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4 maggio 2018 0

La puntura di Ultimo… alla legge elettorale “capolavoro”

Di admin
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LA PUNTURA DI ULTIMO – “La legge elettorale ha sortito l’effetto voluto da chi l’ha ideata: nessun vero vincitore, nessuno sconfitto che possa essere ritenuto emarginato, volontà popolare ostaggio della partitocrazia. Nel paese dell’ immobilismo, non c’è che dire, è stata un capolavoro”.

Ultimo

22 dicembre 2017 0

Legge di bilancio, il “bonus verde” per rinnovare giardini e terrazzi

Di admin

DALL’ITALIA – La nuova legge di bilancio che sarà varata dal governo entro la fine dell’anno non interverrà solo su assunzioni, lavoro ed imprese… ma questa volta verrà introdotta un’assoluta novità: il cosiddetto “bonus verde”

IL BONUS VERDE –  La legge di bilancio dovrebbe infatti prevedere una detrazione pari al 36% delle spese per tutti gli interventi riguardanti la cura e la sistemazione di giardini e terrazzi privati o condominiali. È stato il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina a promuovere l’introduzione del nuovo bonus per contrastare la presenza ingombrante del cemento nelle grandi città oltre a prevenire l’inquinamento e dare nuove opportunità al florovivaismo. Le detrazioni comprenderanno anche operazioni per la realizzazione di impianti di irrigazione, ma soprattutto per il recupero delle zone verdi e dei giardini in aree di interesse storico.

LINFA VITALE PER PARCHI E GIARDINI – L’iniziativa del ministro Martina è stata ben accolta soprattutto dalla Coldiretti, che ha inquadrato il “bonus verde” come un’importante misura che potrebbe dare nuova linfa vitale alla diffusione di giardini e parchi soprattutto nelle aree urbane, dove potrebbero essere contrastati inquinamento, smog e polveri sottili. Come evidenziato proprio da Coldiretti, “il verde urbano in Italia rappresenta solamente il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia (oltre 567 milioni di metri quadrati) sulla base dell’ultimo rilevamento realizzato dall’ISTAT. La situazione sembra essere più difficile nelle città più grandi, che hanno una disponibilità di spazi verdi che va dagli appena 15,9 metri quadrati di verde urbano per abitante a Roma ai 17,2 di Milano fino ai 21 di Torino”. Coldiretti aggiunge poi: “Finalmente verrà utilizzata la leva fiscale per riconoscere i benefici che derivano alla collettività sia dalla cura che dagli investimenti privati nel verde, ma si tratta anche  di un importante sostegno al settore florovivaistico italiano che, con un valore della produzione attorno ai 2,5 miliardi di euro, è uno dei settore di punta dell’economia agricola, contribuendo con 753,6 milioni di euro di esportazioni ed un saldo attivo negli scambi pari a circa 230 milioni di euro nello scorso anno”.

PIANTE DA GIARDINO  – Bene, quindi ora avrete un motivo in più per occuparvi del vostro giardino e curarlo al meglio. Quali piante scegliere per valorizzare il piccolo angolo verde della vostra casa o del vostro condominio? Le tendenze degli ultimi anni hanno condizionato i gusti degli appassionati di piante e fiori, portandoli ad apprezzare alberi come il ciliegio giapponese, una delle piante ornamentali più belle, ideale sia come pianta da giardino che come frutteto. A differenza dei comuni alberi da ciliegio la varietà giapponese non produce assolutamente frutti, ma è apprezzata particolarmente solo per i suoi meravigliosi fiori di color rosa pastello che produce. L’albero di ciliegio da fiore in Giappone viene identificata come “Sakura”, che tradotto significa “ciliegio giapponese in fiore”. Particolarmente noto per la sua breve ma meravigliosa fioritura, per i giapponesi il ciliegio simboleggia infatti il decorso della vita umana tramite la crescita, la fioritura e il decadimento che sono parte del destino naturale. I ciliegi si sviluppano con maggiore facilità in terreni profondi, fertili e acidi ma si accontentano di poco purché il terreno sia ben drenato in quanto temono i ristagni idrici; inoltre, i ciliegi non presentano particolari difficoltà nella coltivazione e non risentono di particolari patologie ad eccezione della “gommosi”, che si manifesta tramite emissione di resina scura e appiccicosa a seguito di un particolare stress subito dalla pianta. Come tutte le piante ornamentali anche l’albero del ciliegio una volta divenuta adulta non necessita di una potatura regolare e periodica per cercare di non alterare l’aspetto naturale della pianta: la potatura invernale potrebbe infatti ridurre la fioritura, quindi gli interventi devono essere mirati esclusivamente all’asportazione dei rami secchi o molto deboli.

25 ottobre 2017 Non attivi

Legge Salva Borghi, buone notizie per la Ciociaria: investimenti su banda larga e riqualificazione urbana

Di redazionecassino1

Redazionale – Nelle scorse settimane è stato approvato il Disegno di legge n. 2541, ribattezzato in vari modi ma sostanzialmente noto come Legge Salva Borghi: ecco cosa prevede e quali sono le buone notizie in arrivo per i territori del Lazio e della Ciociaria.

Ci sono volute tre legislature, ma alla fine il disegno di legge 2541 promosso in maniera bipartisan dal presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, e da Patrizia Terzoni (M5s), ha finalmente concluso il suo iter di approvazione, con una votazione a larga maggioranza che sembra far ben sperare per gli effetti concreti del provvedimento.

Un piano per i Piccoli Comuni. Le aspettative, d’altra parte, sono molto elevate, perché questo intervento ha come obiettivo il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni italiani (quelli con popolazione inferiore a 5000 abitanti) e dei territori montani e rurali, puntando su alcune linee guida specifiche, come misure di sostegno per l’artigianato digitale, semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento (con investimenti per la loro riconversione in alberghi diffusi, con un connubio di tecnologia e green economy), manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell’ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico e, non ultimo, diffusione della banda larga.

Anche Internet veloce tra gli obiettivi. Ancora una volta, dunque, si spinge sulla promozione degli accessi veloci a Internet per cercare di rendere “moderni” anche i piccoli territori, con l’obiettivo (non dichiarato, ma evidente) di migliorare le performance dei vari piani fin qui messi in campo, che non hanno ancora superato l’annoso problema del digital divide e della mancata copertura dei piccoli territori.

Una questione importante per la Ciociaria. Per fare soltanto degli esempi, attualmente il Lazio risulta “coperto” con banda di 30 Mega al 54,5 per cento delle sue unità immobiliari complessive, come riportato sulla mappa del Ministero dello Sviluppo Economico, ma in alcune aree interne, soprattutto in Ciociaria, i risultati sono molto inferiori, con il Comune di Frosinone che si ferma appena al 25,3 per cento, Pontecorvo all’8,5 per cento e Arnara bloccato sullo 0 per cento.

Ancora digital divide. Dati davvero deprimenti, se si pensa che la Strategia Italiana per la banda ultralarga dovrebbe garantire entro il 2020 la copertura l’accesso alla rete internet ad almeno 30 Mbps a tutta la popolazione d’Italia, ma che in realtà procede a rilento. Di contro, però, è positivo che si stiano sviluppando sistemi di connessione alternativa, come la rete fixed wireless studiata da Eolo, che è pensata per raggiungere anche le aree interne e che è disponibile ora anche in Ciociaria, con offerte specifiche di Internet senza limite.

Le zone laziali interessate. Ecco perché i rappresentanti dei piccoli Comuni, anche ciociari, hanno salutato con ottimismo il nuovo provvedimento, che per quest’anno prevede una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro, che passeranno a 15 milioni nel sestennio 2018-2023, per arrivare a un totale di 100 milioni di euro. Nel totale delle zone interessante dovrebbero ricadere numerosi paesini del nostro territorio (si parla di sessantotto sul totale dei novantuno ciociari), e soprattutto alcune aree come quelle della Val Comino e del cassinate potrebbero beneficiare soprattutto degli investimenti contro le criticità idrogeologiche.

Il piano nazionale. A livello nazionale, invece, la misura riguarda ben 5.585 comuni, vale a dire quasi il 70 per cento dei 7.998 comuni italiani e una estensione territoriale pari quasi alla metà dello Stivale; in queste zone vivono oltre 10 milioni di cittadini,ma soprattutto si concentra gran parte del “made in Italy”, a cominciare dal 93 per delle DOP e degli IGP e dal 79 per cento dei vini più pregiati del nostro Paese.

12 luglio 2017 0

Regione Lazio: Legge sulla rigenerazione urbana, il plauso di Marino Fardelli

Di redazione

“Con la legge sulla rigenerazione urbana appena approvata, si chiude la fase drammatica in cui lo sviluppo urbanistico equivaleva alla distruzione del suolo e all’aumento quantitativo di cubature. Questo è lo strumento giusto per dare nuovo impulso allo sviluppo e alla riqualificazione dei territori”. Ad affermarlo il consigliere regionale Marino Fardelli. Dopo il primo plauso all’approvazione della legge nella seduta di martedì del Consiglio regionale, oggi torna a spiegare quali saranno gli effetti reali. “Parliamo subito di concretezza e di una Regione Lazio che si dota di una legge che la porta in linea con l’Europa. Un vero e proprio pilastro di questa fase legislativa – afferma Fardelli – Si tratta di uno strumento di sviluppo che ottimizza le risorse, migliora la qualità della vita dei cittadini perché comprende anche aspetti sociali ed economici oltre che urbanistici ed edilizi, con l’obiettivo di rilanciare e promuovere aree degradate. I Comuni avranno un ruolo principale nella scelta degli interventi che prevedono il miglioramento sismico, l’efficienza energetica, oltre che lo snellimento della burocrazia e che, oltre ad un generalizzato miglioramento del patrimonio edilizio esistente, contribuiranno alla riqualificazione della “città pubblica”, alla riqualificazione degli insediamenti urbanistici, alla realizzazione delle infrastrutture delle attrezzature nelle aree degradate ed alla integrazione dei servizi nelle aree urbane, limitando il consumo di suolo e provvedendo alla sicurezza statica delle strutture esistenti. La legge – conclude il consigliere regionale Marino Fardelli – è frutto di un grande lavoro partecipato tra Giunta, Commissioni e Consiglio con il contributo di numerose associazioni che hanno apportato un utile contenuto alla redazione del testo finale. L’impegno di tutti è stato quello di apportare modifiche altamente migliorative e oggi possiamo dirci soddisfatti di una legge che, soprattutto, dota i Comuni di strumenti validi e rapidi per la pianificazione urbanistica territoriale”.

19 maggio 2017 0

Vaccini, firmato il decreto legge: ecco cosa prevede

Di admin

Roma – Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi il decreto sui vaccini. Così il Governo è intervenuto definitivamente sulla vicenda che era arrivata a monopolizzare anche i talk show.

Il Ministero della Salute comunica in una nota le novità del decreto legge.

1) Vengono dichiarate obbligatorie per legge, secondo le indicazioni del Calendario allegato al Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente (età 0-16 anni) e in riferimento alla coorte di appartenenza, le vaccinazioni di seguito indicate: a) anti-poliomelitica; b) anti-difterica; c) anti-tetanica; d) anti-epatite B; e) anti-pertosse; f) anti Haemophilusinfluenzae tipo B; g) anti-meningococcica B; h) anti-meningococcica C; i) anti-morbillo; j) anti-rosolia; k) anti-parotite; l) anti-varicella. 2) Tali vaccinazioni possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. 3) In caso di violazione dell’obbligo vaccinale ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 7.500,00. Le sanzioni vengono irrogate dalle Aziende Sanitarie. 4) Anche nella scuola dell’obbligo, il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla ASL competente la presenza a scuola di minori non vaccinati. La mancata segnalazione può integrare il reato di omissione di atti d’ufficio punito dall’art. 328 c.p. 5) Il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione è segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale. 6) Non possono essere iscritti agli asili nido ed alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che non abbiano fatto le vaccinazioni obbligatorie. In tal caso, il dirigente scolastico segnala, entro 5 giorni, alla Azienda sanitaria competente il nominativo del bambino affinché si adempia all’obbligo vaccinale. 7) Anche nella scuola dell’obbligo, i minori che non sono vaccinabili per ragioni di salute sono di norma inseriti dal dirigente scolastico in classi nelle quali non sono presenti altri minori non vaccinati o non immunizzati. 8) Se un bambino ha già avuto le patologie indicate deve farsi attestare tale circostanza dal medico curante che potrà anche disporre le analisi del sangue per accertare che abbia sviluppato gli anticorpi. 9) A decorrere dal 1° giugno 2017 il Ministero della salute avvia una campagna straordinaria di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni per la tutela della salute. Nell’ambito della campagna, il Ministero della salute e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca promuovono, dall’anno scolastico 2017/2018, iniziative di formazione del personale docente ed educativo e di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori. 10) Le misure del decreto entrano in vigore dal prossimo anno scolastico”.

11 agosto 2010 1

Regione Lazio, verifiche sull’applicazione della legge n° 68/1999 sull’ inserimento lavorativo dei disabili

Di redazionecassino1

In questi giorni la Giunta Regionale del Lazio è chiamata a verificare lo stato di attuazione della legge 68 del 12 marzo 1999, che obbliga gli Enti Pubblici che superano i 50 dipendenti ad assumere fino al 7% di lavoratori disabili. A richiederne la verifica sono stati, con un interrogazione, il Consigliere Regionale Giuseppe Parroncini e il Conigliere Comunale di Roma Daniele Ozzimo, entrambi del Partito Democratico. Secondo l’Agenzia Regionale del Lavoro, infatti, sarebbero ben 84.031, ad oggi, i disabili totali iscritti alle liste di collocamento nella Regione Lazio; ciononostante, una recente rilevazione dei servizi di collocamento e dell’apposita Commissione presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro ha individuato che solo una percentuale ridotta è stata effettivamente assunta. Di oltre diecimila iscritti, infatti, alle liste speciali di collocamento nel 2008, solo 1.866 disabili sono stati avviati al lavoro, mentre degli ottomila nel 2009 solo 1.822. Per il Comune di Roma i lavori scoperti accessibili ai disabili sono ben 193, con quasi 65mila disabili iscritti. Se nella Capitale la situazione è tragica nelle altre province della regione è ancora più drammatica. Nella sola provincia di Frosinone, in particolare nel comprensorio Cassino- Pontecorvo, i dati sono drammaticamente sconcertanti: a fronte dei 1700 iscritti alle liste speciali, quelle della legge 68 del 1999 e con invalidità comprese fra il 46 e il 100%, dal 1 gennaio 2008 ad oggi, sono stati avviati al lavoro soltanto 50 disabili. Da 31 lavoratori assunti nel 2008, si è passati a 19 nel 2009. Si tratta assunzioni riguardanti il settore industriale legato, in prevalenza, all’indotto Fiat. Mancano le assunzioni nel settore pubblico, nel commercio. Prevalgono i contratti a termine o il tirocinio. Se si considera che il settore edilizio è esentato dalle assunzioni di disabili, il quadro occupazionale si restringe ulteriormente. Un dato, poi, di ulteriore allarme è la durata dei contratti di lavoro, quando vengano stipulati, quasi sempre si tratta di contratti a termine e con durata compresa fra quattro e sei mesi ed in ogni caso non superiore ai dodici mesi. Ma non basta. Le grandi aziende, in stato di crisi, possono chiedere, ed ottenere dal Ministero l’esonero dalle assunzioni. Le altre preferiscono pagare le sanzioni, la cui entità è irrisoria, piuttosto che assumere. Anche i controlli sull’applicazione della normativa segnano il passo. Le segnalazioni all’Ispettorato del lavoro, sulle irregolarità nel rispetto della legge n.68/1999, sono state in provincia di Frosinone, in tutto il periodo esaminato, soltanto sedici.

F. Pensabene

9 luglio 2010 4

Il Punto a Mezzogiorno aderisce allo sciopero contro la legge “bavaglio”

Di redazione

Il Punto a Mezzogiorno aderisce allo sciopero dei giornalisti contro la legge “Bavaglio” limitando al minimo l’aggiornamento del quotidiano on line. Il titolo principale della Home page rimarrà questo fino allo scadere della protesta. Le notizie di cronaca, ma solo quelle più rilevanti, saranno inserite nei titoli sottostanti. Questo il comunicato della Fnsi che spiega le ragioni dello sciopero “I giornalisti italiani sono chiamati ad una forma di protesta straordinaria che si esprimerà in un “rumoroso” silenzio dell’informazione nella giornata di venerdì 9 luglio, contro le norme del “ddl intercettazioni” che limitano pesantemente il diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie, infliggendo gravi interruzioni al libero circuito delle notizie. Quanti lavorano nel settore della carta stampata si asterranno dalle prestazioni nella giornata di giovedì 8 luglio, per impedire l’uscita dei giornali nella giornata di venerdì. Tutti gli altri, giornalisti dell’emittenza nazionale e locale, pubblica e privata, delle agenzie di stampa, del web, dei new media e degli uffici stampa non lavoreranno nella giornata di venerdì. Free lance, collaboratori e corrispondenti si asterranno dal lavoro secondo le modalità previste per la testata presso la quale prestano la loro opera. I giornalisti dei periodici, infine, si asterranno dal lavoro venerdì 9, ma assicurando, già da ora, la pubblicazione sui numeri in lavorazione delle proprie testate di comunicati sulle motivazioni della giornata del silenzio. Lo sciopero è una protesta straordinaria e insieme la testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini informazione leale e la più completa possibile. Una protesta che si trasforma in un “silenzio” di un giorno per evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il “ddl intercettazioni” imporrebbe se passasse con le norme all’esame della Camera, imposte sin qui dal Governo e dalla maggioranza parlamentare. Molte notizie e informazioni di interesse pubblico sarebbero negate giorno dopo giorno fino a cambiare la percezione della realtà, poiché oscurata, “cancellata” per le norme di una legge sbagliata e illiberale che ne vieterebbe qualsiasi conoscenza. Giornalisti, ma anche gli editori e migliaia di cittadini, da mesi denunciano le mostruosità giuridiche del “ddl intercettazioni”. Sono state anche avanzate proposte serie per rendere ancora più severa e responsabile l’informazione nel rispetto della verità dei fatti e dei diritti delle persone: udienza filtro per stralciare dagli atti conoscibili le parti relative a persone estranee e soprattutto alla dignità dei loro beni più cari protetti dalla privacy; giurì per la lealtà dell’informazione che si pronunci in tempi brevi su eventuali errori o abusi in materia di riservatezza delle persone; tempi limitati del segreto giudiziario; accessibilità alle fonti dell’informazione contro ogni dossieraggio pilotato. Nessuna risposta di merito. Lo sciopero, con la giornata del silenzio, è espressione di indignazione, di partecipazione, di richiamo responsabile a principi e valori che debbono valere in ogni stagione. Lo sciopero è un momento della protesta e dell’azione incessante che proseguirà, fino al ricorso della Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo, qualora la legge fosse approvata così com’è. Lo sciopero è anche segnalazione di un allarme per una ferita che si aggiungerebbe ad un sistema informativo che patisce già situazioni di oggettiva difficoltà e precarietà non solo per la crisi economica, ma anche per una politica di soli tagli che rischiano di allargare bavagli oggi altrimenti invisibili. L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi. E per i giornalisti non è uno sciopero tradizionale contro le aziende, ma un atto di partecipazione e di sacrifico della risorsa professionale per la difesa di un bene prezioso, dei cittadini, proclamato con un silenzio che vuol parlare a tutti”.

1 luglio 2010 0

Il sindacato di polizia contro la “legge bavaglio”

Di redazione

“Anche in questa provincia serve una mobilitazione generale contro il DDL intercettazioni, contro un provvedimento che, non solo impedirebbe di svolgere al meglio le indagini sulla criminalità e i corrotti, ma imbavaglierebbe la stampa, creando un pericoloso vulnus alla democrazia”. A dichiararlo è Marco Galli, membro del Direttivo Nazionale del SILP per a CGIL, il sindacato della polizia di Stato. “Una norma di inaudita gravità che colpirebbe la libertà ed il diritto dei cittadini ad essere informati puntualmente e non quando può far comodo a criminali e corrotti. Una legge che impedirebbe il giornalismo di inchiesta, già duramente colpito per l’atteggiamento dei grandi editori che non tollerano le verità, e le notizie senza filtro. Occorre, pertanto, una mobilitazione dei magistrati, dei lavoratori di polizia, dei cittadini e, soprattutto, dei giornalisti, cui questa norma di regime si rivolge, per addomesticarli e rendere il mondo dell’informazione docile ai voleri dei potenti. Non bisogna pensare che ci sia qualcuno a portare avanti questa battaglia per conto di altri, ma occorre la consapevolezza che tutti siamo coinvolti perché tutti potremmo essere vittime di questo provvedimento legalicida e liberticida. Questa è una provincia che da anni è sotto una cappa di silenzio sulle questioni legate alla criminalità mafiosa ed alla corruzione, salvo pochi giornalisti che hanno avuto il coraggio di parlare e denunciare ciò che i rappresentati istituzionali e la politica non volevano che si dicesse. Questa è una provincia ferita dal problema delle discariche illegali, inquinata da veleni che provocano livelli di incidenza del cancro notevolmente superiori alla media nazionale; un territorio che, purtroppo, potrebbe riservarci ulteriori drammatiche sorprese per ciò che negli anni passati è accaduto, ossia, lo sversamento di tonnellate di rifiuti di ogni genere in siti ancora sconosciuti. Questo è il territorio scelto dalla mafia casertana per riciclare il danaro proveniente proprio dal ciclo illecito dei rifiuti. Possiamo tollerare i silenzi di rappresentanti istituzionali pavidi, se c’è la speranza che la stampa possa comunque raccontare i fatti e la magistratura e le forze di polizia possano continuare ad indagare. Non è immaginabile pensare ad un luogo ove rappresentanti istituzionali meschini si trincerino dietro un vergognoso mutismo e non ci sia neppure la possibilità di sperare nel lavoro degli investigatori e nelle parole di una stampa libera. Questo territorio non è un’oasi, questo territorio va riconquistato e liberato da chi vuole utilizzarlo per arricchirsi nell’illegalità e, per questo, anche noi, adesso, dalla Ciociaria abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, a prescindere dal colore politico e altre possibili differenze, contro il DDL sulle intercettazioni che altro non è che una legge bavaglio, un provvedimento mortifero per la convivenza civile”.

24 giugno 2010 0

Recinzione degli stabilimenti balneari, Palomba (IdV): “La legge va abrogata subito”

Di redazione

Il consigliere regionale Paolo Palomba (IdV) si è fatto promotore in Emiciclo di un provvedimento che cancelli la norma con la quale la Regione Abruzzo, qualche giorno fa, ha dato il via libera alle recinzioni degli stabilimenti balneari. “E’ sconcertante apprendere che l’Assessore Di Dalmazio non farà nulla per evitare questo scempio. – commenta il consigliere regionale Paolo Palomba – Aspettare qualche mese, prima di intervenire, vorrà dire consentire che nel frattempo le recinzioni degli stabilimenti balneari vengano realizzate. E abrogare la legge quando le recinzioni saranno già realizzate, vuol dire consumare una ennesima colossale presa in giro dei cittadini abruzzesi. L’abrogazione deve intervenire subito, prima che inizino gli interventi. Il p.d.l. è stato presentato – spiega il leader del Vastese dell’IdV – ed ora è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità, senza che nessuno possa più nascondersi in posizioni ambigue o dilatorie”. Ufficiosta stampa consigliere Palomba