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30 luglio 2018 0

Cassino: Tutte le emozioni del Gran Galà della danza 2018. Successo per la manifestazione estiva

Di redazione
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Grandissimo successo per la quinta edizione del gran galà della danza a Cassino organizzato dal gruppo Asd Alma Latina. Uno spettacolo dedicato al ballo e non solo. Un mix di emozioni e doti artistiche di spessore hanno caratterizzato l’evento che si è tenuto presso il teatro romano nei giorni scorsi. Una serata dedicata allo showdance in svariate discipline. I direttori artistici Emanuela Di Pasquale e Rodolfo Prete con la collaborazione di uno staff attento e preciso hanno curato tutto nei minimi dettagli per una serata che ha entusiasmato i tantissimi presenti. Tra le discipline proposte anche l’hip hop curate da Salime’, il tango argentino invece da Clelia Maisto e Giuseppe Climaco, le danze popolari da Serena Petronio. Infine la do dottoressa Raffaella Biondi si è occupata di posturale. Ai balli di coppia hanno lavorato la campionessa Emanuela Di Pasquale e Rodolfo Prete. Lo showdance 2018 è stato La maledizione della prima luna, tratto dal film I pirati dei Caraibi. Tutte le esibizioni sono state apprezzate dal pubblico così come la mini competizione Secondo Memorial Teresina Malaggese che è stata vinta dalla coppia Alessio Cedrone – Aurora Messore. Presente all’evento anche l’assessore Maria Iannone che ha premiato gli atleti che si sono esibiti. L’appuntamento ora è per la prossima ed attesissima edizione del gran galà. N.C.

6 luglio 2018 0

Colleferro, manifestazione sabato di “Rifiutiamoli” contro il degrado e l’inquinamento del territorio

Di redazionecassino1

COLLEFERRO – Si svolgerà sabato 7 luglio alle ore 16, con partenza da piazza Italia, la manifestazione di “Rifiutamoli” il presidio che da anni si batte contro il degrado del territorio di Colleferro e delle zone limitrofe. E’ stato un anno intenso. Un anno di lotta e resistenza. Dall’ 8 luglio 2017 non ci siamo mai fermati, siamo cresciuti, abbiamo intessuto rapporti a livello nazionale e creato una rete a livello locale, attraverso incontri pubblici, dibattiti, confronti con altre realtà ambientaliste, ma soprattutto attraverso un luogo che nel corso dei mesi si è rivelato fondamentale: il presidio di Colleferro Scalo.

E’ al presidio che da novembre in poi si è riunita l’assemblea permanente, è al presidio che abbiamo costruito un’altra grande manifestazione cittadina il 18 novembre scorso, è al presidio che siamo riusciti a bloccare i camion che trasportavano materiali per il revamping degli inceneritori, è al presidio che in questi giorni ci stiamo preparando per il corteo del prossimo sabato.

E’ passato un anno, ma la nostra piattaforma non è cambiata. Chiediamo: la chiusura definitiva degli inceneritori di Colle Sughero e della discarica di Colle Fagiolara; l‘avvio di una nuova stagione di programmazione regionale del ciclo dei rifiuti, sostenibile e non impattante dal punto di vista ambientale ed epidemiologico, che veda coinvolti i cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco nei tavoli decisionali; la progettazione di una fase di sviluppo sostenibile, alternativo e partecipato del nostro territorio.

25 aprile 2018 0

25 Aprile, Festa della Liberazione, manifestazione e corteo organizzato dall’ A.N.P.I. domenica 29

Di redazionecassino1

CASSINO – Il 25 aprile, Festa della liberazione coincide, quest’anno con i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana e con i 73 anni dalla fine della guerra e dall’inizio della Repubblica democratica. Settant’anni in cui l’Italia ha progredito, è risorta dalle macerie della guerra ed è entrata nel mondo portando con sé le conquiste di pace, solidarietà, libertà costruite su sacrifici immensi, sul superamento ed il rifiuto delle dittature, su una nuova idea di civiltà. Una storia, quella della nostra Repubblica piena anche di dolori, di errori, di fasi difficili e anche tragiche. Attraversata dai terrorismi, i rischi di svolte autoritarie e di golpe, l’uso distorto e criminale di pezzi dello Stato. Abbiamo sofferto e soffriamo la presenza delle criminalità organizzate, mille disagi sociali, le contraddizioni figlie della mancata realizzazione degli indirizzi e dei precetti della Costituzione del ’48. Siamo in piedi, abbiamo ancora una democrazia che più volte ha dimostrato di essere in grado di rigenerarsi, di non voler cedere agli ostacoli ed alle divisioni. In mille modi si è cercato di sopprimerla da parti interessate a schiacciare la volontà del nostro popolo per tutti gli anni di vita della Costituzione, ma abbiamo saputo ogni volta, faticosamente, costruire più di quanto i nemici della democrazia distruggessero. Per tutto questo si deve festeggiare il 25 Aprile, facendolo insieme a tutti coloro che credono che questa Costituzione, questa democrazia, questa libertà siano beni irrinunciabili, che vogliono progredire nel cammino di civiltà, di fraternità e di tolleranza che ha fatto grande l’Italia.

“Oggi molti popoli guardano a noi come ad un orizzonte in cui riporre speranze. Vogliamo dire a noi stessi ed a tutti i popoli che si può vivere in pace, si può vivere liberi. L’Italia lo deve a sé stessa, ai suoi caduti, a chi ha conquistato la Libertà. Oggi manifestiamo la nostra voglia di pace, di uguaglianza nei diritti “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art. 3 Cost.), di rispetto e amicizia con tutti i popoli del mondo. Lo facciamo a Cassino, – scrive l’A.N.P.I. – città simbolo della distruzione e allo stesso tempo della rinascita, possibile soltanto a condizione che vi sia libertà e democrazia.

Sono queste le motivazioni ed i principi che animano la manifestazione organizzata dall’A.N.P.I. a Cassino per domenica 29 aprile. Una giornata di impegno e di allegria, dove c’è posto per tutti, come nella nostra bellissima Costituzione, a patto che tutti lascino il posto anche agli altri.

“Questo vogliamo e lo diciamo con animo aperto – conclude il comunicato dell’A.N.P.I di Frosinone – verso chiunque accetti il metodo democratico della discussione e della battaglia delle idee e rifiuti qualsiasi logica di sopraffazione, di negazione del diritto per chiunque, di idee autoritarie a cui sottomettere la società”.

8 febbraio 2018 0

Manifestazione della comunità ebraica davanti l’ambasciata polacca che apre i cancelli

Di admin

ROMA – “Oggi pomeriggio sotto la sede dell’Ambasciata di Polonia a Roma ha avuto luogo una manifestazione promossa dai giovani studenti ebrei e dai Figli della Shoah, alla quale ha aderito la Comunità Ebraica di Roma”.

E’ quanto si legge in una nota dell’ambasciata polacca a Roma.

“Abbiamo invitato nella nostra sede i rappresentanti dei manifestanti per parlare dei temi oggetto della loro protesta.

L’incontro con la delegazione dei manifestanti, con a capo la presidente della Comunità di Roma Ruth Dureghello, si è svolto in buona atmosfera e con volontà di dialogo per chiarire le disposizioni della nuova legge.

I rappresentanti della comunità ebraica hanno espresso le preoccupazioni e i timori della comunità legati alla legge sull’Istituto di Memoria Nazionale, approvata dal parlamento polacco e firmata dal presidente Andrzej Duda. Hanno altresì chiesto alla rappresentanza diplomatica polacca, dopo aver preso atto di quanto da loro rappresentato, di trasmettere quanto espresso alle autorità di Varsavia.

Durante l’incontro si è convenuto che i rapporti e la collaborazione tra l’Ambasciata e la Comunità Ebraica romana e italiana è sempre stata ottima. Da parte nostra abbiamo pertanto cercato di chiarire per quanto possibile i dubbi e le conseguenti paure che, a nostro parere, derivano dalla non corretta interpretazione della nuova disposizione.

Da parte nostra – continua la nota dell’ambasciata – abbiamo sottolineato e teniamo a sottolineare che siamo sempre aperti a parlare delle incomprensioni che accompagnano la legge approvata in Polonia. Una legge concepita con il fine principale di combattere la negazione e la falsificazione della verità sull’Olocausto, ivi compreso lo sminuire la responsabilità dei veri colpevoli di questi crimini. Una legge concepita come difesa da chi attribuisce allo Stato e al popolo polacco, pubblicamente e contrariamente ai fatti, la corresponsabilità per i crimini nazisti compiuti dal Terzo Reich, inducendo in errore e ledendo le vittime-cittadini della Polonia, sia di origine ebraica che polacca.

La nostra Ambasciata ha sempre ritenuto prioritario il rapporto con la comunità ebraica italiana. E’ per noi naturale. Ebrei e polacchi hanno convissuto per secoli sulla stessa terra, è in Polonia che si trovava la più grande comunità ebraica in Europa.

Lavorare insieme su progetti comuni era e rimane per noi importante. Questi progetti riguardano sempre la memoria, la storia comune, che il nostro paese e il nostro popolo è ben lungi dal voler cancellare.

Noi, in quanto polacchi e in quanto rappresentanti del governo polacco in Italia, abbiamo dimostrato di prenderci cura della memoria sull’Olocausto, una tragedia che è parte integrale della storia della Polonia e della nazione polacca. Per decisione dei nazisti tedeschi che occupavano  il nostro paese, la nostra terra è divenuta luogo di sterminio degli ebrei provenienti da tutta l’Europa. Ogni famiglia in Polonia è stata duramente toccata dalla tragedia e dai crimini commessi dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Ogni anno una delegazione dell’Ambasciata rende omaggio alle vittime depositando il 27 gennaio i fiori sotto la lapide che ricorda la deportazione degli ebrei romani nel 1943.

La Polonia non vuole dimenticare. E’ la Polonia che preserva con grande sforzo l’area museale dell’ex campo di sterminio Auschwitz-Birkenau, divenuto patrimonio mondiale Unesco, luogo di visite e di viaggi della memoria dei giovani di tutto il mondo.

I polacchi non sono negazionisti, né lo vuole essere la nuova legge.

Come hanno sottolineato nelle loro dichiarazioni sia il premier Mateusz Morawiecki che il presidente Andrzej Duda, nessuno vuole negare le colpe di singoli individui che hanno commesso atti vergognosi e crimini rivolti contro gli ebrei. Ma questi comportamenti che la Polonia condanna severamente non possono essere attribuiti a una nazione intera che con gli ebrei ha condiviso le sofferenze dei crimini nazisti.

La nuova legge non limiterà la libertà di ricerca scientifica né la pubblicazione dei risultati di questi studi, non limiterà il dibattito storico, la libertà di parola o di espressione artistica: l’esclusione di queste attività è espressamente indicata nella legge (art. 55°, par. 3). La legge non impedisce in alcun modo la discussione pubblica riguardante l’Olocausto.

La legge si propone di difendere la verità storica e il buon nome della nazione dello stato polacco. Nella maniera più assoluta non protegge i criminali, indipendentemente dalla loro nazionalità.

Come hanno chiarito le massime autorità polacche, la legge non prevede pene per l’indicazione di concreti, vergognosi casi di crimini commessi da persone concrete, indipendentemente dalla loro nazionalità, ivi quella polacca.

La legge non limiterà le discussioni pubbliche su i casi di pogrom contro gli ebrei, verificati in tutta l’Europa occupata, inclusa la Polonia. A questi crimini hanno partecipato anche i polacchi. Sono stati eventi scioccanti e vergognosi. Abbiamo il dovere morale di onorare la memoria degli ebrei uccisi durante questo tipo di avvenimenti.

La Polonia era e rimane sempre a favore dello dialogo. Il presidente Duda, come da lui stesso dichiarato, nel prendere la decisione ha tenuto presente tutte le voci che si sono levate sul tema, compreso quella dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane che venerdì scorso gli aveva rivolto un appello.

Ripetiamo – conclude la nota – la Polonia è per il dialogo e per la libertà di espressione. Ed è proprio per avere la sicurezza che la libertà sia mantenuta e garantita che il presidente Andrzej Duda ha trasmesso la legge da lui firmata alla Corte Costituzionale, come d’altronde egli stesso ha spiegato”.

24 dicembre 2017 0

Chiusura Ideal Standard, manifestazione ieri pomeriggio a Roccasecca e sulla Casilina

Di redazionecassino1

Roccasecca – Una manifestazione in difesa del posto di lavoro, della dignità dei lavoratori dell’Ideal Standard e la serenità delle loro famiglie, si è svolta ieri pomeriggio a Roccasecca. In migliaia si sono radunati nella piazza della stazione ed hanno percorso le strade del paese, passando per via Piave, via Risorgimento per giungere fino in via Casilina dove si è tenuto un sit in per dire un chiaro e forte “no” alla chiusura dello stabilimento. Come si ricorderà nelle scorse settimane la direzione della fabbrica, che produce sanitari e ceramiche, aveva comunicato ai sindacati la volontà di sospendere la produzione e chiudere lo stabilimento di Roccasecca, suscitando sconcerto e preoccupazione nelle oltre cinquecento famiglie della zona. Un ennesimo schiaffo ad un territorio e ai suoi lavoratori, già fortemente provati dalla crisi occupazionale che da anni lo investe e che si era  accentuato nelle scorse settimane con i cinquecento licenziamenti allo stabilimento Alfa Romeo di Piedimonte San Germano. A febbraio, quindi, tutti a casa. La Ideal Standard non vuole sentire ragioni. Era durato solo una decina di minuti l’incontro di giovedì presso la sede di Unindustria a Frosinone tra i rappresentanti della società e le organizzazioni sindacali. La procedura di mobilità per i circa 300 operai della fabbrica di ceramica e sanitari di Roccasecca è stata già avviata e non si torna indietro. Arrivederci, senza grazie, dopo 54 anni di storia.Una posizione che ancora una volta non ha lasciato margini di trattativa, sebbene la società, ad oggi, non abbia voluto spiegare le ragioni che hanno portato, in maniera appartemente repentina, alla decisione di chiudere lo stabilimento ciociaro. La Ideal Standard  si è limitata in un comunicato telegrafico a fare riferimento a non meglio precisati “problemi strutturali”. Quali? Nessuno ha avuto l’onore di saperlo. La società, finora, si è sottratta al tavolo convocato presso il Mise, il solo forse che potrebbe chiarire questi aspetti. Oltre al danno anche la beffa per i lavoratori, visto che dall’ultimo bilancio disponibile della società, quello riferito al 2016, emerge una situazione produttiva tutt’altro che in affanno. Una situazione che ha avuto, a Roccasecca un impatto negativo anche su tutto l’indotto. Un Natale,quello del 2017, per i lavoratori dell’Ideal Standard e per molti altri del basso Lazio, impegnati in difesa e salvaguardia del lavoro e della produzione. Nei giorni scorsi  i dipendenti della multinazionale hanno dato vita ad un presidio permanente.

F. Pensabene