Tag: operazione

6 dicembre 2018 0

Droga a Cassino, tre arresti durante operazione dei carabinieri

Di admin
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CASSINO – I Carabinieri della Compagnia di Cassino dalle prime ore della mattinata stanno dando esecuzione ad una Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dall’Ufficio Gip del tribunale di Cassino su richiesta della locale Procura della Repubblica a carico di tre persone ritenute responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Le inganni condotte dai carabinieri hanno consentito di accertare attraverso servizi di osservazione e controllo che i tre avevano allestito una vera e propria piazza di spaccio presso la loro abitazione.

27 novembre 2018 0

Operazione Mazzancolle e caffè a Formia, eseguite tre misure cautelari

Di admin

FORMIA – I militari della NORM della Compagnia Formia e della Stazione Carabinieri di Scauri, coordinati da Roberto Bulgarini Nomi– Sostituto procuratore dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino hanno portato a termine un’importante indagine finalizzata al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nel sud-pontino. Alle prime luci dell’alba, i militari hanno dato esecuzione a tre misure cautelari personali, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari Salvatore Scalera presso il Tribunale di Cassino, a carico di tre persone residenti a Minturno che, sulla scorta dei plurimi e gravi indizi di reità raccolti dalla P.G., sono ritenuti responsabili di traffico continuato di sostanze stupefacente. In particolare, Domenico Massimiliano Castaldi, 38 enne, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, è stato associato alla casa circondariale di Cassino, D’Acunto Paola, 36 enne, è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, mentre nei confronti di D’Acunto Giuliana, 42 enne, destinataria della misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.., è stata tratta in arresto in flagranza di reato in quanto, nel corso delle operazioni dell’esecuzione dell’ordinanza, presso la sua abitazione, sono stati rinvenuti 107 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish. Il nome dell’operazione prende spunto dal soprannome (Mazzancolle) con cui viene chiamato in paese il principale indagato, Domenico Castaldi e dalla professione esercitata in passato dallo stesso (caffè), ovvero di rappresentante di vendita di caffè. L’operazione denominata “Mazzancolle e caffè”, dal soprannome di uno degli indagati, avviata a seguito dell’arresto in flagranza di reato, operato in Marina di Minturno il 29.12.2014, a carico di Domenico Massimiliano Castaldi. In tale circostanza lo stesso fu trovato, presso la sua abitazione e nelle sue pertinenze, in possesso di circa 700 grammi di hashish, 10 di cocaina, materiale atto al taglio ed al confezionamento dello stupefacente nonché una somma ingente di denaro in contanti, nascosta insieme alle sostanze stupefacenti rinvenute, in particolare vennero trovati 222.000 Euro divisi in banconote di vario taglio, il tutto provento dell’attività di spaccio posta in essere dal Castaldi. A seguito dell’arresto si avviava pertanto un’intensa attività investigativa, protrattasi fino al mese di febbraio 2018, sviluppata mediante costanti servizi di osservazione, controllo e pedinamento accompagnati da perquisizioni personali, veicolari e locali e supportati da indagini tecniche che hanno consentito di ricostruire le dinamiche del traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish tra i comuni di Minturno, Gaeta, Formia ed Itri, ove erano presenti diversi soggetti acquirenti che si rifornivano costantemente da Castaldi. Nel corso dei colloqui captati, al fine di eludere eventuali investigazioni, il linguaggio si presentava costantemente ermetico e criptico così la richiesta di stupefacente, talvolta, diventava un “cioccolata o panetto”, in riferimento all’hashish, mentre le dosi di cocaina erano indicata come “pacchi” o “cialde”, in riferimento alla professione del Castaldi. Nel corso dell’indagine, inoltre, è stata tratta in arresto in flagranza di reato, per detenzione di sostanze stupefacenti, la moglie di Domenico Castaldi, ovvero Paola D’Acunto. La stessa, infatti, in data 21 dicembre 2017, a seguito di servizi di pedinamento ed osservazione, è stata controllata a bordo della propria autovettura, in via Petrosi, in Scauri di Minturno, e trovata in possesso di 15,5 grammi di sostanza stupefacente di tipo cocaina. Successivamente, a seguito di perquisizione domiciliare i militari dell’Arma rinvenivano un ulteriore grammo e mezzo della medesima sostanza nonché vario materiale idoneo al taglio ed al confezionamento degli stupefacenti. Giuliana D’Acunto, all’esito delle indagini, risulta aver contribuito materialmente all’attività di spaccio posta in essere dalla sorella Paola. Quest’ultima infatti ha potuto contare sull’appoggio morale e materiale della sorella Giuliana, la quale ha effettuato cessioni e trasporti di sostanza stupefacente. Risulta, infine, indagato il padre di Domenico, ovvero Carlo Castaldi, 72 enne, il quale è accusato del reato di favoreggiamento reale, in quanto, a seguito dell’arresto del figlio, ha aiutato lo stesso ad assicurare il profitto dell’attività di spaccio, ovvero i 222.00 euro sequestrati, sostenendo falsamente di essere il proprietario del denaro, intentando un’azione giudiziaria per restituzione dell’ingente somma riuscendo, infine, ad ottenerla. Per tale motivo il G.I.P. del Tribunale di Cassino ha chiesto il sequestro preventivo della suddetta somma di denaro. Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del NORM della Compagnia di Formia e della Stazione di Scauri, con l’ausilio dell’unità cinofili per la ricerca delle sostanze stupefacenti, del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia, hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Tribunale di Cassino. Presso le abitazioni degli indagati i Carabinieri hanno rinvenuto, oltre alla sostanza stupefacente presso l’abitazione di D’Acunto Giuliana, anche alcune somme di denaro che venivano sottoposte a sequestro preventivo. Come disposto dall’ordinanza, infatti, i militari dell’Arma hanno provveduto, sempre in mattinata, a sequestrare, presso i conti correnti intestati a Domenico Castaldi ed agli altri indagati, il denaro ivi depositato, in particolare la somma totale di 48.000 euro, tra contanti e denaro depositato presso i conti correnti bancari e postali.

20 novembre 2018 0

Vasta operazione dei carabinieri al contrasto dei reati in materia di stupefacenti in tutta la provincia

Di redazionecassino1

FROSINONE –  Proseguono senza interruzione  i servizi preventivi programmati e coordinati dal Comando  Provinciale dei Carabinieri nell’ambito della Provincia di Frosinone.

Difatti, nella giornata di ieri, è stata eseguita una vasta operazione di controllo del territorio dai Carabinieri del Comando Provinciale al fine di  prevenire  la commissione dei reati in genere nonché per contrastare il dilagante  fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso dell’operazione , sono state tratte  in arresto  4 persone poiché colte nella flagranza di reato di “ detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” nonché  altre 2 persone in esecuzione di Ordine di Custodia Cautelare in carcere,  è stata deferita una persona per “truffa”; eseguite decine di perquisizioni tra Anagni,Ferentino, Fiuggi ed Alatri. e quasi 100 sono state  le dosi di sostanza stupefacente rinvenute e  sequestrate unitamente a denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio , oltre   che materiale vario  idoneo per il confezionamento.Nel particolare :

nel territorio della Compagnia di Anagni:

Ferentino personale della Compagnia CC di Anagni, traeva in arresto  due persone,  MASHA Bledi e FEJZO FJORALBI (un 22enne ed un 21 enne entrambi di nazionalità albanese  e domiciliati in Ferentino) poiché, a seguito di un controllo e successiva perquisizione dell’autovettura in loro uso,  veniva rinvenuto  un grammo di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”. Successivamente, all’interno di un’intercapedine delle mura perimetrali  site  in una via del centro venivano rinvenuti oltre  50 dosi dello stesso stupefacente, che i due giovani avevano poco prima risposto in due ovetti in plastica.

Quanto rinvenuto ed illegalmente detenuto veniva, nel medesimo contesto operativo,  sottoposto a sequestro unitamente alla somma in denaro di Euro 415,00 ritenuta provento della attività illecita.

Al termine delle formalità di rito gli stessi venivano tradotti presso la Casa Circondariale di Frosinone, a disposizione della competente A.G.;

gli stessi militari, sempre in Ferentino, a seguito di un controllo eseguito nei confronti di altra autovettura condotta da COPPOTELLI Tony,33enne  del luogo, a seguito di perquisizione personale  rinvenivano, abilmente occultati sulla sua persona, nr. 6 dosi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” che,  nel medesimo contesto operativo venivano sottoposte a sequestro .

In relazione a quanto illegalmente detenuto l’uomo veniva  immediatamente tratto in arresto poiché resosi responsabile del reato di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” e, ad espletate formalità di rito e così come disposto dalla competente A.G., veniva tradotto presso la propria abitazione poiché sottoposto al regime di arresti domiciliari.

a Morolo, personale del locale Comando Stazione Carabinieri, a seguito di specifica attività info-investigativa , intrapresa a  seguito di una denuncia-querela  presentata da una persona del luogo,  deferiva in stato di libertà una 44enne di Pofi poiché resasi responsabile del reato di “truffa”.

Il denunciante aveva dichiarato di  aver acquistato dalla donna  un puledro per una somma di Euro 3.500 , con le relative certificazioni attestanti l’appartenenza del cavallo ad una razza prestigiosa, ma solo successivamente si accorgeva che le certificazioni non erano veritiere.

nel territorio della Compagnia CC di Alatri:

a Fiuggi, personale del locale Comando Stazione Carabinieri, collaborati da personale del locale Comando Tenenza del Corpo della Guardia di Finanza, traeva in arresto RITAROSSI Veronica,  20enne di Alatri (già gravata da vicende penali in materia di stupefacenti ed armi) poiché resasi responsabile del reato di “detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

La giovane fermata mentre era alla guida di un’autovettura e sottoposta a perquisizione veicolare e personale, veniva trovata in possesso di gr. 1 di sostanza stupefacente de l tipo “ marijuana”. Inoltre, la successiva perquisizione domiciliare eseguita nella sua abitazione e locali di sua pertinenza, permetteva agli stessi militari operanti di rinvenire , abilmente occultati, ulteriore sostanza stupefacente suddivisa  in numerose dosi ovvero  gr. 0,30 di “marijuana”, gr. 1 circa di “hashish”, gr. 1,5 di “cocaina”, gr. 10 di “mannite”( usata come sostanza da taglio) nonché un bilancino di precisione e materiale vario idoneo per il confezionamento in dosi.

Sempre in Fiuggi la Stazione di Fiuggi aveva già tratto in arresto due cittadine Rom per il reato di tentato furto.

 in Alatri, personale del Nucleo Operativo traeva in arresto  due fratelli del luogo  DI CASTRO Luca e DI CASTRO Nico  ( un 27enne ed un 22enne ed entrambi già gravati da  vicende penali in materia di  stupefacenti e per reati contro  la persona n), in esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere , emessa dal Tribunale di Frosinone il 19 novembre u.s..

Il provvedimento trae origine dall’inosservanza delle prescrizioni derivanti dalla misura degli arresti domiciliari, a cui i due fratelli erano sottoposti con l’apposizione del “braccialetto elettronico”, presso il loro domicilio alatrense. Difatti, lo scorso 16 novembre , il fratello maggiore, malmenava il fratello minore durante la detenzione degli arresti domiciliari provocandogli delle lesioni e,  quest’ultimo, trasgrediva il provvedimento detentivo  allontanandosi senza autorizzazione dalla sua abitazione ma veniva subito rintracciato e tratto in arresto per il reato di evasione dal personale Arma del luogo.

Ad espletate formalità di rito, i due fratelli  venivano tradotti presso la Casa circondariale di Frosinone, così come disposto dalla competente A.G..

In copertina: foto di repertorio

 

5 novembre 2018 0

Latina, sei arresti tra affiliati al clan Di Silvio, nell’operazione “Alba Pontina”

Di redazionecassino1

LATINA – La Polizia di Stato, impegnando gli uomini della Squadra Mobile di Latina, della Squadra Mobile di Roma e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalle primissime ore della mattinata odierna ha dato esecuzione ad una misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della D.D.A. di Roma a carico di alcuni esponenti di spicco del clan mafioso rom dei DI SILVIO, già colpito pesantemente nel giugno scorso.

Il nuovo provvedimento restrittivo riguarda sei persone e rappresenta lo sviluppo più immediato dell’inchiesta denominata “Alba Pontina”, reso possibile dalle prime dichiarazioni di uno degli esponenti più importanti del clan rom, immediatamente riscontrate dalle indagini delle Squadre Mobili e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato; il predetto, infatti, decideva di collaborare subito dopo l’esecuzione della prima misura cautelare, con la quale è stata formulata a suo carico anche l’imputazione provvisoria di associazione per delinquere di stampo mafioso, unitamente ad altri sette esponenti del clan. L’Ordinanza odierna riguarda in particolare, DI SILVIO Armando, considerato il capo del clan di stampo mafioso, sua moglie DE ROSA Sabina, i figli DI SILVIO Ferdinando Pupetto, DI SILVIO Samuele e DI SILVIO Gianluca oltre a LUPPARELLI Yuri; quest’ultimo, esponente di un pericoloso gruppo criminale romano, dedito al traffico e allo spaccio di stupefacenti nel delicato quartiere di Tor Bella Monaca

I destinatari della nuova misura restrittiva sono considerati responsabili, a vario titolo, di gravi reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso quali lo smercio di cocaina sulle piazze pontine nonché di alcuni gravi episodi di estorsione.

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia e le conseguenti indagini della P.G. hanno fatto emergere modalità estremamente significative sotto il profilo criminale, utilizzate dal clan DI SILVIO per l’acquisizione violenta di consistenti partite di cocaina da altri gruppi criminali senza corrisponderne il prezzo. Lo stupefacente, una volta acquisito, veniva distribuito tra i componenti del clan per essere piazzato sul mercato locale, senza alcuna possibilità di ritorsioni da parte dei trafficanti espropriati, a testimonianza della forza mafiosa esercitata dai DI SILVIO sul proprio territorio.

Nella misura appena eseguita, vengono, inoltre, contestate alcune estorsioni commesse con modalità particolarmente pesanti e con le aggravanti di aver agito in più persone, sotto la minaccia delle armi, da parte di soggetti appartenenti ad un’associazione per delinquere di cui all’art. 416 bis e con l’utilizzo del relativo metodo mafioso.

Si tratta, in un primo caso, di considerevoli somme di denaro estorte ad un avvocato di Latina, al quale è stata garantita protezione dietro la falsa prospettazione di essere gravemente esposto alla vendetta di esponenti della camorra napoletana per fatti inerenti la propria attività professionale.

Il legale, infatti, veniva costretto a sborsare svariate migliaia di euro a favore del clan, in diverse tranche, nonostante avesse dimostrato di essere stato lui a subire condotte minacciose ed estorsive da parte di un soggetto di cui aveva assistito legalmente una congiunta.

Un’altra estorsione contestata nel provvedimento si è, invece, concretizzata in una pluralità di pesanti richieste economiche rivolte ad un importante imprenditore florovivaistico del territorio, terrorizzato dagli esponenti del clan DI SILVIO e costretto a consegnare, a più riprese, rilevanti somme di denaro, a seguito delle continue visite di alcuni degli indagati, nonostante questi avesse tentato di farsi proteggere da un sorvegliato speciale amico del capo clan.

11 ottobre 2018 0

Operazione Apogeo, sequestrati 19 milioni agli Spada

Di admin

OSTIA – Con cinque decreti di sequestro, la guardia di Finanza di Roma ha messo le mani su un patrimonio da 19 milioni di euro sottraendoli al Clan mafioso degli Spada di Ostia. L’operazione si chiama Apogeo ed è scattata all’alba di oggi quando i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma come epilogo di un’articolata indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nel cui ambito gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito la “carriera criminale” dei vertici del clan, i quali hanno accumulato, nel tempo, un vastissimo patrimonio mobiliare e immobiliare, per un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro, assolutamente sproporzionato rispetto agli irrisori redditi dichiarati. Pertanto, in applicazione delle norme in materia di misure di prevenzione contenute nel “Codice Antimafia”, i Finanzieri hanno proposto all’Autorità Giudiziaria il sequestro di tali ricchezze, acquisite con i proventi dei traffici delittuosi cui i proposti sono stati abitualmente dediti. Gli approfondimenti economico-patrimoniali condotti nei confronti del capoclan Carmine SPADA alias “Romoletto” (classe 1967), nonché di Ottavio SPADA (classe 1963), Armando SPADA (classe 1967), Roberto SPADA (classe 1975) e Claudio GALATIOTO (classe 1951), hanno preso le mosse dalle operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, nel cui contesto è stata documentata l’operatività del sodalizio nel territorio lidense, identificandone i “capi” e raccogliendo rilevanti fonti di prova in ordine al sistematico esercizio dell’intimidazione, all’esazione del “pizzo” e alla commissione di plurimi fatti di estorsione, usura, traffico di droga e fittizia intestazione di beni, quest’ultima strumentale al controllo di molteplici attività economiche nei più disparati settori commerciali. Il carattere mafioso dell’organizzazione è stato recentemente confermato dalla Corte di Cassazione in sede di pronuncia sul ricorso avverso un provvedimento del Tribunale del Riesame relativo alla nota aggressione perpetrata da Roberto SPADA, nel novembre del 2017, ai danni di una troupe della RAI nei pressi della palestra FEMUS BOXE di Ostia (oggi sottoposta a sequestro), di proprietà dello stesso pregiudicato. L’associazione capeggiata da “Romoletto”, per lungo tempo “gregaria” della consorteria dei FASCIANI, ha prepotentemente affermato la propria egemonia territoriale nell’area del litorale romano all’indomani delle operazioni “NUOVA ALBA” e “TRAMONTO” – che hanno smantellato quel sodalizio – mantenendo, tuttavia, solide relazioni con esponenti di spicco del predetto gruppo malavitoso, al quale gli “alleati” SPADA hanno destinato parte dei loro introiti per il sostentamento del boss Carmine FASCIANI, attualmente detenuto. Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle – basati anche sull’apporto dichiarativo di alcuni collaboratori di giustizia – è emerso che i vertici del clan, oltre a palesare un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle loro capacità reddituali, hanno “inquinato” l’economia legale ostiense, reimpiegando i profitti delle reiterate condotte illecite attraverso la costituzione, tramite compiacenti “prestanome”, di una serie di imprese (bar, sale slot, distributori di carburante, concessionarie di auto, ecc.) e associazioni sportive dilettantistiche utilizzate per la gestione di palestre e scuole di danza. Aderendo in toto alle prospettazioni investigative, il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro dei seguenti beni, riconducibili ai proposti anche se in gran parte intestati ad altre 47 persone (familiari e terzi), apparentemente estranee al contesto criminale:  patrimonio aziendale e relativi beni di 18 società e 4 ditte individuali, nonché il 40% del capitale sociale di un’ulteriore società, operanti nei settori “bar e somministrazione di alimenti e bevande”, “panificazione”, “commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri”, “costruzioni edifici residenziali e non”, “vendita al dettaglio di carburanti”, “sale giochi e biliardi”, site a Roma (per lo più a Ostia) e in provincia di Frosinone;  patrimonio aziendale e relativi beni di 6 associazioni sportive/culturali, ubicate a Ostia;  4 immobili, siti a Roma e Ardea (RM);  15 autoveicoli e 1 motoveicolo;  rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni. L’odierna operazione rappresenta l’ennesima testimonianza della costante ed efficace opera svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Guardia di Finanza di Roma ai fini dell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da soggetti “socialmente pericolosi”.

11 settembre 2018 0

Operazione antidroga a Cassino, arrestati madre e figli

Di admin

CASSINO –  Madre e figli in manette per droga a Cassino nel corso di una operazione antidroga compiuta dai carabinieri.

I militari della locale compagnia comandati dal capitano Ivan Mastromananno e coordinati dal comandante provinciale di Frosinone, colonnello Fabio Cagnazzo, hanno eseguito tre ordinanze di custodia di cui 2 in carcere ed una ai domiciliari, nei confronti di Antonietta, Francesca e Alfredo Alessio Di Silvio: mamma e figli. I tre sono indagati per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

A Francesca Di Silvio sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Ermanno Amedei

9 agosto 2018 0

Stragi di braccianti stranieri sulle strade, maxi operazione di controllo della polizia

Di admin

LATINA – La Polizia di Stato di Latina, anche in considerazione delle tragedie stradali recentemente accadute e che hanno visto la morte di decine di braccianti stranieri, ha effettuato uno specifico servizio di contrasto coordinato e mirato dello sfruttamento dei lavoratori agricoli attraverso la lotta al caporalato ed allo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

Come evidenziato anche dai recenti, tragici, fatti di cronaca, uno degli elementi fondamentali del caporalato si realizza attraverso il trasporto e lo smistamento di manodopera nei diversi terreni agricoli.

Questa mattina i Poliziotti della Squadra Mobile, delle Volanti e della Polizia Stradale della Sezione di Latina, hanno effettuato mirati servizi di controllo nel confronti di diversi automezzi adibiti al trasporto di braccianti agricoli presso le aziende agricole del territorio.

Sono state impiegate svariate pattuglie dei suddetti Reparti della Polizia di Stato, distribuite tra i comuni dei Monti Lepini e le zone periferiche della città.

Le pattuglie hanno individuato e sottoposto a controllo numerosi pullmini intestati a diverse ditte e cooperative, alcune di Latina altre del comune di Sezze, dedite alla produzione ed alla lavorazione di prodotti ortofrutticoli, elevando sanzioni per un ammontare complessivo di diverse migliaia di euro.

Tra queste, sono stati contestati diversi illeciti per violazione dell’obbligo di revisione dei veicoli, per mancata osservanza dell’utilizzo delle cinture di sicurezza e di altri sistemi di ritenuta, ma  soprattutto per violazione dell’art.169 del Codice della Strada che sanziona il trasporto di un numero di persone superiore a quello indicato sulla carta di circolazione.

In un caso, è stato ritirato il documento di circolazione all’autista di un pullmino che trasportava ben 12 bracciati rumeni ed africani a fronte di una capienza di 9 persone, ed anche perché nel bagagliaio era stata installato un sedile di fortuna per il trasporto di 3/4 passeggeri in numero superiore rispetto alla reale capienza del mezzo.

I servizi di controllo del territorio continueranno nei prossimi giorni, in modo da garantire livelli di sicurezza elevati sulle strade della provincia, con particolare riferimento al trasporto di braccianti agricoli ed allo sfruttamento del lavoro.

26 luglio 2018 0

Operazione Babylonia, sequestrate quote societarie per 6,5 mln. I nomi delle società

Di admin

ROMA – Un patrimonio da oltre sei milioni e mezzo di euro in quote societarie è stato sequestrato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Roma a carico degli indagati coinvolti nell’operazione Babylonia.

I decreti di sequestro di beni sono stati emessi dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, e hanno ad oggetto dieci società di capitali.. A pochi giorni dall’esecuzione del provvedimento che aveva disposto il sequestro di 4 imprese, per un valore di circa 7,5 milioni di euro, Guardia di Finanza e Carabinieri, operando in sinergia, hanno assestato un nuovo colpo ai due sodalizi criminali, con base a Roma e Monterotondo (RM). L’intervento si inquadra nella nota operazione “BABYLONIA”, le cui indagini, eseguite dal Reparto Operativo – Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma ed affiancate da mirati accertamenti patrimoniali del G.I.C.O. del locale Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria, avevano condotto, nel 2017, all’esecuzione di 23 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP di Roma, su richiesta della D.D.A., nei confronti di altrettanti appartenenti a due distinte associazioni per delinquere – dedite all’estorsione, all’usura, al riciclaggio, al reimpiego di denaro e beni di provenienza illecita, al fraudolento trasferimento di beni e valori, con l’aggravante del metodo mafioso – al vertice delle quali vi erano gli arrestati VITAGLIANO Gaetano, SCANZANI Andrea e CELLAMARE Giuseppe (quest’ultimo poi deceduto). In quel contesto, oltre ai destinatari della misura cautelare, erano stati indagati a piede libero altri 26 soggetti, tra cui un notaio, tre commercialisti e alcuni infedeli dipendenti di banca. Per aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dai capi dell’organizzazione, sussistendo una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e le ricchezze possedute, la Procura della Repubblica di Roma aveva richiesto e ottenuto l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale, a carico dei nominati VITAGLIANO, SCANZANI e CELLAMARE, riguardante beni per circa 280 milioni di euro, tra cui gli storici bar “Mizzica!” di via Catanzaro e Piazza Acilia, il locale della movida romana “Macao” di via del Gazometro e la nota catena di bar “Babylon Cafe”, dalla quale l’indagine ha preso il nome, oggi in amministrazione giudiziaria. Dagli ulteriori approfondimenti sui gruppi societari riconducibili agli indagati, operati dagli investigatori della Guardia di Finanza e dell’Arma, è stata rilevata la riconducibilità ai proposti di altre 10 società di capitali. In particolare, la ROSSO MARGHERITA S.r.l., la MH S.r.l., la GAIA BELLA S.r.l., la MGF PALACE S.r.l., la AMIDAL S.r.l.s. e la GEST 2000 S.r.l., attive nel settore della ristorazione, l’IMMOBILIARE GABRIEL S.r.l., operante nel comparto, la MIGLIO VERDE S.r.l.s., attiva nel settore dei giochi e delle scommesse, e, infine, la GE HOLDING S.r.l., esercente l’attività di società di partecipazione, sono imprese controllate, di fatto, dai proposti tramite una serie di “prestanome”. Questi ultimi, pur in assenza di adeguati profili reddituali, avevano acquisito partecipazioni societarie – anche del valore di alcuni milioni di euro – nonché movimentato ingenti somme sui conti correnti personali e societari. Nel contempo, è stato accertato come la CAGEMI S.r.l., operante nella ristorazione e già oggetto di sequestro per una quota pari al 33% del capitale sociale, fosse nella piena ed esclusiva disponibilità dei proposti. Le attività di sequestro sono in corso di esecuzione a Roma e provincia, a Terni, Pescara e Caserta, nonché nelle province di L’Aquila e Latina.

17 luglio 2018 0

Clan Casamonica, 31 arresti e sei ricercati nell’operazione “Gramigna”

Di admin

ROMA – Dalle primi luce dell’alba, circa 250 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, con l’ausilio di unità cinofile, un elicottero dell’Arma e del personale dell’8° Reggimento “Lazio”, sono impegnati fra Roma e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza per eseguire 37 misure cautelari in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di soggetti ai quali viene contestato anche l’art. 416 bis C.P., per avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata “clan CASAMONICA”.  Il ruolo apicale di promotore è stato attribuito a CASAMONICA Giuseppe, recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione.

I soggetti sono anche ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti ed altro, tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

I provvedimenti eseguiti sono 31 mentre 6 indagati sono ricercati.

4 giugno 2018 0

Operazione antidroga tra Frosinone e Roma, 13 arresti

Di admin

FROSINONE – E’ in corso tra Frosinone e Roma, dalle prime ore della mattinata, un’operazione che vede impegnati oltre 50 agenti della Polizia di Stato della Questura di Frosinone, coadiuvati da unità cinofile antidroga e da pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, nella cattura di 13 individui, colpiti da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere, perché facenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacente.

L’indagine, condotta dal personale della Squadra Mobile di Frosinone, ha avuto inizio nel dicembre del 2015.

Ulteriori dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la Sala Conferenze della palazzina Benessere della Questura