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24 novembre 2017 0

Lavoro; i dati della Cgil: contratti a tempo indeterminato 4856, quelli a termine restano il 74,85%

Di redazionecassino1
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“Nel mese di settembre, ulteriori 4.856 contratti a tempo indeterminato nel Lazio non sono stati sostituiti, o meglio sono stati parzialmente sostituiti da contratti di lavoro a termine che rappresentano il 74,85% del totale dei contratti attivati. Dall’inizio dell’anno i contratti a tempo indeterminato non sostituiti sono 31.729, mentre si conferma l’esplosione dei contratti a termine, peraltro di breve durata”. Così, in una nota, Donatella Onofri, segretaria della Cgil di Roma e del Lazio. “La brevità dei contratti a termine, pur non avendo ancora i dati delle comunicazioni obbligatorie, – continua – è facilmente desumibile dal fatto che per il secondo mese consecutivo le cessazioni o superano le attivazioni (agosto) o sostanzialmente si equivalgono (settembre). Mentre, pur trattandosi di un dato nazionale non disaggregabile a livello regionale, per il lavoro a termine si riduce la retribuzione teorica lorda mensile. Dunque un lavoro precario e sempre meno pagato. In queste condizioni chiediamo alla politica in generale, e a chi continua a difendere il Jobs act in particolare, che tipo di società immaginano e se non sia giunta l’ora di capire che bisogna invertire la tendenza con politiche strutturali e non quelle basate sui bonus. Il tavolo per Roma è un’opportunità, ma oltre all’innovazione, che può riguardare le alte professionalità, occorre prevedere anche una crescita della buona occupazione. Pensiamo, ad esempio, al ciclo dell’edilizia legato alla riqualificazione energetica e strutturale delle scuole e all’edilizia residenziale pubblica che, oltre ai risvolti occupazionali, potrebbero costituire una risposta alle esigenze dei cittadini e delle loro famiglie”.

31 marzo 2017 0

Arrestato l’autore di allarme bomba a Velletri. Si indaga su quelli di Cassino, Latina e Viterbo

Di admin

Velletri – Sono scattate a Roma nella giornata di ieri, 31 marzo, le manette per il 58enne autore delle telefonate minatorie giunte agli uffici giudiziari di Velletri lo scorso 20 settembre. In corso le indagini per risalire agli autori di altri episodi verificatisi nello stesso giorno a Cassino, Latina e Viterbo.

Tutto era iniziato con una telefonata anonima giunta verso le 11.45 presso il commissariato di Velletri, la quale denunciava la presenza di una bomba negli uffici giudiziari del Tribunale, in via Artemisia Mammucari.

L’allarme aveva fatto immediatamente scattare le misure di sicurezza previste in caso di pericolo bomba e, durante la bonifica dei locali interessati, gli agenti avevano di fatto rinvenuto una valigetta. Fortunatamente si era trattato di un bluff,poiché al suo interno gli artificieri della Polizia di Stato hanno rinvenuto un finto ordigno privo di esplosivo. La procura della Repubblica di Velletri aveva quindi aperto un procedimento penale contro ignoti, delegando per le indagini la Digos e il Commissariato di Velletri. Le indagini, partite dall’analisi della telefonata anonima, hanno portato all’individuazione del cellulare da cui era stata effettuata la chiamata. Di qui è stato poi facile individuarne il possessore, identificato per P.R., pregiudicato romano di 58 anni, per il quale è subito andata in esecuzione una misura cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria di Velletri. Autori dell’arresto la Digos ed il Commissariato di Velletri, per il reato di minaccia aggravata a corpo giudiziario.I riscontri della Polizia Scientifica hanno poi confermato l’identità del burlone grazie alla corrispondenza fra il suo Dna e il profilo genetico estrapolato dalla valigetta.

Il Giudice per le indagini preliminari di Velletri ha emesso nei confronti del 58enne un’ordinanza di custodia cautelare per i reati violenza e minaccia aggravata a un corpo giudiziario, interruzione di un ufficio pubblico e sostituzione di persona in concorso.

Ma le indagini non si fermano, volte ad individuare l’autore degli analoghi allarmismi a Cassino, dove il 20 settembre le ispezioni dei Carabinieri si sono protratte da metà mattinata sino alle 15.00 del pomeriggio, così come nei tribunali di Latina e Viterbo. Non si è tuttavia ritenuto necessario evacuare gli uffici in quanto all’interno di essi e degli altri ambiente non era stato rinvenuto alcunché in relazione al presunto ordigno.

Giulia Guerra

 

29 aprile 2010 0

Funerale per la morte del gatto e 10 mila euro di eredità ciascuno per quelli ancora in vita

Di redazione

“Filippo ed io vivevamo insieme da 23 anni, era con me fin da quando aveva pochi mesi e quando è morto ho sentito di aver perso un figlio”. L’88enne di Pineto in provincia di Teramo non parla di una persona ma del suo affezionato gatto morto il mese scorso e trattato, così come da vivo, come una persona. Quando Filippo ha chiuso gli occhi per sempre, la sua anziana padrona, una vedova benestante e senza figli, lo ha fatto sistemare in una cassa realizzata su misura, e dopo un funerale, Filippo è stato seppellito all’ombra di una palma. Voci di popolo e il quotidiano “Il Centro” hanno raccontato che la donna, per il funerale del suo compagno di vita avrebbe speso ua cifra che si aggira intorno ai 12 mila euro. Anche se, quanto raccontato rende credibile la notizia, lei, seccamente smentisce: “In tutto avrò speso qualche centinaio di euro e mi sono anche arrabbiata con le pompe funebri perché ho detto che era poco”. In vita le cose per Filippo, cosi come per l’altra gatta Bianchina e il cane Leopoldo, non sono andate certo male. Ognuno degli animali, nell’appartamento della donna, ha una stanza con tanto di letto, riscaldamento e una governate che si occupa di mantenere pulito e di portarli fuori per i bisogni. A servire da mangiare ci pensa direttamente l’88enne che da loro il timballo cucinato quotidianamente da un vicino ristorante. Una passione per gli animali, quella dell’anziana donna, che guarda anche al futuro. La vedova, infatti, sa che l’età avanza e per questo aveva destinato ben 30 mila euro della sua eredità proprio a Filippo e agli altri due animali domestici. Insomma, chi si fosse occupato di loro fino alla fine dei loro giorni, avrebbe percepito ben 10 mila euro per ciascun animale. Filippo però, purtroppo, si è spento prima per cui la sua “quota” di eredità è passata ad un altro trovatello. L’amore pèer gli animali, però, non si ferma solo a quelli domestici: “Le persone ti tradiscono, un animale no”, convinta di questo la donna “semina alimenti e cibaglie su muri, marciapiedi e finanche tetti. “Dò da mangiare a circa 40 piccioni e altre decine di animali nel circondario”. Questo aspetto ha creato antipatie e rancori. I vicini infatti maldigeriscono che randagi e animali di ogni genenere si raccolgono nei pressi delle loro case attirati dalle cibaglie diseminate della donna e sono fioccate denunce. ermadei@libero.it

24 marzo 2010 0

Gli amministratori “junior” ricevono la visita di quelli “senior”

Di redazione

Aiuti ai bambini poveri, centro sportivi attrezzati per bambini e per portatori di handicap e decurtazione degli stipendi degli assessori “senior” per realizzare queste richieste. Sono alcune delle proposte avanzate oggi pomeriggio nel corso del consiglio comunale giovani. L’assise “junior” è inserita nel progetto “città dei bambini” voluto dall’assessorato alle politiche sociali del comune di Lanciano (Ch). La “sala del consiglio” comunle scelta per l’occasione è stata la struttura interna alla biblioteca comunale. E’ stato lì che sindaco e assessori “Junior” hanno ricevuti il sindaco di Lanciano senior Filippo Paolini, e l’assessore senior delle politiche sociali Angelo Palmieri. Circa un’ora di interventi da parte degli assessori e dei consiglieri comunali che hanno spaziato dal sociale a urbanistica e lavori pubblici. “Noi crediamo che sia giusto iniziare un rapporto che riavvicini istituzioni e cittadini, a cominciare da quelli più giovani”. Lo ha detto l’assessore Palmieri. “Ci rivolgiamo quindi a voi che sarete i professinisti, i politici e i sindaci di domani”. Nell’occasione è stato anche deciso di coinvolgere il consiglio comunale dei bambini nelle iniziative cittadine. Ermanno Amedei