Tag: prestiti

11 aprile 2017 0

Famiglia di usurai in manette. Tassi fino al 240% a prestiti per spese mediche e scolastiche

Di admin
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Velletri – Stringevano il cappio dell’usura intorno al collo di famiglie con difficoltà di ogni genere. C’era chi si rivolgeva a loro per sostenere spese mediche o quelle scolastiche per i figli. Loro, la famiglia dell’usura, pretendeva tassi di interesse fino al 240% annuo. Le indagini svolte dai carabinieri di Velletri comandati dal capitano Giambattista Fumarola e diretti dal tenente Marco Colì, hanno disarticolato questa organizzazione familiare composta da padre, madre, figlio maggiorenne, allargata ad altre due persone exstrafamiliari. Hanno eseguito, quindi, cinque provvedimenti restrittivi, emessi dal GIP, del locale Tribunale, nei confronti di 3 uomini e 2 donne residenti tra Ariccia ed Albano Laziale, ritenuti responsabili di usura, estorsione, violenza sessuale, lesioni personali e spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

Le misure cautelari, tre di custodia cautelare in carcere, uno degli arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, scaturiscono da un’articolata attività di indagine condotta dal novembre 2016 al marzo 2017, dal Nucleo Operativo della Compagnia di Velletri e dalla Stazione Carabinieri di Ariccia, coordinati dal Sost. Procuratore dott. Travaglini della Procura veliterna, che ha permesso di disvelare uno spaccato di criminalità operante nell’area dei Castelli Romani, ove decine di persone per sopravvivere alle proprie difficoltà economiche e per far fronte ai bisogni quotidiani, erano costretti a ricorrere a prestiti usurari.

Le indagini, condotte sia con attività tecnica intercettiva ma soprattutto con numerosi servizi di osservazione e pedinamento, hanno superato gli ostacoli dovuti al clima di diffusa e pericolosa omertà.

Gli esiti investigativi hanno permesso di accertare l’erogazione di somme di denaro gravate da elevati tassi d’interesse, anche pari al 240% su base annua;  forme di recupero dei crediti caratterizzate da minacce verbali, psicologiche, e metodi estorsivi degenerati anche in violente aggressioni fisiche con gravissime lesioni personali e violenze sessuali; cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina, con forme di pagamento anche ratealizzato (che andavano ad alimentare il circuito usuraio); l’esistenza di una vera e propria contabilità redatta da uno degli indagati (e sequestrata dai militari operanti), con i conteggi di almeno una parte dei clienti usurati; nello specifico sono stati conteggiati 36 vittime nell’anno 2013 (con introiti pari a 41.700 euro), 46 nell’anno 2014 (con introiti pari a 58.500 euro), 70 nell’anno 2015 (con introiti pari a 93.100 euro),  55 nell’anno 2016 (con introiti pari a 77.450 euro); una prassi consolidata di “scambio di clientela” tra usurai, attuata agli occhi delle vittime come soluzione bonaria per fronteggiare i ritardi nei pagamenti settimanali o mensili; una sottomissione psicologica delle vittime, che nella maggior parte dei casi ricorreva ai prestiti per fronteggiare quodiane esigenze di vita (pagamento di visite mediche, spese scolastiche per i figli, ecc.) ovvero derivanti da difficoltà economiche, anche connesse allo stato di disoccupazione. Al vertice del sodalizio vi era un 42enne, di Ariccia, con diversi precedenti, già destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, il quale è ritenuto responsabile altresì di violenza sessuale continuata nei confronti di una donna annoverata tra le vittime di usura nonché lesioni personali in danno di un uomo (anch’egli vittima di usura), a cui avrebbe fratturato sei costole (reati per i quali è stato sottoposto a OCC in carcere);  si avvaleva della moglie 44enne (sottoposta ad OCC in carcere) e del figlio 18enne (sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), nonché degli altri due indagati una donna 57enne (anch’ella ritenuta responsabile di usura e sottoposta ad OCC in carcere) e di un 31enne (sottoposto alla misura degli arresti domiciliari). Gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Velletri e Roma Rebibbia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

27 luglio 2010 0

Auto di lusso, prestiti a tasso usurio e capitali all’estero; gli ingredienti dell’operazione Car Banking

Di redazione

Al termine di varie ispezioni antiriciclaggio, verifiche fiscali ed accertamenti bancari effettuati nei confronti di un gruppo di società laziali operanti nel settore del commercio auto di lusso, dei trasporti ed in quello finanziario, è stata individuata una società finanziaria che praticava al pubblico prestiti con tassi usurai. Sono stati verbalizzati dagli uomini della guardia di finanza di Frosinone agli ordini del colonnello Gincostrabile Salato, 80 soggetti (tra ditte e società), scoperti illeciti trasferimenti di capitali per oltre 10 milioni di euro ed una milionaria frode fiscale nonché una truffa al circuito bancario per circa un milione di Euro. Denunciate. 5 persone per riciclaggio, frode fiscale, usura aggravata, falso e truffa. Dopo due anni d’indagini i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone hanno ultimato specifici accertamenti di polizia economica e finanziaria nei confronti di un gruppo di società operante, tra l’altro, nel Lazio nel commercio auto e dei trasporti e nel settore finanziario, facenti capo ad un imprenditore ciociaro. L’operazione denominata “CAR BANKING”, nel settore del contrasto al riciclaggio dei proventi illeciti, scaturisce da un monitoraggio sulla circolazione transfrontaliera di capitali, in entrata o in uscita dall’Italia, da cui sono emerse precise ipotesi di reato per le quali è stato istituito un procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Frosinone. In particolare le investigazioni erano scaturite da un’attività d’intelligence, eseguita dalla Sezione Tutela Economia del Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone, posta in essere attraverso un’attenta analisi delle dichiarazioni valutarie presentate all’Ufficio Italiano Cambi, per l’esportazioni di capitali per l’estero. L’intensa analisi ai fini valutari di tali dichiarazioni, si era resa necessaria in quanto erano stati individuati anomali flussi finanziari (per oltre un milione di euro) posti in essere da 2 frusinati (P.P. di Frosinone di 30 anni e P.E. di Alatri di 56 anni) che avevano presentato elevati indici di criticità. I predetti soggetti, infatti, in un breve lasso di tempo, risultavano aver movimentato e trasferito all’estero ingenti somme di denaro contante, che da una prima analisi non riconducibili ad attività economico-commerciali lecite. I preliminari elementi acquisiti, integrati da indagini antiriciclaggio, mirate indagini bancarie e da analisi di documentazione amministrativo contabile di una società operante in Roma, Frosinone e Ferentino nel settore del commercio delle auto di lusso, hanno permesso di individuare e delineare una articolata evasione fiscale realizzata dalla predetta società, attraverso il trasferimento di contanti all’estero relativi ai ricavi non transitati contabilità e non dichiarati al fisco. Sono stati individuati e verbalizzati illeciti trasferimenti denaro contante, posti in essere, senza avvalersi di intermediari abilitati, tra la predetta società ed altri soggetti economici e deferiti alla locale A.G. i due ciociari, rispettivamente per evasione fiscale e riciclaggio. Sulla scorta di tali fattispecie penalmente rilevanti, la Procura della Repubblica di Frosinone ha disposto investigazioni finanziarie sulle persone fisiche e giuridiche facenti capo ai predetti soggetti hanno permesso di scoprire singolari e rilevanti trasferimenti di denaro, riconducibili ad operazioni extraconto (non transitate per conti correnti censiti dal circuito bancario) e numerose operazioni in contanti. D’interesse investigativo sono risultati i dei flussi finanziari che vedevano coinvolta, anche una società finanziaria facente anch’essa capo ad uno dei soggetti indagati; la finanziaria regolarmente iscritta all’albo dei mediatori creditizi risultava costituita per l’erogazione di prestiti al pubblico all’interno degli autosaloni delle aziende riferibili ad uno degli indagati stessi. Successivamente al fine di approfondire tutte le risultanze investigative acquisite che vedevano coinvolta 8 società finanziarie, gli investigatori del Nucleo di Polizia, avvalendosi dei poteri di polizia valutaria hanno sviluppato una serie di complessi accertamenti che hanno, attraverso una attenta analisi dei flussi finanziari e dei contratti finanziamento, consentito di:  individuare illeciti trasferimenti denaro contante, posti in essere senza ricorrere ad intermediari abilitati, per complessivi euro 10.129.924,00, verbalizzando 60 ditte e 22 società;  accertare che la finanziaria, operava prevalentemente nei confronti di una clientela (il c.d. pubblico) che necessitava di piccoli finanziamenti e che è risultata estranea a tale settore merceologico e non interessata all’acquisto di autovetture. I predetti (casalinghe – pensionati – artigiani – operai – insegnanti e impiegati) attratti da annunci pubblicitari ed in stato di bisogno per gravi ed evidenti difficoltà finanziarie si erano rivolti alla finanziaria che faceva capo al ciociaro indagato per cercare di risolvere delle eccezionali e sopravvenute emergenze finanziaria (spese funebri – cure mediche – spese per protesi dentarie – etc.). Le indagini hanno permesso di appurare che erano stati praticati nelle concessioni dei prestiti (cessioni quinto stipendio) dei tassi d’interesse usurai (oltre le soglie di legge) mediante, anche l’inclusione di spese per servizi non richiesti ed imposti dalla predetta finanziaria per la positiva concessione del prestito. I tassi usurai praticati, nell’ambito dei finanziamenti personali concessi alle 14 vittime sono stati quantificati intorno al 30% annuo. I finanziamenti personali concessi alla clientela con l’applicazione di tassi usurai dalla predetta finanziaria – sono stati quantificati in circa 200.000,00 Euro – e sono stati effettuati attraverso le strutture operative di due Gruppi finanziari di primaria importanza a livello nazionale. Al termine delle indagini sono state deferite alla locale Procura della Repubblica n. 4 soggetti per usura aggravata, tra i quali, l’amministratore della finanziaria Ciociara, il responsabile per il Lazio e Frosinone ed il coordinatore della rete commerciale di uno dei predetti gruppi finanziari, nonché l’agente di zona (Lazio e Abruzzo) con sede ad Avezzano dell’altro gruppo finanziario che hanno, tra l’altro, sottoscritto i contratti di finanziamento incriminati, definendone le condizioni, i piani di ammortamento, i tassi d’interesse e le spese applicate; Sulla scorta delle risultanze degli accertamenti antiriciclaggio svolti, è stata effettuata anche una verifica fiscale che ha permesso tra l’altro di ricostruire l’articolata frode fiscale recuperando a tassazione basi imponibili ai fini dell’imposizione diretta per €. 1.353.783,00 ed un’imposta sul valore aggiunto per €. 560.343,00, nonché scoprire fatture per operazioni inesistenti per complessivi €. 162.083,00 e deferire all’A.G. per utilizzo di F.O.I. il predetto ciociaro (P.P. di Frosinone di anni 30). Nel corso delle predette investigazioni, attraverso le minuziose analisi bancarie finalizzate al rintraccio dei flussi economici concernenti prestiti ricevuti dalla predetta società verificata, sono stati effettuati accertamenti relativi ad una querela sporta dall’amministratore delegato di un istituto di credito ciociaro, che aveva riferito circa presunte irregolarità nella concessione dei prestiti ai predetti imprenditori ciociari. Tali accertamenti hanno consentito di scoprire e ricostruire una truffa finanziaria al circuito bancario nazionale di 806.200 euro e l’imprenditore è stato deferito alla locale A.G. per falso e truffa. La sopraindicata attività a tutela dell’economia nazionale indirizzata alla scoperta dei soliti furbi che trasferiscono all’estero i proventi illecitamente guadagnati in Italia in danno di chi paga regolarmente le tasse, ha interessato 80 contribuenti ciociari e nel caso specifico si è dimostrata penetrante e concreta considerati gli importi incassati dall’erario per le numerose verbalizzazioni effettuate nel corso dell’operazione “CAR BANKING”.