Tag: manette

17 settembre 2018 0

Spacciavano droga in attesa di un figlio, futuri genitori in manette ad Arce

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

ARCE – In attesa di un bambino spacciavano droga nascondendola nel reggiseno di lei. Un  espediente che non è servito alla coppia di Arce per evitare l’arresto.

I carabinieri della locale Stazione comandati dal maresciallo Evangelista,  collaborati da quelli del Nucleo Carabinieri Cinofili di Santa Maria di Galeira (Rm). I carabinieri, a seguito di perquisizione domiciliare, nella casa del 36enne già sottoposto agli arresti domiciliari, pregiudicato per specifici reati ed la 28enne, convivente, hanno rinvenuto e sottoponevano a sequestro 9 dosi di cocaina e la somma complessiva di 690 euro suddivisa in banconote di piccolo taglio, provento dell’attività di spaccio.

Le dosi di cocaina erano state messe all’interno di un pacchetto di sigarette che la donna, incinta,  aveva  nascosto nel reggiseno, ma grazie all’ausilio di personale femminile, si è proceduto alla sua perquisizione con il ritrovamento della droga. Dopo le operazioni di rito l’uomo è stato tradotto presso la Casa circondariale di Cassino, mentre la donna sottoposta al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Ermanno Amedei

15 settembre 2018 1

Pedofilo in manette. Amico di famiglia filmava la vittima durante gli abusi. Assurda vicenda ad Alatri

Di redazione

Alatri – Nella giornata di ieri, i militari della Compagnia, a conclusione di una complessa attività info-investigativa, hanno arrestato un soggetto dell’hinterland ciociaro per “violenza sessuale aggravata in danno di un minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico”. Acquisita la notizia di reato, i militari dell’Arma hanno immediatamente avviato oculate e complesse indagini, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, finalizzate ad accertare la veridicità di quanto rivelato dal minore alla famiglia. Un chiaro e sconcertante quadro del disegno criminoso sarebbe emerso. L’uomo, amico di famiglia, in tempi diversi dall’inizio del 2017 fino alla primavera dell’anno in corso, aveva approfittato della giovanissima età della vittima, costringendola a subire rapporti sessuali dallo stesso, filmando l’adolescente e producendo materiale pedopornografico senza divulgarlo. Le indagini tecniche permettevano di rinvenire, all’interno del computer di proprietà dell’arrestato, ulteriori immagini ritraenti altri minori in atteggiamenti sessuali espliciti. L’inequivocabile responsabilità penale del pedofilo, appurata nel corso dell’intensa attività investigativa svolta dai Carabinieri, consistente in una minuziosa ricostruzione con l’esplicita, permetteva di avanzare la richiesta di una misura cautelare tesa ad evitare la reiterazione del reato, accolta pienamente dal competente Tribunale Ordinario di Roma, che emetteva la misura della custodia cautelare in carcere. Il predetto veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Frosinone. Foto d’archivio

18 agosto 2018 0

1,5 kg di marijuana e una coltivazione di 60 piantine a casa. In manette un 30enne di San Donato Val di Comino

Di redazione

Questa mattina i carabinieri di Picinisco unitamente al NO Compagnia Cassino e Sant’Apollinare nonché cinofili, nel corso di una perquisizione su decreto dell’autorità giudiziaria hanno fatto scattare le manette ad un 30enne, S.D. di San Donato Val di Comino per detenzione ai fini di spaccio nonché coltivazione abusiva di Kg 1,500 circa di marijuana essiccata; 35 piantine in vasi, 25 piante nel terreno nonché la somma contanti di 1.900 euro composte da banconote dal taglio di 50 euro. L’uomo, dopo le formalità do rito, è stato condotto agli arresti domiciliari. Foto d’archivio

19 luglio 2018 0

Anagni e Sora: Sequestrati quasi 2 quintali di marijuana. Due persone in manette

Di redazione

Una importante operazione quella appena portata a termine dal Comando Provinciale dei carabinieri di Frosinone che ha portato all’arresto di due persone. Due distinte operazioni che si sono svolte tra Sora ed Anagni e che hanno consentito ai carabinieri di sequestrare quasi 200 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Si tratta quindi in sintesi di piantagione e laboratorio. Tutti i dettagli dell’operazione saranno forniti nella mattinata di oggi in una conferenza stampa, esattamente alle ore 11.30, presso il comando provinciale di Frosinone. Foto d’archivio

22 giugno 2018 0

Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone, in manette per truffa aggravata. Sequestrati beni per 12 mln di euro

Di redazionecassino1

FROSINONE/REGGIO CALABRIA – È finito in carcere a Cassino Alessandro Casinelli, presidente di Federlazio Frosinone ed impreditore di spicco del settore della sanità, con interessi sia in Ciociaria sia in altre regioni d’Italia. Le manette sono scattate dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, in seguito ad una specifica disposizione della Procura della Repubblica reggina. L’inchiesta è scaturita da una serie di indagini su una presunta truffa ai danni di una struttura privata di Reggio Calabria. L’attività investigativa si è successivamente allargata anche ad altri settori. L’ordine di carcerazione non ha riguardato solo Casinelli, ma anche altre cinque persone, residenti tra Arpino e Sora. Casinelli e l’ex socio, l’imprenditore Giorgio Rea, sono stati rinchiusi nel carcere della Città Martire. Nell’operazione coinvolto anche Giuseppe Musto amministratore della sua società editoriale Calliope che editava il quotidiano La Provincia. La vicenda di Reggio Calabria, che ha portato agli arresti per molti versi richiama un’analoga situazione nella quale è stato coinvolto lo stesso sodalizio imprenditoriale a Varese su cui sono state aperte altre inchieste di natura penale. Le indagini hanno messo in luce la sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati di “False comunicazioni sociali”, “Truffa” aggravata e “Appropriazione indebita” aggravata in capo ai diversi soci ed amministratori che, nel corso del tempo, si sono succeduti nella gestione e amministrazione della casa di cura di Reggio Calabria e condotto a ritenere che, alla base dell’acquisizione del pacchetto azionario della società, vi fosse l’esclusiva finalità di depauperare il patrimonio della stessa.

Le indagini avrebbero dimostrato che le somme indebitamente prelevate e distratte dalle casse di “Villa Aurora”, sfruttando il meccanismo dei finanziamenti infragruppo, sarebbero state, in parte, impiegate in altre attività economiche riconducibili ai medesimi indagati. Le somme depredate sarebbero state infatti impiegate per l’acquisto di testate giornalistiche da parte della capogruppo, la costituzione di pegni per aperture di linee di credito in favore di persone fisiche, l’acquisto di quote di ulteriori società, l’affidamento di incarichi professionali privi di giustificazioni, per rimpinguare le casse di altre società nella disponibilità dei sodali e, addirittura, per pagare il prezzo di vendita delle quote della stessa “Villa Aurora” agli ex soci. In tutta l’operazione sono finiti in carcere a Cassino oltre ad Alessandro Casinelli, Giorgio Rea, Pietro Domenico Mangiapelo; per Patrizia Ferri, Margiotta Francesco e Marco Petricca sono scattati gli arresti domiciliari. Ingente anche il sequestro di beni immobili: la quota del 95% del capitale sociale della società “Villa Aurora S.r.l.” comprensivo dell’immobile sede della casa di cura, nonché di attrezzature presenti all’interno del predetto immobile, di conti correnti e veicoli intestati alla società, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati per un totale di 1.021.413 euro, somme di denaro, conti correnti bancari, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi e strumenti d’investimento, beni mobili registrati, beni immobili e ogni altra utilità nella disponibilità degli indagati, per un importo complessivo pari a € 2.119.110,57. In totale circa 12 milioni di euro.

A margine della vicenda il difensore di Alessandro Casinelli, l’avvocato Nicola Ottaviani, in una nota, sottolinea la totale estraneità del suo assistito alle ipotesi di reato contestati, in quanto nel periodo dei fatti non ricopriva alcuna carica gestionale o amministrativa. Lo stesso Casinelli, prosegue l’avvocato Ottaviani, ha chiesto all’Autorità Giudiziaria di essere sottoposto al più presto all’interrogatorio di garanzia per “fornire ogni elemento utile al corretto inquadramento della vicenda”.

 

 

19 giugno 2018 0

In manette un 54enne e un 28enne per truffa aggravata ai danni di esercizi commerciali

Di redazionecassino1

CASSINO – Nel corso della mattinata  odierna , personale del N.O.R.M. – Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo,  traeva in arresto  un 54enne  ( già gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio e la fede pubblica) ed  un 28enne  ( già gravato da vicende penali per  associazione a delinquere di tipo mafioso, per  reati contro il patrimonio e la fede pubblica) , entrambi residenti nel capoluogo partenopeo,  poiché colti nella  flagranza di reato  e, quindi,  ritenuti responsabili,  del reato di “truffa aggravata in concorso”

L’attività investigativa attivata dai militari operanti, con particolare riferimento alle recenti truffe commesse in danno di attività commerciali nelle province di Frosinone, Latina, Roma e Caserta, mediante  le richieste di ricarica “carte postepay”, consentiva di individuare in Pignataro Interamna, con due persone a bordo, un’ autovettura Peugeot 208 di colore nero che, nel corso di specifica attività di controllo,  risultava essere intestata ad una società di autonoleggio con sede a Vercelli e, peraltro,  senza essere stata sottoposta alla revisione e già oggetto di numerose segnalazioni inserite in banca dati FF.PP quale mezzo utilizzato per porre in atto attività illecite ed utilizzata dai due soggetti tratti in arresto. Inoltre, a seguito della predetta attività di controllo, il uno dei due, in qualità di conducente,  risultava avere la  patente di guida scaduta di validità. Ulteriori accertamenti esperiti nell’immediatezza dai militari operanti consentiva di acclarare che i due soggetti poco prima, ed in concorso tra loro, con artifizi e raggiri avevano compiuto una truffa ai danni di un titolare di una tabaccheria sita in  Cassino  mediante l’effettuazione di due ricariche di una “postepay (dell’importo complessivo di circa 600 €uro), risultata essere  in loro possesso ma intestata ad una terza persona, dandosi poi  alla fuga senza corrispondere il relativo corrispettivo in denaro.

Gli arrestati, su disposizione della competente A.G.,  sono stati trattenuti presso le Camere di sicurezza del Comando Compagnia di Cassino, in attesa del rito direttissimo che verrà eseguito entro le prossime 48ore.

La carta “postepay” rinvenuta in loro possesso, le ricevute di pagamento, l’autovettura e ed i loro telefonini  venivano contestualmente  sottoposti sotto il vincolo del sequestro

Al termine delle formalità di rito, ricorrendone i presupposti, agli stessi veniva notificato anche l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato all’emissione della misura di prevenzione del rimpatrio con  foglio di via obbligatorio,  con divieto di ritorno nel territorio del comune di Ceprano, Castrocielo, Cassino e Pignataro Interamna  per anni tre.

Sono tuttora in corso le attività info-investigative finalizzate ad accertare le loro responsabilità in altre analoghe truffe denunciate sia in questa Provincia che in quelle limitrofe.

(

10 giugno 2018 0

Droga e soldi sequestrati ad Arce, coppia di 36enni in manette

Di admin

ARCE – Questa mattina ad Arce i carabinieri della locale stazione hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare, rivenendo diverse dosi di cocaina.

In particolare, i militari all’interno di un barattolo un involucro in plastica, hanno trovato 30 grammi di cocaina suddivisa in dosi, per un valore commerciale di 2mila euro circa e diverso materiale per il confezionamento delle dosi stesse, nonché 480 euro quali provento dell’attività di spaccio. Sono scattate quindi le manette per un uomo ed una donna del luogo, che rispondo ai nomi di M. S. e L. P., entrambi 36enni e con precedenti specifici in materia di stupefacenti, in quanto resisi responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo veniva tradotto presso la Casa circondariale di Cassino e lei sottoposta al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

9 maggio 2018 0

Latitante arrestato sull’A1 a Cassino, in manette boss della mafia palermitana

Di admin

CASSINO – La latitanza di Antonio Lo Nigro, esponente di spicco della malavita siciliana, si interrompe a Cassino., A tradirlo sarebbe stato un documento falso che il 37enne di Bagheria avrebbe mostrato agli agenti di polizia sull’A1, alcuni giorni fa, mentre era in transito nel territorio di Aquino.

La carta di identità valida per l’espatrio, non ha convito gli agenti che, nel corso della verifica, hanno accertato essere falsa. Risalendo alla vera identità dell’uomo, gli investigatori hanno così scoperto che si trattava di un individuo considerato esponente di spicco della malavita siciliana e ricercato.

Per questo è stato tradotto in carcere a Cassino a disposizione della magistratura.

Foto tratta da Web 

4 maggio 2018 0

Cassino: Finisce in manette dopo aver tentato di uccidere il compagno

Di redazione

È finita in manette la donna che questa n mattina ha accoltellato il compagno dopo una lite. I Carabinieri del NORM della Compagnia di Cassino hanno infatti tratto in arresto in flagranza di reato per “tentato omicidio” M.L. 29enne di Civitavecchia (RM) residente nella città Martire, già censita per reati inerenti agli stupefacenti. I carabinieri sono intervenuti dopo che un vicino di casa della coppia aveva lanciato l’allarme. Il fatto si è verificato in un appartamento sito in via Arigni. Probabilmente a scatenare l’ira della donna, un diverbio nato per futili motivi. È finita così con il colpire violentemente con un coltello a serramanico il compagno 26enne convivente. Il giovane, medicato dai sanitari del pronto soccorso dell’Ospedale “S. Scolastica” di Cassino per la ferita da taglio ricevuta alla schiena all’altezza del rene destro, è stato giudicato guaribile in giorni dieci. Il coltello veniva sottoposto a sequestro e l’arrestata, dopo le formalità di rito, veniva accompagnata presso la propria abitazione agli arresti domiciliari come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

30 aprile 2018 0

Coppia di pusher in manette a Frosinone, sorpresi con un chilo di canapa indiana

Di admin

FROSINONE – Questa mattina, nell’ambito di servizi congiunti per la repressione in provincia dei reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti in provincia, nel perlustrare la zona tra Patrica e Supino, i militari del RONI del Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone e gli investigatori della Squadra Mobile della Questura notano una Volkswagen parcheggiata in modo sospetto, con a bordo una donna occupante il sedile anteriore lato passeggero. Si decide per un’attività di osservazione. Di lì a breve, arriva a piedi un giovane uomo, in possesso di un involucro di colore scuro: sale a bordo dell’auto, ingrana la marcia e si allontana velocemente dalla zona. Poliziotti e militari si pongono prontamente all’inseguimento del veicolo, intimando l’ALT: il conducente non demorde nel suo intento, accelera ulteriormente, per far perdere le proprie tracce. Vistosi “braccato”, decide allora di “abbandonare” l’auto e la donna , fuggendo a piedi, disfacendosi nel frangente dell’involucro , che viene prontamente recuperato – 96 ovuli , per un peso complessivo pari a grammi 978, 14; la sostanza è risulta positiva ai derivati della canapa indiana -. Bloccato anche il fuggitivo, che non si “arrende” e cerca di divincolarsi, scalciando e sgomitando. Un poliziotto rimane ferito. In ausilio giunge anche una pattuglia della Squadra Volante. Identificata la coppia di pusher: 39 anni lei, 33 lui, entrambi del Marocco. L’uomo dovrà rispondere anche di resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale. In attesa del Giudizio direttissimo, il P.M. di turno ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari.