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16 ottobre 2017 0

Droga ed estorsione a Terracina, indagini per i 18 arresti partono da denuncia di madre coraggio

Di admin
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TERRACINA – I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, con il supporto di unità antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Roma Santa Maria di Galeria e la copertura aerea di un velivolo del Reparto Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, sin dalle prime ore dell’alba, hanno dato esecuzione a 18 ordinanze di misure cautelari personali. I provvedimenti restrittivi (12 custodie cautelari in carcere e 6 agli arresti domiciliari) sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di Latina, Dott.ssa Mara Mattioli, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, Dott.ssa Luigia Spinelli, nei confronti di altrettanti soggetti accusati dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/90) ed estorsione (art. 629 c.p.). Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Terracina, comandata dal capitano Margherita Anzini, sono state intraprese alla fine del 2015 muovendo dalla denuncia presentata da una madre preoccupata dalle continue richieste estorsive di cui era vittima il figlio. I primi accertamenti hanno consentito di raccogliere pregnanti elementi informativi in capo ad un gruppo criminale impegnato nella gestione della piazza di spaccio di sostanze stupefacenti: hashish, marijuana e soprattutto cocaina. Un attento monitoraggio dei soggetti finiti sotto la lente degli investigatori ed il successivo sviluppo dei riscontri venuti in rilievo ha consentito, grazie anche al portato probatorio delle indagini tecniche frattanto effettuate, di comprovare l’operatività – nel territorio dei comuni di Fondi, Priverno, Aprilia e, più specificatamente, Terracina, la città del Tempio di Giove (da cui ha appunto preso il nome l’operazione) – la piena enucleazione di identità, ruoli e schemi dei soggetti attinti dalle misure cautelari personali, alcuni dei quali risultavano gravati da precedenti o pendenze penali, anche per reati specifici, nonché la fedele ricostruzione delle dinamiche di spaccio, delle rotte e dei canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti. Fondamentale è risultata la rapida comprensione del linguaggio criptico e dei particolari codici di comunicazione tra gli indagati. Particolarmente efficace si è dimostrata la metodica messa a sistema dagli indagati nella prospettiva di sollecitare il pagamento dei debiti di droga. I morosi, infatti, venivano pesantemente minacciati e malmenati per farli rientrare dai loro debiti, arrivando anche a costringerli ad accedere a delle forme di finanziamento, addirittura attraverso la predisposizione di documentazione falsa per avallare la solo solvibilità. Molti i riscontri obiettivi raccolti durante il periodo oggetto d’indagine. Tra questi, oltre alla denuncia in stato di libertà di alcuni giovani del luogo, anche l’arresto di sette soggetti, tra cui due dei destinatari delle odierne ordinanze restrittive, colti nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante l’arco temporale delle investigazioni, inoltre, sono stati sequestrati, complessivamente, circa 160 grammi di cocaina, 15 di hashish e 5 di marijuana; mentre ammonta a 2.600 il denaro sottoposto a sequestro quale provento dell’attività di spaccio. Nel corso dell’operazione uno dei soggetti colpiti da ordinanza è stato altresì tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione illegale di sostanza stupefacenti in quanto trovato in possesso di 45 grammi di hashish. I destinatari delle misure cautelari in carcere sono stati associati alla casa circondariale di Latina, fatta eccezione per uno che, per reati specifici, si trovava già ristretto presso la casa circondariale di Cassino, dove continuerà a permanere, ed un secondo che, invece, è stato condotto presso il carcere di Siena, poiché da circa un anno si era trasferito in quella provincia.

21 novembre 2016 0

Referendum: Valeria Santini “Le mie ragioni del NO partono da lontano, una speranza di democrazia per il futuro”

Di redazionecassino1

La data del referendum costituzionale si avvicina ed il tam tam della “campagna” pro e contro – si e no acquista sempre più ritmi serrati. Una decisione rilevante per il futuro della nostra Nazione, per la sua vita civile e sociale ma non meno anche politica, sulla quale desidero esprimere il mio parere. Mi tornano in mente tanti dibattiti svoltisi al momento della proclamazione della nostra attuale Carta Costituzionale. Certo, il tenore politico era ben diverso, e i rilievi sicuramente più significativi che un “continuare” o meno il governo Renzi. Con nostalgia ripenso alle parole di Piero Calamandrei (noto giurista e membro dell’Assemblea Costituente) il quale osservava che “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti” poiché “Nella preparazione della Costituzione, il governo non deve avere alcuna ingerenza” perché un Governo, qualsiasi esso sia, non deve interessarsi di una riforma, o meglio di una revisione costituzionale (art. 138 Cost.) perché gli effetti di tale intervento dovranno durare ben più di un Governo. Né può sottacersi il fatto che un Governo è certamente in una posizione avvantaggiata ed ha mezzi superiori rispetto alle opposizioni per propagandare le proprie visioni e spingere l’elettorato verso la scelta che più lo favorisce. Ritengo che una revisione della Costituzione debba essere la manifestazione di un’ampia volontà del Parlamento, non solo di una coalizione di governo che ne sospinge l’approvazione a colpi di fiducia. Nè si dovrebbe fare, su un argomento così importante per la nostra Nazione, demagogia e populismo scandendo ripetutamente i propri slogan su tutti i mass-media invece di trattare nel merito tutti i punti di un testo ricco di contraddizioni e complessità. Io dico “NO” perché non viene realmente superato il bicameralismo, anzi il sistema diventa ancora più confuso, si creano conflitti di competenza fra Stato e Regioni e tra la Camera e il “nuovo” Senato; quest’ultimo si trasforma in un’aula “impossibile” dove siederebbero, non eletti dai cittadini, sindaci e consiglieri regionali cui viene persino assegnata l’immunità parlamentare, salvo poi veder cambiare i propri membri ogni qualvolta il mandato locale di qualcuno di loro scade; Io dico “NO” perché la tanto decantata “diminuzione dei costi della politica” si quantifica in cifre irrisorie, solo l’8,8% in meno rispetto ai costi attuali; io dico “NO” perché viene limitata la partecipazione diretta dei cittadini portando da 50.000 a 150.000 le firme dei disegni di legge di iniziative popolare, quando al contrario si dovrebbe promuovere la partecipazione del popolo alla vita politica della propria Nazione. Va inoltre considerato che tutte queste modifiche andrebbero ad inserirsi in un contesto dove, grazie alla nuova legge elettorale, l’Italicum,la sovranità popolare (solido principio democratico dell’attuale Costituzione) viene trasferita ad una minoranza parlamentare seduta a Montecitorio solo grazie ad uno spropositato premio di maggioranza. Io non sono contraria al cambiamento, anzi ho ben presente che la Carta Costituzionale non è un dogma immutabile, ma ogni revisione deve essere solo migliorativa. Preferisco stroncare sul nascere questa pessima “riforma”, soprattutto in questo particolare momento storico in cui versa il Paese, assillato da problemi ben più rilevanti quali la mancanza di lavoro, la carenza di risorse economiche da impiegare a favore dell’istruzione pubblica, del risanamento idrogeologico e della prevenzione dei disastri naturali, per la sanità pubblica e il potenziamento delle forze dell’ordine, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini. Questi i veri impegni che la classe politica e la società civile devono portare avanti per il nostro Paese e questo nostro territorio, ridandogli la dignità e la possibilità di costruirsi un futuro che le politiche scellerate e consumistiche degli ultimi anni gli hanno tolto. Non è certo la modifica della Costituzione il mezzo per ottenere risultati concreti, bensì delle iniziative parlamentari messe in atto nel comune intento di avere un Paese più moderno, più equo e più giusto che ci faccia sentire nuovamente orgogliosi di essere Italiani. Valeria Santini Movimento “Cassino Città Ideale”

26 ottobre 2016 0

Terremoto, vigili del fuoco partono da Frosinone per le zone colpite dal sisma

Di Antonio Nardelli

Una colonna mobile dei vigili del fuoco è partita da Frosinone e una seconda da Roma per raggiungere il maceratese. In quelle zone copite dal terremoto di questa sera si contano al momento alcuni feriti ma si sta scavando tra le macerie alla ricerca di dispersi. La macchina dei soccorsi è in piena attività e oltre che dal Lazio anche da altre regioni stanno arrivando i soccorritori. Nel reatino, nelle zone già colpite dal terremoto del 24 agosto, i vigili del fuoco hanno raddoppiato i turni. Al momento non sembrano esserci problemi rilevanti. Nelle foto in basso i primi soccorritori a Camerino.