI RAPPORTI DI LAVORO

Nel periodo gennaio-marzo 2018, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +393.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2017 (+334.000). Il saldo annualizzato – vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi – consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Esso a marzo 2018 risulta positivo e pari a +522.000, in leggera flessione rispetto a quanto registrato a febbraio (+550.000). Il saldo rimane ancora negativo per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (-62.000), seppur in miglioramento per il terzo mese consecutivo. Continuano i segnali di rafforzamento per l’apprendistato (+69.000). Rimane positivo, anche se in decelerazione, l’andamento dei contratti a tempo determinato (+339.000), dei contratti di somministrazione (+32.000) e dei contratti intermittenti (+116.000).

IL LAVORO OCCASIONALE

La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO), a marzo 2018 si attesta intorno alle 18.000 unità con un importo mensile lordo medio pari a circa 260 euro. Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), a marzo 2018 si sono superati i 5.000 lavoratori impiegati con un importo mensile lordo medio di poco superiore a 320 euro.