Tag: ministero

25 settembre 2018 0

Il Ministero dell’Interno approva il piano di assunzioni del Comune, per ora solo quelle a ‘tempo determinato’

Di redazionecassino1
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CASSINO –  “E’ arrivata l’approvazione da parte del Ministero dell’Interno area enti locali di una parte del Piano assunzionale del Comune. Sono state approvate le assunzioni a tempo determinato, tutte quelle richieste dal Comune mentre, per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato, si dovrà aspettare l’approvazione del Bilancio stabilmente riequilibrato”. A darne notizia– in una nota –  è il sindaco del Comune di Cassino Carlo Maria D’Alessandro,  che aggiunge: ” Infatti nel caso di enti in dissesto non è possibile effettuare assunzioni a tempo indeterminato se non dopo l’approvazione del Bilancio che viene adeterminarsi a seguito della dichiarazione di dissesto. Ancora una volta paghiamo a nostre spese le scelte scellerate del passato. Su di noi e sulla cittadinanza ricadono le conseguenze di azioni che hanno compromesso l’interesse di tutta la comunità. Se si fosse stati più onesti prima nel dichiarare il dissesto quando era necessario a quest’ora eravamo in fase di uscita e il piano assunzionale sarebbe stato abbondantemente non solo approvato ma addirittura portato a termine. Questo “regalo” della passata amministrazione ha portato la città e l’ente stesso a dover fare i conti con difficoltà e criticità sconcertanti che rendono lo svolgimento dei servizi quotidiani di pubblico interesse più complicati. Ad oggi siamo costretti ad ascoltare e a leggere insulti e accuse di immobilismo e disfattismo proprio da chi, in passato, avrebbe dovuto avere il coraggio e prendersi la re sponsabilità di non trascinare a fondo la città. Quando siamo arrivati noi la situazione era pronta ad esplodere, questa amministrazione sta lavorando per cercare di rimettere le cose a posto anche se, siamo consapevoli, ci vorrà tempo e impegno”. Ha concluso il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro.

29 maggio 2018 0

Quasi 1,8 milioni pagati dal Ministero della Salute a pontino per sangue infetto

Di admin

LATINA – “A pagare è stato il Ministero della Salute che ha dovuto rispondere dei mancati controlli su alcune trasfusioni del Goretti di Latina e di altri ospedali romani fra il 1979-1985”.

Lo scrive in una nota dello studio legale Mattarelli.

“Poco meno di 1milione e 800mila sono stati pagati oggi ad una famiglia di un paese dei monti Lepini a cui a metà degli anni ’80 venne a mancare un proprio congiunto appena trentenne.

La Corte d’Appello di Roma aveva accertato nel 1985 che il trentenne pontino era morto per una cirrosi epatica conseguente ad un’epatite C da trasfusioni di sangue infetto somministrate fra il 1979 e il 1985 presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina ed alcuni ospedali romani.

Il risarcimento milionario è però arrivato dopo anni di dure battaglie legali che l’avvocato Renato Mattarelli che ha seguito il caso ha dovuto dovuto affrontare, prima, non convincendo il tribunale di Roma e, poi, facendo breccia sui giudici della Corte di Appello di Roma sul fatto che nonostante fossero passati decenni dalle trasfusioni e dalla morte del giovane uomo del 1985, il diritto al risarcimento non si era prescritto poiché solo negli anni ’90 si iniziò a parlare diffusamente del cd “Scandalo del sangue infetto” e della mancanza di controlli dal parte del Ministero della Sanità sulle donazioni che all’epoca potevano essere fatte anche dietro pagamento. Conseguentemente gli eredi del deceduto aveva potuto prendere cognizione della possibilità che il loro familiare poteva essere morto proprio a causa di quel sangue infetto che invece avrebbe dovuto salvargli la vita;

al risarcimento liquidato in complessivi € 850mila dovevano applicarsi gli interessi legali decorrenti – non dall’inizio della causa nel 2008 – ma dalla data delle trasfusioni (1979-1985) e della morte del giovane familiare (1985).

La Corte di Appello, accogliendo la tesi dell’avvocato Mattarelli, ha permesso che la somma liquidata oggi raddoppiasse in poco meno di 1milione 800mila”.

17 maggio 2018 0

Dissesto finanziario al comune di Cassino, dopo l’incontro al Ministero, ormai è inevitabile

Di redazionecassino1

CASSINO – Il dissesto finanziario al comune di Cassino sembra ormai sempre più vicino. I funzionari del Ministero sono  stati chiari: «Se non ci sono i soldi per pagare i conti allora fate il disseto. Ma prima tentate tutte le strade per evitarlo Se dovete fare il dissesto, il termine è tra il 6 ed il 7 giugno». È quanto si sono sentiti dire il sindaco D’Alessandro, l’assessore alle finanze, Schimperna e la responsabile all’Area finanziaria, Monica Tallini, nel presentare la nota riepilogativa del debito accertato, pari a 42 milioni di euro, in altri termini, il documento con cui l’Amministrazione intende dichiarare il dissesto finanziario dell’Ente di piazza De Gasperi. 

Un primo interrogativo è quello di sapere se si vuole dichiararlo o meno. Il sindaco D’Alessandro ha detto che “è inevitabile”. Se dovesse arrivare le date potrebbero essere il 6 o 7 giugno prossimi, secondo il termine ordinatorio del Ministero. Date non perentorie che lascerebbero ancora margine di tempo all’Amministrazione. In una dichiarazione alla stampa, il Primo Cittadino ha detto: «Deve essere il Consiglio a dichiararlo». D’Alessandro, in buona sostanza, non vorrebbe passare come l’artefice diretto della dichiarazione di fallimento dell’Ente.

L’altro interrogativo è se vi siano ancora margini per evitare il dissesto. Sotto questo aspetto le possibili soluzioni potrebbero essere, in primo luogo,  quella di proporre a tutti i creditori una transazione per ridurre il debito, poi di alienare gli immobili comunali non indispensabili, dismessi o fatiscenti. Ricorrere, inoltre, all’accertamento dell’evasione tributaria. Valutare tutte le entrate possibili da utilizzare per pagare il debito o parte di esso. Soluzioni non certo a portata di mano e facilmente percorribili. Solo in caso di risposte negative di queste misure il comune di Cassino potrà avviare la fase del dissesto che dovrà essere supportata da approfondite relazioni sulla reale situazione debitoria con delibere di giunta e del Consiglio Comunale. Delibere con relativa documentazione che dovranno essere esaminate dai tecnici ministeriali e della Corte dei Conti. Il risanamento durerebbe un quinquennio, dal 2019 al 2024.

Una strada non facile e tutta in salita per D’Alessandro & Co., come si vede, nonostante le rassicurazioni del Primo Cittadino che non vi saranno ricadute sui cittadini in termini di tasse ed aliquote già ai livelli massimi.

F. Pensabene

 

12 gennaio 2018 0

Ideal Standard, al Mise il ministero si presenta con investitore. Tavolo rinviato di 15 giorni

Di admin

ROCCASECCA  – “Ideal Standard esprime il proprio apprezzamento per l’incontro svoltosi oggi presso il MISE, con il coordinamento diretto del Ministro Calenda, che ha ipotizzato un percorso di gestione della vertenza, con il coinvolgimento di Invitalia a partire da oggi”. Lo si legge in una nota dell’azienda resa pubblica al mtermine dell’incontro che si è svolto questa mattina al Ministero delle Infrastrutture.

“Durante l’incontro, l’azienda ha appreso dal Ministro la notizia dell’interessamento di un potenziale investitore che, secondo quanto condiviso dalle Istituzioni, ha presentato ‘un piano solido e serio’ su Roccasecca. L’azienda è disponibile a valutare le condizioni per supportare il percorso presentato dal Ministro e si riserva di dare un giudizio più approfondito nell’incontro che il Ministro stesso ha fissato fra quindici giorni per condividere con azienda e parti sociali l’avanzamento delle trattative con il potenziale nuovo investitore”. Questa mattina, davanti al Mise c’era una folta rappresentanza dei lavoratori dello stabilimento di Roccasecca, quei 500 che rischiano il posto di lavoro.

13 dicembre 2017 0

Ministero Sviluppo Economico: “Dai vertici aziendali Ideal Standard un comportamento irresponsabile”

Di redazionecassino1

Roma –  “Il Ministero dello Sviluppo Economico considera del tutto irresponsabile il comportamento dei vertici aziendali di Ideal Standard che hanno chiesto il rinvio, “per sopraggiunti improrogabili impegni”, della riunione del tavolo di crisi già fissata per venerdì 15 dicembre.

Il Mise ha dato disponibilità per le giornate successive non ricevendo alcuna risposta. Si considera  l’atteggiamento dei vertici  di Ideal Standard molto grave, quando, al contrario, sarebbe urgente avviare un confronto serio e costruttivo con le Istituzioni e i sindacati. Il  Mise si attiverà, in accordo con la Regione Lazio, per avere al più presto dall’azienda una chiara riposta sul futuro dello stabilimento di Roccasecca e dei suoi lavoratori”. Lo si legge in una nota del Ministero dello Sviluppo economico

26 marzo 2010 0

Per la Regione Lazio messi a disposizione dal Ministero della salute, 70 milioni di euro

Di redazionecassino1

Per la Regione Lazio sono stati messi a disposizione 70 milioni di euro per la sanità, il 10% del totale erogabile, grazie alla “gestione commissariale governativa” che ha attuato “una serie di positive iniziative” e che “ha portato ad una migliorata capacità di gestione del complesso Servizio sanitario regionale”. Lo annuncia il ministero della Salute in una nota sulla sessione di verifica – che si è tenuta ieri e l’altro ieri al ministero dell’Economia – con le Regioni impegnate nei Piani di rientro e potenzialmente interessate all’applicazione delle nuove norme (legate al nuovo Patto per la salute ) sulla possibilità, straordinariamente concessa a queste Regioni, di utilizzare i fondi Fas per ripianare eventuali disavanzi di gestione 2009, ed evitare così nuovi aumenti di Irpef e Irap. Una verifica che ha riguardato anche Calabria, Molise e Campania. Al Lazio, in particolare, viene riconosciuto l’impegno sul piano di rientro dal deficit, ma restano anche molti nodi da sciogliere. “La Regione per il 2009 presenta un risultato di gestione negativo di circa 1.400 mln di euro che, sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 180 mln, porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 1.600 mln di euro, che, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio e da risorse regionali, comporta un disavanzo di gestione 2009 di circa 420 mln di euro”. Ma visto che nel bilancio regionale non possono essere reperite altre risorse, “bisognerà – spiega il ministero – ricorrere ai Fondi Fas per circa 420 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva”. Per quanto riguarda la verifica di attuazione del piano di rientro, viene ‘promossa’ la gestione del commissario governativo che ha attuato “una serie di iniziative positive”, migliorando la capacità di gestione del servizio. Un lavoro premiato appunto con lo sblocco del 10% dei fondi erogabili, ovvero 70 mln di euro. “Rimangono tuttavia da sciogliere ed affrontare sul piano operativo – precisa la nota del ministero – i principali nodi strutturali che riguardano le grandi tematiche: protocolli d’intesa con le Università, la mancata contrattualizzazione delle prestazioni e delle funzioni erogate dagli ospedali classificati e dagli Irccs privati, la riorganizzazione della rete ospedaliera, il ritardo che si registra nel processo di accreditamento definitivo”.