Tag: Legambiente

15 maggio 2016 0

Cassino e il mistero delle “sorgenti” di acqua rossa

Di admin
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Cassino – Terra di sorgenti di acqua rossa o così sembrerebbe Cassino dato che sono tre le zone, ben distinte l’una dall’altra, sui cui terreni sgorga acqua rossiccia. Diciamolo subito, e senza purtroppo timore di essere smentiti, che certamente non c’è nulla di miracoloso e che il segnale non è buono, anzi, è preoccupante. La prima “fonte” è già nota a molti: è quella di Nocione, l’area interessata da interramenti di rifiuti e che da un ventennio è al centro di indagini che si aprono e si chiudono senza riuscire purtroppo a far luce sul perché l’acqua dei pozzi e nei fossi della zona sia rossa e inquinata. Ad alcuni chilometri di distanza, a monte di Nocione, nella località Mulino ai confini tra Sant’Elia Fiumerapido e Cassino in una zona difficile da raggiungere anche per la folta vegetazione, è stato scoperto lo stesso fenomeno se non addirittura ancor più evidente. L’acqua rossiccia scorre in diversi fossi che perimetrano gli appezzamenti di terra alcuni dei quali coltivati. La distanza da Nocione è tale che da far ritenere i due fenomeni scollati l’uno dall’altro come scollegata per distanza e posizione sembra essere anche la terza “fonte”. L’ultimo caso di acqua rossa è stata segnalato dalla proprietaria di un terreno in località Sferracavalli non molto lontano dall’Olivella. Anche in questo caso nel fossato ai margini della proprietà della donna scorre acqua dal colore innaturale. Gli ambientalisti Edoardo Grossi e Salvatore Avella hanno informato la guardia di Finanza che già si era occupata di Nocione. Raggiunti telefonicamente gli ambientalisti ci hanno risposto che su richiesta degli investigatori non possono intervenire pubblicamente sull’argomento. La guardia di Finanza, data la pertinenza dell’argomento, hanno segnalato la vicenda al Corpo Forestale di Cassino e all’Arpa Lazio. Gli esami diranno se le fonti di acqua rossa a Cassino sono naturali, miracolose o cos’altro. Ermanno Amedei Leggi anche

15 marzo 2013 0

Oltre 10mila studenti in azione nel Lazio per Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite di Legambiente

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: Sono oltre diecimila gli studenti che parteciperanno quest’anno nel Lazio a Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite di Legambiente. Nella sua XV edizione, la tradizionale campagna di volontariato dedicata a rendere vivibili, accoglienti e sicuri gli edifici scolastici, vedrà coinvolte circa 50 scuole nella nostra regione. Nella sola città di Roma saranno impegnati i ragazzi di 25 istituti che, anche grazie all’aiuto di AMA S.p.A. che ha fornito gli attrezzi necessari alla pulizia, sono scesi in cortile per ripulire i giardini, creare dei piccoli orti, allestire aree gioco.

A dare il via alle iniziative i 30 ragazzi della Scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Sinopoli” (Istituto comprensivo “Via Mascagni”) a Roma che hanno ripulito il muro esterno della scuola da scritte vandaliche. Sempre nella Capitale quattro sezioni della scuola dell’infanzia in via di Torrevecchia si sono dedicate con i genitori alla pulizia del giardino e alla creazione di giochi tradizionali dipinti sul pavimento, nonché alla predisposizione di un piccolo orto. Bambini ed insegnanti, infine, hanno decorato una parete esterna con un murales in tema primaverile.

“Studenti e insegnanti non hanno paura di rimboccarsi le maniche e prendersi cura delle proprie scuole, un motivo in più perché le istituzioni facciano gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con un impegno pluriennale nei bilanci che oggi manca –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel Lazio, una scuola su tre necessita di interventi urgenti, alloggia in strutture vecchie, come solo qualche mese fa ci avevano descritto i dati dell’Ecosistema Scuola di Legambiente. A Roma, sono ben trentatré le richieste per lavori in somma urgenza, mentre i fondi a disposizione per gli interventi di manutenzione ordinaria calano nel tempo, dai 25,5 milioni del 2009 ai 18 del 2010 fino agli 8 milioni del 2011. Il futuro della scuola passa anche dalla qualità delle strutture, non ci si può ricordare delle scuole solo quando succedono disastri e crolli, bisogna puntare sullo svecchiamento degli edifici, sulla messa in sicurezza, nonché su pratiche di sostenibilità, raccolta differenziata, risparmio energetico e fonti rinnovabili.”

Il tema scelto per quest’anno è “La scuola come laboratorio di bellezza”. La campagna si svilupperà a partire da oggi e fino a metà della prossima settimana coinvolgendo circa 25 scuole a Roma, 15 nella provincia di Roma, 6 in provincia di Frosinone, 3 in provincia di Latina, 1 in provincia di Viterbo. Nel weekend sono tantissimi gli altri appuntamenti fissati: nella Capitale, all’istituto comprensivo di Via Venezia Giulia i ragazzi saranno impegnati per una due giorni nella riqualificazione dei tre plessi della struttura, puliranno banchi e aule, dipingeranno cancelli e ringhiere e si occuperanno dei cortili e dei marciapiedi limitrofi alla scuola. Sabato 16, sarà anche la volta dei ragazzi della scuola St. Goerge School sulla via Cassia che trasformeranno l’area esterna adesso usata come deposito di materiali in luogo dedicato al recupero dell’ambiente con una piccola serra, un orto, due compostiere e un luogo per la piantumazione di alberi. A Monterotondo inaugurazione dell’orto scolastico alla scuola L. Campanari.

2 gennaio 2013 0

Legambiente: “Trofeo Caronte” ex-equo alla Roma – Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti

Di redazionecassino1

Legambiente: a chi si candida a governare la Regione Lazio chiediamo subito una legge regionale per la moltitutine dei 540 mila pendolari che ogni giorno usano il treno. Legambiente assegna il “Trofeo Caronte” ex-equo alla Roma – Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti per i peggiori viaggi monitorati. L’odissea dei pendolari: aumentano i viaggiatori, ma il servizio peggiora nonostante le tariffe in crescita.

Nuovo anno, vecchi disagi sui treni, ma Legambiente non ci sta e apre il 2013 assegnando il “Trofeo Caronte” alle tre ferrovie metropolitane Roma-Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti (le cosiddette ex concesse), le peggiori tratte ferroviarie per i pendolari, secondo la nuova analisi con la quale Legambiente rilancia nel Lazio “Pendolaria”, la campagna dell’associazione al fianco di chi viaggia ogni giorno. Tra le undici linee monitorate per l’assegnazione del premio, sulle quali viaggiano nel complesso ogni giorno 540 mila persone, compaiono tutte le 8 linee ferroviarie regionali da FL1 a FL8 e le 3 linee ex concesse.

“Treni sovraffollati all’inverosimile, frequenze di passaggio ridicole in aree altamente popolose, informazioni zero, bagni inagibili, problemi al condizionamento: è infernale il viaggio quotidiano delle centinaia di migliaia di pendolari del Lazio che devono raggiungere Roma per motivi di lavoro o di studio -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ passato un altro anno, ma sembra non importare a nessuno della moltitudine di 540 mila pendolari che viaggiano ogni giorno in treno, chiediamo a chi si candida a governare la Regione Lazio una precisa strategia regionale per il trasporto ferroviario locale, una legge regionale e un fondo pari all’un per cento del bilancio della Regione per più binari e più treni, una riorganizzazione della rete su gomma e servizi di qualità.”

Sono quattro i parametri che Legambiente ha utilizzato per valutare il viaggio dei pendolari, con un monitoraggio compiuto a metà dicembre per verificare lo stato delle ferrovie a Roma e nel Lazio: sotto la lente di ingrandimento sono finiti lo stato delle vetture, le indicazioni e l’assistenza ai viaggiatori, l’accesso e la discesa dalle carrozze, i minuti di ritardo accumulati.

I pendolari volontari di Legambiente coinvolti nella gara sono partiti da Monterotondo (Rm), Roviano (Rm), Anguillara (Rm), Velletri (Rm), Marina di Cerveteri (Rm), Frosinone, Monte San Biagio (Lt), Nettuno (Rm), Castelnuovo di Porto (Rm) e nella Capitale da Acilia e Giardinetti, con l’obiettivo di raggiungere il centro di Roma entro le ore 8.30. Per la categoria “stato delle vetture”, la situazione peggiore è stata riscontrata sulla linea FL2 Tivoli – Roma Tiburtina per le condizioni esterne e interne delle carrozze, arredi, servizi igienici e condizionamento ai quali corrisponde una valutazione insufficiente per ogni voce del questionario. Per il parametro “indicazioni e assistenza” è la tratta FL3 Viterbo – Roma Ostiense a guadagnare il podio, per indicazioni vocali ed display spesso del tutto assenti oppure sbagliate perché non corrispondono alle fermate, tabelloni elettronici non funzionanti e soppressione di corse non segnalata, nella totale assenza del personale ferroviario. Per il parametro “accesso e discesa dai treni”, importante per la sicurezza dei passeggeri, la linea peggiore è la FL4 Velletri – Roma Termini dove diverse porte che dovrebbero assicurare l’uscita dei passeggeri non funzionano e il sovraffollamento rende estremamente difficile entrare e uscire dalle carrozze. Per il parametro “ritardi” è la linea FL2 Velletri – Roma Termini a distinguersi con ben 47 minuti di ritardo accumulati sull’orario previsto di arrivo.

Se le linee ferroviarie regionali gestite da Trenitalia presentano un’infinità di criticità, carrozze e servizi offerti dalle tre ferrovie metropolitane gestite da Atac sono più che vetusti: Roma-Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti sono le tre “cenerentole” del trasporto su ferro, vista la totale mancanza di informazioni, l’antichità della maggior parte delle carrozze e dei treni, i servizi igienici assenti o inutilizzabili sia in stazione che a bordo treno, il condizionamento inesistente, il sovraffollamento e la mancanza di indicazioni. La situazione è indecente sulla Roma – Giardinetti, la linea ferroviaria con 35.000 passeggeri trasportati ogni giorno con 256 corse, assolutamente insuffiecienti, vetture reperti museali freddi d’inverno e caldi d’estate, attese interminabili senza pensiline per ripararsi e nemmeno avvisi: Gravi carenze che non si affrontano, forse pensando in modo sbagliato che la linea possa essere dismessa quando arriverà la metro C, o rinviando all’ipotesi al momento futuribile della trasformazione in tranvia, come pure Legambiente da tempo sostiene. Situazione insostenibile sulla linea da Ostia, 90.000 passeggeri trasportati quotidianamente con 150 corse su treni stracolmi che a volte addirittura non riescono a chiudere le porte e senza la fortuna di ascoltare una qualche comunicazione di avviso ai viaggiatori. Sulla Roma Nord, 75.000 passeggeri trasportati ogni giorno con 188 corse urbane e 43 extraurbane, si accumulano ritardi incredibili di decine e decine di minuti, vetture antiche e sporche, parcheggi del tutto inadeguati alle stazioni.

Situazioni che si scontrano con gli enormi aumenti dei numeri degli utenti del trasporto pubblico su ferro, cresciuti moltissimo negli ultimi dieci anni: i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187mila a quasi 360mila, ai quali si aggiungono gli oltre 180mila degli altri servizi ferroviari metropolitani, portando il numero delle persone che usano il ferro ogni giorno all’immensità di 540 mila. E secondo le stime di Legambiente, continueranno a crescere: attestandosi ad un incremento del 35%, nel 2015 si arriverà a oltre 472mila passeggeri trasportati ogni giorno, solo sulle ferrovie regionali.

“Il Comune di Roma la smetta di gridare ai sabotaggi e dia risposte concrete ai pendolari del trasporto pubblico in città. La situazione di stallo del trasporto su ferro deve terminare e le prossime elezioni saranno un appuntamento importante per poter rispondere alle richieste di chi viaggia – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Sporcizia, disservizi, condizionamento inefficiente e mancanza del personale in stazione e sulle carrozze non è accettabile in un paese che deve confrontarsi con le altre grandi capitali europee nell’offerta di servizi ai cittadini ma anche agli altri utenti che visitano Roma ed il Lazio. Sulle linee ferroviarie verso Ostia, verso Roma Nord e  sull’asse della Casilina si viaggia in condizioni inaccettabili, bisogna smetterla di discutere e lavorare per la qualità del servizio. Serve un lavoro congiunto tra le diverse aziende del trasporto, Trenitalia, Atac e Cotral, sotto la regia della Regione Lazio.”

 

10 dicembre 2012 0

Trasporto pubblico, riparte Pendolaria di Legambiente: la Roma Viterbo tra le peggiori linee d’Italia

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo  e pubblichiamo:

Fare il pendolare tra Roma e Viterbo rappresenta ormai un’avventura sia che si scelga la linea ATAC Roma Nord, sia che si prenda la ferrovia regionale FR3 di Trenitalia. La situazione peggiore la vivono i passeggeri sulla linea ATAC, 75.000 ogni giorno, che si ritrovano con treni sovraffollati, vecchi e in ritardo. E’ la Roma Viterbo a rappresentare il Lazio tra le peggiori tratte ferroviarie d’Italia, con la Circumvesuviana, la Padova-Venezia, la Palermo-Messina, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento. Una triste classifica presentata da Legambiente, che lancia una settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori.

 “La vita dei pendolari non migliora, anzi si fa sempre più incerta, tra tagli del servizio, aumenti dei biglietti e disattenzione -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel Lazio i pendolari si trovano troppo spesso a piedi, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti, con disagi che aumentano di giorno in giorno. Da tempo diciamo che bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, ora è venuto il momento di scegliere di investire in questa direzione. La Regione ha un ruolo fondamentale, chiediamo a gran voce che gli investimenti per i pendolari siano al centro dei programmi di governo di chi si candida a governare.”

 Nel 2012 nel Lazio abbiamo registrato un tagli al servizio del 3,7%, mentre nel frattempo il prezzo del biglietto, invece, è cresciuto del 15%. Aumenti che in Toscana sono stati del 20% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti e che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato. Complici i mancati trasferimenti da parte del Governo, il Lazio ha accumulato un debito di 220-230 milioni nei confronti delle Ferrovie.

 “Torniamo a lanciare un grido dall’allarme per i trasporti pubblici nel Lazio, le risorse diminuiscono per treni e bus, si tratta di scegliere in favore dei pendolari e spostare gli investimenti -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La Regione deve mettere in atto un programma per aumentare i servizi, con risorse aggiuntive, ridefinendo le priorità e trovando le soluzioni. Bisogna ripensare la mobilità in favore del mezzo pubblico, puntare sui nodi intermodali di scambio tra autobus extraurbani e treni, creare subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato. Per la Regione, ormai definita la data delle elezioni, è ora che si incominci a parlare delle cose da fare, questi temi devono essere la priorità dei programmi di chi si candida a governare.”

Tagli e aumenti tariffari negli anni 2011 e 2012

Regioni

2011

2012

Taglio ai servizi

Aumenti tariffe

Taglio ai servizi

Aumenti tariffe

Abruzzo

-10%

+20%

-10%

+4,5%

Calabria

-10%

Campania

-10%

+12,5%

-10%

+10%

Emilia-Romagna

-3%

+10%

Lazio

-3,7%

+15%

Liguria

-12%

+20%

-10%

+10%

Lombardia

+23,4%

Marche

-13%

Piemonte

-5%

+10%

-5%

+12,5%

Puglia

-15%

+4%

Toscana

-3,3%

+1,5%

-3%

+20%

Umbria

-3%

+25%

Veneto

-3,35%

+15%

Elaborazione Legambiente su dati Regioni e Trenitalia

La classifica delle linee peggiori sul sito www.legambiente.it

14 novembre 2012 0

Tevere, a Roma oltre 500 ettari a rischio idrogeologico molto elevato

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo:

Nel Comune di Roma sono ben 552,66 gli ettari classificati a “rischio idrogeologico molto elevato” R4 ricadenti nel bacino del Tevere, un territorio fragile tra Ponte Milvio, le aree dell’Aniene e la foce del fiume del quale tornare ad occuparsi nei momenti lontani dalle emergenze per alluvioni e frane. Nel Lazio il 98,4% dei Comuni presenta fattori di rischio idrogeologico, sono ben 372 su 378 ad avere aree a rischio frane o alluvioni, secondo i dati rielaborati da Legambiente dell’ultimo Rapporto “Il rischio idrogeologico in Italia” del Ministero dell’Ambiente.

Il 7,6% del territorio regionale è ad altra criticità idrogeologica, si tratta di 1.309,1 ettari nel complesso, dei quali 452,5 (2,6% del totale) sono in aree alluvionabili e 856,6 (5,0%) in aree franabili. Sul totale delle aree critiche, il 65% sono aree a rischio frane, mentre il 35% è costituito da aree a rischio alluvioni.

“A Roma e nel Lazio per battere il rischio frane e alluvioni serve prevenzione, bisogna rendere operativi i piani di bacino approvati trovando le risorse per la manutenzione del territorio, una grande utile opera pubblica da realizzare per evitare drammi e sciagure che stanno aumentando con i cambiamenti climatici, fermando invece opere dannose come il nuovo porto di Fiumicino in aree a rischio molto elevato alla foce del Tevere -ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non possiamo continuamente assistere a tragedie o anche solo rischiarle, il clima è cambiato e nelle diverse stagioni si inaspriscono piogge e siccità, serve una nuova attenzione per questi temi. Questa è una delle politiche per le quali è fondamentale che la Regione Lazio torni ad avere un governo al più presto: come è stato fatto anni fa per il catasto degli incendi, va messa in campo un’azione coordinata per attuare gli interventi previsti nei piani delle Autorità di bacino. Le case e le aree produttive nelle zone di esondazione vanno delocalizzate, così come vanno fermati assurdi nuovi progetti in aree a rischio molto elevato, uno su tutti il Porto della Concordia a Fiumicino.”

La provincia con il maggior numero di ettari a rischio più alto è quella di Frosinone, con 497 ettari suddivisi nei 91 Comuni; segue Roma con 277 ettari a rischio in 116 Comuni, poi Viterbo con 195 ettari in 60 Comuni, Latina con 191 ettari in 32 Comuni e Rieti con 149 ettari in 73 Comuni. Se allarghiamo lo sguardo a tutte le aree con criticità idrogeologiche (non considerando solo quelle dove il pericolo è più elevato) complessivamente nel solo Comune di Roma sono a rischio oltre 1.800 ettari, ricadenti nel bacino del Tevere: ai 552,66 ettari classificati a “rischio idrogeologico molto elevato” R4, se ne aggiungono 319,48 a “rischio elevato” (R3, 0,27%) e 935,10 a “rischio medio” (R2, 0,79%).

“Basta gridare all’emergenza dopo i disastri, per l’attuazione dei piani contro il dissesto idrogeologico sono state reperite risorse per poche decine di milioni di euro mentre solo per il Tevere il fabbisogno è di 1,7 miliardi -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Bisogna tornare a rispettare le zone di espansione naturale dei corsi d’acqua, evitare arginature e interventi sui corsi d’acqua che tendano ad ampliare le zone edificabili, battere il consumo di territorio e la cementificazione selvaggia che sono i veri nemici del rischio idrogeologico. Per questo, proponiamo sin dagli anni ’90 la creazione del parco inter-regionale del Tevere, uno strumento di tutela e valorizzazione degli ambiti fluviali ed un’occasione di sviluppo e pianificazione sostenibile del territorio intorno al fiume.”

Secondo gli ultimi dati disponibili, sarebbero stati stanziati solo 60 milioni di 1,7 miliardi di Euro stimati dall’Autorità di bacino del Tevere nel Piano di Assetto Idrogeologico. Solo il 4% del totale degli investimenti per il PAI (piano assetto idrogeologico) è stato reperito, per gli interventi da attuare per le aree a rischio frana, a rischio idraulico, per la manutenzione ordinaria e contro i dissesti di basso rischio per il reticolo minore. A dimostrazione di come le risorse in questo settore sono sempre più difficilmente reperibili e come sinora, invece, all’aumentare delle spese per una presunta messa in sicurezza, è corrisposta una contemporanea crescita delle spese in interventi straordinari per alluvioni, con una una dissipazione di risorse economiche.

12 novembre 2012 0

Regione Lazio, Legambiente: “Andare al voto subito per il bene comune. Giovedì 15 novembre fiaccolata in pizza del Pantheon”

Di admin

Dall’ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo:

La Regione Lazio è un istituzione fondamentale per la vita dei cittadini che non può continuare a essere governata da una giunta dimissionaria, il nostro territorio non può più andare avanti senza una guida.

Siamo associazioni della società civile, non apparteniamo a nessun partito, siamo lontani dall’antipolitica e dal pessimismo, abbiamo bisogno che la Regione funzioni pienamente, per affrontare le gravi emergenze che tutti i giorni toccano la nostra vita di cittadini. Servono politiche e risposte concrete ai bisogni delle persone, bisogna chiudere una pagina finita davvero male e programmare un nuovo futuro, è sbagliato e dannoso continuare a rinviare il voto.

Per questo invitiamo cittadini, associazioni, comitati a partecipare alla fiaccolata di giovedì 15 novembre, alle ore 18, a piazza del Pantheon a Roma, senza bandiere e simboli di partito, per esprimere le nostre preoccupazioni e la volontà di andare subito al voto per il bene comune.

Promossa da ACLI LAZIO, ARCI LAZIO, DA SUD, FONDAZIONE EXODUS, FIMMG LAZIO (Federazione Italiana Medici Medicina Generale), FORUM TERZO SETTORE LAZIO, LEGAMBIENTE LAZIO, CITTADINANZATTIVA LAZIO, LIBERA, UISP ROMA.

Per adesioni fiaccolata15novembre@gmail.com (oppure presso le organizzazioni promotrici)

5 novembre 2012 0

Imprese verdi, Legambiente: un quarto punta su ambiente, ora nuovo patto verde per il futuro del Lazio

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: “Nel Lazio oltre un quarto delle imprese punta sull’ambiente, è un dato di enorme importanza sul quale fare leva per migliorare la qualità della vita dei cittadini e aggredire la crisi economica e ambientale che attraversiamo così Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commenta i dati del Rapporto GreenItaly 2012 che Fondazione Symbola e Unioncamere hanno presentato oggi a Roma. Per numeri è assolutamente rilevante che oltre 23mila imprese dell’area metropolitana romana investano sulla sostenibilità, facendo piazzare Roma come seconda provincia in Italia per numero assoluto di imprese che investono green. Molto spesso queste scelte sono state compiute dalle imprese nella quasi assoluta solitudine, hanno migliorato i cicli di produzione e speso soldi nella direzione dell’ambiente in assenza di un quadro istituzionale di scelte timide. Nel Lazio, serve un’idea di futuro che punti su un nuovo patto verde, un green new deal, che faccia crescere le nostre comunità in questa direzione, non si tratta di produrre nuovi beni e nemmeno di decrescere, serve una nuova economia che diffonda benessere, qualità, soddisfazione, con una grande attenzione al nostro “petrolio” italiano che è fatto di territorio, paesaggio, beni culturali, artigianato, produzioni.”

Nel Lazio, secondo il Rapporto GreenItaly 2012 che Fondazione Symbola e Unioncamere hanno presentato oggi a Roma, 33.028 imprese hanno investito nell’ultimo triennio, o investiranno entro l’anno, in tecnologie e prodotti verdi, il 24,5% del totale delle imprese, facendo piazzare la regione al terzo posto in Italia. La provincia di Roma si colloca al primo posto con 23.756 imprese green, il 24,2% del totale delle imprese della provincia, seguono Latina con 3.917 imprese (27,7%), rosinone 2.949 imprese (24,5%), Viterbo 1.709 imprese (23,9%), Rieti 697 imprese (22,4%).

26 ottobre 2012 0

In 6400 con Legambiente per i Fori pedonali. Consegnate stamattina firme in Campidoglio per la delibera popolare

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: Seimilaquattrocentosei cittadini hanno firmato per liberare i Fori e il Colosseo dalle auto. A tre mesi esatti dalla presentazione della proposta, Legambiente raccoglie un importante successo, con la consegna questa mattina in Campidoglio delle firme raccolte per la delibera di iniziativa popolare per la pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e dell’area del Colosseo.

“E’ un enorme primo risultato, grazie a tanti cittadini, circoli, comitati, associazioni un futuro migliore per Roma e per il luogo più bello del mondo è più vicino, i romani vogliono che il Colosseo e i Fori Imperiali siano liberati da traffico e smog e aperti a chi vuole andare a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici -affermano Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Ringraziamo tutti coloro che si sono mobilitati, la crisi della politica che attraversiamo non ha depresso i cittadini, anzi li ha motivati ancora di più a partecipare e dire la loro, per un’associazione di volontariato come la nostra è un bellissimo risultato, costruito grazie al lavoro di tanti in Legambiente e in città. Ma non ci fermeremo di certo qui, ora raccolte le firme vogliamo continuare ad allargare la discussione, coinvolgere ancora altri soggetti, organizzare momenti di incontro e approfondimenti per affrontare le problematiche e delineare il futuro assetto dell’area. L’obiettivo finale è vedere approvata la delibera che i cittadini hanno sottoscritto, realizzato lo studio della mobilità e resa al più presto concreta la ciclo-pedonalizzazione dell’area. Lo abbiamo detto presentando la proposta: Roma se lo merita, merita un futuro diverso e migliore che a partire da un’idea concreta e simbolica realizzi politiche per migliorare la qualità della vita nei quartieri e nelle periferie.”

La proposta di Legambiente ha superato le almeno 5mila firme necessarie per essere ricevuta formalmente, sottoscritta anche da diverse personalità, artisti, esponenti istituzionali e politici di diversa provenienza, e quindi ora dovrà essere discussa dall’Assemblea capitolina. L’obiettivo della delibera è chiarissimo: impegna “il Sindaco e la Giunta -ed in particolare gli Assessori alla Mobilità, all’Ambiente e alla Cultura-, a predisporre entro un mese i necessari provvedimenti volti alla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e dell’intera piazza del Colosseo, anche dal lato di via Labicana e di via di San Gregorio, per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica centrale, con tappe precise da avviare nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre tre mesi; un nuovo piano dell’assetto della circolazione (consentendo l’accesso alle biciclette e favorendo l’accessibilità delle persone con gravi difficoltà motorie), della sosta e del trasporto pubblico e un adeguato piano di comunicazione.”

Dopo approfonditi studi sulla mobilità pubblica e privata dell’area, Legambiente propone una strategia organica a breve, medio e lungo termine, da adottare a maggior ragione con il restauro dell’Anfiteatro Flavio che partirà a breve e con il cantiere della metro C che obbliga a limitare il traffico privato, piuttosto che ad avvicinarlo al monumento, come pure ancora sembra essere sciaguratamente ipotizzato dal Comune. Entro 60/90 giorni, l’istituzione in via definitiva della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali il sabato, la domenica e nei giorni festivi; la chiusura al traffico privato (auto e moto), dalle 10 alle 14 in entrambe le direzioni, della tratta da piazza Venezia a largo Corrado Ricci; l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato lungo via Cavour, verificandone il perimetro (da largo Corrado Ricci sino a Santa Maria Maggiore) e gli orari di attuazione. Entro 8/12 mesi (medio termine), la chiusura al traffico privato (auto e moto) per l’intera settimana e senza limitazione di orario dell’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci. Entro 12 mesi (lungo termine) la pedonalizzazione dell’intera via dei Fori Imperiali. Al fine di realizzare i provvedimenti, Legambiente raccomanda l’istituzione di un tavolo di consultazione con le categorie, le associazioni e tutti gli altri soggetti coinvolti, per monitorare l’attuazione del provvedimento e raccogliere istanze e proposte.

“Finalmente potremo dire basta al Colosseo spartitraffico, non si può aspettare ancora per pedonalizzare Via dei Fori Imperiali e la vetrina con la quale Roma parla al mondo -afferma Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente-. Mantenere Colosseo e Fori congestionati dal traffico fa sì che si fermino a 5,1 milioni di visitatori all’anno, mentre la Tour Eiffel supera i 7 e il Louvre gli 8 milioni. Servono scelte immediate per preservare e valorizzare un’area archeologica che costituisce un patrimonio unico, per battere l’inquinamento e cacciare gli oltre 3mila veicoli che la attraversano ogni ora. Dopo aver ottenuto la pedonalizzazione domenicale dei Fori Imperiali, che rappresenta un successo enorme ormai da quindici anni, con la consegna delle firme per questa delibera popolare sostenuta da una grande mobilitazione dei cittadini, vogliamo anche fare un passo avanti nel rimettere al centro dell’agenda politica una nuova stagione di limitazione del traffico veicolare privato a favore del mezzo pubblico su tutto il territorio nazionale, proprio a partire dalla pedonalizzazione dei Fori Imperiali.”

Si ringrazia per il supporto il free press Metro.

29 settembre 2012 0

Puliamo il mondo 2012, superate le 100 iniziative nel Lazio

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: All’appello sono già oltre cento le iniziative di Puliamo il Mondo a Roma e nel Lazio, ma c’è ancora tempo per aderire e partecipare. Continuano gli appuntamenti di un’altra giornata intensa, piena d’iniziative e d’impegno per recuperare aree verdi e piazze dal degrado: anche nella seconda giornata di mobilitazione sono state decine le iniziative nel Lazio che hanno visto i volontari con scope e rastrelli, per ripulire luoghi pubblici lasciati all’incuria e alla sporcizia. Al Parco Italo Calvino di Formello, presso il centro commerciale Le Rughe, 200 volontari con tanti bambini hanno pulito il parco e si sono dedicati alla bonifica del fosso ma anche degli svincoli sulla via Cassia, al termine della quale è stata inaugurata anche una nuova Isola Ecologica. Nel resto del Lazio a Bassano Romano (Vt) sono stati ripuliti mura e giardini di Palazzo Giustiniani, a Canepina (Vt) si è svolta una speciale raccolta di rifiuti ingombranti con pulizia del giardino comunale. A Casalvieri (Fr) ci si è impegnati sul “Tracciolino”, e altre iniziative si sono svolte in diversi siti a Fara in Sabina (Ri), in località Mola Saraceno a Capena (Rm), a Guidonia e a Tivoli (Rm), con una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata porta a porta.

Nella Capitale numerosi i parchi ripuliti: da Parco Talenti a Parco Cavallo Pazzo, da Parco del Pineto a Parco Giochi Casal Brunori, dal Parco della Cellulosa alle Riserve dell’Insugherata e dell’Aniene, e dal Pratone delle Valli alla spiaggia di Capocotta, al km 8 della via Litoranea. Iniziative analoghe hanno coinvolto via Copparo a Vitinia e Viale Aurelio Saffi a Monteverde. Nel pomeriggio, con Esquilindo 2012, ripulitura dell’area intorno al Nuovo Mercato Esquilino e i giardini chiusi dell’Acquedotto, con animazione di balli cinesi e tamburi ad animare la piazza -cuore di un’area che ospita numerose comunità straniere, le cui associazioni hanno aderito all’iniziativa.

“Mentre bisogna troppo spesso assistere al degrado delle istituzioni, a sprechi e scandali, i volontari di Puliamo il Mondo con la concretezza di un piccolo gesto danno un forte segnale di senso civico -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Puliamo il Mondo è una bella occasione per stare insieme e cambiare concretamente il mondo attorno a noi, è sempre un successo vedere decine, centinaia di persone che si rimboccano le maniche e vincono la fatica per ridare decoro in prima persona a tante aree nel Lazio.” E domani, domenica 30 settembre, gran finale con moltissime iniziative. Dalle 9.30 del mattino a Roma appuntamento al Colosseo per tirare a lucido l’area centrale più bella della città e partecipare ad uno speciale laboratorio per realizzare fogli di carta riciclata, nel ventennale di Puliamo il Mondo dedicato alla bellezza. Sempre alle 9 partirà la pulizia della zona Sacco Pastore, Via ValSolda, e di Casal Boccone, dove sarà messo in evidenza anche il problema della cementificazione nell’area. Verranno ripulite anche le aree verdi presso Via Casale Ferranti e Via Burri, mentre a Via del Risaro ci sarà uno speciale intervento per la rimozione di rifiuti ingombranti. Alle 9.30 inizierà la pulizia di Parco Capoprati, con attività sulla raccolta differenziata. Dalle 10 in poi inizia la pulizia della foresta cedri dell’Himalya e del fossato del Forte a Villa Ada. Al via anche la pulizia di Parco Somaini, di via Gallodoro, del parco archeologico Tor Vergata. A Garbatella, dove recentemente di è svolto l’ecofestival FestAmbiente Roma e Lazio, si riqualificherà via delle Sette Chiese. Iniziative anche nel resto del Lazio: a Frosinone verrà pulita la zona di viale Roma, e si raccoglieranno rifiuti RAAE e rifiuti ingombranti. Iniziative nel frusinate anche a Morolo e Sgurgola. A Sabaudia (Lt) si pulirà il giardino “Bella Farnia Mare” insieme alla comunità sikh, proveniente per lo più dal Punjab. Nel viterbese, appuntamenti in piazza a Farnese e a Soriano nel Cimino per ripulire due discariche nella zona del “bucone”. A Castel Madama (Rm) l’iniziativa coinvolgerà Piazza Dante e Piazza Mancini, e includerà una campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata porta a porta. Altre iniziative in provincia di Roma a Marino, lungo il basolato dell’Appia Antica, a Montecelio (via Percile), Riano (Largo Montechiara) e San Cesareo (Fontana della Pidocchiosa).

Legambiente continua ad invitare tutti a rimboccarsi le maniche: l’elenco completo delle aree aggiornato costantemente è sul sito web www.legambientelazio.it . Per informarsi e aderire si può contattare anche la info line 335 5765908.

Si ringraziano per la collaborazione il TRG Lazio della RAI e AMA SpA. Puliamo il Mondo è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero della Pubblica Istruzione dell’Università e della Ricerca, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dall’UPI (Unione Provincie Italiane), Federparchi, Uncem (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani), Unep (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite). Con il contributo di Snam, Coop, Federambiente e Ikea sono partner tecnici. In collaborazione con Fiseassoambiente e Anci (Associazione Comuni Italiani). La Nuova Ecologia e RDS (Radio Dimensione Suono) sono i media partner.

29 settembre 2012 0

Piano Casa, Legambiente: doppia impugnazione è fatto estremamente grave

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Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: “La doppia impugnazione da parte del Governo alla Corte Costituzionale per il piano casa del Lazio rappresenta un fatto estremamente grave. Legambiente aveva ragione a battersi contro quello che è un vero e proprio scempio, la Regione ha tentato per due volte di legiferare in materia edilizia con norme palesemente in spregio del Codice dei Beni Culturali, della tutela del paesaggio e del governo del territorio -così Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Le prime norme impugnate riguardano scelte indecenti come quelle delle deroghe alla classificazioni dei piani paesistici per realizzare “bacini sciistici”, “opere pubbliche o private di pubblico interesse quali ospedali, cimiteri, interventi portuali, strutture ricettive di carattere alberghiero ed extra alberghiero, scuole, università, impianti e attrezzature sportive”. Questa volta vengono impugnate tra l’altro le modalità previste per la “perimetrazione delle aree di interesse archeologico”, e le procedure per i “programmi integrati nelle aree caratterizzate da valenze naturalistiche ambientali e culturali”. Tutte cose che non c’entrano nulla con il diritto all’abitare, col fabbisogno di case popolari per le fasce disagiate, delle quali il cosiddetto piano casa non si occupa quasi per nulla. I dispositivi impugnati da due diversi Governi del Paese, segnando uno strappo istituzionale molto rilevante, permetterebbero scempi irreparabili al nostro paesaggio, sono indifendibili, il vero scandalo è averli approvati in Consiglio regionale. Ma questo, dopo i fatti delle ultime settimane, purtroppo ci sorprende meno.”