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29 giugno 2018 0

Le novità per i docenti nella scuola pubblica, cade il potere del Dirigente scolastico della “chiamata diretta”

Di redazionecassino1
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ATTUALITÀ – Novità per chi vuole diventare docente nella scuola pubblica nel 2018 e per chi nella scuola già lavora. Oltre ai nuovi criteri per l’ingresso in ruolo dei docenti, la novità principale è sicuramente quella che riguarda una parte della legge 107/2015 sulla “Buona Scuola”, che assegnava al Dirigente Scolastico il “potere” di chiamare nella propria scuola gli insegnanti, senza un criterio oggettivo. Una disposizione che aveva suscitato oltre ai malumori degli insegnanti anche una consistente quantità di polemiche.

Il superamento di questa parte della riforma è il frutto dell’accordo con le parti sociali e il neo ministro Marco Bussetti che smonta un pezzo della legge 107/2015. Il passaggio da ambito territoriale a scuola avverrà per punteggio. E’ questa la novità dell’accordo. Continueranno ad essere presi in considerazione prima i docenti che hanno avuto il trasferimento con una delle precedenze previste dal Contratto di mobilità 2018/19, poi si procederà per punteggio a partire dalla scuola scelta dal docente su istanze on line nei tempi indicati dal Ministero.

Si tratta di una procedura che per il primo ciclo, partirà già dal 28 giugno. Per la scuola secondaria bisognerà attendere invece la pubblicazione dei trasferimenti, programmata per il 13 luglio.

Gli insegnanti sceglieranno la scuola dalla quale partire per l’assegnazione d’ufficio da parte dell’Ufficio Scolastico provinciale. Se il posto scelto non sarà libero, si scorreranno i posti per vicinanza. Nel caso di mancata indicazione sarà considerata la scuola capofila dell’ambito. La procedura riguarderà anche i docenti che saranno assunti a tempo indeterminato nell’a.s. 2018/19.

Accanto a questa importante modifica che smantella una parte importante della precedente riforma della scuola, sono previste nuove disposizioni per chi vorrà lavorare come docente nella scuola pubblica relativamente al metodo di reclutamento degli insegnanti.

Nuove disposizioni che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico e che cambieranno radicalmente le modalità per diventare insegnante rispetto a quelle fino ad oggi conosciute.

Le principali novità riguarderanno i docenti e le modalità che verranno introdotte anche per accedere ai concorsi pubblici e riguarderanno esclusivamente la scuola secondaria (medie e superiori).

Dal 2018 vi saranno tre le modalità differenti per accedere alla professione di insegnante, la prima è attraverso un concorso pubblico aperto a tutti anche coloro che non hanno mai insegnato prima, un concorso pubblico per tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione (come ad esempio il TFA) ed infine attraverso le Graduatorie d’Istituto che non permettono di ottenere una cattedra di ruolo, ma di essere chiamati per delle supplenze più o meno lunghe, che servono per acquisire punteggio ai fini del concorso pubblico.

Andiamo con ordine. Dal 2018 il concorso pubblico per diventare docente verrà modificato, l’accesso alla selezione pubblica sarà per tutti ma sarà necessario essere in possesso di un titolo valido per l’iscrizione ad una classe di concorso ed aver conseguito 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Questa è una delle principali novità che entreranno in vigore dal 2018 in poi.

Tutti coloro che non hanno ancora acquisito i 24 CFU potranno farlo attraverso le Università che proprio in questo periodo stanno provvedendo all’organizzazione di corsi ad hoc – con un prezzo di iscrizione di massimo 500€. Una volta acquisiti i Crediti Formativi gli aspiranti docenti potranno partecipare al concorso pubblico. Tutti coloro che passeranno la selezione pubblica accederanno ad un percorso di formazione, introduzione e tirocinio della durata di tre anni (il cosiddetto FIT) dopodiché diventerà di ruolo (ma solo se considerato idoneo).

Diversa la sorte per tutti coloro che sono in possesso del titolo per insegnare ed anche dell’abilitazione come ad esempio il vecchio TFA (Tirocinio Formativo Attivo) per questa categoria sarà previsto un concorso pubblico ad hoc, e saranno chiamati a sostenere una prova orale non vincolante, valida per l’assegnazione di un punteggio ai fini dell’iscrizione alle nuove Graduatorie Regionali.

Solo dopo l’inserimento in queste graduatorie i laureati abilitati all’insegnamento potranno essere assunti come docenti di ruolo, ma solo dopo aver superato un anno di tirocinio.

Infine ci sono coloro che sono in possesso dei 36 mesi di servizio, in questo caso potranno iscriversi anche alle Graduatorie d’Istituto oppure inviare una domanda di messa a disposizione, ma in questo caso si parla solo di supplenze, poiché per ottenere una cattedra definitiva è sempre necessario passare per un concorso pubblico. Ci sono persone quindi che in questi anni hanno ricoperto diverse supplenze, maturando così esperienza come insegnanti. Per loro il MIUR ha previsto un concorso agevolato nel 2018.

Il Ministero ha previsto per questa categoria di insegnanti, una selezione a cui potranno partecipare coloro che hanno almeno 36 mesi di servizio come insegnanti. Le prove concorsuali sono solamente due (uno scritto e un orale) mentre chi supera la selezione sarà esonerato dal secondo anno del FIT

In questo modo diventare insegnanti di ruolo sarà più semplice, ma anche più veloce.

 

 

 

13 luglio 2010 0

Taviano e le lotte di potere che ostacolano lo sviluppo

Di redazione

Una dura accusa quella che Taviano rivolge, nella sua rubrica “Parola di giudice” (clicca) ad una corposa parte della classe politica italiana. L’accusa è quella di boicottare lo sviluppo del territorio, in particolare del mezzogiorno, pur di mettere il classico bastone tra le rute di un avversario politico o, addirittura di un compagno di partito troppo ingombrante. E’ la lotta dei fondi europei di cui l’Italia usufruisce solo per un massimo 15 % restituendo all’Europa tutti finanziamenti che non si riescono a pianificare. Soldi finanziati dalle tasse degli italiani che vengono ridistribuiti così in altri paesi del vecchio continente. Un concetto certamente non nuovo ma che Taviano ha saputo esporre con la chiarezza di cui è capace. Er Amedei